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Si può scrivere la tesi in inglese in Italia? Regole 2026

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Sì, si può scrivere la tesi in inglese in Italia, e in molti corsi magistrali internazionali è perfino la regola. Non esiste però una legge statale che stabilisca in modo uniforme la lingua della prova finale. Come ricorda l’Università degli Studi di Chieti-Pescara, l’autonomia didattica prevista dalla Legge n. 509/1999 e dal D.M. n. 270/2004 affida ai Regolamenti Didattici di Ateneo e ai Regolamenti dei Corsi di Studio la disciplina delle modalità di redazione della tesi e della lingua consentita.

La conseguenza pratica è che due studenti dello stesso ateneo possono trovarsi davanti a regole diverse. Chi frequenta un corso erogato interamente in inglese consegnerà l’elaborato in inglese perché il regolamento lo prevede. Chi è iscritto a un corso tradizionale in italiano dovrà invece ottenere il consenso del relatore e, spesso, l’approvazione del Consiglio di Corso di Studio o del Coordinatore didattico.

In quasi tutti i casi resta un vincolo comune: la tesi in lingua straniera deve essere accompagnata da una sintesi in italiano. Le sezioni che seguono rispondono una per una alle domande più frequenti, con riferimenti alle prassi di atenei come Sapienza, Bologna, Milano e Padova.

Sì, in Italia la tesi si può scrivere in inglese: nei corsi internazionali è di norma obbligatoria, nei corsi in italiano serve l’accordo con il relatore e spesso l’approvazione del Consiglio di Corso di Studio. Quasi tutti gli atenei richiedono comunque un abstract esteso o una sintesi in lingua italiana.

Si può scrivere la tesi in inglese in Italia secondo la normativa?

Sì. Nessuna norma nazionale vieta la tesi in inglese, e nessuna la impone in modo generale. Il quadro di riferimento è l’autonomia didattica degli atenei, fissata dalla Legge 509/1999 e dal D.M. 270/2004: sono i Regolamenti Didattici di Ateneo e i regolamenti dei singoli corsi di studio a stabilire se e a quali condizioni la prova finale può essere redatta in lingua straniera.

Questo assetto spiega perché le risposte che si trovano online sembrano a volte contraddittorie. Non si tratta di regole diverse “per sentito dire”, ma di regolamenti realmente differenti da un corso all’altro. Il documento da consultare per primo non è quindi una legge, ma il regolamento del proprio corso di laurea, di solito pubblicato nella sezione didattica del dipartimento.

Esiste però un principio di sistema che limita l’autonomia: come sottolinea l’Università degli Studi di Padova, la lingua ufficiale della Repubblica e, di norma, degli atti accademici ufficiali resta l’italiano. Per questo, anche quando la tesi è interamente in inglese, quasi tutti i regolamenti chiedono una sintesi adeguata in italiano.

Due elaborati rilegati affiancati su una scrivania, a rappresentare la tesi in inglese e la sintesi in italiano
La tesi in inglese va quasi sempre accompagnata da una sintesi in italiano.

Chi decide la lingua della tesi: ateneo, corso o relatore?

La decisione è distribuita su tre livelli. L’ateneo fissa la cornice nel Regolamento Didattico; il corso di studio precisa le regole della prova finale; il relatore e gli organi del corso approvano il singolo caso. Nei corsi in italiano il consenso del relatore è quasi sempre il passaggio decisivo, ma raramente è l’unico.

Che ruolo ha il Consiglio di Corso di Studio?

In molti regolamenti la richiesta di tesi in lingua straniera va approvata preventivamente dal Consiglio di Corso di Studio o dal Coordinatore didattico. Il relatore propone, l’organo collegiale autorizza. Saltare questo passaggio può creare problemi al momento della domanda di laurea, quando l’ufficio verifica la conformità dell’elaborato.

Il relatore può opporsi alla tesi in inglese?

Sì, nei corsi in italiano il relatore può ritenere che la lingua inglese non sia coerente con l’argomento o con il percorso dello studente. È una valutazione scientifica che rientra nel suo ruolo di guida. Per capire fin dove arrivano i poteri del docente, è utile leggere la guida su quando il relatore può rifiutarsi di firmare la tesi o di ammetterti alla discussione.

Livello Cosa stabilisce Dove verificarlo
Ateneo Cornice generale sulla prova finale e sulle lingue ammesse Regolamento Didattico di Ateneo
Corso di studio Modalità specifiche, lingua obbligatoria o facoltativa, requisiti di forma Regolamento del corso e regolamento della prova finale
Relatore e organi del corso Approvazione del singolo elaborato in lingua straniera Modulo di richiesta o delibera del Consiglio di Corso

Nei corsi internazionali la tesi in inglese è obbligatoria?

Di norma sì. Nei corsi di laurea magistrale e nei curricula erogati interamente in lingua inglese, come quelli internazionali attivati all’Università degli Studi di Milano o alla Sapienza di Roma, il regolamento didattico prevede esplicitamente la redazione dell’elaborato finale in inglese. In questi percorsi l’inglese non è un’opzione da chiedere, ma la lingua ordinaria del corso.

Chi frequenta un corso internazionale non deve quindi presentare una richiesta di autorizzazione per la lingua, ma deve comunque rispettare le altre regole di forma previste dal regolamento: frontespizio, eventuale doppio titolo, formato bibliografico e, quando richiesta, la sintesi in italiano. Vale la pena controllare anche se il corso ammette eccezioni, per esempio una tesi in italiano per studenti con particolari esigenze di ricerca, ipotesi che dipende sempre dal singolo regolamento.

Aula universitaria vuota con il tavolo della commissione di laurea pronto per la discussione
La lingua della discussione dipende dal corso e dagli accordi con il relatore.

Come si chiede l’autorizzazione in un corso erogato in italiano?

Nei corsi tradizionali in italiano la tesi in inglese è quasi ovunque consentita, ma subordinata all’accordo formale con il relatore e, spesso, all’approvazione preventiva del Consiglio di Corso di Studio o del Coordinatore didattico. La richiesta va fatta all’inizio del lavoro, non a elaborato concluso, per evitare di dover riscrivere capitoli già pronti.

  1. Leggi il regolamento della prova finale. Verifica se la lingua straniera è prevista, se serve un modulo e se esistono scadenze per la richiesta.
  2. Parlane con il relatore. Presenta l’argomento e spiega perché l’inglese è la lingua più adatta: fonti, comunità scientifica di riferimento, eventuale periodo all’estero.
  3. Formalizza la richiesta. Se il regolamento lo prevede, compila il modulo o fai inoltrare la proposta dal relatore al Consiglio di Corso di Studio.
  4. Conserva l’approvazione. Tieni traccia della delibera o dell’email di autorizzazione: può essere richiesta in segreteria al momento della domanda di laurea.
  5. Pianifica la sintesi in italiano. Concorda con il relatore lunghezza e collocazione dell’abstract esteso prima di iniziare la stesura finale.

Se nel corso del lavoro il rapporto con il docente si complica e si valuta un cambio, la lingua approvata potrebbe dover essere ridiscussa con il nuovo relatore: per i dettagli procedurali è utile la guida su come cambiare relatore e cosa prevedono i regolamenti.

Perché serve comunque un abstract in italiano?

Perché l’italiano resta la lingua ufficiale degli atti accademici. Quando la tesi è redatta in una lingua straniera dell’Unione Europea, tipicamente l’inglese, la quasi totalità dei regolamenti richiede una sintesi o un abstract esteso in italiano, spesso insieme al doppio titolo, per consentire la catalogazione istituzionale e la conformità con gli atti ufficiali.

Anche la Sapienza Università di Roma indica che, qualora la tesi venga redatta in lingua straniera, i regolamenti didattici richiedono generalmente un abstract esteso in lingua italiana. Non è quindi un dettaglio di cortesia, ma un requisito formale: un elaborato privo di sintesi può essere rimandato indietro dalla segreteria.

Cosa deve contenere la sintesi in italiano?

La lunghezza e la struttura dipendono dal regolamento del corso, ma una sintesi efficace riprende sempre gli stessi elementi della tesi, in forma condensata e autonoma.

Elemento Funzione
Titolo in italiano e in inglese Permette la catalogazione negli archivi e negli atti ufficiali
Domanda di ricerca Chiarisce il problema affrontato
Metodo Indica come è stata condotta l’analisi o la sperimentazione
Risultati principali Riassume ciò che la tesi dimostra
Conclusioni e limiti Colloca il lavoro nel dibattito scientifico

Un consiglio pratico: scrivi la sintesi in italiano direttamente, non come traduzione automatica dell’abstract inglese. Una sintesi pensata in italiano risulta più chiara per la commissione e per chi consulterà l’archivio istituzionale.

Quali motivazioni convincono relatore e Consiglio di Corso?

Le motivazioni più solide sono due: la coerenza scientifica dell’argomento con la lingua inglese oppure lo svolgimento della ricerca durante un periodo di mobilità internazionale, come l’Erasmus+. Le linee guida di atenei quali UniBo, UniMi e Sapienza prevedono che la richiesta sia accompagnata da ragioni di questo tipo, non da una semplice preferenza personale.

  • Letteratura prevalentemente in inglese: in molti ambiti delle scienze, dell’ingegneria e dell’economia le fonti di riferimento sono pubblicate in inglese.
  • Ricerca svolta all’estero: dati raccolti in un laboratorio o in un’università straniera, magari con un co-relatore internazionale.
  • Prospettiva di pubblicazione: l’intenzione di trasformare la tesi in un articolo per una rivista internazionale.
  • Percorso verso il dottorato: una tesi in inglese può essere letta più facilmente da commissioni di dottorato estere.

La scelta della lingua si intreccia spesso con quella della tipologia di elaborato: una tesi sperimentale con dati originali giustifica l’inglese più facilmente di una ricognizione bibliografica su fonti italiane. Per orientarti, consulta la guida su come scegliere tra tesi compilativa e sperimentale.

In che lingua si discute una tesi scritta in inglese?

Dipende dal corso. Nei corsi interamente in inglese la discussione si svolge di norma in inglese. Negli altri casi la discussione finale davanti alla commissione può svolgersi in italiano o in inglese, a seconda dell’accordo con il relatore e delle disposizioni della commissione di laurea del dipartimento. Scrivere in inglese non obbliga automaticamente a discutere in inglese.

Prima della seduta conviene chiarire tre punti: la lingua della presentazione, la lingua delle slide e la lingua in cui i commissari potranno porre domande. Una commissione mista può fare domande in italiano anche su un elaborato in inglese, ed è bene essere pronti a rispondere con la terminologia tecnica in entrambe le lingue. Per prepararti, rivedi le domande tipiche della commissione di laurea provando a formulare le risposte in tutte e due le lingue.

Conviene davvero scrivere la tesi in inglese?

Conviene quando l’inglese è la lingua naturale della ricerca che stai facendo e quando hai una padronanza sufficiente per scrivere in modo accademico. Non conviene se la scelta è solo d’immagine: un testo in inglese approssimativo pesa sulla valutazione più di un ottimo testo in italiano. La qualità scientifica resta il criterio principale della commissione.

Vantaggi Svantaggi
Maggiore leggibilità per la comunità scientifica internazionale Più tempo di stesura e di revisione linguistica
Utile per candidature a dottorati e master esteri Serve comunque la sintesi in italiano
Coerenza con fonti e terminologia originali Rischio di errori stilistici che distraggono la commissione
Base pronta per un eventuale articolo scientifico Necessità di autorizzazione nei corsi in italiano

La lingua non modifica di per sé il peso della tesi nel calcolo finale: per capire come si forma il punteggio, leggi la guida su quanto conta la tesi sul voto di laurea.

Quali errori evitare con una tesi in inglese?

Gli errori più frequenti sono procedurali, non linguistici: iniziare a scrivere senza autorizzazione, dimenticare la sintesi in italiano, mescolare convenzioni bibliografiche diverse. Seguono gli errori di stile, come tradurre frase per frase dall’italiano, che produce periodi lunghi e poco naturali in inglese accademico.

  • Nessuna autorizzazione scritta: un accordo verbale con il relatore può non bastare se il regolamento richiede una delibera.
  • Sintesi improvvisata: scritta all’ultimo momento, spesso non rispetta i requisiti del corso.
  • Ortografia incoerente: alternare inglese britannico e americano nello stesso testo.
  • Citazioni disomogenee: fonti italiane e inglesi citate con stili diversi.
  • Revisione assente: nessuna rilettura linguistica prima della consegna.

Per gestire la parte tecnica può essere utile uno strumento dedicato: Tesify offre un editor con assistenza IA integrata e genera la bibliografia in APA, MLA, Chicago, UNI ISO 690:2010 e Vancouver, così le fonti italiane e internazionali restano coerenti nello stesso stile. Prima della consegna, la verifica anti-plagio di Tesify confronta il testo con archivi come IRIS, AlmaDL e OPAC SBN; ricorda però che le soglie dei software usati dagli atenei variano, come spiega la mappa delle soglie di alert di Compilatio. Chiudi il lavoro con la checklist di revisione finale della tesi, aggiungendo una voce specifica per la sintesi in italiano.

Quali sono le domande frequenti sulla tesi in inglese?

Serve un certificato di inglese per scrivere la tesi in inglese?

Non esiste una regola nazionale che lo imponga: decide il regolamento del corso. Nei corsi erogati in inglese la competenza linguistica viene di norma verificata già all’ammissione; nei corsi in italiano conta soprattutto la valutazione del relatore sulla capacità dello studente di scrivere un testo accademico corretto.

Il titolo della tesi va in italiano o in inglese?

Spesso in entrambe le lingue. Molti regolamenti chiedono che la tesi in lingua straniera riporti sia il titolo in italiano sia quello in inglese, insieme alla sintesi in italiano, per consentire la catalogazione istituzionale e la conformità con gli atti ufficiali dell’ateneo.

Si può scrivere la tesi in un’altra lingua straniera, come spagnolo o tedesco?

In molti casi sì. I regolamenti che ammettono l’inglese spesso contemplano anche altre lingue dell’Unione Europea, con le stesse condizioni: accordo con il relatore, eventuale approvazione del Consiglio di Corso di Studio e sintesi in italiano. Occorre sempre verificarlo nel regolamento del proprio corso.

Una tesi in inglese ottiene automaticamente un voto più alto?

No. La lingua non garantisce punti aggiuntivi: la commissione valuta qualità scientifica, rigore del metodo e chiarezza dell’esposizione. Un buon inglese accademico può valorizzare il lavoro, mentre un testo scorretto può penalizzarlo rispetto a una tesi equivalente scritta in un ottimo italiano.

Se svolgo la tesi in Erasmus devo scriverla in inglese?

Non necessariamente. Il periodo di mobilità internazionale è una delle motivazioni più forti per ottenere l’autorizzazione alla tesi in inglese, ma non crea un obbligo. La lingua resta quella prevista dal regolamento del corso o concordata con il relatore e approvata dagli organi competenti.

La discussione deve essere nella stessa lingua della tesi?

Non sempre. Nei corsi interamente in inglese la discussione si svolge di norma in inglese; negli altri corsi può avvenire in italiano o in inglese secondo l’accordo con il relatore e le disposizioni della commissione di laurea del dipartimento. Conviene chiarirlo prima della seduta.