Un regolamento dell’Unione europea non si cita come una legge italiana. Ha un contrassegno proprio, un’istituzione emanante, una data di adozione, un titolo ufficiale e gli estremi di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Chi si chiede come citare un regolamento europeo nella tesi deve partire da questi elementi, perché una commissione di Giurisprudenza a Bologna, di Economia in Bocconi o di Scienze politiche alla Sapienza riconosce subito una citazione approssimativa.
Le regole non sono una scelta di stile del singolo docente. La fonte primaria è il Manuale interistituzionale di convenzioni redazionali pubblicato dall’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, che dedica il punto 3.2.2 e seguenti ai riferimenti e alla citazione degli atti. Il relatore può chiederti uno stile bibliografico specifico, ma gli elementi identificativi dell’atto restano quelli fissati dal Manuale.
Le indicazioni che seguono valgono per tesi triennali, magistrali e di dottorato, in ambito giuridico, economico, ingegneristico o sanitario: ovunque un regolamento UE entri nell’apparato critico.
Qual è la regola ufficiale per citare un regolamento europeo nella tesi?
La regola ufficiale è quella del Manuale interistituzionale di convenzioni redazionali, redatto dall’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea. Al punto 3.2.2 e seguenti il Manuale stabilisce come si fa riferimento agli atti e come si citano. Per un regolamento adottato congiuntamente da Parlamento europeo e Consiglio, lo schema standard di citazione completa è il seguente:
Regolamento (UE) anno/numero del Parlamento europeo e del Consiglio, del giorno mese anno, relativo a oggetto dell’atto, in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L numero del data, pag. numero.
Questa formula, riportata dal Manuale dell’Ufficio delle pubblicazioni, è il punto di riferimento anche per gli atti di sola competenza del Consiglio o della Commissione: cambia l’istituzione emanante, non la struttura. Seguirla significa usare la stessa terminologia degli atti ufficiali, coerente con l’approccio rigoroso richiesto dalle linee guida di ateneo per le tesi.

Quali elementi deve contenere la prima citazione completa?
Alla prima menzione, in nota o nel corpo del testo, la citazione deve contenere sei elementi obbligatori. Omissioni o inversioni rendono l’atto difficile da identificare e vengono segnalate in revisione.
| Elemento | Cosa indicare | Forma corretta |
|---|---|---|
| Istituzione emanante | Chi ha adottato l’atto | del Parlamento europeo e del Consiglio; del Consiglio; della Commissione |
| Tipo di atto | La natura giuridica | Regolamento |
| Contrassegno | Sigla dell’Unione con anno e numero | (UE) anno/numero |
| Data di adozione | Giorno, mese e anno per esteso | del giorno mese anno |
| Titolo integrale | L’oggetto ufficiale, senza abbreviazioni | relativo a oggetto |
| Estremi di pubblicazione | Serie, numero, data e pagina della Gazzetta ufficiale | GU L numero del data, pag. numero |
Il portale EUR-Lex conferma la stessa logica: autorità emanante, tipo di atto, numero, data di adozione, titolo ufficiale ed estremi di pubblicazione nella GUUE. Il titolo va copiato integralmente: riassumerlo con parole tue è uno degli errori più frequenti.
Consiglio pratico: la data di adozione e la data di pubblicazione sono due dati diversi. La prima identifica l’atto, la seconda la sua uscita in Gazzetta ufficiale. Servono entrambe.
Si scrive comma o paragrafo quando si cita un articolo di un regolamento UE?
Si scrive paragrafo. Nel diritto dell’Unione le suddivisioni numerate di un articolo si chiamano «paragrafi», non «commi»: il comma è il termine tipico della legislazione italiana. Dopo il paragrafo si indicano eventuali lettere. La forma estesa è «articolo X, paragrafo Y, lettera Z», quella abbreviata «art. X, par. Y, lett. Z».
L’errore è comprensibile per chi viene da esami di diritto interno, ma in una tesi di diritto europeo a Padova o al Politecnico di Milano, per esempio in un lavoro sulla regolazione tecnica, la confusione tra comma e paragrafo segnala una padronanza incompleta delle fonti. Se nella stessa tesi citi sia leggi italiane sia regolamenti UE, mantieni la distinzione: comma per le prime, paragrafo per i secondi.

Come si abbreviano le citazioni successive?
Dopo la prima citazione completa si usa la forma contratta, per non appesantire le note. Le convenzioni redazionali prevedono formule come «Regolamento (UE) anno/numero, cit.» oppure, quando si richiama una disposizione precisa, «Reg. (UE) anno/numero, cit., art. X».
- Prima nota: citazione completa con tutti i sei elementi.
- Note successive: contrassegno con anno e numero seguito da «cit.».
- Disposizione specifica: forma abbreviata più articolo, paragrafo e lettera.
Se il regolamento è noto con un acronimo diffuso, puoi introdurlo tra parentesi nella prima citazione completa e usarlo in seguito, purché il lettore sappia sempre a quale atto ti riferisci.
Come si indica EUR-Lex come fonte di accesso?
Se hai consultato l’atto su EUR-Lex, la prassi raccomandata è aggiungere in nota o in bibliografia la dicitura «Disponibile su EUR-Lex:» seguita dall’indirizzo della pagina dell’atto. Titolo ufficiale ed estremi vanno prelevati direttamente dalla scheda identificativa del documento sul portale EUR-Lex, non da siti secondari, manuali o articoli di giornale.
Questo passaggio ha due vantaggi: garantisce che gli estremi siano esatti e consente al relatore di verificare la fonte con un clic. Per i regolamenti modificati più volte, assicurati di indicare se citi il testo originario o una versione consolidata.
Come si adatta la citazione allo stile bibliografico della tesi?
Gli elementi identificativi del regolamento non cambiano; cambia la loro collocazione. Negli stili a nota, diffusi nelle tesi giuridiche e storiche, la citazione completa va nella prima nota a piè di pagina. Negli stili autore-data, come APA, nel testo compare un riferimento breve e la citazione estesa si trova nell’elenco finale. Con UNI ISO 690:2010 o Chicago vale la stessa regola: lo stile governa punteggiatura e posizione, il Manuale UE governa il contenuto.
Molti dipartimenti chiedono di separare la bibliografia dottrinale da una sezione «Fonti normative». Verifica il regolamento tesi del tuo corso o chiedi al relatore. Strumenti come Tesify generano automaticamente la bibliografia in APA, MLA, Chicago, UNI ISO 690:2010 e Vancouver, così puoi concentrarti sulla correttezza degli estremi dell’atto.
Quali errori di citazione notano più spesso i relatori?
- Usare «comma» invece di «paragrafo» nelle disposizioni di un regolamento UE.
- Omettere l’istituzione emanante o confondere Consiglio e Commissione.
- Abbreviare o parafrasare il titolo ufficiale.
- Indicare solo l’anno, senza data di adozione per esteso.
- Dimenticare serie, numero, data e pagina della Gazzetta ufficiale.
- Ripetere la citazione completa in ogni nota invece della forma «cit.».
- Copiare gli estremi da fonti secondarie anziché dalla scheda EUR-Lex.
Questi dettagli incidono sulla percezione complessiva del lavoro. Prima della consegna, ripassali insieme agli altri punti della checklist finale di revisione e correzione della tesi.
Cosa verificare prima di caricare la tesi su Esse3 in PDF/A?
Chi cerca come caricare la tesi su Esse3 in PDF/A deve sapere che il formato di archiviazione conserva il documento così com’è: eventuali errori nelle note normative restano nel file depositato. Prima della conversione controlla che ogni regolamento citato abbia la citazione completa alla prima occorrenza, che i link EUR-Lex siano leggibili come testo e che le note non si siano spostate dopo l’impaginazione finale.
Nel file PDF/A i caratteri devono essere incorporati, quindi verifica che simboli come le virgolette caporali e le lettere accentate dei titoli ufficiali siano resi correttamente. Le scadenze e le modalità di caricamento variano da ateneo ad ateneo: consulta sempre il regolamento della tua segreteria.
Ricorda anche che il controllo antiplagio può evidenziare passaggi trascritti letteralmente dai regolamenti. Riporta i testi normativi tra virgolette con la relativa citazione e informati sulla soglia di alert Compilatio nel tuo ateneo. Se pensi di allegare in appendice ampi estratti normativi, valuta l’impatto sulla lunghezza complessiva confrontandola con le indicazioni su quante pagine deve avere la tesi. In discussione, infine, preparati a spiegare perché hai scelto proprio quel regolamento: è una delle domande tipiche della commissione di laurea.
Vuoi una bibliografia senza errori di formato? Con Tesify scrivi la tesi in un editor con assistenza IA, generi la bibliografia in APA, MLA, Chicago, UNI ISO 690:2010 e Vancouver, verifichi l’originalità del testo ed esporti in PDF, Word e LaTeX. L’iscrizione è gratuita e senza carta di credito.
Domande frequenti
Bisogna scrivere Regolamento (UE) o Regolamento UE?
La forma corretta è Regolamento (UE), con la sigla dell’Unione tra parentesi seguita da anno e numero. È il contrassegno previsto dallo schema ufficiale del Manuale interistituzionale di convenzioni redazionali e va mantenuto identico in tutta la tesi, anche nella forma abbreviata.
Posso citare un regolamento solo con il suo acronimo?
Solo dopo la prima citazione completa. Alla prima menzione servono istituzione emanante, tipo di atto, contrassegno, data di adozione, titolo integrale ed estremi della Gazzetta ufficiale; l’acronimo può essere introdotto tra parentesi e usato nelle menzioni successive.
Va indicata la data di adozione o quella di pubblicazione?
Entrambe. La data di adozione per esteso segue il nome dell’istituzione emanante e identifica l’atto; la data di pubblicazione fa parte degli estremi della Gazzetta ufficiale serie L, insieme a numero e pagina.
Dove trovo gli estremi corretti di un regolamento europeo?
Nella scheda identificativa del documento su EUR-Lex, il portale ufficiale del diritto dell’Unione. Da lì preleva titolo ufficiale, data di adozione ed estremi di pubblicazione e, se lo hai consultato online, aggiungi la dicitura Disponibile su EUR-Lex seguita dall’indirizzo.
Perché nei regolamenti UE non si usa la parola comma?
Perché nel diritto dell’Unione le suddivisioni numerate degli articoli si chiamano paragrafi. La citazione corretta è articolo, paragrafo e lettera, abbreviabile in art., par., lett. Il comma resta il termine proprio della legislazione italiana.
I link EUR-Lex funzionano nella tesi caricata su Esse3 in PDF/A?
Il formato PDF/A conserva il testo e, in genere, i collegamenti presenti nel documento, ma l’importante è che l’indirizzo sia leggibile per esteso nella nota o in bibliografia. Controlla il file convertito prima del caricamento e segui le istruzioni della segreteria del tuo ateneo.



