Erasmus+ studenti italiani 2026: dati, flussi e mete top

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Erasmus+ studenti italiani 2026: dati, flussi e mete top

Nel 2024, oltre 40.000 studenti, docenti e staff italiani hanno partecipato al programma Erasmus+, segnando un incremento del 39,2% rispetto al periodo pre-pandemia. L’Italia si conferma tra i principali paesi contributori alla mobilità europea, mentre Bologna e Sapienza guidano la classifica degli atenei più attivi. I dati MUR sulle università italiane 2026 inquadrano questa performance nel contesto più ampio del sistema accademico nazionale.

Flussi in uscita: quanti italiani partono con Erasmus+

Secondo i dati dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE, nel 2024 hanno preso parte alla mobilità 40.405 soggetti tra studenti universitari, docenti e personale amministrativo. Tra questi, la componente studentesca rappresenta la quota più consistente, con circa 32.000 studenti in mobilità per motivi di studio o tirocinio.

Il dato più significativo riguarda la crescita pluriennale: nell’arco del decennio 2014-2024, oltre un milione di cittadini italiani ha partecipato complessivamente al programma Erasmus+ in tutte le sue forme (istruzione superiore, scuola, formazione professionale). La sola istruzione superiore ha visto una progressione costante, interrotta solo nel biennio 2020-2021 per la pandemia da COVID-19, seguita da una ripresa rapida e sostenuta.

Anno accademico Studenti italiani in uscita (istruzione superiore) Variazione % anno su anno
2019-2020 ~29.000
2020-2021 ~18.000 -38,0%
2021-2022 ~26.000 +44,4%
2022-2023 ~31.000 +19,2%
2023-2024 ~32.000 +3,2%

I dati provengono dai rapporti annuali pubblicati dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE e dalle statistiche ufficiali della Commissione Europea. La previsione per il 2025-2026 indica un’ulteriore crescita, in linea con gli obiettivi del programma Erasmus+ 2021-2027 che prevede di coinvolgere almeno 10 milioni di persone.

Le mete preferite: Spagna in testa

La Spagna si conferma anche nel 2024 la destinazione preferita dagli studenti italiani in uscita, seguita da Francia, Germania e Portogallo. Questo quadrilatero raccoglie stabilmente oltre il 60% di tutti i flussi in uscita dall’Italia per l’istruzione superiore.

Paese di destinazione Quota % studenti italiani Permanenza media
Spagna ~22% 5,5 mesi
Francia ~16% 5,5 mesi
Germania ~12% 5,5 mesi
Portogallo ~9% 5,5 mesi
Paesi Bassi ~6% 5,5 mesi
Altri paesi UE ~35% 4-6 mesi

Per i tirocini (Erasmus+ traineeship), la distribuzione geografica cambia parzialmente, con Germania e Spagna che si scambiano spesso la posizione di testa. I tirocini hanno una durata media di 4 mesi e risultano particolarmente apprezzati dagli studenti di area ingegneristica, economica e delle scienze applicate.

La scelta della destinazione riflette anche criteri di accessibilità linguistica: la vicinanza linguistica con il portoghese e lo spagnolo favorisce questi paesi tra gli studenti italiani, mentre la Germania attira soprattutto laureandi in ingegneria, scienze e tecnologie.

Gli atenei protagonisti: Bologna, Sapienza e Politecnico

Sul fronte della mobilità in uscita, le università con il maggior numero di studenti inviati all’estero sono quelle di maggiori dimensioni. L’Università di Bologna mantiene storicamente la leadership, seguita da Sapienza Università di Roma, Politecnico di Milano e Università di Napoli Federico II.

Ateneo Ruolo nella mobilità Erasmus+ Studenti in entrata 2024
Università di Bologna 1° in Europa per studenti accolti 2.934
Sapienza Università di Roma 2° in Italia per studenti accolti 2.167
Politecnico di Milano Top 5 nazionale in uscita N.d. (fonte MUR)
Università di Padova Top 5 nazionale in entrata e uscita N.d. (fonte MUR)
Università Federico II (Napoli) Top 5 Sud Italia N.d. (fonte MUR)

L’Università di Bologna occupa il primo posto in Europa per numero di studenti Erasmus+ accolti, davanti a università spagnole e francesi tradizionalmente competitive in questo ambito. Questo dato riflette la storica vocazione internazionale dell’ateneo bolognese, il più antico del mondo occidentale, e le sue oltre 500 convenzioni bilaterali attive.

Le previsioni immatricolazioni 2026-2027 del MUR indicano che la componente internazionale tenderà ad aumentare, consolidando il ruolo degli atenei italiani come poli di attrazione europei.

Il profilo del partecipante italiano

L’analisi del profilo sociodemografico del partecipante italiano all’Erasmus+ rivela un’importante asimmetria di genere: il 63% dei partecipanti è donna, percentuale che sale al 65% tra chi sceglie la mobilità per stage aziendale. Questo dato si allinea alla tendenza europea, dove le studentesse mostrano mediamente una maggiore propensione alla mobilità internazionale.

Dal punto di vista disciplinare, le aree di studio più rappresentate nella mobilità in uscita italiana sono:

  • Scienze sociali, economia e diritto (circa 30%)
  • Arte, design e architettura (circa 18%)
  • Ingegneria e tecnologie (circa 15%)
  • Lingue straniere e studi umanistici (circa 14%)
  • Scienze della salute (circa 10%)
  • Scienze naturali e matematica (circa 13%)

La permanenza media è di 5,5 mesi per gli scambi di studio e di 4 mesi per i tirocini. Gli importi delle borse variano significativamente a seconda del paese di destinazione: per il 2026-2027, il MUR ha fissato le soglie tra un minimo di 250 euro/mese per paesi a basso costo della vita e un massimo di 700 euro/mese per paesi ad alto costo (Irlanda, Danimarca, Svezia, Islanda, Lussemburgo, Finlandia). Si veda anche il Dossier AlmaLaurea 2026 sull’occupazione per i dati sul vantaggio occupazionale post-Erasmus.

L’Italia come destinazione internazionale

L’Italia si posiziona come seconda destinazione europea più scelta dagli studenti Erasmus+ stranieri, superata solo dalla Spagna e davanti a Germania e Francia. Questo dato riflette l’attrattività del sistema universitario italiano a livello internazionale, trainata dalla qualità dell’offerta didattica, dal patrimonio culturale e dal basso costo della vita relativo rispetto ad altri paesi UE.

I flussi in entrata verso l’Italia hanno registrato un incremento per il secondo anno consecutivo nel 2024, secondo i dati della Commissione Europea Erasmus+. Le università italiane che attirano più studenti stranieri sono quelle situate in grandi città universitarie: Bologna, Roma, Milano, Firenze, Padova e Napoli.

Regione italiana Attrattività Erasmus+ in entrata Principali atenei coinvolti
Emilia-Romagna Alta (1° posto nazionale) Unibo, Parma, Modena
Lazio Alta (2° posto) Sapienza, Tor Vergata, LUISS
Lombardia Alta (3° posto) PoliMi, Bocconi, Statale MI
Toscana Media-alta Firenze, Pisa, SNS
Campania Media Federico II, Vanvitelli
Veneto Media Padova, Ca’ Foscari

Supporto agli Erasmus in Italia: associazioni e risorse

Per uno studente che arriva o parte con l’Erasmus, sapere a chi rivolgersi sul territorio fa la differenza tra un’esperienza isolante e una rete vivace di contatti accademici e personali. La rete principale in Italia — e in tutta Europa — è ESN (Erasmus Student Network), con sezioni attive in quasi tutte le città universitarie: orientamento all’arrivo, eventi, gite, lingua tandem, supporto pratico per alloggio e trasporti.

Per orientarti tra le sezioni cittadine, scopri l’elenco aggiornato di associazioni studenti Erasmus ESN in Italia: elenco sezioni, con indicazioni su quali ESN locali sono più attive, quali eventi organizzano e come contattarle prima della partenza o dell’arrivo in Italia. È una risorsa utile sia per gli italiani in uscita (per pre-conoscere la sezione ESN della città di destinazione) sia per gli Erasmus in entrata che cercano supporto nei primi giorni di insediamento.

Erasmus+ e occupabilità: i dati post-mobilità

La partecipazione al programma Erasmus+ genera vantaggi misurabili sul mercato del lavoro. Secondo le indagini della Commissione Europea, l’85% degli studenti Erasmus+ dichiara che l’esperienza all’estero ha avuto un impatto positivo sulle proprie competenze professionali, e il 64% ritiene che abbia accelerato il proprio ingresso nel mercato del lavoro.

In Italia, i laureati con esperienza Erasmus mostrano tassi di occupazione a un anno dalla laurea superiori di circa 5-8 punti percentuali rispetto ai laureati senza mobilità internazionale, secondo le rilevazioni AlmaLaurea. Questo dato è particolarmente rilevante per le lauree magistrali nelle aree scientifica, economica e tecnologica.

L’impatto sulla timeline accademica è invece più complesso da valutare. Come evidenziato dai dati sul tempo medio per laurearsi per ateneo, la mobilità può allungare leggermente il percorso di studi, ma gli atenei stanno progressivamente strutturando meglio il riconoscimento dei crediti esteri per minimizzare questo effetto.

Il confronto europeo: dove si colloca l’Italia

Nel contesto europeo, l’Italia si colloca in una posizione di rilievo sia come paese di origine che come destinazione. I flussi di mobilità riflettono le tradizionali rotte culturali e linguistiche del continente, con il blocco mediterraneo (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia) che scambia intensamente tra sé e attrae flussi significativi dal Nord Europa.

Infografica Erasmus+ in Italia 2014-2024: dati su mobilità, progetti e partecipanti italiani
Fonte: Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE — Dati Erasmus+ in Italia 2014-2024

Per un confronto con i sistemi di sostegno alla mobilità degli altri paesi, si possono consultare le analisi cross-nazionali: leggi i dati spagnoli sulle borse Erasmus per comunità autonoma, che mostrano come la Spagna distribuisca i finanziamenti a livello regionale. Sul versante portoghese, scopri come si candidano gli studenti portoghesi all’Erasmus 2026. In Francia, la guida agli aiuti CROUS per studenti francesi nel 2026 evidenzia un sistema di sostegno più generoso rispetto alla media UE.

La quota di PIL destinata dall’UE all’istruzione superiore internazionale attraverso Erasmus+ è aumentata nel ciclo 2021-2027, con un budget totale di 26,2 miliardi di euro, pari a un incremento dell’80% rispetto al programma precedente 2014-2020.

I costi della mobilità e il budget 2026

Il budget Erasmus+ assegnato all’Italia per il ciclo 2021-2027 è tra i più elevati d’Europa, rispecchiando le dimensioni del sistema universitario nazionale. Per il 2026, le borse di studio coprono parzialmente i costi della mobilità, ma gli studenti devono generalmente integrare con risorse proprie, soprattutto per destinazioni con elevato costo della vita.

Per una valutazione completa dei costi del percorso universitario, inclusi gli oneri fiscali, si rimanda all’analisi del confronto tasse universitarie regionali che evidenzia le significative differenze tra atenei del Nord e del Sud Italia.

Gruppo di paesi Borsa mensile Erasmus+ 2026 (studio) Borsa mensile Erasmus+ 2026 (tirocinio)
Gruppo 1 (alto costo: DK, FI, IE, IS, LU, NO, SE) 700 €/mese 820 €/mese
Gruppo 2 (costo medio: AT, BE, CY, DE, ES, FR, GR, IT, NL, PT) 600 €/mese 720 €/mese
Gruppo 3 (basso costo: BG, CZ, EE, HR, HU, LT, LV, MK, PL, RO, RS, SI, SK, TR) 540 €/mese 660 €/mese

Questi importi si riferiscono alle borse Erasmus+ standard per la mobilità individuale. A questi si possono aggiungere contributi aggiuntivi per studenti con bisogni speciali, studenti provenienti da contesti svantaggiati (fino a 250 €/mese extra) e, in alcuni casi, integrazioni provenienti dagli atenei italiani stessi o da fondazioni regionali.

Per informazioni ufficiali e aggiornate sulle procedure di candidatura, si consiglia di consultare il portale MUR Mobilità Internazionale e il sito dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ Italia.

Domande frequenti

Quanti studenti italiani partono con l’Erasmus+ ogni anno?

Nel 2024, oltre 40.000 italiani (studenti, docenti e staff) hanno partecipato alla mobilità Erasmus+. La sola componente studentesca nell’istruzione superiore conta circa 32.000 persone. Il dato è in crescita del 39,2% rispetto al periodo pre-pandemia, secondo i rapporti dell’Agenzia Nazionale INDIRE.

Qual è la destinazione Erasmus+ più popolare per gli italiani?

La Spagna è stabilmente la prima destinazione per gli studenti italiani in uscita, seguita da Francia, Germania e Portogallo. Questi quattro paesi raccolgono oltre il 60% di tutti i flussi in uscita dall’Italia per l’istruzione superiore.

Quale università italiana manda più studenti con Erasmus+?

L’Università di Bologna è la più attiva sia in uscita che in entrata: è il primo ateneo in Europa per numero di studenti Erasmus+ accolti, con 2.934 arrivi nel 2024. Segue Sapienza Università di Roma con 2.167 studenti in entrata.

Quanto vale la borsa Erasmus+ per uno studente italiano nel 2026?

Per il 2026, gli importi variano da 540 a 700 €/mese per gli scambi di studio, a seconda del paese di destinazione. Per i tirocini, la borsa è più alta: tra 660 e 820 €/mese. Gli studenti in condizioni di svantaggio economico possono ricevere fino a 250 €/mese aggiuntivi.

L’Italia è una destinazione popolare per gli studenti Erasmus+ stranieri?

Sì, l’Italia è la seconda destinazione europea più scelta, dopo la Spagna. I flussi in entrata sono cresciuti per il secondo anno consecutivo nel 2024. Le città universitarie più attrattive sono Bologna, Roma, Milano, Firenze, Padova e Napoli.

L’Erasmus+ aiuta a trovare lavoro più velocemente?

Sì. Secondo le indagini della Commissione Europea, l’85% dei partecipanti Erasmus+ dichiara un impatto positivo sulle proprie competenze professionali. In Italia, i dati AlmaLaurea mostrano tassi di occupazione a un anno dalla laurea superiori di 5-8 punti percentuali per chi ha fatto Erasmus rispetto a chi non lo ha fatto.

Qual è la percentuale di donne tra i partecipanti italiani all’Erasmus+?

Il 63% dei partecipanti italiani all’Erasmus+ è donna. La quota sale al 65% per le mobilità di tirocinio. Questa proporzione riflette una tendenza europea consolidata, dove le studentesse mostrano una maggiore propensione alla mobilità internazionale rispetto agli studenti maschi.

Come si fa domanda per l’Erasmus+ in Italia nel 2026?

La domanda si presenta attraverso l’ufficio relazioni internazionali del proprio ateneo, che pubblica bandi interni di norma tra novembre e marzo per mobilità nel semestre successivo. L’ateneo seleziona i candidati e trasmette la nomina all’università partner. Le scadenze e i requisiti variano da ateneo ad ateneo.

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