Come fare la bibliografia della tesi 2026: guida passo passo
Sapere come fare la bibliografia della tesi di laurea 2026 è fondamentale per due motivi: evita il plagio e dimostra che la tua ricerca è radicata nella letteratura accademica. La commissione legge la bibliografia attentamente — controlla se le fonti sono pertinenti, aggiornate e correttamente formattate. Un errore sistemico nella citazione può abbassare la valutazione anche di chi ha scritto un testo eccellente.
Questa guida ti mostra il processo completo in 6 passi: dalla scelta del formato al software di gestione, dall’ordine alfabetico alla sitografia, con esempi pratici nei formati più usati negli atenei italiani.
Passo 1 — Scegli il formato giusto
Prima di formattare una sola voce, verifica quale formato richiede il tuo ateneo o il tuo relatore. In Italia non esiste uno standard unico, ma le convenzioni disciplinari sono abbastanza stabili:
| Formato | Disciplina prevalente | Stile citazione nel testo |
|---|---|---|
| APA 7 | Psicologia, Sociologia, Pedagogia, Scienze della Comunicazione | (Autore, Anno) |
| Chicago Author-Date | Storia, Lettere, Filosofia, Giurisprudenza | (Autore Anno, pagina) |
| Chicago Note-Bibliography | Umanistica in generale, Architettura, Arte | Nota a piè di pagina numerata |
| UNI ISO 690:2021 | Standard italiano ufficiale, accettato da quasi tutti gli atenei | Flessibile (autore-data o numerico) |
| Vancouver | Medicina, Infermieristica, Farmacia | Numero progressivo [1], [2]… |
Se il tuo relatore non indica un formato specifico, opta per APA 7 (il più usato internazionalmente) o chiedi esplicitamente. La coerenza è più importante della scelta del formato: usa un solo sistema per tutta la tesi. Per approfondire la norma italiana, leggi la guida su come citare con UNI ISO 690 2026.
Passo 2 — Raccogli e organizza le fonti
Inizia a costruire la biblioteca delle fonti fin dal primo giorno di ricerca, non alla fine. Per ogni fonte annotati:
- Autore/i (cognome e nome)
- Anno di pubblicazione
- Titolo completo (libro, articolo, capitolo)
- Editore / rivista / DOI / URL
- Pagine (per i capitoli nei libri)
- Data di consultazione (per le fonti web)
Passo 3 — Formatta le voci bibliografiche
Ogni tipo di fonte ha un formato preciso. Ecco i modelli essenziali nei tre formati più usati in Italia:
Libro (monografia)
- APA 7: Cognome, N. (Anno). Titolo del libro: Sottotitolo. Casa Editrice.
- Chicago: Cognome, Nome. Titolo del Libro. Città: Casa Editrice, Anno.
- ISO 690: COGNOME, Nome. Titolo del libro. Città: Casa Editrice, Anno. ISBN.
Articolo su rivista scientifica
- APA 7: Cognome, N., & Cognome2, N2. (Anno). Titolo articolo. Nome Rivista, volume(numero), pp–pp. https://doi.org/xxxxx
- Chicago: Cognome, Nome, e Nome2 Cognome2. “Titolo articolo.” Nome Rivista volume, n. numero (Anno): pp–pp.
Capitolo in volume collettaneo
- APA 7: Cognome, N. (Anno). Titolo del capitolo. In N. Curatore (Ed.), Titolo del libro (pp. xx–xx). Casa Editrice.
Fonte istituzionale / report
- APA 7: Istituzione. (Anno). Titolo del report. https://url.completo
- Esempio: ANVUR. (2025). Rapporto biennale sullo stato del sistema universitario e della ricerca 2024. https://www.anvur.it/rapporto-biennale/
Passo 4 — Ordina la bibliografia
L’ordine standard è alfabetico per cognome del primo autore. Se uno stesso autore ha più pubblicazioni:
- Ordina per anno, dalla pubblicazione più vecchia alla più recente.
- Se lo stesso autore ha più opere nello stesso anno, aggiungi una lettera minuscola dopo l’anno: (2024a), (2024b).
- Le opere di un singolo autore vengono prima di quelle in co-autoría con lo stesso nome.
Nelle bibliografie con formato note (Chicago Notes), le fonti sono elencate nell’ordine in cui compaiono nelle note a piè di pagina, non in ordine alfabetico.
Passo 5 — Aggiungi la sitografia
La sitografia è l’elenco delle fonti web consultate. Nella maggior parte degli atenei italiani va collocata subito dopo la bibliografia, separata da un’intestazione “Sitografia” o “Fonti elettroniche”.
Formato sitografia (APA 7):
Nome Istituzione / Autore. (Anno, giorno mese). Titolo della pagina web. Nome sito. https://url-completo
Esempio:
MUR. (2025, 15 ottobre). Dati sull’istruzione universitaria 2024-2025. Ministero dell’Università e della Ricerca. https://www.mur.gov.it/it/atti-e-normativa/dati-statistici
Passo 6 — Verifica coerenza con le citazioni nel testo
L’ultimo passo, spesso saltato per stanchezza, è la verifica di coerenza: ogni voce nella bibliografia deve corrispondere a almeno una citazione nel testo, e ogni citazione nel testo deve avere la sua voce in bibliografia. Qualsiasi discrepanza è un errore formale.
Procedura di controllo:
- Esegui una ricerca CTRL+F per ogni autore citato nel testo e verifica che sia in bibliografia.
- Scorri la bibliografia voce per voce e cerca ogni autore nel corpo della tesi.
- Controlla che anno, volume e pagine corrispondano tra citazione e voce bibliografica.
Con Zotero questo processo è automatizzato: lo strumento tiene sincronizzate le citazioni nel testo con la bibliografia. Leggi la guida su Zotero vs Mendeley per la tesi italiana 2026 per scegliere lo strumento più adatto.
Strumenti automatici: Zotero e alternative
Gestire manualmente una bibliografia di 80-120 voci è un’attività ad alto rischio di errore. I reference manager automatizzano la formattazione e la sincronizzazione con il testo.
| Strumento | Costo | Punti di forza | Limite |
|---|---|---|---|
| Zotero 7 | Gratuito (storage extra a pagamento) | Open source, plugin Word/Google Docs, 10.000+ stili, sync cloud | 300 MB gratis, curva di apprendimento iniziale |
| Mendeley | Gratuito (Elsevier) | Interfaccia intuitiva, integrazione Scopus | Dati condivisi con Elsevier, meno stili disponibili |
| EndNote | A pagamento (≈ 200 €, spesso incluso nell’abbonamento ateneo) | Standard professionale, supporto ricercatori | Costoso, funziona meglio con accesso istituzionale |
Per la maggior parte degli studenti italiani, Zotero 7 è la scelta ottimale: è gratuito, supporta UNI ISO 690:2021 e si integra con Word, LibreOffice e Google Docs. Molte università italiane (Trento, Bologna, Padova) offrono guide ufficiali su Zotero nelle pagine delle proprie biblioteche.
Se invece il tuo dipartimento o il tuo gruppo di ricerca ha già adottato Mendeley o EndNote, il confronto pratico tra i due cambia parecchio rispetto a Zotero: per orientarti consulta Mendeley o EndNote: quale per la tua bibliografia con criteri specifici sulla gestione delle fonti per tesi italiana.
Esempi pratici nei tre formati principali
La stessa fonte bibliografica — un articolo su rivista — nei tre formati principali:
APA 7:
Rossi, M., & Bianchi, L. (2024). L’impatto dell’intelligenza artificiale sull’apprendimento universitario in Italia. Rivista Italiana di Pedagogia, 18(2), 45–67. https://doi.org/10.1234/rip.2024.18.2.45
Chicago Author-Date:
Rossi, Marco, e Laura Bianchi. “L’impatto dell’intelligenza artificiale sull’apprendimento universitario in Italia.” Rivista Italiana di Pedagogia 18, n. 2 (2024): 45–67.
UNI ISO 690:2021:
ROSSI, Marco, BIANCHI, Laura. L’impatto dell’intelligenza artificiale sull’apprendimento universitario in Italia. Rivista Italiana di Pedagogia. 2024, vol. 18, n. 2, pp. 45–67. DOI: 10.1234/rip.2024.18.2.45
Per approfondire le norme di citazione, vedi la guida completa su come scrivere la tesi di laurea in 15 passi e quella sulla formattazione della tesi su Word 2026.
Le norme di citazione variano anche tra i sistemi universitari europei: per le regole delle università spagnole con le linee guida ANECA vedi Tesify.es; per le norme portoghesi e brasiliane (ABNT NBR 6023) consulta Tesify.pt.
Errori frequenti da evitare
- Formati misti: non alternare APA e Chicago nella stessa bibliografia. Scegli uno e usa solo quello.
- Fonti non citate nel testo: la bibliografia include solo le fonti effettivamente citate, non quelle “consultate in generale”.
- URL senza data di consultazione: per i siti web indicare sempre la data di accesso.
- Titoli non in corsivo: il titolo del libro o della rivista va in corsivo in quasi tutti i formati.
- DOI mancante: quando disponibile, il DOI è obbligatorio in APA 7 e ISO 690.
- Nomi degli autori inconsistenti: usa sempre la stessa forma (Cognome, N. oppure N. Cognome) per tutto il documento.
Domande frequenti
Qual è il formato di citazione più usato nelle università italiane?
Non esiste un unico standard nazionale. APA 7 è dominante in psicologia, sociologia e scienze dell’educazione. Chicago Author-Date è prevalente in storia, lettere e filosofia. ISO 690 (recepita come UNI ISO 690:2021) è lo standard italiano ufficiale e accettato da quasi tutti gli atenei.
Qual è la differenza tra bibliografia e sitografia?
La bibliografia include tutte le fonti fisiche e digitali consultate: libri, articoli, rapporti, tesi. La sitografia è la sezione specifica dedicata esclusivamente alle fonti web con URL. In molti atenei italiani la sitografia segue la bibliografia e precede le appendici.
Come si ordina la bibliografia della tesi?
L’ordine standard è alfabetico per cognome del primo autore. Se lo stesso autore ha più opere, si ordinano cronologicamente dalla più vecchia. Se lo stesso autore ha più opere nello stesso anno, si aggiunge una lettera (es. 2024a, 2024b).
Quante fonti deve avere la bibliografia di una tesi?
Non esiste un numero fisso, ma come riferimento: una triennale ha tipicamente 20-40 fonti, una magistrale 50-120. La qualità conta più della quantità: 30 fonti accademiche autorevoli valgono più di 100 siti web generici.
Devo includere nella bibliografia le fonti che ho consultato ma non ho citato?
Dipende dal tipo di elenco richiesto. La “bibliografia” include solo le fonti citate nel testo. La “sitografia estesa” o “elenco delle opere consultate” può includere anche fonti non citate ma utili alla ricerca. Chiedi al tuo relatore quale tipo è richiesto.
Gestisci la bibliografia con Tesify
Tesify integra un sistema di gestione delle citazioni compatibile con UNI ISO 690:2021, APA 7 e Chicago. Importa le fonti da DOI, ISBN o URL e genera automaticamente la bibliografia nel formato corretto per il tuo ateneo.



