UNI ISO 690 norma citazione tesi 2026: guida ufficiale completa
La norma UNI ISO 690 è lo standard internazionale di riferimento per la redazione di citazioni bibliografiche e riferimenti nelle pubblicazioni accademiche italiane. Se stai preparando la tua tesi di laurea, un dottorato o un articolo scientifico, comprendere questa norma — e la distinzione tra l’edizione 2010 e la revisione 2021 — è indispensabile per rispettare i requisiti formali degli atenei italiani e per produrre una bibliografia impeccabile, leggibile e verificabile. Questa guida, elaborata a partire dai testi normativi ufficiali e dalle linee guida degli atenei, offre un percorso strutturato che copre fondamenti, applicazioni pratiche e scelte stilistiche.
Sintesi operativa — 6 principi chiave
- UNI ISO 690:2021 (in vigore dal 7 ottobre 2021) sostituisce UNI ISO 690:2010 e amplia la copertura alle risorse digitali, ai dataset e ai social media.
- La norma definisce cosa includere in un riferimento e in quale ordine, ma non impone una punteggiatura specifica: ateneo e casa editrice la possono personalizzare.
- Esistono tre sistemi di citazione compatibili con ISO 690: autore-data (Harvard), numerale e note discorsive (Chicago-like).
- Gli elementi obbligatori di un riferimento sono: autore/i, titolo, anno di pubblicazione, editore, identificatore (DOI, ISBN, URL).
- Per le risorse online è obbligatorio indicare la data di accesso con la dicitura [citato il …].
- Molti atenei italiani — tra cui Sapienza, UniBo e UniMi — accettano sia l’edizione 2010 sia quella 2021; verificare sempre le norme di facoltà prima della consegna.
1. Storia e versioni della norma
La norma ISO 690 nasce nel 1975 come documento dell’International Organization for Standardization (ISO) con l’obiettivo di standardizzare il formato delle citazioni bibliografiche nelle pubblicazioni scientifiche. Nel corso dei decenni ha attraversato quattro edizioni principali:
- ISO 690:1975 — prima edizione, focalizzata su libri e monografie a stampa.
- ISO 690:1987 — seconda edizione, con estensione alle pubblicazioni seriali.
- ISO 690:2010 — terza edizione, con l’aggiunta delle risorse elettroniche e dei contenuti online.
- ISO 690:2021 — quarta edizione, in vigore. Copertura estesa a dataset di ricerca, software, archivi web, social media e materiali audiovisivi.
In Italia, l’UNI — Ente Italiano di Normazione ha recepito e pubblicato le versioni nazionali: UNI ISO 690:2010 e, più recentemente, UNI ISO 690:2021 (in vigore dal 7 ottobre 2021). La versione 2021 è quindi oggi l’edizione ufficialmente in vigore, sebbene molti atenei e riviste scientifiche accettino ancora la versione 2010 per ragioni di continuità.
Guida completa alle citazioni bibliografiche nella tesi — Daniele Vinci Metodologia
Perché la norma è diversa dagli stili APA, Chicago o MLA
È fondamentale distinguere tra una norma e uno stile bibliografico. UNI ISO 690 è una norma tecnica: definisce gli elementi da includere e l’ordine preferito, ma lascia all’istituzione o alla casa editrice la scelta della punteggiatura e del formato grafico. APA (7ª edizione), Chicago (17ª edizione) e MLA (9ª edizione) sono invece stili prescrittivi che specificano ogni virgola, ogni corsivo e ogni spaziatura. Per le tesi in Italia, ISO 690 è la norma di riferimento istituzionale per le discipline umanistiche e scientifiche, mentre nelle facoltà di psicologia, scienze della formazione e medicina vengono spesso richiesti rispettivamente APA e Vancouver.
2. Ambito di applicazione
La UNI ISO 690:2021 si applica a tutti i tipi di risorse informative, comprendendo:
- Monografie (libri, tesi, rapporti tecnici).
- Pubblicazioni seriali (riviste scientifiche, annuari).
- Contributi all’interno di monografie e periodici (capitoli, articoli).
- Brevetti e materiali cartografici.
- Risorse elettroniche: database, software, dataset di ricerca (es. Zenodo, Figshare), archivi web, post su social media.
- Musica e suono registrato, stampe, fotografie, opere grafiche, materiali audiovisivi.
- Fonti d’archivio e documenti manoscritti.
La norma non si applica alle citazioni di comunicazioni personali o a fonti non pubblicate in senso stretto. Per citare comunicazioni private (email, interviste non pubblicate), si raccomanda di indicarle nel testo o in nota senza inserirle nella bibliografia formale. La corretta identificazione delle fonti secondo ISO 690 è essenziale perché i sistemi come Scopus e Web of Science possano elaborare automaticamente i dati di citazione.
3. I tre sistemi di citazione
Uno degli aspetti più flessibili della norma ISO 690 è la compatibilità con tre diversi sistemi di citazione nel testo. Lo studente o il ricercatore può scegliere il sistema più adatto al proprio campo disciplinare, a condizione di mantenerlo in modo coerente per tutta la pubblicazione.
Sistema autore-data (Harvard)
Nel testo si inserisce tra parentesi il cognome dell’autore seguito dall’anno di pubblicazione e, se necessario, dalla pagina:
La valutazione della qualità della ricerca dipende da criteri quantitativi e qualitativi (Baccini, 2021, p. 45).
In bibliografia il riferimento completo è ordinato alfabeticamente per cognome del primo autore.
Sistema numerale
Nel testo si inserisce un numero progressivo in esponente o tra parentesi quadre, che rinvia alla lista numerata in bibliografia:
La valutazione della qualità della ricerca dipende da criteri quantitativi e qualitativi [1].
Questo sistema è preferito nelle discipline ingegneristiche, fisiche e informatiche.
Sistema note discorsive
La fonte viene citata in nota a piè di pagina o a fine capitolo con riferimento abbreviato (cognome, anno, p.); la lista bibliografica completa è riportata in fondo. È il sistema più diffuso nelle discipline storico-giuridiche e umanistiche italiane.
4. Elementi obbligatori del riferimento bibliografico
Indipendentemente dal sistema scelto, ISO 690:2021 individua una serie di elementi che ogni riferimento deve contenere. Di seguito la struttura generale, con i campi obbligatori in grassetto e quelli facoltativi in tondo:
| Elemento | Obbligatorio | Note |
|---|---|---|
| Autore/i | Sì | Cognome, Nome oppure Nome COGNOME (coerente con lo stile scelto) |
| Titolo | Sì | In corsivo per monografie; tra virgolette per articoli |
| Anno di pubblicazione | Sì | Per risorse online, usare data di creazione o ultima revisione |
| Editore / Fonte | Sì | Casa editrice per libri; nome rivista (in corsivo) per articoli |
| Identificatore univoco | Sì (se disponibile) | DOI, ISBN, ISSN, URL |
| Luogo di pubblicazione | Facoltativo | Ancora richiesto da molti atenei per tradizione |
| Edizione | Facoltativo | Indicare solo se non è la prima edizione |
| Data di accesso (risorse online) | Obbligatorio per URL | Formato: [citato il 18 maggio 2026] |
| Volume / Fascicolo / Pagine | Facoltativo | Obbligatorio per articoli di periodico |
5. Esempi pratici per tipo di fonte
Di seguito si riportano esempi conformi a UNI ISO 690:2021 nei tre sistemi di citazione. Le strutture sono basate sulle linee guida ufficiali ISO e sui manuali diffusi negli atenei italiani.
Monografia (libro)
Sistema autore-data:
BACCINI, Alberto. 2021. Valutare la ricerca: una guida critica alla bibliometria. 2ª ed. Pisa: Edizioni ETS. ISBN 978-884673456X.
Sistema numerale:
[1] BACCINI A. Valutare la ricerca: una guida critica alla bibliometria. 2ª ed. Pisa: Edizioni ETS, 2021. ISBN 978-884673456X.
Articolo di periodico
ROSSI, Maria e VERDI, Giuseppe. 2023. “Impatto della valutazione ANVUR sulle politiche editoriali degli atenei italiani”. Rivista Italiana di Bibliometria [online]. Vol. 15, n. 2, pp. 33–51. DOI: 10.1000/rib.2023.15.2.33. [Citato il 18 maggio 2026].
Capitolo in volume collettaneo
GRECO, Francesca. 2022. “Open Access e valutazione della ricerca: tensioni sistemiche”. In: FERRETTI, Paolo e MORI, Gianna (a cura di). Scienza aperta in Italia. Milano: FrancoAngeli, pp. 89–115. ISBN 978-882370000X.
Tesi di laurea o dottorato (repository IRIS)
LOMBARDI, Chiara. 2024. Metodologia della ricerca qualitativa nelle scienze sociali: un approccio integrato [Tesi di dottorato]. Università degli Studi di Bologna. Disponibile in: https://amsdottorato.unibo.it [Citato il 18 maggio 2026].
Pagina web / documento istituzionale
MINISTERO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA. 2022. Piano Nazionale per la Scienza Aperta [online]. Roma: MUR. Disponibile in: https://www.mur.gov.it/sites/default/files/2022-06/Piano_Nazionale_per_la_Scienza_Aperta.pdf [Citato il 18 maggio 2026].
Dataset di ricerca
ANVUR. 2026. Dataset VQR 2020-2024: risultati aggregati per ateneo [Dataset]. Versione 1.0. Roma: ANVUR. DOI: 10.5281/zenodo.000001. [Citato il 18 maggio 2026].
Standard tecnico o norma
UNI (ENTE ITALIANO DI NORMAZIONE). 2021. UNI ISO 690:2021. Informazione e documentazione — Linee guida per i riferimenti bibliografici e le citazioni di risorse informative. Milano: UNI.
6. Edizione 2010 vs 2021: cosa cambia
La transizione dalla terza alla quarta edizione della norma ha introdotto modifiche sostanziali, pur mantenendo la filosofia di fondo — flessibilità strutturale con chiarezza degli elementi. Di seguito le principali differenze:
| Aspetto | ISO 690:2010 | ISO 690:2021 |
|---|---|---|
| Risorse digitali | Copertura parziale (siti web, e-book) | Estesa a dataset, software, archivi web, social media |
| Esempi forniti | Pochi esempi schematici | Esempi estesi per ciascun formato, con varianti |
| Luogo di pubblicazione | Obbligatorio | Facoltativo (ma raccomandato per continuità) |
| DOI | Facoltativo | Fortemente raccomandato; preferito all’URL semplice |
| Contributi IA | Non contemplati | La revisione 2021 non è ancora aggiornata; linee guida CRUI 2026 colmano il vuoto |
| Terminologia | Usa “documento” come termine generico | Introduce “risorsa informativa” per maggiore coerenza |
La scelta tra le due edizioni dipende principalmente dalle norme di facoltà. In assenza di indicazioni specifiche, si raccomanda l’adozione della versione 2021, in quanto è lo standard vigente recepito da UNI. Per le discipline che richiedono la citazione di materiali particolarmente eterogenei — tesi multidisciplinari che incorporano dataset, software e contenuti audiovisivi — la versione 2021 è l’unico strumento normativo adeguato.
7. Adozione negli atenei italiani
La norma UNI ISO 690 è prevista esplicitamente nei regolamenti di tesi di numerosi atenei italiani. Di seguito un panorama delle prassi più diffuse:
- Università degli Studi di Milano (UniMi): il Sistema Bibliotecario di Ateneo (SBA UniMi) raccomanda ISO 690 o APA 7 a seconda della disciplina. Per le facoltà scientifiche, è preferito ISO 690 con sistema numerale.
- Alma Mater Studiorum — Università di Bologna: UniBO indica ISO 690 nei propri strumenti di formazione bibliotecaria come norma di riferimento per tesi in ambito umanistico e scientifico, con preferenza per il sistema autore-data.
- Sapienza Università di Roma: le linee guida bibliografiche del Sistema Bibliotecario di Ateneo (SBA) rimandano a ISO 690 per la redazione delle bibliografie nelle tesi, con possibilità di integrare APA 7 nelle facoltà di psicologia.
- Politecnico di Milano e Torino: nelle facoltà di ingegneria viene spesso adottato il sistema numerale ISO 690, coerente con le convenzioni delle riviste IEEE e Springer.
- Università di Padova, Trento e Bocconi: queste istituzioni pubblicano guide specifiche per i propri studenti che integrano ISO 690 con le convenzioni disciplinari.
La molteplicità di approcci suggerisce un’unica regola pratica: prima di iniziare la bibliografia, leggere le norme di consegna della propria facoltà e concordare il sistema con il relatore. Qualora non vi siano indicazioni, ISO 690:2021 autore-data è la scelta più difendibile e più facilmente documentabile.
8. Errori comuni e come evitarli
I seguenti errori ricorrono frequentemente nelle bibliografie di tesi italiane e possono tradursi in rilievi durante la valutazione o il peer review:
- Mancanza del DOI o URL per fonti online: la norma 2021 richiede l’identificatore stabile ogni volta che è disponibile. Un URL grezzo senza DOI è accettabile solo se il documento non dispone di un identificatore persistente.
- Omissione della data di accesso: per qualsiasi risorsa consultata online — anche se ha un DOI — è buona pratica aggiungere la data di accesso tra parentesi quadre.
- Inconsistenza del sistema: mescolare autore-data e numerale all’interno dello stesso lavoro viola il principio di uniformità della norma.
- Uso scorretto del corsivo: il titolo di una monografia va in corsivo; il titolo di un articolo in una rivista va tra virgolette (non in corsivo). La rivista stessa va in corsivo.
- Autori con più di tre nomi: secondo ISO 690, è possibile citare tutti gli autori oppure limitarsi al primo con l’aggiunta di et al.; la scelta deve essere coerente in tutto il documento.
- Mancanza dell’editore per i libri: indicare solo l’anno e il titolo senza l’editore produce un riferimento incompleto e non verificabile.
- Confusione tra ISBN e ISSN: ISBN identifica il libro o il volume; ISSN identifica la rivista o il seriale. Non sono intercambiabili.
Riferimenti normativi
- ISO 690:2021 — Information and documentation — Guidelines for bibliographic references and citations to information resources. Ginevra: ISO, 2021.
- UNI ISO 690:2021 — Informazione e documentazione — Linee guida per i riferimenti bibliografici e le citazioni di risorse informative. Milano: UNI Ente Italiano di Normazione, 2021.
- UNI ISO 690:2010 (edizione precedente, ancora accettata da numerosi atenei).
- Piano Nazionale per la Scienza Aperta — DM MUR n. 268 del 28 febbraio 2022. Roma: MUR, 2022.
- CRUI — Linee guida per il deposito delle tesi di dottorato negli archivi aperti. Roma: CRUI, versione aggiornata 2025.
- Legge 22 aprile 1941, n. 633 (Legge sul diritto d’autore), con modifiche successive, consultabile su Normattiva.it.
Per approfondire
- SIMS-OSEI, Akua; GALE, Elizabeth. “New citation rules according to ISO 690:2021 citation systems”. MKD Revue, 2024. Disponibile in: https://fhv.uniza.sk/mkdrevue/
- BACCINI, Alberto. Valutare la ricerca: una guida critica alla bibliometria. Pisa: Edizioni ETS, 2021.
- ReadWonders. “How to Cite in ISO 690 Style: International Bibliography Standard (2021 Edition)”. Disponibile in: https://www.readwonders.com/guides/citations/iso-690
- Citationsy. “ISO-690 (numeric, English) Referencing Guide”. Disponibile in: https://citationsy.com/styles/iso690-numeric-en
- Sistema Bibliotecario di Ateneo — Università di Pisa. “Citazioni bibliografiche”. Disponibile in: SBA UniPi
- Per confronti con altri stili di citazione usati nelle tesi di dottorato, si veda anche: guida completa al citare in norme APA in spagnolo, quale formato di citazione usare nella tese: APA, ABNT, Harvard, e guida passo passo francese alle norme APA.
Domande frequenti (FAQ)
La UNI ISO 690:2010 è ancora valida per la mia tesi nel 2026?
UNI ISO 690:2010 è stata formalmente sostituita da UNI ISO 690:2021 come standard vigente. Tuttavia, numerosi atenei italiani accettano ancora entrambe le versioni. Prima di procedere, verificare le norme di facoltà e concordare con il relatore. Se non vi sono indicazioni specifiche, preferire la versione 2021 è la scelta tecnicamente più corretta.
Qual è la differenza tra ISO 690 e APA 7 per la tesi?
ISO 690 è una norma tecnica che definisce gli elementi e il loro ordine, lasciando libertà di formattazione. APA 7 è uno stile prescrittivo che regola ogni dettaglio grafico. APA 7 è preferita in psicologia, scienze della formazione e scienze sociali; ISO 690 è il riferimento per molte altre discipline universitarie italiane.
Come si cita un ChatGPT o uno strumento di IA con UNI ISO 690?
ISO 690:2021 non ha ancora una sezione dedicata agli output di sistemi di intelligenza artificiale generativa. Le linee guida CRUI 2025-2026 raccomandano di indicare il nome del sistema (es. OpenAI ChatGPT-4o), la data della conversazione, il prompt utilizzato e la piattaforma di accesso, trattando l’output come una comunicazione personale non pubblicata. La trasparenza è obbligatoria ai sensi dell’EU AI Act, art. 50.
Il DOI è obbligatorio in una citazione ISO 690?
ISO 690:2021 raccomanda fortemente di includere il DOI ogni volta che è disponibile, preferendolo all’URL semplice perché garantisce la persistenza del collegamento nel tempo. Tecnicamente non è obbligatorio se la fonte non dispone di DOI, ma la sua omissione quando esiste è considerata una lacuna bibliografica dagli esaminatori.
Come si cita una tesi depositata su IRIS in ISO 690?
Una tesi depositata in IRIS si cita come monografia non pubblicata con indicazione del tipo di documento (es. [Tesi di dottorato]), del repository di accesso e dell’URL o DOI istituzionale. La data di accesso è obbligatoria. Esempio: COGNOME, Nome. Anno. Titolo della tesi [Tesi di dottorato]. Ateneo. Disponibile in: URL [Citato il gg mese aaaa].
Quanti autori posso elencare prima di usare “et al.” in ISO 690?
ISO 690 non fissa un limite numerico rigido: la norma consente di elencare tutti gli autori oppure di citare il primo con l’aggiunta di et al.. La scelta è lasciata all’istituzione o alla rivista. Molti atenei italiani fissano il limite a tre autori: fino a tre si elencano tutti, da quattro in poi si usa il primo autore seguito da et al.
Posso usare ISO 690 con Zotero o Mendeley?
Sì. Zotero e Mendeley supportano stili ISO 690 scaricabili dal repository Zotero Styles. Il file CSL (Citation Style Language) per ISO 690:2021 è disponibile nell’archivio online. È consigliabile verificare la versione del CSL in uso (data di aggiornamento) per assicurarsi che rifletta la revisione 2021 e non la 2010.
ISO 690 è compatibile con i requisiti Open Access di Horizon Europe?
Sì. L’adozione di ISO 690 con identificatori persistenti (DOI, Handle) è pienamente compatibile con i requisiti di metadatazione dell’Open Science Cloud europeo (EOSC) e con le politiche open access di Horizon Europe. L’uso del DOI nelle citazioni facilita l’indicizzazione automatica delle fonti nei sistemi bibliometrici come OpenAIRE e Scopus.



