Perché Conclusioni e Ringraziamenti Possono Fare la Differenza nella Tua Tesi
Hai passato mesi a raccogliere dati, analizzare risultati, riscrivere capitoli fino allo sfinimento. Poi arrivi alle ultime pagine della tua tesi e… ti blocchi completamente davanti allo schermo bianco.
Succede a tantissimi studenti. Le conclusioni e i ringraziamenti vengono spesso considerati semplici “formalità” da sbrigare in fretta, magari la sera prima della consegna. Errore fatale. Queste sezioni finali possono trasformare una tesi buona in una eccellente, lasciando un’impressione duratura sulla commissione.
La Risposta Veloce
Le conclusioni rappresentano il capitolo finale dove sintetizzi i risultati principali, evidenzi il tuo contributo originale, riconosci i limiti e tracci prospettive future (circa il 5-10% della lunghezza totale). I ringraziamenti sono la sezione dove riconosci chi ti ha supportato durante il percorso. Entrambi vanno scritti per ultimi e si posizionano rispettivamente prima della bibliografia (conclusioni) e all’inizio o alla fine della tesi (ringraziamenti).
In questa guida scoprirai strategie concrete e aggiornate al 2025 per scrivere conclusioni e ringraziamenti che valorizzano il tuo lavoro. Non importa se stai completando una triennale, una magistrale o un dottorato: i principi che condividerò funzionano per ogni disciplina.

Conclusioni e Ringraziamenti: Cosa Sono Davvero (e Dove Metterli)
Le Conclusioni: Molto Più di un Semplice Riassunto
Le conclusioni dimostrano la tua maturità intellettuale e la capacità di pensiero critico. Non si tratta di ripetere quello che hai già scritto, ma di dare senso all’intero percorso di ricerca.
Una buona sezione conclusiva svolge cinque funzioni essenziali:
- Sintesi strategica: ricapitoli il percorso dal problema di ricerca alla metodologia
- Risultati chiave: evidenzi le scoperte più significative
- Contributo originale: spieghi cosa aggiunge la tua tesi al settore
- Limiti riconosciuti: dimostri onestà intellettuale sui confini della ricerca
- Prospettive future: suggerisci sviluppi e applicazioni pratiche
La lunghezza ideale si aggira tra il 5-10% della tesi totale. Per una triennale di 60 pagine parliamo di 3-6 pagine, per una magistrale di 120 pagine circa 6-12 pagine. Il posizionamento è standard: sempre prima della bibliografia, come capitolo finale numerato.
I Ringraziamenti: Il Cuore Umano della Ricerca
Se le conclusioni rappresentano la “testa” della tua tesi, i ringraziamenti ne sono il “cuore”. Questa sezione ti permette di riconoscere pubblicamente le persone e le istituzioni che hanno reso possibile il tuo percorso.
I ringraziamenti non sono una formalità vuota, ma il riconoscimento autentico che nessuna ricerca è mai veramente solitaria.
Il posizionamento dei ringraziamenti varia secondo le convenzioni del tuo ateneo:
- All’inizio: subito dopo il frontespizio (soluzione tradizionale)
- Alla fine: dopo le conclusioni e prima della bibliografia (opzione moderna)
Un aspetto spesso confuso: ringraziamenti e dedica sono due cose diverse. La dedica è brevissima (1-3 righe), spesso poetica, rivolta a una persona specifica. I ringraziamenti sono più estesi, formali e includono tutti coloro che hanno contribuito. Puoi avere entrambi, solo uno, o nessuno dei due.
Se vuoi approfondire l’arte della dedica perfetta, dai un’occhiata alla nostra guida su frasi per la dedica della tesi.
Come Sono Cambiate le Convenzioni Accademiche
Dall’Accademia Tradizionale ai Nuovi Standard
Le convenzioni accademiche non sono scolpite nella pietra. Negli ultimi dieci anni, il modo di scrivere conclusioni e ringraziamenti è cambiato significativamente, riflettendo trasformazioni più ampie nel mondo della ricerca.

Una volta le conclusioni erano spesso brevi riassunti quasi identici all’introduzione. Oggi ci si aspetta molto di più: riflessione critica, trasparenza metodologica, impatto sociale della ricerca. Il movimento dell’Open Science ha introdotto standard di riproducibilità che richiedono maggiore chiarezza sui limiti proprio nelle conclusioni.
Anche i ringraziamenti hanno subito un’evoluzione interessante. Negli anni ’90 prevaleva uno stile estremamente formale e gerarchico. Oggi si privilegia un equilibrio tra professionalità e autenticità. È perfettamente accettabile che i ringraziamenti riflettano la tua voce personale senza scadere nell’eccessiva informalità.
Le differenze tra tesi triennale, magistrale e dottorato si riflettono anche in queste sezioni:
| Livello | Conclusioni | Ringraziamenti |
|---|---|---|
| Triennale | Sintetiche, focus su apprendimento | Essenziali, tono personale accettabile |
| Magistrale | Approfondite, enfasi su contributo originale | Include collaborazioni professionali |
| Dottorato | Estese, analisi critica profonda | Formali, obbligatorio citare finanziamenti |
Gli Errori Che Rovinano Tutto
Dopo aver analizzato centinaia di tesi, posso dirti con certezza quali sono gli errori fatali che si ripetono continuamente.
I 5 Errori Peggiori nelle Conclusioni
- Il copia-incolla dell’introduzione senza aggiungere riflessione o valore
- Genericità estrema con frasi vaghe tipo “questa ricerca è stata utile”
- Mancanza di autocritica presentando la tesi come perfetta
- Introduzione di nuovi dati non discussi nei capitoli precedenti
- Linguaggio incerto con troppi “forse”, “probabilmente”, “potrebbe”
Le 5 Gaffe nei Ringraziamenti
- Il romanzo familiare con 3 pagine alla famiglia e 2 righe al relatore
- Eccessiva formalità che rende i ringraziamenti freddi e impersonali
- Dimenticare persone chiave che hanno fornito dati o supporto tecnico
- Tono da comedy club con battute fuori luogo
- Cliché insopportabili ripetuti all’infinito
La lunghezza sproporzionata è un problema comune. Conclusioni di 2 pagine per una tesi di 150 pagine sono insufficienti; ringraziamenti di 5 pagine sono eccessivi. Trova il giusto equilibrio seguendo le proporzioni che troverai nelle prossime sezioni.
Cosa Funziona nel 2025: Conclusioni e Ringraziamenti Moderni
Le Nuove Aspettative per le Conclusioni
Il 2025 porta aspettative rinnovate su cosa debba contenere una conclusione eccellente. Non basta più sintetizzare i risultati: serve dimostrare consapevolezza dell’ecosistema di ricerca più ampio.
Il primo grande trend è il focus su impatto e applicazioni pratiche. Commissioni e relatori vogliono sapere: “E quindi? A cosa serve questa ricerca nel mondo reale?”. Anche nelle discipline più teoriche, devi articolare le implicazioni pratiche del tuo lavoro.
Il secondo trend fondamentale è la trasparenza metodologica. Il movimento dell’Open Science ha reso la riproducibilità una priorità assoluta. Nelle conclusioni del 2025 devi esplicitamente discutere:
- Limiti del campione utilizzato
- Assunzioni metodologiche e loro impatto
- Cosa avresti fatto diversamente con più risorse
- Condizioni di generalizzabilità dei risultati

Le prospettive future non possono più essere generiche. Specifica concretamente: quali domande rimangono aperte? Quali metodologie alternative potrebbero essere esplorate? Quali popolazioni o contesti non sono stati coperti?
Ringraziamenti Autentici nel 2025
Anche i ringraziamenti stanno attraversando una piccola rivoluzione. Il trend più rilevante è l’equilibrio tra professionalità e autenticità. I migliori ringraziamenti riescono a essere formalmente appropriati pur mantenendo una voce personale riconoscibile.
Un aspetto ora obbligatorio per tesi di dottorato (e fortemente raccomandato per magistrali): l’inclusione esplicita di finanziamenti e supporto istituzionale. Se hai ricevuto borse di studio, grant o accesso a laboratori, devi menzionarlo. Questa è una questione di etica della ricerca.
Ecco la novità più discussa: ringraziamenti digitali e AI. Nel 2025 è sempre più comune menzionare gli strumenti tecnologici che hanno facilitato la ricerca.
Come Menzionare Strumenti AI
“Desidero ringraziare la piattaforma Tesify.it per il supporto nella gestione della bibliografia, nella formattazione automatica e nell’organizzazione strutturale di questo lavoro, strumenti che mi hanno permesso di concentrarmi maggiormente sui contenuti della ricerca.”
La chiave è essere specifici e onesti: indica cosa lo strumento ha fatto senza attribuirgli la paternità intellettuale della tesi.
Il 2025 porta anche maggiore attenzione al linguaggio inclusivo nei ringraziamenti. Evita assunzioni di genere, usa terminologia rispettosa delle diverse configurazioni familiari e considera l’impatto delle tue parole su lettori diversi.
Standard di Formattazione Aggiornati
Gli standard di citazione continuano ad evolversi. L’APA 7 (settima edizione, 2020) è ora lo standard più diffuso nelle scienze sociali. Il Vancouver Style rimane dominante in ambito medico, mentre Chicago è preferito nelle discipline umanistiche.
Per conclusioni e ringraziamenti, la formattazione segue regole specifiche che variano per ateneo. Un aspetto critico: la numerazione delle pagine. I ringraziamenti posizionati all’inizio usano solitamente numerazione romana (i, ii, iii), mentre le conclusioni seguono la numerazione araba del corpo della tesi.
Per approfondire tutti gli aspetti tecnici della formattazione, consulta la nostra guida alla formattazione della tesi.
Come Scrivere Conclusioni Efficaci: Metodo Passo-Passo
Ora entriamo nel vivo: il metodo step-by-step per scrivere conclusioni che impressionano la commissione.
Fase 1: Preparazione Strategica
Prima di scrivere anche solo una parola, devi fare un lavoro preliminare fondamentale. Rileggi attentamente tre sezioni specifiche della tua tesi:
- L’introduzione completa per identificare domande e obiettivi dichiarati
- Il capitolo metodologico per richiamare le scelte di approccio
- I capitoli di analisi per individuare i 3-5 risultati veramente significativi
Questo processo ti serve per creare una mappa mentale che colleghi domande di ricerca → metodologia → risultati → interpretazioni. Le conclusioni nascono da questa visione d’insieme.
Il trucco che pochi conoscono: identifica il tuo contributo originale prima di iniziare a scrivere. Completa questa frase: “Prima della mia tesi, nel mio campo si credeva X. La mia ricerca dimostra Y, il che cambia la comprensione di Z”.
Fase 2: La Struttura delle Conclusioni
Le conclusioni seguono una struttura riconoscibile che i relatori si aspettano di trovare. Ecco lo schema con percentuali approssimative di spazio:
Schema Struttura Conclusioni
1. Riepilogo Sintetico (15-20%)
Richiama brevemente contesto, problema, obiettivi e metodologia. Sintetizza in 1-2 paragrafi densi senza ripetere l’introduzione.
Esempio: “Questa tesi ha indagato l’impatto della digitalizzazione sui processi decisionali nelle PMI italiane, attraverso un’analisi qualitativa di 15 casi studio in Lombardia e Veneto.”
2. Risultati Principali (40-50%)
Il cuore delle conclusioni. Presenta i 3-5 risultati più significativi, rispondendo esplicitamente alle domande di ricerca. Spiega il “perché conta” di ogni risultato.
Non scrivere: “I dati mostrano una correlazione tra X e Y.”
Scrivi invece: “La correlazione significativa tra X e Y (r=0.72, p<0.01) suggerisce che le aziende che investono in formazione digitale vedono un aumento del 23% nell'efficienza decisionale."
3. Contributo Originale (15-20%)
Cosa aggiunge la tua tesi al campo? Può essere metodologico, teorico o pratico. Sii specifico e assertivo.
Esempio: “Questo lavoro contribuisce alla letteratura sulla digital transformation proponendo un framework integrativo che supera la dicotomia tecnologia-organizzazione, evidenziando il ruolo mediatore della cultura aziendale.”
4. Limiti della Ricerca (10-15%)
Onestà intellettuale. Riconosci limitazioni del campione, del metodo, delle risorse. Questo dimostra maturità scientifica.



