Tesi giurisprudenza 2026: come citare sentenze Cassazione e dottrina (formato corretto)

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Tesi giurisprudenza 2026: come citare sentenze Cassazione e dottrina (formato corretto)

Stai scrivendo la tesi di giurisprudenza e ti trovi davanti alla nota a piè di pagina con la sentenza della Cassazione: come si cita correttamente? Sez. civile o sez. civ.? Prima la data o il numero? Con o senza virgola prima di “in”? Queste domande — apparentemente minuzie — contano più di quanto pensi: un apparato citazionale scorretto segnala al relatore che non hai padronanza della tecnica giuridica, e può costare punti in commissione. Questa guida al formato corretto per citare sentenze Cassazione e dottrina nella tesi di giurisprudenza 2026 risolve ogni dubbio con esempi pronti all’uso, derivati dalle linee guida ufficiali dei principali atenei italiani (Genova, Firenze, Parma, Macerata, Napoli Suor Orsola Benincasa) e dalle norme redazionali delle principali riviste giuridiche italiane. Se stai impostando l’intero elaborato da zero, parti dalla nostra guida su come scrivere la tesi in giurisprudenza e poi torna qui per la parte citazionale.

Le regole che trovi in questa guida non sono arbitrarie: riflettono la convenzione consolidata del diritto italiano, quella che troverai nelle riviste Foro Italiano, Giurisprudenza Italiana, Rivista di Diritto Civile e in tutti i manuali da cui citi. Seguirle significa parlare la lingua degli studiosi del diritto, e questo il relatore lo riconosce subito.

Risposta rapida: La formula standard per citare una sentenza della Cassazione nella tesi di giurisprudenza è: Cass. civ., sez. II, 15 marzo 2023, n. 7891, in Foro It., 2023, I, 1452. Per la dottrina (monografia): A. ROSSI, Diritto contrattuale, Milano, 2022, p. 120. L’autore va in maiuscoletto, il titolo dell’opera in corsivo, editore e anno senza virgola tra loro.

La logica delle citazioni giuridiche italiane

Prima di elencare le formule, è utile capire il perché della loro struttura, così da poter ragionare autonomamente nei casi dubbi invece di cercare ogni volta un esempio.

Le citazioni giuridiche italiane seguono una logica gerarchica di identificazione: prima si identifica chi ha deciso (l’organo giudicante), poi quando (data e numero), poi dove si trova la pubblicazione (rivista, anno, pagina). Per la dottrina: prima chi ha scritto (autore), poi cosa (titolo), poi dove e quando è stato pubblicato (editore, anno) e infine dove si trova la parte citata (pagina).

Questa struttura ha un’origine funzionale: il giurista deve poter recuperare rapidamente la fonte, e l’ordine degli elementi riflette il percorso di ricerca. Si cercano prima le sentenze per organo e data, poi si va alla rivista. Si cercano le opere di dottrina per autore, poi per titolo. Capire questa logica ti permette di gestire i casi atipici — sentenze non pubblicate su riviste, opere collettanee, contributi in atti di convegno — senza perdere tempo a cercare esempi specifici. La stessa logica gerarchica vale, con sfumature diverse, anche per la struttura e metodo della tesi in Scienze Politiche, dove le fonti istituzionali e giuridiche si intrecciano.

Come citare la Cassazione: formula completa

La Corte di Cassazione è l’organo giurisdizionale più citato nelle tesi di giurisprudenza italiana. Le sue pronunce si distinguono in sentenze, ordinanze e decreti, e vengono citate con modalità leggermente diverse.

Sentenza della Cassazione civile (sezione ordinaria)

Cass. civ., sez. II, 15 marzo 2023, n. 7891, in Foro It., 2023, I, 1452.

Dove:

  • Cass. civ. — abbreviazione di Corte di Cassazione civile (se penale: Cass. pen.)
  • sez. II — sezione ordinaria (I, II, III, IV, V, VI); per le Sezioni Unite: Sez. Un.
  • 15 marzo 2023 — data della pronuncia (giorno, mese in lettere, anno)
  • n. 7891 — numero progressivo della sentenza (il numero assegnato dalla cancelleria)
  • in Foro It., 2023, I, 1452 — rivista, anno, sezione e pagina di pubblicazione

Sentenza della Cassazione penale

Cass. pen., sez. II, 7 maggio 2022, n. 18445, in Cass. pen., 2023, 1201.

Sentenza delle Sezioni Unite

Cass., Sez. Un., 22 febbraio 2021, n. 4599, in Giur. it., 2021, 1780, con nota di ROSSI.

La locuzione “con nota di” segnala che la pronuncia è accompagnata da un commento dottrinale pubblicato nella stessa rivista. Citarla dimostra al relatore che non ti sei limitato alla sentenza in sé, ma hai consultato anche il dibattito scientifico che ne è seguito.

Ordinanza della Cassazione

Cass. civ., sez. VI, ord. 3 novembre 2024, n. 28012, in One Legale (banca dati).

La parola ord. (ordinanza) si inserisce tra la sezione e la data. Se la pronuncia non è pubblicata su riviste cartacee, si indica la banca dati online (vedi sezione dedicata più avanti).

Come citare altre corti: TAR, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale, CGUE

Corte Costituzionale

Corte cost., 26 settembre 1998, n. 341, in Giur. cost., 1998, 2687.

La Corte Costituzionale non ha sezioni, quindi si omette l’indicazione di sezione. Le sentenze sono identificate dall’anno e dal numero progressivo. La rivista di riferimento è Giurisprudenza costituzionale (Giur. cost.), pubblicata da Giuffrè.

Tribunale Amministrativo Regionale (TAR)

TAR Lazio, sez. III, 14 gennaio 2025, n. 544, in Foro amm., 2025, 112.

Per il TAR si indica sempre la regione (es. TAR Lazio, TAR Lombardia) e la sezione. La rivista di riferimento è il Foro Amministrativo oppure, per il diritto pubblico moderno, Urbanistica e Appalti o Giornale di Diritto Amministrativo.

Consiglio di Stato

Cons. St., sez. IV, 12 maggio 2024, n. 4312, in Foro amm., 2024, 678.

Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE)

C. giust., 4 luglio 2006, causa C-212/04, Adeneler, in Foro it., 2007, IV, 343, con nota di DE ANGELIS.

Per la CGUE si indica il numero di causa (es. C-212/04) e il nome delle parti in corsivo. Le pronunce sono reperibili sul portale CURIA della Commissione Europea, che ha pubblicato linee guida ufficiali per la citazione delle proprie sentenze.

Come citare la dottrina: monografie e volumi collettanei

La dottrina giuridica italiana distingue diverse tipologie di pubblicazione, ognuna con la propria formula di citazione.

Monografia (volume singolo di un autore)

A. ROSSI, Il contratto di locazione. Profili generali e speciali, Milano, Giuffrè, 2022, p. 120.

Struttura: Iniziale nome. COGNOME IN MAIUSCOLETTO, Titolo in corsivo, Città, Editore, Anno, p./pp. X.

Note tecniche:

  • Il cognome va in maiuscoletto (ROSSI, non Rossi): in Word si ottiene con Formato → Carattere → Maiuscoletto.
  • Tra editore e anno non si mette la virgola: “Milano, Giuffrè, 2022” (tre elementi separati da virgola, ma editore e anno formano un’unità).
  • Per le pagine: “p. 120” (pagina singola) oppure “pp. 120-135” (intervallo di pagine).

Voce in enciclopedia giuridica

M. BIANCA, voce Obbligazioni, in Enc. giur., vol. XXI, Roma, 1990.

Contributo in volume collettaneo (opera a cura di)

F. GALGANO, Il contratto, in AA.VV., Trattato di diritto privato, a cura di P. RESCIGNO, vol. X, Torino, Utet, 2002, p. 45.

Oppure, nella formula più sintetica:

F. GALGANO, Il contratto, in P. RESCIGNO (a cura di), Trattato di diritto privato, vol. X, Torino, 2002, p. 45.

Come citare articoli e note a sentenza su riviste

Articolo su rivista giuridica

C. CASTRONUOVO, La colpa penale nella responsabilità contrattuale, in Riv. dir. civ., 2019, I, 820.

Struttura: Iniziale. COGNOME, Titolo articolo in corsivo, in Nome rivista in corsivo, anno, parte (I, II, III se prevista dalla rivista), pagina iniziale. Se ti accorgi che il tuo dipartimento adotta uno stile diverso da quello giuridico tradizionale, confronta gli stili di citazione per facoltà per capire quando passare ad APA, Chicago o Vancouver.

Nota a sentenza

Le note a sentenza sono una tipologia centrale nella letteratura giuridica italiana. Quando citi una sentenza con nota, puoi scegliere di citare separatamente la sentenza e la nota, oppure insieme:

Cass. civ., sez. I, 8 luglio 2004, n. 12645, in Riv. dir. lav., 2005, II, 217, con nota di C. FALERI, La responsabilità del datore di lavoro per danni psicologici.

In alternativa, se vuoi citare solo la nota dottrinale senza ripetere i dati della sentenza (perché la sentenza è già citata altrove):

C. FALERI, La responsabilità del datore di lavoro per danni psicologici, nota a Cass. civ., 8 luglio 2004, n. 12645, in Riv. dir. lav., 2005, II, 217.

Citazioni successive: op. cit., cit., ivi

Dopo la prima citazione completa di un’opera o di una sentenza, le citazioni successive si abbreviano. Le tre forme principali sono:

Abbreviazione Quando si usa Esempio
op. cit. Seconda+ citazione di un’opera dottrinale dello stesso autore (se hai citato solo un’opera di quell’autore) A. ROSSI, op. cit., p. 45.
cit. Seconda+ citazione di una sentenza già citata per intero Cass. civ., 15 marzo 2023, n. 7891, cit.
ivi Seconda citazione della stessa opera nella nota immediatamente successiva, stessa pagina Ivi, p. 48.
ID. Stesso autore, opera diversa citata nella stessa nota o in quella immediatamente successiva ID., Contratti internazionali, Milano, 2021, p. 10.
Attenzione: Se hai citato più opere dello stesso autore, op. cit. è ambiguo. In quel caso ripeti il titolo (anche in forma abbreviata) per identificare chiaramente l’opera a cui ti riferisci: A. ROSSI, Il contratto, cit., p. 45.

Citare da banche dati online: De Jure, One Legale, Italgiure

Non tutte le sentenze sono pubblicate su riviste cartacee, specialmente le pronunce più recenti o quelle delle sezioni specializzate. In questi casi si cita la banca dati online da cui è stata reperita la pronuncia.

Banca dati Editore Formula di citazione
De Jure Giuffrè Francis Lefebvre in De Jure (banca dati)
One Legale Wolters Kluwer Italia in One Legale (banca dati)
Italgiure Web Corte di Cassazione (gratuito) in Italgiure Web
CURIA Corte di Giustizia UE (gratuito) in CURIA (portale ufficiale CGUE)
Normattiva Presidenza del Consiglio dei Ministri (gratuito) in Normattiva (testo vigente aggiornato al dd/mm/aaaa)

Esempio completo con banca dati online:

Cass. civ., sez. III, 22 ottobre 2024, n. 27314, in One Legale (banca dati).

Se nella tesi hai usato strumenti di intelligenza artificiale per reperire o sintetizzare giurisprudenza, ricorda di dichiarare l’uso dell’IA in tesi secondo le indicazioni del tuo ateneo: la trasparenza sulle fonti vale anche per gli strumenti di ricerca.

Tabella delle abbreviazioni standard

Il sistema di abbreviazioni delle riviste giuridiche italiane è consolidato da decenni. Usare l’abbreviazione sbagliata o inventarne una di fantasia è un segnale di scarsa familiarità con la letteratura giuridica. Di seguito le principali:

Abbreviazione Nome completo della rivista Editore
Foro It. Foro Italiano Zanichelli
Giur. it. Giurisprudenza Italiana Utet Giuridica
Riv. dir. civ. Rivista di Diritto Civile Cedam/Wolters Kluwer
Giur. cost. Giurisprudenza Costituzionale Giuffrè
Foro amm. Foro Amministrativo Giuffrè
Riv. dir. lav. Rivista di Diritto del Lavoro Giuffrè
Cass. pen. Cassazione Penale Giuffrè
Resp. civ. prev. Responsabilità Civile e Previdenza Giuffrè
Enc. dir. Enciclopedia del Diritto Giuffrè
Enc. giur. Enciclopedia Giuridica Treccani Istituto dell’Enciclopedia Italiana
Nuova giur. civ. comm. Nuova Giurisprudenza Civile Commentata Cedam
Dir. fam. pers. Diritto di Famiglia e delle Persone Giuffrè

I 7 errori più comuni e come evitarli

Dopo aver analizzato decine di tesi di giurisprudenza, questi sono gli errori di citazione che ricorrono con maggiore frequenza e che il relatore nota immediatamente:

  1. Cognome dell’autore in minuscolo o in maiuscolo normale invece che in maiuscoletto. “A. Rossi” o “A. ROSSI” vanno scritti come “A. ROSSI” (maiuscoletto). In Word: seleziona il testo → Formato → Carattere → spunta Maiuscoletto.
  2. Omettere la sezione della Cassazione. Scrivere solo “Cass. civ., 15 marzo 2023, n. 7891” senza l’indicazione “sez. II” è impreciso, soprattutto quando esistono pronunce dello stesso giorno con numerazioni simili di sezioni diverse.
  3. Confondere data della pronuncia e data di pubblicazione in rivista. La data che si cita è sempre quella della pronuncia, non quella in cui la sentenza è stata pubblicata sulla rivista.
  4. Scrivere la rivista in tondo invece che in corsivo. Il nome della rivista va sempre in corsivo: Foro It., non Foro It.
  5. Usare “pag.” invece di “p.” La convenzione delle riviste giuridiche italiane usa “p.” per pagina singola e “pp.” per intervallo. “pag.” è forma estesa ammessa solo in contesti informali.
  6. Non aggiornare i rinvii interni dopo aver spostato il testo. Se sposti un blocco di testo e un’altra nota dice “come si è visto al paragrafo precedente”, la nota diventa incoerente. Usa i cross-reference di Word, non i rinvii manuali.
  7. Mescolare stili diversi nella stessa tesi. Alcuni capitoli seguono le linee guida di Firenze (editore prima della città) e altri quelle di Macerata (città prima dell’editore). Scegli uno stile e applicalo uniformemente dall’inizio alla fine.

Domande frequenti

Come si citano le sentenze della Cassazione non pubblicate su riviste?

Quando una sentenza della Cassazione non è stata pubblicata su riviste giuridiche cartacee, si indica la banca dati online da cui è stata reperita. La formula è: Cass. civ., sez. [sezione], [data], n. [numero], in Italgiure Web (oppure: in One Legale, in De Jure). Se la sentenza è reperibile solo sul sito della Corte di Cassazione senza banca dati, si può indicare: in www.cortedicassazione.it, consultato il [data].

Il relatore può impormi un formato di citazione specifico?

Sì, e succede frequentemente. Molti relatori, soprattutto nelle facoltà di Giurisprudenza di atenei con una tradizione forte (Bologna, Firenze, Napoli Federico II), hanno preferenze stilistiche precise o seguono le linee guida del proprio dipartimento. Prima di iniziare a citare, chiedi al relatore se esiste un vademecum redazionale del dipartimento oppure se ha preferenze specifiche. In assenza di indicazioni, usa il formato descritto in questa guida, che è il più diffuso nelle riviste giuridiche italiane.

Come si citano le sentenze della Corte EDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo)?

Le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si citano con la formula: C. eur. dir. uomo, [data], ricorso n. [numero], [nome delle parti], in ECHR database (o in rivista se pubblicata). Esempio: C. eur. dir. uomo, 14 febbraio 2006, ricorso n. 26770/95, Sejdovic c. Italia, in Giur. it., 2006, 1840. Il portale ufficiale HUDOC (hudoc.echr.coe.int) è la banca dati di riferimento per le sentenze non pubblicate su riviste italiane.

Come si cita una voce del Commentario al Codice Civile?

I Commentari al Codice Civile (Schlesinger/Busnelli, Cian/Trabucchi, ecc.) sono opere collettanee e si citano indicando l’autore della voce specifica, non il curatore dell’intera opera. Formula: A. ROSSI, sub art. 1453 c.c., in Commentario al Codice Civile, a cura di P. SCHLESINGER, Milano, Giuffrè, 2019, p. 45. La parola “sub” indica che il contributo è un commento a un articolo del codice.

In nota devo citare la sentenza per intero o basta il numero?

La prima volta in cui citi una sentenza devi sempre fornire la citazione completa (organo, sezione, data, numero, rivista e pagina). Nelle citazioni successive, nella stessa tesi, puoi usare la forma abbreviata: Cass. civ., [data], n. [numero], cit. Non è mai sufficiente indicare solo il numero di sentenza senza almeno l’organo e la data: il numero da solo non identifica univocamente la pronuncia senza sapere di quale corte si tratta e in quale anno.

Come devo organizzare la bibliografia finale in una tesi di giurisprudenza?

La bibliografia finale di una tesi di giurisprudenza si articola tradizionalmente in tre sezioni: (1) Dottrina — elenca tutte le opere citate in ordine alfabetico per cognome dell’autore, con la citazione completa (senza numero di pagina, poiché non si cita un’opera intera ma se ne segnala l’esistenza); (2) Giurisprudenza — elenca le sentenze in ordine cronologico o per organo giudicante; (3) Fonti normative — elenca le leggi, i decreti e i regolamenti citati. Alcuni atenei richiedono anche una quarta sezione per le fonti elettroniche (banche dati e siti istituzionali).

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