Perché l’Introduzione della Tesi di Economia Può Fare la Differenza
Immagina questo scenario: il tuo relatore apre la tua tesi di laurea in Economia. I primi 30 secondi determineranno l’impressione che avrà dell’intero lavoro. È in quel momento che l’introduzione diventa il tuo biglietto da visita accademico, quello che può trasformare mesi di ricerca in un lavoro memorabile o lasciarlo affogare nella massa di tesi generiche.
Eppure, migliaia di studenti ogni anno commettono lo stesso errore: sottovalutano l’introduzione. La scrivono di fretta, la riempiono di frasi fatte o, peggio ancora, la rendono così generica che potrebbe adattarsi a qualsiasi tesi di Economia degli ultimi dieci anni. Il risultato? Un’occasione persa di catturare l’attenzione e dimostrare il valore reale della propria ricerca.
💡 La promessa di questo articolo: Non ti darò solo teoria astratta. Troverai un template pratico, esempi concreti e una checklist operativa per scrivere un’introduzione di tesi in Economia che funziona davvero nel 2025.
In questa guida scoprirai esempi pratici di introduzioni accademiche per tesi universitarie in ambito economico, dai quali potrai trarre ispirazione diretta. Non importa se stai lavorando a una tesi in Economia Aziendale, Finanza, Marketing o Economia Politica: avrai strumenti concreti per strutturare un’apertura che comunichi chiarezza, rigore e rilevanza.

I benefici? Una struttura chiara che guida il lettore senza confusione, tempi di scrittura ridotti grazie a un metodo collaudato, e soprattutto un impatto maggiore su chi valuterà il tuo lavoro. Perché un’introduzione efficace non è solo una formalità: è la dimostrazione che sai dove stai andando e perché vale la pena seguirti.
Cosa Rende Efficace un’Introduzione di Tesi in Economia
Gli Elementi Fondamentali
Prima di tuffarci nel template operativo, dobbiamo capire cosa rende un’introduzione davvero efficace in ambito economico. Non si tratta di scrivere belle frasi, ma di costruire un’architettura logica che risponda alle aspettative accademiche precise.
Ogni introduzione di qualità contiene cinque pilastri fondamentali:
- Contesto della ricerca: Qui stabilisci la rilevanza del tema economico che hai scelto. Non basta dire “l’economia digitale è importante”. Devi dimostrare perché è importante ora, supportando con dati, trend o eventi recenti che giustificano la tua scelta.
- Domanda di ricerca o problema economico: Il cuore pulsante della tua tesi. Qual è il vuoto nella letteratura che intendi colmare? Quale problema pratico o teorico stai affrontando? Secondo la metodologia di ricerca accademica, una domanda ben formulata è specifica, misurabile e rilevante.
- Obiettivi specifici: Cosa ti proponi esattamente di raggiungere? Gli obiettivi trasformano la domanda di ricerca in traguardi concreti che guideranno ogni capitolo successivo.
- Metodologia utilizzata: Non serve un’analisi approfondita (quella arriverà nel capitolo dedicato), ma un accenno che chiarisca se hai scelto un approccio quantitativo, qualitativo o misto, e perché.
- Struttura dei capitoli: La roadmap che permette al lettore di orientarsi. Ogni capitolo deve avere un ruolo preciso nella progressione logica della tua argomentazione.

“Un’introduzione efficace funziona come la mappa di un viaggio: deve mostrare dove parti, dove vuoi arrivare e quale percorso seguirai. Senza mappa, il lettore si perde.”
Se vuoi evitare gli errori più comuni che affliggono le introduzioni delle tesi italiane, ti consiglio di leggere la nostra guida pratica su struttura e errori comuni, dove analizziamo in dettaglio le trappole in cui cadono anche gli studenti più brillanti.
Quanto Deve Essere Lunga l’Introduzione?
Ecco una delle domande che genera più ansia tra gli studenti: quante pagine devo scrivere? La risposta è più scientifica di quanto pensi: esiste una regola consolidata nel mondo accademico che stabilisce la proporzione ideale.
📏 Regola dell’8-10%: L’introduzione di una tesi di Economia dovrebbe occupare l’8-10% della lunghezza totale, circa 4-5 pagine per una triennale e 8-12 per una magistrale.
Facciamo due esempi concreti per renderlo pratico:
- Tesi triennale (40-50 pagine totali): La tua introduzione dovrebbe essere di circa 4-5 pagine. Questo ti dà spazio sufficiente per contestualizzare il tema, presentare gli obiettivi e descrivere la struttura senza diventare ridondante.
- Tesi magistrale (80-120 pagine totali): Qui hai più respiro: 8-12 pagine ti permettono di approfondire il contesto teorico, giustificare con maggior dettaglio la metodologia e articolare obiettivi più complessi.
Ma c’è un altro livello di precisione: come distribuire queste pagine tra le diverse sezioni dell’introduzione? Secondo le linee guida accademiche più recenti, una proporzione equilibrata potrebbe essere:
| Sezione | Proporzione | Esempio (5 pagine) |
|---|---|---|
| Contestualizzazione | 25-30% | 1-1.5 pagine |
| Gap di ricerca | 15-20% | 0.75-1 pagina |
| Obiettivi | 20-25% | 1-1.25 pagine |
| Metodologia | 15-20% | 0.75-1 pagina |
| Struttura capitoli | 15-20% | 0.75-1 pagina |
Per un approfondimento completo su questo aspetto critico, consulta il nostro articolo dedicato a lunghezza e proporzioni corrette dell’introduzione, dove troverai anche calcolatori pratici e esempi specifici per diverse discipline economiche.
Come Sono Cambiate le Introduzioni nel 2025
Nuove Aspettative Accademiche
Il panorama accademico non è statico, e il 2025 ha portato cambiamenti significativi nelle aspettative per le tesi di Economia. Se stai scrivendo la tua introduzione quest’anno, devi essere consapevole di queste nuove priorità che stanno ridefinendo ciò che i relatori cercano.
1. Focus sulla rilevanza pratica: Non basta più condurre un’analisi teorica elegante. Le commissioni vogliono vedere il ponte tra teoria e applicazione. La tua introduzione deve chiarire subito quale impatto reale può avere la tua ricerca: aiuterà le imprese a prendere decisioni migliori? Offre strumenti per policy maker? Illumina un fenomeno emergente che impatta il mercato del lavoro?
2. Attenzione a temi contemporanei prioritari: Nel 2025, tre macro-aree dominano l’attenzione accademica in Economia:
- Sostenibilità e criteri ESG: L’economia sostenibile non è più una nicchia. Dalla finanza verde agli investimenti responsabili, passando per l’economia circolare, questi temi stanno ridefinendo i paradigmi tradizionali.
- Digitalizzazione e AI: L’intelligenza artificiale applicata alla finanza, il fintech, l’e-commerce e la trasformazione digitale delle aziende tradizionali sono al centro della ricerca contemporanea.
- Analisi quantitativa dei dati: Mai come oggi l’Economia si intreccia con la data science. Le tesi che integrano analisi statistiche rigorose, machine learning o big data analysis hanno un vantaggio competitivo.
3. Linguaggio accessibile senza perdere rigore: C’è una tendenza crescente verso uno stile di scrittura che mantiene la precisione scientifica ma rinuncia al gergo inutile. La tua introduzione deve essere comprensibile anche a un lettore colto non specialista, senza diventare banale. Pensa a come gli economisti più influenti comunicano oggi: precisi, ma chiari.
4. Interdisciplinarità come valore: Le tesi più apprezzate nel 2025 sono quelle che osano uscire dai confini tradizionali. Finanza comportamentale, economia ambientale, neuroeconomia, economia della salute: l’integrazione di prospettive diverse è diventata un punto di forza, non una debolezza.
Errori Comuni da Evitare
Se conoscere le best practice è importante, riconoscere le trappole è essenziale. Ecco gli errori che continuano a sabotare le introduzioni di tesi in Economia, anche quest’anno:
❌ Errore #1: L’introduzione “fotocopia”
Frasi come “Negli ultimi anni l’economia globale ha attraversato profonde trasformazioni” potrebbero applicarsi a qualsiasi anno dal 1950 a oggi. Sono generiche, prive di mordente e non dicono nulla di specifico sul tuo tema. Sostituiscile con dati concreti, riferimenti temporali precisi e fenomeni specifici.
Errore #2: Obiettivi vaghi o assenti: “Questo studio si propone di analizzare il settore bancario” non è un obiettivo, è un desiderio nebuloso. Gli obiettivi devono essere specifici, misurabili e direttamente collegati alla tua domanda di ricerca. Se non puoi verificare se li hai raggiunti, non sono obiettivi.
Errore #3: Nessuna giustificazione del tema: Perché proprio questo argomento? Perché adesso? Se non chiarisci la rilevanza del tema economico che hai scelto, il lettore si chiederà se vale la pena continuare a leggere. La giustificazione non è un orpello: è la ragion d’essere della tua tesi.
Errore #4: Promesse eccessive: “Questa tesi rivoluzionerà la comprensione della macroeconomia” è un esempio di ambizione che supera la realtà. Sii onesto sui limiti della tua ricerca. Un contributo circoscritto ma solido vale infinitamente di più di una promessa grandiosa non mantenuta.
Errore #5: Tono inadeguato: O troppo colloquiale (“Oggi giorno le aziende devono stare attente…”) o eccessivamente burocratico (“Si evince dalla disamina della letteratura pertinente che…”). Trova un equilibrio: professionale, diretto, chiaro.
Template Step-by-Step per l’Introduzione 2025
Ora passiamo alla parte più operativa: il metodo concreto per costruire la tua introduzione passo dopo passo. Questo template è pensato per essere flessibile ma strutturato, adattabile a diverse specializzazioni economiche mantenendo una logica solida.
STEP 1 – Apertura: Contestualizzazione del Tema (15-20%)
Il primo paragrafo è la tua prima impressione. Deve agganciare il lettore mostrando che il tuo tema è rilevante, attuale e merita attenzione accademica.
Template pratico:
“Negli ultimi [periodo specifico], [fenomeno economico preciso] ha assunto crescente rilevanza nel panorama [settore/contesto]. Secondo [fonte autorevole], [dato statistico o trend], evidenziando [implicazione economica]. Questo scenario pone nuove sfide per [attori economici coinvolti] e richiede un’analisi approfondita di [aspetto specifico che tratterai].”
Esempio pratico – Tesi su “Impatto della digitalizzazione sul settore bancario italiano”:
“Negli ultimi cinque anni, la digitalizzazione ha rivoluzionato il settore bancario italiano con un’accelerazione senza precedenti. Secondo il rapporto ABI 2024, il 78% delle operazioni bancarie viene ora effettuato tramite canali digitali, rispetto al 42% del 2019. Questo cambiamento radicale ha ridefinito il modello di business delle banche tradizionali, costringendole a confrontarsi con competitor fintech agili e tecnologicamente avanzati. La presente tesi analizza come questa trasformazione digitale stia modificando le strategie competitive degli istituti bancari italiani, con particolare focus sulle banche medie che rappresentano il 35% del mercato nazionale.”
Elementi chiave da includere:
- Riferimento temporale preciso (non “negli ultimi anni”, ma “negli ultimi cinque anni”)
- Dati statistici credibili da fonti autorevoli
- Collegamento tra lo scenario macro e il focus specifico della tua tesi
- Indicazione chiara di quale aspetto analizzerai
STEP 2 – Gap di Ricerca: Identificare il Problema (10-15%)
Qui dimostri che la tua tesi non è una ripetizione dell’esistente, ma colma un vuoto specifico nella letteratura economica. È il momento di mostrare che conosci lo stato dell’arte e hai identificato un’area inesplorata o controversa.

Template base:
“Nonostante l’abbondanza di studi su [tema generale], la letteratura esistente presenta un gap significativo per quanto riguarda [aspetto specifico]. Mentre ricerche precedenti come [autore, anno] hanno esaminato [cosa hanno fatto], rimane poco esplorato [il tuo focus]. In particolare, [problema o domanda specifica] non ha ancora ricevuto un’attenzione empirica/teorica adeguata.”
Come individuare il gap nella ricerca economica? Ecco alcuni approcci collaudati:
- Gap geografico: Un fenomeno studiato in altri paesi ma non nel contesto italiano o europeo
- Gap temporale: Ricerche datate che non considerano sviluppi recenti (nuove tecnologie, crisi economiche, riforme legislative)
- Gap metodologico: Un tema analizzato solo qualitativamente che meriterebbe un’analisi quantitativa (o viceversa)
- Gap teorico: L’applicazione di un framework teorico nuovo a un problema esistente
- Gap di scala: Fenomeni studiati solo a livello macro che meritano analisi micro (o viceversa)
Esempi di gap comuni in diverse aree dell’Economia:
- Finanza: “Mentre l’impatto dei tassi di interesse sul mercato azionario è ampiamente documentato, gli effetti sulla propensione al risparmio delle famiglie italiane di classe media rimangono poco esplorati.”
- Marketing: “La letteratura sul consumer behavior si è concentrata prevalentemente sulle grandi metropoli, trascurando le dinamiche di consumo nei centri urbani di medie dimensioni.”
- Economia Aziendale: “Sebbene esistano numerosi studi sull’innovazione nelle grandi corporation, manca un’analisi sistematica delle strategie innovative nelle PMI familiari del Nord-Est italiano.”
Formulare la domanda di ricerca principale dovrebbe essere naturale a questo punto: “Questo studio si propone di rispondere alla seguente domanda: [domanda specifica e misurabile]?”
STEP 3 – Obiettivi e Contributo della Ricerca (20-25%)
Identificato il gap, ora devi chiarire cosa farai esattamente per colmarlo. Gli obiettivi trasformano il problema in un piano d’azione concreto.
Template SMART per obiettivi di tesi economica:
Obiettivo Generale:
“L’obiettivo principale di questa tesi è [verbo d’azione: analizzare/valutare/investigare/determinare] [cosa specificamente] al fine di [contributo atteso].”
Obiettivi Specifici:
- [Obiettivo misurabile 1 – spesso legato al framework teorico]
- [Obiettivo misurabile 2 – spesso legato alla raccolta/analisi dati]
- [Obiettivo misurabile 3 – spesso legato alle implicazioni pratiche]
La distinzione tra obiettivo generale e specifici è cruciale:
- Obiettivo generale: È il “perché” complessivo della tua tesi, la meta finale
- Obiettivi specifici: Sono i “come” operativi, i passi intermedi che ti portano alla meta
Come articolare il contributo teorico e/o pratico:
Ogni tesi di qualità offre un contributo che può essere teorico, pratico o entrambi. Chiarisci esplicitamente quale valore aggiunge la tua ricerca:
- Contributo teorico: “Questo studio contribuisce alla letteratura su [campo] integrando [teoria X] con [teoria Y], offrendo un framework concettuale più completo per comprendere [fenomeno].”
- Contributo pratico: “I risultati di questa ricerca forniscono indicazioni operative per [manager/policy maker/investitori] che devono [decisione/azione specifica].”
- Contributo metodologico: “Metodologicamente, questa tesi introduce l’uso di [tecnica/strumento] nel contesto di [settore], aprendo nuove possibilità di analisi.”
Esempi pratici di introduzioni accademiche per tesi universitarie in diverse specializzazioni:
📚 Economia Aziendale:
“L’obiettivo principale è valutare l’efficacia delle strategie di internazionalizzazione nelle PMI italiane del settore manifatturiero. Specificamente, la ricerca intende: (1) identificare i modelli di internazionalizzazione più comuni; (2) analizzare la relazione tra scelta del modello e performance finanziaria; (3) fornire raccomandazioni evidence-based per imprenditori che pianificano espansioni internazionali.”
💰 Finanza:
“Questa tesi si propone di determinare l’impatto dei criteri ESG sulla performance degli investimenti azionari nel mercato italiano (2020-2024). Gli obiettivi specifici includono: (1) costruire un portafoglio ESG-compliant e uno tradizionale comparabili; (2) misurare la differenza di rendimento risk-adjusted; (3) testare la robustezza dei risultati attraverso scenari di stress.”
📊 Marketing:
“L’obiettivo è investigare i fattori che influenzano l’intenzione d’acquisto di prodotti sostenibili tra i consumatori italiani della Generazione Z. Specificamente: (1) costruire un modello concettuale basato sulla Theory of Planned Behavior; (2) testare empiricamente il modello attraverso un’indagine quantitativa; (3) identificare leve di marketing efficaci per promuovere consumi sostenibili.”



