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Conflict of interest tesi industriale 2026: dichiarazione corretta

5 min di lettura

Conflict of interest tesi industriale 2026: dichiarazione corretta

Quando la ricerca di dottorato si svolge in collaborazione con un’azienda — nell’ambito di un dottorato industriale, di un dottorato innovativo PNRR, o di una convenzione di ricerca tra università e impresa — la questione del conflitto di interessi (Conflict of Interest, COI) acquista una rilevanza scientifica ed etica di primo piano. Il legame economico tra il dottorando e un soggetto privato che ha interessi nei risultati della ricerca può influenzare — consapevolmente o meno — la progettazione degli esperimenti, la selezione dei dati, l’interpretazione dei risultati e persino la decisione di pubblicare. La dichiarazione di COI non è un adempimento burocratico secondario: è un pilastro dell’integrità della ricerca accademica, richiesto dagli standard internazionali ICMJE, dalla normativa europea (GDPR, EU AI Act) e dalle linee guida CRUI per i dottorati italiani. Questa guida fornisce un quadro completo: dal riconoscimento del conflitto alla sua corretta dichiarazione, con modelli pratici e riferimenti normativi aggiornati al 2026.

Sintesi — 5 punti chiave

  1. Il conflitto di interessi in una tesi industriale esiste anche quando il finanziamento dell’azienda non ha influenzato i risultati: va dichiarato sempre se il dottorando ha un rapporto economico con il soggetto oggetto della ricerca.
  2. Le linee guida ICMJE definiscono quattro categorie di COI: finanziario diretto, finanziario indiretto, intellettuale e personale.
  3. Le CRUI stabiliscono che nelle tesi di dottorato finanziate da terzi il dottorando deve dichiarare nella “Declaratoria sulla tesi” l’eventuale vincolo di embargo e la natura del rapporto con il finanziatore.
  4. L’EU AI Act (Art. 50) impone la dichiarazione dell’uso di sistemi IA generativa nella ricerca, aggiungendo una dimensione di trasparenza tecnologica alla dichiarazione COI.
  5. La mancata dichiarazione di COI è considerata una violazione dell’integrità della ricerca ai sensi del Codice Europeo di Condotta per l’Integrità della Ricerca (ALLEA 2023).

1. Cos’è il conflitto di interessi nella ricerca accademica

Un conflitto di interessi nella ricerca esiste quando un interesse secondario — finanziario, personale, intellettuale o professionale — potrebbe influenzare, o essere percepito come capace di influenzare, le decisioni legate a un interesse primario, che è la produzione di conoscenza scientifica accurata e imparziale. La parola chiave è “potrebbe influenzare”: non è necessario che il conflitto abbia effettivamente distorto i risultati per essere dichiarato. La mera presenza di un interesse secondario rilevante è sufficiente a generare l’obbligo di disclosure.

Nel contesto di un dottorato industriale, gli interessi secondari più comuni includono:

  • La borsa di dottorato finanziata dall’azienda partner.
  • L’eventuale rapporto di lavoro a tempo determinato con l’azienda durante il dottorato.
  • I diritti di proprietà intellettuale sui risultati della ricerca, negoziati tra università e azienda.
  • Le opzioni di stock o quote azionarie dell’azienda partner eventualmente offerte al dottorando.
  • Il ruolo di supervisore industriale, che può avere interesse in risultati favorevoli all’azienda.
  • La prospettiva di un contratto di lavoro post-dottorato con l’azienda stessa.

2. Dottorato industriale: il contesto specifico italiano

Il dottorato industriale è una forma di dottorato di ricerca in cui il dottorando svolge parte delle proprie attività di ricerca presso un’impresa privata o pubblica, con la quale l’università stipula una convenzione. In Italia, questa tipologia di dottorato è stata ampliata significativamente dalla legge Gelmini (L. 240/2010) e dai decreti attuativi successivi, e ha ricevuto ulteriore impulso dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con i “dottorati innovativi con caratterizzazione industriale”.

Le caratteristiche salienti del contesto normativo italiano per i dottorati industriali includono:

  • DM MUR n. 226/2021 (e successive modifiche): disciplina le borse di dottorato con borse aggiuntive finanziate da enti esterni, prevedendo convenzioni specifiche tra ateneo, ente finanziatore e dottorando.
  • Decreto PNRR sui dottorati innovativi (DM n. 117/2022): ha introdotto la figura del dottorato industriale PNRR, con co-finanziamento MUR-impresa, prevedendo esplicitamente accordi su proprietà intellettuale, embargo delle tesi e diritti di pubblicazione.
  • Convenzione tra ateneo e azienda: ogni dottorato industriale è regolato da una convenzione specifica che stabilisce gli obblighi reciproci, inclusi i vincoli sulla divulgazione dei risultati. Il dottorando è parte di questo accordo.

Il quadro normativo della gestione dei dati sensibili nelle tesi è approfondito nelle linee guida del Garante Privacy italiano sul trattamento dei dati personali nelle attività di ricerca accademica.

3. Le quattro categorie di COI secondo ICMJE

L’International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) — il consorzio che definisce gli standard etici per la pubblicazione biomedica, universalmente adottati anche nelle altre discipline scientifiche — distingue quattro categorie di conflitto di interessi che ogni autore (e, per estensione, ogni dottorando che pubblica i risultati della propria tesi) deve valutare e dichiarare:

Categoria Definizione Esempi nel dottorato industriale
COI finanziario diretto Pagamenti, stipendi, consulenze ricevuti dall’azienda Borsa di dottorato aziendale, compenso per presentazioni ai clienti dell’azienda
COI finanziario indiretto Partecipazioni azionarie, brevetti, royalties Opzioni su azioni dell’azienda partner, quote di start-up spin-off
COI intellettuale Posizioni pubbliche che possono influenzare la ricerca Partecipazione allo sviluppo del prodotto su cui si svolge la ricerca
COI personale Relazioni personali con stakeholder dell’azienda Supervisore industriale è un familiare o un amico stretto

L’ICMJE mette a disposizione un form standardizzato per la dichiarazione di potenziali conflitti di interessi, ampiamente adottato dalle riviste scientifiche internazionali. Nelle tesi di dottorato italiane, molti atenei hanno sviluppato adattamenti di questo form specifici per il contesto accademico.

Guida pratica alla redazione della dichiarazione COI per manoscritti accademici — Crystal Herron / Redwood Ink (in inglese, con principi applicabili alle tesi industriali italiane)

4. Quadro normativo italiano: CRUI e atenei

Le Linee guida CRUI per il deposito delle tesi di dottorato negli archivi aperti (versione aggiornata 2025) prevedono che ogni tesi di dottorato depositata su un repository istituzionale includa una “Declaratoria sulla tesi di dottorato” che il dottorando firma prima della discussione. Questa declaratoria tipicamente include:

  1. Dichiarazione di autenticità e originalità della tesi.
  2. Autorizzazione al deposito nel repository istituzionale (es. IRIS, AlmaDL).
  3. Dichiarazione sulla presenza o assenza di vincoli di embargo per motivi di proprietà intellettuale o commerciale, con indicazione della durata dell’embargo (massimo 12-18 mesi nella maggior parte dei regolamenti).
  4. Dichiarazione sull’eventuale finanziamento da parte di soggetti terzi (aziende, enti pubblici) e sui relativi vincoli sulla divulgazione dei risultati.
  5. Nei dottorati industriali PNRR, dichiarazione specifica sulla destinazione dei diritti di proprietà intellettuale sui risultati della ricerca.

Questo framework istituzionale è distinto dalla dichiarazione di COI propriamente detta, ma è complementare: mentre la declaratoria riguarda i diritti sulla tesi come documento, la dichiarazione di COI riguarda la trasparenza sul processo di ricerca. Gli atenei più avanzati — Bocconi, UniBo, Sapienza — includono nella loro modulistica sia la declaratoria sia la dichiarazione di COI come sezioni distinte ma collegate.

Per il contesto della valutazione della ricerca e del perché la trasparenza sia centrale, le risorse ufficiali di ANVUR e di CoARA Italia offrono documentazione aggiornata sui principi di integrità della ricerca applicati alle istituzioni italiane.

5. GDPR e tutela dei dati nelle tesi aziendali

Le tesi di dottorato industriale raccolgono frequentemente dati aziendali riservati o dati personali di dipendenti, clienti o pazienti. In questi casi, si sommano al conflitto di interessi gli obblighi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), recepito in Italia con il D.Lgs. n. 101/2018 che ha aggiornato il Codice della Privacy (D.Lgs. n. 196/2003).

Le principali implicazioni per il dottorando industriale sono:

  • Base giuridica del trattamento: la ricerca accademica è riconosciuta come base giuridica legittima ai sensi dell’art. 9(2)(j) del GDPR per il trattamento di dati particolari (dati sanitari, genetici, biometrici), ma deve rispettare le misure di salvaguardia nazionali previste dal D.Lgs. 101/2018.
  • Designazione del titolare del trattamento: in un dottorato industriale, titolare del trattamento può essere l’università, l’azienda o entrambi in qualità di contitolari. La convenzione di dottorato deve chiarire questo aspetto.
  • Embargo e anonimizzazione: i dati aziendali riservati non devono essere pubblicati nella tesi senza adeguata anonimizzazione o senza il consenso dell’azienda. L’embargo della tesi è spesso la soluzione per coniugare requisiti di divulgazione accademica e riservatezza commerciale.
  • Notifica al Garante Privacy: alcune tipologie di trattamento ad alto rischio (es. dati sanitari su larga scala, profilazione di dipendenti) richiedono una Valutazione d’Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA) e in certi casi la consultazione preventiva del Garante.

6. EU AI Act e trasparenza degli strumenti IA nella ricerca industriale

L’Regolamento UE 2024/1689 (EU AI Act) ha introdotto obblighi di trasparenza specifici per l’uso di sistemi IA ad alto rischio e per i sistemi di IA generativa, con applicazione progressiva fino al 2 agosto 2026. Per i dottorandi che usano strumenti IA nella propria ricerca industriale — analisi di big data, modelli predittivi, generazione assistita di testo scientifico — la dichiarazione dell’uso di questi strumenti si sovrappone alla dichiarazione di COI in modo nuovo e rilevante.

Le implicazioni pratiche per il dottorando industriale nel 2026:

  • Art. 50 EU AI Act: impone la trasparenza sull’uso di contenuti generati da IA in pubblicazioni e comunicazioni scientifiche. Il dottorando che ha usato strumenti IA per l’analisi dei dati aziendali o per la redazione di sezioni della tesi deve dichiararlo esplicitamente.
  • Sistemi IA ad alto rischio in settori regolamentati: se la ricerca industriale avviene in settori come sanità, infrastrutture critiche o accesso al credito, i sistemi IA usati possono rientrare nell’Allegato III dell’EU AI Act come sistemi ad alto rischio, con obblighi aggiuntivi di documentazione.
  • Coincidenza con COI aziendale: se l’azienda partner ha sviluppato il sistema IA usato nella ricerca, l’uso di questo strumento costituisce un ulteriore conflitto di interessi da dichiarare.
  • Raccomandazioni CRUI 2026: le linee guida CRUI sull’uso dell’IA nelle tesi di dottorato (aggiornamento 2026) richiedono che l’uso di strumenti IA generativa venga menzionato in una sezione dedicata della tesi, con indicazione del sistema usato, della sua versione, delle query o prompt principali e del tipo di attività in cui è stato impiegato.

7. Come redigere la dichiarazione COI: struttura e contenuti

Una dichiarazione di conflitto di interessi completa e formalmente corretta per una tesi di dottorato industriale dovrebbe contenere i seguenti elementi:

Struttura della dichiarazione

DICHIARAZIONE DI CONFLITTO DI INTERESSI

Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], dottorando/a in [Settore scientifico-disciplinare] presso [Università], dichiara quanto segue in relazione all’attività di ricerca svolta nell’ambito della presente tesi di dottorato:

  1. Finanziamento: La presente ricerca è stata svolta in parte presso [Nome Azienda], con cui l'[Università] ha stipulato una convenzione di dottorato industriale. La borsa di dottorato è stata parzialmente/integralmente finanziata da [Nome Azienda] per un importo annuo di [importo o “come previsto dalla convenzione”].
  2. Interessi finanziari: Il/La dottorando/a [ha/non ha] interessi finanziari (quote azionarie, opzioni, royalties) nell’azienda partner o in soggetti con interessi diretti nei risultati della ricerca.
  3. Proprietà intellettuale: [I risultati della ricerca sono di proprietà esclusiva dell’Università / Sono regolati dalla convenzione allegata che prevede i seguenti accordi…].
  4. Vincolo di embargo: [La tesi è stata depositata con embargo di X mesi per proteggere i diritti di proprietà intellettuale dell’azienda partner / Non è previsto alcun vincolo di embargo].
  5. Uso di strumenti IA: [Nel corso della ricerca sono stati utilizzati i seguenti strumenti di intelligenza artificiale generativa: … per le seguenti finalità: … / Non sono stati utilizzati strumenti di IA generativa].
  6. Assenza di altri conflitti: Non sussistono ulteriori conflitti di interessi finanziari, intellettuali o personali che potrebbero aver influenzato la presente ricerca.

Luogo, Data. Firma del dottorando.

Gli esempi di dichiarazioni reali presenti nei repository IRIS degli atenei italiani — consultabili ad accesso aperto — mostrano variazioni significative nella formattazione, ma il contenuto sostanziale è coerente con questa struttura.

8. Embargo, proprietà intellettuale e Open Access

La gestione dell’embargo nelle tesi di dottorato industriale è uno degli aspetti più delicati. Le Linee guida CRUI prevedono che l’embargo possa essere richiesto per proteggere:

  • Diritti di brevetto in corso di registrazione.
  • Dati commerciali riservati dell’azienda partner.
  • Informazioni soggette ad accordi di riservatezza (Non-Disclosure Agreement, NDA).

La durata massima dell’embargo prevista dalla maggior parte dei regolamenti universitari italiani è di 12-18 mesi dal momento della discussione. Alcuni atenei con forte vocazione tecnico-industriale (Politecnico di Milano, Politecnico di Torino) prevedono possibilità di proroga su richiesta motivata. L’embargo deve essere dichiarato nella Declaratoria e approvato dal relatore e dalla commissione accademica.

L’embargo non esime però dall’obbligo di deposito nel repository istituzionale: la tesi viene depositata, ma l’accesso al testo integrale è riservato durante il periodo di embargo. I metadati (titolo, abstract, settore SSD, data di discussione) rimangono sempre accessibili al pubblico.

Riferimenti normativi

Per approfondire

Domande frequenti (FAQ)

Devo dichiarare il COI anche se l’azienda non ha influenzato i miei risultati?

Sì. La dichiarazione di conflitto di interessi è obbligatoria ogni volta che esiste un interesse secondario rilevante — come il finanziamento aziendale della borsa — indipendentemente dal fatto che abbia effettivamente influenzato i risultati. Il punto è la trasparenza verso i lettori, la commissione e la comunità scientifica, non l’ammissione di un comportamento scorretto. La mancata dichiarazione, anche in assenza di distorsione effettiva dei risultati, è considerata una violazione dell’integrità della ricerca.

Cosa succede se non dichiaro il COI nella mia tesi di dottorato?

Le conseguenze possono variare dall’ammonizione informale — in caso di omissione involontaria senza dolo — alla retrocessione del titolo di dottorato nei casi più gravi di frode scientifica deliberata. Nelle pubblicazioni derivate dalla tesi, la mancata dichiarazione di COI può comportare il ritiro dell’articolo (retraction) da parte della rivista. Il Codice Europeo di Condotta ALLEA 2023 considera la non-disclosure un caso di misconduct accademica.

L’embargo della tesi è compatibile con gli obblighi Open Access?

In linea generale sì, con alcune precisazioni. Le linee guida CRUI prevedono l’embargo come strumento legittimo per proteggere diritti di proprietà intellettuale, per una durata massima di 12-18 mesi. Il deposito nel repository è obbligatorio anche durante l’embargo (solo l’accesso al testo integrale è limitato). Per i dottorati co-finanziati da fondi Horizon Europe, esistono però vincoli stringenti: le pubblicazioni derivate dai risultati devono essere rese OA entro il termine del grant, e un embargo superiore a 6 mesi può creare tensioni con gli obblighi contrattuali del grant.

Come si cita un sistema IA nella dichiarazione COI?

Nella dichiarazione COI è sufficiente menzionare il sistema IA nella sezione dedicata all’uso degli strumenti tecnologici, indicando: nome del sistema (es. “OpenAI ChatGPT-4o”), finalità di utilizzo (es. “analisi dei dati testuali del corpus aziendale”), e se l’azienda partner è coinvolta nello sviluppo o nella commercializzazione di quel sistema. Quest’ultimo caso configura un COI specifico da indicare in modo esplicito. La citazione formale del sistema IA nell’elenco delle fonti segue le linee guida CRUI 2026 per la citazione di sistemi IA.

Chi approva la dichiarazione di embargo in un dottorato industriale?

La dichiarazione di embargo viene approvata dal relatore accademico e dalla struttura amministrativa competente (Ufficio Dottorati o equivalente) dell’ateneo. In alcuni atenei è richiesta anche l’approvazione del Consiglio di Dottorato o del responsabile della ricerca industriale. L’azienda partner, dal canto suo, deve aver previsto il vincolo di embargo nella convenzione di dottorato siglata con l’università. Non è possibile aggiungere un embargo non previsto dalla convenzione originale al momento del deposito della tesi.

Il supervisore industriale è soggetto a obblighi di dichiarazione COI?

Sì, se il supervisore industriale appare come co-autore di pubblicazioni derivate dalla tesi. In quel caso, come co-autore, è soggetto agli stessi obblighi di disclosure del dottorando, inclusa la compilazione del form ICMJE. Anche se il supervisore industriale non è co-autore, il suo ruolo nella ricerca e le sue affiliazioni aziendali devono essere dichiarate nella sezione degli Acknowledgments della tesi e nelle pubblicazioni derivate.