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Peer review aperta CoARA Italia 2026: stato e atenei attivi

5 min di lettura

Peer review aperta CoARA Italia 2026: stato e atenei attivi

La peer review aperta è una delle trasformazioni più radicali — e più dibattute — che sta attraversando il sistema della ricerca scientifica globale nel 2026. In Italia, questa riforma procede lungo un doppio binario: da un lato il capitolo nazionale della Coalition for Advancing Research Assessment (CoARA), che riunisce 59 istituzioni accademiche e di ricerca impegnate a riformare i propri processi di valutazione; dall’altro la pressione crescente degli standard europei — Horizon Europe, EOSC, Open Research Europe — che incorporano elementi di peer review trasparente come prerequisito strutturale. Questa guida mappa lo stato attuale della peer review aperta in Italia, analizza i modelli in uso, identifica gli atenei più attivi nella riforma e discute l’impatto sulla valutazione della ricerca e sulle carriere accademiche. Per il contesto della valutazione istituzionale si vedano le risorse ufficiali della pagina ANVUR e della piattaforma CoARA Italia.

Sintesi — 6 punti essenziali

  1. CoARA Italia conta 59 istituzioni aderenti (aprile 2026), incluse università, enti di ricerca e associazioni.
  2. La peer review aperta non è ancora obbligatoria in Italia, ma Open Research Europe e alcune riviste CRUI la adottano come standard.
  3. Esistono almeno quattro modelli di open peer review: identità aperte, relazioni aperte, partecipazione aperta, interazione aperta.
  4. Il programma di lavoro CoARA Italia 2025-2027 include un work package dedicato alla peer review (WP2, Task 2.3).
  5. ANVUR non ha ancora integrato formalmente la peer review aperta nei criteri VQR, ma il dibattito è aperto e accelera.
  6. L’adozione delle “Open Infrastructures for Responsible Research Assessment” (OI4RRA) è stata formalizzata da CoARA nel marzo 2026.

1. Cos’è la peer review aperta

La peer review — la revisione tra pari — è il meccanismo fondamentale attraverso cui la comunità scientifica valida i risultati della ricerca prima della loro pubblicazione o diffusione. Il sistema tradizionale, detto “double-blind” (doppio cieco), mantiene l’anonimato sia degli autori sia dei revisori per ridurre i bias nella valutazione. La peer review aperta rompe — in tutto o in parte — questo doppio anonimato, introducendo gradi variabili di trasparenza nel processo.

La definizione più ampia di open peer review proposta dalla letteratura scientifica (Ross-Hellauer, 2017; Tennant et al., 2017) raggruppa sotto questo termine un insieme di pratiche distinte, non necessariamente adottate tutte insieme:

  • Identità aperte (open identities): i revisori firmano le loro relazioni con il proprio nome.
  • Relazioni aperte (open reports): le relazioni dei revisori vengono pubblicate, con o senza i nomi dei revisori.
  • Partecipazione aperta (open participation): anche i lettori non invitati possono contribuire al processo di revisione.
  • Interazione aperta (open interaction): autori e revisori si confrontano direttamente durante il processo.
  • Pre-print review: la revisione avviene su preprint depositati prima della pubblicazione formale (es. arXiv, bioRxiv, Zenodo).

Presentazione accademica sull’open peer review — Open Science UniMi, sede del Segretariato CoARA Italia 2025-2027

2. CoARA Italia: istituzione e programma 2025-2027

Il Capitolo Italiano di CoARA (CoARA Italia) è stato istituito su iniziativa di 45 istituzioni fondatrici firmatarie dell’ARRA (Agreement on Reforming Research Assessment) nel settembre 2023. Ad aprile 2026, il Capitolo conta 59 istituzioni, incluse università, enti di ricerca come CNR e INFN, e associazioni disciplinari.

L’organismo di coordinamento del Capitolo ha sede rotante tra le istituzioni aderenti; nella fase 2025-2027, la guida è affidata a un Consiglio Direttivo che include rappresentanti dell’Università di Milano, dell’INGV, del CNR, dell’Università di Torino e dell’Università Milano-Bicocca. Il 4 febbraio 2026, il Capitolo si è riunito all’Università di Milano per il lancio formale del programma di lavoro 2025-2027, strutturato in work package tematici:

  • WP1: sviluppo e monitoraggio dei Piani d’Azione istituzionali (action plans) che ogni ateneo firmatario è tenuto a presentare entro 18 mesi dalla firma.
  • WP2: temi specifici di riforma: multilinguismo nella valutazione, peer review aperta (Task 2.3), uso responsabile degli indicatori quantitativi.
  • WP3: coordinamento internazionale con altri Capitoli Nazionali e con il Segretariato globale CoARA.
  • WP4: comunicazione, disseminazione e formazione.

I Piani d’Azione istituzionali (disponibili sul sito CoARA Italia) riflettono gli impegni concreti di ciascuna istituzione verso la riforma. Molti piani includono esplicitamente obiettivi relativi alla promozione della peer review trasparente nelle valutazioni interne.

3. I quattro modelli di open peer review: applicazioni concrete

Per capire come la peer review aperta si applica in pratica nel contesto italiano ed europeo, è utile analizzare ciascun modello con esempi concreti:

Modello 1: Identità aperte

In questo modello, i revisori firmano le loro relazioni e l’autore conosce l’identità del revisore (e viceversa). Questo approccio è adottato dalla piattaforma Open Research Europe (ORE), a cui l’Italia ha aderito nel marzo 2026, e da F1000Research. Promuove una maggiore responsabilità del revisore, ma può generare autocensura nei revisori junior nei confronti di colleghi più anziani o influenti.

Modello 2: Relazioni aperte

Le relazioni complete dei revisori — indipendentemente dall’identità del revisore — vengono pubblicate insieme all’articolo. Nature Communications e EMBO Journal adottano questo modello in modo crescente. In Italia, PeerJ e alcune riviste di Frontiers con base italiana pubblicano le relazioni dei revisori come materiale supplementare.

Modello 3: Partecipazione aperta

Chiunque può contribuire con commenti al processo di revisione, tipicamente su manoscritti depositati come preprint. Il modello è adottato da eLife (nella sua modalità “publish, then review”) e da alcune riviste della comunità Open Access. In Italia, l’ISPRA utilizza forme di review partecipata per alcuni rapporti tecnici di interesse pubblico.

Modello 4: Interazione aperta

Il dialogo tra autori e revisori è documentato e reso pubblico. Atmospheric Chemistry and Physics (EGU/Copernicus) è il caso più noto a livello internazionale. In Italia, alcune riviste delle aree di scienze della terra e dell’ambiente si stanno avvicinando a questo modello nell’ambito delle partnership con editori europei OA.

4. Atenei italiani attivi nella riforma della peer review

Tra i 59 firmatari italiani di CoARA, alcuni atenei si distinguono per l’intensità delle attività concrete di riforma:

  • Università di Milano (UniMi): ospita il Segretariato del Capitolo Italiano 2025-2027. Il sistema Open Science di Ateneo (openscience.unimi.it) pubblica risorse formative sulla peer review aperta e linee guida per i docenti.
  • Università di Bologna (UniBo): ha incluso nel proprio Piano d’Azione CoARA obiettivi espliciti per la formazione dei revisori e per l’incentivazione della peer review trasparente. AlmaDL offre servizi di preprint hosting integrati con OpenAIRE.
  • Università di Padova: prima nella VQR 2020-2024, sta sviluppando politiche interne per riconoscere l’attività di revisione aperta come indicatore qualitativo nelle valutazioni dei dipartimenti.
  • Università di Torino (UNITO): membro del Consiglio Direttivo CoARA Italia, ha implementato un sistema di registrazione e riconoscimento delle attività di peer review per il corpo docente, come pilota sperimentale in linea con i principi CRediT (Contributor Roles Taxonomy).
  • INRIM e CNR: questi enti di ricerca stanno adottando processi di open peer review per la propria produzione di rapporti tecnici e documenti scientifici interni.

5. Piattaforme e riviste con peer review aperta in Italia

Alcune piattaforme e riviste rilevanti per il contesto accademico italiano che adottano forme di peer review aperta:

  • Open Research Europe (ORE): la piattaforma della CE a cui l’Italia ha aderito nel marzo 2026. Adotta peer review post-pubblicazione con identità e relazioni aperte. Completamente gratuita per gli autori dei paesi del consorzio.
  • DOAJ (Directory of Open Access Journals): il principale indice di riviste OA sottoposte a peer review, con 1.200+ riviste italiane o con sede editoriale in Italia indicizzate al 2026. Non tutte adottano peer review aperta, ma il DOAJ ne promuove l’adozione.
  • OpenEdition: la piattaforma francese per le scienze umane e sociali, con presenza crescente di contenuti in italiano e adozione di forme di peer review trasparente per alcune collane editoriali.
  • Zenodo: il repository CERN-OpenAIRE per preprint e dataset, non ha peer review formale ma supporta la community review pubblica dei depositi.
  • IRIS degli atenei italiani: i repository istituzionali non sono piattaforme di peer review, ma supportano il deposit di preprint e Accepted Manuscripts come base per la review aperta su piattaforme esterne.

6. Rapporto con ANVUR e l’Abilitazione Scientifica Nazionale

Il rapporto tra peer review aperta e i meccanismi formali di valutazione italiani è ancora in costruzione. ANVUR non ha ancora integrato formalmente la peer review aperta nei criteri della VQR né nell’ASN. Le ragioni sono principalmente di ordine pratico e istituzionale:

  • La VQR valuta istituzioni, non processi: la qualità del peer review non è direttamente misurabile nell’ambito della metodologia attuale.
  • Le classifiche di riviste ANVUR — che restano il criterio principale in alcune aree disciplinari — non distinguono tra riviste con peer review tradizionale e peer review aperta.
  • L’ASN utilizza indicatori bibliometrici (h-index, numero di articoli in riviste di fascia A) che sono indifferenti alla modalità di peer review adottata.

Tuttavia, alcune tendenze recenti indicano un’evoluzione:

  • Diversi GEV della VQR 2020-2024 hanno dichiarato di valutare positivamente la disponibilità di relazioni di peer review aperta come indicatore di qualità del processo scientifico.
  • La CoARA Italia ha avviato un tavolo di lavoro con ANVUR per esplorare come integrare indicatori qualitativi del processo di valutazione — inclusa la peer review — nei criteri VQR del prossimo ciclo.
  • Il D.M. MUR n. 589/2018 definisce i criteri ASN, che riconoscono come titolo valutabile l’attività di revisione per riviste internazionali, anche se la modalità aperta o chiusa non influenza ancora il punteggio.

7. Critiche e limiti della peer review aperta

Il dibattito sulla peer review aperta non è univoco. Accanto a chi ne promuove l’adozione come garanzia di maggiore responsabilità, equità e riproducibilità della scienza, numerosi ricercatori italiani esprimono riserve legittime:

  • Autocensura dei revisori junior: la firma del revisore può rendere difficile una critica franca nei confronti di colleghi senior con cui si condividono percorsi di carriera o comitati editoriali.
  • Rischio di bias di conferma: in alcune comunità disciplinari molto coese, la firma del revisore può facilitare la formazione di “clan” che si favoriscono reciprocamente.
  • Carico di lavoro aggiuntivo: redigere relazioni destinate alla pubblicazione richiede significativamente più tempo rispetto alle relazioni tradizionali, in un sistema in cui l’attività di peer review non è già retribuita.
  • Difformità disciplinare: nelle scienze umanistiche e sociali, dove l’anonimato tradizionale del double-blind è considerato particolarmente importante per proteggere gli autori da pregiudizi ideologici o di genere, la transizione alla peer review aperta incontra resistenze significative.
  • Assenza di riconoscimento formale: in assenza di meccanismi istituzionali che riconoscano l’attività di peer review aperta come output valutabile, l’incentivo dei ricercatori a partecipare rimane basso.

Per un confronto internazionale su questi temi, si vedano: marco teorico con citazioni recenti per autorità accademica (ES), benchmark dei detector IA in portoghese 2026, e la guida sulla metodologia di ricerca accademica francese 2026.

Riferimenti normativi

  • Accordo per la Riforma della Valutazione della Ricerca (ARRA). CoARA, 2022.
  • CoARA Italia. “Progetto e programma di lavoro 2025-2027”. coara-italia.it.
  • CoARA National Chapter Italy. coara.org.
  • WG OI4RRA. “Towards Open Infrastructures for Responsible Research Assessment”. Formalizzato marzo 2026. coara.org.
  • OpenAIRE. “Action Plan to Drive Research Assessment Reform Supporting CoARA Commitments”. openaire.eu.
  • Dichiarazione di San Francisco (DORA), 2013. sfdora.org.
  • Legge 30 dicembre 2010, n. 240 (Riforma Gelmini) — artt. 16 e 24 sull’ASN. Normattiva.it.
  • Decreto MUR n. 589/2018 — criteri per l’ASN. mur.gov.it.

Per approfondire

  • CoARA. “CoARA National Chapter Italy”. coara.org.
  • AISA. “ORE, COARA and the Italian National Agency”. aisa.sp.unipi.it.
  • INRIM. “CoARA and the European Reform of Research Assessment”. inrim.it.
  • UniBO. “Coalition for Advancing Research Assessment”. unibo.it.
  • UniPD. “Seminari CoARA – Sistema Bibliotecario”. biblio.unipd.it.
  • CORDIS. “CoARA Boost — Strengthening CoARA and Enabling Systemic Reform”. cordis.europa.eu.
  • Open Science UniMi. “CoARA”. openscience.unimi.it.

Domande frequenti (FAQ)

Quante istituzioni italiane hanno firmato CoARA?

Al maggio 2026, il Capitolo Italiano di CoARA conta 59 istituzioni aderenti, tra università, enti di ricerca (CNR, INFN, INRIM) e associazioni disciplinari. L’Italia è tra i paesi europei con il maggior numero di firmatari nazionali rispetto alla dimensione del proprio sistema universitario.

La peer review aperta è obbligatoria nelle università italiane?

No. La peer review aperta non è obbligatoria nelle università italiane nel 2026. È una pratica volontaria adottata da alcune piattaforme editoriali e da alcuni atenei nell’ambito dei loro Piani d’Azione CoARA. L’unico contesto in cui forme di peer review trasparente sono strutturalmente integrate è la pubblicazione su Open Research Europe (ORE), la piattaforma della CE a cui l’Italia ha aderito nel marzo 2026.

Pubblicare su una rivista con open peer review conta per l’ASN?

Il fatto che una rivista adotti la peer review aperta o tradizionale non influenza il punteggio ASN al 2026. L’ASN valuta la collocazione della rivista nelle classifiche ANVUR (fascia A) o in quartili bibliometrici (Q1-Q4 Scimago), indipendentemente dalla modalità di revisione. Tuttavia, le trattative in corso tra CoARA Italia e ANVUR potrebbero portare a un riconoscimento futuro delle pratiche Open Science nelle valutazioni istituzionali.

Cos’è un Piano d’Azione CoARA e chi deve redigerlo?

Il Piano d’Azione CoARA è un documento che ogni istituzione firmataria dell’ARRA deve presentare entro 18 mesi dalla firma (o 12 mesi per i firmatari precedenti). Il piano descrive gli obiettivi concreti e le misure che l’istituzione intende adottare per riformare i propri processi di valutazione della ricerca in linea con i principi CoARA. I Piani d’Azione degli atenei italiani firmatari sono consultabili sul sito CoARA Italia.

Qual è il rischio di bias nella peer review con identità aperte?

La letteratura scientifica documenta che la peer review con identità aperte riduce i bias legati alla provenienza geografica e istituzionale (il revisore non può più favorire inconsciamente i colleghi della propria università), ma aumenta il rischio di autocensura per i revisori con meno potere nella gerarchia accademica. Alcuni studi mostrano anche che i revisori con identità aperte tendono a essere meno critici per evitare conflitti professionali. L’impatto complessivo sulla qualità della peer review rimane oggetto di ricerca attiva.

Cosa è stato formalizzato da CoARA nel marzo 2026?

A fine marzo 2026, il Working Group OI4RRA (Open Infrastructures for Responsible Research Assessment) ha presentato i propri output principali, che sono stati formalmente approvati e aggiunti alla “CoARA Collection” — la libreria comunitaria di strumenti per la riforma della valutazione. Questi includono linee guida per la valutazione basata su infrastrutture aperte, raccomandazioni per la trasparenza dei processi di peer review e strumenti per la misurazione qualitativa degli output di ricerca.