, ,

Quanto Guadagna un Dottorando in Italia 2026: Importo Netto della Borsa e Adeguamento MUR

5 min di lettura

Quanto Guadagna un Dottorando in Italia 2026: Importo Netto della Borsa e Adeguamento MUR

Chi valuta di intraprendere un dottorato di ricerca in Italia si scontra quasi subito con una domanda concreta: quanto si porta a casa ogni mese? La risposta non è banale. L’importo della borsa di dottorato è espresso al lordo degli oneri previdenziali a carico del percipiente, viene trattenuta la quota INPS Gestione Separata ma non l’IRPEF, e molti atenei pagano cifre significativamente superiori al minimo fissato per decreto ministeriale. Senza una guida ai numeri, calcolare il netto reale richiede di destreggiarsi tra normative MUR, circolari INPS e regolamenti universitari.

L’importo minimo legale vigente nel 2026 — stabilito dal Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca n. 247 del 23 febbraio 2022 — è di € 16.243 lordi all’anno. Applicando la ritenuta INPS a carico del dottorando (circa 11,68%, pari a un terzo dell’aliquota totale del 35,03% fissata dalla Circolare INPS n. 8/2026), si ottiene un netto mensile di circa € 1.196. La borsa è completamente esente da IRPEF per disposizione di legge (art. 4, L. 210/1998), il che la rende più conveniente rispetto a un contratto da dipendente con lo stesso importo lordo. Nel 2026, tuttavia, diversi atenei hanno già alzato questo importo: la Statale di Milano ha portato la borsa a € 18.400 lordi per il XLII ciclo, e l’Università di Pavia ha fissato € 21.660 per i dottorati standard del 2026-27.

Questa pagina raccoglie tutti i dati verificati, con le fonti normative precise, per rispondere alla domanda con numeri reali e non stime generiche.

Risposta rapida — Importo borsa dottorato 2026 netto mensile

  • Importo minimo di legge (D.M. MUR 247/2022): € 16.243 lordi/anno → ~€ 1.196 netti/mese
  • Media degli atenei nel 2026: tra € 17.000 e € 21.660 lordi/anno → ~€ 1.250–€ 1.594 netti/mese
  • Durante ricerca all’estero (+50%): sul minimo MUR → ~€ 1.793 netti/mese
  • IRPEF: zero (esenzione art. 4, L. 210/1998)
  • INPS Gestione Separata: aliquota totale 35,03%; a carico del dottorando ~11,68% (Circolare INPS n. 8/2026)

Il quadro normativo: D.M. MUR 247/2022 e i cicli XLI–XLII

La borsa di dottorato di ricerca in Italia è regolata principalmente dalla Legge 3 luglio 1998, n. 210 e dai successivi decreti ministeriali di attuazione. L’importo minimo è fissato per decreto dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e può essere aggiornato periodicamente.

Il decreto più recente che ha modificato il minimo nazionale è il D.M. n. 247 del 23 febbraio 2022, entrato in vigore il 1° luglio 2022. Il decreto ha portato il minimo da € 15.343,28 (importo precedente) a € 16.243,00 lordi annui, al lordo degli oneri previdenziali a carico del percipiente. Il medesimo decreto ha confermato la maggiorazione del 50% per i periodi di ricerca all’estero (fino a 12 mesi, estendibili a 18 per le co-tutele internazionali).

Il decreto si applica a tutti i dottorati finanziati da fondi MUR ordinari. I dottorati PNRR (Missione 4, Componente 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e quelli con co-finanziamento industriale possono prevedere importi diversi, stabiliti dai rispettivi bandi: per i dottorati innovativi con le imprese, il finanziamento unitario a carico del MUR per l’intero triennio era fissato a € 70.000 per posizione (D.M. 629/2024 e D.M. 630/2024 per il XL ciclo). Consulta il dettaglio sui numeri complessivi nell’articolo dedicato: Dottorati di ricerca 2026 in Italia: borse PNRR e dati MUR.

Nel 2026 sono attivi principalmente due cicli:

  • XLI ciclo (immatricolati a.a. 2025-2026): il bando è stato pubblicato nel 2025 per l’avvio nell’autunno 2025.
  • XLII ciclo (immatricolati a.a. 2026-2027): bandi in uscita tra primavera ed estate 2026, con decorrenza autunno 2026.

Importo lordo della borsa nel 2026: minimo e variazioni per ateneo

L’importo minimo fissato per decreto è una soglia di garanzia, non un valore uniforme. Gli atenei possono — e molti lo fanno — fissare importi superiori attingendo a fondi propri, finanziamenti regionali o europei.

Importo lordo annuo borsa dottorato 2026: confronto selezionato
Ateneo / Tipologia Importo lordo annuo Ciclo / Anno Fonte
Minimo nazionale (D.M. MUR 247/2022) € 16.243 Dal 1° luglio 2022 D.M. MUR n. 247/2022
Università degli Studi di Milano (Statale) € 18.400 XLII ciclo (da 2026) ANSA / Statale Informa, maggio 2026
Università di Pavia — standard € 21.660,53 XLII ciclo 2026-27 phd.unipv.it (luglio 2026)
Università di Pavia — interesse nazionale € 23.284,83 XLII ciclo 2026-27 phd.unipv.it (luglio 2026)

Il divario tra il minimo di legge (€ 16.243) e gli importi offerti dagli atenei più generosi è quindi considerevole: Pavia paga il 33% in più del minimo per i dottorati standard, e quasi il 43% in più per i programmi di interesse nazionale. Questo crea una disparità significativa tra i dottorandi italiani, a parità di impegno accademico.

Un panorama completo degli ingressi nei percorsi di terzo livello — incluso il numero di posti e cicli — è disponibile nell’analisi statistica Dottorato di Ricerca in Italia 2026: Quanti Posti, Borse e Dati MUR/PNRR.

Grafico a barre comparativo degli importi lordi annui delle borse di dottorato nei principali atenei italiani nel 2026
Confronto degli importi lordi annui delle borse di dottorato: dal minimo MUR agli atenei con integrazione volontaria

Dal lordo al netto: INPS Gestione Separata e zero IRPEF

Il calcolo del netto mensile si basa su due variabili chiave: la ritenuta INPS e l’assenza di IRPEF.

Contribuzione previdenziale INPS — Gestione Separata 2026

I dottorandi con borsa sono iscritti obbligatoriamente alla Gestione Separata INPS (L. 3 luglio 2003, n. 170 e L. 3 agosto 1998, n. 315). L’ateneo trattiene automaticamente la quota a carico del dottorando e la versa all’INPS insieme alla propria quota.

Secondo la Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 (categoria codice 05 — “Dottorato di ricerca, assegno, borsa di studio”), l’aliquota contributiva totale per il 2026 è del 35,03%, suddivisa in:

Voce contributiva Aliquota
IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) 33,00%
Maternità / Indennità / Malattia 0,50%
Maternità (D.M. 12/07/2007) 0,22%
DIS-COLL (disoccupazione collaboratori) 1,31%
Totale 35,03%

La ripartizione è: 2/3 a carico dell’ateneo (~23,35%) e 1/3 a carico del dottorando (~11,68%). Il dottorando quindi non subisce una ritenuta del 35,03% ma solo dell’11,68% circa. Questa distinzione è fondamentale per calcolare il netto reale.

Esenzione IRPEF

Le borse di dottorato statale sono esenti da imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) ai sensi dell’art. 4 della L. 210/1998. A differenza di un assegno di ricerca o di un contratto da dipendente universitario, il dottorando non deve fare la dichiarazione dei redditi per questo reddito — tranne in casi specifici (altri redditi, fondi privati, dottorati industriali con contratto di lavoro). Il beneficio pratico è immediato: la pressione fiscale sul netto è inferiore a quella di qualsiasi contratto di lavoro dipendente con la stessa retribuzione lorda.

Calcolo del netto mensile stimato

Simulazione netto mensile borsa dottorato 2026 (stima, ritenuta INPS ~11,68%)
Scenario Lordo annuo Lordo mensile Ritenuta INPS/mese Netto mensile
Minimo MUR (D.M. 247/2022) € 16.243 € 1.353,58 ~ € 158 ~ € 1.196
Statale Milano (XLII ciclo, 2026) € 18.400 € 1.533,33 ~ € 179 ~ € 1.354
Unipavia standard (XLII ciclo, 2026-27) € 21.660,53 € 1.805,04 ~ € 211 ~ € 1.594

Nota: Le cifre nella colonna “Netto mensile” sono stime calcolate applicando una ritenuta dell’11,68% (1/3 del 35,03%) sull’importo lordo. I valori esatti variano in base all’aliquota effettiva applicata dall’ateneo e al momento dell’anno in cui si calcola (il minimale INPS influisce sulla contribuzione annuale complessiva).

Schema che illustra il calcolo dal lordo al netto della borsa di dottorato considerando la contribuzione INPS Gestione Separata
Schema del passaggio dal lordo al netto: la borsa è esente IRPEF, soggetta solo alla quota INPS a carico del dottorando (~11,68%)

Maggiorazione per ricerca all’estero (+50%)

Il D.M. MUR 247/2022 conferma la maggiorazione del 50% dell’importo mensile per i periodi di ricerca svolti all’estero, a condizione che:

  • il periodo abbia durata non inferiore a 30 giorni consecutivi;
  • sia stato autorizzato dal Collegio dei Docenti del dottorato;
  • la durata complessiva dei periodi all’estero non superi 12 mesi (estendibili a 18 mesi per i dottorati in co-tutela internazionale o con accordi di doppio titolo).

La maggiorazione si applica sul lordo mensile, e il calcolo del netto segue le stesse regole INPS e IRPEF descritte sopra. Sul minimo MUR (€ 16.243/anno), l’importo mensile durante il periodo all’estero sale a:

Importo base Lordo mensile normale Lordo mensile con +50% Netto mensile con +50%
Minimo MUR (D.M. 247/2022) € 1.353,58 € 2.030,38 ~ € 1.793

La maggiorazione estero è uno degli strumenti più rilevanti per i dottorandi che intendono accumulare esperienza internazionale: un semestre di ricerca all’estero può aumentare il reddito mensile di quasi il 50% rispetto al netto normale. Questa opportunità è particolarmente rilevante nei contesti in cui il costo della vita all’estero è confrontabile con quello italiano.

Illustrazione della maggiorazione del 50% della borsa di dottorato per i periodi di ricerca svolti all'estero
La maggiorazione del 50% scatta per periodi all’estero di almeno 30 giorni consecutivi autorizzati dal Collegio dei Docenti

Tasse universitarie e contributi a carico del dottorando

Una delle agevolazioni spesso trascurate riguarda le tasse universitarie. I dottorandi titolari di borsa sono in genere esenti dal pagamento delle tasse di iscrizione ordinarie (le stesse che pagano gli studenti magistrali). Tuttavia, restano a carico del dottorando alcune voci minori:

  • Marca da bollo: € 16 per l’atto di iscrizione (importo fisso, legge DPR 642/1972).
  • Contributo per i servizi studenteschi (diritto allo studio): varia per ateneo e fascia di reddito, tipicamente tra € 0 e € 200/anno per i dottorandi con borsa.
  • Assicurazione infortuni / RC: alcuni atenei chiedono un piccolo contributo annuo (€ 20-50) per la copertura assicurativa durante le attività di ricerca.

Il costo fisso annuo per tasse e contributi rimane quindi molto contenuto, nell’ordine di € 50-300/anno a seconda dell’ateneo — una differenza radicale rispetto ai circa € 2.000-4.000 che un normale studente magistrale paga a parità di ateneo.

I dottorandi senza borsa (una minoranza in diminuzione dopo la riforma del 2022) sono invece tenuti a pagare le tasse universitarie, con l’importo che varia da ateneo ad ateneo. Per un quadro sui costi universitari per studenti non dottorandi, puoi consultare i dati su Sovraistruzione e mismatch: quanti laureati italiani fanno un lavoro sotto-qualificato (dati 2026).

La questione del minimale INPS: perché il minimo MUR è sotto-soglia

Una criticità strutturale riguarda il rapporto tra il minimo della borsa dottorato e il minimale INPS per la Gestione Separata. Secondo la Circolare INPS n. 8/2026, il minimale di reddito per il 2026 è fissato a € 18.808. Questo significa che un dottorando che percepisce il minimo di legge (€ 16.243 lordi) non raggiunge autonomamente la soglia minima per ottenere l’accredito di un intero anno contributivo.

In termini pratici: il dottorando al minimo accumulerà una quota ridotta di contributi previdenziali per quell’anno, con effetti sul futuro trattamento pensionistico. Questo problema è stato sollevato formalmente dall’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia (ADI), che ha ottenuto nel 2025 l’approvazione unanime da parte del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) di una mozione che chiede:

  • l’adeguamento della borsa minima almeno al livello del minimale INPS (€ 18.808 nel 2026);
  • l’indicizzazione automatica dell’importo al costo della vita.

Al momento della pubblicazione di questo articolo (giugno 2026), la mozione è approvata ma non ancora tradotta in un nuovo decreto ministeriale. Il minimo formale rimane quindi € 16.243, anche se molti atenei hanno già superato autonomamente la soglia del minimale INPS.

Nota pratica: Se stai valutando un dottorato e l’ateneo offre il minimo di € 16.243, tieni conto che accumulerai contributi INPS su una base inferiore al minimale. In sede di bando, controlla sempre il foglio condizioni che dettaglia i contributi previdenziali e verifica se l’ateneo integra la contribuzione.

Confronto storico: come è cambiato l’importo dal 2018 al 2026

Il valore della borsa minima è rimasto sostanzialmente stabile per molti anni, salvo due aggiornamenti principali:

Periodo Importo minimo lordo annuo Norma di riferimento
Ante 1° luglio 2022 € 15.343,28 D.M. MUR precedente
Dal 1° luglio 2022 (in vigore nel 2026) € 16.243,00 D.M. MUR n. 247 del 23/02/2022

L’incremento del 2022 ha corrisposto a un aumento del 5,87% rispetto al valore precedente. Tuttavia, nello stesso periodo l’inflazione cumulata in Italia è stata superiore a tale soglia (l’indice ISTAT dei prezzi al consumo ha registrato aumenti significativi nel 2022-2023), il che spiega la pressione delle associazioni per un meccanismo di indicizzazione automatica.

A livello degli atenei, il confronto è più articolato: diverse università hanno effettuato aumenti unilaterali negli anni recenti. La Statale di Milano, ad esempio, è passata da € 16.350 (una quota leggermente superiore al minimo) a € 18.400 per il XLII ciclo, un aumento di circa il 12,6% in un solo ciclo.

FAQ

Quanto guadagna un dottorando al mese in Italia nel 2026?

Con il minimo di legge (€ 16.243 lordi/anno, D.M. MUR 247/2022), il netto mensile è di circa € 1.196, dopo la ritenuta INPS Gestione Separata (~11,68%, Circolare INPS n. 8/2026) e con zero IRPEF (esenzione art. 4, L. 210/1998). Molti atenei pagano importi superiori: la media effettiva nel 2026 si colloca tra € 1.250 e € 1.600 netti/mese a seconda dell’università e del programma.

La borsa di dottorato è tassata in Italia?

No. Le borse di dottorato erogate da atenei statali sono esenti da IRPEF ai sensi dell’art. 4 della L. 210/1998. Sono invece soggette alla contribuzione previdenziale INPS Gestione Separata, con aliquota a carico del dottorando di circa l’11,68% (un terzo dell’aliquota totale del 35,03% per il 2026, Circolare INPS n. 8/2026). I dottorati industriali con contratto di collaborazione potrebbero avere un regime fiscale parzialmente diverso: verificare con l’ateneo.

Quanto vale la maggiorazione per la ricerca all’estero?

Il D.M. MUR 247/2022 prevede una maggiorazione del 50% sull’importo mensile della borsa per i periodi di ricerca all’estero autorizzati dal Collegio dei Docenti (minimo 30 giorni consecutivi, massimo 12 mesi; estendibili a 18 per le co-tutele). Sul minimo di legge, il netto mensile durante il periodo all’estero sale a circa € 1.793 rispetto ai normali ~€ 1.196.

Il minimo della borsa è uguale in tutti gli atenei italiani?

No. Il D.M. MUR 247/2022 fissa un minimo di € 16.243 lordi/anno, ma gli atenei possono offrire importi superiori attingendo a fondi propri o finanziamenti europei. Nel 2026 si registra una forbice significativa: la Statale di Milano ha portato la borsa a € 18.400 per il XLII ciclo (ANSA, maggio 2026), mentre l’Università di Pavia è arrivata a € 21.660,53 per i dottorati standard e € 23.284,83 per quelli di interesse nazionale (a.a. 2026-27). Controlla sempre il bando specifico dell’ateneo di interesse.

Il dottorando paga le tasse universitarie?

I dottorandi titolari di borsa sono in genere esenti dalle tasse universitarie ordinarie. Restano a carico alcune voci minori: marca da bollo (€ 16), eventuale contributo per i servizi studenteschi (tipicamente € 0-200/anno per i borsisti) e assicurazione infortuni. Il costo complessivo annuo rimane nell’ordine di poche centinaia di euro, nettamente inferiore alle tasse pagate dagli studenti magistrali.

Perché la borsa minima MUR è inferiore al minimale INPS 2026?

Il minimo della borsa (€ 16.243 lordi/anno, D.M. MUR 247/2022) è inferiore al minimale INPS per la Gestione Separata nel 2026 (€ 18.808, Circolare INPS n. 8/2026). Questo significa che i dottorandi al minimo non accumulano un anno contributivo pieno. L’ADI (Associazione Dottorandi Italiani) ha ottenuto nel 2025 l’approvazione unanime di una mozione CNSU che chiede l’adeguamento del minimo al livello del minimale INPS e l’indicizzazione automatica all’inflazione. Il decreto di attuazione non era ancora stato emesso al giugno 2026.

Stai scrivendo la tesi o pianificando il dottorato?

Tesify è l’assistente IA per la ricerca accademica italiana: ti aiuta a strutturare la tesi, redigere il capitolo teorico, analizzare la letteratura e perfezionare il testo in italiano corretto. Usato da migliaia di studenti e dottorandi in tutta Italia.

Prova Tesify gratuitamente →