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VQR ANVUR 2025-2028: cosa cambia per gli atenei italiani 2026

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VQR ANVUR 2025-2028: cosa cambia per gli atenei italiani nel 2026

Il 16 aprile 2026, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) ha reso pubblici i risultati definitivi della Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020-2024, l’esercizio di valutazione quinquennale che determina la distribuzione della quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) e orienta la politica scientifica dei 132 atenei italiani coinvolti. Comprendere la VQR significa comprendere i meccanismi profondi attraverso cui il sistema universitario italiano assegna risorse, definisce eccellenze e orienta le carriere accademiche. Questa guida ricostruisce il quadro completo: metodologia, risultati 2026, impatto finanziario, confronto con il ciclo precedente e prospettive per il prossimo periodo di valutazione, alla luce delle riforme promosse da DORA e CoARA in Italia.

Sintesi — 6 punti essenziali

  1. I risultati VQR 2020-2024 sono stati pubblicati il 16 aprile 2026: l’Università di Padova guida la classifica degli atenei statali con Indicatore R = 1,065.
  2. Il 60% della quota premiale FFO sarà distribuito a partire dal 2026 in base ai risultati VQR 2020-2024 (DM che regola il triennio 2024-2026).
  3. Sono state valutate quasi 200.000 prodotti di ricerca di 132 istituzioni, di cui 100 università.
  4. Il ciclo successivo (VQR 2025-2028) non è ancora stato avviato formalmente; ANVUR sta elaborando il Programma di attività 2026-2028.
  5. La riforma CoARA e la Dichiarazione di San Francisco (DORA) stanno pressando ANVUR verso una valutazione meno bibliometrica e più qualitativa.
  6. Anche la Terza Missione degli atenei — impatto sociale, brevetti, spin-off — è parte integrante della VQR 2020-2024.

1. Cos’è la VQR e come funziona

La Valutazione della Qualità della Ricerca è l’esercizio periodico attraverso cui ANVUR misura la qualità dei prodotti scientifici delle università e degli enti di ricerca italiani. I risultati vengono utilizzati per due finalità principali: la ripartizione della quota premiale dell’FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario che il MUR trasferisce annualmente agli atenei) e l’identificazione dei Dipartimenti di Eccellenza, che accedono a finanziamenti aggiuntivi quinquennali di importo significativo.

La VQR non valuta direttamente i singoli docenti ma le istituzioni: ogni ateneo sottopone i propri prodotti della ricerca — tipicamente due per ricercatore nel periodo di riferimento — a un processo di revisione eseguito da Gruppi di Esperti della Valutazione (GEV), uno per ogni area scientifica CUN. I GEV effettuano una valutazione che combina revisione tra pari (peer review) e analisi bibliometrica informata, producendo un punteggio da A (eccellente) a D (limitato o non valutabile).

L’Indicatore R: la metrica chiave

Il risultato finale di ciascun ateneo è sintetizzato nell’Indicatore R, un indice composito che combina la qualità media dei prodotti presentati con la percentuale di ricercatori partecipanti. Un valore R superiore a 1 indica che l’ateneo ha performato al di sopra della media nazionale; valori inferiori a 1 indicano una performance sotto media. L’indicatore viene calcolato separatamente per area CUN e poi aggregato a livello di ateneo, con pesi proporzionali alla dimensione del corpo docente.

2. VQR 2020-2024: il bando e la metodologia

Il bando ufficiale della VQR 2020-2024 è stato pubblicato con Decreto ANVUR n. 8 del 31 ottobre 2023. L’esercizio ha coperto il quinquennio 2020-2024 e ha preso in esame i prodotti presentati da ricercatori attivi al 1° novembre 2024. Le procedure di valutazione si sono concluse entro il 28 febbraio 2025 e i risultati definitivi sono stati presentati pubblicamente il 16 aprile 2026.

Presentazione ufficiale dei risultati VQR 2020-2024 — ANVUR (16 aprile 2026)

Rispetto alle edizioni precedenti, la VQR 2020-2024 ha introdotto alcune novità metodologiche significative:

  • Ampliamento della Terza Missione: maggior peso assegnato all’impatto sociale delle attività di ricerca, ai brevetti, alle imprese spin-off e alle attività di public engagement.
  • Valutazione qualitativa rafforzata: in risposta alle critiche sollevate dal movimento CoARA, i GEV hanno avuto maggiore autonomia nel valorizzare la qualità intrinseca dei lavori rispetto ai soli indicatori bibliometrici.
  • Prodotti non bibliografici: per la prima volta, in alcune aree disciplinari (arti, design, architettura), sono stati ammessi prodotti creativi e progettuali oltre alle pubblicazioni scientifiche tradizionali.
  • Trasparenza dei dati: ANVUR ha annunciato che, entro il 30 giugno 2026, sarà pubblicato online un elenco completo di tutti i prodotti valutati con i relativi metadati.

La dimensione dell’esercizio è stata imponente: quasi 200.000 prodotti scientifici esaminati, provenienti da 132 istituzioni (100 università e 32 enti di ricerca) per un totale di circa 70.000 ricercatori coinvolti. Sul piano metodologico, l’integrazione tra peer review e bibliometria rimane il modello di riferimento, ma con un’esplicita graduazione che privilegia la revisione tra pari nelle aree umanistiche e la bibliometria in quelle scientifiche.

3. Risultati 2026: la classifica degli atenei

I risultati della VQR 2020-2024, pubblicati ad aprile 2026, hanno ridisegnato la mappa dell’eccellenza universitaria italiana. Ecco il quadro di sintesi per gli atenei statali:

Posizione Ateneo Indicatore R Note
Università di Padova 1,065 Sorpassa Trento che guidava il ciclo precedente
Università di Trento 1,058 Margine sottilissimo dal 1° posto
Politecnico di Torino Leader per Terza Missione: impresa e brevetti
Top 10 Bocconi, SISSA, SNS, Bologna, Milano, Firenze, Siena >1,0 Tutti sopra la media nazionale

I dati completi con la lista di tutti i 132 enti valutati sono accessibili sul sito ufficiale ANVUR. L’ateneo che ha registrato il balzo in avanti più significativo in termini assoluti è stato il Politecnico di Torino, che ha guidato la classifica per Terza Missione grazie al volume di brevetti e spin-off generati nel quinquennio.

4. Impatto sull’FFO e sulla politica degli atenei

Il meccanismo di finanziamento basato sulla VQR incide in modo diretto sulla capacità finanziaria degli atenei. Il Decreto Ministeriale che regola il triennio 2024-2026 stabilisce che dal 2026 il 60% della quota premiale FFO viene distribuito in base ai risultati VQR 2020-2024, rispetto al 50% applicato nel ciclo precedente. Per dare una misura concreta: la quota premiale totale dell’FFO 2026 supera 1,5 miliardi di euro, il che significa che oltre 900 milioni di euro sono ripartiti sulla base dei risultati di qualità della ricerca.

Le implicazioni sono profonde:

  • Atenei top performer: gli atenei con Indicatore R > 1,0 ricevono una quota premiale per docente superiore alla media, amplificando progressivamente le loro risorse e attrattività.
  • Atenei in difficoltà: le istituzioni con R < 0,9 entrano in un ciclo di risorse decrescenti che rende difficile il reclutamento di ricercatori di alto profilo.
  • Dipartimenti di Eccellenza: il finanziamento quinquennale destinato ai dipartimenti eccellenti — circa 271 milioni di euro per il ciclo 2023-2027 — viene assegnato sulla base della VQR e di un progetto di sviluppo presentato da ciascun dipartimento selezionato.
  • Incentivi per i docenti: molti atenei hanno introdotto incentivi interni che premiano i docenti i cui prodotti ottengono punteggi A o B nella VQR, con riflessi sulle politiche di reclutamento e sulla valutazione ai fini dell’ASN.

I dati aggregati per ateneo sono consultabili direttamente sul portale ANVUR, che offre una visualizzazione aggiornata per ogni istituzione italiana.

5. Confronto con VQR 2015-2019

Il confronto tra i due cicli di valutazione più recenti rivela tendenze strutturali importanti per il sistema universitario italiano:

  • Produttività scientifica in crescita: il numero medio di prodotti per ricercatore è aumentato rispetto al ciclo 2015-2019, con una crescita significativa nelle aree STEM. L’incremento è attribuito in parte al consolidamento delle politiche open access, che aumentano la visibilità e la citabilità dei lavori italiani.
  • Convergenza Nord-Sud ridotta: nonostante i finanziamenti PNRR destinati al Mezzogiorno, il divario tra atenei del Nord e del Centro-Sud in termini di Indicatore R si è ridotto marginalmente. Molti atenei meridionali hanno migliorato la performance assoluta, ma la crescita degli atenei del Centro-Nord è stata più rapida.
  • Aree disciplinari in ascesa: le scienze della vita, l’ingegneria informatica e le scienze matematico-fisiche mostrano le performance medie più elevate. Le scienze giuridiche e alcune aree umanistiche mantengono maggiore varianza interna.
  • Effetto Terza Missione: per la prima volta, la Terza Missione ha influenzato in modo sostanziale il posizionamento di alcuni atenei tecnici e polivalenti, premiando le istituzioni con forte radicamento nel tessuto produttivo locale.

6. La pressione di CoARA e DORA sulla VQR

Il dibattito sulla VQR è inseparabile dalla riforma internazionale della valutazione della ricerca promossa da due documenti fondamentali: la Dichiarazione di San Francisco (DORA) del 2013 e l’Accordo per la Riforma della Valutazione della Ricerca (ARRA) che è alla base della Coalition for Advancing Research Assessment (CoARA), firmato nel 2022.

Il capitolo italiano di CoARA — CoARA Italia — rappresenta oggi 59 istituzioni tra università, enti di ricerca e associazioni, che si sono impegnate a riformare i propri processi di valutazione entro cinque anni dalla firma. I principi fondamentali ai quali gli aderenti si obbligano includono:

  • Riconoscere la diversità degli output di ricerca (non solo articoli, ma anche dataset, software, attività di formazione, contributi alle politiche pubbliche).
  • Basare la valutazione sul giudizio qualitativo esperto piuttosto che su indicatori bibliometrici come Impact Factor e h-index.
  • Valutare la qualità intrinseca della ricerca, non dove è pubblicata.
  • Supportare processi di peer review trasparenti e responsabili.
  • Evitare l’uso inappropriato di classifiche di riviste (es. liste ANVUR) come proxy di qualità.

La tensione tra questi principi e la metodologia VQR — che ancora ricorre significativamente alle liste di riviste di classe A e agli indicatori bibliometrici — è una delle questioni più dibattute del sistema universitario italiano nel 2026. L’ADI (Associazione Dottorandi Italiani) ha pubblicato un’analisi che critica alcuni aspetti della VQR 2020-2024 come potenzialmente in conflitto con gli impegni CoARA assunti da numerosi atenei firmatari.

7. Cosa aspettarsi dal prossimo ciclo di valutazione

Al momento della stesura di questa guida (maggio 2026), il prossimo ciclo VQR non è stato formalmente avviato. Il Programma di attività ANVUR 2026-2028 delinea le priorità strategiche dell’Agenzia per il triennio, ma non contiene un calendario preciso per il lancio della VQR successiva. Sulla base dei cicli precedenti, ci si può aspettare che il bando per la VQR 2025-2029 (o 2024-2028, a seconda del perimetro temporale scelto) venga pubblicato tra il 2027 e il 2028.

Alcune tendenze che probabilmente caratterizzeranno il prossimo ciclo:

  • Maggiore integrazione CoARA: è atteso un ulteriore spostamento verso la valutazione qualitativa, con riduzione del peso delle classifiche di riviste nelle aree che le usano maggiormente.
  • Valutazione dei dataset e del software: in coerenza con il Piano Nazionale per la Scienza Aperta e con i requisiti EOSC, i prossimi GEV potrebbero includere esplicitamente dataset e software come prodotti valutabili.
  • Trasparenza del processo: pressioni crescenti per rendere più trasparente il processo di peer review all’interno dei GEV, anche attraverso la divulgazione degli esiti per singolo prodotto.
  • Riforma delle liste di riviste: il dibattito sulle classifiche ANVUR delle riviste (in particolare in area umanistica) potrebbe portare a una revisione sostanziale dei criteri.

Per chi segue la riforma della valutazione in ottica internazionale, è utile confrontare il modello italiano con quello spagnolo (decreto IA università spagnole 2026: cosa cambia), quello portoghese (università portoghesi e IA 2026) e quello francese (costituzione del jury di tesi in Francia).

Riferimenti normativi

  • Bando VQR 2020-2024 — Decreto ANVUR n. 8, 31 ottobre 2023.
  • Decreto Ministeriale MUR n. 998/2023 — avvio della procedura VQR 2020-2024.
  • Piano Triennale della Ricerca MUR 2026-2028 — DM n. 150 del 30 gennaio 2026. Disponibile su: mur.gov.it.
  • Accordo per la Riforma della Valutazione della Ricerca (ARRA) — CoARA, 2022.
  • Dichiarazione di San Francisco sulla Valutazione della Ricerca (DORA) — 2013. Disponibile su: sfdora.org.
  • Linee Guida ANVUR per i GEV VQR 2020-2024 — disponibili su: ANVUR.
  • ANVUR. Programma di attività 2026-2028. Roma: ANVUR, 2026.
  • Legge 30 dicembre 2010, n. 240 (Riforma Gelmini) — articoli sulla valutazione della ricerca. Su: Normattiva.it.

Per approfondire

  • ADI — Associazione Dottorandi Italiani. “VQR 2020-2024: una valutazione da ricalibrare”. Disponibile su: dottorato.it.
  • AISA. “ORE, COARA and the Italian National Agency for the Evaluation of the University and Research Systems”. Disponibile su: aisa.sp.unipi.it.
  • SISSA. “MUR approves the 2026-2028 Research Plan: €1.25 billion over three years”. Disponibile su: sissa.it.
  • OpenAIRE. “Action Plan to Drive Research Assessment Reform Supporting CoARA Commitments”. Disponibile su: openaire.eu.
  • Politecnico di Torino. “L’Ateneo guida la classifica ANVUR per Terza Missione”. Disponibile su: polito.it.

Domande frequenti (FAQ)

Chi partecipa alla VQR ANVUR?

Partecipano alla VQR tutte le università statali e non statali legalmente riconosciute, le Scuole Superiori a ordinamento speciale (SNS, SISSA, IUSS, Sant’Anna, ecc.) e gli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR. La VQR 2020-2024 ha coinvolto 132 istituzioni per un totale di circa 70.000 ricercatori.

Come vengono selezionati i prodotti da presentare alla VQR?

Ogni istituzione deve presentare, per ciascun ricercatore strutturato nel periodo di riferimento, un numero di prodotti stabilito dal bando (tipicamente due). La selezione è effettuata dall’istituzione stessa, che ha interesse strategico a presentare i lavori di maggiore qualità per massimizzare il proprio Indicatore R. I prodotti non ammissibili vengono filtrati automaticamente dal sistema.

Quali conseguenze ha un basso punteggio VQR per un ateneo?

Un Indicatore R inferiore a 1,0 comporta una quota premiale FFO inferiore alla media nazionale, riducendo le risorse disponibili per reclutamento, infrastrutture e borse di studio. Può anche influire negativamente sull’accesso ai finanziamenti competitivi PRIN e sui Dipartimenti di Eccellenza. Nel lungo periodo, tende a generare un effetto cumulativo che può compromettere il posizionamento dell’ateneo nei ranking internazionali.

L’Impact Factor conta ancora nella VQR?

L’Impact Factor delle riviste viene usato come indicatore informativo in alcune aree disciplinari, ma i GEV hanno esplicito mandato di non ridurre la valutazione al solo Impact Factor. In coerenza con i principi DORA e CoARA, i GEV valutano il contenuto scientifico del lavoro, non dove è stato pubblicato. Tuttavia, la classificazione delle riviste nelle liste ANVUR mantiene ancora un ruolo nella formazione delle aspettative dei ricercatori.

Quando sarà avviata la VQR 2025-2028?

Al maggio 2026 non è stato ancora pubblicato un bando ufficiale per il prossimo ciclo VQR. Sulla base delle cadenze storiche, si ipotizza che il bando possa essere pubblicato tra il 2027 e il 2028. Il Programma di attività ANVUR 2026-2028 indica le priorità strategiche dell’Agenzia ma non fornisce un calendario preciso per la VQR successiva.

Cosa si intende per Terza Missione nella VQR?

La Terza Missione comprende tutte le attività con cui gli atenei trasferiscono conoscenza alla società: brevetti, imprese spin-off, accordi di licenza, public engagement, musei scientifici, iniziative di diffusione della cultura. Nella VQR 2020-2024 la valutazione della Terza Missione è stata potenziata rispetto ai cicli precedenti, con un peso crescente sul punteggio finale degli atenei a vocazione più applicata e tecnologica.