Come scrivere il frontespizio della tesi 2026: template per gli atenei italiani
Il frontespizio è la prima pagina che la commissione di laurea vedrà prima ancora di aprire la tesi. È il biglietto da visita formale del tuo lavoro: un frontespizio mal strutturato, con il logo sbagliato o i dati del candidato in ordine errato, comunica disattenzione ai dettagli — l’ultima impressione che vuoi dare in sede di discussione. Capire come scrivere il frontespizio della tesi nel 2026 secondo i template degli atenei italiani ti permette di iniziare con il piede giusto, ancora prima di scrivere il primo paragrafo dell’introduzione.
Questa guida è parte del percorso illustrato nella guida in 15 passi per scrivere la tesi. Il frontespizio è il passo 1: va progettato insieme alla struttura della tesi, non come ripensamento finale. Dopo aver sistemato il frontespizio, segui la guida su come scrivere l’introduzione della tesi per costruire le prime pagine di contenuto vero e proprio.
Gli elementi obbligatori del frontespizio
Nonostante ogni ateneo abbia il suo template, gli elementi presenti su qualsiasi frontespizio di tesi italiana sono sostanzialmente sempre gli stessi:
- Intestazione istituzionale: nome completo dell’Università (es. “Università degli Studi di Bologna”) e logo ufficiale.
- Dipartimento e Scuola/Facoltà: la struttura organizzativa a cui afferisce il corso di laurea (es. “Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali”).
- Corso di laurea e classe: il nome completo del corso e la classe ministeriale (es. “Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione, classe LM-59”).
- Anno accademico: l’anno in cui si discute la tesi (es. “Anno Accademico 2025-2026”).
- Titolo della tesi: il titolo definitivo approvato dal relatore, in corpo maggiore rispetto al resto del testo.
- Eventuale sottotitolo: opzionale, in corpo minore sotto il titolo principale.
- Nome del candidato: nome e cognome completi, spesso con numero di matricola.
- Nome del relatore: preceduto dal titolo accademico corretto (Prof., Prof.ssa, Dott., Dott.ssa).
- Nome del correlatore o co-relatore: se previsto dal regolamento del corso, con analogo titolo accademico.
Passo 1: trovare il template ufficiale del tuo ateneo
Il modo più sicuro per costruire un frontespizio corretto è partire dal template ufficiale del tuo ateneo. Quasi tutti gli atenei italiani lo mettono a disposizione:
- Sito del corso di laurea: cerca nella sezione “Tesi e Laurea” o “Laurearsi” della pagina del tuo corso. Il template è spesso in formato .docx o .dotx (modello Word).
- Portale studenti (Esse3/Infostud): dopo l’iscrizione alla sessione di laurea, alcuni portali forniscono un template pre-compilato con i tuoi dati istituzionali.
- Segreteria di Dipartimento: se non trovi il template online, contatta direttamente la Segreteria didattica del Dipartimento — non la Segreteria centrale.
- Sito del relatore: alcuni docenti pubblicano un template preferenziale nella sezione “tesi” del loro sito personale o della pagina docente.
Se il template non esiste o è obsoleto, costruisci il frontespizio da zero seguendo i passi successivi — avrai comunque un documento conforme alle norme generali.
Passo 2: inserire i dati istituzionali
La parte superiore del frontespizio è riservata all’intestazione istituzionale. Ecco come gestirla correttamente:
- Nome dell’ateneo: usa il nome ufficiale completo, non l’acronimo (es. “Università degli Studi di Milano”, non “Unimi”). Puoi trovarlo sull’intestazione ufficiale del sito istituzionale.
- Logo: scarica il logo ufficiale dal sito dell’ateneo in alta risoluzione (almeno 300 dpi per la stampa). Non usare loghi da Google Images o da vecchi documenti — potrebbero essere versioni obsolete. Il logo è generalmente disponibile nella sezione “Comunicazione” o “Brand” del sito istituzionale.
- Dipartimento: verifica il nome preciso e aggiornato del Dipartimento. I Dipartimenti italiani sono stati riorganizzati più volte negli ultimi anni — assicurati che il nome che scrivi sia quello attuale e non una denominazione precedente.
- Corso di laurea: includi la classe ministeriale (L-xx per triennali, LM-xx per magistrali) secondo la codifica prevista dal DM 270/2004.
Passo 3: formulare e posizionare il titolo
Il titolo della tesi è l’elemento più visibile del frontespizio. La sua formulazione è già stata concordata con il relatore, ma la posizione e la formattazione sul frontespizio richiedono attenzione:
- Corpo del titolo: tra 16 e 22pt, in grassetto, centrato verticalmente nella zona mediana del frontespizio.
- Lunghezza: un titolo su una riga è ideale. Se il titolo è lungo, prevedi il ritorno a capo in un punto logico (non a metà di un sintagma).
- Maiuscole: in italiano il titolo della tesi usa solo la maiuscola iniziale (non tutte maiuscole come nei titoli anglofoni), salvo nomi propri e acronimi.
- Sottotitolo: se presente, in corpo 14pt, separato dal titolo principale da almeno 6pt di spazio.
- Titolo in lingua straniera: se la tesi ha un abstract in inglese o se il titolo è bilingue, includi la versione inglese sotto quella italiana in corpo leggermente minore (14pt).
La coerenza del titolo con il corpo della tesi è fondamentale: leggi anche come creare l’indice della tesi su Word per verificare che il titolo dei capitoli rispecchi il titolo principale.
Passo 4: dati del candidato
I dati del candidato appaiono generalmente nella metà inferiore destra del frontespizio (o a sinistra, a seconda del template). Includono:
- Etichetta “Candidato/a:” seguita da nome e cognome completi.
- Matricola: il numero di matricola universitario, preceduto da “Matricola N°” o “N° matr.”.
- Non includere email, numero di telefono, indirizzo o altri dati personali — il frontespizio è un documento pubblico.
Passo 5: dati del relatore e correlatore
I dati del relatore appaiono solitamente nella metà inferiore sinistra (o a destra, a seconda del template). Questo è uno dei punti dove gli studenti commettono più errori:
- Titolo accademico: usa sempre il titolo corretto. “Prof.” vale per i professori ordinari e associati. “Dott.” o “Dott.ssa” per i ricercatori. Controlla lo status del tuo relatore sulla pagina personale del sito universitario — molti ricercatori sono stati promossi o cambiano qualifica ogni anno.
- Etichetta: “Relatore:” (o “Relatore/Relatrice:” in alcune università). Segue il titolo e il nome completo.
- Correlatore: se previsto, si aggiunge sotto con la stessa struttura. L’etichetta è “Correlatore:”, “Co-relatore:” o “Controrelatore:” a seconda del regolamento.
- Affiliazione esterna: se il correlatore è esterno all’ateneo (un professionista o un docente di un’altra università), aggiungi l’affiliazione tra parentesi.
Passo 6: formattazione e controllo finale su Word
Una volta inseriti tutti gli elementi, la formattazione finale è determinante. Leggi la guida su come formattare la tesi su Word per i dettagli su margini e interlinea, ma ecco le regole specifiche per il frontespizio:
- Margini: il frontespizio usa spesso margini ridotti rispetto al corpo della tesi (es. 2 cm su tutti i lati invece dei 2,5 cm standard).
- Nessun numero di pagina: il frontespizio non deve avere numerazione di pagina.
- Interruzione di sezione: in Word, il frontespizio deve essere separato dal resto della tesi con un’interruzione di sezione (non un semplice invio) per gestire autonomamente i margini, le intestazioni e i piè di pagina.
- Font: usa lo stesso font del corpo della tesi (solitamente Times New Roman 12pt o Calibri 11pt). Il logo dell’ateneo non è un elemento tipografico: non cambiargli le dimensioni dopo averlo inserito come immagine.
- Verifica in PDF: prima di consegnare, esporta il frontespizio in PDF e visualizzalo su schermo — spesso errori di allineamento visibili solo in PDF non sono evidenti in modalità modifica di Word.
Esempi per i principali atenei italiani
La struttura del frontespizio varia per ateneo. Ecco le caratteristiche principali dei template più comuni:
| Ateneo | Dove trovare il template | Particolarità |
|---|---|---|
| Università di Bologna | Portale AlmaEsami, sezione Laurea | Logo e nome ateneo in alto al centro; anno accademico in basso al centro |
| Sapienza Roma | Infostud, dopo iscrizione sessione | Frontespizio pre-compilato parzialmente da Infostud; logo “La Sapienza” specifico per Facoltà |
| Università di Milano | Portale SOL, sezione tesi | Doppia versione: italiana e inglese per i CdL internazionali |
| Politecnico di Milano | Sito Scuola di Ingegneria | Template in LaTeX disponibile; versione Word con logotipo specifico per area disciplinare |
| Università di Torino | Esse3, sezione Laurea e tesi | Frontespizio con doppio logo (UniTo + logo di Dipartimento) |
Per avere un confronto con altri sistemi universitari europei: in Spagna sono disponibili template gratuiti del TFG per le università spagnole che illustrano come le prime pagine del lavoro di fine grado seguano una logica diversa da quella italiana. In Portogallo, i requisiti di formattazione del frontespizio della tese de mestrado sono descritti nella guida alla struttura della tese de mestrado con template. In Francia, la page de garde del mémoire — equivalente del frontespizio italiano — ha una struttura molto simile a quella italiana ma con alcune specificità formali illustrate nella guida ai modelli e formattazione della page de garde del mémoire.
Frontespizi internazionali: confronto con sistemi esteri
Se la tua tesi ha un respiro internazionale — ad esempio se include un abstract in inglese o se hai svolto parte della ricerca all’estero — potresti chiederti come si strutturano i frontespizi in altri paesi. In generale:
- Sistema anglosassone: il “title page” britannico e americano include gli stessi elementi del frontespizio italiano, ma mette il titolo in prima posizione assoluta (in alto) e i dati istituzionali in basso.
- Sistema tedesco: la “Titelseite” è molto sobria — solitamente solo titolo, nome, data e nome del supervisore su una pagina bianca senza loghi.
- Sistema francese: la “page de garde” può includere la siglatura dell’UR (Unità di Ricerca) e il nome dell’École Doctorale, elementi non presenti nel frontespizio italiano.
Errori comuni da evitare
- Usare il logo scaricato da Google Images. Le versioni trovate online possono essere obsolete, di bassa risoluzione o non ufficiali. Scarica sempre dal sito istituzionale dell’ateneo.
- Sbagliare il titolo accademico del relatore. Chiamare “Prof.” un ricercatore che non ha ancora il ruolo di professore è un errore formale che può essere notato dalla commissione. Verifica sempre la qualifica attuale sulla pagina personale del docente.
- Scrivere l’anno accademico sbagliato. L’anno accademico sul frontespizio è quello in cui si discute la tesi — non quello di immatricolazione, non quello corrente del corso.
- Usare tutte maiuscole per il titolo. In italiano il titolo della tesi usa solo la maiuscola iniziale. Scriverlo tutto in maiuscolo è uno stile anglosassone non appropriato per un documento accademico italiano.
- Dimenticare l’interruzione di sezione in Word. Senza l’interruzione di sezione, la numerazione di pagina del corpo della tesi si estende al frontespizio — un errore evitabile con due clic.
- Non verificare il PDF prima della consegna. Molti problemi di allineamento, logo sfocato o font non incorporato emergono solo nel PDF finale. Esporta e controlla prima di consegnare.
Stai usando Google Forms per la tua ricerca empirica? Dai un’occhiata alla guida su come fare un sondaggio per la tesi con Google Forms: la metodologia quantitativa è parte integrante di molte tesi magistrali, e il frontespizio deve rifletterne la natura anche nella dicitura del corso.
Domande frequenti
Il frontespizio conta come pagina numerata nella tesi?
No. Il frontespizio non porta numero di pagina e non viene conteggiato nelle pagine numerate della tesi. La numerazione inizia tipicamente dall’indice (in numeri romani: i, ii, iii…) o dall’introduzione (in numeri arabi: 1, 2, 3…), a seconda del regolamento del tuo ateneo.
Posso modificare il titolo della tesi dopo aver consegnato il frontespizio?
Dipende dall’ateneo e dalla fase in cui ti trovi. Prima della consegna ufficiale alla Segreteria puoi modificare il titolo concordandolo con il relatore. Dopo la consegna, il cambio di titolo richiede un’istanza formale e l’approvazione della Segreteria — non sempre concessa. In molti atenei il titolo deve essere definitivo al momento dell’iscrizione alla sessione di laurea.
Il frontespizio deve essere diverso per la tesi triennale e la magistrale?
La struttura è la stessa, ma cambia la dicitura del corso (es. “Laurea Triennale in…” vs “Laurea Magistrale in…”) e della classe ministeriale (L-xx vs LM-xx). Alcuni atenei hanno template separati per i due livelli. Verifica sempre di scaricare il template corretto per il tuo livello di laurea.
Come si inserisce il logo dell’ateneo senza che risulti pixelato nel PDF?
Scarica il logo in formato vettoriale (SVG o EPS) quando disponibile, oppure in PNG ad alta risoluzione (almeno 300 dpi). In Word, inserisci il logo come immagine (Inserisci > Immagini) e non ridimensionarlo oltre le sue dimensioni originali. Al momento dell’esportazione in PDF, scegli “Qualità ottimale” o “Stampa” nelle impostazioni del PDF.
Il frontespizio deve essere stampato su carta speciale o a colori?
Dipende dall’ateneo e dal tipo di consegna. Per la consegna digitale (PDF), il formato è sempre a colori. Per la stampa della copia cartacea (dove ancora richiesta), il frontespizio va di solito su carta standard 80g/m², spesso in bianco e nero — ma verifica le istruzioni specifiche della tua Segreteria. Alcuni corsi richiedono una copia rilegata con copertina rigida che include un frontespizio a colori.
Cosa scrivo se ho due correlatori?
Se il tuo regolamento prevede più correlatori, elencarli in verticale sotto la sezione “Correlatori:” (al plurale). Verifica che il regolamento del tuo corso ammetta effettivamente più di un correlatore prima di inserirli — alcuni corsi prevedono un solo correlatore.
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