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UNI ISO 690:2021 — Citazioni Bibliografiche nella Ricerca Italiana

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UNI ISO 690:2021 — Citazioni Bibliografiche nella Ricerca Italiana

La corretta gestione delle citazioni bibliografiche è uno dei fondamenti dell’integrità accademica e uno dei requisiti più frequentemente controllati nelle tesi di laurea, negli articoli scientifici e nei rapporti di ricerca. In Italia, lo standard di riferimento internazionale per i riferimenti bibliografici è la norma UNI ISO 690:2021 — quarta edizione della norma ISO 690, recepita dall’Ente Italiano di Normazione (UNI) — che ha sostituito la precedente UNI ISO 690:2014 (a sua volta basata su ISO 690:2010).

Nonostante la sua centralità, la UNI ISO 690:2021 è spesso confusa con lo stile APA 7 o con lo stile Chicago 17, oppure applicata in modo parziale o scorretto. Questa guida fornisce una panoramica sistematica della norma, con esempi pratici per le tipologie di fonti più comuni nella ricerca italiana, e un confronto chiaro con gli altri principali stili di citazione usati nelle università italiane.

In sintesi: La UNI ISO 690:2021 è la norma internazionale vigente per le citazioni bibliografiche adottata in Italia. Ammette sia il sistema autore-data (Harvard) sia il sistema numerazione-rimando. Non impone un unico formato grafico, ma definisce gli elementi obbligatori e la loro sequenza. Rispetto alla versione 2010/2014, la versione 2021 aggiorna la gestione delle risorse digitali e chiarisce la struttura per fonti complesse come dataset e software.

1. Storia e versioni della norma ISO 690

La norma ISO 690 ha una storia relativamente lunga nell’ambito della normalizzazione dell’informazione bibliografica:

Versione Anno Recepimento UNI Principali novità
ISO 690:1987 1987 UNI ISO 690:1997 Prima norma internazionale per riferimenti bibliografici
ISO 690-2:1997 1997 UNI ISO 690-2:2003 Documenti elettronici (prima integrazione digitale)
ISO 690:2010 2010 UNI ISO 690:2014 Fusione delle due parti, revisione digitale
ISO 690:2021 2021 UNI ISO 690:2021 (recente) Gestione risorse digitali, dataset, software, standard aperti

La versione 2021 è la quarta e più recente edizione. Ha introdotto chiarimenti importanti per la gestione delle fonti digitali — inclusi dataset di ricerca, software, preprint e social media — e ha allineato la norma ai principi della scienza aperta. La recente adozione da parte di UNI ha reso la UNI ISO 690:2021 lo standard vigente in Italia nel 2026.

2. Struttura della UNI ISO 690:2021

La norma è organizzata in 12 sezioni principali più diversi annessi informativi. La struttura logica si articola su tre livelli:

  1. Principi generali: scopo, campo di applicazione, terminologia di base.
  2. Elementi del riferimento bibliografico: quali elementi devono essere presenti (autore, titolo, editore, anno, identificatore) e in quale sequenza.
  3. Presentazione del riferimento: regole di formattazione (punteggiatura, corsivo, abbreviazioni), sistemi di rinvio nel testo (autore-data vs numerazione) e gestione delle fonti speciali.

«Il presente documento fornisce linee guida per la preparazione e la presentazione di riferimenti bibliografici e citazioni a risorse informative, per qualsiasi tipo di documento e di media.» — UNI ISO 690:2021, Introduzione

Un aspetto fondamentale da comprendere è che la UNI ISO 690:2021 non è uno “stile” fisso come APA o Chicago: è una norma che definisce gli elementi obbligatori e la loro sequenza, lasciando una certa flessibilità nella presentazione grafica (uso del corsivo, punteggiatura di separazione). Questo significa che due riferimenti conformi alla UNI ISO 690:2021 possono avere aspetto leggermente diverso ma essere entrambi corretti.

3. I due sistemi di citazione: autore-data e numerazione

La UNI ISO 690:2021 prevede due sistemi equivalenti per il rinvio bibliografico nel testo:

3.1 Sistema autore-data (Harvard)

Il rimando nel testo riporta il cognome dell’autore e l’anno di pubblicazione tra parentesi: (Rossi, 2023) o Rossi (2023). In fondo al documento figura la lista bibliografica completa, ordinata alfabeticamente per autore. È il sistema più usato nelle scienze naturali, sociali e in molte facoltà di psicologia, economia e ingegneria.

3.2 Sistema numerazione-rimando (Vancouver style)

Il rimando nel testo è un numero progressivo in apice [3] o tra parentesi quadre [3]. La lista bibliografica in fondo riporta i riferimenti nell’ordine di citazione nel testo. È il sistema prevalente nelle scienze biomediche (spesso nella variante Vancouver) e in alcune facoltà di ingegneria.

La scelta tra i due sistemi dipende dalla disciplina, dalla rivista target (per gli articoli) e dalle indicazioni della propria università (per le tesi). La UNI ISO 690:2021 non esprime preferenza tra i due.

4. Elementi obbligatori e facoltativi per tipo di fonte

La norma distingue tra elementi obbligatori (sempre presenti) e facoltativi (da includere quando disponibili e pertinenti):

Tipo di fonte Elementi obbligatori Elementi raccomandati
Monografia Autore; Titolo; Editore; Anno Luogo; ISBN; Edizione
Articolo di rivista Autore; Titolo articolo; Titolo rivista; Anno; Volume; Fascicolo; Pagine o e-location DOI o URL; ISSN
Contributo in volume collettaneo Autore contributo; Titolo contributo; in: Curatore; Titolo volume; Editore; Anno; Pagine Luogo; ISBN
Tesi di laurea/dottorato Autore; Titolo; Tipo tesi; Istituzione; Anno URL repository (es. IRIS)
Risorsa web Autore (se disponibile); Titolo; URL; Data di consultazione Anno di pubblicazione/aggiornamento
Dataset Autore; Titolo dataset; Repository; Anno; DOI o identificatore persistente Versione; Licenza
Software Autore/Organizzazione; Nome software; Versione; Anno; URL o DOI Linguaggio di programmazione; Licenza

5. Esempi pratici: libri, articoli, siti web, dataset

Di seguito sono riportati esempi conformi alla UNI ISO 690:2021 (sistema autore-data) per le tipologie di fonti più ricorrenti nella ricerca italiana:

5.1 Monografia

UMBERTO ECO. Come si fa una tesi di laurea. Bompiani, 2021 [1977]. ISBN 978-88-452-9881-2.

5.2 Articolo di rivista con DOI

MARZANO, A.; VERONESI, L. «Peer review e valutazione VQR: un'analisi critica». Rivista Italiana di Bibliometria, 2024, vol. 12, n. 3, pp. 45–67. DOI: https://doi.org/10.xxxx/rib.2024.0045.

5.3 Contributo in volume collettaneo

FERRARI, G. «La norma UNI ISO 690 nella pratica accademica italiana». In: BIANCHI, R. (cur.). Manuale di scrittura scientifica. Editrice Università, 2023, pp. 112–134. ISBN 978-88-xxx-xxxx-x.

5.4 Tesi depositata in IRIS

CONTI, S. Metodologie di ricerca qualitativa in sociologia urbana. Tesi di dottorato. Università degli Studi di Milano, 2022. Disponibile in: https://air.unimi.it/handle/2434/xxxxxx [consultato il 10 maggio 2026].

5.5 Risorsa web istituzionale

ANVUR. Valutazione della Qualità della Ricerca 2020-2024 [online]. Roma: ANVUR, 2026. Disponibile in: https://www.anvur.it/attivita/vqr/ [consultato il 17 maggio 2026].

5.6 Dataset

ROSSI, M.; VERDI, L. Dataset on Italian university research output 2020-2024. Zenodo, 2025, versione 1.2. DOI: https://doi.org/10.5281/zenodo.xxxxxxx. Licenza: CC BY 4.0.

6. Confronto con APA 7, Chicago 17 e Vancouver

Le università italiane utilizzano frequentemente quattro sistemi di citazione principali. Ecco un confronto operativo:

Caratteristica UNI ISO 690:2021 APA 7 Chicago 17 Vancouver
Sistema di rinvio Autore-data o numerazione Autore-data Note a piè di pagina + bibliografia o autore-data Numerazione progressiva
Ordine elementi Flessibile (norma definisce sequenza) Rigido Rigido Rigido
Aree prevalenti in Italia Tutte (standard base) Psicologia, Scienze Sociali, Educazione Lettere, Storia, Filosofia, Diritto Medicina, Farmacia, Biologia
Posizione dell’anno Dopo editore (numerazione) o dopo autore (autore-data) Dopo autore, tra parentesi In nota (1° volta full, poi breve) In fondo, ordine progressivo
Gestione DOI URL completo https://doi.org/… https://doi.org/… https://doi.org/… Facoltativo, in fondo al riferimento
Dataset e software Sezione dedicata (ISO 690:2021) Linee guida specifiche in APA 7 Trattati come fonti speciali Non standardizzato

7. Quando usare la UNI ISO 690:2021 e quando un altro stile

La scelta dello stile di citazione dipende da tre fattori:

  1. Indicazioni della rivista/editore: per articoli scientifici, le istruzioni per gli autori specificano sempre lo stile richiesto. Rispettare queste indicazioni è obbligatorio.
  2. Regolamento della propria università: molti atenei italiani indicano lo stile preferito per le tesi nel proprio regolamento o nelle linee guida facoltative. Verificare il regolamento tesi sul sito dell’ateneo.
  3. Convenzione disciplinare: in assenza di indicazioni esplicite, usare lo stile prevalente nella propria disciplina (vedi tabella sopra).

In mancanza di indicazioni specifiche, la UNI ISO 690:2021 è una scelta sicura e neutra, applicabile a qualsiasi contesto accademico italiano. Per le tesi di laurea magistrale in cui non è specificato lo stile, la UNI ISO 690:2021 (sistema autore-data) è spesso la scelta più accettata trasversalmente. Consulta anche la nostra guida su come fare la bibliografia della tesi per esempi pratici su diversi stili.

8. Strumenti digitali per la gestione bibliografica

I principali software per la gestione delle citazioni supportano la UNI ISO 690:2021 (o la versione 2010/2014 da cui deriva) con stili CSL (Citation Style Language) predefiniti:

  • Zotero: gratuito e open source, supporta ISO 690 attraverso stili CSL scaricabili dal Zotero Style Repository. È il software più raccomandato nelle università italiane per la gestione bibliografica.
  • Mendeley: supporta ISO 690 con plugin CSL. Integrato con Scopus (Elsevier).
  • EndNote: versione commerciale, con stili ISO 690 predefiniti.
  • Tesify: genera automaticamente riferimenti conformi a UNI ISO 690:2021, APA 7, Chicago 17, Vancouver e MLA direttamente dalla piattaforma. Ideale per tesi di laurea e articoli scientifici italiani. Strumenti analoghi sono disponibili per ricercatori di lingua spagnola su tesify.es e di lingua portoghese su tesify.pt.

9. Applicazione nella tesi di laurea italiana

Per le tesi di laurea triennale, magistrale e di dottorato in Italia, la corretta gestione bibliografica è valutata dalla commissione — sia per la coerenza interna (stesso stile applicato uniformemente in tutta la tesi) sia per la completezza dei dati (tutti gli elementi obbligatori presenti). I principali errori riscontrati nelle tesi italiane riguardo alla UNI ISO 690 sono:

  • Mancanza del DOI per articoli online (elemento ora obbligatorio per risorse digitali nella versione 2021).
  • Assenza della data di consultazione per risorse web (obbligatoria per pagine che potrebbero variare nel tempo).
  • Mescolanza di stili diversi nella stessa tesi (es. ISO 690 per libri e APA 7 per articoli).
  • Abbreviazione del titolo della rivista senza seguire le abbreviazioni standardizzate (es. List of Title Word Abbreviations — LTWA dell’ISSN).

Per una tesi strutturata in modo impeccabile, dalla copertina alla bibliografia, consulta la nostra guida completa su come strutturare una tesi di laurea e quella sulla tesi di laurea magistrale. Per i ricercatori francofoni, risorse equivalenti sono disponibili su tesify.fr.

10. Domande frequenti (FAQ)

La UNI ISO 690:2021 è diversa dalla UNI ISO 690:2010?

Sì, ma le differenze sono prevalentemente nell’aggiornamento delle linee guida per le risorse digitali (dataset, software, preprint, social media) e nella maggiore chiarezza sulla gestione di fonti complesse. I principi fondamentali della struttura bibliografica rimangono sostanzialmente invariati. Per la maggior parte delle citazioni tradizionali (libri, articoli), la differenza pratica è minima.

Quale database devo consultare per trovare lo stile CSL ISO 690 per Zotero?

Gli stili CSL per Zotero si trovano nel Zotero Style Repository (styles.zotero.org). Cercare “ISO 690” per trovare sia la versione autore-data sia quella con numerazione. Verificare la data di aggiornamento dello stile per assicurarsi che rifletta la versione 2021 della norma.

È obbligatorio indicare il DOI nei riferimenti bibliografici?

Per la UNI ISO 690:2021, il DOI (o URL) è raccomandato per tutte le fonti digitali ed è praticamente obbligatorio per gli articoli di rivista con DOI disponibile. La sua omissione non invalida tecnicamente il riferimento, ma è considerata una lacuna significativa nella comunità scientifica, poiché il DOI garantisce la persistenza del link nel tempo.

Come si cita un preprint (es. arXiv) secondo la UNI ISO 690:2021?

Un preprint va citato specificando il repository (es. arXiv), il numero identificativo del preprint, la data di caricamento e il DOI o URL permanente. È bene indicare esplicitamente che si tratta di un preprint non sottoposto a peer review, specie in contesti biomedici. Esempio: ROSSI, A. «Titolo preprint». arXiv:2503.12345 [physics.xxx], 15 marzo 2025. DOI: https://doi.org/10.48550/arXiv.2503.12345.

Posso usare la UNI ISO 690:2021 per una tesi in discipline umanistiche?

Sì, ma in molte facoltà di Lettere, Storia, Filosofia e Giurisprudenza è tradizionalmente preferito lo stile Chicago (sistema note-bibliografia), che prevede note a piè di pagina con riferimenti completi alla prima citazione. Verificare le indicazioni del relatore e del regolamento tesi del proprio ateneo. In assenza di indicazioni contrarie, la UNI ISO 690:2021 è sempre accettabile.

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Tesify genera riferimenti bibliografici conformi alla UNI ISO 690:2021 direttamente dalla piattaforma, con supporto per tutti i principali stili (APA 7, Chicago 17, Vancouver, MLA). Incollando il DOI o il titolo di un lavoro, ottieni il riferimento formattato correttamente in pochi secondi — senza il rischio di errori manuali.

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