Tesi compilativa vs sperimentale 2026: differenze e quale scegliere

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Tesi compilativa vs sperimentale 2026: differenze e quale scegliere

La tesi compilativa analizza, sintetizza e rielabora criticamente la letteratura scientifica esistente senza produrre dati nuovi. La tesi sperimentale, invece, produce risultati originali attraverso ricerca empirica: esperimenti, indagini sul campo, analisi di dati primari. La scelta tra le due dipende dal corso di laurea, dall’ambito disciplinare, dal tempo disponibile e dagli obiettivi post-laurea. Non esiste un tipo “migliore” in assoluto: esiste quello più adatto alla tua situazione.

Cos’è la tesi compilativa?

La tesi compilativa (anche detta “tesi teorica” o “tesi bibliografica”) consiste nella raccolta, analisi critica e sintesi organizzata delle fonti disponibili su un determinato argomento. Non si svolgono esperimenti né si raccolgono dati primari: il contributo originale dello studente risiede nella capacità di selezionare le fonti pertinenti, identificare le posizioni dominanti e minoritarie nella letteratura, evidenziare i punti di accordo e di contrasto tra autori diversi, e proporre una propria chiave interpretativa.

Non è — come si crede erroneamente — una semplice raccolta di riassunti. Una tesi compilativa ben eseguita richiede padronanza della letteratura specialistica, capacità argomentativa e originalità interpretativa. È il tipo prevalente nelle lauree triennali di molte discipline umanistiche, giuridiche, economiche e sociali, ed è perfettamente accettata anche in magistrale in quegli ambiti. Il collegamento con le differenze tra tesi triennale, magistrale e dottorato è diretto: il grado di originalità richiesta cresce progressivamente.

Fonte: Università Niccolò Cusano — Differenze tra tesi compilativa e sperimentale

Cos’è la tesi sperimentale?

La tesi sperimentale (o “tesi empirica” o “tesi di ricerca”) produce risultati originali attraverso un processo di indagine sistematica. Lo studente raccoglie dati primari — tramite esperimenti in laboratorio, indagini sul campo, interviste, questionari, analisi di casi, studi clinici — e li elabora con metodologie appropriate al campo disciplinare. Il contributo originale non risiede solo nell’interpretazione ma nella generazione di nuova conoscenza.

Una tesi sperimentale richiede: accesso a un laboratorio o a un campione di ricerca, padronanza di metodologie specifiche (statistica, analisi qualitativa del contenuto, microscopia, ecc.), più tempo per la fase di raccolta dati. Secondo i dati AlmaLaurea 2024, gli studenti con tesi sperimentale impiegano in media 2 mesi in più rispetto ai colleghi con tesi compilativa per completare il percorso. In medicina, ingegneria e scienze naturali, la sperimentale è la norma; in giurisprudenza e filosofia, è rara. Per una tesi in medicina il taglio sperimentale è praticamente obbligatorio già in magistrale.

Quali sono le differenze pratiche?

Confronto tesi compilativa vs sperimentale 2026
Aspetto Compilativa Sperimentale
Contributo originale Interpretazione critica Dati o risultati nuovi
Tempo medio 6-12 mesi 8-18 mesi
Accesso necessario Biblioteche, banche dati Laboratorio, campione, campo
Metodologia Bibliografica, ermeneutica Quantitativa, qualitativa, mista
Numero di pagine (media) 80-150 100-200+
Valore per dottorato Accettabile Preferita o richiesta
Tipica in Lettere, Giurisprudenza, Economia Medicina, Ingegneria, Scienze

Quale scegliere in base al corso di laurea?

La scelta ottimale varia molto per ambito disciplinare:

  • Medicina e Chirurgia: la sperimentale è quasi sempre richiesta per la magistrale a ciclo unico. La commissione si aspetta dati originali, anche se su campioni ridotti.
  • Ingegneria (Politecnico di Milano, Bologna, Torino): prevalentemente sperimentale o progettuale — il progetto originale è considerato equivalente alla ricerca empirica.
  • Economia e Management (Bocconi, Cattolica): sia compilativa che empirica sono accettate; l’analisi di dati aziendali o finanziari conta come contributo originale.
  • Giurisprudenza (Sapienza, Bologna): la compilativa è la norma; la ricerca empirica è rara e non richiesta dalla commissione.
  • Psicologia: fortemente orientata alla sperimentale anche in magistrale, con raccolta dati tramite questionari standardizzati e analisi statistica.
  • Scienze Politiche e Sociologia: entrambe le tipologie sono accettate; la ricerca qualitativa (interviste, etnografia) è considerata sperimentale.

Una tesi particolarmente avanzata — la tesi per compendio di pubblicazioni — è riservata al dottorato e rappresenta la forma più alta di contributo originale, integrando articoli già pubblicati su riviste peer-reviewed.

Tesi sperimentale: esempi per facoltà

Nelle facoltà di area biologico-sanitaria e agraria, la tesi sperimentale assume in genere la forma di un progetto di laboratorio con raccolta di dati primari su matrici biologiche, chimiche o agronomiche. Per capire concretamente come si struttura una tesi sperimentale di laboratorio per Agraria Farmacia Biologia, con esempi reali di domande di ricerca, scelta del campione e analisi statistica, leggi la guida dedicata. In questi corsi il taglio sperimentale è praticamente lo standard atteso dalla commissione, anche per chi non punta al dottorato.

La sperimentale vale di più in commissione?

Non esiste una norma che assegni più punti alla tesi sperimentale. In molti atenei, però, la commissione ha ampio margine discrezionale nell’assegnare i punti della tesi (fino a 7 per la magistrale in alcuni atenei), e una tesi sperimentale ben eseguita viene generalmente premiata più di una compilativa di qualità analoga, soprattutto nei settori scientifico-tecnologici. In discipline umanistiche la correlazione è meno diretta: una compilativa brillante con argomentazione originale può valere quanto una sperimentale metodologicamente debole.

Per chi punta al 110 e lode, la scelta del tipo di tesi da sola non è determinante: ciò che conta è la qualità intrinseca del lavoro, la capacità espositiva durante la discussione e il contributo percepito dalla commissione. Per sistemi di riferimento comparativi, vedi anche come si struttura la ricerca quantitativa per il TFG spagnolo e la guida portoghese a metodologia quantitativa, qualitativa e mista.

Cosa dice la normativa ANVUR e CRUI

L’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca) non stabilisce una preferenza tra tesi compilativa e sperimentale nei criteri di accreditamento dei corsi di laurea. Ciò che valuta è la coerenza tra gli obiettivi formativi del corso (descritti nei Quadri A4 e B4 delle Schede SUA-CdS) e le tipologie di tesi effettivamente prodotte. Un corso di laurea magistrale in chimica che producesse quasi solo tesi compilative vedrebbe questo come un segnale negativo in sede di accreditamento periodico.

Le linee guida CRUI sull’integrità della ricerca (2016, aggiornate nel 2022) si applicano a entrambe le tipologie, con particolare enfasi sulla trasparenza metodologica nelle tesi sperimentali (dichiarazione dei metodi, accesso ai dati grezzi, approvazione etica per ricerche su soggetti umani). L’ANVUR ha incluso nelle proprie Linee guida 2023-2026 per la VQR anche la valutazione delle tesi di dottorato con carattere sperimentale tra i prodotti della ricerca degli atenei.

Domande frequenti

Posso cambiare da compilativa a sperimentale a metà lavoro?

È possibile ma complesso. Il cambio richiede l’approvazione del relatore e comporta in genere l’allungamento dei tempi di 4-6 mesi per la fase di raccolta dati. Se la tesi è già avanzata nella parte compilativa, quella sezione può diventare il capitolo di rassegna della letteratura della nuova tesi sperimentale, salvaguardando parte del lavoro già svolto.

La tesi compilativa è accettata per il dottorato?

Dipende dal bando di dottorato e dall’ambito disciplinare. In scienze dure e medicina, una tesi compilativa magistrale è raramente sufficiente per candidarsi con successo a un dottorato di ricerca competitivo. In discipline umanistiche, può essere accettata se accompagnata da una proposta di ricerca originale per il progetto di dottorato. Il relatore di tesi magistrale può orientarti su questa valutazione.

Quante pagine deve avere una tesi sperimentale vs compilativa?

Non esistono limiti fissati nazionalmente. Come riferimento orientativo: tesi triennale compilativa 60-100 pagine, tesi magistrale compilativa 100-180 pagine, tesi magistrale sperimentale 100-220 pagine. In ingegneria e architettura le tesi progettuali possono essere più brevi nel testo ma includere tavole tecniche. Verificare sempre le indicazioni specifiche del proprio corso di laurea.

La tesi mista (compilativa + parte sperimentale) è possibile?

Sì, ed è spesso la scelta più equilibrata per la magistrale. Una rassegna critica della letteratura (parte compilativa) che introduce e inquadra una ricerca originale su scala ridotta (parte sperimentale) è apprezzata da molte commissioni perché dimostra competenza teorica e capacità di ricerca. La metodologia mista — combinazione di metodi qualitativi e quantitativi — si presta particolarmente a questo formato.

In medicina è possibile fare una tesi compilativa in magistrale?

Tecnicamente sì, ma è insolito nelle università italiane più competitive come Sapienza, Bologna e il Policlinico di Milano. Alcune facoltà consentono una systematic review della letteratura (rassegna sistematica) come alternativa alla ricerca empirica originale, purché con metodologia PRISMA 2020 ben documentata. In ogni caso, il relatore e il regolamento della facoltà sono la guida definitiva.

Tesify può aiutare sia con la tesi compilativa che con quella sperimentale?

Sì. Tesify supporta entrambe le tipologie: per la compilativa aiuta nella rassegna della letteratura, nell’organizzazione critica delle fonti e nella strutturazione del capitolo teorico; per la sperimentale, nella sezione di metodologia, nella presentazione dei risultati e nella discussione critica dei dati ottenuti.

Un’analisi secondaria di dati esistenti è compilativa o sperimentale?

È considerata sperimentale, perché produce nuove elaborazioni e nuove conoscenze a partire da dati esistenti (secondary data analysis). Se utilizzi dataset ISTAT, Eurostat, AlmaLaurea o dataset accademici aperti per rispondere a una domanda di ricerca originale, stai facendo ricerca empirica. Questo approccio è molto apprezzato perché elimina i tempi di raccolta dati primari mantenendo il carattere originale dell’analisi.

La metodologia di ricerca va dichiarata esplicitamente in entrambe le tipologie?

Sì, sempre. Anche nella tesi compilativa è necessario un capitolo o paragrafo metodologico che espliciti i criteri di selezione delle fonti (banche dati consultate, parole chiave usate, criteri di inclusione/esclusione degli studi), il periodo temporale della ricerca bibliografica e il metodo di analisi critica adottato. Questa trasparenza è richiesta dalle linee guida CRUI sull’integrità della ricerca. La guida francese sulla metodologia di ricerca per il memoire offre un’ottima panoramica applicabile anche al contesto italiano.