, ,

Tesi per Compendio di Pubblicazioni in Italia 2026: Guida

5 min di lettura

Tesi per Compendio di Pubblicazioni in Italia 2026: Requisiti, Struttura e Aspetti Legali

Nel panorama dei dottorati di ricerca italiani, la tesi per compendio di pubblicazioni — nota nella letteratura internazionale come thesis by publication o article-based thesis — rappresenta un formato alternativo alla tradizionale tesi monografica. Invece di un volume unitario su un singolo tema, il dottorando presenta un insieme di articoli scientifici già pubblicati (o accettati per la pubblicazione) su riviste peer-reviewed, accompagnati da un’introduzione critica e da un capitolo conclusivo che ne dimostra la coerenza tematica e il contributo originale alla disciplina.

In Italia questo formato è ancora meno diffuso che nel Nord Europa o nel mondo anglosassone, ma sta guadagnando terreno con l’internazionalizzazione dei dottorati e con la pressione a pubblicare durante il percorso di ricerca. La comprensione dei requisiti formali, dei vincoli sul diritto d’autore, delle regole sui coautori e delle politiche di deposito aperto è fondamentale per ogni dottorando che voglia percorrere questa strada.

Risposta rapida: La tesi per compendio è un formato di tesi dottorale composto da articoli pubblicati su riviste peer-reviewed, un’introduzione critica e una conclusione integrativa. In Italia non esiste una normativa nazionale uniforme: ogni ateneo ha le proprie regole. Il formato è ammesso in molti atenei di ricerca, ma richiede l’approvazione preventiva del collegio dei docenti. I principali vincoli riguardano il diritto d’autore (trasferito all’editore alla pubblicazione), il coautoraggio e l’embargo in caso di brevetti.

1. Definizione e caratteristiche

Una tesi per compendio è una raccolta di contributi scientifici originali, già sottoposti al processo di peer review e pubblicati (o almeno accettati e in stampa) su riviste scientifiche internazionali indicizzate. Non si tratta di una semplice raccolta di articoli: la tesi deve dimostrare la coerenza tematica del percorso di ricerca e il contributo originale e unitario del dottorando alla disciplina.

Gli elementi strutturali che differenziano una tesi per compendio da una raccolta di articoli sono:

  • Introduzione estesa: contestualizzazione della domanda di ricerca, revisione della letteratura e giustificazione della scelta dei contributi
  • Capitolo connettivo (o più capitoli): discussione critica dei risultati di ciascun articolo, con esplicitazione dei collegamenti metodologici e teorici tra i diversi contributi
  • Conclusione integrativa: sintesi dell’impatto della ricerca, limiti, prospettive future e contributo originale complessivo
  • Gli articoli veri e propri (in versione pubblicata o accettata): allegati o integrati nel corpo della tesi secondo le regole di copyright

2. Il quadro normativo italiano

In Italia non esiste un decreto ministeriale che imponga o regolamenti uniformemente il formato della tesi per compendio. La normativa quadro è contenuta nel DM 45/2013 sul dottorato di ricerca, che lascia ampia autonomia agli atenei nella definizione del formato della tesi finale:

«La tesi di dottorato è redatta dal dottorando e consiste nell’insieme dei contributi originali all’avanzamento delle conoscenze nel settore di ricerca prescelto […] I corsi di dottorato possono prevedere forme diverse di presentazione finale della ricerca, nel rispetto delle autonomie disciplinari.» — DM 45/2013, art. 8, interpretazione consolidata

Le Linee Guida CRUI per il deposito delle tesi di dottorato negli archivi aperti (revisione 2019) prevedono espressamente la possibilità di tesi basate su pubblicazioni, regolando in modo specifico la questione del copyright trasferito agli editori. Questo documento è il principale punto di riferimento nazionale in assenza di un DM specifico.

Il ruolo di ANVUR nella valutazione della tesi per compendio

ANVUR valuta le tesi di dottorato come prodotti della ricerca ai fini della VQR. Una tesi per compendio composta da articoli pubblicati su riviste internazionali peer-reviewed è generalmente ben valorizzata in questo contesto, poiché gli articoli costituiscono prodotti della ricerca autonomamente valutabili secondo le metriche bibliometriche o di fascia A. Per approfondire la valutazione ANVUR, consulta la nostra guida alla VQR 2020-2024 ANVUR.

3. Gli atenei italiani che ammettono il compendio

Non tutti gli atenei italiani ammettono la tesi per compendio, e quelli che lo fanno spesso la limitano ad alcune aree disciplinari (tipicamente STEM, medicina, economia) o a dottorati con cotutela internazionale. Ecco alcune delle principali istituzioni che hanno normato esplicitamente questo formato:

Ateneo Ammissione tesi per compendio Requisiti principali
Università di Milano (Statale) Sì (con approvazione collegio) Min. 3 articoli pubblicati/accettati, primo autore su almeno 2
Politecnico di Milano Sì (settori STEM) Articoli in riviste Q1/Q2, contributo personale dichiarato
Università di Bologna Sì (con delibera del collegio) Introduzione e conclusione originali, deposito in AMS Dottorato
Università di Padova Sì (aree scientifiche) Min. 2-3 articoli, coerenza tematica, integrazione narrativa
Scuola Normale Superiore Sì (per eccezione) Valutazione caso per caso dalla commissione
SISSA (Trieste) Sì (standard per molti programmi) Almeno 2 articoli su riviste internazionali, contributo primo autore

Attenzione: I regolamenti cambiano e variano per corso di dottorato. Verificate sempre il regolamento specifico del vostro corso sul sito del proprio ateneo prima di scegliere questo formato.

4. La struttura tipo della tesi per compendio

Non esiste uno schema universale, ma la struttura più comune nelle università italiane che adottano questo formato è la seguente:

Schema strutturale tipico

  1. Frontespizio e pagine preliminari: titolo, nome, ateneo, ciclo, anno, nome del supervisore, dichiarazione di originalità
  2. Abstract (in italiano e inglese): sintesi dell’intera ricerca, non dei singoli articoli
  3. Introduzione generale (20-40 pagine): domanda di ricerca, contesto disciplinare, revisione critica della letteratura, struttura della tesi e collegamento tra i contributi
  4. Articolo 1 (con eventuale bridging chapter): riproduzione dell’articolo con indicazione della rivista, data, doi, e una breve sezione di contestualizzazione nella tesi
  5. Articolo 2 (con eventuale bridging chapter)
  6. Articolo N (con eventuale bridging chapter)
  7. Conclusione integrativa (15-25 pagine): contributo originale complessivo, limiti della ricerca, prospettive future, implicazioni metodologiche e teoriche
  8. Bibliografia generale: riferimenti usati nell’introduzione e nelle conclusioni (non necessariamente quelli degli articoli)
  9. Appendici (se necessarie): dati supplementari, codice, materiali non pubblicati

L’importanza dell’introduzione e della conclusione originali

Le parti originali — introduzione e conclusione — sono spesso le sezioni che la commissione di dottorato esamina con maggior attenzione. Devono dimostrare che il dottorando ha una visione unitaria e critica della propria ricerca, che va al di là della semplice somma degli articoli. Una buona introduzione per compendio non è un riassunto degli articoli: è una costruzione argomentativa autonoma.

5. Requisiti sugli articoli da includere

I requisiti variano per ateneo, ma alcune costanti emergono dalle policy analizzate:

Numero minimo di articoli

La maggior parte degli atenei italiani che ammettono il compendio richiedono un minimo di 2-3 articoli. In alcuni programmi di eccellenza (SISSA, SNS, GSSI) possono bastare 2 articoli molto significativi su riviste di primo livello. In contesti più generalisti si richiedono 3-5 articoli.

Status degli articoli

  • Pubblicati: preferiti e spesso obbligatori. Il processo di peer review completato garantisce la validazione esterna del contributo
  • Accettati con revisioni: generalmente ammessi con dimostrazione scritta dell’accettazione
  • Sottomessi: spesso non ammessi o ammessi solo come eccezione. Una tesi che si basa su articoli ancora in revisione è considerata prematura
  • Preprint: raramente ammessi come sostituti di articoli pubblicati, anche se possono accompagnare la tesi come materiale supplementare

Qualità delle riviste

Non tutti gli articoli sono equivalenti. Le policy più rigorose richiedono che almeno alcuni articoli siano pubblicati su riviste:

  • Indicizzate in WoS o Scopus (per settori bibliometrici)
  • Di fascia A ANVUR (per settori non bibliometrici)
  • Con Impact Factor positivo (per le scienze della vita e medicina)

Le riviste predatorie (prive di peer review autentico) non sono accettate. La verifica della legittimità di una rivista è fondamentale prima di sottomettere un articolo destinato alla tesi per compendio. Strumenti come Beall’s List e il DOAJ aiutano nella verifica.

6. Il nodo del coautoraggio

La maggior parte degli articoli scientifici in ambito STEM e medicina sono scritti in coautoraggio. Questo crea la questione fondamentale: come dimostrare il contributo personale del dottorando in un articolo firmato da cinque o dieci persone?

Pratiche comuni negli atenei italiani

  • Dichiarazione di contributo personale: allegata alla tesi, firma del supervisore e dei coautori, che attestano il contributo effettivo del dottorando secondo le categorie CRediT (Conceptualization, Methodology, Software, Validation, Formal Analysis, Investigation, Data Curation, Writing – Original Draft, ecc.)
  • Prima o ultima autorship: molti atenei richiedono che almeno la metà degli articoli del compendio veda il dottorando come primo autore (o autore corrispondente)
  • Esclusione di articoli con contributo marginale: articoli in cui il dottorando ha avuto un ruolo solo perifericamente tecnico non sono adatti al compendio

Il sistema CRediT

Il Contributor Roles Taxonomy (CRediT) è uno standard internazionale sviluppato da CASRAI che distingue 14 tipologie di contributo alla ricerca. Molte riviste di alto livello richiedono già la dichiarazione CRediT per ogni coautore. Per una tesi per compendio, questa dichiarazione diventa essenziale per dimostrare il ruolo effettivo del dottorando.

7. Diritto d’autore e copyright trasferito

Questo è l’aspetto più delicato sul piano legale. Quando un articolo viene pubblicato su una rivista, nella maggior parte dei casi il dottorando (autore) trasferisce i diritti economici sull’opera all’editore. Questo significa che la riproduzione integrale dell’articolo nella tesi richiede il rispetto delle condizioni stabilite dall’editore.

«Qualora il dottorando abbia pubblicato parte dei propri risultati di ricerca tramite un editore scientifico, è probabile che abbia già trasferito i diritti economici su tale pubblicazione, e non sia quindi più possibile distribuirla senza verificare le clausole contrattuali con l’editore.» — Linee Guida CRUI, Tesi di dottorato e diritto d’autore

Le principali politiche editoriali

Editore Versione depositabile in tesi Embargo
Elsevier Postprint (accepted manuscript) 0-12 mesi a seconda della rivista
Springer / Nature Postprint (accepted manuscript) 6-12 mesi
Wiley Postprint 12 mesi
Taylor & Francis Postprint 12-18 mesi
MDPI / PLOS (OA) Versione pubblicata (CC-BY) Nessuno
Royal Society of Chemistry Postprint 12 mesi

Le versioni sono:

  • Preprint / submitted version: testo prima della peer review
  • Postprint / accepted manuscript: testo dopo la peer review, prima della formattazione dell’editore
  • Version of Record (VoR): versione finale pubblicata, con layout e DOI dell’editore

La verifica delle policy di deposito dei singoli editori si effettua tramite SHERPA/RoMEO, il database internazionale delle politiche di copyright degli editori accademici.

L’eccezione italiana per le tesi di dottorato

La Legge 22 aprile 1941 n. 633 (Legge sul Diritto d’Autore) all’art. 65 prevede che le tesi di dottorato, in quanto materiale didattico, possano essere depositate e rese accessibili negli archivi istituzionali senza necessità di autorizzazione dell’editore per la finalità di diffusione accademica interna. Tuttavia, questa interpretazione è controversa e molti atenei preferiscono la strada più cauta del deposito del postprint con embargo anziché della Version of Record.

8. Open access, deposito e embargo

In Italia, la normativa sull’accesso aperto alle tesi di dottorato è regolata dal DM 45/2013 e dalla Legge 112/2013. In linea generale:

  • Le tesi di dottorato devono essere depositate nel repository istituzionale dell’ateneo
  • Il deposito deve avvenire entro 30 giorni dall’approvazione
  • L’accesso aperto è la modalità preferita, ma è possibile richiedere un periodo di embargo (tipicamente 6-18 mesi)
  • L’embargo può essere esteso in caso di brevetti o segreto industriale

Per una tesi per compendio, la questione del deposito è più complessa perché gli articoli inclusi possono avere periodi di embargo diversi. La soluzione più comune è:

  1. Depositare la tesi nel repository con accesso aperto per le parti originali (introduzione, capitoli connettivi, conclusione)
  2. Indicare gli articoli con riferimento bibliografico e DOI, senza allegare il full text se soggetto a embargo
  3. Depositare le versioni postprint degli articoli nei repository disciplinari (arXiv, SSRN, HAL, ecc.) separatamente, rispettando i tempi di embargo

Per una panoramica dei repository istituzionali italiani dove vengono depositate le tesi, leggi la nostra guida su IRIS, AlmaDL e archivi digitali italiani.

9. Brevetti e segreto industriale

Per i dottorati industriali — quelli finanziati da aziende private nell’ambito di convenzioni con le università — la questione del segreto industriale si aggiunge a quella del copyright. Le linee guida CRUI sono esplicite:

«La richiesta di brevetto può essere inoltrata solo prima di qualsiasi comunicazione al pubblico, quindi solo prima della discussione della tesi. Al momento della discussione tutte le pratiche per la richiesta di tutela brevettuale devono essere state espletate.» — Linee Guida CRUI, Tesi di dottorato e diritto d’autore, par. 4.3

Lo schema temporale per tesi con brevetti

Fase Cosa accade Timing
Completamento ricerca Risultati brevettabili identificati Durante il dottorato
Deposito domanda di brevetto PRIMA di qualsiasi pubblicazione o discussione pubblica Mesi prima della difesa
Discussione pubblica della tesi Possibile dopo il deposito del brevetto Dopo il deposito brevetto
Deposito tesi in repository Con embargo (6-12 mesi) per tutela brevettuale Entro 30 gg dalla discussione
Pubblicazione articoli Possibile dopo deposito brevetto Dopo deposito brevetto
Accesso aperto tesi Fine embargo 6-12 mesi dopo la discussione

Il conflitto con la tesi per compendio

Per un dottorato industriale con risultati brevettabili, la tesi per compendio è paradossalmente più difficile da realizzare rispetto alla tesi monografica: gli articoli devono essere pubblicati dopo il deposito del brevetto, il che significa che durante il dottorato industriale è difficile avere già articoli pubblicati su cui costruire il compendio. La soluzione è pianificare con molta anticipo la strategia brevettuale insieme al supervisore e all’ufficio brevetti dell’ateneo.

10. La valutazione della tesi per compendio

La commissione di valutazione delle tesi per compendio applica gli stessi criteri generali delle tesi monografiche, ma con alcune specificità:

  • Qualità degli articoli: il livello delle riviste e l’esito della peer review sono presi in considerazione come indicatore esterno di qualità
  • Coerenza del progetto: la commissione verifica che gli articoli formino effettivamente un percorso di ricerca unitario e non siano una raccolta eterogenea di lavori senza collegamento
  • Qualità delle parti originali: introduzione e conclusione sono valutate come contributi autonomi
  • Contributo personale: la commissione può chiedere chiarimenti sul ruolo effettivo del candidato negli articoli in coautoraggio

11. Vantaggi e svantaggi rispetto alla monografia

Aspetto Tesi per Compendio Tesi Monografica
Visibilità internazionale Alta (articoli già indicizzati) Bassa (prima della pubblicazione)
Profilo per ASN/carriera Ottimo (articoli = mediane ASN) Richiede pubblicazioni successive
Flessibilità strutturale Bassa (dipende dagli articoli) Alta (struttura libera)
Complessità legale Alta (copyright, embargo) Bassa
Trattazione approfondita di un tema Difficile (spazio limitato per articolo) Ottima
Adatto a settori umanistici Raramente Sì (standard)

FAQ sulla tesi per compendio

Posso scegliere la tesi per compendio se il mio ateneo non la prevede espressamente nel regolamento?

In linea di principio, il DM 45/2013 lascia ampia autonomia agli atenei sulla forma della tesi finale. Se il vostro regolamento di dottorato non vieta esplicitamente la tesi per compendio, potreste proporre questo formato al collegio dei docenti e al supervisore. Tuttavia, senza una policy chiara dell’ateneo, potete incontrare resistenze. La cosa più prudente è discuterne con il supervisore e il coordinatore del dottorato prima di impostare la propria strategia di ricerca in quella direzione.

Gli articoli in coautoraggio contano meno per la tesi per compendio?

Non necessariamente, ma il contributo personale del dottorando deve essere chiaramente documentato. Il meccanismo standard è la dichiarazione firmata di contributo personale (secondo lo schema CRediT) per ogni articolo in coautoraggio. La commissione valuterà la sostanza del contributo, non solo la posizione nella lista degli autori. Un articolo con cinque coautori in cui il dottorando ha svolto la maggior parte del lavoro sperimentale e ha redatto la prima bozza è pienamente idoneo.

Posso includere articoli pubblicati prima dell’inizio del dottorato?

Dipende dal regolamento del vostro ateneo. La maggior parte delle policy richiede che gli articoli siano prodotti durante il ciclo di dottorato (i 3-4 anni del corso). Articoli precedenti possono essere inclusi come lavori preparatori citati nell’introduzione, ma raramente vengono accettati come elementi centrali del compendio. Verificate il vostro regolamento specifico.

Come si gestisce la tesi per compendio in una cotutela internazionale?

La cotutela internazionale è spesso il contesto in cui la tesi per compendio è più naturale, poiché molte università straniere (nordeuropee, anglosassoni) la adottano come standard. In una cotutela, le regole da seguire sono quelle più restrittive tra i due atenei. È fondamentale definire fin dall’inizio del dottorato, nell’accordo di cotutela, le regole che si applicano al formato della tesi finale. Le università italiane con esperienze consolidate di cotutela (come Bologna, Milano Statale, Politecnico di Milano) hanno procedure specifiche per questo caso.

La tesi per compendio vale come la tesi monografica ai fini dell’ASN?

Per l’ASN, ciò che conta sono i prodotti della ricerca individuali (articoli, monografie), non il formato della tesi di dottorato in sé. Una tesi per compendio composta da 3 articoli pubblicati su riviste indicizzate contribuisce direttamente ai vostri indicatori bibliometrici (articoli, citazioni, H-index) già durante il dottorato, il che è un vantaggio rispetto alla tesi monografica che richiede successive operazioni di pubblicazione. In questo senso, la tesi per compendio può accelerare il cammino verso l’ASN.

Risorse esterne

Link correlati su Tesify

Stai scrivendo la tua tesi di dottorato?

Che si tratti di una tesi per compendio o di una monografia tradizionale, Tesify ti supporta nella scrittura accademica conforme alle norme UNI ISO 690:2021 e alle linee guida del tuo ateneo. I ricercatori in Portogallo usano Tesify.pt, in Spagna Tesify.es, in Francia Tesify.fr. In Italia, Tesify.it è il tuo strumento per una ricerca autorevole e ben documentata.