Open Science Italia 2026: Plan S, MUR e atenei verso il 2027
L’Italia si trova nel 2026 a un crocevia decisivo per la Scienza Aperta: il Piano Nazionale per la Scienza Aperta (PNSA) è in fase di implementazione avanzata, il Piano Triennale della Ricerca 2026-2028 — approvato dal MUR a gennaio 2026 — stanzia 1,25 miliardi di euro e incorpora esplicitamente gli obiettivi di apertura dei dati, gli accordi CRUI con i grandi editori internazionali sono stati rinnovati e ampliati, e il MUR è entrato ufficialmente nel consorzio europeo che gestisce la piattaforma Open Research Europe. Per ricercatori, dottorandi e responsabili della ricerca degli atenei italiani, comprendere questo ecosistema — i suoi obblighi, le sue opportunità e i suoi limiti — è diventato un requisito professionale irrinunciabile. Questa guida ricostruisce il quadro completo, integrando con il panorama degli accordi CRUI Read&Publish e degli strumenti pratici disponibili.
Sintesi — 7 punti chiave 2026
- Il Piano Nazionale per la Scienza Aperta (PNSA, DM 268/2022) è operativo fino al 2027 con 5 assi: pubblicazioni, dati, infrastrutture, valutazione, formazione.
- I finanziamenti Horizon Europe obbligano al deposito in OA immediato di tutte le pubblicazioni derivate da progetti EU (embargo massimo zero mesi per articoli).
- Gli accordi CRUI Read&Publish con Elsevier, Springer Nature, Wiley e Oxford coprono migliaia di riviste: i corrispondenti autori italiani affiliati pubblicano in OA senza pagare APC.
- Il MUR è entrato nel marzo 2026 nel consorzio europeo di Open Research Europe, consentendo la pubblicazione senza APC ai ricercatori dei paesi partecipanti.
- Piano S (cOAlition S) richiede OA immediato e senza embargo per tutte le pubblicazioni da progetti finanziati dai funding partner aderenti, con ANVUR nel ruolo di monitoraggio.
- Il Piano Triennale della Ricerca 2026-2028 stanzia 1,25 miliardi di euro e include esplicitamente il supporto all’infrastruttura EOSC Italia.
- La scadenza chiave per la conformità piena al PNSA è il 2027: tutti gli atenei dovranno aver adottato politiche istituzionali di OA mandate.
1. Il Piano Nazionale per la Scienza Aperta (PNSA)
Il Piano Nazionale per la Scienza Aperta è stato adottato con DM MUR n. 268 del 28 febbraio 2022 e reso pubblico il 20 giugno 2022. Rappresenta il documento programmatico fondamentale attraverso cui l’Italia ha recepito le raccomandazioni della Commissione Europea (Raccomandazione UE 2018/790 sull’accesso aperto alla comunicazione scientifica) e ha definito una roadmap nazionale per la transizione verso un sistema scientifico aperto.
Il piano è strutturato intorno a cinque assi di intervento:
- Pubblicazioni scientifiche: rendere accessibili in modo immediato e gratuito tutte le pubblicazioni derivate da ricerca finanziata con fondi pubblici. Obiettivo: tasso OA > 80% entro il 2027.
- Dati della ricerca: sviluppare politiche di gestione e condivisione dei dati secondo i principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable).
- Infrastrutture di analisi e ICT: partecipazione attiva all’European Open Science Cloud (EOSC) e sviluppo di nodi nazionali interoperabili.
- Sistemi di valutazione: integrare i principi Open Science nei criteri di valutazione della ricerca, in linea con DORA e CoARA.
- Formazione e capacity building: alfabetizzazione Open Science per ricercatori a tutti i livelli di carriera.
Il monitoraggio dell’attuazione è affidato a un Comitato Nazionale per la Scienza Aperta, istituito presso il MUR, che pubblica rapporti periodici di avanzamento. Al 2026, l’Italia ha raggiunto circa il 65% di tasso OA per le pubblicazioni dei ricercatori strutturati nelle università pubbliche, con un incremento di circa 18 punti percentuali rispetto al 2020.
2. Obblighi Open Science in Horizon Europe
Per i ricercatori italiani che partecipano a progetti finanziati da Horizon Europe, l’Open Access alle pubblicazioni è un obbligo contrattuale, non un’opzione. Le regole sono chiare e non ammettono deroghe:
- Tutti gli articoli peer-reviewed derivati da progetti HEU devono essere depositati immediatamente in un repository istituzionale o disciplinare al momento della pubblicazione (embargo zero).
- La licenza predefinita è Creative Commons CC BY, che consente la massima diffusione pur mantenendo l’attribuzione agli autori.
- I dati della ricerca prodotti nell’ambito di HEU devono essere gestiti secondo un Data Management Plan (DMP) approvato e depositati in un repository aperto, salvo eccezioni motivate (proprietà intellettuale, sicurezza, privacy).
- La non conformità può comportare la riduzione del contributo finale del grant, con un meccanismo di audit sulla conformità OA.
Il Programma di lavoro HEU 2026-2027 rafforza ulteriormente il supporto all’Open Science, prevedendo finanziamenti specifici per l’espansione dell’EOSC e per il potenziamento delle infrastrutture di pubblicazione istituzionale non-profit.
Webinar della rete nazionale della ricerca italiana — ReteGARR — sugli obblighi Open Access in Horizon Europe
3. Plan S e cOAlition S: stato nel 2026
Plan S è l’iniziativa del consorzio cOAlition S — che include agenzie di finanziamento pubbliche e fondazioni private di 27 paesi — che impone il mandato di OA immediato per tutte le pubblicazioni derivate da fondi dei suoi membri. In Italia, i principali aderenti a cOAlition S sono:
- MIUR/MUR (partecipazione attraverso Horizon Europe).
- La Compagnia di San Paolo e altre fondazioni private di ricerca.
- Il Consiglio Europeo della Ricerca (ERC), i cui grant sono coperti integralmente da Plan S.
Dal 2026, Plan S ha aggiornato le proprie linee guida per includere:
- Divieto delle “license-to-publish” senza CC BY: le riviste che non accettano la licenza CC BY non sono più conformi per la pubblicazione di lavori derivati da fondi cOAlition S.
- Sostegno ai “Diamond OA”: riviste che non addebitano né APC né abbonamenti, sostenute da università e enti di ricerca. La piattaforma OpenAIRE supporta l’ecosistema Diamond OA italiano.
- Rights Retention Strategy (RRS): gli autori possono pubblicare in qualsiasi rivista riservando i diritti sull’Accepted Manuscript per il deposito OA immediato, indipendentemente dalla politica della rivista.
Il monitoraggio della conformità Plan S è facilitato dal database Sherpa Romeo e dal Journal Checker Tool di cOAlition S, che consentono di verificare in tempo reale se una rivista è conforme per la pubblicazione con fondi EU.
4. Accordi CRUI Read&Publish: come usarli nel 2026
Una delle risorse più praticamente rilevanti per i ricercatori italiani è il sistema di contratti trasformativi (Read&Publish) negoziati dalla CRUI-CARE (Coordinamento per l’Accesso alle Risorse Elettroniche) per conto degli atenei italiani. Questi accordi consentono ai corrispondenti autori affiliati a istituzioni partecipanti di pubblicare in OA senza sostenere il costo degli APC (Article Processing Charges), che per le riviste ibride dei grandi editori possono variare da 1.500 a 5.000 euro per articolo.
I principali accordi attivi nel 2026 coprono:
- Elsevier: accordo CRUI-Elsevier che copre oltre 2.600 riviste ibride. Dal 2026 la licenza disponibile è esclusivamente CC BY.
- Springer Nature: accordo che copre oltre 2.000 riviste Springer e Nature Portfolio in modalità ibrida. Dal 2026 l’unica licenza disponibile nell’accordo è CC BY.
- Wiley: accordo CRUI-Wiley per le riviste ibride e fully-OA del portfolio Wiley.
- Oxford University Press: accordo CRUI-OUP per le riviste Oxford in OA.
- Cambridge University Press: accordo CRUI-Cambridge.
Per verificare se il proprio ateneo partecipa a un accordo specifico e quali riviste sono coperte, il ricercatore deve accedere al portale del proprio sistema bibliotecario di ateneo o consultare la lista aggiornata sul sito CRUI-CARE.
5. Open Research Europe: il consorzio del MUR (marzo 2026)
Il 26 marzo 2026, il MUR ha annunciato l’ingresso dell’Italia nel consorzio europeo che sostiene la piattaforma Open Research Europe (ORE). La piattaforma — sviluppata dalla Commissione Europea — consente ai ricercatori di paesi partecipanti di pubblicare articoli e preprint in OA senza costi, con un processo di peer review post-pubblicazione trasparente.
I benefici pratici per i ricercatori italiani sono immediati:
- Possibilità di pubblicare senza APC su una piattaforma con ISSN riconosciuto e indicizzazione in PubMed, Scopus e OpenAIRE.
- Peer review aperta e post-pubblicazione, con revisori nominati e relazioni disponibili al pubblico.
- Conformità automatica agli obblighi OA di Horizon Europe e Plan S.
- Compatibilità con il modello Diamond OA supportato da cOAlition S.
Gli altri paesi del consorzio ORE includono Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia e Svizzera. Per i confronti internazionali è interessante notare come il modello RCAAP portoghese, descritto in RCAAP: il modello portoghese di Open Science, condivida molti elementi con l’approccio italiano. In Francia, il dibattito sull’Open Science e sulla metodologia accademica è approfondito nella guida completa alla méthodologie de recherche francese 2026.
6. EOSC e l’infrastruttura italiana
L’European Open Science Cloud (EOSC) è la grande infrastruttura federata di servizi digitali per la ricerca aperta europea. L’Italia partecipa all’EOSC sia attraverso la Membership diretta del MUR sia attraverso la partecipazione di numerosi atenei e enti di ricerca (CNR, INFN, CINECA) alla EOSC Association.
Sul piano pratico, i nodi italiani dell’EOSC includono:
- IRIS CINECA: il sistema nazionale di gestione delle pubblicazioni degli atenei, interoperabile con OpenAIRE e EOSC.
- Open Access Italia (open-science.it): il portale nazionale che aggrega le risorse OA e monitora l’implementazione del PNSA.
- Repository istituzionali dei singoli atenei (AlmaDL UniBo, AMS Acta, OAR Roma Tre, BOA Bicocca, UNITESI), tutti connessi all’infrastruttura nazionale tramite protocolli OAI-PMH e OpenAIRE Graph.
Le metriche bibliometriche prodotte dall’ecosistema EOSC — citation counts, download, altmetrics — sono sempre più integrate nei processi di valutazione istituzionale. Per capire come si misurano l’impatto e il valore di una pubblicazione accademica, il portale ANVUR offre documentazione aggiornata sugli indicatori bibliometrici adottati nei processi di valutazione della ricerca italiana.
7. Dati della ricerca e principi FAIR
La gestione e la condivisione dei dati della ricerca è il secondo grande pilastro della Scienza Aperta, spesso meno familiare ai ricercatori rispetto all’OA delle pubblicazioni. I principi FAIR — Findable (trovabile), Accessible (accessibile), Interoperable (interoperabile), Reusable (riutilizzabile) — definiscono gli standard minimi per i dati depositati in repository aperti.
In pratica, per un ricercatore italiano che partecipa a un progetto HEU, questo significa:
- Redigere un Data Management Plan (DMP) entro 6 mesi dall’avvio del progetto, utilizzando strumenti come OpenAIRE DMP o il servizio DMPonline di CINECA.
- Depositare i dati in un repository disciplinare (Zenodo per i dati multidisciplinari, registri disciplinari come GenBank per le scienze della vita) o istituzionale.
- Assegnare un PID (Persistent Identifier) ai dataset, preferibilmente un DOI registrato su DataCite.
- Documentare i metadati secondo standard disciplinari condivisi (es. Dublin Core, DataCite Schema).
8. Open Science e valutazione della ricerca
Il rapporto tra Open Science e valutazione della ricerca è bidirezionale: l’Open Science produce dati e strumenti utili per la valutazione (altmetrics, citation data aperti, preprint), mentre i sistemi di valutazione influenzano gli incentivi degli autori a pubblicare in OA. In Italia, l’integrazione tra i due ambiti è ancora incompleta ma in rapido sviluppo.
L’ASN (Abilitazione Scientifica Nazionale) e la VQR non scoraggiano esplicitamente le pubblicazioni OA, ma i criteri bibliometrici utilizzati — IF, h-index, quartili Scimago — possono in alcuni casi penalizzare i ricercatori che scelgono riviste Diamond OA meno note rispetto a riviste ibride di grande editore con IF elevato. Il capitolo italiano di CoARA sta lavorando per proporre ad ANVUR un aggiornamento dei criteri che riconosca esplicitamente il valore delle pratiche Open Science nell’ambito della valutazione istituzionale. Per il contesto comparativo internazionale, si veda il caso spagnolo (convenio CSIC tesi BOE 2026: contesto Open Science spagnolo) e quello portoghese (RCAAP e Open Science in Portogallo 2026).
Riferimenti normativi
- Piano Nazionale per la Scienza Aperta — DM MUR n. 268 del 28 febbraio 2022. Roma: MUR, 2022.
- Piano Triennale della Ricerca 2026-2028 — DM MUR n. 150 del 30 gennaio 2026.
- Raccomandazione UE 2018/790 sull’accesso aperto alla comunicazione scientifica. EUR-Lex.
- cOAlition S — Plan S: Principles and Implementation, versione 2026.
- Horizon Europe — Annotated Grant Agreement, Open Science obligations. EC Research & Innovation, 2026.
- CRUI — Open Access: accordi con gli editori 2026.
- EOSC Association — Italy: partecipazione e infrastrutture.
- MUR. “Il MUR entra nel consorzio europeo che sostiene la piattaforma Open Research Europe”. Marzo 2026. mur.gov.it.
Per approfondire
- European Commission. “Horizon Europe support for open science”. ERA Platform, 2026.
- OpenAIRE. “Open Science Policy Training Programme 2026”. openaire.eu.
- Science Europe. “Open Science Working Group”. scienceeurope.org.
- ISPRA. “Open Science e Open Access”. isprambiente.gov.it.
- CRUI. “Tesi di dottorato e diritto d’autore”. crui.it.
- Open Science Italia. “Piano Nazionale per la Scienza Aperta: pubblicazione e obiettivi”. open-science.it.
Domande frequenti (FAQ)
L’Open Access è obbligatorio per tutti i ricercatori italiani nel 2026?
L’Open Access è obbligatorio per i ricercatori che ricevono finanziamenti da Horizon Europe, ERC, e da qualsiasi funder aderente a cOAlition S (Plan S). Il Piano Nazionale per la Scienza Aperta raccomanda l’OA per tutte le pubblicazioni finanziate con fondi pubblici italiani, ma al 2026 non esiste ancora una normativa nazionale che lo renda vincolante per i fondi MUR/PRIN. Tuttavia, molti atenei italiani hanno adottato mandate istituzionali volontarie.
Cosa succede se non rispetto l’obbligo OA di Horizon Europe?
La non conformità agli obblighi OA di Horizon Europe può comportare la riduzione del contributo finale del grant durante la fase di audit. La Commissione Europea verifica la conformità al momento del rendiconto finale (Financial Statement). In caso di inadempienze sistematiche, il beneficiario può essere tenuto a rimborsare parte dei fondi ricevuti.
Come faccio a sapere se posso pubblicare in OA senza pagare l’APC?
Controllare se il proprio ateneo partecipa all’accordo CRUI-CARE con l’editore della rivista prescelta. In caso affermativo, il costo APC è coperto dall’accordo. In alternativa, è possibile depositare il Accepted Manuscript (versione post-peer review, pre-layout editoriale) nel proprio repository istituzionale IRIS immediatamente dopo l’accettazione, senza costi. Questo approccio è conforme a Plan S attraverso la Rights Retention Strategy.
Cosa sono i principi FAIR e perché contano per la mia tesi di dottorato?
I principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) definiscono gli standard per la gestione e la condivisione dei dati della ricerca in modo che siano facilmente trovabili, accessibili, integrabili con altri dataset e riutilizzabili da altri ricercatori. Per i dottorandi italiani che partecipano a progetti HEU, la preparazione di un Data Management Plan conforme ai principi FAIR è obbligatoria. Anche per le tesi senza finanziamenti EU, l’adozione dei principi FAIR per il deposito dei dati è una buona pratica che aumenta l’impatto e la credibilità della ricerca.
Open Research Europe è adatta per la pubblicazione di articoli da tesi di dottorato?
Open Research Europe è principalmente destinata alla pubblicazione di ricerca derivata da fondi Horizon Europe. I dottorandi che svolgono la loro ricerca nell’ambito di un progetto HEU possono pubblicare su ORE senza APC. Per i dottorandi senza finanziamenti EU, ORE non è direttamente accessibile, ma esistono alternative Diamond OA gestite da comunità disciplinari (es. DOAJ, OpenEdition per le umanistiche) che non addebitano APC agli autori.
Posso usare la Rights Retention Strategy (RRS) anche con riviste che non accettano Plan S?
Sì. La Rights Retention Strategy consente all’autore di riservare i diritti sul proprio Accepted Manuscript attraverso una nota esplicita nella lettera di sottomissione, indipendentemente dal contratto di licenza proposto dall’editore. Questa nota — sviluppata da cOAlition S e da Science Europe — dichiara che il lavoro è stato prodotto con fondi che richiedono l’OA immediato e che i diritti sul manoscritto accettato sono riservati. L’editore non può rifiutare la sottomissione per questa ragione.



