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Quale font e interlinea usare per la tesi? Guida 2026

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5 min di lettura

Chi si chiede quale font e interlinea usare per la tesi trova una risposta più uniforme di quanto si pensi. Nessuna legge statale impone un carattere, ma i vademecum dei dipartimenti di Bologna, Milano e Padova convergono su uno standard preciso: Times New Roman a 12 punti, interlinea 1,5 e note a piè di pagina a 10 punti.

Questa convergenza non è casuale. La formattazione accademica serve a una funzione pratica: rendere il testo leggibile per la commissione, lasciare spazio alle correzioni del relatore e garantire che la rilegatura non copra nessuna parola. Ogni parametro, dal corpo del carattere al margine sinistro, risponde a uno di questi tre obiettivi.

Di seguito trovi le regole complete, i valori ammessi per testo, titoli, note e citazioni, e la gerarchia delle fonti normative. Chiarisce anche un equivoco frequente: cos’è la dignità di stampa della tesi e perché non dipende dall’impaginazione.

Usa Times New Roman (o Arial, Calibri, Garamond, Cambria se il dipartimento lo consente) a 12 pt per il testo, 14 pt per i titoli dei capitoli e 10 pt per le note. L’interlinea è 1,5 nel corpo del testo e singola (1,0) per note e citazioni lunghe. Le indicazioni del tuo corso di laurea e del relatore prevalgono sempre.

Quale font e interlinea usare per la tesi secondo le linee guida?

Lo standard accademico italiano prevede Times New Roman a 12 pt con interlinea 1,5 per il corpo del testo, titoli dei capitoli a 14 pt, note a 10 pt con interlinea singola e testo giustificato. Questi valori ricorrono nei vademecum di UniBo, UniMi e UniPd, ma vanno sempre confermati con il regolamento del proprio corso.

La sintesi più chiara arriva dai vademecum redazionali dei dipartimenti, che indicano anche l’allineamento giustificato come regola di base. Ecco il quadro riassuntivo:

Elemento Valore standard Note
Font del testo Times New Roman Alternative: Arial, Calibri, Garamond, Cambria
Corpo del testo 12 pt 13 pt solo in rari dipartimenti
Titoli dei capitoli 14 pt Spesso in grassetto
Note a piè di pagina 10 pt Interlinea singola
Interlinea del testo 1,5 Standard quasi universale
Citazioni lunghe a blocchetto Interlinea 1,0 Rientrate rispetto al testo
Allineamento Giustificato Su tutto il corpo del testo
Pila di fogli bianchi con margini ampi misurati con un righello trasparente
Il margine sinistro maggiorato evita che la rilegatura copra il testo.

Quali caratteri tipografici sono ammessi?

Times New Roman è il font più diffuso nelle tesi italiane ed è ideale per le discipline umanistiche e giuridiche. Arial e Calibri, più puliti e moderni, sono spesso preferiti in ambito scientifico e tecnico. Garamond e Cambria compaiono come alternative in alcune linee guida, sempre secondo le indicazioni del dipartimento.

La distinzione tra font con grazie (Times New Roman, Garamond, Cambria) e font senza grazie (Arial, Calibri) non è solo estetica. I caratteri con grazie guidano l’occhio lungo la riga e sono la scelta tradizionale per testi lunghi stampati, come accade nelle facoltà di Giurisprudenza o Lettere. I caratteri senza grazie risultano più nitidi in tabelle, formule e didascalie, motivo per cui ricorrono nelle tesi di ingegneria, informatica ed economia.

Si possono mescolare più font?

La regola prudente è usare un solo carattere per tutto il documento, inclusi titoli e note. Se il relatore accetta un font diverso per i titoli, mantieni comunque la coerenza dall’indice alla bibliografia. Un documento con caratteri misti appare disordinato e può generare richieste di correzione prima del deposito.

Che dimensione devono avere testo, note e titoli?

Il corpo del testo va impostato a 12 pt, le note a piè di pagina a 10 pt e i titoli dei capitoli a 14 pt, frequentemente in grassetto. Solo alcuni dipartimenti ammettono i 13 pt per il testo. La gerarchia dimensionale serve a distinguere visivamente il ragionamento principale dagli apparati.

Secondo le indicazioni raccolte dalle linee guida universitarie, le note devono sempre essere in corpo minore rispetto al testo. Una buona pratica è definire gli stili di paragrafo nel programma di scrittura (Titolo 1, Titolo 2, Normale, Testo nota) invece di formattare a mano ogni sezione: così l’indice automatico si aggiorna da solo e la coerenza è garantita.

La dimensione del carattere incide anche sul numero di pagine finali. Se hai dubbi sulla lunghezza attesa, consulta la guida su quante pagine deve avere la tesi triennale, magistrale e di dottorato: i limiti indicati dai regolamenti presuppongono proprio la formattazione standard a 12 pt e interlinea 1,5.

Volumi di tesi rilegati a copertina rigida in una legatoria artigianale
Prima della rilegatura conviene stampare una pagina di prova per verificare i margini.

Quale interlinea usare per testo, note e citazioni?

Il corpo del testo richiede interlinea 1,5, scelta per favorire la leggibilità e lasciare spazio alle annotazioni del relatore. Note a piè di pagina e citazioni lunghe a blocchetto rientrato vanno invece in interlinea singola (1,0). Questa doppia regola separa visivamente il testo argomentativo dal materiale di supporto.

Come specificano i vademecum sull’impaginazione, l’interlinea 1,5 è lo standard quasi universale. Nelle bozze cartacee, lo spazio tra le righe permette al relatore di inserire correzioni a mano senza sovrapporsi al testo: una funzione che resta utile anche oggi, quando molte revisioni avvengono in formato digitale.

Come si formatta una citazione lunga?

  • Isola la citazione in un paragrafo a sé, senza virgolette.
  • Applica un rientro rispetto ai margini del testo principale.
  • Imposta l’interlinea singola (1,0).
  • Riporta il riferimento bibliografico secondo lo stile adottato.

Le citazioni brevi restano invece nel corpo del testo, tra virgolette, con la stessa interlinea 1,5 del paragrafo.

Quali margini servono per la rilegatura?

I margini superiore, inferiore e destro sono generalmente di 2,5 o 3 cm. Il margine sinistro, o interno, sale a 3 o 3,5 cm per consentire la rilegatura senza coprire il testo. Se stampi fronte-retro, imposta i margini speculari, così il margine maggiorato cade sempre sul lato della cucitura.

Il margine di rilegatura è l’errore più comune nelle tesi stampate all’ultimo momento: un documento impaginato con margini simmetrici, una volta rilegato, perde leggibilità sul lato interno. Verifica sempre una pagina di prova prima di stampare tutte le copie. Per un controllo completo prima della consegna, la checklist finale di revisione e correzione della tesi include margini, numerazione e stili.

Chi decide davvero la formattazione: ateneo o relatore?

Decidono il corso di laurea e il relatore. Le università chiariscono che bisogna verificare preventivamente le norme redazionali del proprio corso o dipartimento e accordarsi con il relatore, le cui indicazioni prevalgono su qualsiasi linea guida generale. Lo standard a 12 pt e 1,5 vale quindi solo in assenza di regole specifiche.

La gerarchia pratica è questa:

  1. Indicazioni del relatore: hanno la precedenza assoluta.
  2. Norme redazionali del corso di laurea o del dipartimento: spesso pubblicate sul sito del corso.
  3. Standard accademico convenzionale: Times New Roman, 12 pt, interlinea 1,5.

Il rapporto con il relatore è centrale anche per l’ammissione alla discussione: se vuoi capire fin dove arrivano i suoi poteri, leggi l’approfondimento su quando il relatore può rifiutarsi di firmare la tesi. Chi lavora con un editor come Tesify può partire da template professionali già impostati sui valori standard e adattarli alle richieste del proprio dipartimento, con export in PDF, Word e LaTeX.

Cos’è la dignità di stampa della tesi e c’entra con la formattazione?

La dignità di stampa è un riconoscimento che la commissione di laurea può attribuire a una tesi di particolare valore scientifico, segnalandola come meritevole di pubblicazione. Non dipende da font, interlinea o impaginazione: premia l’originalità e la qualità della ricerca. Le modalità di attribuzione variano da ateneo ad ateneo.

L’equivoco nasce dal termine “stampa”, che fa pensare all’aspetto tipografico. In realtà una formattazione impeccabile è un requisito di base, non un merito: una tesi ordinata facilita la lettura della commissione, ma il riconoscimento si guadagna con i contenuti. Il peso del lavoro scritto sulla votazione finale è spiegato nella guida su quanto conta la tesi sul voto di laurea. Se la tesi ha prospettive di pubblicazione, è utile anche sapere chi ne detiene i diritti, tema affrontato nell’articolo su chi possiede i diritti d’autore della tesi di laurea.

Per concentrare il tempo sui contenuti invece che sulla formattazione, Tesify genera la bibliografia automatica in APA, MLA, Chicago, UNI ISO 690:2010 e Vancouver e integra la verifica anti-plagio sulle principali banche dati accademiche italiane.

Domande frequenti

Posso usare Arial invece di Times New Roman nella tesi?

Sì, se il tuo dipartimento lo consente. Arial e Calibri sono molto usati, soprattutto in ambito scientifico e tecnico, mentre Garamond e Cambria compaiono in alcune linee guida. Verifica le norme redazionali del corso e chiedi conferma al relatore, le cui indicazioni prevalgono su ogni standard generale.

Si può scrivere la tesi a 13 pt invece che a 12 pt?

Solo se il tuo dipartimento lo prevede espressamente. Lo standard ufficiale per i paragrafi è 12 pt e i 13 pt sono ammessi in rari casi. Senza un’indicazione scritta del corso o del relatore, la scelta corretta resta il corpo 12 per il testo principale.

Il testo della tesi va giustificato?

Sì. Le linee guida dei dipartimenti indicano l’allineamento giustificato per il corpo del testo. La giustificazione crea margini regolari su entrambi i lati e dà alla pagina un aspetto ordinato, coerente con la tradizione editoriale accademica italiana.

Quale interlinea usare per le note a piè di pagina?

Le note a piè di pagina vanno in interlinea singola (1,0) e in corpo 10 pt. La stessa interlinea singola si applica alle citazioni lunghe a blocchetto rientrato, mentre il corpo del testo resta a interlinea 1,5.

Cosa succede se uso una formattazione diversa da quella richiesta?

Il relatore o gli uffici possono chiederti di correggere il documento prima del deposito, con perdita di tempo a ridosso della scadenza. Per evitarlo, imposta gli stili fin dall’inizio secondo le norme del corso e controlla una pagina di prova prima della stampa e della rilegatura.

La dignità di stampa dipende dall’impaginazione della tesi?

No. La dignità di stampa è un riconoscimento che la commissione può attribuire a tesi di particolare valore scientifico, meritevoli di pubblicazione. Premia contenuti e originalità della ricerca, non font o interlinea. Una formattazione corretta è un requisito di base, non un criterio di merito.