Come l’AI sta rivoluzionando la scrittura della tesi di laurea
Immagina di essere seduto davanti al computer, con il cursore lampeggiante che sembra giudicarti. La tesi di laurea è lì, davanti a te, come una montagna impossibile da scalare. È il 2025, e mentre i tuoi genitori scrivevano le loro tesi con la macchina da scrivere e i tuoi fratelli maggiori con Word, tu hai a disposizione qualcosa di completamente diverso: l’intelligenza artificiale.
Ma come si usa davvero? E soprattutto, si può usare senza finire nei guai accademici?

Questa guida completa ti mostrerà esattamente come sfruttare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scrittura della tesi di laurea in modo etico, efficace e strategico. Non parliamo di far scrivere tutto a ChatGPT (spoiler: sarebbe un disastro), ma di utilizzare l’AI come il più intelligente degli assistenti di ricerca.
⚡ 5 passi per usare l’AI nella tua tesi in modo etico ed efficace
- Setup strategico: Scegli gli strumenti giusti per il tuo campo di studio
- Ricerca potenziata: Usa l’AI per trovare e sintetizzare fonti accademiche
- Struttura solida: Costruisci l’architettura della tesi con assistenza intelligente
- Co-scrittura guidata: Tu scrivi, l’AI ti supporta (non il contrario!)
- Revisione professionale: Affina ogni dettaglio con controlli automatizzati
Facciamo chiarezza fin da subito: l’intelligenza artificiale non sostituisce il tuo lavoro intellettuale. Non può (e non deve) pensare al posto tuo, sviluppare la tua tesi originale o fare ricerca autonoma. Quello che può fare è trasformare mesi di lavoro frenetico in un processo strutturato, organizzato e molto meno stressante.
I vantaggi concreti? Risparmierai fino al 40% del tempo nelle fasi meccaniche (formattazione, bibliografia, revisione grammaticale), migliorerai la coerenza strutturale del tuo lavoro, e avrai un assistente disponibile 24/7 per rispondere ai tuoi dubbi metodologici. Ma la cosa più importante è che imparerai una competenza che ti servirà per tutta la carriera professionale.
Pronto a scoprire come trasformare la tua tesi da incubo a progetto gestibile? Continua a leggere.
Intelligenza artificiale e scrittura accademica nel contesto italiano
Facciamo un salto indietro di appena tre anni. Nel 2022, pochissimi studenti italiani conoscevano ChatGPT. Nel 2023, è esploso il panico nelle università: “Gli studenti copieranno tutto!” gridavano alcuni professori. Nel 2025, la situazione si è finalmente normalizzata, e il rapporto tra tecnologia e ricerca universitaria è entrato in una fase matura.
Le università italiane hanno dovuto affrontare una vera rivoluzione. Secondo un’indagine del CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) del 2024, oltre il 76% degli atenei italiani ha elaborato linee guida specifiche sull’uso delle tecnologie AI nella didattica e nella ricerca. Non più divieti assoluti, ma regolamentazioni intelligenti.
“L’intelligenza artificiale non è il nemico dell’integrità accademica, ma uno strumento che richiede alfabetizzazione critica. Come non vietiamo le calcolatrici nei corsi di ingegneria, non possiamo vietare l’AI nella ricerca del XXI secolo.”
Ma cosa significa davvero usare l’AI in modo etico? Facciamo chiarezza sulle tre categorie fondamentali:
- Plagio digitale: Copiare contenuti generati dall’AI senza alcuna elaborazione critica o personale. Questo è inaccettabile e facilmente rilevabile dai software antiplagio universitari.
- Uso etico dell’AI: Utilizzare l’intelligenza artificiale come strumento di supporto per ricerca, organizzazione, revisione e miglioramento del proprio lavoro originale, dichiarando l’uso quando richiesto.
- Lavoro originale: Le idee, le argomentazioni, le interpretazioni e le conclusioni rimangono completamente tue. L’AI ti aiuta a esprimerle meglio, non a crearle.

I regolamenti accademici attuali sono sorprendentemente chiari. La maggior parte delle università italiane (Bocconi, Politecnico di Milano, Sapienza, Bologna) permette l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scrittura della tesi di laurea purché:
- Lo studente mantenga la paternità intellettuale del lavoro
- Vengano dichiarati gli strumenti utilizzati (se richiesto dal regolamento specifico)
- Non si configuri come sostituzione integrale del processo di scrittura e ricerca
- Le fonti rimangano verificabili e i dati riproducibili
Caso reale: Giulia, laureanda in Economia alla Luiss, ha utilizzato l’AI per analizzare un dataset di 10.000 bilanci aziendali. Il suo relatore non solo ha approvato, ma ha elogiato l’approccio metodologico innovativo. “L’AI ha fatto in 3 ore quello che mi avrebbe richiesto settimane”, racconta Giulia, “ma l’interpretazione economica, le ipotesi di ricerca e le conclusioni erano completamente mie.”
Vuoi sapere quali strumenti stanno davvero usando i laureandi italiani oggi? Ne parliamo nella prossima sezione, dove scoprirai anche perché molti stanno passando da ChatGPT a soluzioni più specializzate. Se vuoi già approfondire gli strumenti più efficaci, dai un’occhiata alla nostra guida completa sugli strumenti AI per la tesi.
I dati sull’adozione dell’AI da parte dei laureandi nel 2025
I numeri parlano chiaro: l’intelligenza artificiale è già qui, nelle biblioteche universitarie, negli appartamenti degli studenti fuori sede, nelle notti prima delle scadenze. Ma come la stanno usando davvero i laureandi italiani?
Secondo il rapporto “Digital Literacy in Higher Education 2025” pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Formazione Digitale, il 68% degli studenti universitari italiani ha utilizzato almeno una volta strumenti di intelligenza artificiale per supportare i propri studi nell’ultimo anno accademico. Di questi, il 42% li ha impiegati specificamente per lavori di tesi o progetti di ricerca.
degli studenti usa AI negli studi
specificamente per la tesi
soddisfatti dei risultati
Ma quali strumenti stanno dominando le aule virtuali italiane? Ecco la classifica aggiornata al 2025:
- ChatGPT (OpenAI): Ancora il più popolare per brainstorming e prime bozze (usato dal 54% dei laureandi)
- Tesify: La piattaforma italiana specializzata per tesi, in rapida crescita grazie all’approccio integrato e alla compatibilità con i format accademici italiani (32% e in aumento)
- Claude (Anthropic): Preferito per analisi di testi lunghi e comprensione di documenti accademici complessi (28%)
- Notion AI: Utilizzato principalmente per organizzazione e pianificazione del lavoro (24%)
- Gemini (Google): Scelto per ricerche che richiedono informazioni aggiornate in tempo reale (19%)
Quello che emerge chiaramente è un passaggio da strumenti generici a soluzioni specializzate. Mentre all’inizio molti studenti provavano semplicemente ChatGPT, oggi si sta affermando la consapevolezza che servono piattaforme pensate specificamente per il lavoro accademico.

Confrontiamo i due approcci:
Caso studio interessante: Il Politecnico di Torino ha avviato nel 2024 un programma pilota chiamato “AI Literacy for Thesis Writing”, offrendo workshop specifici per insegnare agli studenti l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale. I risultati? Gli studenti che hanno partecipato hanno completato le tesi in media il 35% più velocemente, mantenendo standard qualitativi equivalenti o superiori.
Perché Tesify.it sta emergendo come la piattaforma preferita? La risposta è semplice: integrazione completa. Mentre altri strumenti richiedono di saltare tra ChatGPT per scrivere, Zotero per la bibliografia, Word per formattare e Turnitin per il controllo plagio, Tesify unifica tutto in un unico ambiente. È come avere un ufficio completo invece di una cassetta degli attrezzi sparsa.
Le tendenze emergenti per il 2025-2026? Stiamo assistendo alla nascita di:
- AI multimodale: Strumenti che analizzano simultaneamente testi, dati, grafici e immagini
- Specializzazione disciplinare: AI specifiche per diritto, medicina, ingegneria, scienze sociali
- Revisione automatica avanzata: Sistemi che non si limitano alla grammatica ma analizzano coerenza argomentativa e rigore metodologico
- Collaborazione AI-relatore: Piattaforme che facilitano il feedback strutturato tra studente, AI e docente
La domanda non è più “Dovrei usare l’AI per la mia tesi?” ma “Come posso usarla nel modo più efficace e responsabile?” Ed è esattamente quello che scoprirai nella prossima sezione pratica.
Guida passo passo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scrittura della tesi
Basta teoria. È il momento di sporcarsi le mani. Questa è la guida operativa che ti accompagnerà dall’idea iniziale della tesi fino alla presentazione finale, con l’intelligenza artificiale come co-pilota (non come pilota automatico).
Passo 1: Setup iniziale e scelta degli strumenti
Prima di aprire ChatGPT e chiedere “Scrivimi una tesi su…”, fermati. Il setup iniziale determina l’80% del successo finale. È come preparare la postazione prima di una maratona di studio: se hai tutto a portata di mano, lavori meglio.
Parti identificando le esigenze specifiche della tua tesi:
- Tesi umanistica? Ti serviranno strumenti forti nell’analisi testuale, nella sintesi di saggi critici, nella gestione di citazioni bibliografiche complesse
- Tesi STEM? Necessiti di AI capaci di comprendere formule, analizzare dataset, generare grafici, verificare calcoli
- Tesi sperimentale? L’AI ti aiuterà nella metodologia, nell’analisi statistica dei risultati, nella discussione dei dati
La combinazione vincente per la maggior parte dei laureandi italiani nel 2025 è:
🔧 Stack tecnologico consigliato
- Tesify.it: Hub centrale per scrittura, formattazione, revisione e gestione completa
- Claude o ChatGPT: Per brainstorming iniziale e sviluppo concettuale
- Consensus o Elicit: Per ricerca bibliografica accademica specializzata
- Notion: Per pianificazione e gestione del progetto (opzionale, se già lo usi)
Su Tesify.it, il workflow si organizza così: crei un nuovo progetto tesi, definisci l’area disciplinare, carichi eventuali materiali già pronti (appunti, schemi, bozze) e lasci che la piattaforma generi automaticamente una struttura di partenza personalizzata. In 10 minuti hai il tuo ambiente di lavoro pronto.
Il segreto? Il prompt strategico iniziale. Non scrivere “Aiutami con la tesi su marketing digitale”, ma piuttosto:
“Sto sviluppando una tesi magistrale in Marketing sull’impatto dei micro-influencer nelle strategie B2C delle PMI italiane. Il mio approccio è quantitativo (analisi di 50 casi studio). Obiettivo: dimostrare che budget sotto i 10k€ possono generare ROI superiori rispetto a campagne con macro-influencer. Aiutami a strutturare la ricerca e identificare le variabili chiave da analizzare.”
Vedi la differenza? Specificità, contesto, obiettivi chiari. L’AI lavora meglio quando sa esattamente dove stai andando. Per approfondire quali strumenti scegliere in base alla tua situazione specifica, la nostra guida agli strumenti AI confronta decine di opzioni in dettaglio.
Passo 2: Ricerca bibliografica potenziata con AI
Ricordi quando ricerca bibliografica significava passare ore in biblioteca a sfogliare indici cartacei? Nemmeno io (sono troppo giovane), ma i tuoi professori sì. Oggi, l’intelligenza artificiale ha trasformato la ricerca da caccia al tesoro a operazione chirurgica di precisione.
Gli strumenti AI specializzati come Consensus, Semantic Scholar ed Elicit non si limitano a cercare: comprendono. Gli chiedi “Quali studi empirici documentano l’efficacia delle campagne con micro-influencer in Italia?” e loro ti restituiscono paper accademici pertinenti, già sintetizzati con le conclusioni principali evidenziate.
La strategia in tre mosse:
- Ricerca esplorativa: Usa l’AI per mappare lo stato dell’arte. “Quali sono i 10 paper più citati su [tuo argomento] negli ultimi 5 anni?” Ti dà una panoramica immediata.
- Approfondimento mirato: Fai analizzare all’AI i paper più rilevanti. “Sintetizza metodologia, risultati e limiti di questo studio” ti restituisce le informazioni chiave in 2 minuti invece che in 2 ore.
- Integrazione critica: Qui entri tu. L’AI ti ha dato il materiale grezzo, ora devi interpretarlo, collegarlo, criticarlo. Questa parte non la può fare l’intelligenza artificiale.

Su Tesify, la funzionalità di gestione bibliografia è integrata nel workflow. Aggiungi fonti, l’AI le formatta automaticamente nello stile richiesto (APA, Chicago, Vancouver…), e mantiene la coerenza delle citazioni in tutto il documento. Niente più errori di formattazione che fanno infuriare i relatori pignoli.
Esempio pratico: Marco, laureando in Giurisprudenza, doveva analizzare 200 sentenze della Corte di Cassazione per la sua tesi sul diritto del lavoro. Ha usato Claude per estrarre automaticamente i principi di diritto da ogni sentenza, organizzarli per tema e identificare le linee evolutive della giurisprudenza. Tempo risparmiato: 3 settimane. La sua analisi interpretativa? Completamente originale e frutto del suo ragionamento giuridico.
Passo 3: Strutturazione e pianificazione capitoli
Hai presente quella sensazione di guardare 150 pagine di tesi da scrivere e non sapere da dove iniziare? L’AI è la tua gru mentale che solleva quel peso e lo divide in blocchi gestibili.
La strutturazione è dove l’intelligenza artificiale brilla davvero. Chiedi a Tesify o a ChatGPT: “Proponi una struttura di capitoli per una tesi su [argomento], includendo sottosezioni e una stima delle pagine per sezione.”
Ti restituirà qualcosa tipo:
1.1 Contesto e rilevanza della ricerca
1.2 Domanda di ricerca e obiettivi
1.3 Metodologia e struttura della tesi
Capitolo 2: Quadro teorico (35-40 pagine)
2.1 Evoluzione del marketing degli influencer
2.2 Classificazione degli influencer: micro vs macro
2.3 Framework teorico del ROI nelle campagne social
2.4 Gap nella letteratura esistente
Capitolo 3: Metodologia (20-25 pagine)
3.1 Disegno della ricerca
3.2 Selezione e caratteristiche del campione
3.3 Strumenti di raccolta dati
3.4 Metodi di analisi
…
Non prendere questa struttura come Bibbia. È un punto di partenza, non di arrivo. Discutila con il relatore, adattala alle specificità del tuo lavoro, personalizzala. Ma intanto hai trasformato il caos in ordine.
La validazione della coerenza logica è un superpotere dell’AI. Una volta che hai la struttura, chiedi: “Questa sequenza di capitoli ha un filo logico coerente? Ci sono salti concettuali o ripetizioni?” L’AI ti segnalerà se il Capitolo 4 introduce concetti che avresti dovuto spiegare nel Capitolo 2, o se stai ripetendo contenuti.
Template di prompt efficace per la pianificazione:
Prompt: “Analizza questa struttura di tesi: [inserisci la tua struttura]. Verifica: 1) Coerenza logica tra capitoli 2) Equilibrio delle sezioni 3) Presenza di tutti gli elementi metodologici necessari 4) Potenziali gap o sovrapposizioni. Suggerisci miglioramenti specifici.”
Con Tesify, questo processo è ancora più fluido: la piattaforma genera automaticamente una checklist di completamento per ogni sezione, così sai sempre cosa hai fatto e cosa manca. È come avere un project manager personale integrato nella tesi.
Passo 4: Scrittura dei capitoli con assistenza AI
Eccoci al cuore pulsante: la scrittura vera e propria. Qui si vince o si perde la partita dell’etica accademica. Usiamo l’analogia perfetta: l’AI è come un personal trainer in palestra. Non solleva i pesi al posto tuo (quello sarebbe inutile), ma ti guida, corregge la postura, suggerisce la tecnica migliore.
La tecnica di co-writing funziona così:
- Tu sviluppi il concetto base: Scrivi il tuo pensiero grezzo, anche se imperfetto. “Voglio sostenere che i micro-influencer sono più efficaci perché hanno un rapporto più autentico con la loro audience.”
- L’AI espande e raffina: “Riformula questo concetto in stile accademico, mantenendo la mia argomentazione ma migliorando la struttura della frase.”
- Tu verifichi e personalizzi: Leggi il risultato, assicurati che rifletta il tuo pensiero, modifica ciò che non ti convince, aggiungi esempi personali.
La tua voce deve rimanere sempre riconoscibile. Se il testo suona troppo formale, troppo generico, o semplicemente “non tuo”, modificalo. L’obiettivo è migliorare la tua scrittura, non sostituirla con quella di una macchina.



