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Come fare l’indice della tesi di laurea: 6 esempi 2026

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5 min di lettura

L’indice della tesi di laurea è la prima pagina che il relatore apre quando riceve una bozza, e spesso è l’unica che la commissione sfoglia prima della discussione. Un buon indice mostra in dieci secondi che cosa hai fatto, in che ordine e con quale logica. Un indice confuso, invece, fa pensare a una tesi confusa anche quando il contenuto è solido.

In questa guida trovi un metodo in sette passi per costruire l’indice prima di scrivere, sei esempi completi per i tipi di tesi più diffusi in Italia (compilativa, sperimentale, giuridica, economica, umanistica e magistrale) e gli errori che i relatori correggono più spesso. Gli esempi sono illustrativi: adattali sempre al regolamento del tuo corso e alle indicazioni del relatore.

Risposta rapida: l’indice di una tesi di laurea elenca, nell’ordine, le parti preliminari (eventuale abstract, elenco delle abbreviazioni), l’introduzione, i capitoli numerati con i loro paragrafi (1, 1.1, 1.1.1), le conclusioni, la bibliografia e le eventuali appendici, ciascuno con il numero di pagina. Per una triennale bastano di solito 3 o 4 capitoli e due livelli di titoli; per una magistrale 4 o 5 capitoli e al massimo tre livelli.

Che cos’è l’indice della tesi e perché va scritto all’inizio

L’indice (o sommario) è la mappa della tesi: elenca titoli di capitoli e paragrafi con la pagina in cui iniziano. Ma prima di essere una pagina formattata è uno strumento di progettazione. Quasi tutti i relatori chiedono un “indice provvisorio” già al primo o al secondo incontro, perché da lì capiscono se l’argomento è delimitato bene e se il percorso è sostenibile nei tempi della sessione.

Scrivere l’indice all’inizio ha tre vantaggi pratici:

  1. Ti obbliga a decidere la domanda centrale. Se non riesci a dare un titolo al capitolo 3, probabilmente non sai ancora che cosa vuoi dimostrare.
  2. Divide il lavoro in blocchi gestibili. Ogni paragrafo dell’indice diventa un’unità di scrittura da 3 a 8 pagine, più facile da pianificare di “scrivere la tesi”.
  3. Riduce le revisioni strutturali. Spostare un paragrafo nell’indice costa un minuto; spostarlo quando hai già scritto 60 pagine costa giorni.

L’indice provvisorio cambierà, ed è normale. Il punto non è indovinarlo al primo colpo, ma avere una struttura da discutere con il relatore. Se ti serve un quadro generale del percorso, parti dalla nostra guida in 15 passi per scrivere la tesi e torna qui quando devi fissare la struttura.

Come fare l’indice della tesi di laurea in 7 passi

Libro aperto con uno schema gerarchico di capitoli e paragrafi, come un indice della tesi
Illustrazione generata con IA: un indice ben costruito mostra subito la gerarchia tra capitoli e paragrafi.

Questo metodo funziona sia per la triennale sia per la magistrale. Ogni passo è autonomo: puoi fermarti dopo il passo 4 e portare già al relatore un indice discutibile.

  1. Scrivi in una frase la domanda della tesi. Per esempio: “In che modo le piccole imprese venete hanno usato i fondi per la digitalizzazione tra il 2021 e il 2025?”. Tutto ciò che compare nell’indice deve servire a rispondere a questa frase.
  2. Elenca i blocchi logici necessari. Quasi ogni tesi ha bisogno di quattro blocchi: contesto e definizioni, stato degli studi, metodo o materiali, analisi o risultati. Le tesi compilative fondono gli ultimi due in capitoli di analisi critica.
  3. Trasforma ogni blocco in un capitolo con un titolo informativo. Evita titoli generici come “Capitolo teorico”: meglio “La digitalizzazione delle PMI: definizioni e indicatori”. Un titolo informativo dice al lettore che cosa troverà.
  4. Dividi ogni capitolo in 3–5 paragrafi. Meno di due paragrafi non giustifica la suddivisione; più di sei di solito indica che il capitolo andrebbe spezzato in due.
  5. Bilancia le lunghezze. Assegna a ogni capitolo un numero indicativo di pagine. Se un capitolo pesa il triplo degli altri, chiediti se contiene due argomenti diversi.
  6. Aggiungi le parti fisse. Introduzione e conclusioni non sono numerate come capitoli in molti atenei; bibliografia, sitografia e appendici vanno in fondo. Controlla nel regolamento se sono richiesti abstract, elenco delle figure o elenco delle abbreviazioni.
  7. Applica la numerazione decimale e confrontati con il relatore. Usa la forma 1, 1.1, 1.1.1 e fermati al terzo livello. Poi invia l’indice al relatore con una mail breve che spieghi la logica dei capitoli.

Quando la struttura è approvata, la parte tecnica è veloce: con gli stili Titolo di Word l’indice si genera e si aggiorna da solo. Trovi la procedura completa nella guida su come creare l’indice della tesi su Word.

Esempio 1: indice di una tesi triennale compilativa

La tesi compilativa ricostruisce e discute la letteratura su un tema. L’indice deve far vedere un percorso argomentativo, non un elenco di riassunti. Ecco un esempio illustrativo per una triennale in Scienze dell’educazione.

Voce dell’indice (esempio illustrativo) Pagine indicative
Introduzione 3–4
1. La lettura ad alta voce nella scuola dell’infanzia: definizioni e origini
1.1 Che cosa si intende per lettura dialogica
1.2 Le prime esperienze italiane
1.3 Il ruolo dell’insegnante
10–12
2. Che cosa dice la ricerca sugli effetti linguistici
2.1 Vocabolario e comprensione
2.2 Attenzione e regolazione emotiva
2.3 Limiti degli studi disponibili
12–14
3. Indicazioni per la pratica educativa
3.1 Scegliere i libri
3.2 Organizzare i tempi della sezione
3.3 Coinvolgere le famiglie
10–12
Conclusioni · Bibliografia 3–4 · 3–5

Nota la progressione: definire, valutare le prove, tradurre in pratica. Il paragrafo 2.3 sui limiti degli studi è quello che trasforma una compilazione in una tesi critica. Per dimensioni e capitoli tipici della triennale vedi anche la nostra panoramica su struttura e lunghezza della tesi triennale.

Esempio 2: indice di una tesi sperimentale

La tesi sperimentale segue lo schema della ricerca empirica, spesso chiamato IMRaD (introduzione, metodi, risultati, discussione). L’indice lo rende visibile.

  • Introduzione — problema, obiettivo, domanda di ricerca
  • 1. Quadro teorico e stato dell’arte — 1.1 Concetti chiave · 1.2 Studi precedenti · 1.3 Ipotesi
  • 2. Materiali e metodi — 2.1 Disegno dello studio · 2.2 Partecipanti o campioni · 2.3 Strumenti · 2.4 Procedura · 2.5 Analisi dei dati
  • 3. Risultati — 3.1 Statistiche descrittive · 3.2 Verifica delle ipotesi · 3.3 Analisi aggiuntive
  • 4. Discussione — 4.1 Interpretazione · 4.2 Confronto con la letteratura · 4.3 Limiti · 4.4 Sviluppi futuri
  • Conclusioni · Bibliografia · Appendici (questionari, protocolli, tabelle complete)

In questo tipo di tesi il capitolo 2 non va mai fuso con i risultati: la commissione vuole poter valutare il metodo separatamente. Se stai ancora decidendo tra i due tipi, leggi il confronto tra tesi compilativa e sperimentale.

Esempio 3: indice di una tesi di Giurisprudenza

Le tesi giuridiche hanno una struttura riconoscibile: inquadramento normativo, evoluzione, profili problematici, giurisprudenza, prospettive. Un esempio illustrativo per una magistrale a ciclo unico:

  1. L’istituto: nozione e fonti — 1.1 Inquadramento costituzionale · 1.2 La disciplina codicistica · 1.3 La normativa speciale
  2. L’evoluzione della disciplina — 2.1 Il regime previgente · 2.2 La riforma · 2.3 Le questioni di diritto intertemporale
  3. I profili problematici — 3.1 La natura giuridica · 3.2 Il rapporto con istituti affini · 3.3 Le posizioni della dottrina
  4. L’orientamento della giurisprudenza — 4.1 Giurisprudenza di legittimità · 4.2 Giurisprudenza di merito · 4.3 Il dialogo con le Corti europee
  5. Profili comparatistici e prospettive

Nelle tesi di diritto l’indice è spesso più lungo che in altre aree, perché i paragrafi sono brevi e molto specifici. Resta comunque entro tre livelli.

Esempio 4: indice di una tesi di Economia con caso aziendale

Studente che confronta due schemi di indice della tesi, uno triennale e uno magistrale
Illustrazione generata con IA: confrontare due versioni dell’indice aiuta a capire quale struttura regge meglio la domanda di ricerca.

Molte tesi di Economia aziendale applicano un modello teorico a un’impresa reale. La struttura tipica va dal generale al particolare:

  • 1. Il tema nella letteratura manageriale — modelli di riferimento e indicatori
  • 2. Il settore — dimensione, dinamiche competitive, normativa rilevante
  • 3. Il caso: presentazione dell’impresa — storia, assetto, dati di bilancio usati
  • 4. Analisi del caso — applicazione del modello, risultati, confronto con i concorrenti
  • 5. Implicazioni manageriali e limiti

Un errore frequente è dedicare metà tesi alla storia dell’azienda. Nell’indice il capitolo 3 dovrebbe essere il più corto dei capitoli centrali: descrive, mentre il capitolo 4 analizza.

Esempio 5: indice di una tesi umanistica

Nelle tesi di Lettere, Filosofia o Storia l’indice segue l’argomentazione, non uno schema fisso. Funziona bene una struttura “per questioni”:

  1. Il problema e lo stato degli studi
  2. Prima questione (per esempio la genesi dell’opera, con le fonti d’archivio)
  3. Seconda questione (per esempio i temi e le strategie narrative)
  4. Terza questione (per esempio la ricezione critica)

Qui i titoli dei capitoli possono essere più evocativi, ma il sottotitolo deve restare descrittivo: “Una lingua per i margini: il dialetto nei racconti degli anni Cinquanta” funziona meglio di un titolo solo letterario.

Esempio 6: indice di una tesi magistrale con ricerca sul campo

La tesi magistrale ha più spazio e più livelli. Un esempio illustrativo per Psicologia o Scienze sociali con interviste:

  • Introduzione
  • 1. Quadro teorico — 1.1 Il costrutto · 1.1.1 Definizioni · 1.1.2 Modelli · 1.2 Fattori associati
  • 2. Rassegna degli studi empirici — 2.1 Studi internazionali · 2.2 Studi italiani · 2.3 Lacune
  • 3. La ricerca — 3.1 Obiettivi e domande · 3.2 Partecipanti · 3.3 Traccia di intervista · 3.4 Procedura di analisi · 3.5 Aspetti etici
  • 4. Risultati — un paragrafo per ciascun tema emerso
  • 5. Discussione — 5.1 Lettura dei risultati · 5.2 Limiti · 5.3 Implicazioni
  • Conclusioni · Bibliografia · Appendici

Per un modello completo dei capitoli di una magistrale, vedi la nostra guida alla struttura della tesi di laurea magistrale.

Quanti capitoli e quanti livelli deve avere l’indice

Non esiste una regola nazionale: decidono il regolamento del corso e il relatore. Le indicazioni che seguono sono orientative e servono come punto di partenza.

Tipo di tesi Capitoli (orientativo) Livelli di titolo
Triennale compilativa 3–4 2 (1, 1.1)
Triennale sperimentale 4 2–3
Magistrale 4–5 3 (1, 1.1, 1.1.1)
Ciclo unico (es. Giurisprudenza) 4–6 3

Un buon controllo finale: l’indice di una triennale dovrebbe stare in una pagina, quello di una magistrale in una o due. Se ne occupa tre, i titoli sono probabilmente troppo lunghi o i livelli troppi.

Gli errori più comuni nell’indice della tesi

  1. Titoli che ripetono il titolo della tesi. Se il capitolo 1 si chiama come la tesi, il lettore non capisce che cosa aggiunge.
  2. Paragrafi solitari. Un capitolo con il solo paragrafo 1.1 non ha bisogno di suddivisioni.
  3. Squilibrio tra capitoli. Un capitolo da 40 pagine accanto a uno da 6 segnala un problema di struttura.
  4. Introduzione e conclusioni numerate in modo incoerente. Scegli una convenzione e mantienila.
  5. Numeri di pagina non aggiornati. Aggiorna l’indice come ultimo passaggio, prima di esportare il PDF.
  6. Indice scritto a mano. Usa sempre gli stili di titolo del programma di scrittura, così l’indice resta coerente con il testo.
  7. Dimenticare le parti preliminari. Verifica che il frontespizio sia impostato correttamente con il nostro modello di frontespizio per la tesi.

Come presentare l’indice provvisorio al relatore

Quando invii l’indice, accompagnalo con poche righe che spieghino le scelte: la domanda di ricerca, perché i capitoli sono in quell’ordine e quale capitolo ti sembra ancora incerto. Così il relatore può risponderti in modo mirato invece di riscrivere tutta la struttura. Allega l’indice in un file modificabile, con un numero di pagine indicativo per capitolo e, se possibile, 5–10 fonti principali per ciascun blocco.

Dopo la risposta, annota le modifiche e salva ogni versione con la data nel nome del file. A fine lavoro potrai ricostruire come è cambiata la tesi, utile anche per preparare la discussione.

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Domande frequenti sull’indice della tesi di laurea

Dove va messo l’indice nella tesi di laurea?

Nella maggior parte delle tesi italiane l’indice segue il frontespizio e precede l’introduzione; dedica, ringraziamenti o abstract possono comparire prima o dopo a seconda del regolamento del corso. Alcuni atenei e alcune discipline umanistiche lo collocano in fondo. Verifica sempre le norme del tuo dipartimento.

L’introduzione e le conclusioni vanno numerate come capitoli?

Dipende dalla convenzione del corso. Spesso introduzione e conclusioni compaiono nell’indice senza numero, mentre i capitoli centrali sono numerati da 1. L’importante è usare la stessa scelta in tutto il documento.

Quanti capitoli deve avere una tesi triennale?

Di solito da tre a quattro capitoli centrali, più introduzione e conclusioni. È un’indicazione orientativa: alcune triennali brevi hanno due capitoli, alcune sperimentali ne hanno cinque. Decide il relatore.

Posso cambiare l’indice dopo che il relatore l’ha approvato?

Sì, l’indice provvisorio serve proprio a essere modificato. Se cambi la struttura in modo importante, per esempio aggiungendo o eliminando un capitolo, avvisa il relatore e spiega perché.

Bibliografia e appendici vanno nell’indice?

Sì. Bibliografia, sitografia, eventuali elenchi di figure e tabelle e le appendici compaiono nell’indice con il loro numero di pagina, dopo le conclusioni.

Che differenza c’è tra indice e sommario?

Nell’uso universitario italiano i due termini sono di fatto sinonimi. In Word la funzione si chiama Sommario, ma nella tesi la pagina viene di solito intitolata Indice.