VQR 2020-2024: classifica ANVUR ufficiale 2026 e dove conviene fare il dottorato
Il 16 aprile 2026 l’ANVUR ha presentato i risultati aggregati della Valutazione della Qualità della Ricerca 2020-2024 — il più grande esercizio di valutazione mai condotto sul sistema universitario italiano: 132 istituzioni coinvolte, oltre 75.800 ricercatori valutati, quasi 200.000 prodotti scientifici sottoposti a peer review da parte di più di 6.700 revisori internazionali. I numeri sono imponenti, ma per chi deve scegliere dove fare il dottorato o per chi lavora in un dipartimento che vuole capire la propria posizione relativa, l’informazione che conta è una sola: chi sta sopra la media nazionale e chi no, e di quanto. Questa analisi della VQR 2020 2024 classifica ANVUR 2026 e le sue implicazioni per la scelta del dottorato offre gli strumenti per leggere i risultati in modo critico, al di là dei titoloni.
I dati citati in questa analisi provengono dai documenti ufficiali pubblicati da ANVUR nell’aprile 2026 e da fonti istituzionali degli atenei. Il sistema di valutazione è complesso e nessuna classifica sintetica — inclusa questa — può sostituire la lettura dei risultati per area disciplinare, che ANVUR ha presentato in un evento separato il 28 maggio 2026. Per il quadro metodologico completo, parti dalla nostra guida ANVUR VQR 2020-2024.
Cos’è la VQR e come si legge
La Valutazione della Qualità della Ricerca è l’esercizio periodico con cui ANVUR — l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca — misura la qualità della produzione scientifica degli atenei e degli enti di ricerca italiani. La VQR 2020-2024 è il terzo esercizio del genere dopo quelli del 2004-2010 e del 2011-2014, ed è il primo a coprire un quinquennio intero e a includere nuovi parametri come il profilo formativo del dottorato e la capacità di attrarre finanziamenti competitivi.
Il processo funziona così: ogni ateneo e ogni ente di ricerca soggetto a VQR presenta un certo numero di prodotti scientifici (articoli, monografie, brevetti, contributi a convegno) per ciascun ricercatore strutturato. Questi prodotti vengono valutati da panel internazionali di esperti disciplinari tramite peer review informata, un metodo ibrido che combina la revisione qualitativa tra pari con indicatori bibliometrici di produzione. Ogni prodotto riceve una valutazione da A (eccellente) a D (non accettabile) o E (non valutabile). Dalla distribuzione di queste valutazioni si calcolano gli indicatori aggregati di ateneo.
L’indicatore R: significato e limiti
L’indicatore principale della VQR 2020-2024 è l’indicatore R, che misura la qualità media della ricerca di un ateneo rispetto alla media nazionale, fissata per convenzione a 1. Un ateneo con R maggiore di 1 produce ricerca di qualità superiore alla media; uno con R minore di 1 è sotto media.
L’indicatore R si calcola come media ponderata delle valutazioni dei singoli prodotti scientifici, tenendo conto del numero di ricercatori e della composizione disciplinare dell’ateneo. Questo significa che un ateneo grande con tanti ricercatori mediocri può avere un R più basso di un piccolo politecnico con pochi ricercatori ma molto produttivi.
I limiti dell’indicatore R sono noti alla comunità scientifica e vanno tenuti presenti quando si interpreta la classifica:
- Media che nasconde la varianza. Un ateneo con R = 1,040 può avere dipartimenti eccellenti in fisica e dipartimenti sotto la media in lettere. Il dato aggregato non dice nulla sulla qualità della specifica area disciplinare in cui vuoi fare il dottorato.
- Penalizzazione delle scienze umane e sociali. La bibliometria avvantaggia le discipline con elevata produzione di articoli indicizzati su database internazionali (scienze dure, medicina). Le discipline umanistiche, dove la monografia è il formato prevalente, hanno metodi di valutazione diversi che le linee guida ANVUR cercano di compensare, ma non completamente.
- Effetto reputazione. Gli atenei storicamente forti tendono ad attrarre i ricercatori migliori, generando un circolo virtuoso che la VQR fotografa ma non spiega causalmente.
Classifica atenei statali: i risultati 2026
La tabella seguente riporta i risultati degli atenei statali italiani più grandi per indicatore R della VQR 2020-2024, secondo i dati aggregati presentati da ANVUR il 16 aprile 2026.
| Posizione | Ateneo | Indicatore R | Posizione VQR precedente |
|---|---|---|---|
| 1 | Università di Padova | 1,065 | 1ª (statali) |
| 2 | Università di Trento | 1,060 | In crescita |
| 3° | Università degli Studi di Milano (Statale) | 1,057 | Stabile nel top 5 |
| 3° | Università di Milano-Bicocca | 1,057 | In crescita |
| 5 | Università di Torino | 1,044 | Stabile |
| 6 | Politecnico di Torino | 1,041 | Stabile |
| 7 | Politecnico di Milano | 1,039 | Stabile nel top 10 |
| 8 | Scuola Normale Superiore di Pisa | 1,038 | Istituzione piccola, alta qualità |
| 9 | Università di Bologna | 1,036 | In lieve calo rispetto a VQR precedente |
| 10 | Università di Verona | sopra media | In crescita significativa |
Classifica atenei privati
Tra gli atenei non statali, la VQR 2020-2024 conferma la leadership della Bocconi di Milano, che con un indicatore R di 1,150 supera tutti gli atenei statali italiani. Seguono LUISS Guido Carli (1,135) e Humanitas University (1,092), quest’ultimo specializzato in area medica e biomedica.
Il dato degli atenei privati va letto con cautela per due ragioni. In primo luogo, molti di questi atenei sono altamente specializzati (Bocconi in economia-management-diritto, Humanitas in medicina) e non hanno quindi la dispersione disciplinare degli atenei generalisti: un R alto in un settore ristretto è più facile da ottenere. In secondo luogo, il numero di ricercatori valutati è significativamente inferiore a quello degli atenei statali di pari dimensioni, il che rende l’indicatore R staticamente meno robusto.
Il profilo formativo del dottorato: una novità della VQR 2020-2024
La novità più rilevante della VQR 2020-2024 — particolarmente interessante per chi vuole scegliere un ateneo per il dottorato — è l’introduzione del profilo formativo come parametro di valutazione aggiuntivo.
Il profilo formativo misura la qualità della formazione dottorale attraverso un proxy indiretto: la produttività scientifica in 2020-2024 di coloro che hanno conseguito il dottorato presso l’ateneo tra il 2017 e il 2023 e che attualmente lavorano fuori dalle istituzioni soggette a VQR (cioè all’estero, in imprese private, in startup, in enti pubblici non accademici). La logica è: se i dottori di ricerca di un ateneo producono ricerca di qualità anche dopo essere usciti dall’accademia italiana, l’ateneo forma bene.
Questo parametro è una piccola rivoluzione metodologica perché:
- Non misura solo la ricerca degli strutturati interni, ma l’impatto formativo a lungo termine del programma di dottorato.
- Premia gli atenei che preparano dottori capaci di lavorare anche fuori dall’accademia, in contesti industriali, istituzionali o internazionali.
- Introduce implicitamente un incentivo agli atenei a curare il placement post-dottorato, non solo la pubblicazione durante il dottorato.
I dati completi del profilo formativo per ateneo e per area disciplinare non sono stati ancora pubblicati in forma disaggregata al momento della redazione di questo articolo (maggio 2026). ANVUR ha annunciato che la presentazione per area avverrà nell’evento del 28 maggio 2026. Questa attenzione all’impatto e non solo alla quantità di pubblicazioni si inserisce in un movimento più ampio di riforma della valutazione: vedi a riguardo l’analisi di DORA e CoARA per la valutazione della ricerca in Italia.
VQR e FFO: le ricadute economiche
La VQR non è solo una classifica di prestigio: ha conseguenze finanziarie concrete. I risultati della valutazione determinano la distribuzione della quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), il principale canale di finanziamento statale per le università.
Il FFO si divide in una quota base (distribuita in funzione della dimensione dell’ateneo) e in una quota premiale (distribuita in funzione dei risultati della ricerca, della didattica e della terza missione). La VQR incide direttamente sulla componente della quota premiale relativa alla ricerca, che per legge deve essere calcolata sulla base dei risultati della valutazione quinquennale. Gli atenei meglio posizionati nella VQR ricevono quindi trasferimenti statali più consistenti, che si traducono in maggiori capacità di reclutamento (nuovi professori, assegni di ricerca, borse di dottorato) e di investimento in infrastrutture scientifiche.
Per un dottorando in cerca di un supervisor, questo significa che gli atenei con R superiore alla media tendono ad avere più risorse per finanziare borse aggiuntive, attrezzature e missioni di ricerca all’estero. Non è una garanzia assoluta, ma è un elemento strutturale da considerare. Il prossimo esercizio cambierà alcune regole del gioco: vale la pena anticiparlo leggendo cosa cambia con la VQR ANVUR 2025-2028.
Come usare la VQR per scegliere il dottorato
La VQR è uno strumento utile ma non sufficiente per scegliere dove fare il dottorato. Ecco come integrare i dati VQR con altri criteri di valutazione:
Passo 1: Guarda i dati per area disciplinare, non l’aggregato
Il primo errore che fanno i candidati al dottorato è scegliere l’ateneo in base alla classifica aggregata. Se vuoi fare un dottorato in linguistica, poco importa che quell’ateneo sia primo nella VQR complessiva se il suo dipartimento di Lettere è quarto per indicatore R nella propria area. Aspetta i risultati per area disciplinare (presentati il 28 maggio 2026) e usa quelli come riferimento primario.
Passo 2: Valuta il supervisor, non solo l’ateneo
Il fattore più determinante per la qualità di un dottorato è la relazione con il supervisor. Un ricercatore eccellente in un ateneo medio può formare meglio di un ricercatore mediocre in un ateneo primo in classifica. Guarda la produzione scientifica del potenziale supervisor su Google Scholar, Scopus o ORCID: numero di pubblicazioni, indice h, riviste su cui pubblica, progetti finanziati che coordina.
Passo 3: Verifica l’internazionalizzazione del programma
La VQR misura la qualità della ricerca prodotta all’interno, ma non quanto il programma di dottorato sia connesso con la comunità scientifica internazionale. Chiedi al coordinatore del dottorato: quanti dottorandi svolgono periodi di ricerca all’estero? Con quali università esistono accordi di co-tutela? Ci sono visiting professor internazionali? Queste informazioni non sono in nessuna classifica, ma sono decisive per la tua carriera post-dottorato.
Passo 4: Considera la disponibilità di finanziamenti aggiuntivi e le scadenze dei bandi
Oltre alla borsa PNRR o ministeriale, molti atenei offrono finanziamenti aggiuntivi per missioni di ricerca, partecipazione a convegni, accesso a banche dati e strumentazione scientifica. Gli atenei con FFO più alto — in parte determinato dalla VQR — hanno in media maggiore capacità di investire in questi servizi. Una volta individuato l’ateneo, organizza per tempo la candidatura: consulta le scadenze dottorato XLII ciclo e verifica le tempistiche dei singoli bandi, perché variano molto da ateneo a ateneo.
Le critiche all’esercizio VQR: cosa dice l’ADI
L’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani (ADI) ha pubblicato un’analisi critica della VQR 2020-2024 che vale la pena conoscere per interpretare i risultati con lucidità.
Le principali riserve dell’ADI riguardano tre aspetti. Il primo è il rischio di gaming: l’annuncio anticipato dei criteri di valutazione spinge alcuni atenei e dipartimenti a orientare le proprie strategie di reclutamento e pubblicazione verso i parametri VQR piuttosto che verso la qualità intrinseca della ricerca. Il secondo è la sottorappresentazione dei giovani ricercatori: i dottorandi e gli assegnisti, che costituiscono una parte rilevante della produzione scientifica degli atenei, non sono valutati direttamente nell’esercizio, il che distorce la fotografia della vitalità scientifica reale. Il terzo è la questione geografica: i divari tra atenei del Nord e del Sud riflettono in parte differenze strutturali di investimento pubblico che la VQR misura senza poter correggere.
L’ADI propone di affiancare alla VQR strumenti di valutazione partecipativa e di collegare più strettamente i risultati alla condizione materiale dei dottorandi, non solo alla produttività dei docenti strutturati.
Domande frequenti sulla VQR 2020-2024 e il dottorato
Quando verranno pubblicati i risultati VQR 2020-2024 per area disciplinare?
ANVUR ha presentato i risultati aggregati a livello istituzionale il 16 aprile 2026. I risultati per area disciplinare sono stati presentati in un evento dedicato il 28 maggio 2026. Per accedere ai dati completi, inclusa la disaggregazione per area e la componente del profilo formativo del dottorato, è possibile consultare il sito ufficiale di ANVUR (anvur.it) nella sezione dedicata alla VQR 2020-2024.
La VQR influenza il numero di borse di dottorato disponibili in un ateneo?
In modo indiretto, sì. La VQR incide sulla quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), che gli atenei possono destinare — tra le altre cose — al reclutamento e alle borse di ricerca. Gli atenei con risultati VQR superiori alla media tendono a ricevere FFO premiale più consistente, che può tradursi in maggiori risorse per dottorati, assegni di ricerca e attrezzature scientifiche. Le borse di dottorato finanziate direttamente dal PNRR, invece, seguono criteri distinti e sono distribuiti dal MUR in base ad accordi specifici con gli atenei.
Un ateneo con VQR bassa offre comunque dottorati di qualità?
Certamente. La VQR è un indicatore della qualità media della ricerca prodotta nell’ateneo nel suo complesso, non della qualità di ogni singolo programma di dottorato o di ogni singolo supervisor. Un ateneo con R aggregato inferiore a 1 può avere dipartimenti specifici con produzione scientifica eccellente. La scelta del dottorato deve sempre partire dalla valutazione del supervisor, del gruppo di ricerca e del programma specifico, usando la VQR come uno degli elementi di contesto, non come criterio unico.
Come si accede ai documenti ufficiali della VQR 2020-2024?
I risultati ufficiali della VQR 2020-2024 sono disponibili sul sito di ANVUR all’indirizzo anvur.it, nella sezione “VQR 2020-2024”. La presentazione dei risultati aggregati del 16 aprile 2026 è scaricabile in formato PDF. I risultati per area disciplinare presentati il 28 maggio 2026 verranno pubblicati nella stessa sezione. Per confrontare i propri risultati con la media nazionale, ogni ateneo pubblica solitamente anche una propria sintesi nella sezione “Qualità della ricerca” del portale istituzionale.
Il profilo formativo del dottorato nella VQR 2020-2024 cambia le strategie di ammissione?
È presto per dirlo con certezza, ma l’introduzione del profilo formativo come parametro di valutazione crea un incentivo per gli atenei a monitorare il percorso dei propri dottori di ricerca anche dopo il conseguimento del titolo. Alcuni coordinatori di dottorato hanno già annunciato l’intenzione di rafforzare i servizi di placement e career development per i dottorandi, nella consapevolezza che la produttività scientifica post-dottorato dei propri alumni diventerà un criterio VQR anche nelle valutazioni future.
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