Stipendi laureati Italia 2026: dati AlmaLaurea per facoltà
A un anno dalla laurea, la retribuzione mensile netta media in Italia è di 1.492 euro per i laureati triennali e 1.488 euro per quelli magistrali, secondo il XXVI Rapporto AlmaLaurea. Cinque anni dopo il titolo, la retribuzione cresce fino a 1.847 euro per i magistrali, con picchi oltre i 2.200 euro nelle aree STEM e medico-sanitarie. Il gap tra facoltà rimane ampio: chi si laurea in Informatica o Ingegneria può guadagnare il doppio di chi sceglie percorsi umanistici o artistici.
Panoramica retributiva 2026
Il tasso di occupazione dei laureati italiani 2026 costituisce la base su cui interpretare i dati salariali: non si può leggere quanto guadagna un laureato senza sapere quanti trovano effettivamente lavoro coerente con il titolo. Secondo AlmaLaurea, a cinque anni dalla laurea magistrale, il tasso di occupazione supera l’87%, ma la quota con contratto a tempo indeterminato varia sensibilmente per disciplina.
La retribuzione media non racconta tutta la storia. Il valore reale del titolo di studio emerge confrontando i laureati con i diplomati: secondo l’Istat, il differenziale salariale cumulato nell’arco di una carriera trentennale supera i 300.000 euro in favore dei laureati, pur tenendo conto del ritardo con cui entrano nel mercato del lavoro.
Va considerato il voto di laurea medio per ateneo, che incide – seppur marginalmente – sulle retribuzioni di ingresso: gli atenei con media voti più alta registrano un lieve vantaggio nei primi anni di carriera, probabilmente correlato alla selettività dei corsi e alla rete alumni.
Stipendi per facoltà: tabella comparativa
La tabella seguente riporta la retribuzione mensile netta media per gruppo disciplinare, rilevata da AlmaLaurea a un anno e a cinque anni dalla laurea magistrale (dati 2024-2025, aggiornati ai laureati 2023 e 2020).
| Gruppo disciplinare | Retribuzione a 1 anno (€/mese netti) | Retribuzione a 5 anni (€/mese netti) | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Informatica e ICT | 1.820 | 2.280 | +25% |
| Ingegneria industriale e dell’informazione | 1.780 | 2.200 | +24% |
| Medico-sanitario e farmaceutico | 1.650 | 2.150 | +30% |
| Economico-statistico | 1.550 | 1.980 | +28% |
| Giuridico | 1.350 | 1.850 | +37% |
| Scienze biologiche e biotecnologie | 1.280 | 1.720 | +34% |
| Politico-sociale e comunicazione | 1.210 | 1.620 | +34% |
| Letterario, linguistico e storico-artistico | 1.130 | 1.520 | +35% |
| Psicologico | 1.180 | 1.610 | +36% |
| Insegnamento e formazione | 1.150 | 1.490 | +30% |
Fonte: elaborazione su dati AlmaLaurea 2025. I valori sono medi nazionali; variano in base all’ateneo, alla sede lavorativa e alla dimensione d’impresa.

Evoluzione a 1, 3 e 5 anni dalla laurea
La progressione salariale non è lineare né omogenea. Chi si laurea in Ingegneria industriale entra già con retribuzioni competitive e cresce con ritmo costante. Il gruppo giuridico, invece, mostra retribuzioni iniziali basse — legate al periodo di praticantato o abilitazione — seguite da una crescita rapida dopo i 3 anni.
Anche il tempo medio per laurearsi in Italia ha un effetto sul salario d’ingresso: chi completa il percorso magistrale entro 2 anni dalla triennale ottiene in media retribuzioni di ingresso superiori del 6-8% rispetto a chi impiega più anni, secondo AlmaLaurea. Il motivo è probabilmente correlato alla motivazione e alla qualità del percorso, non solo all’età.
- A 1 anno: la mediana nazionale è 1.488 € (magistrali); forte dispersione tra discipline
- A 3 anni: la crescita media è del 12-15%; nei settori ICT e ingegneria si supera il 20%
- A 5 anni: la retribuzione media raggiunge 1.847 €; chi ha proseguito con dottorato o master specialistico supera spesso i 2.000 €
Il divario di genere nelle retribuzioni
Il gender pay gap tra laureati italiani persiste anche nel 2026. Le laureate in ambito STEM guadagnano in media 1.842 euro mensili contro i 2.125 degli uomini nello stesso settore — un divario del 13,3%, secondo AlmaLaurea. Il gap si riduce ma non scompare nemmeno nei settori a prevalenza femminile come Scienze della formazione o Psicologia.
Tre fattori spiegano la maggior parte del divario:
- Settore di impiego: le donne sono sovrarappresentate in settori a bassa retribuzione media (istruzione, servizi sociali)
- Tipologia contrattuale: maggiore incidenza di part-time involontario tra le laureate
- Interruzioni di carriera: le laureate che diventano madri entro 5 anni dalla laurea subiscono una penalizzazione retributiva media del 9%
Differenze Nord-Sud
Il territorio di lavoro amplifica le differenze disciplinari. Un laureato in Economia che lavora in Lombardia guadagna mediamente il 28% in più rispetto a un collega che lavora in Calabria o Sicilia, a parità di anni di esperienza.
| Macro-area | Retribuzione media a 5 anni (€/mese netti) | Incidenza lavoro coerente con laurea |
|---|---|---|
| Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria) | 2.040 | 74% |
| Nord-Est (Veneto, Emilia-Romagna, FVG) | 1.980 | 72% |
| Centro (Lazio, Toscana, Marche) | 1.870 | 69% |
| Sud e Isole | 1.560 | 57% |
Fonte: elaborazione su dati AlmaLaurea e Istat, rilevazione 2024-2025. Questa forbice alimenta il fenomeno della mobilità dei laureati italiani all’estero: molti professionisti altamente qualificati si spostano prima verso il Nord, poi verso l’estero, alla ricerca di retribuzioni più competitive.
Confronto europeo
Nel contesto europeo, i laureati italiani rimangono tra i meno retribuiti nei primi anni di carriera. In Germania, un ingegnere neolaureato guadagna in media oltre 3.000 euro netti mensili; in Francia circa 2.400 euro. Il differenziale riflette sia la struttura del mercato del lavoro sia la produttività totale dei fattori dell’economia italiana.
Per approfondire i sistemi universitari europei: in Spagna, i tassi di occupabilità per corso di laurea in Spagna mostrano come il valore retributivo del titolo dipenda fortemente dalla disciplina scelta, in linea con il quadro italiano; in Portogallo, il ranking delle migliori università portoghesi rivela un sistema più concentrato rispetto a quello italiano. In Francia, invece, i tassi di abbandono universitario francesi indicano che la selezione avviene principalmente nell’accesso, mentre in Italia il dropout si distribuisce lungo il percorso triennale.
Questo confronto è fondamentale per valutare il quanto vale davvero la lode in busta paga: nei sistemi anglosassoni e nordici, la distinzione tra voti non pesa sullo stipendio iniziale quanto conta l’ateneo o il tirocinio praticato.
Domande frequenti
Qual è lo stipendio medio di un laureato in Italia nel 2026?
Secondo AlmaLaurea, a un anno dalla laurea magistrale la retribuzione mensile netta media è di circa 1.488 euro. A cinque anni cresce a circa 1.847 euro. Il valore varia molto per facoltà: Informatica e Ingegneria superano i 2.000 euro a 5 anni, mentre Lettere e Scienze della formazione restano sotto i 1.550 euro.
Quale facoltà garantisce lo stipendio più alto in Italia?
Informatica e ICT è il gruppo disciplinare con le retribuzioni medie più elevate: circa 2.280 euro netti mensili a cinque anni dalla laurea magistrale. Seguono Ingegneria industriale (2.200 €) e il gruppo medico-sanitario (2.150 €), dove però la specializzazione post-laurea è quasi obbligatoria per raggiungere quei valori.
Esiste un gender pay gap tra i laureati italiani?
Sì. Anche tra i laureati in ambito STEM, le donne guadagnano mediamente il 13% in meno rispetto agli uomini (1.842 € vs 2.125 € mensili netti a 5 anni, dati AlmaLaurea). Il divario è alimentato da differenze settoriali, maggiore incidenza del part-time e interruzioni di carriera per maternità.
Quanto incide la regione di lavoro sullo stipendio di un laureato?
Molto. Un laureato che lavora nel Nord-Ovest guadagna in media il 28-30% in più rispetto a uno che lavora nel Sud e nelle Isole, a parità di disciplina e anni di esperienza. Questa forbice è uno dei principali motori della mobilità interna e dell’emigrazione verso l’estero.
La lode laurea aumenta lo stipendio?
L’effetto è limitato e indiretto. AlmaLaurea non rileva una correlazione forte tra voto finale e retribuzione d’ingresso a parità di facoltà e ateneo. Il voto incide maggiormente su percorsi selettivi come concorsi pubblici, dottorati e alcune aziende con programmi graduate dedicati.
Quanto guadagna un laureato in Medicina in Italia?
La laurea in Medicina richiede 6 anni più la specializzazione (4-5 anni). Alla fine del percorso formativo, un medico specializzato può guadagnare dai 2.500 ai 4.000 euro netti mensili nel settore pubblico, a seconda della specialità e dell’anzianità. I neolaureati prima della specializzazione percepiscono borse dai 18.000 ai 24.000 euro lordi annui.
Come confrontarsi con i dati AlmaLaurea per il proprio corso di laurea?
Il portale AlmaLaurea permette di filtrare i dati per ateneo, classe di laurea, anno di rilevazione e condizione occupazionale. È accessibile gratuitamente su almalaurea.it nella sezione “Condizione occupazionale”. Per organizzare e gestire le fonti della propria tesi su questi temi, strumenti come Tesify aiutano a strutturare la ricerca bibliografica in modo sistematico.



