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Dichiarazione SDG ONU nelle Tesi Italiane 2026: Come Inserirla

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Dichiarazione SDG ONU nelle Tesi Italiane 2026: Come Inserirla Correttamente

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sono diventati uno strumento concreto di posizionamento e valutazione della ricerca universitaria italiana. Non si tratta di una dichiarazione retorica: il Times Higher Education Impact Ranking valuta ogni anno migliaia di atenei sulla base del loro contributo agli SDG, e le università italiane che scalano questa classifica lo fanno anche grazie alle tesi dei loro studenti. Inserire la dichiarazione SDG nella propria tesi di laurea magistrale o di dottorato non è ancora obbligatorio nella maggior parte degli atenei, ma è una pratica in rapida crescita che aumenta la visibilità del lavoro, favorisce la citabilità e dimostra sensibilità verso le priorità della ricerca contemporanea.

Questa guida spiega cosa sono gli SDG, come mapparli rispetto al proprio argomento di tesi, dove inserire la dichiarazione nel documento e quali modelli di testo utilizzare, con riferimento a quanto già fanno atenei come l’Università di Bologna, il Politecnico di Milano e l’Università di Trento.

Risposta rapida: La dichiarazione SDG si inserisce tipicamente nella pagina degli abstract (dopo il titolo e prima o dopo l’abstract in italiano/inglese), oppure come nota a piè di pagina della copertina interna. Si indicano i numeri degli SDG a cui la tesi contribuisce (es. SDG 3, 4, 10) con una breve giustificazione. Non esiste un formato ISO standard: si adotta il modello del proprio ateneo o, in assenza, quello del THE Impact Ranking.

Cosa sono gli SDG e l’Agenda 2030

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è stata adottata da 193 paesi membri delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015 con la Risoluzione A/RES/70/1 dell’Assemblea Generale. Contiene 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDG) articolati in 169 target e 232 indicatori ufficiali.

Gli SDG sostituiscono e ampliano i precedenti Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG), allargando l’ambito dalla riduzione della povertà nei Paesi in via di sviluppo a una visione integrata che include sostenibilità ambientale, giustizia sociale, istruzione, salute, innovazione e governance per tutti i Paesi, inclusi quelli ad alto reddito come l’Italia.

L’Italia ha istituito la Cabina di Regia per l’Agenda 2030 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e presenta rapporti periodici all’ONU sull’avanzamento degli obiettivi. Il sistema universitario italiano partecipa a questo impegno attraverso la RUS — Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, promossa dalla CRUI, che coordina le attività di ricerca, didattica e gestione sostenibile di oltre 80 atenei aderenti.

Perché inserire la dichiarazione SDG nella tesi

La dichiarazione SDG nella tesi svolge tre funzioni distinte: comunicativa, scientifica e strategica.

Funzione comunicativa

Indica al lettore — commissione di laurea, potenziale datore di lavoro, altri ricercatori — il posizionamento valoriale e l’impatto atteso della ricerca. In un mercato del lavoro sempre più orientato alla sostenibilità, una tesi che dichiara esplicitamente di contribuire all’SDG 9 (Industria, innovazione e infrastrutture) o all’SDG 13 (Lotta contro il cambiamento climatico) segnala competenze rilevanti.

Funzione scientifica

Permette l’indicizzazione della tesi nei sistemi di ricerca che classificano per SDG. Il repository SDGP Hub dell’ONU, diversi database accademici (Elsevier, Dimensions) e i cataloghi di alcuni atenei italiani consentono di filtrare la letteratura per SDG di pertinenza. Una tesi con dichiarazione SDG è più facilmente trovabile da ricercatori che lavorano su tematiche affini.

Funzione strategica per l’ateneo

Il THE Impact Ranking considera il volume di ricerca prodotta su ciascun SDG dall’ateneo. Le tesi di dottorato — e in alcuni casi di laurea magistrale — vengono computate nella valutazione, specialmente se depositate in repository aperti come IRIS o AlmaDL. Nel 2026, 57 università italiane sono incluse nel QS Sustainability University Rankings, e i punteggi continuano a migliorare grazie anche all’incremento del volume di ricerca allineata agli SDG.

Come mappare la tesi agli SDG: criteri e metodo

La mappatura non deve essere meccanica o opportunistica: dichiarare 10 SDG quando la tesi ne tocca seriamente solo 2 è controproducente e può essere considerato “SDG-washing”. Il processo corretto segue tre passi.

Passo 1: Identificazione del problema di ricerca

Si parte dalla domanda di ricerca e dagli obiettivi della tesi. Si chiede: “Il mio studio contribuisce a risolvere, comprendere o misurare un problema riconducibile a uno o più SDG?”. La risposta deve essere affermativa in modo diretto, non per via di catene causali troppo lunghe.

Passo 2: Verifica con i target ufficiali

Ciascun SDG è suddiviso in target numerati (es. SDG 4.1: entro il 2030, garantire che ogni bambino e ragazzo completi un percorso di istruzione primaria e secondaria libero, equo e di qualità). La dichiarazione SDG è tanto più credibile quanto più la tesi può fare riferimento a target specifici, non solo all’obiettivo generale. I target ufficiali sono disponibili sul portale dell’ONU: sdgs.un.org/goals.

Passo 3: Controllo con i framework di mappatura esistenti

Elsevier ha sviluppato un framework con oltre 8.000 query di ricerca per identificare la pertinenza di un articolo scientifico ai 17 SDG. Il Sustainability Mapping Tool dell’Università di Leiden e il framework Aurora Universities Network sono risorse utili per verificare la propria mappatura. La RUS pubblica documentazione e workshop dedicati agli atenei italiani.

I 17 SDG: ambiti di ricerca corrispondenti

La tabella seguente indica per ogni SDG i principali ambiti di tesi universitaria che vi rientrano più comunemente in Italia:

SDG Titolo Esempi di tesi pertinenti
SDG 1 Sconfiggere la povertà Welfare, disuguaglianze reddituali, politiche sociali
SDG 2 Sconfiggere la fame Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, nutrizione
SDG 3 Salute e benessere Medicina, psicologia clinica, sanità pubblica, salute mentale
SDG 4 Istruzione di qualità Pedagogia, didattica universitaria, inclusione scolastica, DSA
SDG 5 Parità di genere Studi di genere, divario retributivo, leadership femminile
SDG 6 Acqua pulita Ingegneria idraulica, gestione risorse idriche
SDG 7 Energia pulita Energie rinnovabili, efficienza energetica, transizione energetica
SDG 8 Lavoro dignitoso Economia del lavoro, diritto del lavoro, gig economy
SDG 9 Industria e innovazione Ingegneria, startup, industria 4.0, spin-off universitari
SDG 10 Ridurre le disuguaglianze Sociologia, economia, politiche di inclusione
SDG 11 Città sostenibili Architettura, urbanistica, pianificazione territoriale
SDG 12 Consumo responsabile Economia circolare, marketing sostenibile, LCA
SDG 13 Lotta al cambiamento climatico Scienze ambientali, politiche climatiche, carbon footprint
SDG 14 Vita sott’acqua Biologia marina, oceanografia, diritto del mare
SDG 15 Vita sulla terra Forestale, biodiversità, scienze naturali, veterinaria
SDG 16 Pace, giustizia, istituzioni Giurisprudenza, scienze politiche, diritto internazionale
SDG 17 Partnership per gli obiettivi Cooperazione internazionale, ONG, partenariato pubblico-privato
I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite con icone colorate
Source: United Nations — Wikimedia Commons (Public Domain)

Dove inserire la dichiarazione nel documento

Non esiste uno standard ISO specifico per la posizione della dichiarazione SDG nelle tesi italiane. Le pratiche degli atenei italiani convergono su tre soluzioni.

Opzione A: Pagina degli abstract

La dichiarazione SDG segue immediatamente l’abstract in lingua italiana e/o in inglese. È la posizione più comune nelle tesi di dottorato italiane che si allineano alle pratiche di riviste scientifiche come quelle di Elsevier, che dal 2020 richiedono l’indicazione degli SDG pertinenti negli articoli di ricerca.

Opzione B: Frontespizio interno

Una nota a piè di pagina o un piccolo riquadro nel frontespizio interno riporta i loghi SDG e/o i numeri degli obiettivi. Questa soluzione è visivamente efficace ma richiede di ottenere i loghi ufficiali ONU, disponibili gratuitamente sul sito un.org. L’uso dei loghi SDG è libero per scopi non commerciali e di sensibilizzazione.

Opzione C: Sezione introduttiva o premessa metodologica

La dichiarazione SDG viene integrata nella sezione introduttiva o nella premessa metodologica, dove il ricercatore descrive il posizionamento teorico del lavoro. Questa opzione consente una motivazione più articolata dell’allineamento agli SDG e la connessione con il quadro teorico della tesi.

Testo standard e modelli di dichiarazione

Di seguito sono proposti due modelli di testo, uno breve (per frontespizio o abstract) e uno esteso (per sezione introduttiva).

Modello breve

Questa tesi contribuisce al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (Agenda 2030): SDG [n°] — [Titolo], SDG [n°] — [Titolo].

Modello esteso

Il presente lavoro si inscrive nel quadro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) adottati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con Risoluzione A/RES/70/1 del 25 settembre 2015 (Agenda 2030). In particolare, la ricerca contribuisce a:
• SDG [n°] — [Titolo]: [breve giustificazione, 1-2 frasi]
• SDG [n°] — [Titolo]: [breve giustificazione, 1-2 frasi]
La ricerca si allinea inoltre alla strategia della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS/CRUI) e alle politiche di sostenibilità dell’ateneo.

Esempio compilato (Tesi in Scienze Ambientali)

Questa tesi contribuisce agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 ONU:

  • SDG 13 — Lotta contro il cambiamento climatico: L’analisi degli effetti delle politiche di carbon pricing sul comportamento delle PMI manifatturiere italiane contribuisce alla misurazione dell’efficacia degli strumenti di mitigazione climatica (target 13.2).
  • SDG 12 — Consumo e produzione responsabili: Il framework proposto supporta le imprese nell’adottare pratiche di produzione più sostenibili, in linea con il target 12.6.
  • SDG 9 — Industria, innovazione e infrastrutture: Lo studio delle tecnologie di decarbonizzazione nell’industria manifatturiera contribuisce all’obiettivo di un’industrializzazione sostenibile (target 9.4).

Esempi da atenei italiani

Università di Bologna

L’Università di Bologna, attraverso il suo Piano Strategico di Sostenibilità, incoraggia esplicitamente i dottorandi a inserire la dichiarazione SDG nelle tesi di dottorato. Le linee guida del dottorato indicano che la menzione degli SDG può avvenire nell’abstract esteso o nella sezione metodologica. L’ateneo è al 150° posto nel QS Sustainability Ranking 2026 ed è tra i più attivi nella RUS.

Politecnico di Milano — School of Management

Il SOM del Politecnico di Milano ha istituito il Premio Tesi “SOM for SDGs”, che premia tesi magistrali e di dottorato che contribuiscono in modo significativo a uno o più SDG. La candidatura al premio richiede la compilazione di una scheda che documenta il contributo agli SDG in forma strutturata. Questo modello si sta diffondendo come standard de facto per la dichiarazione SDG nelle tesi Polimi.

Università di Trento

Il repository istituzionale dell’Università di Trento (IRIS/OpenDOAR) consente agli autori di classificare il proprio contributo per SDG al momento del deposito. Questa informazione è poi visibile nel profilo pubblico della tesi e utilizzabile per le analisi aggregate che alimentano il THE Impact Ranking.

Il THE Impact Ranking e la ricerca italiana

Il Times Higher Education Impact Rankings è il sistema di ranking internazionale che valuta l’impatto sociale delle università sulla base del loro contributo agli SDG. Nel 2025 ha valutato 2.526 università nel mondo. Le università italiane partecipano in numero crescente: nel 2026 oltre 45 atenei italiani sono inclusi nella classifica.

La metodologia del THE Impact Ranking combina quattro componenti: ricerca scientifica allineata agli SDG (misurata attraverso Scopus/Web of Science), stewardship (politiche interne di sostenibilità), outreach (impegno verso la comunità) e insegnamento. La componente “ricerca” pesa tipicamente tra il 20% e il 27% del punteggio totale per ciascun SDG, e le tesi di dottorato depositate in repository aperti vengono incluse nel conteggio.

L’ateneo italiano con il miglior piazzamento nel QS Sustainability Rankings 2026 è l’Università di Padova (121°), seguito dal Politecnico di Milano (133°), l’Università di Bologna (150°), la Statale di Milano (174°) e La Sapienza di Roma (188°). Per approfondire il tema dell’Open Science in Italia e le politiche MUR 2026 è utile consultare la guida dedicata. La valutazione della ricerca attraverso la dichiarazione DORA e CoARA è strettamente connessa all’approccio SDG.

Riferimenti normativi e istituzionali

  • Assemblea Generale ONU — Risoluzione A/RES/70/1 del 25 settembre 2015 (Agenda 2030)
  • UN Department of Economic and Social Affairs — SDG Indicators: The 232 Indicators of the Global Indicator Framework, rev. 2023
  • RUS — Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (CRUI): reterus.it
  • Times Higher Education — Impact Rankings Methodology 2025
  • QS Sustainability University Rankings 2026
  • Politecnico di Milano SOM — Premio Tesi “SOM for SDGs”
  • Piano Strategico di Sostenibilità, Università di Bologna 2024-2026
  • Elsevier — SDG mapping framework (2020, aggiornato 2023)
  • CRUI — Linee guida per la sostenibilità negli atenei italiani
  • MUR — Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): missione 4 “Istruzione e Ricerca”

Per approfondire

  • United Nations. (2015). Transforming Our World: The 2030 Agenda for Sustainable Development. New York: UN. sdgs.un.org
  • Sachs, J.D. et al. (2024). Sustainable Development Report 2024. Cambridge: Cambridge University Press.
  • Elsevier (2023). SDG Resource Centre: Mapping Research to the SDGs. elsevier.com
  • Aurora Universities Network (2023). SDG Mapping Toolkit for Research. aurora-network.global
  • Wersäll, C. et al. (2023). “University research and the SDGs: A systematic mapping.” Sustainability Science, 18(4), 1823-1841.
  • Scopri come gli studenti spagnoli citano fonti recenti e costruiscono autorità accademica: marco teórico con citazioni recenti (ES)
  • Guida alle norme ABNT 2026 per la certificazione della ricerca in Brasile/Portogallo: normas ABNT 2026 (PT)
  • Guida metodologica francese 2026 per il mémoire: méthodologie de recherche (FR)

Domande frequenti (FAQ)

È obbligatorio inserire la dichiarazione SDG nella tesi?

Nel 2026 non esiste un obbligo normativo nazionale per le tesi magistrali. Tuttavia, diversi atenei italiani lo richiedono per le tesi di dottorato e lo incoraggiano per le magistrali. Vale sempre la pena verificare il regolamento del proprio corso di laurea e le istruzioni per il deposito nel repository istituzionale.

Quanti SDG posso indicare nella mia tesi?

Non c’è un numero massimo, ma è raccomandabile indicare solo gli SDG a cui la tesi contribuisce in modo diretto e documentabile. La maggior parte delle tesi contribuisce a 1-3 SDG in modo primario. Indicare molti SDG senza una giustificazione solida può essere percepito come “SDG-washing” e riduce la credibilità della dichiarazione.

Posso usare i loghi SDG nella tesi?

Sì. Le Nazioni Unite mettono a disposizione i loghi SDG gratuitamente per scopi non commerciali, di ricerca e sensibilizzazione. Le linee guida grafiche per l’uso corretto dei loghi sono disponibili sul sito ufficiale sdgs.un.org. È necessario rispettare il formato cromatico ufficiale e non modificare la grafica.

La dichiarazione SDG influisce sul voto di laurea?

In linea generale no: la valutazione della commissione si basa su contenuto, metodologia e presentazione, non sulla presenza della dichiarazione SDG. Tuttavia, alcuni concorsi per premi tesi (come il Premio SOM for SDGs del Politecnico di Milano) valutano positivamente le tesi con un chiaro allineamento agli SDG. La dichiarazione può anche favorire la pubblicazione successiva su riviste che richiedono tale dichiarazione.

Come faccio a capire quali SDG sono pertinenti per la mia tesi di diritto?

Le tesi di Giurisprudenza trovano corrispondenza principalmente in SDG 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide), SDG 10 (Ridurre le disuguaglianze) e SDG 5 (Parità di genere) per temi di diritto antidiscriminatorio. Tesi di diritto ambientale rientrano in SDG 13-15. Tesi di diritto del lavoro in SDG 8. Il metodo è sempre lo stesso: analizzare la domanda di ricerca e verificarla rispetto ai target ufficiali ONU.

Il deposito della tesi in IRIS con classificazione SDG è utile?

Sì, molto. La classificazione per SDG nel repository IRIS permette all’ateneo di aggregare le tesi per SDG e usarle nei calcoli del THE Impact Ranking. Aumenta inoltre la visibilità della tesi per ricercatori che cercano letteratura tematica allineata agli SDG. La peer review aperta e il movimento CoARA stanno spingendo verso una sempre maggiore trasparenza nella classificazione della ricerca.

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