,

Come fare l’analisi statistica della tesi con SPSS: 10 passi

•

5 min di lettura

Hai raccolto i dati del questionario, li hai importati in SPSS e ora ti trovi davanti a un foglio pieno di colonne e a un menu con decine di analisi. La domanda è sempre la stessa: come si fa l’analisi statistica della tesi con SPSS senza sbagliare test e senza riempire il capitolo dei risultati di tabelle inutili?

Questa guida ti accompagna in dieci passi, dalla preparazione del file alla scrittura dei risultati, con una tabella per scegliere il test giusto e un esempio illustrativo completo. Non serve essere statistici: serve un ordine di lavoro. I nomi dei menu sono indicati come appaiono nella versione italiana con l’equivalente inglese tra parentesi, perché possono cambiare leggermente tra le versioni di SPSS.

Risposta rapida: per fare l’analisi statistica della tesi con SPSS (1) definisci domande e ipotesi, (2) prepara e codifica il dataset nella Visualizzazione variabili, (3) pulisci i dati e gestisci i valori mancanti, (4) calcola le statistiche descrittive, (5) verifica affidabilità delle scale e normalità, (6) scegli il test in base al tipo di variabili e al numero di gruppi, (7) esegui il test, (8) leggi output e dimensione dell’effetto, (9) prepara tabelle e grafici, (10) scrivi i risultati senza interpretarli, rimandando l’interpretazione alla discussione.

Prima di aprire SPSS: domande, ipotesi e variabili

L’errore più comune è aprire SPSS e “provare” analisi finché qualcosa risulta significativo. È un approccio che il relatore riconosce subito e che rende i risultati poco credibili. Prima di cliccare, scrivi su un foglio tre cose:

  1. Le domande di ricerca e le ipotesi. Per esempio: “Gli studenti che lavorano riportano livelli di stress più alti di chi non lavora?”.
  2. Le variabili coinvolte in ciascuna ipotesi: quale è la variabile dipendente (lo stress) e quale l’indipendente (lavorare sì/no).
  3. Il livello di misura di ogni variabile: nominale (genere, corso di laurea), ordinale (titolo di studio, singolo item Likert) o di scala (età, punteggio totale di un questionario).

Questo piano di analisi diventa poi il paragrafo “Analisi dei dati” del capitolo metodologico. Se non sei sicuro che la tua tesi sia davvero quantitativa, leggi prima le differenze tra ricerca qualitativa e quantitativa. Se non hai ancora deciso quanti partecipanti ti servono, consulta la nostra guida su come calcolare la dimensione del campione per la tesi.

Come fare l’analisi statistica della tesi con SPSS in 10 passi

Laptop con un foglio dati e grafici statistici accanto a un quaderno con un diagramma decisionale
Illustrazione generata con IA: prima di scegliere il test, organizza dati e domande di ricerca.

Passo 1 — Imposta la Visualizzazione variabili

In basso a sinistra SPSS ha due schede: Visualizzazione dati (Data View) e Visualizzazione variabili (Variable View). Nella seconda assegna a ogni colonna un nome breve senza spazi, un’etichetta leggibile, i valori codificati (per esempio 1 = femmina, 2 = maschio, 3 = altro) e il livello di misura corretto. Dieci minuti spesi qui ti evitano ore di confusione negli output.

Passo 2 — Controlla e pulisci i dati

Esegui le frequenze di tutte le variabili (Analizza → Statistiche descrittive → Frequenze; in inglese Analyze → Descriptive Statistics → Frequencies) e cerca valori impossibili: un’età di 220 anni, un punteggio Likert pari a 8 su una scala da 1 a 5. Correggi gli errori di inserimento ripartendo dai questionari originali, non “a occhio”.

Passo 3 — Gestisci i valori mancanti

Decidi una regola e dichiarala nella tesi. Le opzioni più comuni sono escludere i casi con troppe risposte mancanti oppure calcolare i punteggi di scala solo su chi ha risposto a una quota minima di item. Definisci in Visualizzazione variabili il codice dei mancanti (per esempio 99) così SPSS non lo tratta come un valore reale.

Passo 4 — Crea le variabili di punteggio

Se usi un questionario a più item, ricodifica prima gli item formulati in senso inverso (Trasforma → Ricodifica in variabili differenti; Transform → Recode into Different Variables), poi calcola il punteggio totale o la media con Trasforma → Calcola variabile (Compute Variable). Lavora sempre su variabili nuove e conserva gli originali.

Passo 5 — Calcola le statistiche descrittive

Per le variabili nominali riporta frequenze e percentuali; per quelle di scala media, deviazione standard, minimo e massimo (Analizza → Statistiche descrittive → Descrittive). Queste tabelle descrivono il campione e aprono quasi sempre il capitolo dei risultati.

Passo 6 — Verifica l’affidabilità delle scale

Per ogni scala calcola l’alfa di Cronbach (Analizza → Scala → Analisi di affidabilità; Analyze → Scale → Reliability Analysis). Riporta il valore nel metodo o all’inizio dei risultati, indicando a quale scala si riferisce.

Passo 7 — Controlla le assunzioni

Molti test parametrici presuppongono una distribuzione approssimativamente normale della variabile dipendente nei gruppi. Usa Analizza → Statistiche descrittive → Esplora (Explore) e richiedi i grafici di normalità: otterrai istogrammi, grafici Q-Q e i test di Kolmogorov-Smirnov e Shapiro-Wilk. Con campioni piccoli o distribuzioni molto asimmetriche valuta i test non parametrici.

Passo 8 — Scegli ed esegui il test

Il test dipende dalla domanda e dal tipo di variabili, non dalla preferenza personale. Usa la tabella della sezione successiva. Esegui solo le analisi previste dal piano, più eventuali analisi esplorative dichiarate come tali.

Passo 9 — Leggi l’output e la dimensione dell’effetto

Nell’output cerca la statistica del test (t, F, chi quadrato, r), i gradi di libertà, il valore p e, quando disponibile, una misura della dimensione dell’effetto (d di Cohen, eta quadrato, V di Cramér). Un risultato statisticamente significativo con un effetto minimo merita una lettura prudente nella discussione.

Passo 10 — Esporta tabelle e grafici

Non incollare l’output grezzo nella tesi: ricostruisci tabelle pulite con i soli valori necessari. Per la procedura di esportazione e formattazione vedi la guida su come inserire grafici e tabelle SPSS in Word.

Quale test statistico scegliere: la tabella decisionale

Questa tabella copre la maggior parte delle tesi triennali e magistrali con questionari. È uno schema orientativo: per disegni più complessi confrontati con il relatore o con il docente di statistica del corso.

Domanda Variabili Test parametrico Alternativa non parametrica
Due gruppi diversi hanno medie diverse? 1 nominale (2 gruppi) + 1 di scala t di Student per campioni indipendenti U di Mann-Whitney
Gli stessi soggetti cambiano tra due misurazioni? 2 misure di scala sugli stessi soggetti t per campioni appaiati Test di Wilcoxon
Tre o più gruppi hanno medie diverse? 1 nominale (3+ gruppi) + 1 di scala ANOVA a una via + post hoc Kruskal-Wallis
Due variabili nominali sono associate? 2 nominali — Chi quadrato (tavole di contingenza)
Due variabili di scala crescono insieme? 2 di scala Correlazione di Pearson Rho di Spearman
Più predittori spiegano un risultato? 1 dipendente di scala + 2 o più predittori Regressione lineare multipla —
Che cosa predice un esito sì/no? 1 dipendente dicotomica + predittori Regressione logistica binaria —

Un singolo item Likert è ordinale, ma il punteggio totale di una scala validata viene di solito trattato come variabile di scala: è una convenzione diffusa, da dichiarare e discutere con il relatore. Se invece devi ancora scegliere il software, confronta SPSS con le alternative nel nostro articolo JASP vs Jamovi vs SPSS per la tesi.

Esempio illustrativo: stress e lavoro negli studenti

Grafici statistici astratti con curva normale, box plot e retta di regressione
Illustrazione generata con IA: distribuzioni, confronti e relazioni sono i tre tipi di risultato più comuni in una tesi.

Immagina una tesi triennale in Psicologia con un questionario online compilato da 180 studenti (dati fittizi, solo a scopo illustrativo). La variabile dipendente è il punteggio di una scala di stress percepito; la variabile indipendente è “lavora durante gli studi” (sì/no).

  1. Descrittive: 74 studenti lavorano, 106 no. Il punteggio medio di stress è 21,4 (DS 5,8) per chi lavora e 18,9 (DS 6,1) per chi non lavora.
  2. Affidabilità: l’alfa di Cronbach della scala nel campione è 0,84.
  3. Assunzioni: gli istogrammi mostrano distribuzioni approssimativamente simmetriche; il test di Levene non indica differenze di varianza rilevanti.
  4. Test: t di Student per campioni indipendenti (Analizza → Confronta medie → Test T per campioni indipendenti).
  5. Risultato (fittizio): t(178) = 2,77, p = 0,006, d di Cohen = 0,42.

Nel capitolo dei risultati la frase diventa: “Gli studenti che lavorano hanno riportato livelli di stress percepito più elevati (M = 21,4; DS = 5,8) rispetto agli studenti che non lavorano (M = 18,9; DS = 6,1); la differenza è statisticamente significativa, t(178) = 2,77, p = 0,006, con una dimensione dell’effetto moderata (d = 0,42).” Nota che la frase descrive, non spiega: il perché va nella discussione.

Come scrivere i risultati nel capitolo della tesi

Il capitolo dei risultati segue l’ordine delle ipotesi, non l’ordine in cui hai fatto le analisi. Per ogni ipotesi:

  • ricorda in una riga che cosa stavi verificando;
  • indica il test usato e perché, se non l’hai già spiegato nel metodo;
  • riporta i valori essenziali (statistica, gradi di libertà, p, dimensione dell’effetto);
  • rimanda a una tabella o a un grafico numerato solo se aggiunge informazione;
  • dichiara se l’ipotesi è supportata o no, senza giudizi.

Uniforma le convenzioni: decimali con la virgola o con il punto secondo lo stile richiesto, numero di decimali costante, p esatti invece di “p < 0,05” quando possibile. Molti corsi di Psicologia chiedono lo stile APA anche per la presentazione dei risultati statistici; verifica le norme del tuo dipartimento.

Quali grafici inserire nella tesi

Un grafico va inserito solo se rende un risultato più chiaro di una tabella. Le scelte più comuni nelle tesi con SPSS sono:

  • grafico a barre per confrontare frequenze o medie tra gruppi, con barre di errore se riporti medie;
  • istogramma per mostrare la distribuzione di una variabile di scala, utile nel paragrafo sulle assunzioni;
  • box plot per confrontare distribuzioni e individuare valori anomali;
  • grafico a dispersione per illustrare una correlazione o una regressione semplice.

Evita i grafici a torta con molte categorie, gli effetti tridimensionali e i colori che non si distinguono in stampa in bianco e nero. Numera ogni figura, dagli un titolo informativo e richiamala nel testo prima che compaia. Usa Grafici → Generatore di grafici (Graphs → Chart Builder) e modifica etichette e assi in italiano prima di esportare.

Errori frequenti nell’analisi statistica della tesi

  1. Usare il test sbagliato per il livello di misura, per esempio una media su una variabile nominale codificata con numeri.
  2. Moltiplicare i confronti senza correzione: venti t-test su venti item aumentano il rischio di risultati significativi per caso.
  3. Confondere correlazione e causalità nel testo dei risultati.
  4. Riportare solo il valore p senza statistica del test e dimensione dell’effetto.
  5. Incollare l’output di SPSS così com’è, con tabelle in inglese e decine di valori superflui.
  6. Non salvare la sintassi. Usa il pulsante Incolla (Paste) nelle finestre di dialogo per salvare i comandi in un file di sintassi: potrai rifare tutte le analisi in pochi secondi se il relatore chiede una modifica.
  7. Cambiare le ipotesi dopo aver visto i risultati senza dichiararlo.

Dove trovare SPSS e quanto tempo serve

Molti atenei mettono a disposizione SPSS nei laboratori informatici o tramite licenze per studenti: verifica nella pagina dei servizi informatici del tuo ateneo e nella nostra raccolta di software e licenze per studenti universitari. Per una tesi con un questionario e tre o quattro ipotesi, calcola almeno una settimana di lavoro tra pulizia dei dati, analisi e stesura del capitolo, più il tempo per le revisioni del relatore.

Per i dettagli di ogni procedura, opzione e statistica dell’output, la fonte più affidabile è la documentazione ufficiale di IBM SPSS Statistics, organizzata per versione del programma: controlla quale versione usi prima di seguire una procedura.

Se la tua tesi usa un’indagine campionaria più ampia, il nostro approfondimento sulla tesi di Sociologia con survey mostra come impostare disegno e analisi in un contesto di scienze sociali.

Organizza il capitolo dei risultati con Tesify

Tesify ti aiuta a strutturare la tesi: oltre 9.000 studenti vi hanno organizzato più di 15.000 capitoli, e il testo resta scritto al 100% da te. Puoi suddividere il capitolo dei risultati ipotesi per ipotesi, con un paragrafo per ogni analisi.

Struttura la tua tesi su Tesify

Domande frequenti sull’analisi statistica della tesi con SPSS

Quale test devo usare per confrontare due gruppi?

Se la variabile dipendente è di scala e la distribuzione è approssimativamente normale, il t di Student per campioni indipendenti; altrimenti il test U di Mann-Whitney. Se i gruppi sono gli stessi soggetti misurati due volte, usa il t per campioni appaiati o il test di Wilcoxon.

Devo riportare il test di normalità nella tesi?

È buona pratica indicare come hai verificato le assunzioni, per esempio con grafici e test di Shapiro-Wilk, e quale decisione hai preso. Bastano una o due frasi nel paragrafo sull’analisi dei dati.

Che cosa significa p minore di 0,05?

Significa che, se l’ipotesi nulla fosse vera, un risultato almeno così estremo sarebbe poco probabile. Non indica quanto è grande o importante l’effetto: per questo servono le misure di dimensione dell’effetto.

Posso usare SPSS in italiano?

Sì, SPSS può essere impostato in italiano dalle opzioni del programma. Nelle tabelle della tesi usa comunque la terminologia del tuo corso e traduci le intestazioni se l’output è in inglese.

Quante analisi devo inserire nella tesi?

Solo quelle che rispondono alle domande di ricerca, più le descrittive del campione e l’affidabilità delle scale. Le analisi esplorative vanno dichiarate come tali o spostate in appendice.

Che cos’è il file di sintassi e perché conviene salvarlo?

È un file di testo con i comandi delle analisi eseguite. Salvarlo ti permette di ripetere tutto in pochi secondi e di documentare il lavoro se il relatore chiede di verificare un passaggio.