Chi cerca il ranking QS università italiane posizioni trova tre numeri che riassumono la situazione: 111, 132 e 133. Sono i piazzamenti mondiali di Politecnico di Milano, Sapienza Università di Roma e Alma Mater Studiorum – Università di Bologna nel QS World University Rankings 2025, l’edizione pubblicata a giugno 2024 e consultabile sul portale ufficiale QS World University Rankings.
Il dato più rilevante non è solo chi sta in testa, ma quanto sono vicini gli inseguitori: Sapienza e Bologna sono separate da una sola posizione globale, mentre il Politecnico di Milano ha guadagnato 12 posizioni rispetto all’edizione precedente. A questo si aggiungono i ranking per materia, dove l’Italia esprime un primato mondiale assoluto negli studi classici e due piazzamenti nella top 10 globale per design e architettura.
Questa analisi mette in fila soltanto dati verificati da fonti ufficiali, spiega come QS costruisce il punteggio e indica cosa significano queste posizioni per chi deve scegliere un ateneo, un corso magistrale o un dottorato.
Ranking QS università italiane posizioni: la classifica generale 2025
La classifica generale QS valuta gli atenei nel loro complesso, sommando reputazione, produttività scientifica, rapporto docenti/studenti, internazionalizzazione, esiti occupazionali e sostenibilità. Nell’edizione 2025, secondo i dati pubblicati da QS Top Universities, i tre atenei italiani più in alto sono i seguenti.
| Ateneo | Posizione mondiale QS 2025 | Profilo | Nota |
|---|---|---|---|
| Politecnico di Milano | 111º | Ateneo tecnico (ingegneria, architettura, design) | Primo in Italia, +12 posizioni sull’edizione precedente |
| Sapienza Università di Roma | 132º | Ateneo generalista | Prima tra le università generaliste italiane |
| Università di Bologna (Alma Mater Studiorum) | 133º | Ateneo generalista | Una posizione dietro la Sapienza |
Tra il primo e il secondo ateneo italiano ci sono 21 posizioni, mentre tra il secondo e il terzo ce n’è soltanto una. È una struttura a due livelli: un ateneo tecnico che corre davanti, e due grandi università generaliste appaiate. Per gli altri atenei italiani, da Padova alla Federico II fino alla Bocconi, conviene consultare direttamente la scheda di ciascuno sul portale QS, perché la posizione varia molto tra classifica generale e classifiche per materia.
Un dettaglio che spesso confonde: l’edizione si chiama 2025 ma è stata pubblicata a giugno 2024. QS data le classifiche con l’anno accademico di riferimento per chi si iscrive, non con l’anno di uscita. Quando si confrontano posizioni tra un anno e l’altro, occorre quindi allineare le edizioni e non le date di pubblicazione.

Politecnico di Milano: primo in Italia e nel top 8% mondiale
Il comunicato ufficiale dell’ateneo, pubblicato sul sito del Politecnico di Milano, sintetizza il risultato così: il Politecnico «si posiziona al 111° posto a livello mondiale… confermandosi la prima università in Italia ed entrando per la prima volta nel top 8% degli atenei mondiali di eccellenza».
Tre elementi meritano attenzione:
- Il salto di 12 posizioni: in una classifica in cui i punteggi degli atenei vicini sono molto ravvicinati, guadagnare una dozzina di posti in un anno è un segnale di miglioramento su più indicatori, non su uno solo.
- L’ingresso nel top 8%: è una soglia relativa, che dipende dal numero totale di atenei valutati. Per la prima volta il Politecnico rientra in questa fascia di eccellenza globale.
- La conferma del primato nazionale: il Politecnico resta l’ateneo italiano meglio piazzato nella classifica generale.
Perché un ateneo tecnico tende a performare bene in QS? In termini qualitativi, gli atenei politecnici hanno un legame stretto con il mondo produttivo, che si riflette nell’indicatore di reputazione presso i datori di lavoro, e operano in aree scientifiche dove la produzione di articoli citati è intensa. Non è una regola automatica, ma aiuta a capire perché la classifica generale premia certi profili di ateneo più di altri.
Sapienza e Bologna: una sola posizione di distanza
Sapienza Università di Roma al 132º posto e Università di Bologna al 133º sono, nell’edizione 2025, le università generaliste italiane più in alto nella classifica mondiale. La distanza è minima: una posizione, che in termini di punteggio corrisponde a differenze spesso trascurabili.
Entrambe condividono caratteristiche che pesano nella metodologia QS in direzioni opposte:
- Punti di forza: storia, ampiezza dell’offerta disciplinare e notorietà internazionale alimentano la reputazione accademica, l’indicatore con il peso più alto in assoluto.
- Punti di attenzione: la grande dimensione della popolazione studentesca rende più difficile ottenere valori elevati nel rapporto docenti/studenti, indicatore in cui gli atenei di massa partono strutturalmente svantaggiati.
Per chi sceglie tra Roma e Bologna, la differenza di una posizione nella classifica generale non è un criterio decisivo. Molto più informativo è guardare la posizione del singolo ambito disciplinare, la qualità del dipartimento e le prospettive occupazionali del corso, temi che approfondiamo più sotto.
In sintesi: la classifica generale dice quanto è forte un ateneo nel suo insieme; le classifiche per materia dicono dove è forte. Per la scelta di un corso, la seconda informazione conta quasi sempre di più.

Ranking per materia 2024: i primati italiani
Il QS World University Rankings by Subject valuta gli atenei disciplina per disciplina. È qui che l’Italia ottiene i risultati più netti. Secondo il ranking QS per materia, «Sapienza University of Rome maintains the top spot worldwide in Classics and Ancient History»: la Sapienza mantiene il primo posto al mondo negli Studi Classici e nella Storia Antica.
Il Politecnico di Milano, dal canto suo, riporta sul proprio sito il «7° posto al mondo in Art & Design e 7° posto in Architecture & Built Environment».
| Ateneo | Disciplina (QS by Subject 2024) | Posizione mondiale |
|---|---|---|
| Sapienza Università di Roma | Classics & Ancient History (Studi Classici e Storia Antica) | 1º |
| Politecnico di Milano | Art & Design | 7º |
| Politecnico di Milano | Architecture & Built Environment | 7º |
Questi risultati raccontano un’Italia con eccellenze di nicchia molto riconoscibili all’estero: la tradizione degli studi sull’antichità a Roma e la scuola milanese di design e architettura. Sono anche i casi in cui la posizione italiana è più stabile nel tempo, perché poggia su una reputazione disciplinare costruita nell’arco di decenni.
Per uno studente, un primo posto mondiale in una disciplina ha conseguenze concrete: biblioteche specializzate, docenti con reti internazionali consolidate, maggiori opportunità di scambio e una tesi che si inserisce in una comunità scientifica riconosciuta. Chi punta poi alla ricerca può valutare anche i percorsi descritti nella nostra analisi su posti, borse e dati MUR sul dottorato di ricerca in Italia.
Come funziona il ranking QS: indicatori e pesi
Capire le posizioni senza conoscere la metodologia è come leggere un voto senza sapere su cosa si è stati valutati. Secondo QS Top Universities, il punteggio complessivo si compone di nove indicatori con pesi fissi.
| Indicatore QS | Cosa misura | Peso |
|---|---|---|
| Academic Reputation | Reputazione dell’ateneo presso accademici di tutto il mondo | 30% |
| Citations per Faculty | Impatto della ricerca, citazioni in rapporto al corpo docente | 20% |
| Employer Reputation | Reputazione dei laureati presso i datori di lavoro | 15% |
| Faculty Student Ratio | Rapporto tra docenti e studenti | 10% |
| International Faculty | Quota di docenti internazionali | 5% |
| International Students | Quota di studenti internazionali | 5% |
| International Research Network | Ampiezza delle collaborazioni di ricerca internazionali | 5% |
| Employment Outcomes | Esiti occupazionali dei laureati | 5% |
| Sustainability | Impegno ambientale e sociale dell’ateneo | 5% |
Quanto pesa la reputazione
Sommando Academic Reputation ed Employer Reputation si arriva al 45% del punteggio totale. Quasi metà della classifica, quindi, deriva da come l’ateneo è percepito da accademici e aziende, non da misure dirette come il numero di laureati o i fondi di ricerca. È il motivo per cui atenei con un marchio storico forte tendono a mantenere posizioni stabili.
Ricerca e internazionalizzazione
Le citazioni per docente valgono il 20%: è l’indicatore che più premia la produttività scientifica misurata. I tre indicatori internazionali (docenti, studenti, reti di ricerca) valgono insieme il 15%. Per gli atenei italiani, l’attrattività verso studenti e docenti dall’estero è una leva su cui c’è margine di miglioramento, in un sistema in cui anche la mobilità interna è significativa, come mostrano i dati sulla migrazione universitaria Sud-Nord e gli studenti fuori sede.
Occupabilità e sostenibilità
Employment Outcomes e Sustainability pesano ciascuno il 5%. Sono gli indicatori più recenti e più vicini alle domande pratiche di studenti e famiglie, ma il loro peso resta contenuto rispetto alla reputazione.
Come leggere le posizioni senza fraintenderle
Un ranking globale è uno strumento utile, ma va letto con alcune cautele metodologiche.
- Posizione non è punteggio. Due atenei a una posizione di distanza, come Sapienza e Bologna, possono avere punteggi quasi identici. Una variazione di pochi posti da un anno all’altro non indica necessariamente un cambiamento reale nella qualità.
- La classifica valuta l’ateneo intero. Un grande ateneo generalista può avere dipartimenti di livello mondiale in alcune aree e risultati più modesti in altre. La media nasconde queste differenze.
- Il peso della reputazione è alto. Con il 45% legato a sondaggi reputazionali, la classifica riflette anche la notorietà internazionale, che cambia lentamente.
- Le misure italiane complementari esistono. Il sistema nazionale di valutazione della ricerca, gestito da ANVUR, offre indicatori diversi e più granulari, come quelli alla base dei Dipartimenti di Eccellenza 2023-2027 e della verifica intermedia ANVUR.
- Il rapporto docenti/studenti penalizza gli atenei di massa. Questo indicatore dipende dalla struttura dell’organico, un tema che si collega anche alla composizione del corpo docente analizzata nel nostro approfondimento sulla distribuzione di genere dei docenti nelle università italiane.
Regola pratica: usa la classifica generale per farti un’idea del posizionamento internazionale, il ranking per materia per confrontare corsi e dipartimenti, e i dati nazionali su occupazione e ricerca per la decisione finale.
Cosa significano le posizioni per studenti e laureandi
Per un diplomato o per chi deve scegliere la magistrale, il ranking QS università italiane posizioni fornisce un primo orientamento, soprattutto se si pensa a una carriera internazionale. Un ateneo noto all’estero facilita candidature a programmi di scambio, dottorati fuori dall’Italia e posizioni in aziende multinazionali, perché il nome è già riconosciuto da chi seleziona.
Tuttavia, per decidere dove iscriversi, gli esiti occupazionali del singolo corso di laurea pesano più della posizione globale dell’ateneo. In questo senso è utile incrociare le classifiche internazionali con i dati nazionali sui tassi di occupazione per facoltà a 1, 3 e 5 anni dalla laurea, che misurano direttamente quello che QS sintetizza in un indicatore da appena il 5%.
Per chi è già alla tesi, la posizione dell’ateneo e del dipartimento nei ranking per materia ha un effetto meno visibile ma reale: una tesi sviluppata in un gruppo di ricerca con reti internazionali ha più probabilità di confluire in pubblicazioni, collaborazioni o candidature a programmi competitivi come quelli descritti nella nostra guida sulla ricerca industriale Marie Curie in Italia. In questi contesti la qualità formale del lavoro, dalla bibliografia alla correttezza delle citazioni, diventa un biglietto da visita: strumenti come Tesify, la piattaforma per scrivere la tesi con l’IA, aiutano a gestire bibliografia automatica in APA, Chicago o UNI ISO 690:2010 e a verificare l’originalità del testo prima della consegna.
Un’ultima considerazione riguarda la ricerca stessa. L’indicatore Citations per Faculty, che vale il 20% del punteggio, dipende da articoli scientifici prodotti anche grazie al lavoro di dottorandi e giovani ricercatori. Le tesi di dottorato e le pubblicazioni che ne derivano contribuiscono, nel tempo, alla reputazione e alla posizione dell’ateneo. Chi imposta un progetto di ricerca serio fin dalla magistrale, magari organizzando fonti e struttura con un editor dedicato come Tesify, partecipa indirettamente anche a questo meccanismo.
Domande frequenti
Qual è la prima università italiana nel ranking QS?
Nel QS World University Rankings 2025 la prima università italiana è il Politecnico di Milano, al 111º posto mondiale. L’ateneo ha guadagnato 12 posizioni rispetto all’edizione precedente ed è entrato per la prima volta nel top 8% degli atenei mondiali.
In che posizione sono Sapienza e Bologna nel ranking QS 2025?
La Sapienza Università di Roma è al 132º posto mondiale e l’Università di Bologna al 133º. Sono le due università generaliste italiane meglio piazzate nella classifica generale e sono separate da una sola posizione.
In quale materia un’università italiana è prima al mondo secondo QS?
Nel QS World University Rankings by Subject 2024 la Sapienza Università di Roma è prima al mondo in Classics and Ancient History, cioè Studi Classici e Storia Antica. Il Politecnico di Milano è invece 7º al mondo sia in Art and Design sia in Architecture and Built Environment.
Quali criteri usa QS per stilare la classifica delle università?
QS usa nove indicatori: Academic Reputation (30%), Citations per Faculty (20%), Employer Reputation (15%), Faculty Student Ratio (10%) e, con il 5% ciascuno, International Faculty, International Students, International Research Network, Employment Outcomes e Sustainability. La reputazione complessiva vale quindi il 45% del punteggio.
Perché l’edizione QS 2025 è stata pubblicata nel 2024?
QS assegna a ogni edizione l’anno accademico di riferimento per i futuri iscritti e non l’anno di uscita. L’edizione 2025 è stata pubblicata a giugno 2024: per confrontare le posizioni nel tempo bisogna allineare le edizioni, non le date di pubblicazione.
Conviene scegliere l’università in base al ranking QS?
Il ranking QS è utile per valutare il posizionamento internazionale di un ateneo, ma non dovrebbe essere l’unico criterio. Per scegliere un corso contano di più la posizione nel ranking per materia, la qualità del dipartimento e gli esiti occupazionali del singolo corso di laurea.



