Studente che applica l’uso etico dell’intelligenza artificiale nelle tesi universitarie – guida step-by-step 2025
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Uso etico intelligenza artificiale in tesi universitarie

5 min di lettura

L’intelligenza artificiale nelle tesi: tra opportunità e responsabilità

Immagina di essere seduto davanti al tuo laptop, con la pagina bianca che ti fissa. La deadline della tesi si avvicina, e nella tua testa risuona una domanda: “Posso davvero usare l’AI per questo?” Non sei solo. Il 67% degli studenti universitari italiani ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale almeno una volta durante il proprio percorso accademico nel 2024. Non è uno scandalo—è semplicemente la realtà in cui viviamo.

Ma eccoci qui, in quel territorio grigio che ti fa sentire come se stessi camminando su una corda tesa. Da un lato, c’è la promessa di strumenti potenti che potrebbero davvero migliorare la qualità del tuo lavoro. Dall’altro, quella vocina che sussurra: “E se stessi barando?”

Questa guida non ti offrirà scorciatoie discutibili o ricette magiche. Ti accompagneremo invece attraverso un percorso chiaro—passo dopo passo—per integrare l’intelligenza artificiale nella tua tesi in modo che tu possa presentarti alla discussione con la testa alta e dormire sonni tranquilli.

Illustrazione vettoriale che mostra le linee guida etiche per l'uso dell'AI in università
Le linee guida etiche sono il tuo punto di partenza, non un ostacolo

Esploreremo i principi etici fondamentali, gli step operativi concreti, le policy universitarie italiane aggiornate al 2025, e ti forniremo strumenti pratici che potrai applicare immediatamente. Che tu stia scrivendo una triennale in Lettere o una magistrale in Ingegneria, questa guida è per te.

Prima di tuffarci negli aspetti pratici, vale la pena comprendere il contesto più ampio. Per approfondire i principi fondamentali dell’utilizzo responsabile dell’AI in ambito accademico, dai un’occhiata alla nostra guida completa sull’uso etico dell’intelligenza artificiale nella scrittura della tesi.

Come siamo arrivati qui: l’evoluzione dell’AI nelle università italiane

Da ChatGPT al caos (controllato)

Facciamo un salto indietro. Novembre 2022: ChatGPT diventa accessibile al pubblico e, nel giro di settimane, il mondo accademico si trova a fronteggiare una rivoluzione che nessuno aveva previsto. Gli studenti scoprono che un’intelligenza artificiale può riassumere articoli complessi, generare bozze, persino suggerire strutture per i capitoli della tesi. Le università? Colte completamente di sorpresa.

Non esistevano policy chiare. I docenti si dividevano tra entusiasti e apocalittici. Gli studenti navigavano in una nebbia fatta di incertezze e paure. Era il Far West digitale dell’accademia.

Oggi, nel 2025, la situazione si è stabilizzata. Gli strumenti si sono moltiplicati e specializzati: ChatGPT rimane lo standard per la generazione di testo, Claude eccelle nell’analisi critica e nelle conversazioni profonde, Perplexity si è ritagliato uno spazio nella ricerca con citazioni integrate, mentre Gemini offre un’integrazione nativa con gli strumenti Google che tutti già usiamo.

🎯 La linea sottile tra uso e abuso: Delegare completamente la produzione intellettuale all’AI—far scrivere interi capitoli senza rielaborazione, citare fonti inesistenti, omettere di dichiarare l’utilizzo—è scorretto. Usare l’AI come supporto al proprio processo creativo, mantenendo controllo e paternità del lavoro? Questo è uso etico.

Le regole del gioco: cosa dicono le università nel 2025

Se c’è una cosa che abbiamo imparato, è che l’Italia accademica si muove lentamente ma si muove. Il Politecnico di Milano e l’Università Bocconi sono stati i primi a pubblicare linee guida formali nel 2023. A seguire, la Sapienza di Roma e l’Università di Bologna hanno emesso i loro vademecum tra fine 2023 e inizio 2024.

Cosa hanno in comune queste policy? Tre pilastri che ormai costituiscono lo standard italiano:

  1. Disclosure obbligatoria: Devi dichiarare esplicitamente l’utilizzo di strumenti AI, specificando quali tool hai usato e per quali scopi. Nessuna eccezione.
  2. Trasparenza metodologica: Non basta dire “ho usato ChatGPT”. Devi spiegare come, quando, e con quale livello di rielaborazione umana successiva.
  3. Supervisione del relatore: Il tuo relatore deve essere informato preventivamente e approvare le modalità di utilizzo dell’AI che prevedi.

Le conseguenze della violazione? Non sono da prendere alla leggera. Si va dalla richiesta di revisione completa (con inevitabile ritardo) alla bocciatura della tesi. Nei casi più gravi, si arriva a procedimenti disciplinari.

Workspace di uno studente con strumenti AI per la scrittura della tesi
L’AI come parte del tuo toolkit di studio

✓ Checklist: Il tuo ateneo permette l’AI?

  • ☐ Cerca sul sito del dipartimento la sezione “regolamenti tesi”
  • ☐ Verifica se esiste un documento specifico sull’uso di AI
  • ☐ Controlla se il tuo corso di laurea ha policy particolari
  • ☐ Chiedi esplicitamente al relatore: “Qual è la sua posizione sull’uso di AI?”
  • ☐ Consulta la segreteria studenti se i documenti non sono chiari
  • ☐ Confrontati con altri laureandi del tuo dipartimento

Perché l’etica non è negoziabile

Potresti pensare: “Ma se l’AI mi aiuta a fare un lavoro migliore, qual è il problema? Non sto copiando da un’altra tesi.” È un ragionamento che sembra filare, ma nasconde alcuni equivoci pericolosi.

Il valore di una tesi non sta solo nel PDF rilegato che consegnerai. Sta nel processo che hai attraversato per crearlo. Ogni ora passata a decifrare articoli incomprensibili, ogni tentativo fallito di strutturare un’argomentazione, ogni revisione per rendere più chiaro il tuo pensiero—tutto questo ha forgiato competenze che ti porterai dietro per sempre.

Quando deleghi completamente questi processi all’AI, non stai usando uno strumento. Stai perdendo opportunità di apprendimento irripetibili. È la differenza tra usare una calcolatrice per velocizzare operazioni che comunque sapresti fare, e usarla per operazioni che non hai mai imparato.

C’è poi la questione dell’integrità accademica. Il tuo titolo ha valore perché rappresenta una garanzia: certifica che hai acquisito competenze, che sai condurre ricerca autonoma, che puoi analizzare criticamente fonti e costruire argomentazioni originali. Se questa garanzia viene minata, il valore di tutti i titoli ne risente.

Per capire come verificare l’originalità del tuo lavoro quando usi strumenti AI, consulta la nostra guida completa agli strumenti antiplagio e originalità.

La guida operativa: passo dopo passo verso l’uso etico dell’AI

Ora entriamo nel vivo. Questa è la parte che puoi stampare, tenere sulla scrivania e consultare mentre lavori. Seguendo questi step, costruirai un processo di lavoro efficiente ed eticamente inattaccabile.

Workflow visivo del processo di scrittura della tesi con integrazione etica dell'AI
Il processo di scrittura della tesi: step by step con l’AI come alleato

FASE 1: Preparazione e Policy Check

Step 1.1 – Verifica le regole del tuo ateneo

Prima di toccare anche solo un tasto, devi sapere in quale campo da gioco stai entrando. Ogni università ha regole specifiche, e quello che è accettabile al Politecnico potrebbe non esserlo a Padova.

Dove trovare le linee guida:

  • Sito del dipartimento, sezione “Didattica” o “Studenti”
  • Vademecum per la redazione della tesi (di solito un PDF)
  • Regolamento didattico del corso di laurea
  • Sezione “Etica e integrità accademica”

La domanda da porre al relatore:

“Professore/Professoressa, ho intenzione di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale come supporto per [specifica: revisione grammaticale/sintesi letteratura/analisi dati]. Quali sono le sue aspettative in termini di disclosure e metodologia? Preferisce che documenti il processo o che semplicemente lo dichiari nella tesi?”

Questa domanda dimostra tre cose: sei informato sulle questioni etiche, sei trasparente nelle tue intenzioni, rispetti l’autorità del tuo supervisore. Raramente un docente risponderà negativamente a questo approccio.

📧 Template: Email per chiedere autorizzazione

Oggetto: Richiesta chiarimenti sull’utilizzo strumenti AI per tesi

Gentile Prof./Prof.ssa [Cognome],

in previsione dell’avvio del lavoro sulla mia tesi di laurea dal titolo “[titolo provvisorio]”, le scrivo per chiarire le modalità appropriate di utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale durante il processo di scrittura.

Ho letto il vademecum del dipartimento e vorrei confermare la mia comprensione: intenderei utilizzare [nome specifico tool, es. ChatGPT] esclusivamente per [scopo specifico: revisione grammaticale / brainstorming iniziale / sintesi preliminare della letteratura], sempre con successiva verifica, rielaborazione personale e piena documentazione dell’utilizzo.

Potrebbe gentilmente confermarmi se questo approccio è coerente con le sue aspettative e con i requisiti del nostro corso di laurea? Sono disponibile per un incontro se preferisce discuterne di persona.

La ringrazio per il tempo e resto a disposizione.

Cordiali saluti,
[Il tuo nome]

Step 1.2 – Definisci i confini etici del tuo progetto

Ora che sai cosa dice l’università, è il momento di definirti regole personali ancora più stringenti. Sì, più stringenti. Perché le policy accademiche stabiliscono il minimo accettabile, ma tu vuoi essere al di sopra di ogni sospetto.

Crea quella che io chiamo una “Mappa dell’AI” per il tuo progetto:

  1. Identifica le sezioni della tua tesi (introduzione, stato dell’arte, metodologia, risultati, discussione, conclusioni)
  2. Per ciascuna sezione, stabilisci se e come l’AI può intervenire
  3. Fissa una percentuale massima di contributo AI—ti suggerisco di non superare il 20-30% come supporto complessivo
  4. Scrivi il tuo “contratto etico”—un documento personale dove dichiari i tuoi impegni

Esempio di contratto etico personale:

Mi impegno a:

  • Usare l’AI solo per brainstorming iniziale e revisione grammaticale
  • Verificare personalmente ogni fonte citata prima di includerla
  • Rielaborare completamente ogni output AI prima di integrarlo
  • Documentare ogni utilizzo in un log dedicato
  • Dichiarare trasparentemente l’uso di AI nella sezione metodologia
  • Consultare il relatore in caso di dubbi