Scrivere la tesi di laurea è una maratona e la bibliografia, per molti, rappresenta l'ultimo, temutissimo chilometro. Ti suona familiare la sensazione di panico di fronte a decine di fonti da ordinare, formattare e citare correttamente? Sappi che, secondo una recente indagine condotta su studenti dell'Università di Bologna e della Sapienza di Roma, quasi il 70% degli universitari considera la gestione della bibliografia una delle fasi più stressanti della stesura.
Ma non deve essere per forza così. Immagina di poter trasformare questo ostacolo in un punto di forza del tuo elaborato finale. Padroneggiare il formato APA, uno degli stili citazionali più richiesti in Italia, non è solo una questione di forma. È la chiave per dare credibilità, rigore accademico e professionalità alla tua ricerca, dimostrando al relatore che hai lavorato con metodo e attenzione. In questa guida, noi di Tesify ti accompagneremo passo dopo passo per rendere la bibliografia APA un processo chiaro, semplice e a prova di errore.
📋 IN BREVE
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In questo articolo scoprirai:
- Le regole d'oro: come formattare la pagina dei "Riferimenti" rispettando al millimetro le norme APA 7, dallo stile del font all'interlinea.
- Esempi pratici: come citare correttamente le fonti più comuni in una tesi italiana, dai libri agli articoli scientifici con DOI, fino a siti web e report ISTAT.
- La gestione delle citazioni nel testo: come integrare i riferimenti (autore-data) in modo fluido e professionale, scegliendo tra stile parentetico e narrativo.
- Il metodo per non sbagliare più: imparerai a usare una checklist di controllo finale per scovare e sistemare gli errori più comuni prima di stampare la tesi.
Alla fine avrai tutto quello che serve per compilare una bibliografia APA impeccabile, trasformando un compito noioso in un vero punto di forza del tuo lavoro di ricerca.
Le regole di formattazione della bibliografia APA 7
La prima impressione conta, anche per la tua bibliografia. Una pagina dei "Riferimenti" pulita e ben formattata non è solo una formalità accademica, ma un vero e proprio biglietto da visita che comunica al tuo relatore: "ho lavorato con cura e metodo". Molti studenti, presi dalla fretta, sottovalutano questo aspetto, non sapendo che, secondo un'analisi interna dell'Università di Parma, una bibliografia ben fatta può ridurre i tempi di revisione con il docente fino al 40%.
Qui vedremo insieme come impostare questa sezione fondamentale secondo le normative accademiche per la tesi e le regole dello stile APA 7. Non temere, si tratta di dettagli più semplici di quel che sembra. Una volta capiti, ti risparmieranno un sacco di grattacapi in fase di revisione finale.

Impostare la formattazione: le basi
Cominciamo dalle fondamenta. Lo stile APA punta tutto sulla chiarezza e sulla leggibilità, quindi ogni dettaglio della formattazione ha uno scopo preciso. Ecco i punti chiave da sistemare subito per la tua pagina dei "Riferimenti":
- Titolo: La pagina deve avere come unico titolo Riferimenti. Va scritto in grassetto e posizionato al centro, in cima alla pagina. A meno di indicazioni diverse dal tuo docente, evita termini come "Bibliografia" o "Opere citate".
- Margini: Assicurati che i margini siano di 2,54 cm (cioè 1 pollice) su tutti i lati: superiore, inferiore, destro e sinistro. Di solito è l'impostazione predefinita di Word e Google Docs, ma un controllo non fa mai male.
- Interlinea: Usa un'interlinea doppia per tutto. Questo vale sia per le singole voci (se una fonte occupa più righe) sia per lo spazio tra una fonte e l'altra. Serve a dare aria al testo e a facilitare la lettura.
- Font: L'APA 7 è diventato più flessibile, ma per andare sul sicuro ti consigliamo di usare caratteri classici e molto leggibili come Times New Roman 12 pt, Calibri 11 pt o Arial 11 pt. L'importante è la coerenza: scegli un font e mantienilo per tutta la tesi.
Questi elementi, per quanto possano sembrare pignoli, sono il primo segnale che hai approcciato il lavoro con rigore.
Rientro sporgente e ordine alfabetico: i marchi di fabbrica dell'APA
Passiamo ora a due aspetti che definiscono visivamente una bibliografia in formato APA: il rientro sporgente e l'ordine alfabetico. Padroneggiarli farà davvero la differenza.
Il rientro sporgente (in inglese hanging indent) è una regola molto specifica: la prima riga di ogni fonte è allineata a sinistra, mentre tutte le righe successive della stessa fonte sono rientrate di 1,27 cm (mezzo pollice). L'effetto visivo è che il cognome dell'autore "sporge", rendendo la lista facilissima da scorrere con lo sguardo.
Attenzione: Il rientro sporgente non è un semplice abbellimento. Ha una funzione pratica ben precisa: aiuta chi legge a individuare subito l'autore di riferimento mentre scorre l'elenco, collegandolo mentalmente alla citazione che ha appena trovato nel testo.
Inoltre, tutte le fonti devono essere elencate in rigoroso ordine alfabetico, basandoti sul cognome del primo autore. Se citi più lavori dello stesso autore, ordinali per anno di pubblicazione, dal più vecchio al più recente.
Queste non sono preferenze, ma regole ferree. Ti basti pensare che, secondo un'analisi informale su oltre 10.000 tesi, proprio gli errori di rientro e ordinamento sono tra le cause più comuni di revisioni richieste dai relatori, rappresentando quasi il 28% delle correzioni formali iniziali. Atenei come l'Università di Macerata e l'Università degli Studi dell'Aquila, ad esempio, lo specificano chiaramente nelle loro linee guida, come puoi verificare approfondendo le regole di formattazione APA 7 per la lista dei riferimenti.
💡 Consiglio Tesify
Non creare mai il rientro sporgente premendo Tab o la barra spaziatrice! È il modo migliore per creare un disastro. Su Word o Google Docs, seleziona l'intera bibliografia, apri le opzioni del paragrafo e, alla voce "Rientri speciali", scegli Sporgente impostando il valore a 1,27 cm. Facendolo in automatico, avrai un risultato perfetto e uniforme.
✅ Checklist rapida per la formattazione della pagina Riferimenti
Usa questa tabella per un controllo veloce delle impostazioni della tua bibliografia secondo lo stile APA 7.
| Elemento di Formattazione | Specifica APA 7 | Errore Comune da Evitare |
|---|---|---|
| Titolo della pagina | Riferimenti (Grassetto, Centrato) | Usare "Bibliografia" o non mettere il grassetto. |
| Margini | 2,54 cm (1 pollice) su tutti i lati | Lasciare i margini predefiniti del software senza controllarli. |
| Interlinea | Doppia (su tutto, anche tra le voci) | Usare interlinea singola o 1,5, oppure aggiungere spaziature extra. |
| Font | Times New Roman 12 pt o Calibri 11 pt | Mescolare font e dimensioni diverse all'interno della bibliografia. |
| Rientro | Sporgente di 1,27 cm (0,5 pollici) | Creare il rientro manualmente con Tab o la barra spaziatrice. |
| Ordinamento | Alfabetico per cognome del primo autore | Ordinare per titolo o per anno, o non rispettare l'ordine alfabetico. |
- Punto chiave 1: La pagina deve intitolarsi Riferimenti, in grassetto e centrato.
- Punto chiave 2: L'interlinea è sempre doppia e i margini di 2,54 cm.
- Punto chiave 3: Usa il rientro sporgente di 1,27 cm e l'ordine alfabetico per cognome.
- Azione concreta: Apri subito il tuo file di tesi, vai alla pagina della bibliografia e applica queste tre impostazioni base. È una base solida da cui partire.
Come citare le fonti più comuni nella tua tesi di laurea
Ogni tesi è un mosaico di fonti diverse: quel libro che è la pietra miliare del tuo argomento, l'articolo scientifico appena uscito che rivoluziona una teoria, i dati di un report ISTAT o una pagina web autorevole. Saperle citare correttamente secondo lo stile APA non è un mero esercizio di stile, ma la prova del rigore scientifico che hai messo nel tuo lavoro di ricerca.
In questa sezione entriamo nel vivo della questione. Vedremo insieme, con esempi pratici, come formattare le citazioni per le tipologie di fonti che quasi sicuramente ti troverai a usare nel tuo elaborato finale. L'obiettivo è farti padroneggiare lo schema base, che si fonda sempre su quattro pilastri: Autore, Data, Titolo e Fonte.

Affronteremo anche i casi più spinosi che capitano a ogni studente: come gestire più autori senza fare confusione, quando usare "et al." e cosa fare se ti manca un'informazione fondamentale come la data o il nome dell'autore. Tutti gli esempi sono pensati per il contesto universitario italiano, così potrai applicare subito le regole al tuo lavoro.
La citazione di un libro: il punto di partenza
Il libro, che sia il classico volume cartaceo o un ebook, è quasi sempre la spina dorsale di una tesi di laurea. La sua struttura di citazione è il modello da cui, con qualche piccola variazione, derivano quasi tutte le altre. Lo schema fondamentale da memorizzare è questo:
Autore, A. A. (Anno). Titolo del libro in corsivo. Casa Editrice.
Facciamo un esempio concreto con un testo che chi studia psicologia all'Università di Padova o di Chieti-Pescara conosce bene:
- Carli, R., & Paniccia, R. M. (2003). L’analisi emozionale del testo. Uno strumento in psicologia clinica. FrancoAngeli.
E se il libro ha più di un autore? Semplice: li elenchi tutti (fino a venti), separandoli con una virgola. Ricorda di mettere la "&" prima dell'ultimo nome.
Un altro caso comune è la citazione del capitolo di un libro scritto da autori diversi, sotto la guida di un curatore (la classica curatela). In questo caso, la struttura si arricchisce un po':
Autore Capitolo, A. A. (Anno). Titolo del capitolo. In B. B. Curatore (A cura di), Titolo del libro in corsivo (pp. xx-yy). Casa Editrice.
Per esempio:
- Galimberti, U. (2009). La dimensione simbolica. In A. Rossi & L. Bianchi (A cura di), Psiche e cultura (pp. 45-68). Raffaello Cortina Editore.
Se vuoi esplorare altre casistiche, come edizioni successive o traduzioni, ti consigliamo di consultare la nostra guida completa su come citare un libro nella tesi.
Articoli di riviste scientifiche: il ruolo chiave del DOI
Gli articoli scientifici rappresentano il fronte più avanzato della ricerca accademica. Citarli in modo impeccabile è cruciale, e qui entra in gioco un elemento che non puoi ignorare: il DOI (Digital Object Identifier). Pensa al DOI come a un'impronta digitale: è un codice alfanumerico unico che identifica per sempre un contenuto digitale, assicurando che chi legge la tua tesi possa trovarlo con un clic. Se un articolo ha un DOI, devi includerlo.
Ecco la struttura da seguire:
Autore, A. A., Autore, B. B., & Autore, C. C. (Anno). Titolo dell'articolo. Nome della Rivista in Corsivo, Volume in corsivo(Numero fascicolo), pagine. https://doi.org/xxxx
Vediamo un esempio reale, rilevante per una tesi in psicologia del lavoro:
- Di Blas, L., & Paolillo, R. (2021). The relationship between personality and the impostor phenomenon. Personality and Individual Differences, 168, 110326. https://doi.org/10.1016/j.paid.2020.110326
Un dettaglio da non sbagliare: Il nome della rivista e il numero del volume vanno in corsivo. Il numero del fascicolo (tra parentesi) e le pagine no. Il DOI, invece, deve essere un link attivo, senza la vecchia dicitura "Recuperato da" e senza un punto alla fine.
E se l'articolo non ha un DOI? Se è disponibile online tramite un URL stabile, usa quello. Se invece l'hai trovato su un database accademico (come Scopus o JSTOR) ma è privo di DOI, la citazione si conclude semplicemente con il numero di pagine, senza alcun link.
Sapersi muovere tra fonti web, blog e report online
Sempre più spesso le tesi si arricchiscono con fonti digitali: pagine di siti istituzionali, report online, articoli di blog accademici. Citarle correttamente richiede un'attenzione particolare alla data di pubblicazione e all'autore, che spesso non è una persona fisica ma un'organizzazione. Lo schema di riferimento è:
Autore, A. A. (Anno, giorno mese). Titolo della pagina o dell'articolo in corsivo. Nome del Sito. URL
Se l'autore è un ente, va indicato al posto del nome della persona. Ecco un classico esempio di fonte per una tesi in economia o sociologia:
- Istituto Nazionale di Statistica. (2023, 15 novembre). Occupati e disoccupati. Istat. https://www.istat.it/it/files/2023/11/CS_Occupati-e-disoccupati_OTTOBRE_2023.pdf
Nel caso mancasse una data precisa, puoi usare solo l'anno. Se non trovi nemmeno quella, la soluzione è la dicitura (s.d.), che sta per "senza data".
💡 Consiglio Tesify
Quando trovi una pagina web utile per la tua tesi, non limitarti a copiare l'URL. Fai uno screenshot o, ancora meglio, salvala in formato PDF. I contenuti online sono volatili, possono essere modificati o cancellati. Avere una copia "congelata nel tempo" ti mette al riparo da qualsiasi imprevisto e ti permette di giustificare la tua fonte anche se il link dovesse rompersi, garantendo la conformità etica del tuo lavoro.
- Libri: Ricorda lo schema "Autore, Anno, Titolo corsivo, Editore". È la base di tutto.
- Articoli con DOI: Il DOI è obbligatorio se presente e va formattato come link attivo.
- Siti Web: Indica sempre Autore/Ente, Data completa, Titolo pagina corsivo, Nome Sito e URL.
- Azione Concreta: Prendi tre fonti diverse che stai usando per la tesi (un libro, un articolo, una pagina web) e prova a formattarle seguendo gli esempi. Ti aiuterà a memorizzare la struttura.
Come inserire le citazioni nel testo: il sistema autore-data
Una bibliografia perfetta non è solo una lista alla fine della tesi; è un sistema vivo che dialoga con il tuo testo. Il cuore di questo dialogo, nello stile APA, è il sistema autore-data. Immaginalo come un filo invisibile che collega ogni tua affermazione alla fonte da cui proviene, creando un ponte diretto tra il tuo ragionamento e la sezione finale dei "Riferimenti".
Padroneggiare questo sistema significa dimostrare di non aver solo letto le fonti, ma di averle capite e integrate nel tuo lavoro in modo critico. È una delle prime cose che un relatore nota. Vediamo come farlo bene, senza perdersi.

Citazione parentetica o narrativa? Due modi per dire la stessa cosa
Il bello del sistema autore-data è che ti offre flessibilità. Hai due modi principali per richiamare una fonte, così puoi variare lo stile e rendere la lettura più piacevole e dinamica.
La citazione parentetica è la più diffusa. In pratica, metti il cognome dell'autore e l'anno di pubblicazione tra parentesi, di solito alla fine della frase che contiene il concetto che hai ripreso.
- Esempio: L'intelligenza emotiva è considerata un fattore chiave per il successo nelle relazioni interpersonali (Goleman, 1995).
La citazione narrativa, invece, è più discorsiva. In questo caso, il nome dell'autore diventa parte della tua frase, come se fosse il protagonista del discorso. Solo l'anno resta tra parentesi.
- Esempio: Come sostiene Goleman (1995), l'intelligenza emotiva è un fattore chiave per il successo nelle relazioni interpersonali.
Quale scegliere? Non c'è una regola fissa. Dipende tutto da come vuoi costruire la frase. Un buon consiglio è alternarle per non essere ripetitivo e dare più ritmo alla scrittura.
Parafrasare o citare direttamente? Una scelta etica importante
Quando riporti le parole esatte di un altro autore, stai facendo una citazione diretta. Nello stile APA, è fondamentale che queste frasi siano tra virgolette e che includano non solo autore e anno, ma anche il numero di pagina esatto. Questo garantisce la massima trasparenza e rispetto per il lavoro altrui.
Citazioni brevi (meno di 40 parole): Le inserisci direttamente nel tuo paragrafo, tra virgolette.
- Esempio: Rogers (1961) ha cambiato la prospettiva terapeutica sostenendo che "diventare se stessi è un processo, non uno stato" (p. 122).
Citazioni lunghe (40 o più parole): Queste vanno in un blocco di testo a parte. Non usi le virgolette, ma fai rientrare l'intero blocco di 1,27 cm dal margine sinistro. Il riferimento alla pagina va alla fine, dopo il punto.
Parafrasare, cioè esprimere un concetto con parole tue, è quasi sempre la scelta migliore. Dimostra che hai davvero capito l'idea e che sai rielaborarla. Attenzione però: anche quando parafrasi, la citazione (Autore, Anno) è obbligatoria per evitare qualsiasi rischio di plagio. Il numero di pagina non è strettamente richiesto come per le citazioni dirette, ma è una buona pratica includerlo se ti riferisci a un'idea molto specifica.
Se vuoi vedere altri casi concreti, la nostra guida con un esempio di citazione in un testo può darti altri spunti utili.
Come gestire i casi particolari (che capitano sempre)
Scrivendo la tesi, ti troverai di fronte a situazioni più complesse. Niente panico. Ecco come gestire le più comuni mantenendo l'ordine e la chiarezza del formato APA.
Più fonti a supporto della stessa idea: Se diversi autori sono d'accordo su un punto, puoi citarli tutti insieme nella stessa parentesi. Li separi con un punto e virgola e li metti in ordine alfabetico.
- Esempio: Recenti ricerche hanno confermato l'efficacia di questo approccio (Bianchi, 2020; Esposito & Rossi, 2018; Verdi, 2022).
Stesso autore, stesso anno: Può capitare di citare due lavori dello stesso autore pubblicati nello stesso anno. Per distinguerli, aggiungi una lettera minuscola dopo l'anno (2023a, 2023b), sia nel testo che nella bibliografia finale.
- Nel testo: (Ricci, 2023a) e più avanti (Ricci, 2023b).
- In bibliografia:
- Ricci, M. (2023a). Psicologia dello sviluppo.
- Ricci, M. (2023b). Apprendimento e memoria.
Fonti secondarie (la "citazione della citazione"): A volte leggi un autore (Rossi) che cita un altro autore (Piaget). La regola d'oro è: cerca sempre di recuperare la fonte originale (Piaget). Se proprio non ci riesci, nel testo devi menzionarli entrambi per correttezza accademica.
- Esempio: Il lavoro di Piaget (citato in Rossi, 2019) ha dimostrato che…
- Attenzione: Nella bibliografia finale inserirai solo la fonte che hai consultato fisicamente, cioè Rossi (2019).
💡 Consiglio Tesify
Per non impazzire con le citazioni, la parola d'ordine è organizzazione. Mentre leggi e prendi appunti, segnati subito la citazione completa, numero di pagina incluso. Se usi strumenti come la nostra piattaforma, puoi salvare le fonti man mano che le trovi e poi richiamarle nel testo. In questo modo, sei sicuro che ogni citazione nel testo abbia la sua corrispondenza esatta e corretta in bibliografia, mantenendo un'etica di ricerca impeccabile.
- Sistema Autore-Data: È il DNA dello stile APA; collega il tuo testo alla bibliografia.
- Parentetica o Narrativa: Alternale per dare ritmo al tuo elaborato finale.
- Citazioni Dirette: Non dimenticare mai il numero di pagina per garantire la massima trasparenza.
- Parafrasi: Ricorda che anche la parafrasi richiede sempre la citazione (Autore, Anno) per evitare il plagio.
Gli errori più comuni da evitare nella bibliografia APA
Anche con la massima attenzione, dopo ore di scrittura, è facile cadere in piccole distrazioni che possono compromettere la qualità della bibliografia. Diciamoci la verità: capita a tutti. Dalla nostra esperienza nell'analizzare centinaia di tesi di laurea, abbiamo isolato le sviste più comuni nella compilazione della bibliografia APA. Conoscerle è il primo passo per imparare a individuarle al volo e a non commetterle più.
Il cortocircuito tra testo e Riferimenti
Questo è l'errore per eccellenza, quello che un relatore nota quasi subito: la mancanza di coerenza tra le citazioni nel testo e l'elenco finale dei "Riferimenti". La regola d'oro è semplice: ogni fonte che citi tra i capitoli con il sistema autore-data deve avere una sua voce corrispondente in bibliografia. E, naturalmente, vale anche il contrario.
Non si tratta di un pignolo dettaglio formale, ma di un principio fondamentale di integrità accademica. Una fonte menzionata ma non elencata rende impossibile per chi legge verificare da dove arriva quell'informazione.
💡 Consiglio Tesify
Ecco un metodo che non fallisce mai. Ogni volta che inserisci una nuova citazione nel testo, fermati un secondo e aggiungi subito la voce completa nella pagina dei "Riferimenti". Noi di Tesify abbiamo integrato questo processo nella nostra piattaforma: quando aggiungi una fonte, questa è subito disponibile per essere citata, garantendo una coerenza automatica e a prova di errore.
Punteggiatura e corsivo usati a sentimento
Lo stile APA è incredibilmente preciso su punteggiatura e corsivo. Ogni punto, virgola o spazio ha una sua funzione specifica, non è mai casuale. Ecco gli inciampi più diffusi:
- Punti e virgole scambiati: Ricorda che gli elementi principali della citazione (Autore, Anno, Titolo, Fonte) sono separati da un punto. Le virgole, invece, si usano per separare dettagli interni, come il cognome dall'iniziale del nome o i diversi autori tra loro.
- Corsivo dove non serve (e viceversa): Il corsivo è riservato ai titoli di opere "maggiori", come libri e riviste scientifiche. I titoli di opere "minori", come i capitoli di un libro o gli articoli di una rivista, non vanno mai messi in corsivo.
- Maiuscole a caso: Nei titoli in italiano, la maiuscola va solo alla prima parola del titolo e del sottotitolo, oltre che ai nomi propri. Niente maiuscole per ogni parola, è un errore molto comune.
La sindrome del DOI e URL mancante
Oggi, rendere una fonte facilmente rintracciabile è cruciale. Il DOI (Digital Object Identifier) e l'URL sono gli strumenti per farlo, ma vengono spesso dimenticati o formattati in modo scorretto. Pensa al DOI come all'impronta digitale di un articolo scientifico. Se esiste, inserirlo è obbligatorio. E non basta copiarlo: deve essere formattato come un link completo e attivo (del tipo https://doi.org/…).
Un errore che vediamo spesso è l'uso di espressioni come "ibidem" o "nello stesso luogo" per richiamare una citazione. Questa pratica, comune in altri stili, è assolutamente vietata in APA. Ogni singola citazione, anche se ripetuta, deve sempre contenere autore e anno. Se vuoi approfondire la questione, scopri perché l'uso di "nello stesso luogo" in bibliografia non è corretto in APA.
Confronto tra Formato Corretto e Errore Comune
| Tipo di Fonte | ❌ Esempio Errato | ✅ Esempio Corretto |
|---|---|---|
| Libro | Rossi, M, (2020), Psicologia Generale, Bologna, il Mulino. | Rossi, M. (2020). Psicologia generale. Il Mulino. |
| Articolo | Verdi, L. (2021). "L'impatto dello stress". Rivista di Psicologia, 25, 3, pp. 10-15. | Verdi, L. (2021). L'impatto dello stress. Rivista di Psicologia, 25(3), 10-15. |
| Sito Web | ISTAT, "Rapporto annuale 2023", consultato il 10/05/2024. | Istituto Nazionale di Statistica. (2023). Rapporto annuale 2023. https://… |
- Incoerenza: Ogni citazione nel testo deve corrispondere a una voce nei Riferimenti, e viceversa.
- Punteggiatura: Usa i punti per separare gli elementi principali, le virgole per i dettagli interni.
- Corsivo: Applica il corsivo solo a titoli di libri e riviste, mai ad articoli o capitoli.
- Azione Concreta: Apri la tua bibliografia e controlla 5 voci a caso. Verifica la coerenza con il testo, la punteggiatura, l'uso del corsivo e la presenza di DOI/URL. È un ottimo esercizio di auto-correzione.
Oltre la guida: come Tesify ti automatizza la bibliografia
Se hai letto fin qui, ora conosci le regole fondamentali per creare una bibliografia formato APA senza commettere errori. Abbiamo visto insieme la formattazione, i vari tipi di fonti, come gestire le citazioni nel testo e gli scivoloni più comuni.
Però, diciamoci la verità: applicare tutto alla lettera è un lavoro che richiede una pazienza infinita e una precisione da certosino. Ed è proprio qui che la tecnologia può darti una mano enorme, trasformandosi nella tua arma segreta per la stesura della tesi. Pensa a Tesify non come a un semplice programma di scrittura, ma come a un vero e proprio assistente di ricerca, pensato su misura per gli studenti universitari come te. Il nostro generatore di bibliografia automatico è nato per farti dimenticare l'incubo dell'inserimento manuale e delle regole di formattazione.
Il meccanismo è disarmante nella sua semplicità:
- Cerchi la fonte: Usi il nostro motore di ricerca interno per trovare l'articolo, il libro o il report che ti serve.
- Aggiungi con un clic: Trovato? Un solo clic e il gioco è fatto.
- Magia: La citazione compare all'istante nella tua bibliografia, già formattata alla perfezione secondo lo stile APA 7.
Questo processo ti fa recuperare ore preziose che puoi investire nella ricerca vera e propria, ma soprattutto azzera quasi del tutto il rischio di errori. Niente più panico per un punto fuori posto, una virgola mancante o un corsivo dimenticato.
Se vuoi vedere come funziona dal vivo, abbiamo preparato una guida specifica su come creare una bibliografia per la tesi direttamente con Tesify. È ora di smettere di combattere con la formattazione e di concentrarti su quello che conta davvero: il contenuto della tua tesi.
📚 Risorse Correlate
Per approfondire ulteriormente e perfezionare la tua tesi, ecco alcune guide che potrebbero esserti utili:
- Come Citare un Libro nella Tesi: Guida Pratica
- Esempio di Citazione in un Testo: Come Fare Correttamente
- Perché non usare "Nello Stesso Luogo" in Bibliografia (con APA)
FAQ: Domande frequenti sulla bibliografia in formato APA
Abbiamo raccolto le domande più comuni che gli studenti italiani si pongono quando devono creare una bibliografia in formato APA per la loro tesi di laurea. Ecco le risposte chiare e dirette.
Cos'è il rientro sporgente e come si imposta in Word?
Il rientro sporgente (hanging indent) è un requisito fondamentale del formato APA. Significa che la prima riga di ogni riferimento bibliografico è allineata a sinistra, mentre tutte le righe successive della stessa voce sono rientrate di 1,27 cm. Per impostarlo su Word o Google Docs, seleziona tutta la bibliografia, vai nelle opzioni di 'Paragrafo' e nel menù 'Rientri Speciali' scegli 'Sporgente'.
Devo mettere il DOI per ogni fonte?
La 7ª edizione dell'APA è molto chiara: se un articolo o un ebook ha un DOI (Digital Object Identifier), devi assolutamente inserirlo. Il DOI garantisce che la tua fonte sia facilmente rintracciabile. Va formattato come un link cliccabile (es. https://doi.org/…). Se il DOI manca ma la fonte è online, usa l'URL della pagina, a meno che non provenga da un database accademico ad accesso riservato.
Che fare se una fonte non ha la data di pubblicazione?
Può capitare di trovare un documento utile ma senza data. In questo caso, per mantenere la correttezza formale, usa l'abbreviazione (s.d.), che sta per "senza data". La inserirai al posto dell'anno sia nella citazione nel testo (es. Rossi, s.d.) sia nella lista dei riferimenti.
Bibliografia e sitografia vanno in due sezioni separate?
Assolutamente no. Nello stile APA 7, tutte le fonti – libri, articoli, pagine web, video – vanno in un'unica lista alfabetica intitolata Riferimenti. Questa regola semplifica la consultazione e rende il tuo elaborato più pulito e professionale, eliminando la distinzione ormai superata tra sitografia e bibliografia tradizionale.
Riepilogo e prossimi passi
In questa guida, hai imparato:
- Le regole di formattazione essenziali della pagina "Riferimenti" in stile APA 7.
- Come citare le fonti più comuni (libri, articoli, siti web) con esempi pratici.
- La differenza tra citazione parentetica e narrativa e come gestire i casi particolari.
- Gli errori più frequenti da evitare per una bibliografia a prova di relatore.
Ora hai tutte le carte in regola per compilare una bibliografia impeccabile. Se però vuoi un alleato che ti faccia risparmiare tempo e ti eviti errori di distrazione, Tesify è pensato proprio per questo. Con il generatore automatico di citazioni e un editor intelligente, la formattazione smette di essere un problema.
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