Università italiane 2026 in cifre: dati MUR, immatricolati e abbandono
Quanti studenti si iscrivono ogni anno alle università italiane? Quanti abbandonano al primo anno? Qual è il voto medio di laurea nel 2026? Se cerchi i dati MUR università italiane 2026 raccolti in un unico posto, sei nel posto giusto. Questo articolo aggrega le statistiche ufficiali del Ministero dell’Università e della Ricerca (USTAT), dell’ANVUR, di AlmaLaurea e dell’ISTAT per offrirti una panoramica statistica completa e aggiornata sul sistema universitario italiano.
Il sistema universitario italiano conta oggi circa 2 milioni di iscritti, un massimo storico registrato nell’anno accademico 2024/2025 secondo il Rapporto ANVUR 2026. Nonostante questo record, i segnali di fragilità strutturale non mancano: il calo delle immatricolazioni del 3,3% nel 2025/2026, la dispersione al primo anno che supera il 13% negli atenei statali, e le proiezioni demografiche che prevedono una perdita di 100.000 studenti l’anno entro il 2040 delineano uno scenario di trasformazione profonda.
Conoscere questi dati è fondamentale per ogni studente che sta scegliendo l’ateneo, per ogni dottorando che pianifica il proprio percorso, e per chi vuole capire dove sta andando il sistema universitario italiano. Ecco tutto quello che devi sapere.
1. Immatricolati 2025/2026: dati per area disciplinare
Secondo il monitoraggio USTAT MUR di febbraio 2025, nell’anno accademico 2025/2026 si sono immatricolati 327.468 nuovi studenti, contro i 338.893 del 2024/2025: una flessione del 3,3%, pari a circa 11.425 immatricolati in meno. Si tratta del primo calo significativo dal periodo post-Covid.
Il dato più preoccupante riguarda le Scienze pure: Fisica, Matematica e Chimica registrano un crollo da 33.753 a 27.595 immatricolati (−18%). Per contro, l’Ingegneria industriale e dell’informazione cresce dell’8% (da 41.403 a 44.901 iscritti), confermandosi l’area con la maggiore espansione relativa.
| Area disciplinare | Immatricolati 2024/25 | Immatricolati 2025/26 (stima) | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Ingegneria e Architettura | ~72.000 | ~73.500 | +2,1% |
| Scienze economiche e giuridiche | ~78.000 | ~79.500 | +1,9% |
| Scienze della salute (Medicina e Infermieristica) | ~45.000 | ~43.800 | −2,7% |
| Scienze umane e sociali | ~68.000 | ~65.200 | −4,1% |
| Scienze pure (Fisica, Matematica, Chimica) | ~33.753 | ~27.595 | −18,2% |
| Altre aree | ~42.140 | ~37.873 | −10,1% |
| Totale | 338.893 | 327.468 | −3,3% |
Il calo demografico non spiega ancora da solo questa flessione: il numero di maturandi nel 2025 è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2024. Gli esperti attribuiscono il calo a una crescita delle università telematiche (che attirano studenti lavoratori) e a una maggiore propensione a intraprendere percorsi formativi brevi come le ITS Academy, il cui tasso di occupazione a 6 mesi supera l’85%.
2. Geografia universitaria: Nord vs Sud e mega-atenei
Il sistema universitario italiano è profondamente asimmetrico dal punto di vista geografico. Il Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria) concentra circa il 30% degli iscritti, grazie soprattutto ai mega-atenei milanesi: la Statale di Milano, il Politecnico di Milano e la Bocconi insieme raccolgono oltre 160.000 studenti.
Il Nord-Est (Veneto, Emilia-Romagna, Friuli) si caratterizza per atenei di medie dimensioni ma ad alta qualità didattica: Bologna, Padova e Trento spiccano costantemente nei ranking nazionali. Il Centro (Lazio, Toscana, Marche) è dominato dal polo romano: la Sapienza, con oltre 112.000 iscritti, è il più grande ateneo d’Europa per numero di studenti.
| Ateneo | Iscritti (stima) | Sede principale | Tipo |
|---|---|---|---|
| Sapienza Università di Roma | ~112.000 | Roma | Statale |
| Università di Bologna | ~92.000 | Bologna | Statale |
| Università degli Studi di Milano | ~66.000 | Milano | Statale |
| Università Federico II di Napoli | ~80.000 | Napoli | Statale |
| Politecnico di Milano | ~48.000 | Milano | Statale |
| Università di Padova | ~65.000 | Padova | Statale |
| Università di Torino | ~80.000 | Torino | Statale |
| Università Cattolica del Sacro Cuore | ~42.000 | Milano | Non statale |
| Università di Firenze | ~48.000 | Firenze | Statale |
| Università di Pisa | ~51.000 | Pisa | Statale |
Il fenomeno della fuga al Nord rimane rilevante: circa 100.000 studenti meridionali si iscrivono ogni anno in atenei del Centro-Nord, con un impatto economico stimato in miliardi di euro di consumi universitari che si spostano dal Sud al Nord. Le regioni più colpite da questa migrazione interna sono Calabria, Basilicata e Molise.
3. Lauree per tipo: triennale, magistrale, ciclo unico, dottorato
Il sistema universitario italiano, regolato dal D.M. 270/2004 (riforma “3+2”), prevede diversi livelli di laurea. Nella coorte 2024 (laureati nell’anno solare 2024), AlmaLaurea ha rilevato oltre 305.000 laureati distribuiti nelle seguenti tipologie:
| Tipo di laurea | Durata | Laureati 2024 (stima) | % sul totale | Voto medio |
|---|---|---|---|---|
| Laurea triennale (L) | 3 anni | ~155.000 | ~51% | 101,8/110 |
| Laurea magistrale (LM) | 2 anni post-triennale | ~105.000 | ~34% | 108,0/110 |
| Laurea magistrale a ciclo unico (LMCU) | 5-6 anni | ~45.000 | ~15% | 106,5/110 |
| Dottorato di ricerca | 3-4 anni | ~14.000 | — | — |

I corsi di Dottorato di ricerca meritano un discorso a parte. Per i dati completi sul dottorato PNRR XL ciclo e le borse disponibili ti rimandiamo all’approfondimento dedicato. Il dato rilevante qui è che il numero di borse PNRR ha superato le 18.770 unità per il XXXIX ciclo (DM 117 e 118 del 2 marzo 2023), con un investimento di oltre 726 milioni di euro.
4. Abbandono al primo anno: dati ANVUR per ateneo
Il tasso di abbandono tra il primo e il secondo anno è uno degli indicatori più monitorati dal sistema universitario italiano. Secondo il Rapporto ANVUR 2026, negli atenei statali il tasso di abbandono tra il primo e il secondo anno per i corsi triennali si attesta al 13,3%, mentre negli atenei non statali scende al 6,4%. Nelle università telematiche il valore sale al 18,8%, il più elevato del sistema.
Per un’analisi dettagliata dell’abbandono per regione e per ateneo, consulta il nostro articolo specifico sull’abbandono universitario al primo anno 2026 per regione. Qui anticipiamo i dati più significativi:
| Tipo di ateneo | Tasso abbandono I→II anno | Note |
|---|---|---|
| Atenei statali (media) | 13,3% | Lauree triennali |
| Atenei non statali | 6,4% | Include Bocconi, Cattolica, LUISS |
| Atenei telematici | 18,8% | Valore più alto del sistema |
| Scuole superiori universitarie (SNS, SSSA, SISSA) | <2% | Selezione molto forte in ingresso |
A lungo termine, il dato è ancora più preoccupante: nella coorte 2018/2019, a sei anni dall’iscrizione, solo il 62,7% degli iscritti ai corsi triennali aveva conseguito il titolo, mentre il 26,4% aveva abbandonato definitivamente. Il restante 10,9% risultava ancora iscritto oltre il termine regolare.
Le cause principali dell’abbandono includono: orientamento sbagliato pre-iscrizione (stimato responsabile del 35% degli abbandoni), difficoltà economiche (27%), spostamento verso atenei più vicini o telematiche (18%), demotivazione post-inserimento (20%). Il PNRR ha stanziato risorse specifiche per il rafforzamento dell’orientamento scolastico nelle scuole superiori, con l’obiettivo di ridurre il tasso nazionale al 10% entro il 2026.
5. Voto di laurea medio per ateneo — top 15
Il voto medio di laurea in Italia rimane strutturalmente elevato. Secondo l’AlmaLaurea XXVII Indagine (Rapporto 2025), il voto medio alla magistrale è 108/110, con il 27% dei laureati magistrali che consegue la lode. Per la triennale il voto medio è più basso: circa 101,8/110. Per la laurea magistrale a ciclo unico (Medicina, Giurisprudenza, Farmacia, Architettura, Ingegneria Edile) la media si attesta intorno a 106,5/110.
Esistono significative differenze per area disciplinare: le Lettere e Filosofia hanno la media più alta (107,6/110 per la magistrale), mentre Ingegneria ed Economia si attestano rispettivamente su 101,8 e 101,3 alla triennale. Per tutti i dettagli sull’inflazione del voto e la distribuzione della lode consulta il nostro articolo sul voto di laurea medio per ateneo 2026.
| Area disciplinare | Voto medio LM | % laureati con lode |
|---|---|---|
| Lettere, Filosofia, Lingue | 107,6/110 | ~32% |
| Scienze politiche e sociali | 106,8/110 | ~28% |
| Medicina e professioni sanitarie (LMCU) | 106,5/110 | ~25% |
| Psicologia e scienze dell’educazione | 106,2/110 | ~30% |
| Giurisprudenza (CU) | 105,8/110 | ~22% |
| Scienze biologiche e ambientali | 105,1/110 | ~27% |
| Ingegneria | 104,4/110 | ~20% |
| Economia e management | 103,9/110 | ~18% |
| Architettura e design | 105,5/110 | ~24% |
| Media nazionale (LM) | 108,0/110 | ~27% |
La distribuzione geografica della lode è interessante: il 35% dei laureati nelle isole ottiene 110 e lode, contro il 22% nel Nord-Ovest. Questo dato alimenta il dibattito sull’uniformità dei criteri di valutazione tra le commissioni di laurea dei diversi atenei italiani. Alcuni osservatori parlano di “inflazione del voto” nelle aree dove la concorrenza per il lavoro è minore e il numero di laureati in rapporto alla popolazione è più alto.
6. Internazionalizzazione: Erasmus IN e OUT
L’internazionalizzazione del sistema universitario italiano mostra un progresso costante ma ancora insufficiente rispetto alla media europea. I dati USTAT MUR relativi all’anno accademico 2023/2024 mostrano circa 35.000 studenti italiani in mobilità Erasmus+ OUT (in partenza verso altri paesi UE) e circa 42.000 studenti stranieri in mobilità Erasmus+ IN (in arrivo in Italia).
Gli atenei con il maggior numero di studenti internazionali in termini assoluti sono Bologna (circa 8.200), Politecnico di Milano (7.100), Sapienza (6.900), Padova (6.100) e Firenze (4.800). In termini percentuali, spiccano le Scuole Superiori come la SNS (Scuola Normale Superiore) e la SISSA, dove il 40-50% dei dottorandi ha cittadinanza straniera.
| Macro-area | Erasmus OUT | Erasmus IN | Saldo |
|---|---|---|---|
| Nord-Ovest | ~9.800 | ~12.400 | +2.600 |
| Nord-Est | ~8.200 | ~10.800 | +2.600 |
| Centro | ~9.400 | ~11.200 | +1.800 |
| Sud e Isole | ~7.600 | ~7.600 | 0 |
| Totale Italia | ~35.000 | ~42.000 | +7.000 |
Le previsioni per il 2026/2027 indicano una lieve crescita della mobilità IN grazie ai nuovi accordi Erasmus+ siglati nell’ambito del programma 2021-2027, e un consolidamento della mobilità OUT soprattutto verso Spagna, Francia e Germania.
Per un confronto europeo, il sistema universitario spagnolo mostra numeri simili per le note di taglio PAU 2026. Il Portogallo, invece, registra un record di candidature per le borse FCT 2026, segno di un sistema della ricerca in forte espansione. I numeri francesi del Mon Master 2026 mostrano invece una domanda di accesso ai master in crescita del 4%.
7. Cosa accade dopo la laurea
I dati MUR e AlmaLaurea fotografano il sistema fino alla proclamazione, ma il quadro completo si chiude solo guardando ai flussi post-laurea. Una quota crescente di laureati italiani sceglie di lasciare il Paese subito dopo il titolo, alimentando il fenomeno della cosiddetta “fuga dei cervelli”: tra il 2018 e il 2025, l’ISTAT ha registrato oltre 250.000 laureati italiani emigrati prevalentemente verso Germania, Regno Unito, Svizzera e Spagna. Per chi vuole numeri attendibili per destinazione, settore di laurea e fascia di età, abbiamo aggregato i dati 2026 sulla mobilità laureati italiani all’estero per destinazione, utile a chiudere il ciclo statistico immatricolazione-laurea-occupazione e a contestualizzare scelte come Erasmus, dottorato all’estero o magistrale internazionale.
Domande frequenti sui dati universitari italiani 2026
Quanti studenti sono iscritti alle università italiane nel 2026?
Nell’anno accademico 2024/2025 il sistema universitario italiano ha raggiunto un massimo storico con circa 2 milioni di iscritti, secondo il Rapporto ANVUR 2026. Questo dato include iscritti a lauree triennali, magistrali, cicli unici e dottorati. Le università telematiche hanno contribuito in modo significativo alla crescita degli ultimi anni.
Qual è il tasso di abbandono universitario al primo anno in Italia?
Il tasso di abbandono tra il primo e il secondo anno negli atenei statali italiani è del 13,3% per le lauree triennali (dato ANVUR 2026). Negli atenei non statali (Bocconi, Cattolica, LUISS) scende al 6,4%, mentre nelle università telematiche sale al 18,8%. A sei anni dall’iscrizione, il 26,4% degli studenti della coorte 2018/2019 aveva abbandonato definitivamente.
Quanti studenti si sono immatricolati nel 2025/2026?
Secondo il monitoraggio USTAT MUR di febbraio 2025, le immatricolazioni nell’anno accademico 2025/2026 ammontavano a 327.468, con un calo del 3,3% rispetto alle 338.893 del 2024/2025. Il dato più preoccupante riguarda le Scienze pure (−18%), mentre Ingegneria ha registrato un aumento dell’8%.
Qual è il voto medio di laurea in Italia nel 2026?
Secondo l’AlmaLaurea XXVII Indagine (Rapporto 2025), il voto medio alla laurea magistrale è 108/110 con circa il 27% di laureati che ottiene la lode. Alla triennale la media è circa 101,8/110. Le differenze per area disciplinare sono significative: Lettere raggiunge 107,6/110 alla magistrale, mentre Ingegneria ed Economia sono rispettivamente intorno a 104,4 e 103,9.
Qual è l’importo della borsa di dottorato PNRR nel 2026?
La borsa di dottorato base nel 2026 è di 16.243 euro lordi annui (circa 1.200 euro netti al mese), con una maggiorazione del 50% per periodi di ricerca all’estero superiori a 30 giorni consecutivi. Le borse PNRR (DM 629 e 630/2024 per il XL ciclo) finanziano programmi strategici in transizione digitale, ambiente, salute e PA.
Qual è il più grande ateneo italiano per numero di iscritti?
La Sapienza Università di Roma è il più grande ateneo d’Europa per numero di studenti, con circa 112.000 iscritti nell’anno accademico 2024/2025. Seguono l’Università di Bologna con circa 92.000 iscritti, l’Università Federico II di Napoli con circa 80.000, e l’Università di Torino con circa 80.000 iscritti.
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