Immatricolazioni università 2026-2027: previsioni MUR

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Immatricolazioni università italiane 2026-2027: previsioni MUR

Le immatricolazioni all’università in Italia per il 2026-2027 si profilano come un anno di transizione delicata: dopo il calo del 3,3% registrato nel 2025/2026 (solo 327.468 nuovi iscritti contro i 338.893 del 2024/2025), il sistema universitario italiano entra in una fase di contrazione strutturale che si prolungherà almeno fino al 2040, quando le previsioni demografiche indicano che le università potrebbero perdere 100.000 iscritti rispetto ai picchi attuali.

I dati più recenti del Ministero dell’Università e della Ricerca (USTAT MUR, aggiornamento maggio 2026) mostrano un quadro articolato, con alcune aree disciplinari in crescita e altre in forte contrazione. Capire questi trend è importante non solo per chi sta per immatricolarsi, ma per chiunque voglia comprendere come sta cambiando il sistema universitario italiano. Per il quadro completo, leggi il nostro articolo sui dati MUR università italiane 2026 e il nostro approfondimento sul voto di laurea medio per ateneo.

Risposta rapida: Le immatricolazioni 2025/2026 sono state 327.468 (−3,3% sul 2024/25). Per il 2026/2027 le previsioni USTAT indicano una stabilizzazione intorno ai 324.000-330.000, con crescita di Ingegneria informatica (+8%), Economia (+2%) e contrazione di Scienze pure (−18%) e Salute (−3%). I laureati della Maturità 2026 (previsti ~490.000) si immatricoleranno principalmente a settembre-ottobre 2026. Le lauree più richieste restano Infermieristica, Medicina, Ingegneria informatica, Economia e Giurisprudenza.

1. Andamento immatricolazioni 2021-2026

Il quinquennio 2021-2026 ha visto prima una ripresa post-Covid e poi una prima contrazione significativa. Ecco il quadro complessivo:

Immatricolazioni nelle università italiane 2021-2026 (dati USTAT MUR)
Anno accademico Immatricolati Variazione % Contesto
2020/2021 ~312.000 +8,1% Boom Covid: didattica online accessibile
2021/2022 ~318.000 +1,9% Conferma boom
2022/2023 ~330.000 +3,8% Ritorno in presenza, crescita stabile
2023/2024 ~336.000 +1,8% Crescita sostenuta
2024/2025 338.893 +0,9% Picco storico
2025/2026 327.468 −3,3% Primo calo significativo

Il calo del 2025/2026 non è ancora spiegabile con il calo demografico (la generazione che si iscrive all’università nel 2025 è quella nata nel 2006-2007, quando le nascite erano ancora stabili). Gli esperti attribuiscono il calo a tre fattori principali: la crescita delle università telematiche (che attraggono studenti lavoratori che prima non si iscrivevano), la crescita degli ITS Academy (percorsi biennali post-diploma con alta occupabilità), e un cambiamento nelle aspettative dei giovani italiani sul valore di mercato del titolo universitario.

2. Previsioni 2026-2027: cosa aspettarsi

Le previsioni USTAT MUR per l’anno accademico 2026-2027, basate sui trend in corso e sui dati anagrafici delle classi diplomande, indicano un quadro di relativa stabilità rispetto al 2025/2026, con una leggera ripresa possibile grazie alla Maturità 2026 (esami tra il 18 e il 23 giugno 2026) che porterà circa 490.000 diplomati sul mercato.

Previsioni immatricolazioni 2026-2027 per macro-area disciplinare (stima USTAT MUR)
Area disciplinare Immatricolati 2025/26 (stima) Previsione 2026/27 Variazione attesa
Ingegneria e Architettura ~73.500 ~76.000 +3,4%
Economia e management ~79.500 ~81.000 +1,9%
Scienze della salute ~43.800 ~44.500 +1,6%
Scienze umane e sociali ~65.200 ~64.000 −1,8%
Scienze pure ~27.595 ~27.000 −2,2%
ITS Academy (non università) ~28.000 ~35.000 +25%
Totale università ~327.468 ~326.000-330.000 −0,4% /+0,8%

Il dato più rilevante è la crescita attesa delle ITS Academy: queste strutture, riformate con la Legge 99/2022, stanno diventando sempre più competitive rispetto alle lauree triennali per i diplomati tecnico-professionali. Con tassi di occupazione a 6 mesi superiori all’85% e durata biennale (contro 3 anni universitari), sono sempre più la scelta dei diplomati degli istituti tecnici e professionali.

3. Il calo demografico: proiezioni al 2040

Il vero impatto del calo demografico italiano si sentirà tra il 2027 e il 2040. Le generazioni che si iscriveranno all’università tra il 2030 e il 2040 sono quelle nate tra il 2012 e il 2022, anni in cui la natalità italiana è crollata dai già bassi 500.000 nati/anno degli anni 2010 ai circa 380.000 del 2022.

Infografica nazionale AlmaLaurea 2024: profilo e occupazione dei laureati italiani, stipendi medi e mobilità internazionale
Fonte: AlmaLaurea — Rapporto 2024 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati italiani

Le proiezioni ISTAT indicano che il numero di maturandi si ridurrà progressivamente: dai circa 500.000 attuali a circa 400.000 nel 2030 e a circa 350.000 nel 2038. Se la percentuale di maturandi che si iscrive all’università rimanesse costante (circa il 65%), questo implicherebbe una riduzione da 327.000 a circa 228.000 immatricolati annui entro il 2038.

Questo scenario ha spinto molti atenei a rafforzare il reclutamento internazionale e a sviluppare corsi in inglese per attrarre studenti stranieri, specialmente dall’Asia meridionale e orientale. L’obiettivo del MUR è portare la percentuale di studenti internazionali dal 6% attuale al 15% entro il 2030.

4. Lauree più richieste nel 2026-2027

Alcune lauree continuano a mantenere una domanda molto alta nonostante il calo generale delle immatricolazioni. Questo riflette sia le prospettive occupazionali percepite sia l’evoluzione del mercato del lavoro italiano:

Lauree più richieste dai maturandi italiani 2026-2027 (stima basata su trend USTAT)
Corso di laurea Tipo Domanda 2026/27 Accesso
Ingegneria informatica e del software Triennale/LM Molto alta (+8%) Libero (con OFA)
Economia e management (generalista) Triennale Alta (+2%) Libero
Infermieristica Triennale LMCU Alta (stabile) Test ammissione (MUR)
Medicina e Chirurgia LMCU 6 anni Alta (in crescita) Test TOLC-MED (numero chiuso)
Giurisprudenza LMCU 5 anni Media-alta (stabile) Libero
Psicologia Triennale Alta (stabile) Libero / test alcune sedi
Scienze politiche e relazioni internazionali Triennale Media (−2%) Libero
Biotecnologie Triennale Media-alta (+1%) Test TOLC-B

Medicina rimane la laurea con il maggior eccesso di domanda rispetto all’offerta: ogni anno si presentano circa 80.000-90.000 candidati per circa 15.000 posti disponibili. Il test TOLC-MED è il più competitivo d’Italia, con un rapporto domanda/posti di circa 6:1. Ingegneria informatica è invece la laurea con la crescita più rapida, trainata dalla domanda di figure tecniche digitali da parte del mercato del lavoro italiano e internazionale.

5. Atenei più scelti dai maturandi italiani

La scelta dell’ateneo riflette sia criteri qualitativi (ranking, reputazione, laboratori) sia criteri pratici (vicinanza alla residenza, costo della vita, disponibilità di borse). I dati USTAT mostrano una concentrazione crescente nelle grandi città:

Gli atenei più scelti in termini assoluti di immatricolazioni rimangono i mega-atenei: Sapienza Roma, Federico II Napoli, Università di Torino, Università di Bologna, Università di Milano Statale. Ma in termini di punteggio di preferenza (percentuale di studenti che lo indica come prima scelta nelle domande di orientamento pre-iscrizione), emergono Bocconi, Politecnico di Milano e Scuola Normale Superiore come destinazioni aspirazionali di primo livello.

Per la classifica completa delle università italiane 2026 con tutti i criteri (didattica, ricerca, internazionalizzazione, servizi), leggi il nostro articolo dedicato.

6. La crescita delle università telematiche

Le università telematiche italiane (Pegaso, eCampus, Unitelma Sapienza, Unicusano, Mercatorum, IUL, ecc.) continuano a crescere e a ritagliarsi una fetta crescente del mercato universitario. Secondo i dati USTAT 2025/2026, gli iscritti alle telematiche hanno superato le 250.000 unità, rappresentando circa il 12% del totale degli iscritti italiani.

Questo segmento ha beneficiato della transizione digitale accelerata dal Covid e della domanda di formazione universitaria da parte di lavoratori e adulti che non possono frequentare corsi in presenza. Il tasso di abbandono elevato (18,8%) riflette anche la composizione atipica degli iscritti (molti si iscrivono per ottenere un titolo in parallelo al lavoro, ma poi rinunciano per carichi di lavoro eccessivi).

Per un confronto europeo delle tendenze di immatricolazione, la Spagna mostra dinamiche simili legate alle procedure di matricolazione per CCAA 2026. Il Portogallo invece sta cercando di rafforzare il proprio sistema con il piano attività A3ES 2026 per l’accreditamento dei cicli di studio. La Francia mostra statistiche di accesso ai master in crescita, come emerso dalle statistiche Mon Master 2026.

7. Costi DSU e borse regionali per le matricole 2026/2027

Per una matricola del 2026/2027, il costo effettivo dell’università dipende in misura significativa dall’ISEE familiare e dall’ente regionale per il diritto allo studio (DSU) di riferimento. Il sistema nazionale prevede soglie ISEE standardizzate, ma i contributi regionali variano in modo considerevole da ateneo ad ateneo e da regione a regione.

Soglie ISEE nazionali 2026: Il MUR stabilisce che gli studenti con ISEE inferiore a 22.000 euro sono esenti dalla tassa universitaria regionale (fascia di esenzione totale). Tra i 22.001 e i 30.000 euro scatta una fascia agevolata con riduzione del 50-70% della contribuzione. Sopra i 30.000 euro le tasse sono progressive fino al massimo consentito dall’ateneo, che per le università statali non può superare il 20% dell’ISEE per i redditi medi. La no-tax area effettiva copre in media il 30-35% degli iscritti italiani.

ANDISU e limiti regionali: L’Associazione Nazionale delle Aziende per il Diritto allo Studio Universitario (ANDISU) coordina i DSU regionali, ma ogni regione mantiene proprie regole sul patrimonio immobiliare e mobiliare da considerare nel calcolo ISEE-università (ISEE-U), che differisce dall’ISEE ordinario per l’esclusione della prima casa nei nuclei sotto determinate soglie.

Le principali strutture regionali per il 2026/2027 sono le seguenti:

  • EDISU Piemonte (Torino, Politecnico di Torino): borsa massima annua di 6.557 euro per fuori sede con ISEE-U sotto 15.748 euro; posto letto in residenza da 75 euro/mese per borsisti. Domanda entro luglio 2026.
  • ER.GO Emilia-Romagna (Bologna, Modena, Ferrara, Parma, Reggio Emilia): borsa massima 6.318 euro per fuori sede. Punteggio basato su ISEE-U + merito (CFU anno precedente). Residenze a 80-120 euro/mese per borsisti assegnatari.
  • LazioDisco (Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Foro Italico): borsa massima 6.557 euro per fuori sede; forte carenza di posti letto (solo 4.200 per circa 220.000 iscritti a Roma). Graduatorie pubblicate entro settembre 2026.
  • ARDSU Toscana (Firenze, Siena, Pisa, SNS): borsa massima 5.900 euro per fuori sede; integrazione mensa da 7 pasti/settimana gratuiti per borsisti. Punteggio merito richiesto: almeno 25 CFU al 10 agosto dell’anno accademico precedente per il rinnovo.

INPS Itaca — alternativa per redditi medi: Il programma INPS Itaca (ex borse di studio per figli di dipendenti pubblici) è stato esteso dal 2023 a tutti gli studenti universitari con ISEE tra 15.000 e 35.000 euro, indipendentemente dalla categoria lavorativa del nucleo familiare. L’importo varia da 500 a 3.000 euro annui a seconda dell’ISEE e dell’ateneo frequentato. La domanda si presenta sul portale INPS entro marzo di ogni anno. Per l’anno 2026/2027 la scadenza indicativa è marzo 2027 (per chi si immatricola a settembre 2026).

MAECI Borse Italia per studenti stranieri: Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) gestisce le Borse di Studio del Governo Italiano (cosiddette “Borse Italia”) destinate a cittadini stranieri che intendono immatricolarsi per la prima volta in un ateneo italiano. Per il ciclo 2026/2027 sono disponibili circa 700 borse, con valore di 900 euro mensili per corsi triennali e magistrali, 1.100 euro per i dottorati. La domanda va presentata attraverso le ambasciate italiane nel paese di residenza del candidato entro il 31 marzo 2026. Sono previste borse dedicate per i paesi dell’Africa subsahariana, del Mediterraneo e dell’America Latina nell’ambito della cooperazione allo sviluppo.

Domande frequenti sulle immatricolazioni universitarie 2026-2027

Quante immatricolazioni si prevedono per il 2026-2027 in Italia?

Le previsioni USTAT MUR indicano una sostanziale stabilità rispetto al 2025/2026, con un intervallo tra 326.000 e 330.000 immatricolati. Il leggero rimbalzo rispetto al calo del 2025/2026 (327.468, −3,3%) è atteso grazie alla classe dei maturandi 2026, stimata in circa 490.000 diplomati con un tasso di passaggio all’università di circa il 65-67%.

Quali sono le lauree con più sbocchi lavorativi in Italia nel 2026?

Le lauree con i migliori sbocchi lavorativi a breve termine nel 2026 sono: Ingegneria informatica e del software (tasso di occupazione a un anno dall’87-93%), Infermieristica (93%+), Medicina e Chirurgia (94%), Ingegneria gestionale (85%), Economia aziendale con specializzazione digitale (82%). Le lauree umanistiche generaliste mostrano tassi di occupazione più bassi (60-70%) ma sono spesso propedeutiche a lauree magistrali o concorsi pubblici.

Il calo demografico colpirà le università italiane?

Sì, in modo significativo. Le proiezioni ISTAT indicano che tra il 2027 e il 2040 le università italiane perderanno fino a 100.000 iscritti annui rispetto ai picchi del 2024/2025. Il calo è dovuto alla riduzione delle nascite: dalle circa 500.000/anno degli anni 2000 alle circa 380.000 del 2022. Gli atenei stanno rispondendo con l’aumento dei corsi in inglese, il potenziamento del reclutamento internazionale e l’espansione dell’offerta per studenti lavoratori (didattica asincrona, part-time).

Quando aprono le immatricolazioni per il 2026-2027?

Le immatricolazioni per la maggior parte dei corsi universitari italiani aprono tra luglio e settembre 2026. Per i corsi a numero programmato (Medicina con TOLC-MED, Ingegneria con TOLC-I, Psicologia, alcune lauree scientifiche), le prove di ammissione si tengono già in aprile-giugno 2026 con i test TOLC del CISIA/CINECA. I corsi ad accesso libero (la maggioranza) permettono l’immatricolazione generalmente fino al 31 ottobre 2026.

Prepararsi all’università prima dell’inizio

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