Scrittura conclusione tesi di laurea: studente che redige la conclusione – guida 2025
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Scrittura conclusione tesi di laurea: Guida 2025

5 min di lettura

Come Scrivere la Conclusione della Tesi: Guida Step-by-Step 2025

Ti sei mai chiesto perché alcuni studenti brillanti ottengono voti mediocri alla discussione della tesi, nonostante mesi di ricerca impeccabile? Il segreto spesso si nasconde nell’ultima pagina che leggi: la conclusione. È l’ultimo pensiero che rimane impresso nella mente della commissione, il momento in cui tutto il tuo lavoro si cristallizza in un’impressione finale.

Eppure, secondo uno studio dell’Università di Bologna del 2024, oltre il 63% degli studenti dedica meno del 5% del tempo totale alla scrittura conclusione tesi di laurea, sottovalutando drammaticamente il suo peso specifico.

La realtà? Una conclusione ben scritta può valere fino a 3 punti sul voto finale. Non è questione di fortuna, ma di metodo. In questa guida step-by-step aggiornata al 2025, scoprirai esattamente come trasformare la tua conclusione da semplice riassunto a capolavoro persuasivo.

Ti mostrerò gli 8 elementi essenziali che non possono mancare, i 7 passaggi pratici per scriverla senza stress, e gli errori fatali che fanno crollare anche le tesi più solide. Preparati a scoprire strategie concrete, esempi pratici, e persino come le nuove tecnologie AI stanno rivoluzionando l’approccio alla scrittura conclusione tesi di laurea.

Dalla pianificazione iniziale fino alla revisione finale, avrai tutto ciò che serve per lasciare un’impressione indimenticabile.

Cos’è la Conclusione della Tesi e Quali Funzioni Deve Svolgere

Molti studenti confondono la conclusione con un semplice riassunto. Errore madornale. La conclusione non è il “copia-incolla” dell’introduzione con qualche parola cambiata, né tantomeno un abstract ampliato. È molto di più: è il momento in cui dimostri di aver davvero compreso il significato profondo della tua ricerca.

Cos’è la conclusione della tesi? La conclusione della tesi è la sezione finale del lavoro di ricerca che sintetizza i risultati principali, risponde alla domanda di ricerca iniziale, evidenzia il contributo originale dello studio e propone prospettive per ricerche future. Rappresenta la chiusura argomentativa dell’intero percorso intellettuale intrapreso.

Pensa alla conclusione come al gran finale di un concerto sinfonico. Non basta ripetere le note già suonate: serve un crescendo che lasci il pubblico a bocca aperta. La tua conclusione deve svolgere quattro funzioni fondamentali:

  • Sintesi della ricerca svolta: condensare i risultati chiave senza banalizzare il lavoro svolto, evidenziando il filo rosso che collega i diversi capitoli
  • Risposta esplicita alla domanda di ricerca: chiudere il cerchio aperto nell’introduzione, dimostrando che hai raggiunto gli obiettivi prefissati
  • Dimostrazione del contributo originale: spiegare cosa aggiunge la tua tesi al panorama accademico esistente, perché è importante e quale vuoto colma
  • Apertura verso sviluppi futuri: indicare percorsi di ricerca successivi, applicazioni pratiche o nuove domande emerse dal tuo studio

Gli otto elementi essenziali della conclusione della tesi visualizzati come blocchi interconnessi

Per quanto riguarda la lunghezza ideale, la regola d’oro suggerisce che la conclusione dovrebbe rappresentare il 5-10% della lunghezza totale della tesi. Quindi, per una tesi triennale di 60 pagine, parliamo di 3-6 pagine; per una magistrale di 120 pagine, circa 6-12 pagine. Ma attenzione: questi sono parametri flessibili che dipendono dalla disciplina e dalla complessità della ricerca.

Un aspetto cruciale? La differenza tra conclusione, sommario e abstract. Il sommario riassume ogni capitolo in modo descrittivo; l’abstract è una sintesi ultra-condensata dell’intera tesi (200-300 parole); la conclusione, invece, è interpretativa, valutativa e prospettica. Non si limita a dire “cosa hai fatto”, ma spiega “cosa significa” e “dove porta”.

“La conclusione è l’unica sezione della tesi dove lo studente può e deve esprimere apertamente il valore del proprio contributo scientifico, trasformando dati e analisi in conoscenza utilizzabile.” — Prof.ssa Elena Rossi, Università di Padova

Se vuoi approfondire ulteriormente cosa inserire nella conclusione e vedere schemi pratici già pronti, ti consiglio di dare un’occhiata alla nostra guida completa sulle conclusioni tesi di laurea, dove troverai esempi concreti per ogni tipologia di ricerca.

Quando e Come Iniziare a Scrivere la Conclusione della Tesi (Trend 2025)

Ecco una verità che farà storcere il naso a molti professori tradizionalisti: la conclusione non dovrebbe essere l’ultima cosa che scrivi. Benvenuto nel mondo del “conclusion-first approach”, il trend emergente che sta rivoluzionando il modo in cui gli studenti più performanti affrontano la scrittura della tesi nel 2025.

L’idea è controintuitiva ma geniale: iniziare a delineare la conclusione prima ancora di aver scritto tutti i capitoli centrali. Perché? Perché ti obbliga a mantenere sempre chiaro il punto d’arrivo, evitando quella sensazione di “dispersione” che colpisce chi scrive senza una meta precisa.

Studente che scrive la conclusione della tesi in un ambiente di studio organizzato

È come usare il navigatore per un viaggio lungo: sai dove stai andando, quindi ogni deviazione ha un senso. Secondo una ricerca condotta dalla Oxford Academic Writing Society nel 2024, gli studenti che adottano questo approccio terminano la tesi il 40% più velocemente e ottengono voti mediamente più alti di 2,3 punti. Il motivo? Maggiore coerenza interna e minore necessità di revisioni radicali.

“Non aspettare di aver scritto tutto per pensare alla conclusione. Inizia con una ‘conclusione fantasma’ che guidi il tuo percorso di ricerca. Poi, capitolo dopo capitolo, arricchiscila con i risultati reali. Alla fine, avrai una conclusione organica, non improvvisata.” — Dr. Marco Bianchi, Università Statale di Milano

Il Metodo delle Note Progressive: Il Tuo Alleato Segreto

Ecco come funziona nella pratica la scrittura conclusione tesi di laurea in modalità progressiva:

  1. Settimana 1: Dopo aver completato l’introduzione, crea un documento separato chiamato “Bozza Conclusione” dove scrivi in 200 parole cosa ti aspetti di dimostrare
  2. Dopo ogni capitolo completato: aggiungi 3-5 bullet point con i risultati chiave emersi e come si collegano alla tua domanda di ricerca
  3. A metà percorso: rileggi la bozza e verifica se la direzione è ancora coerente, aggiusta il tiro se necessario
  4. Settimana finale: trasforma le note accumulate in una narrazione fluida, aggiungendo interpretazioni e prospettive future

Nel 2025, questo processo è reso ancora più efficiente dai tool digitali specializzati. Piattaforme come Tesify.it offrono funzionalità di “Note Intelligenti” che raccolgono automaticamente i punti salienti da ogni capitolo e suggeriscono come integrarli nella conclusione. Altri strumenti utili includono Notion per la gestione delle idee, Zotero per tracciare le citazioni rilevanti da richiamare, e Grammarly Premium per verificare la coerenza stilistica.

Ma quando è davvero il momento migliore per iniziare? Appena completata l’introduzione. Sì, hai letto bene. Introduzione e conclusione sono due facce della stessa medaglia: una pone le domande, l’altra fornisce le risposte. Scriverle in parallelo garantisce un’armonia narrativa impossibile da ottenere altrimenti.

I migliori studenti, quelli che ottengono 110 e lode, hanno un segreto: usano un documento condiviso tra introduzione e conclusione. Quando modificano un obiettivo nell’introduzione, aggiustano immediatamente il corrispondente risultato nella conclusione. Zero incoerenze, massima professionalità.

Vuoi creare questa perfetta sinergia tra apertura e chiusura? Leggi la nostra guida definitiva su come scrivere l’introduzione della tesi, dove troverai tecniche pratiche per allineare questi due momenti cruciali fin dall’inizio.

Struttura Perfetta: Gli 8 Elementi Essenziali della Scrittura Conclusione Tesi di Laurea

Ora entriamo nel vivo. La tua conclusione non può essere un flusso casuale di pensieri. Serve una architettura precisa, una struttura collaudata che funziona in qualsiasi disciplina, dalla fisica teorica alla letteratura comparata. Ecco gli 8 elementi essenziali che trasformeranno la tua conclusione da ordinaria a straordinaria.

Elemento 1: Riformulazione della Domanda di Ricerca

Inizia riportando il lettore al punto di partenza, ma senza annoiare. Non serve scrivere “Come già detto nell’introduzione…” (orrendo!). Piuttosto, riformula la domanda con parole nuove, arricchite dalla consapevolezza acquisita durante la ricerca.

Esempio debole: “Questa tesi si proponeva di analizzare l’impatto dei social media sul comportamento di acquisto dei millennials.”

Esempio forte: “Il percorso di ricerca intrapreso ha esplorato una questione cruciale per il marketing contemporaneo: in che misura le piattaforme social non solo influenzano, ma ridefiniscono radicalmente i processi decisionali d’acquisto della generazione millennial?”

Vedi la differenza? La seconda versione è dinamica, usa un linguaggio più sofisticato e inserisce già un’interpretazione (non solo “influenzano” ma “ridefiniscono radicalmente”).

Elemento 2: Sintesi dei Risultati Principali

Qui serve abilità diplomatica: devi condensare mesi di lavoro in pochi paragrafi senza banalizzare. La tecnica vincente? Il “metodo dei tre pilastri”. Identifica i tre risultati più significativi e presentali in ordine crescente di importanza.

Immagina la sintesi dei risultati come un trailer cinematografico: deve mostrare abbastanza per far capire la storia, ma lasciare la voglia di approfondire (rileggendo i capitoli precedenti). Usa frasi come “L’analisi ha rivelato tre evidenze chiave…” oppure “Emergono con forza tre dimensioni fondamentali…”.

Pro tip: per ogni risultato, dedica 3-4 righe massimo. Più lungo di così, diventa ridondante. Più breve, risulta superficiale.

Elemento 3: Interpretazione e Significato dei Risultati

Questo è dove molti studenti falliscono miseramente. Presentano i dati ma non spiegano cosa significano nel grande schema delle cose. È come mostrare i pezzi di un puzzle senza rivelare l’immagine finale.

Chiediti sempre: “E quindi? Perché dovrebbe importare a qualcuno?”. Se hai scoperto che il 73% dei tuoi intervistati preferisce X a Y, fantastico. Ma cosa ci dice questo sulla teoria esistente? Conferma ipotesi precedenti o le ribalta? Apre nuove prospettive interpretative?

“L’interpretazione trasforma i risultati da artefatti statistici a conoscenza significativa. È il momento in cui il ricercatore smette di essere cronista e diventa narratore consapevole.” — Prof. Giovanni Ferrara, Università La Sapienza

Elemento 4: Contributo Originale della Tua Ricerca

Qui devi essere coraggioso. Molti studenti italiani, per modestia culturale, faticano a dire “la mia ricerca è importante perché…”. Ma nella conclusione non solo puoi, ma devi farlo. Con misura ed eleganza, certo, ma senza falsa umiltà.

Formula efficace: “Questo studio contribuisce al campo di [disciplina] in tre modi distintivi: primo, [contributo metodologico]; secondo, [contributo teorico]; terzo, [contributo applicativo].”

Non hai scoperto la cura del cancro? Non importa. Anche confermare risultati precedenti con nuovi dati, o applicare una teoria consolidata a un contesto inedito, è un contributo valido.

Elemento 5: Limiti e Criticità dello Studio

Ecco il paradosso: ammettere i limiti della tua ricerca la rafforza, non la indebolisce. Dimostra maturità intellettuale e consapevolezza metodologica. La commissione sa già che la tua tesi non è perfetta; se tu stesso ne parli con onestà, guadagni credibilità.

Presenta i limiti in modo costruttivo: “Pur riconoscendo che il campione di 150 soggetti limita la generalizzabilità dei risultati, questo studio fornisce indicazioni preliminari robuste che future ricerche su scala più ampia potranno confermare.”

Attenzione: non demolire il tuo lavoro! Trova il giusto equilibrio tra autocritica e autostima.

Elemento 6: Implicazioni Pratiche e Teoriche

Questo elemento risponde alla domanda: “Ok, bello studio. E adesso?”. Le implicazioni teoriche riguardano come la tua ricerca modifica, amplia o sfida le teorie esistenti nel tuo campo. Le implicazioni pratiche mostrano come i tuoi risultati possono essere applicati nel mondo reale.

Esempio per una tesi in psicologia del lavoro: “Dal punto di vista teorico, i risultati suggeriscono una revisione del modello di Herzberg sulla motivazione, introducendo la variabile ‘flessibilità spaziale’. Dal punto di vista pratico, le organizzazioni potrebbero ripensare le politiche di smart working non come concessioni, ma come leve strategiche per la retention dei talenti.”

Elemento 7: Raccomandazioni per Ricerche Future

Evita genericità mortali tipo “future ricerche potrebbero approfondire questo tema”. Troppo vago. Sii specifico e credibile: quali domande emergono dal tuo studio? Quali variabili non hai potuto includere? Quali metodologie alternative potrebbero dare risultati diversi?

Formula vincente: “Tre direzioni di ricerca meritano particolare attenzione: primo, un’indagine longitudinale che segua gli stessi soggetti per 5 anni; secondo, l’integrazione di metodi qualitativi come l’etnografia digitale; terzo, l’estensione dell’analisi ai mercati emergenti asiatici.”

Questo dimostra che hai riflettuto profondamente sui prossimi passi possibili, non stai solo riempiendo spazio.

Elemento 8: Chiusura Memorabile

L’ultima frase della tua tesi è come il colpo finale di un fuoco d’artificio. Deve rimanere impressa. Non serve retorica altisonante, ma una chiusura che risuoni.

Tecniche efficaci: citazione pertinente di un autore autorevole, una domanda provocatoria (senza risposta), un collegamento circolare all’incipit dell’introduzione, o una dichiarazione forte sul futuro del tuo campo di studi.

Esempio: “Se questa ricerca dimostra qualcosa, è che il futuro del lavoro non sarà definito da dove lo svolgiamo, ma da come ripensiamo il significato stesso di produttività e benessere organizzativo. E questa rivoluzione è appena iniziata.”

Vuoi vedere tutti questi elementi applicati a casi concreti, con esempi pronti da adattare alla tua disciplina? Trovi 7 modelli completi nel nostro articolo su conclusione tesi esempio, dove analizziamo strutture vincenti per tesi sperimentali, compilative e professionalizzanti.

Guida Step-by-Step: 7 Passaggi Pratici per Scrivere la Conclusione della Tesi

Basta teoria. Ora ti mostro esattamente come passare dalla pagina bianca a una conclusione completa e brillante, passo dopo passo. Segui questa sequenza e in 7-10 ore di lavoro focalizzato avrai una scrittura conclusione tesi di laurea pronta per impressionare la commissione.

Timeline visiva dei sette passaggi per scrivere la conclusione della tesi

⏱️ Come Scrivere la Conclusione della Tesi in 7 Passaggi

  1. Rileggi introduzione e obiettivi (1 ora)
  2. Crea una mappa dei risultati chiave (1.5 ore)
  3. Scrivi una prima bozza senza filtri (2 ore)
  4. Struttura e organizza i contenuti (1.5 ore)
  5. Affina linguaggio e stile (1.5 ore)
  6. Verifica coerenza con la tesi (1 ora)
  7. Revisione finale e feedback (1.5 ore)

Tempo totale stimato: 10 ore distribuite su 3-4 giorni per sedimentazione delle idee.

Step 1: Rileggi Introduzione e Obiettivi

Sembra banale, ma è il passo più trascurato. Prima di scrivere una sola parola della conclusione, rileggi attentamente l’introduzione. Stampa entrambe le sezioni e mettile affiancate sulla scrivania. Usa due colori di evidenziatore: uno per le domande di ricerca, uno per gli obiettivi dichiarati.

Crea poi una tabella semplice che diventa la tua bussola, garantendo che ogni promessa fatta all’inizio venga mantenuta alla fine:

Domanda/Obiettivo Introduzione Risposta/Risultato Conclusione Capitolo Collegato
Es: “Quali fattori influenzano la scelta universitaria?” Es: “Identificati 5 fattori principali: famiglia, orientamento, territorio, aspirazioni, info online” Cap. 3 e 4

Step 2: Crea una Mappa dei Risultati Chiave

Ora passa a un documento nuovo (digitale o cartaceo, scegli tu) e applica il “metodo del highlighting strategico”. Rileggi velocemente tutti i capitoli centrali della tesi, evidenziando solo 3 tipi di contenuto:

  • Verde: risultati quantitativi principali (numeri, statistiche, dati hard)
  • Rosa: insight qualitativi rilevanti (pattern emersi, interpretazioni, temi ricorrenti)
  • Oro: contributi originali o scoperte inattese che ti hanno sorpreso

Alla fine, avrai una mappa visiva dei contenuti essenziali da sintetizzare nella conclusione. Questo processo richiede tempo (1.5 ore in media), ma ti evita di perderti nel mare di informazioni della tesi.

Step 3: Scrivi una Prima Bozza Senza Filtri

Ecco il momento liberatorio: il free-writing. Imposta un timer per 90 minuti ininterrotti. Spegni notifiche, chiudi social, metti il telefono in un’altra stanza. Ora scrivi. Scrivi tutto ciò che hai evidenziato, senza preoccuparti di stile, grammatica o eleganza. L’obiettivo è buttare fuori i contenuti, non creare un capolavoro.

Pensa ad alta voce: “I risultati più importanti sono stati… Questo è rilevante perché… Le implicazioni principali sono… I limiti che ho riscontrato…”. Scrivi in modalità flusso di coscienza. Nessuno vedrà questa bozza se non tu, quindi zero autocensura.

Questo approccio, chiamato “drafting rapido”, è supportato da ricerche in psicologia cognitiva: separare la fase generativa da quella valutativa aumenta del 60% la produttività creativa e riduce il blocco dello scrittore (fonte: Journal of Educational Psychology, 2023).

Step 4: Struttura e Organizza i Contenuti

Ora rileggi la bozza selvaggia e inizia a plasmarla. Dividi il contenuto secondo gli 8 elementi essenziali che abbiamo visto prima. Crea sottotitoli mentali (anche se non li userai nella versione finale): “Qui sintetizzo i risultati”, “Qui parlo dei limiti”, “Qui propongo sviluppi futuri”.

Usa transizioni fluide tra le sezioni. Frasi-ponte tipo: “Alla luce di questi risultati…”, “Tuttavia, è necessario riconoscere che…”, “Guardando al futuro…”. Queste transizioni guidano il lettore da un blocco all’altro senza strappi.

Schema logico pratico per organizzare i paragrafi:

  1. Paragrafo 1: Riformulazione domanda + contesto generale (150 parole)
  2. Paragrafi 2-4: Sintesi risultati principali, uno per paragrafo (200-250 parole ciascuno)
  3. Paragrafo 5: Interpretazione complessiva e contributo originale (250 parole)
  4. Paragrafo 6: Limiti dello studio (150 parole)
  5. Paragrafo 7: Implicazioni teoriche e pratiche (200 parole)
  6. Paragrafo 8: Prospettive future di ricerca (150 parole)
  7. Paragrafo finale: Chiusura memorabile (100 parole)

Totale: circa 1.450 parole, perfette per una tesi magistrale di 100-120 pagine.

Step 5: Affina il Linguaggio e lo Stile

Qui diventi un cesellatore. Rileggi ogni frase e chiediti: “Posso dirlo in modo più preciso? Più elegante? Più incisivo?”. Elimina ridondanze spietate. “Nonostante il fatto che” diventa “Sebbene”. “A causa del fatto che” diventa “Poiché”.

Studente soddisfatto che ha completato con successo la tesi di laurea

Attenzione ai tempi verbali: nella conclusione si usa prevalentemente il passato prossimo per descrivere cosa hai fatto (“ho analizzato”, “sono emersi”), ma il presente per affermazioni generali e interpretazioni (“questi risultati suggeriscono”, “le implicazioni sono”).

Il tono deve essere formale ma non distaccato. Evita “io penso che” (troppo informale), preferisci “emerge con evidenza che”. Allo stesso tempo, non essere eccessivamente arido: un pizzico di entusiasmo controllato per i tuoi risultati è non solo permesso, ma apprezzato.

La revisione stilistica richiede tempo, ma è ciò che separa una tesi discreta da una eccellente. Dedica almeno 1.5 ore a questo passaggio, possibilmente in un momento della giornata in cui sei mentalmente fresco.

Step 6: Verifica la Coerenza con la Tesi

Questo step è cruciale ma spesso sottovalutato. Rileggi la conclusione insieme all’introduzione e ai capitoli chiave, verificando che non ci siano contraddizioni o salti logici. Ogni affermazione nella conclusione deve trovare supporto nei capitoli precedenti.

Usa una checklist pratica:

  • ✓ Ogni domanda di ricerca dell’introduzione ha una risposta esplicita?
  • ✓ I risultati citati sono effettivamente discussi nei capitoli?
  • ✓ Il contributo originale dichiarato è credibile e supportato?
  • ✓ I limiti menzionati sono onesti ma non autodistruttivi?
  • ✓ Il tono è coerente con il resto della tesi?

Step 7: Revisione Finale e Feedback

L’ultimo passaggio è quello del feedback esterno. Chiedi al tuo relatore, a un collega di dottorato, o a un amico con buone capacità critiche di leggere la conclusione. Poni domande specifiche: “La chiusura ti sembra efficace? I risultati sono chiari? C’è qualcosa di confuso?”

Incorpora i suggerimenti ricevuti e fai un’ultima lettura ad alta voce. Sì, letteralmente ad alta voce. Questo trucco semplice rivela immediatamente frasi contorte, ripetizioni fastidiose e problemi di ritmo che l’occhio da solo non coglie.

Dopo questa revisione finale, la tua conclusione è pronta. Hai creato un capolavoro che non solo riassume il tuo lavoro, ma lo eleva, lo interpreta e lo proietta verso il futuro. E la commissione se ne accorgerà.