Codice ALLEA Etica della Ricerca 2026: Cosa Cambia in Italia
Il Codice Europeo di Condotta per l’Integrità della Ricerca di ALLEA (All European Academies) è il documento di riferimento più autorevole per la ricerca scientifica finanziata con fondi europei. Nella sua edizione riveduta del 2023, il codice aggiorna i principi fondamentali e li connette esplicitamente ai temi della cultura della ricerca, dell’equità, della diversità e dell’inclusione. In Italia, il codice è riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) come standard di riferimento per tutti i progetti Horizon Europe e viene gradualmente adottato anche per la valutazione delle tesi di dottorato e dei prodotti dell’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN).
Per un ricercatore italiano — dottorando, assegnista, professore associato o laureando magistrale — conoscere il codice ALLEA non è un esercizio teorico: è la comprensione delle regole del gioco della ricerca contemporanea. Questa guida analizza i quattro principi cardine, le pratiche scorrette esplicitamente elencate, le novità introdotte nell’edizione 2023 e le implicazioni concrete per la ricerca italiana nel 2026.
Chi è ALLEA e il ruolo del codice
ALLEA — All European Academies è la federazione europea delle accademie nazionali delle scienze e delle arti, con sede a Berlino. Fondata nel 1994, riunisce oltre 50 accademie di tutta Europa, inclusa l’Accademia Nazionale dei Lincei (Italia). La sua funzione principale è promuovere la collaborazione scientifica europea e fornire consulenza alle istituzioni dell’Unione Europea su temi di politica scientifica.
Il primo European Code of Conduct for Research Integrity è stato pubblicato nel 2011. Una prima revisione è avvenuta nel 2017, e l’edizione attuale — la più recente — è stata pubblicata nel giugno 2023. La Commissione Europea riconosce formalmente il codice come il documento di riferimento per l’integrità della ricerca in tutti i programmi di finanziamento dell’UE, incluso Horizon Europe 2021-2027.
Il codice non ha valore di legge vincolante per le università italiane, ma ha la forza di uno standard professionale de facto, adottato da istituzioni di ricerca, atenei e agenzie di finanziamento in tutta Europa. La sua violazione può comportare conseguenze rilevanti: revoca del finanziamento Horizon Europe, esclusione da valutazioni future, procedimenti disciplinari interni all’ateneo.
I quattro principi fondamentali
Il codice ALLEA organizza l’etica della ricerca intorno a quattro principi fondamentali, tradotti in italiano come segue:
1. Affidabilità (Reliability)
La ricerca deve garantire la qualità del processo scientifico in tutte le sue fasi: disegno dello studio, metodologia, analisi dei dati, uso delle risorse. Il principio di affidabilità richiede che i risultati siano riproducibili e che i metodi siano sufficientemente descritti da permettere la replica indipendente. In pratica: la sezione metodologica della tesi deve essere abbastanza dettagliata da consentire ad un altro ricercatore di replicare lo studio.
2. Onestà (Honesty)
Il ricercatore deve sviluppare, condurre, revisionare, comunicare e rendicontare la ricerca in modo trasparente, equo, completo e imparziale. Il principio di onestà vieta la selezione opportunistica dei risultati (cherry picking), la presentazione distorta di dati contrari alle ipotesi (HARKing: Hypothesizing After Results are Known) e qualsiasi forma di comunicazione ingannevole dei risultati.
3. Rispetto (Respect)
Il rispetto si estende ai colleghi, ai partecipanti alla ricerca (inclusi i soggetti vulnerabili come i minori), agli oggetti di studio (animali, ecosistemi, patrimonio culturale), alla società e all’ambiente. In un contesto italiano, questo principio si traduce nel rispetto del codice deontologico della propria disciplina, nella tutela dei dati personali secondo il GDPR e nel riconoscimento appropriato del contributo intellettuale di tutti i collaboratori.
4. Responsabilità (Accountability)
Il ricercatore è responsabile della ricerca dall’idea iniziale alla pubblicazione finale, della sua gestione e organizzazione, della formazione e supervisione di studenti e collaboratori più giovani, e degli impatti più ampi del lavoro scientifico sulla società. Questo principio è particolarmente rilevante per i relatori di tesi: la responsabilità verso il lavoro del laureando è componente esplicita del principio di accountability secondo il codice ALLEA.
Le novità dell’edizione riveduta 2023
L’edizione 2023 del codice ALLEA introduce alcune innovazioni significative rispetto alla versione 2017, rispecchiando i cambiamenti avvenuti nel panorama della ricerca europea nell’arco di sei anni.
Cultura della ricerca e ambiente istituzionale
La revisione 2023 rafforza l’attenzione alla cultura della ricerca come fattore abilitante o inibitore dell’integrità. Non basta che i singoli ricercatori rispettino le norme etiche: anche le istituzioni — università, istituti di ricerca, agenzie di finanziamento — devono creare ambienti in cui l’integrità sia incentivata e le violazioni segnalate senza timore di ritorsioni (principio del “safe whistleblowing”).
Equità, diversità e inclusione (EDI)
Per la prima volta, il codice 2023 inserisce esplicitamente i principi di equità, diversità e inclusione tra le pratiche di buona ricerca. I ricercatori sono chiamati ad essere consapevoli dei rischi di discriminazione e di esclusione nelle proprie pratiche di ricerca, nella formazione delle équipe, nella selezione dei campioni e nella comunicazione dei risultati.
Intelligenza artificiale e ricerca computazionale
Il codice 2023 non menziona esplicitamente i large language model (LLM), ma le linee guida sul software, sugli strumenti computazionali e sulla trasparenza metodologica sono state ampliate. La posizione prevalente delle istituzioni europee — inclusa la Commissione Europea con le sue linee guida sull’IA generativa nella ricerca accademica — è che l’uso di LLM deve essere dichiarato e che la responsabilità intellettuale dei contenuti resta in capo al ricercatore.
Open Science e accesso aperto
La versione 2023 rafforza il collegamento tra integrità della ricerca e Open Science. La condivisione dei dati grezzi, del codice di analisi e dei materiali di ricerca è presentata come una pratica di buona ricerca, non come un requisito tecnico opzionale. Questo allineamento con le politiche Open Science dell’MUR e del Plan S è esplicito nell’edizione 2023.
Pratiche scorrette e frodi: QRP vs FFP
Il codice ALLEA distingue con precisione tra due categorie di comportamento scorretto:
Frodi nella ricerca (FFP: Fabrication, Falsification, Plagiarism)
Sono le violazioni più gravi, generalmente definite come “research misconduct” nelle policy anglosassoni:
- Fabrication (Fabbricazione): inventare dati, risultati o esperimenti che non sono stati realmente condotti
- Falsification (Falsificazione): manipolare materiali, attrezzature, processi o dati in modo da alterare i risultati
- Plagiarism (Plagio): appropriarsi del lavoro intellettuale altrui (idee, testi, dati, immagini) senza adeguato riconoscimento
In Italia, il plagio è disciplinato anche dalla Legge 475/1925 e dalle norme del codice penale. Negli atenei, le procedure disciplinari possono portare alla revoca del titolo di studio anche anni dopo il conseguimento. La VQR ANVUR 2025-2028 include tra i criteri di esclusione dei prodotti scientifici i casi accertati di plagio o falsificazione.
Pratiche di ricerca discutibili (QRP: Questionable Research Practices)
Le QRP sono comportamenti che pur non raggiungendo la soglia della frode esplicita compromettono comunque l’integrità della ricerca. Le più comuni includono:
- P-hacking: manipolare le analisi statistiche fino a ottenere un p-value significativo
- HARKing: formulare le ipotesi ex post, dopo aver visto i risultati
- Cherry picking: selezionare e riportare solo i risultati favorevoli all’ipotesi
- Salami slicing: pubblicare i risultati di uno stesso studio in più articoli per massimizzare le pubblicazioni
- Ghost e guest authorship: includere autori che non hanno contribuito (gift authorship) o escludere autori che hanno contribuito (ghost authorship)
- Scarsa supervisione: il relatore che non rivede adeguatamente il lavoro del laureando o del dottorando
Recepimento in Italia: MUR, CNR e atenei
Il codice ALLEA non è stato recepito attraverso un atto normativo nazionale specifico, ma la sua influenza sul sistema universitario italiano è sostanziale e crescente.
Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR)
Il MUR richiama il codice ALLEA nei bandi nazionali per i progetti di ricerca finanziati con fondi europei e nelle linee guida per i dottorati di ricerca. Il Piano Nazionale della Ricerca 2021-2027 include tra le sue priorità trasversali il rafforzamento della cultura dell’integrità scientifica, con riferimento esplicito agli standard europei.
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
Il CNR ha istituito una Commissione per l’Etica e l’Integrità nella Ricerca che ha elaborato documenti specifici — incluso un Ethical Toolkit per il consenso informato — allineati al codice ALLEA. I ricercatori CNR sono tenuti a rispettare il codice come parte del loro contratto di lavoro.
Livello di ateneo
Università come Bologna, Milano, Padova, Sapienza e Politecnico di Milano hanno adottato Codici Etici o Policy sull’Integrità della Ricerca che recepiscono i quattro principi ALLEA e prevedono procedure interne per la segnalazione e il trattamento delle violazioni. La guida all’ASN 2026 riporta come l’integrità accademica sia criterio implicito nelle commissioni di abilitazione.
Implicazioni per tesi e dottorato
Per uno studente magistrale o un dottorando italiano, il codice ALLEA si traduce in una serie di obblighi pratici che è utile interiorizzare fin dall’avvio del percorso di ricerca.
Nella tesi magistrale
La tesi magistrale deve rispettare il principio di affidabilità (metodi descritti con sufficiente dettaglio), onestà (tutti i risultati riportati, inclusi quelli negativi), rispetto (consenso informato dei partecipanti, citazione delle fonti) e responsabilità (il laureando risponde della correttezza del proprio lavoro, ma anche il relatore ha una responsabilità di supervisione).
La dichiarazione antiplagio — richiesta da tutti gli atenei italiani al momento del deposito — è la traduzione operativa del principio di onestà e del divieto di plagiarism. I software Turnitin, Compilatio e simili rivelano corrispondenze testuali, ma non identificano tutti i tipi di plagio: il plagio di idee (presentare una teoria altrui come propria senza citazione) è altrettanto grave e non rilevabile automaticamente.
Nel dottorato
I dottorandi che svolgono ricerca nell’ambito di progetti Horizon Europe sono tenuti contrattualmente a rispettare il codice ALLEA. I programmi di formazione dei dottorati innovativi (PNRR) includono moduli obbligatori sull’etica della ricerca che prendono il codice ALLEA come riferimento. La gestione dei dati (Data Management Plan, DMP) e la condivisione dei dataset al termine del dottorato sono aspetti concreti in cui il principio di responsabilità e Open Science si intrecciano.
ALLEA e Horizon Europe: obblighi contrattuali
Ogni grant agreement di Horizon Europe include una clausola sull’integrità della ricerca che richiama il codice ALLEA come standard di riferimento. In pratica, qualsiasi ricercatore — incluso un dottorando — che lavori su un progetto Horizon Europe è tenuto a rispettare il codice. Le violazioni possono portare alla revoca del finanziamento, al recupero delle somme erogate e all’esclusione da futuri finanziamenti europei.
La Commissione Europea ha pubblicato linee guida specifiche sull’uso dell’IA generativa nella ricerca finanziata da Horizon Europe, che richiamano i principi di onestà e responsabilità del codice ALLEA: l’uso di strumenti LLM deve essere dichiarato, i risultati generati dall’IA non sostituiscono il ragionamento scientifico del ricercatore, e la responsabilità della correttezza dei contenuti resta interamente in capo all’autore umano.
ASN e VQR: integrità come requisito implicito
Nell’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), le commissioni valutano non solo i criteri bibliometrici (h-index, numero di articoli, impatto) ma anche la qualità intrinseca dei prodotti presentati. Il plagio accertato o le pratiche QRP documentate (es. salami slicing evidente) possono essere motivi di esclusione dalla valutazione. Analogamente, nella Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) condotta da ANVUR, i prodotti oggetto di procedure di retraction o di accertata violazione delle norme etiche vengono esclusi dal calcolo dell’Impact Factor istituzionale.
Il collegamento tra integrità della ricerca e carriera accademica in Italia si rafforza progressivamente: la dichiarazione DORA e il movimento CoARA spingono verso una valutazione più qualitativa della ricerca, in cui il rispetto degli standard etici pesa tanto quanto le metriche quantitative.
Riferimenti normativi
- ALLEA — The European Code of Conduct for Research Integrity, edizione riveduta 2023. allea.org/code-of-conduct/
- Commissione Europea — European Code of Conduct for Research Integrity (versione Horizon Europe). ec.europa.eu
- MUR — Piano Nazionale della Ricerca 2021-2027
- CNR — Commissione per l’Etica e l’Integrità nella Ricerca: documenti elaborati. cnr.it
- D.Lgs. 196/2003 — Codice Privacy, art. 106 (ricerca scientifica)
- Regolamento (UE) 2021/695 — Horizon Europe (Grant Agreement, art. 15: Ethics)
- Legge 475/1925 — Repressione della falsa attribuzione di opere scientifiche (anti-plagio)
- Regolamento VQR ANVUR 2025-2028 — Linee guida per la valutazione dei prodotti
- Linee guida CRUI sull’etica della ricerca universitaria
- Commissione Europea — Linee guida sull’uso dell’IA generativa nella ricerca (2024)
Per approfondire
- ALLEA (2023). The European Code of Conduct for Research Integrity – Revised Edition 2023. Berlin: ALLEA. PDF diretto
- Martinson, B. C., Anderson, M. S., & de Vries, R. (2005). “Scientists behaving badly.” Nature, 435, 737-738.
- Fanelli, D. (2009). “How Many Scientists Fabricate and Falsify Research?” PLOS ONE, 4(5), e5738.
- Bouter, L. M. et al. (2021). “Towards a research agenda for research integrity.” Health Research Policy and Systems, 19, 72.
- Infonetica (2024). Global Research Codes of Conduct for Research Integrity. infonetica.net
- Scopri le statistiche spagnole sul plagio universitario: plagio universidades España (ES)
- Definizione portoghese di plagiarismo accademico: plagiarismo académico (PT)
- Modello francese di metodologia e norme di citazione: méthodologie et normes de citation (FR)
Domande frequenti (FAQ)
Il codice ALLEA è obbligatorio per tutti i ricercatori italiani?
Non esiste una legge italiana che renda il codice ALLEA obbligatorio per tutti i ricercatori. Tuttavia, è vincolante per chi lavora su progetti Horizon Europe (per clausola contrattuale), è adottato come standard interno da CNR, INFN, ISS e da molti atenei, ed è il riferimento implicito delle commissioni ASN e VQR. Chi aspira a una carriera accademica italiana non può ignorarlo.
Cosa si intende con HARKing e come evitarlo nella tesi?
HARKing (Hypothesizing After Results are Known) consiste nel presentare ipotesi formulate ex post — dopo aver visto i risultati — come se fossero state formulate ex ante. Nella tesi, si evita registrando le ipotesi prima della raccolta dati (pre-registration su OSF o simili), oppure distinguendo chiaramente nella metodologia tra ipotesi a priori e analisi esplorative post-hoc.
La ghost authorship è frequente nelle tesi italiane?
La ghost authorship nella tesi implica tipicamente che qualcun altro (professionista esterno, genitore, collaboratore) abbia scritto parti significative della tesi senza essere dichiarato. È una violazione grave del codice ALLEA (principio di onestà) ed è penalmente rilevante in Italia ai sensi della Legge 475/1925. I software antiplagio rilevano solo le corrispondenze testuali, non il ghost authorship.
Come si riporta nella tesi l’uso di strumenti di IA generativa?
La posizione prevalente nel 2026 — supportata dalle linee guida della Commissione Europea, dalle policy di molti atenei italiani e dal codice ALLEA — è che l’uso di strumenti LLM (ChatGPT, Claude, Gemini ecc.) deve essere dichiarato esplicitamente nella sezione metodologica o in una nota specifica. La dichiarazione deve indicare lo strumento usato, il tipo di uso (revisione linguistica, traduzione, generazione di bozze) e confermare che la responsabilità intellettuale dei contenuti resta interamente dell’autore.
Il relatore può essere ritenuto responsabile di violazioni etiche del laureando?
Secondo il principio di responsabilità del codice ALLEA, il relatore ha una responsabilità di supervisione del lavoro del laureando. Questo non significa responsabilità penale per le azioni del laureando, ma implica che il relatore che non abbia svolto una supervisione adeguata può essere oggetto di procedimento disciplinare interno all’ateneo. Atenei come Bologna e Milano hanno procedure specifiche per questi casi.
Cosa sono le “pratiche di ricerca discutibili” (QRP) più comuni nelle tesi italiane?
Le QRP più frequenti nelle tesi italiane identificate dalla letteratura includono: omissione di risultati contrari all’ipotesi, campioni troppo piccoli presentati come rappresentativi senza adeguata discussione dei limiti, uso improprio di test statistici (es. applicare test parametrici a distribuzioni non normali senza verifica), citazione di fonti non consultate direttamente e self-plagiarism (riutilizzo di propri testi precedenti senza indicazione).
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