Come Scrivere i Ringraziamenti della Tesi 2026: Struttura, 7 Esempi e Errori da Evitare
I ringraziamenti sono spesso l’ultima sezione che si scrive e, paradossalmente, la prima che familiari e amici leggono durante la discussione. Eppure molti laureandi li affrontano all’ultimo momento, producendo testi generici, imbarazzanti o — peggio — che dimenticano figure chiave del percorso. Sapere come scrivere i ringraziamenti della tesi in modo corretto non richiede un talento letterario straordinario: bastano una struttura chiara e qualche minuto di riflessione su chi ha davvero contribuito al tuo lavoro.
In questa guida trovi tutto il necessario per il 2026: dove collocare i ringraziamenti, come strutturarli, a chi rivolgerli, sette esempi pronti da personalizzare e gli errori più comuni da evitare prima della stampa definitiva.
1. Dove vanno i ringraziamenti nella tesi?
La posizione dei ringraziamenti varia leggermente da ateneo ad ateneo, ma la convenzione più diffusa nelle università italiane è la seguente:
- Frontespizio — la prima pagina con titolo, nome, relatore e anno accademico (scopri come compilarlo correttamente).
- Dedica (facoltativa) — una frase breve, spesso in corsivo, su una pagina separata.
- Ringraziamenti — una pagina a sé, di solito numerata con numeri romani o esclusa dalla numerazione progressiva.
- Indice — il sommario dei capitoli.
- Introduzione — il primo capitolo vero e proprio della tesi.
Alcune facoltà scientifiche preferiscono i ringraziamenti in coda alla tesi, subito dopo le conclusioni e prima della bibliografia. Verifica sempre le linee guida del tuo corso di studi: se non esistono indicazioni specifiche, posiziona i ringraziamenti dopo il frontespizio — è la scelta più diffusa e sempre accettata.
2. Struttura in 4 blocchi
I ringraziamenti seguono idealmente uno schema a cerchi concentrici, dal più formale al più personale. Ogni blocco risponde a una domanda diversa: chi ha guidato il lavoro accademico? Chi ha collaborato sul campo? Chi ha sostenuto la vita quotidiana?
-
Blocco accademico
Relatore, correlatore, commissione d’esame (se hai ricevuto supporto specifico). È la parte più formale: usa il titolo accademico completo (Prof., Prof.ssa, Dott.) e specifica brevemente il contributo ricevuto — guida metodologica, revisioni, suggerimenti bibliografici. -
Blocco professionale e istituzionale
Tutor aziendali (in caso di tesi sperimentale con tirocinio), colleghi di laboratorio, referenti di enti o archivi che ti hanno concesso accesso a dati o materiali. È opportuno citarli separatamente dalla famiglia per rispettare il contesto formale in cui operano. -
Blocco familiare
Genitori, fratelli, partner, nonni. È la parte più personale e quella che il pubblico in sala attende con più partecipazione. Puoi usare i nomi propri e un registro più caldo, ma mantieni il controllo del tono evitando aneddoti lunghi o riferimenti troppo privati. -
Blocco amici e colleghi universitari
Compagni di corso, coinquilini, amici che ti hanno supportato emotivamente o praticamente durante il percorso. Questo blocco è facoltativo, ma apprezzato specialmente nelle tesi triennali.
Non è obbligatorio includere tutti e quattro i blocchi. Una tesi triennale breve può limitarsi al blocco accademico e familiare; una magistrale o una laurea a ciclo unico di solito giustifica tutti e quattro.

3. A chi rivolgersi: la lista completa
Prima di scrivere, dedica cinque minuti a una lista mentale di tutte le persone che hanno contribuito — direttamente o indirettamente — alla realizzazione della tesi.
| Categoria | Cosa menzionare |
|---|---|
| Relatore | Guida, disponibilità, suggerimenti bibliografici, revisioni |
| Correlatore | Supporto metodologico, revisioni tecniche |
| Tutor aziendale | Accesso ai dati, supervisione sul campo, accoglienza in stage |
| Genitori e famiglia | Supporto economico, emotivo, logistico lungo tutto il percorso |
| Partner | Pazienza, presenza, supporto nelle fasi di maggiore stress |
| Amici e colleghi universitari | Confronto, revisione bozze, supporto morale |
| Biblioteche e archivi | Accesso a fonti, digitalizzazione di materiali storici |
Regola pratica: se una persona ha dedicato più di un’ora del suo tempo al tuo progetto, merita una menzione. Quando sei in dubbio, includi piuttosto che escludere: dimenticare qualcuno è sempre più imbarazzante che aggiungere un nome in più.
4. Tono formale o informale?
La scelta del registro dipende dal tipo di tesi e dalla cultura del dipartimento:
- Tesi triennale: un tono più libero e personale è accettato. Puoi usare la seconda persona singolare con familiari e amici (“Grazie, mamma, per…”) e costruzioni più dirette.
- Tesi magistrale: preferisci un registro più sobrio. Le menzioni familiari possono restare calorose, ma evita toni eccessivamente colloquiali, ironia pesante o aneddoti che non tutti capirebbero.
- Dottorato e laurea magistrale a ciclo unico: il blocco accademico deve essere rigorosamente formale. Il blocco personale può essere più disteso, ma mantieni sempre il controllo del registro.
In tutti i casi, ricorda che i ringraziamenti vengono letti ad alta voce durante la discussione e resteranno nella copia definitiva depositata in biblioteca. Quello che scrivi deve suonare bene sia in una sala esami che in lettura privata.
5. Sette esempi di ringraziamenti pronti
Di seguito trovi sette modelli corrispondenti ai casi più frequenti. Personalizza nomi, ateneo e dettagli specifici prima di usarli.
Esempio 1 — Tesi triennale, tono personale
Desidero ringraziare la Prof.ssa Marta Ferretti per la disponibilità con cui ha seguito l’intero percorso di stesura e per i preziosi consigli bibliografici. Un ringraziamento speciale va ai miei genitori, che hanno reso possibile questo traguardo con il loro supporto costante. Grazie a Laura e Marco, compagni di corso e amici fidati, per le ore di studio condivise e per le risate che hanno alleggerito i momenti più difficili.
Esempio 2 — Tesi magistrale, tono formale
Ringrazio il Prof. Giovanni Amato per la guida costante, la rigorosa revisione metodologica e la fiducia accordatami nella scelta dell’approccio qualitativo. Sono grato alla Dott.ssa Chiara Longo per la disponibilità durante la fase di raccolta dati. Esprimo la mia profonda gratitudine alla mia famiglia, che ha sostenuto con pazienza e generosità l’intero percorso universitario.
Esempio 3 — Tesi con tirocinio aziendale
Desidero esprimere la mia gratitudine al Prof. Luca Barbieri per l’orientamento e il supporto accademico lungo tutte le fasi di questo lavoro. Un ringraziamento sentito va all’ing. Stefano Ricci e all’intero team di [Nome Azienda] per avermi accolto durante il tirocinio e per aver reso disponibili i dati necessari alla ricerca empirica. Ringrazio infine i miei genitori e mia sorella per il sostegno incondizionato.
Esempio 4 — Tesi con periodo di mobilità internazionale (Erasmus)
Ringrazio il Prof. Roberto Mancini per aver seguito questo progetto con continuità e disponibilità, anche a distanza durante il semestre di mobilità Erasmus. Un grazie speciale va alla Prof.ssa Anna Müller dell’Università ospitante per l’accoglienza nel suo gruppo di ricerca e per i materiali messi a disposizione. Ringrazio i colleghi incontrati durante la mobilità per aver arricchito questa esperienza sul piano accademico e umano. Ai miei genitori va la gratitudine più profonda per aver creduto in questa scelta fin dall’inizio.
Esempio 5 — Ringraziamento breve (mezza pagina)
Ringrazio il mio relatore, il Prof. Francesco Conti, per la guida e i preziosi consigli ricevuti durante la stesura. Grazie di cuore alla mia famiglia e ai miei amici, che hanno creduto in me in ogni momento di questo percorso.
Esempio 6 — Con menzione del partner
Un sincero grazie al Prof. Matteo Serra per la disponibilità e la chiarezza con cui ha guidato questo lavoro. Ringrazio i miei genitori per il supporto di una vita e mia sorella Elena per la revisione delle bozze. La gratitudine più grande va a Giulia, per la pazienza infinita, per la presenza nelle notti più lunghe e per avermi ricordato ogni volta che la fine era vicina.
Esempio 7 — Dottorato o magistrale con ricerca sul campo
Ringrazio il Prof. Claudio Martini per aver creduto in questo progetto di ricerca sin dalle prime fasi e per la cura con cui ha seguito ogni revisione del manoscritto. La mia gratitudine va alla Dott.ssa Rossella Amato e a tutti i partecipanti alle interviste, senza i quali la raccolta dati non sarebbe stata possibile. Ringrazio l’Università degli Studi di [Ateneo] per la borsa che ha reso possibile la fase di ricerca sul campo. Un grazie profondo va alla mia famiglia, a Federico e agli amici che hanno tollerato anni di conversazioni su un argomento di cui sanno ormai tutto.
6. Errori da evitare
I ringraziamenti sembrano semplici, ma nascondono insidie frequenti. Ecco le sette più comuni:
- Dimenticare il relatore o il correlatore. È l’errore più grave. Il relatore è la prima persona accademica che leggerà la copia definitiva e noterà immediatamente la propria assenza.
- Copiare un modello senza personalizzarlo. I template trovati online contengono spesso frasi identiche che la commissione riconosce subito. Aggiungi almeno un dettaglio specifico: un feedback ricevuto, un suggerimento che ha cambiato l’impostazione della ricerca.
- Tono eccessivamente colloquiale in una tesi magistrale. Costruzioni molto informali sono inappropriate per una tesi magistrale o di dottorato, anche nel blocco personale.
- Ringraziamenti troppo lunghi. Superare le due pagine stanca il lettore e rischia di sembrare autoreferenziale. Una pagina è la misura ideale per la grande maggioranza dei casi.
- Errori ortografici o grammaticali. I ringraziamenti sono tra le prime cose lette dalla commissione. Un refuso crea un’impressione negativa immediata. Rileggi almeno due volte e usa un correttore ortografico.
- Menzioni vaghe e incomplete. “Ringrazio tutti i professori del dipartimento” non dice nulla. Se vuoi ringraziare qualcuno, fallo con nome e motivazione specifica: la specificità rende il ringraziamento autentico.
- Inserire informazioni riservate. Evita di menzionare dati sensibili di aziende, nomi di pazienti (in tesi di area medica) o dettagli che potrebbero creare problemi legali o di riservatezza.

FAQ — Domande frequenti
I ringraziamenti della tesi sono obbligatori?
No, i ringraziamenti non sono obbligatori in nessun ateneo italiano. La loro assenza può risultare insolita, specialmente in una tesi magistrale o di dottorato, ma non comporta alcuna penalizzazione. Omettere del tutto i ringraziamenti è accettabile in tesi molto brevi o in contesti accademici con norme specifiche.
Quante pagine devono essere i ringraziamenti?
La lunghezza ideale è una pagina. Per tesi magistrali con molte figure da ringraziare — tutor aziendali, collaboratori di ricerca, enti istituzionali — è accettabile arrivare a una pagina e mezza. Oltre le due pagine i ringraziamenti diventano eccessivi e rischiano di sembrare fuori proporzione rispetto al lavoro accademico.
I ringraziamenti si numerano nella paginazione della tesi?
Dipende dal regolamento dell’ateneo. In molti casi, le sezioni preliminari come dedica, ringraziamenti e indice vengono numerate con numeri romani (i, ii, iii…) oppure escluse dalla numerazione. La numerazione araba inizia con l’introduzione o il primo capitolo. Controlla le linee guida del tuo corso di laurea prima di formattare le pagine.
Posso usare la prima persona singolare nei ringraziamenti?
Sì, i ringraziamenti sono l’unica sezione della tesi in cui la prima persona singolare (“ringrazio”, “sono grato”, “voglio ringraziare”) è non solo accettata ma anche attesa. Nella tesi vera e propria si preferisce la forma impersonale o la prima persona plurale; nei ringraziamenti il “io” è del tutto appropriato e naturale.
Devo ringraziare anche i professori del corso che non hanno partecipato alla tesi?
Non è necessario e può risultare generico. Ringrazia solo chi ha contribuito in modo specifico: chi ti ha dato feedback sul lavoro, chi ha suggerito fonti, chi ha letto bozze o facilitato la raccolta dati. Un ringraziamento collettivo a “tutto il corpo docente” non aggiunge valore e può sembrare una formula vuota.
Posso usare Tesify per scrivere i ringraziamenti?
Tesify è utile per strutturare la tesi, organizzare i capitoli, controllare la coerenza formale e ottimizzare i testi accademici. Per i ringraziamenti, trattandosi di una sezione personale, il consiglio è di scriverli in prima persona e usare gli strumenti AI solo per rivedere il tono o la grammatica. Il risultato sarà più autentico e riconoscibile come tuo.
Stai preparando la tesi e non sai da dove iniziare?
Tesify ti aiuta a strutturare ogni sezione — dall’introduzione all’abstract — con suggerimenti passo dopo passo. Consulta la nostra guida completa in 15 passi per una visione d’insieme dell’intero progetto di laurea.



