VQR 2020-2024: Guida Completa alla Valutazione ANVUR
La VQR 2020-2024 ANVUR (Valutazione della Qualità della Ricerca) è il quarto ciclo di valutazione nazionale con cui l’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca misura la qualità della produzione scientifica di università e enti di ricerca italiani. Avviata formalmente con la pubblicazione del bando nell’ottobre 2023, la VQR 2020-2024 ha valutato quasi 200.000 prodotti della ricerca di 76.000 ricercatori distribuiti in 132 istituzioni — e i risultati aggregati a livello istituzionale sono stati presentati al MUR nel marzo 2026. Per ogni ricercatore, dottorando o docente universitario italiano, conoscere la struttura, i criteri e le implicazioni di questo esercizio non è un’opzione: è una necessità professionale.
In questa guida troverai tutto ciò che serve per comprendere la VQR 2020-2024: dalla sua architettura metodologica fino alle strategie concrete per valorizzare al meglio i propri prodotti di ricerca nei prossimi cicli valutativi. Il testo si avvale dei documenti ufficiali ANVUR, dei rapporti VQR 2015-2019 (il cui esame è imprescindibile per interpretare il ciclo successivo) e dei più recenti orientamenti della comunità scientifica italiana.
1. Cos’è la VQR e perché esiste
La Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) è l’esercizio periodico con cui l’ANVUR analizza e misura la qualità dell’output scientifico prodotto da università e istituzioni di ricerca italiane vigilate dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). La base giuridica della VQR si trova nell’art. 3-ter del D.L. 10 novembre 2008, n. 180, convertito dalla L. 9 gennaio 2009, n. 1, che ha affidato all’ANVUR il compito di effettuare la valutazione delle attività delle università e degli enti di ricerca.
Lo scopo dichiarato è duplice: da un lato fornire al MUR i dati necessari per una distribuzione meritocratica di una quota del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) tra gli atenei; dall’altro offrire a ogni istituzione uno strumento di autovalutazione e benchmarking per migliorare la propria competitività scientifica a livello europeo e internazionale.
«La VQR è progettata per valutare e incentivare la ricerca assegnando valore misurabile ai risultati scientifici in termini di impatto e qualità, promuovendo un sistema di ricerca competitivo.» — ANVUR, Documento di indirizzo VQR 2020-2024
2. I cicli VQR: dalla VQR 2004-2010 al ciclo 2020-2024
La VQR italiana si è sviluppata in quattro cicli principali, ciascuno caratterizzato da un progressivo affinamento metodologico:
| Ciclo | Periodo | Prodotti valutati | Principali novità |
|---|---|---|---|
| VQR 1 | 2004–2010 | ~185.000 | Prima valutazione sistematica; prevalenza peer review |
| VQR 2 | 2011–2014 | ~147.000 | Introduzione indicatori bibliometrici per aree STEM |
| VQR 3 | 2015–2019 | ~182.000 | Peer review informata da bibliometria; 17 GEV + Terza Missione |
| VQR 4 | 2020–2024 | ~199.816 | Risultati presentati al MUR nel marzo 2026; maggiore attenzione all’open access |
Il progressivo aumento del numero di prodotti valutati riflette la crescita del personale docente e ricercatore nelle università italiane e l’allargamento della platea di enti partecipanti, che nel quarto ciclo ha incluso 100 università statali e non statali, 13 enti di ricerca vigilati dal MUR e 19 istituzioni partecipanti su base volontaria.
3. Struttura e governance della VQR 2020-2024
La governance della VQR 2020-2024 replica nella sostanza quella del ciclo precedente, articolandosi su tre livelli:
- ANVUR: organo di direzione strategica, garante dell’equità e della comparabilità dei processi valutativi tra le aree disciplinari.
- Gruppi di Esperti della Valutazione (GEV): uno per ciascuna delle 17 aree disciplinari CUN più un GEV interdisciplinare per la Terza Missione. I GEV definiscono i criteri operativi, selezionano i revisori e assegnano i giudizi ai singoli prodotti.
- Istituzioni partecipanti: raccolgono e sottomettono i prodotti attraverso IRIS — il sistema integrato di gestione della ricerca sviluppato da CINECA, adottato da oltre 80 atenei italiani.
Ogni ricercatore di ruolo ha potuto sottomettere fino a un numero stabilito di prodotti della ricerca (articoli, monografie, capitoli di libri, brevetti, ecc.) per il periodo 2020-2024. La scelta strategica dei prodotti da presentare è uno degli aspetti più delicati per ogni ateneo, poiché la qualità media dei prodotti sottomessi incide direttamente sul punteggio istituzionale.
4. Criteri di valutazione: originalità, metodologia e impatto
La VQR 2020-2024 ha adottato tre criteri principali di valutazione, articolati in una scala di giudizi che va da “Eccellente” (A) a “Non valutabile” (X):
- Originalità: misura quanto il lavoro contribuisce ad avanzare la frontiera della conoscenza nel proprio settore disciplinare.
- Metodologia: valuta la solidità, la coerenza e la trasparenza dell’approccio scientifico adottato.
- Impatto: considera sia l’impatto accademico (citazioni, visibilità internazionale) sia, dove pertinente, quello sociale, economico e culturale.
Per le aree bibliometriche (principalmente aree STEM: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 bis, 9), la valutazione è stata in larga misura supportata da indicatori quantitativi come l’Impact Factor (IF), il percentile nella distribuzione delle citazioni della rivista (normalizzato per l’area disciplinare) e le citazioni normalizzate per il campo (FWCI — Field-Weighted Citation Impact). Per le aree umanistiche e delle scienze sociali, il peer review ha avuto un peso preponderante.
| Giudizio | Codice | Punteggio VQR | Percentile di riferimento (aree bibliometriche) |
|---|---|---|---|
| Eccellente | A | 1,0 | ≥ 85° percentile |
| Buono | B | 0,7 | 50°–84° percentile |
| Accettabile | C | 0,5 | 15°–49° percentile |
| Limitato | D | 0,0 | < 15° percentile |
| Non valutabile | X | 0,0 | N/A |
5. Le 17 aree disciplinari e i Gruppi di Esperti della Valutazione (GEV)
La VQR adotta la suddivisione in 17 aree disciplinari del Consiglio Universitario Nazionale (CUN), cui si aggiunge un GEV interdisciplinare per la Terza Missione. Ogni GEV è composto da esperti italiani e stranieri selezionati per evitare conflitti di interesse.
| Area CUN | Denominazione | Approccio prevalente |
|---|---|---|
| 01 | Scienze matematiche e informatiche | Bibliometrico + peer review |
| 02 | Scienze fisiche | Bibliometrico |
| 03 | Scienze chimiche | Bibliometrico |
| 04 | Scienze della terra | Bibliometrico |
| 05 | Scienze biologiche | Bibliometrico |
| 06 | Scienze mediche | Bibliometrico |
| 07 | Scienze agrarie e veterinarie | Bibliometrico + peer review |
| 08 | Ingegneria civile e architettura | Peer review + bibliometrico |
| 09 | Ingegneria industriale e dell’informazione | Bibliometrico |
| 10 | Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche | Peer review |
| 11 | Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche | Peer review + bibliometrico |
| 12 | Scienze giuridiche | Peer review |
| 13 | Scienze economiche e statistiche | Bibliometrico + peer review |
| 14 | Scienze politiche e sociali | Peer review + bibliometrico |
6. La Terza Missione nella VQR 2020-2024
La Terza Missione — ovvero il complesso di attività con cui le università trasferiscono conoscenza alla società, all’economia e alla cultura — ha acquisito un peso crescente nella valutazione ANVUR. Nel ciclo 2020-2024 sono stati valutati prodotti afferenti a quattro macro-categorie:
- Valorizzazione della ricerca: brevetti, licenze, spin-off, contratti di ricerca.
- Produzione di beni pubblici: musei, archivi, strutture cliniche, servizi per il territorio.
- Pubblica utilità e partecipazione a politiche pubbliche: attività di consulenza, rapporti di policy, partecipazione a commissioni governative.
- Formazione continua e divulgazione: corsi di aggiornamento professionale, comunicazione scientifica al grande pubblico.
La valutazione della Terza Missione avviene esclusivamente tramite peer review di un GEV interdisciplinare dedicato, senza il ricorso a indicatori quantitativi automatici.
7. Risultati 2026 e impatto sul FFO
I risultati aggregati della VQR 2020-2024 a livello istituzionale sono stati presentati al MUR nel marzo 2026. Questo ciclo ha visto la partecipazione di 132 istituzioni, di cui 100 università, 13 enti di ricerca vigilati dal MUR e 19 istituzioni su base volontaria, per un totale di 199.816 prodotti valutati relativi a 76.000 ricercatori.
I risultati della VQR incidono sulla distribuzione di una quota del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), la principale fonte di finanziamento statale delle università italiane. In concreto, la percentuale di FFO distribuita in base ai risultati VQR ha oscillato nel tempo tra il 20 e il 30% della quota “premiale” del fondo, con meccanismi di calcolo che tengono conto della dimensione dell’ateneo, del numero di ricercatori e del punteggio medio dei prodotti valutati.
8. Differenze tra VQR 2015-2019 e VQR 2020-2024
Rispetto al ciclo precedente, la VQR 2020-2024 ha introdotto alcune modifiche significative:
- Open Access obbligatorio: per la prima volta sono stati introdotti incentivi espliciti alla pubblicazione in open access, in linea con il Piano Nazionale per la Scienza Aperta e la Strategia Cloud Italia del MUR.
- Maggiore attenzione all’integrità della ricerca: il bando ha esplicitamente richiamato i principi del COPE (Committee on Publication Ethics) e dell’ICMJE per le aree biomediche, nonché le linee guida dell’European Code of Conduct for Research Integrity (ALLEA 2023).
- Aggiornamento degli indicatori per la Terza Missione: la scheda di rilevazione delle attività di Terza Missione è stata aggiornata per includere le attività di public engagement digitale, il contributo alle politiche di sostenibilità (Agenda 2030) e la partecipazione a reti di ricerca internazionali.
- Scala temporale ampliata: il periodo di osservazione è di 5 anni (2020-2024), contro i 5 anni del ciclo precedente (2015-2019), mantenendo così la coerenza nella comparabilità intertemporale.
9. Strategie per ricercatori: come prepararsi al prossimo ciclo
Con la VQR 2020-2024 conclusa, il sistema universitario italiano inizia già a prepararsi per il ciclo 2025-2029. Ecco le strategie più efficaci per i ricercatori che intendono massimizzare il proprio posizionamento:
9.1 Selezionare con cura le riviste target
Per le aree bibliometriche, pubblicare su riviste indicizzate in Web of Science o Scopus con alto Impact Factor o CiteScore è fondamentale. Si consiglia di consultare il database Scimago Journal Ranking (SJR) e il Journal Citation Reports (JCR) prima di sottomettere un manoscritto. Per le aree umanistiche, invece, le riviste con comitati scientifici internazionali e presenza nelle classifiche ERIH Plus sono da privilegiare. Puoi approfondire le metriche di valutazione nel nostro articolo dedicato all’h-index e alle metriche bibliometriche su Scopus e Web of Science.
9.2 Adottare pratiche di open access
Depositare i propri prodotti di ricerca in archivi istituzionali (IRIS) e in archivi aperti disciplinari (arXiv, PsyArXiv, SSRN) aumenta la visibilità e le citazioni — e, come visto, è incentivato esplicitamente dalla VQR 2020-2024. Per la gestione delle citazioni, strumenti come Zotero, Mendeley e il generatore di citazioni UNI ISO 690 offrono un supporto essenziale.
9.3 Curare il profilo ORCID
ORCID (Open Researcher and Contributor ID) è lo standard internazionale per l’identificazione univoca dei ricercatori. Mantenere il profilo aggiornato e collegarlo ai propri profili Scopus, Web of Science e IRIS è essenziale per la corretta attribuzione dei prodotti di ricerca in sede di VQR. Consulta anche la nostra guida su come usare l’intelligenza artificiale nella ricerca accademica.
9.4 Curare la scrittura accademica e la metodologia
La valutazione del criterio “Metodologia” richiede che i lavori siano scritti in modo chiaro, rigoroso e trasparente. Per tesi, dissertazioni e articoli, l’adozione di standard di reportistica come PRISMA 2020 (per revisioni sistematiche), CONSORT (per trial clinici) o STROBE (per studi osservazionali) aumenta significativamente la probabilità di ottenere giudizi elevati. Per le citazioni, si ricorda che la norma di riferimento in Italia è la UNI ISO 690:2021.
9.5 Monitorare la propria presenza nelle classifiche disciplinari
Per valutare il proprio posizionamento bibliometrico rispetto ai colleghi dell’area, si consiglia di utilizzare regolarmente InCites (Web of Science) o SciVal (Scopus). Questi strumenti consentono di calcolare il FWCI (Field-Weighted Citation Impact) dei propri prodotti, un indicatore chiave nelle aree bibliometriche della VQR.
10. Strumenti e piattaforme di supporto: IRIS, CINECA e ORCID
La gestione della propria carriera di ricerca in vista della VQR si avvale di un ecosistema di strumenti digitali:
- IRIS (CINECA): il sistema informativo istituzionale per la gestione e la diffusione dei prodotti della ricerca, adottato da oltre 80 atenei italiani. Consente il deposito dei metadati, l’upload del full-text, la gestione delle licenze open access e l’esportazione in formati standard (Dublin Core, MARC21, DataCite).
- ORCID: identificatore persistente per i ricercatori, integrato con IRIS, Scopus, Web of Science e i principali repository internazionali. L’ORCID iD è ormai richiesto obbligatoriamente in numerosi bandi di finanziamento nazionali (FCT, DFG, ANR) e internazionali (H2020, Horizon Europe).
- Scimago Journal & Country Rank: strumento gratuito per verificare il quartile e l’SJR delle riviste scientifiche.
- ANVUR Open Science: portale istituzionale con risorse, FAQ e documenti ufficiali sulla VQR, l’ASN (Abilitazione Scientifica Nazionale) e gli indicatori bibliometrici.
- Tesify: piattaforma AI per la revisione e la cura dei testi accademici, con supporto per le norme di citazione italiane (UNI ISO 690:2021, APA 7, Chicago 17, Vancouver). Scopri su tesify.es come supporta i ricercatori ispanici, su tesify.pt per il contesto lusitano-brasiliano e su tesify.fr per il mondo francofono.
11. Domande frequenti (FAQ)
Chi deve partecipare alla VQR 2020-2024?
Sono tenuti a partecipare tutti i ricercatori di ruolo (professori ordinari, associati, ricercatori a tempo determinato e indeterminato) afferenti alle università statali, alle università non statali legalmente riconosciute e agli enti di ricerca vigilati dal MUR. La partecipazione delle istituzioni avviene tramite il sistema IRIS di CINECA.
Come viene calcolato il punteggio VQR di un ateneo?
Il punteggio istituzionale è calcolato come somma ponderata dei giudizi attribuiti ai prodotti sottomessi (A=1,0; B=0,7; C=0,5; D/X=0,0), normalizzata per numero di ricercatori e area disciplinare. Una quota di FFO premiale viene poi distribuita proporzionalmente a tale punteggio.
Qual è la differenza tra VQR e ASN?
La VQR valuta la qualità della ricerca a livello istituzionale e influenza la distribuzione del FFO. L’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), invece, è una procedura individuale che abilita il singolo ricercatore a ricoprire ruoli di professore associato o ordinario. L’ASN utilizza soglie bibliometriche (mediane) e giudizi dei commissari, mentre la VQR si concentra sui prodotti istituzionali.
Quando saranno pubblicati i risultati dettagliati per area disciplinare della VQR 2020-2024?
I risultati aggregati a livello istituzionale sono stati presentati al MUR nel marzo 2026. I rapporti dettagliati per area disciplinare (GEV report) e i dati disaggregati per dipartimento sono attesi nei mesi successivi, secondo le tempistiche storicamente osservate nei cicli precedenti (tipicamente 6-12 mesi dopo la pubblicazione aggregata).
L’open access è obbligatorio nella VQR 2020-2024?
Non è obbligatorio in senso assoluto, ma la VQR 2020-2024 ha introdotto incentivi espliciti per i prodotti depositati in open access in archivi istituzionali (IRIS) o disciplinari riconosciuti. La disponibilità del full-text in open access contribuisce alla visibilità e alle citazioni del prodotto, incrementandone potenzialmente la valutazione bibliometrica.
Come posso verificare il mio h-index per la VQR?
L’h-index non è un criterio diretto della VQR, che valuta prodotti specifici e non metriche aggregate dell’autore. Tuttavia, per l’ASN le mediane bibliometriche includono citazioni e h-index da Scopus e Web of Science. Per consultare il proprio h-index, accedere al proprio profilo autore su Scopus o su Web of Science e verificare la sezione “Author metrics”.
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