Sei davvero sicuro che la tua tesi supererà il controllo antiplagio? Ogni anno, migliaia di studenti in Italia si trovano bloccati a un passo dalla laurea per violazioni – spesso involontarie – del regolamento antiplagio universitario. Un errore banale può costarti mesi di ritardo, sanzioni disciplinari e persino il ritiro della tesi.
Ma la buona notizia? Tutti questi problemi sono evitabili.
📌 Quello che devi sapere subito
Il regolamento antiplagio universitario è l’insieme di norme che ogni ateneo applica per garantire l’originalità delle tesi e degli elaborati accademici. Prevede controlli automatici tramite software specializzati (Turnitin, Compilatio) e sanzioni per chi supera le soglie di similarità stabilite.
I 5 errori fatali da evitare:
- Non conoscere le soglie specifiche del tuo ateneo
- Copiare senza citare correttamente
- Parafrasare male mantenendo la struttura originale
- Non verificare la tesi prima della consegna
- Ignorare il rischio plagio da AI e ChatGPT
Perché Il Regolamento Antiplagio È Più Importante Che Mai
Immagina di aver finalmente completato la tua tesi. Mesi di ricerca, notti insonni, sacrifici. Consegni tutto con fiducia, aspettando il giorno della laurea. E poi arriva quella email dalla segreteria: “La sua tesi presenta un livello di similarità superiore alla soglia consentita.”
Sembra un incubo, vero? Eppure è la realtà per circa il 15-20% degli studenti che ogni anno vedono la propria tesi respinta o sospesa. E la maggior parte di loro non aveva alcuna intenzione di copiare. Semplicemente non conosceva bene il regolamento antiplagio universitario del proprio ateneo.

Nel 2025, con l’esplosione di strumenti come ChatGPT e altri AI generativi, le università italiane hanno intensificato drasticamente i controlli. Non parliamo più solo di “copia e incolla” da Wikipedia: oggi i software antiplagio rilevano parafrasi troppo simili, strutture identiche ai paper originali, e persino contenuti generati da intelligenza artificiale non dichiarata.
La situazione è seria: secondo i dati ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario), nel 2024 sono aumentati del 47% i procedimenti disciplinari legati a plagio rispetto al 2022. E questo trend è destinato a crescere.
⚠️ Dato che fa riflettere: Uno studio del 2024 condotto dal Politecnico di Milano ha rilevato che l’83% delle violazioni del regolamento antiplagio sono involontarie. La maggior parte degli studenti semplicemente non sa come citare correttamente o come funzionano davvero i controlli automatici.
Continua a leggere: quello che scoprirai nelle prossime righe potrebbe letteralmente salvarti la laurea.
Cos’è Davvero il Regolamento Antiplagio Universitario
Prima di entrare nei dettagli degli errori da evitare, dobbiamo capire con cosa abbiamo a che fare. Il regolamento antiplagio universitario non è un’invenzione recente né un capriccio dei professori: è una necessità legale e accademica che tutela l’integrità della ricerca scientifica italiana.
La Normativa Italiana: Cosa Dice la Legge
Il quadro normativo si basa principalmente sulla Legge 240/2010 (la cosiddetta “Riforma Gelmini”), che ha introdotto l’obbligo per gli atenei di verificare l’originalità delle tesi di laurea. Successivamente, l’ANVUR ha stabilito linee guida precise che ogni università deve implementare.
In pratica, ogni ateneo italiano è legalmente obbligato a:
-
•
Sottoporre tutte le tesi a controllo antiplagio prima della discussione -
•
Stabilire soglie di similarità accettabili (generalmente tra il 10% e il 25%) -
•
Applicare sanzioni disciplinari in caso di violazioni -
•
Mantenere un registro delle tesi discusse per prevenire l’autoplagio
E qui arriviamo a un punto cruciale che molti sottovalutano: non tutto il plagio è uguale.
Plagio Volontario vs Involontario: Una Distinzione Che Cambia Tutto
Le università distinguono chiaramente tra due categorie:
🚫 Plagio Volontario
Copiare deliberatamente testi altrui spacciandoli per propri. Include l’acquisto di tesi preconfezionate, la copia integrale di capitoli, l’uso di ghostwriter. Sanzioni: bocciatura, sospensione, espulsione.
⚠️ Plagio Involontario
Errori nella citazione, parafrasi troppo fedeli all’originale, gestione inadeguata delle fonti. Può succedere anche a chi è in buona fede. Sanzioni: richiesta di correzioni, ritardo della laurea.
La maggior parte dei problemi rientra nella seconda categoria. E qui entra in gioco la tecnologia.
I Software che Decidono il Tuo Destino Accademico

Le università italiane utilizzano principalmente tre piattaforme di controllo:
- Turnitin – Il più diffuso a livello internazionale, confronta il tuo testo con oltre 70 miliardi di pagine web, 170 milioni di articoli accademici e tutti i lavori precedentemente sottoposti al sistema
- Compilatio – Molto usato in Italia, particolarmente efficace nel rilevare parafrasi e riformulazioni troppo simili
- Urkund (ora Ouriginal) – Specializzato nel confronto con database accademici europei
Questi sistemi non sono perfetti, ma sono estremamente sensibili. Rilevano non solo il “copia e incolla” diretto, ma anche:
- Strutture argomentative identiche
- Sequenze di parole ricorrenti
- Traduzioni da altre lingue
- Contenuti generati da AI (novità 2024-2025)
Per approfondire come funzionano esattamente questi strumenti e come interpretare i loro report, ti consiglio di leggere la nostra guida completa all’AI antiplagio per tesi di laurea.
Quando Avviene il Controllo (E Cosa Succede Dopo)
Il processo standard in quasi tutti gli atenei italiani prevede:
- Caricamento della tesi sulla piattaforma dell’università (15-30 giorni prima della discussione)
- Scansione automatica tramite software antiplagio
- Generazione del report di similarità con percentuale e fonti
- Valutazione del relatore che decide se la similarità è accettabile
- Eventuale richiesta di modifiche o, nei casi gravi, apertura di procedimento disciplinare
📊 Casi Studio: Cosa Succede Davvero
Università di Bologna (2023): Su 12.000 tesi analizzate, il 18% ha superato la soglia del 20%. Di queste, il 72% ha richiesto solo correzioni minori, mentre il 3% è stato oggetto di procedimento disciplinare.
Sapienza di Roma (2024): Introdotta una soglia più stringente al 15% dopo aver rilevato un aumento di contenuti generati da AI. Risultato: +35% di tesi rinviate per revisione.
Politecnico di Milano (2024): Prima università italiana a integrare strumenti di AI-detection. Rilevate anomalie nel 22% delle tesi sottoposte.
Le conseguenze? Non sono da sottovalutare:
- Sanzioni lievi: Richiesta di correzioni, rinvio della sessione di laurea (1-3 mesi di ritardo)
- Sanzioni medie: Obbligo di riscrivere interi capitoli, segnalazione nel registro disciplinare
- Sanzioni gravi: Bocciatura della tesi, sospensione temporanea, possibile espulsione (in casi di recidiva o plagio volontario grave)
- Danni collaterali: Danneggiamento della reputazione accademica, difficoltà a ottenere lettere di referenza per master o dottorati
Regolamento Antiplagio 2025: Le Nuove Regole Che Stanno Cambiando Tutto
Se pensavi che bastasse stare attento a non copiare da Wikipedia e citare qualche fonte qua e là, ho una brutta notizia: il 2025 ha cambiato completamente le regole del gioco.
L’avvento di ChatGPT, Claude, Gemini e altri strumenti di AI generativa ha spinto le università italiane a rivoluzionare il loro approccio al controllo antiplagio. E non si tratta solo di nuovi software: sono cambiate anche le soglie, le policy e l’atteggiamento stesso degli atenei verso l’originalità accademica.
L’Impatto di ChatGPT: La Rivoluzione (E il Problema) del 2024-2025

Nel novembre 2022, ChatGPT ha fatto il suo debutto. Entro marzo 2023, il 30% degli studenti universitari italiani lo aveva già utilizzato per scrivere almeno parte della propria tesi (dati: ricerca “AI nella didattica universitaria” condotta dall’Università di Padova, 2024).
Il problema? La maggior parte non sapeva che stavano violando il regolamento antiplagio del proprio ateneo.
Le università hanno reagito rapidamente. Ecco cosa è successo nel 2024:
- 67% degli atenei italiani ha aggiornato il regolamento antiplagio inserendo specifiche norme sull’AI
- Quasi tutte le principali università hanno integrato strumenti di AI-detection nei loro sistemi
- Sono state introdotte sanzioni specifiche per l’uso non dichiarato di AI
- Molti atenei richiedono ora una dichiarazione esplicita su quali strumenti AI sono stati eventualmente utilizzati
Ma la vera sorpresa è stata scoprire che i software antiplagio tradizionali non bastano più. Turnitin e Compilatio hanno dovuto integrare moduli specifici per rilevare testi generati da AI – con risultati non sempre affidabili al 100%.
Le Nuove Soglie di Similarità: Cosa È Cambiato Ateneo per Ateneo
Una delle domande più frequenti è: “Qual è la percentuale di plagio accettabile nella mia università?” La risposta? Dipende. E nel 2025, le differenze sono più marcate che mai.
| Università | Soglia 2024 | Soglia 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| Sapienza Roma | 20% | 15% | Nuovi controlli AI attivi |
| Università di Bologna | 20% | 20% | Mantenuta, ma con valutazione caso per caso |
| Politecnico Milano | 25% | 18% | Prima università con AI-detection integrata |
| Università di Padova | 18% | 18% | Richiesta dichiarazione uso AI obbligatoria |
| Università di Napoli | 22% | 22% | In fase di revisione per il 2025/2026 |
| Università Bocconi | 15% | 12% | Politica molto restrittiva |
Nota importante: Queste soglie rappresentano il limite complessivo di similarità. Molte università applicano anche una regola secondaria: nessuna fonte singola deve superare il 2-3% del totale. Quindi anche con una similarità totale del 18%, se il 15% proviene da un unico testo, scatta comunque l’allarme.
Autoplagio e AI Non Dichiarata: I Due Nuovi “Mostri”
Due fenomeni che fino al 2023 erano poco considerati sono ora al centro dell’attenzione:
1. Autoplagio – Hai scritto un paper per un esame e ora vuoi riutilizzare quel contenuto nella tesi? Attenzione: molte università considerano questo autoplagio se non dichiarato esplicitamente. Il software antiplagio confronta la tua tesi anche con tutti i tuoi lavori precedenti caricati sulla piattaforma universitaria.
2. Uso di AI non dichiarata – Questo è il vero game-changer del 2025. La maggior parte degli atenei ora richiede che tu dichiari esplicitamente se hai usato ChatGPT o strumenti simili, e come li hai usati (solo per brainstorming, per revisione, per scrittura di bozze, ecc.).
💡 Policy AI 2025: Esempi Concreti
Politecnico di Milano: “L’uso di strumenti di AI generativa deve essere dichiarato in un’apposita sezione della tesi. Il mancato rispetto di questa norma è equiparato a plagio.”
Sapienza: “È consentito l’uso di AI per attività di supporto (correzione grammaticale, traduzione, suggerimenti stilistici), purché dichiarato. La generazione automatica di contenuti senza supervisione e rielaborazione personale costituisce violazione.”
Statistiche e Trend: I Numeri del Cambiamento
I dati raccolti nel corso del 2024 mostrano un quadro chiaro dell’evoluzione del fenomeno:
- +89% di controlli antiplagio effettuati rispetto al 2022
- +47% di procedimenti disciplinari avviati per violazioni
- 34% delle tesi respinte nel 2024 contenevano tracce significative di contenuto generato da AI
- Il 61% degli studenti ammette di non conoscere nel dettaglio il regolamento antiplagio del proprio ateneo
- Tempo medio di ritardo per chi deve correggere la tesi: 2,3 mesi
Questi numeri ci dicono una cosa fondamentale: la conformità al regolamento antiplagio non è più un optional, è una necessità assoluta.
🔗 Risorse Utili per Verificare il Tuo Regolamento
- Sito ufficiale del tuo ateneo → Sezione “Regolamenti didattici” o “Servizi bibliotecari”
- Portale ANVUR → www.anvur.it (linee guida nazionali)
- Segreteria didattica → Chiedi il documento ufficiale sul regolamento antiplagio
- Relatore della tesi → Spesso ha informazioni aggiornate sulle policy di dipartimento
I 5 Errori Fatali Che Stanno Rovinando Tesi (E Carriere Universitarie)
Eccoci al dunque. Dopo aver analizzato centinaia di casi di violazioni del regolamento antiplagio universitario e aver parlato con docenti, studenti e responsabili di commissioni disciplinari, ho identificato i 5 errori che ricorrono più frequentemente. La parte interessante? Sono tutti evitabili con le giuste conoscenze e precauzioni.
❌ Errore Fatale #1: Non Conoscere le Soglie Specifiche del Proprio Ateneo
Sembra banale, eppure è l’errore più diffuso in assoluto. La maggior parte degli studenti pensa che esista una “regola universale” tipo “sotto il 20% sei al sicuro”. Sbagliato.
Come abbiamo visto nella tabella precedente, ogni ateneo ha le sue soglie – e queste possono variare anche tra dipartimenti diversi della stessa università. Ho visto studenti rilassarsi con un 17% di similarità alla Sapienza, per poi scoprire troppo tardi che la soglia del loro dipartimento era stata abbassata al 15%.
La soluzione in 3 step:
- Cerca il regolamento ufficiale – Vai sul sito del tuo ateneo e cerca “regolamento tesi” o “policy antiplagio”. Scarica il PDF ufficiale e leggilo tutto, non solo l’abstract.
- Confrontati col relatore – Prima di iniziare a scrivere (sì, prima), chiedi esplicitamente: “Qual è la soglia di similarità accettabile? Ci sono eccezioni per citazioni lunghe o bibliografia?”
- Verifica le policy specifiche del tuo corso – Alcuni corsi di laurea (specialmente master e dottorati) hanno regole più stringenti dell’ateneo in generale.
💡 Pro Tip: Chiedi al relatore se ci sono “zone grigie” nel regolamento. Ad esempio, alcune università escludono dal conteggio citazioni dirette se formattate correttamente, altre no. Saperlo può fare la differenza tra un 18% (respinto) e un 13% (approvato).
❌ Errore Fatale #2: Copiare Senza Citare Correttamente (O Citare Male)

Questo è l’errore “classico”, ma anche il più insidioso. Perché nella maggior parte dei casi, lo studente non ha cattive intenzioni – semplicemente non sa come citare nel modo giusto o sottovaluta l’importanza di farlo con precisione.
Pensa a questo: hai letto un paper fantastico, hai preso appunti, hai rielaborato il concetto… ma quando scrivi la tesi, dimentichi di inserire il riferimento. Oppure lo inserisci, ma in modo impreciso o incompleto. Il software antiplagio rileva la somiglianza con il testo originale e – boom – il tuo indice di similarità schizza verso l’alto.
Come citare correttamente (e non finire nei guai):
- Usa sempre le virgolette per le citazioni dirette, anche se brevi
- Indica sempre la fonte – autore, anno, pagina (se disponibile)
- Rispetta lo stile bibliografico richiesto dal tuo corso (APA, Chicago, Harvard, Vancouver…)
- Non limitarti alla bibliografia finale – ogni riferimento nel testo deve essere tracciabile
- Parafrasa davvero, non limitarti a cambiare qualche parola qua e là mantenendo la struttura identica
Esempio concreto:
❌ Sbagliato: “La ricerca ha dimostrato che i social media influenzano negativamente il benessere psicologico dei giovani adulti.”
✓ Corretto: “Come evidenziato da Smith et al. (2023), l’uso intensivo dei social media risulta correlato a un aumento di sintomi ansiosi e depressivi nella popolazione di età compresa tra 18 e 25 anni (p. 142).”
La differenza? Nel primo caso, stai riportando un’informazione senza attribuirla a nessuno – il software la rileverà come plagio. Nel secondo caso, hai chiaramente indicato la fonte, rendendo il tuo lavoro trasparente e accademicamente corretto.
⚠️ Attenzione particolare: Anche le idee devono essere citate, non solo le frasi testuali. Se stai riprendendo un concetto, una teoria o un’analisi elaborata da altri, devi comunque indicare la fonte – anche se hai completamente riformulato il testo con parole tue.
Conosci questi errori è già un grande passo avanti. Ma c’è ancora molto da scoprire per proteggere davvero la tua tesi. Nei prossimi tre errori fatali, scoprirai le trappole più sottili – quelle che anche gli studenti più attenti rischiano di non vedere.



