Decreto Bernini 2026: cosa cambia per la tesi nelle università telematiche
Il 6 dicembre 2024 il Ministero dell’Università e della Ricerca ha firmato il decreto che porta il nome del Ministro Anna Maria Bernini, ridisegnando le regole delle università telematiche italiane. Dall’anno accademico 2025/2026 le regole sono in vigore: gli esami si tengono in presenza, la didattica sincrona diventa obbligatoria e la discussione della tesi di laurea segue nuove modalità. Per gli oltre 300.000 studenti iscritti alle telematiche italiane — lavoratori, genitori, studenti fuori sede — il cambiamento è sostanziale. Questa analisi risponde alle domande concrete: cosa cambia, chi è soggetto al decreto, dove si trovano le deroghe e come preparare la tesi in questo nuovo contesto normativo. Si segnala anche il parallelo con gli obblighi dell’EU AI Act per gli atenei italiani, che dal 2 agosto 2026 impongono ulteriori vincoli sull’uso dell’intelligenza artificiale in contesto accademico.
L’analisi si basa sul testo del decreto ministeriale, sulle comunicazioni ufficiali del MUR e sulle posizioni delle principali università telematiche accreditate. Non si tratta di interpretazioni, ma di lettura diretta della normativa e delle istruzioni operative già diramate dagli atenei.
Il decreto Bernini 2026 obbliga le università telematiche a: (1) svolgere almeno il 20% delle attività in forma sincrona con docente; (2) tenere gli esami in presenza, salvo deroghe; (3) garantire la discussione della tesi in presenza. I titoli rilasciati restano validi a tutti gli effetti di legge.
Contesto: le telematiche italiane nel 2026
Le università telematiche italiane sono atenei pubblicamente riconosciuti dal MUR che erogano corsi di laurea interamente online. Al 2026 risultano accreditate 11 istituzioni: Pegaso, eCampus, Mercatorum, Niccolò Cusano, UniDA, Guglielmo Marconi, San Raffaele Roma, IUL, Universitas Mercatorum, e Digital University. Il numero di corsi attivi è passato da 70 nel 2011 a oltre 250 nel 2023, con una crescita costante legata alla domanda di formazione flessibile.
Il profilo dello studente delle telematiche è specifico: lavoratori a tempo pieno, genitori, studenti con disabilità motorie, residenti in zone non servite da atenei tradizionali, professionisti che aggiornano le competenze senza lasciare l’impiego. La flessibilità del modello online era il punto di forza che il decreto Bernini vuole bilanciare con maggiori garanzie di qualità delle valutazioni.
| Ateneo | Sede principale | Corsi attivi (approx.) |
|---|---|---|
| Pegaso | Napoli | 50+ |
| eCampus | Novedrate (CO) | 40+ |
| Niccolò Cusano | Roma | 30+ |
| Mercatorum | Roma | 20+ |
| Guglielmo Marconi | Roma | 25+ |
| San Raffaele Roma | Roma | 15+ |
| IUL | Firenze | 10+ |
Prima del decreto, alcune telematiche avevano tassi di esami online superiori al 90%, con rapporti studenti-docente che potevano superare 1:300. La riforma punta a portare questo rapporto a 1:192 (dimezzamento rispetto al precedente tetto di 1:384), aumentando i controlli dell’ANVUR sulla qualità della didattica. Questo si inserisce nel processo di revisione della qualità degli atenei analizzato nella guida alla VQR ANVUR 2025-2028 cosa cambia per gli atenei.
Il testo del decreto: cosa dice davvero
Il decreto, firmato il 6 dicembre 2024 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, interviene su tre aree principali:
1. Didattica sincrona obbligatoria
Almeno il 20% delle attività didattiche deve avvenire in forma sincrona, ovvero con la presenza (anche remota) del docente in tempo reale. Questo include lezioni in videoconferenza, sessioni di tutoraggio live, laboratori virtuali. La percentuale può variare per discipline con componente pratica preponderante.
2. Esami di profitto in presenza
Gli esami di profitto — ovvero gli esami che compongono il piano di studi — devono tenersi fisicamente presso una sede dell’ateneo o presso centri esame convenzionati distribuiti sul territorio. Il decreto impone all’ANVUR di rafforzare i controlli sull’identità degli esaminandi, problema sollevato da più parti nel dibattito accademico.
3. Rapporto studenti-docente
Il tetto massimo del rapporto studenti/docente è dimezzato: da 1:384 (precedente) a 1:192 (nuovo). Gli atenei che superano questo limite devono adeguarsi entro i termini fissati dal decreto, pena la sospensione dell’accreditamento per i nuovi corsi.
Esami in presenza: regole operative
La norma sugli esami in presenza è quella che genera più interrogativi pratici. Il decreto non definisce un numero minimo di sedi, ma impone che ogni ateneo disponga di strutture fisiche accessibili sull’intero territorio nazionale per garantire che uno studente non debba percorrere distanze irragionevoli per sostenere un esame.
Le principali telematiche si stanno adeguando in due modi:
- Apertura di nuove sedi periferiche: accordi con enti locali, ordini professionali, sedi di associazioni per allestire aule-esame in province non coperte dalla sede principale
- Convenzioni con università tradizionali: accordi che permettono agli studenti delle telematiche di sostenere esami presso atenei statali con cui si è stipulata una convenzione
Calendario degli esami: cosa aspettarsi
Dal 2025/2026, le sessioni d’esame delle telematiche seguono un calendario più rigido: le finestre temporali rimangono flessibili, ma le prenotazioni devono avvenire con almeno 15 giorni di anticipo per permettere l’organizzazione logistica delle sedi fisiche. Molte telematiche hanno implementato sistemi di prenotazione integrati con la verifica dell’identità tramite documento.
La tesi di laurea nelle telematiche dopo il decreto
La discussione della tesi è il momento culminante del percorso di laurea e il decreto Bernini non la lascia invariata. Le disposizioni principali per l’esame finale sono:
Discussione in presenza obbligatoria
L’esame finale — comprensivo di presentazione della tesi e interrogazione della commissione — deve avvenire fisicamente. Le telematiche che in passato permettevano la discussione in videoconferenza devono adeguarsi entro l’anno accademico 2025/2026. Gli atenei stanno calendarizzando sessioni di laurea in presenza nelle proprie sedi principali, con alcuni prevedendo sessioni nelle città con maggiore concentrazione di studenti.
Commissione di laurea: composizione
Il decreto impone che la commissione di laurea includa almeno un commissario esterno all’ateneo, misura già prevista per le università tradizionali ma applicata in modo disomogeneo nelle telematiche. Il commissario esterno garantisce l’imparzialità della valutazione e il rispetto degli standard disciplinari nazionali.
Tesi e dati personali: un tema collegato
Per chi prepara una tesi con dati personali nelle telematiche, le nuove regole si intrecciano con la normativa privacy. La guida alla gestione della tesi con dati sensibili e GDPR illustra i vincoli imposti dal Garante Privacy italiano, particolarmente rilevanti per tesi in ambito sociale, sanitario e giuridico.
Punteggio di laurea: cambiano i margini?
Il decreto non modifica i criteri di calcolo del voto finale di laurea nelle telematiche: la formula resta quella standard (media ponderata × 110/30, più bonus tesi e bonus ateneo). Tuttavia, la presenza obbligatoria in commissione di un membro esterno introduce un elemento di valutazione aggiuntivo che può influenzare il punteggio attribuito alla discussione.
Deroghe e casi particolari
Il decreto prevede deroghe specifiche all’obbligo di presenza, ma con criteri precisi:
| Tipo di deroga | Condizione | Documentazione richiesta |
|---|---|---|
| Disabilità o DSA | Disabilità certificata che impedisce la presenza fisica | Certificazione medica + verbale commissione ateneo |
| Studenti all’estero | Residenza o lavoro documentato fuori dall’Italia | Contratto di lavoro / certificato di residenza estera |
| Emergenza temporanea | Situazioni emergenziali documentate (es. calamità, pandemia) | Dichiarazione dell’autorità competente |
| Gravidanza / maternità | Nei mesi del congedo obbligatorio | Certificato medico ostetrico |
Le deroghe si richiedono all’ufficio didattica dell’ateneo con congruo anticipo rispetto alla data dell’esame. Il decreto non prevede deroghe automatiche per il solo motivo di risiedere lontano dalla sede: lo studente che sceglie una telematica nel 2025/2026 deve considerare l’obbligo di presenza come un vincolo strutturale del suo percorso.
Come rispondono gli atenei
Le università telematiche accreditate hanno reagito al decreto in modo differenziato. Alcune — come Pegaso e eCampus — avevano già avviato piani di espansione delle sedi fisiche prima della firma del decreto. Altre hanno invece avviato ricorsi al TAR amministrativo per contestare alcuni aspetti della norma, in particolare i tempi di adeguamento del rapporto studenti-docente.
Il tema dei ricorsi è complesso: diversi atenei hanno impugnato le disposizioni ritenendo i tempi di adeguamento insufficienti. Per una panoramica della giurisprudenza relativa, si rimanda alla guida sul ricorso TAR contro il voto di laurea, che analizza i precedenti in materia di contenzioso universitario in Italia.
Adeguamento progressivo
Il MUR ha previsto un periodo di adeguamento graduale: per l’a.a. 2025/2026 si accettano percentuali di esami in presenza non inferiori al 60%; il 100% è richiesto dall’a.a. 2026/2027. Questo dà agli atenei un anno di transizione per allestire le sedi necessarie e riorganizzare i calendari.
Validità legale dei titoli
Un punto su cui il decreto è esplicito: la riforma non incide sulla validità legale dei titoli rilasciati dalle telematiche accreditate. Una laurea in Giurisprudenza conseguita presso un’università telematica ha lo stesso valore legale di quella conseguita alla Sapienza di Roma o all’Università di Bologna. Questo vale per l’accesso ai concorsi pubblici, l’iscrizione agli ordini professionali e il riconoscimento internazionale.
Il rischio di invalidità del titolo sussisterebbe soltanto in caso di iscrizione a un ateneo privo di accreditamento MUR — una categoria diversa dalle telematiche riconosciute, che include istituti commerciali non universitari che si spacciano per atenei. Per verificare l’accreditamento di un ateneo, il portale ufficiale di riferimento è il sito del MUR — Ministero dell’Università e della Ricerca.
Per un quadro completo dei dati sul sistema universitario italiano, incluse le telematiche, si rimanda all’analisi delle università italiane 2026 in cifre con i dati MUR aggiornati.
Impatto concreto sugli studenti
Per lo studente della telematica, il decreto Bernini cambia le seguenti abitudini operative:
Pianificazione degli esami
Non è più possibile prenotare un esame a pochi giorni di preavviso e sostenerlo dalla propria postazione casalinga. Occorre pianificare con settimane di anticipo, tenendo conto degli spostamenti e della disponibilità delle sedi. Chi lavora a turni deve concordare con il datore di lavoro le giornate di assenza per gli esami.
Budget aggiuntivo
Gli spostamenti verso le sedi d’esame rappresentano un costo aggiuntivo non previsto al momento dell’iscrizione. Alcuni atenei stanno valutando agevolazioni tariffarie per rimborso spese di viaggio, ma non esiste una norma generale in tal senso.
Preparazione alla tesi
La discussione in presenza richiede una preparazione specifica: padronanza orale dell’argomento, capacità di rispondere alle domande della commissione senza supporto digitale esteso, presentazione PowerPoint che funzioni anche in aula fisica. Gli studenti che hanno costruito il proprio percorso interamente online potrebbero trovarsi meno abituati a questa modalità. Gli strumenti di preparazione alla discussione — struttura dell’elaborato, verifica della coerenza argomentativa, prove di presentazione — sono tra le funzioni che Tesify mette a disposizione anche per gli studenti delle telematiche.
Contesto internazionale
La riforma italiana non è un caso isolato: in tutta Europa si discute il bilanciamento tra formazione online e garanzia della qualità delle valutazioni. Un confronto con i dati di altri paesi aiuta a inquadrare la portata del cambiamento:
- In Spagna, dove le università online pubbliche come la UNED accolgono centinaia di migliaia di studenti, il sistema di esami in presenza è consolidato da decenni: le statistiche di iscrizione nelle università spagnole 2025-2026 mostrano come il modello ibrido sia la norma da anni.
- In Portogallo, la mappa interattiva delle università portoghesi nel 2026 illustra la distribuzione territoriale degli atenei, utile per comprendere come un paese di dimensioni simili gestisce la copertura geografica degli esami.
- In Francia, la classifica ufficiale delle università francesi nel 2026 evidenzia come il sistema accademico transalpino distingua nettamente tra formazione a distanza e formazione in presenza, mantenendo standard di valutazione separati.
Domande frequenti
Cosa prevede il decreto Bernini per gli esami?
Il decreto firmato il 6 dicembre 2024, in vigore dall’a.a. 2025/2026, obbliga le università telematiche a svolgere almeno il 20% delle attività didattiche in forma sincrona e impone che gli esami di profitto si tengano in presenza, con deroghe limitate a situazioni emergenziali o per studenti con disabilità certificata.
La tesi di laurea nelle telematiche deve essere discussa in presenza?
Sì. Il decreto Bernini prevede che la discussione della tesi finale avvenga in presenza. Alcune telematiche stanno allestendo sedi fisiche distribuite sul territorio per facilitare l’accesso agli studenti fuori sede. Verificare con il proprio ateneo le sedi disponibili.
I titoli delle telematiche sono validi dopo il decreto Bernini?
Sì. I titoli rilasciati da università telematiche accreditate dal MUR mantengono pieno valore legale, identico a quello delle università tradizionali. Il decreto non incide sulla validità dei titoli, ma sulle modalità di erogazione della didattica e degli esami.
Chi era già iscritto prima del decreto Bernini è soggetto alle nuove regole?
Sì. Le nuove regole si applicano dall’a.a. 2025/2026 a tutti gli iscritti, compresi quelli che si sono immatricolati prima dell’entrata in vigore del decreto. Gli atenei hanno tuttavia un periodo di adeguamento graduale fino all’a.a. 2026/2027.
Esistono deroghe all’obbligo di presenza negli esami?
Sì. Sono previste deroghe per studenti con disabilità certificata, studenti residenti o lavoratori all’estero e in situazioni temporanee emergenziali documentate. I dettagli applicativi variano da ateneo a ateneo; è necessario presentare domanda motivata all’ufficio didattica con anticipo.
Quante università telematiche esistono in Italia nel 2026?
Al 2026 risultano accreditate dal MUR 11 università telematiche. Il numero di corsi di laurea attivi è cresciuto da 70 nel 2011 a oltre 250 nel 2023 (Fonte: MUR). Il numero totale di studenti iscritti supera le 300.000 unità.
Fonti: LentePubblica — Decreto riforma università telematiche; GruppoAiutoTesi — Decreto Bernini telematiche; IscrizioniUniversità — Chiarimenti decreto Bernini; MUR, comunicati ufficiali 2024-2025.



