Linee guida CRUI uso IA in tesi 2026: testo commentato
La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) ha elaborato, a partire dal 2023 e con aggiornamenti nel 2024, un sistema di orientamenti sull’uso degli strumenti di intelligenza artificiale generativa nelle tesi di laurea e negli elaborati accademici. Queste linee guida CRUI IA tesi 2026 non costituiscono un atto normativo vincolante erga omnes — la CRUI non è un organo legislativo — ma rappresentano il punto di riferimento istituzionale nazionale cui si ispirano i regolamenti di ateneo e le politiche dei singoli docenti. Secondo una rilevazione CRUI del 2024, oltre il 76% degli atenei italiani ha adottato o è in fase di adozione di normative interne sull’uso dell’IA nelle attività didattiche e di ricerca. Questo articolo presenta un’analisi commentata dei principi fondamentali delle linee guida, con indicazioni operative per i laureandi e i dottorandi italiani.
Contesto normativo e istituzionale
Le linee guida CRUI sull’IA si inseriscono in un contesto normativo multilivello. A livello europeo, il Regolamento UE 2024/1689 (EU AI Act), entrato progressivamente in vigore a partire dall’agosto 2024, classifica alcuni sistemi di IA come ad “alto rischio” quando impiegati in ambito educativo per valutare le prestazioni degli studenti. Il 2 agosto 2026 segna la piena operatività delle disposizioni sulle pratiche vietate e sui sistemi ad alto rischio. A livello nazionale, il MUR ha fornito indirizzi generali attraverso circolari e ha incaricato la CRUI di elaborare orientamenti specifici per il sistema universitario. In Italia, la Legge 23 settembre 2025, n. 132 ha recepito i principi dell’EU AI Act nell’ordinamento nazionale.
La CRUI ha risposto con un documento di orientamento articolato attorno a tre principi fondamentali: trasparenza, responsabilità personale del candidato e supervisione accademica. Questi principi si affiancano — e non sostituiscono — le norme sull’integrità della ricerca già contenute nei Codici etici di ateneo e nel codice deontologico ANVUR.
I tre pilastri delle linee guida CRUI
Le linee guida CRUI si strutturano attorno a tre principi operativi che costituiscono oggi lo standard di riferimento per la valutazione dell’integrità accademica nelle tesi italiane.
1. Dichiarazione esplicita (Disclosure)
Ogni studente che abbia utilizzato strumenti di IA generativa — per qualsiasi fase della redazione dell’elaborato, dalla ricerca bibliografica alla revisione stilistica — è tenuto a dichiararlo esplicitamente. La dichiarazione deve specificare:
- Quali strumenti sono stati utilizzati (es. ChatGPT, Gemini, Copilot, Claude)
- In quale fase del lavoro sono stati impiegati
- Con quale finalità (ricerca, sintesi, traduzione, revisione grammaticale, ecc.)
- In quale misura il testo prodotto dall’IA è stato rielaborato dall’autore
2. Trasparenza metodologica (Methodological Transparency)
Non è sufficiente indicare di aver usato uno strumento IA: il candidato deve descrivere il processo. La CRUI richiede che la sezione metodologica o una nota dedicata spieghi come l’IA è stata integrata nel percorso di ricerca, con quale approccio critico e con quale livello di verifica delle informazioni prodotte automaticamente. La sola menzione “ho usato ChatGPT per la revisione linguistica” è considerata insufficiente se non accompagnata da un’indicazione del grado di intervento umano.
3. Supervisione del relatore (Supervisor Oversight)
Il relatore di tesi deve essere informato preventivamente dall’autore in merito all’intenzione di utilizzare strumenti IA e deve approvare le modalità di utilizzo. Questo non significa che il relatore debba valutare ogni singolo prompt, ma che le strategie di utilizzo dell’IA devono essere concordate e documentate nel diario di supervisione o in una comunicazione scritta (email, verbale di riunione).
“L’intelligenza artificiale può costituire un valido supporto alla ricerca, ma non può sostituire il pensiero critico, l’analisi originale e l’elaborazione personale che rappresentano il cuore di una tesi di laurea.” — Orientamenti CRUI sull’uso dell’IA nelle attività didattiche, 2024
La dichiarazione obbligatoria: cosa scrivere e dove
La dichiarazione d’uso dell’IA deve essere inserita nella tesi in una posizione chiaramente identificabile. Le pratiche adottate dagli atenei italiani nel 2025-2026 mostrano due modelli prevalenti:
| Modello | Posizione nella tesi | Contenuto tipico |
|---|---|---|
| Dichiarazione autonoma | Pagine preliminari (dopo l’abstract) | Strumenti usati, finalità, livello di rielaborazione |
| Nota a piè di pagina nelle sezioni interessate | Nelle sezioni o capitoli dove è stato utilizzato l’IA | Indicazione puntuale del contributo IA |
| Appendice metodologica | Appendice finale | Descrizione dettagliata del processo, prompt utilizzati |
| Modulo standardizzato d’ateneo | Allegato obbligatorio alla tesi | Formulario predefinito dalla segreteria o dal regolamento |
Alcuni atenei — tra cui il Politecnico di Milano, l’Università di Bologna e la Sapienza — hanno adottato moduli standardizzati da allegare obbligatoriamente all’elaborato al momento del caricamento sul sistema informatico di tesi. È fondamentale verificare il regolamento del proprio ateneo, poiché i requisiti formali variano.
Il ruolo del relatore nel controllo dell’uso IA
Le linee guida CRUI attribuiscono al relatore un ruolo attivo nel ciclo di supervisione dell’uso dell’IA. Questo rappresenta un cambio di paradigma significativo rispetto alla tradizione accademica italiana, dove il relatore valutava il prodotto finale senza intervenire sistematicamente sul processo di scrittura.
Nella nuova impostazione, il relatore è chiamato a:
- Definire, all’inizio del percorso di tesi, quali usi dell’IA sono accettabili per il tipo di elaborato richiesto
- Richiedere allo studente una comunicazione anticipata (idealmente scritta) sull’intenzione di ricorrere a strumenti IA
- Valutare la dichiarazione IA presentata dallo studente come parte integrante della valutazione metodologica
- Segnalare alla commissione di laurea eventuali incongruenze tra il dichiarato e il contenuto dell’elaborato
La responsabilità finale rimane in capo allo studente, ma il relatore non può più considerarsi estraneo alle pratiche di redazione. Questo aspetto è particolarmente rilevante nei casi di potenziale valutazione accademica che incide sulla futura carriera del ricercatore.
Usi dell’IA consentiti e usi vietati
Le linee guida CRUI non vietano tout court l’uso dell’IA, ma distinguono tra impieghi compatibili con l’integrità accademica e impieghi che configurano una violazione.
Usi generalmente consentiti (con dichiarazione)
- Ricerca bibliografica assistita (es. uso di strumenti come Elicit, Research Rabbit, Semantic Scholar)
- Sintesi di letteratura scientifica verificata dall’autore
- Correzione grammaticale e stilistica del testo originale dell’autore
- Traduzione di citazioni da lingue straniere (con indicazione)
- Generazione di bozze di codice per analisi dati (in tesi con componente empirica)
- Supporto alla strutturazione dell’indice e del piano di lavoro
Usi generalmente vietati o da dichiarare con estrema precisione
- Generazione di interi capitoli o sezioni presentati come produzione intellettuale propria
- Produzione di argomentazioni analitiche non rielaborate criticamente
- Creazione di dati, esempi o case study fittizi non verificati
- Presentazione di testo generato da IA come citazione di fonte accademica reale (“allucinazioni”)
- Uso di IA per rispondere a domande della commissione durante la seduta di laurea
Violazioni e sanzioni: cosa rischia lo studente
Le sanzioni per la violazione delle linee guida sull’uso dell’IA nelle tesi variano significativamente tra atenei, perché i regolamenti disciplinari sono di competenza di ciascuna istituzione. Non esiste ancora una norma di legge nazionale specifica per le violazioni IA nelle tesi. Tuttavia, le sanzioni possibili si inquadrano nelle disposizioni sui reati accademici già esistenti e nei regolamenti disciplinari degli studenti.
Le conseguenze più frequentemente previste nei regolamenti aggiornati includono: la bocciatura alla seduta di laurea con obbligo di rifacimento dell’elaborato; la riduzione del voto finale; in casi gravi (uso massiccio non dichiarato assimilabile al plagio), la segnalazione alle autorità accademiche competenti. I casi di plagio da IA si intrecciano con le questioni di plagio involontario nei casi in cui lo studente non fosse consapevole dei confini normativi: le conseguenze del plagio involontario da IA in tesi meritano una valutazione separata delle responsabilità, soprattutto quando il testo generato è stato rielaborato senza che fosse evidente la sua origine artificiale.
Le decisioni del Garante Privacy su IA accademica — analizzate nell’articolo dedicato alle decisioni Garante Privacy su IA accademica — aggiungono un ulteriore strato di complessità, poiché il trattamento dei dati degli studenti da parte degli strumenti IA impiegati dall’ateneo può configurare violazioni del GDPR indipendentemente dalla condotta dello studente.
La cornice EU AI Act e il recepimento italiano

Il Regolamento UE 2024/1689 (EU AI Act) classifica i sistemi di IA usati per valutare le prestazioni degli studenti come sistemi “ad alto rischio” (Allegato III, punto 3). Questo significa che le università — in quanto deployer di tali sistemi — sono soggette a obblighi di trasparenza, valutazione del rischio e registrazione nel database europeo dei sistemi IA ad alto rischio.
La piena operatività di queste disposizioni dal 2 agosto 2026 impone agli atenei italiani di:
- Effettuare una valutazione d’impatto sui diritti fondamentali prima di adottare sistemi IA per la valutazione degli studenti
- Informare gli studenti quando vengono utilizzati sistemi IA nei processi valutativi che li riguardano
- Garantire la supervisione umana delle decisioni prese con supporto IA
- Conservare i log per almeno 10 anni ai fini di audit
Il confronto europeo è illuminante: il modello spagnolo con la plantilla di dichiarazione d’uso dell’IA per le tesi spagnole offre un template operativo già adottato in Spagna. In Portogallo, il template di dichiarazione IA, etica e RGPD per le università portoghesi ha seguito una tempistica leggermente diversa ma converge sugli stessi principi. In Francia, la domanda fondamentale su se si possa usare l’IA per scrivere un memoire universitario ha generato un dibattito molto simile a quello italiano.
Confronto con le linee guida di altri sistemi europei
Il confronto tra i sistemi europei evidenzia convergenze e differenze nel trattamento dell’IA nelle tesi accademiche. Tutti i sistemi condividono i principi di trasparenza e responsabilità personale del candidato; le differenze riguardano principalmente il livello di formalizzazione normativa e le sanzioni previste.
| Paese | Documento di riferimento | Dichiarazione obbligatoria | Sanzioni esplicite |
|---|---|---|---|
| Italia | Linee guida CRUI 2024 | Sì (raccomandata) | Affidate ai regolamenti di ateneo |
| Spagna | Orientamenti CRUE 2024 | Sì (modello standardizzato) | Affidate ai regolamenti di ateneo |
| Francia | Charte intégrité HCERES 2024 | Sì | Previste nel codice disciplinare universitario |
| Germania | HRK-Empfehlung 2023 | Sì | Assimilate al plagio in molti Land |
| UK | QAA Guidance 2023 | Sì (istituto per istituto) | Academic misconduct (espulsione possibile) |
Riferimenti normativi e fonti
- CRUI — Orientamenti sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle attività didattiche e di ricerca — crui.it
- Regolamento UE 2024/1689 (EU AI Act) — eur-lex.europa.eu
- Legge 23 settembre 2025, n. 132 — recepimento principi EU AI Act in Italia — normattiva.it
- MUR — indirizzi generali sull’IA nell’università — mur.gov.it
- Garante per la protezione dei dati personali — provvedimenti in materia di IA — garanteprivacy.it
- ANVUR — Codice di comportamento e integrità della ricerca — anvur.it
- ENAI (European Network for Academic Integrity) — linee guida europee sull’integrità accademica nell’era dell’IA — academicintegrity.eu
Domande frequenti
Le linee guida CRUI sull’IA sono obbligatorie per tutti gli atenei italiani?
Le linee guida CRUI sono orientamenti istituzionali, non norme di legge vincolanti. Tuttavia, la loro adozione è generalizzata: secondo una rilevazione del 2024, oltre il 76% degli atenei italiani ha adottato o sta adottando regolamenti interni ispirati a questi principi. È essenziale verificare il regolamento specifico del proprio ateneo, che può essere più restrittivo o più permissivo degli orientamenti CRUI.
Posso usare ChatGPT per la revisione grammaticale della mia tesi?
In linea generale sì, ma con dichiarazione obbligatoria. L’uso di strumenti IA per la revisione linguistica è generalmente considerato ammissibile, purché lo studente dichiari esplicitamente lo strumento usato e l’ambito di utilizzo (es. “revisione grammaticale del capitolo 3 con ChatGPT-4”). Il contenuto intellettuale dell’elaborato deve rimanere produzione originale dell’autore.
Cosa succede se non dichiaro l’uso dell’IA nella mia tesi?
Il mancato rispetto dell’obbligo di dichiarazione costituisce una violazione delle norme sull’integrità accademica del proprio ateneo. Le conseguenze possono variare da una riduzione del voto, alla bocciatura con obbligo di rifacimento, fino a sanzioni disciplinari gravi nei casi di uso massiccio e non dichiarato assimilabile al plagio. Le commissioni di laurea e i sistemi di rilevazione antiplagio sono sempre più attrezzati per identificare testi a elevata probabilità di origine artificiale.
Come si scrive una dichiarazione d’uso dell’IA conforme alle linee guida CRUI?
Una dichiarazione conforme deve indicare: (1) gli strumenti IA utilizzati con nome e versione; (2) le fasi del lavoro in cui sono stati impiegati; (3) la finalità specifica dell’utilizzo; (4) il livello di rielaborazione umana del testo o dei contenuti prodotti dall’IA. Molti atenei mettono a disposizione moduli precompilati; in assenza, è sufficiente un paragrafo nelle note preliminari o nell’appendice metodologica.
Il relatore può rifiutarsi di seguire la mia tesi se voglio usare l’IA?
Sì, il relatore ha piena discrezionalità nel definire le condizioni di supervisione. Le linee guida CRUI prevedono che l’uso dell’IA debba essere concordato preventivamente con il relatore. Se il relatore impone restrizioni più severe rispetto al regolamento di ateneo, lo studente deve conformarsi a queste indicazioni o, in caso di disaccordo motivato, rivolgersi al coordinatore del corso di studio.
L’EU AI Act cambia qualcosa per gli studenti che usano IA nella tesi?
L’EU AI Act impone obblighi principalmente agli atenei (deployer di sistemi IA ad alto rischio), non direttamente agli studenti. Tuttavia, dal 2 agosto 2026, le università che utilizzano sistemi IA per valutare le performance degli studenti devono informarli esplicitamente e garantire la supervisione umana. Questo rafforza indirettamente i diritti degli studenti nei confronti dei sistemi di valutazione automatizzata.



