Sei arrivato alla fine del tuo percorso e ti chiedi come trasformare mesi di ricerca in pochi minuti di presentazione? La creazione di un PowerPoint per la tesi di laurea è l'arte di trasformare il tuo duro lavoro in una storia visiva, chiara e convincente. Non è un semplice riassunto, ma il tuo atto finale. Quello che può fare la differenza tra una buona impressione e una straordinaria di fronte alla commissione.
Hai passato mesi, se non anni, con la testa china sul tuo elaborato. Eppure, una fetta importante del giudizio finale si formerà proprio lì, in quei pochi minuti, con il supporto di un singolo file PowerPoint. Non è una formalità, è il tuo palcoscenico. È l'occasione per dimostrare non solo che conosci l'argomento, ma che sai anche come comunicarlo con lucidità e professionalità. Una presentazione ben costruita può elevare una buona tesi a un lavoro eccellente nella percezione di chi ti ascolta. Al contrario, una presentazione sciatta o confusa rischia di sminuire anche la ricerca più solida e brillante.
Noi di Tesify, in questa guida, vogliamo accompagnarti passo dopo passo. Non ci limiteremo a darti fredde istruzioni tecniche, ma ti guideremo nella costruzione di una vera e propria narrazione visiva. L'obiettivo è uno solo: valorizzare al massimo il tuo lavoro e darti la sicurezza che ti serve per affrontare la discussione a testa alta.
📋 IN BREVE
⏱️ Tempo di lettura: 12 minuti
In questo articolo scoprirai:
- Come creare una struttura narrativa che guidi la commissione attraverso la tua ricerca.
- Le regole d'oro del design per slide professionali, pulite e leggibili.
- Le strategie per condensare la tua tesi in contenuti visivi di grande impatto.
- Come preparare una presentazione che valorizzi al massimo il tuo lavoro.
Alla fine avrai tutto quello che serve per creare una presentazione di laurea che non solo informa, ma che lascia il segno.
Le fondamenta della tua presentazione: la struttura logica
Prima ancora di lasciarti tentare dai template di PowerPoint, fermati un istante. Sappiamo che la tentazione di iniziare a "creare" è forte, ma la base di una presentazione di laurea che funziona è invisibile: è la sua struttura. È come costruire una casa: non si parte dal colore delle pareti, ma dalle fondamenta.
Il tuo compito, in questa fase, è distillare mesi di lavoro, decine (o centinaia) di pagine, in una narrazione coerente e avvincente che possa essere raccontata in 10-15 minuti. Questo non si improvvisa. Richiede di pensare alla presentazione come a uno "storyboard", un copione che guiderà la commissione attraverso il tuo percorso di ricerca. Ogni presentazione, che sia di ingegneria o di lettere classiche, ha bisogno di un flusso narrativo chiaro. Pensa a ogni slide come a un capitolo di un racconto: ha uno scopo preciso e si lega in modo fluido alla successiva.
Disegnare la mappa delle tue slide
C'è una struttura collaudata che funziona quasi sempre e che puoi tranquillamente adattare al tuo specifico lavoro di ricerca. Immagina di suddividere la tua narrazione in questi blocchi:
- Frontespizio (1 slide): È il tuo biglietto da visita. Niente fronzoli, solo le informazioni essenziali: logo dell'ateneo, corso di laurea, titolo della tesi, il tuo nome e quello del relatore (e correlatore, se c'è). Pulizia e professionalità sono le parole d'ordine.
- Introduzione e Motivazioni (1-2 slide): Qui devi agganciare la commissione. Perché hai scelto questo argomento? Qual è il problema che hai affrontato? Esponi subito la rilevanza della tua ricerca e gli obiettivi che ti eri prefissato.
- Lo Stato dell'Arte (1-2 slide): Attenzione, non devi riassumere ogni singolo libro che hai letto. Concentrati sui 2-3 studi o concetti chiave da cui sei partito, quelli davvero indispensabili per far capire il contesto del tuo lavoro.
- Metodologia (1-2 slide): Come hai condotto la tua ricerca? Spiega l'approccio, gli strumenti, i modelli che hai usato. Se hai fatto una tesi sperimentale all'Università di Trento, un diagramma di flusso può essere perfetto; se la tua è una tesi compilativa in giurisprudenza alla Statale di Milano, un elenco puntato delle fonti normative analizzate sarà chiarissimo.
- Risultati Chiave (3-5 slide): Ecco il cuore pulsante della presentazione. La trappola qui è voler mostrare tutto. Sbagliato. Seleziona solo i dati più significativi e trasformali in grafici, tabelle o immagini facili da digerire. L'impatto visivo è tutto.
- Discussione e Conclusioni (1-2 slide): E quindi? Cosa significano i tuoi risultati? Qui tiri le somme, interpreti i dati, rispondi alla domanda di ricerca iniziale, ammetti onestamente i limiti dello studio e, perché no, suggerisci quali strade future potrebbe aprire la tua ricerca.
- Ringraziamenti e Domande (1 slide): Chiudi in modo elegante. Una slide pulita con un semplice "Grazie per l'attenzione" e la tua disponibilità a rispondere alle domande. È un segno di cortesia e professionalità che lascia un'ottima impressione finale.
💡 Consiglio Tesify
Lo "storyboard" non è altro che una mappa concettuale della tua presentazione. Dedicare un'ora a buttarlo giù su un foglio di carta, magari usando post-it per le varie sezioni, ti farà risparmiare giorni di lavoro confuso e modifiche dell'ultimo minuto. Fidati, è una strategia che funziona sempre.
Visualizzare l'intero percorso è fondamentale prima di creare anche solo la prima diapositiva, come mostra bene questo schema.

Questa sequenza (ricerca, presentazione, giudizio) mette in luce un punto cruciale: la presentazione è il ponte tra il tuo duro lavoro di ricerca e la sua valutazione finale.
Adattare la struttura al tuo percorso
Ovviamente, questa è una traccia, non un dogma. Se la tua è una tesi umanistica, probabilmente dovrai dedicare più spazio allo stato dell'arte e all'analisi critica delle fonti. Se invece vieni da un'area scientifica, come medicina o biologia, il focus si sposterà inevitabilmente sulla metodologia e sui dati sperimentali.
L'uso di PowerPoint per la discussione è ormai uno standard consolidato. Dati di atenei come la Luiss e l'Università di Padova lo confermano. Il repository LuissThesis, ad esempio, mostra come tra il 2010 e il 2023 oltre l'85% delle tesi in ambito statistico includesse una presentazione, con picchi del 92%. In alcuni corsi di laurea a Padova, il supporto visivo è addirittura un requisito obbligatorio.
Per mettere ordine tra idee complesse, uno strumento che troviamo eccezionale è la mappa concettuale. Ti aiuta a vedere i collegamenti tra i capitoli, a decidere cosa tenere e cosa tagliare, e a trovare il filo logico più efficace per esporre il tuo lavoro. Se l'idea ti incuriosisce, abbiamo scritto una guida pratica su come creare mappe concettuali efficaci per la tua tesi.
In sintesi, per una struttura efficace:
- Pensa alla presentazione come a una storia con un inizio, uno sviluppo e una fine.
- Usa lo schema standard (Introduzione > Metodologia > Risultati > Conclusioni) come base.
- Adatta il numero di slide per ogni sezione al tipo di tesi che hai scritto.
- Crea uno storyboard su carta prima di aprire il software.
Creare slide professionali che funzionano davvero
Un design disordinato, anche se pieno di contenuti validi, può sabotare la presentazione della ricerca più brillante. Quando prepari il tuo PowerPoint per la tesi di laurea, ricorda che l'obiettivo non è stupire con effetti speciali, ma comunicare in modo chiaro e diretto. Le tue slide devono essere pulite, leggibili e impeccabili, proprio come il contesto accademico richiede.
La commissione deve potersi concentrare su quello che dici, non passare il tempo a decifrare un testo minuscolo o a interpretare una grafica confusa. Vediamo insieme come curare gli aspetti chiave del design, in modo che la forma esalti il contenuto anziché ostacolarlo.

La semplicità vince sempre: template e layout
In ambito accademico, c'è una regola d'oro che non delude mai: la semplicità è sinonimo di professionalità. Un layout pulito, senza fronzoli, guida l’attenzione di chi ascolta direttamente sui tuoi contenuti, che sono i veri e unici protagonisti della discussione.
Molti atenei, come il Politecnico di Milano o l'Alma Mater di Bologna, offrono ai laureandi dei template PowerPoint ufficiali, completi di logo e colori istituzionali. Se questa opzione è disponibile, usala senza esitazione. È la scelta più sicura: dimostra appartenenza, garantisce un aspetto professionale e ti fa partire con il piede giusto.
Se invece il tuo ateneo non fornisce modelli, non preoccuparti. Puoi crearne uno tu, ma mantienilo sobrio. Scegli uno sfondo bianco o di un colore molto chiaro, posiziona il logo della tua università in un angolo, in modo discreto, e applica questo stesso schema a ogni singola slide. La coerenza visiva trasmette ordine e preparazione. Se hai bisogno di un po' di ispirazione, puoi dare un'occhiata a diversi esempi e modelli di slide per tesi che seguono proprio questi principi.
La leggibilità prima di tutto: la scelta del font
Il carattere che scegli è fondamentale. Un font poco leggibile affatica la vista e, peggio ancora, può far perdere l'attenzione della commissione. Metti da parte i caratteri troppo artistici o elaborati e vai sul sicuro con opzioni consolidate e professionali.
Nella pratica, la scelta si riduce a due grandi famiglie:
- Font Serif (con le "grazie"): Caratteri come Times New Roman o Garamond hanno un'aria più formale e tradizionale. Sono perfetti per facoltà umanistiche, giuridiche o letterarie. Quelle piccole decorazioni alle estremità delle lettere, le "grazie", aiutano l'occhio a seguire meglio le righe di testo.
- Font Sans-Serif (senza grazie): Caratteri come Calibri, Arial o Helvetica sono la quintessenza della modernità e della chiarezza. Sono puliti, diretti e si leggono benissimo su schermo, il che li rende la scelta ideale per facoltà scientifiche, ingegneristiche o economiche, dove i dati devono essere immediatamente comprensibili.
💡 Consiglio Tesify
Una regola pratica dal campo: scegli un solo font per tutta la presentazione. Se proprio vuoi, usane due (uno per i titoli, uno per il testo), ma assicurati che l'abbinamento sia armonico. La coerenza è tutto per evitare un effetto disordinato. Un test infallibile: proietta le slide su una parete, allontanati di qualche metro e prova a leggere. Se fai fatica, devi aumentare la dimensione.
Per le dimensioni, non scendere mai sotto i 24 punti per il corpo del testo. Per i titoli, usa almeno 32-36 punti. Pensa sempre al professore seduto in fondo all'aula: deve poter leggere tutto senza strizzare gli occhi.
Per aiutarti a decidere, ecco un rapido confronto tra i font più comuni in ambito accademico.
Confronto tra font per la leggibilità accademica
Questa tabella riassume le caratteristiche dei caratteri più utilizzati, così puoi scegliere quello più adatto al tuo campo di studi e al tuo stile.
| Font | Tipo | Leggibilità su schermo | Stile | Uso consigliato |
|---|---|---|---|---|
| Calibri | Sans-serif | Eccellente | Moderno, pulito, amichevole | Presentazioni scientifiche, business, ingegneria |
| Arial | Sans-serif | Molto buona | Neutrale, universale | Un'alternativa sicura per quasi ogni contesto |
| Times New Roman | Serif | Buona | Classico, formale, tradizionale | Tesi umanistiche, giuridiche, storiche |
| Garamond | Serif | Buona | Elegante, accademico | Contesti formali, facoltà letterarie |
| Helvetica | Sans-serif | Eccellente | Minimalista, professionale | Design, architettura, comunicazione |
Scegliere il font giusto non è un dettaglio, ma una decisione strategica che influisce direttamente sulla chiarezza del tuo messaggio.
Guidare l'occhio con colore e spazi
Il colore non è solo decorazione, è uno strumento di comunicazione. Usato con intelligenza, guida l'occhio, crea una gerarchia visiva e mette in risalto le informazioni più importanti. La chiave è usare una palette di colori limitata e coerente, magari ispirata ai colori istituzionali del tuo ateneo.
Segui queste semplici linee guida:
- Sfondo: Bianco o grigio chiarissimo. Pulito e professionale.
- Testo: Nero o grigio scuro. Garantisce il massimo contrasto e la migliore leggibilità.
- Colore d'accento: Scegli uno o al massimo due colori vivaci per evidenziare dati nei grafici, parole chiave o concetti fondamentali.
Altrettanto importante è lo spazio bianco (o "spazio negativo"). Resisti alla tentazione di riempire ogni angolo della slide. Lasciare ampi margini e spazio tra gli elementi rende il layout più arioso, il contenuto più facile da assimilare e l'intera presentazione molto più professionale. Una slide affollata comunica caos; una slide pulita comunica controllo e chiarezza mentale.
✅ Checklist del design efficace
- Ho scelto un template pulito e professionale (idealmente quello ufficiale dell'ateneo).
- Uso un font leggibile e di dimensioni adeguate (min. 24pt per il testo, 32pt per i titoli).
- La mia palette di colori è sobria e limitata a 2-3 colori al massimo.
- C'è abbastanza spazio bianco per far "respirare" il contenuto.
- Tutti gli elementi (testi, immagini, grafici) sono ben allineati e bilanciati.
Trasformare la tua tesi in contenuti efficaci
Eccoci arrivati alla parte più delicata del lavoro: condensare mesi, a volte anni, di ricerca e scrittura in una manciata di slide. La tentazione di dire tutto è forte, ma è anche la via più sicura per confondere la commissione e non comunicare nulla di veramente decisivo.
La chiave di volta sta nel cambiare approccio mentale. Non stai semplicemente riassumendo l'elaborato finale, lo stai traducendo in un formato completamente diverso, quello visivo. Pensa a ogni slide come a un singolo, potente messaggio. Vediamo insieme come distillare l'essenza di ogni capitolo e trasformarla in contenuti di impatto per il tuo PowerPoint di laurea.
La slide di introduzione che cattura l'attenzione
Le prime diapositive sono fondamentali. È qui che ti giochi l'attenzione e l'interesse della commissione per i minuti a venire. Invece di partire con un elenco asettico di argomenti, devi creare un "gancio" immediato.
Parti subito definendo con precisione il problema che hai affrontato o la domanda di ricerca che ha guidato il tuo lavoro. Sii specifico. Per una tesi in Economia alla Bocconi, per esempio, non limitarti a un generico "Ho analizzato il mercato del lusso". Molto meglio qualcosa come: "Come hanno reagito i brand del lusso italiani alla contrazione del mercato asiatico nel 2022?". La differenza è abissale.
Subito dopo, metti in chiaro gli obiettivi della tua ricerca, magari con un elenco puntato. Sii concreto e diretto:
- Analizzare le strategie di marketing digitale di tre brand campione.
- Valutare l'impatto di queste strategie sul fatturato del primo semestre 2023.
- Proporre un modello di risposta strategica per future crisi di settore.
Una partenza così chiara dimostra immediatamente padronanza dell'argomento e dice alla commissione che sai esattamente dove li stai portando. Questa sezione, in fondo, funziona in modo molto simile a un abstract ben fatto. Se vuoi approfondire, la nostra guida su come scrivere un abstract perfetto per la tua tesi ti darà ottimi spunti.
Descrivere la metodologia in modo sintetico
Qui è dove molti studenti inciampano, perdendosi in dettagli tecnici superflui. Alla commissione non interessa ogni singolo strumento che hai usato o ogni difficoltà che hai superato; vuole capire se il tuo approccio è stato scientificamente valido e rigoroso.
Se il tuo lavoro ha seguito delle fasi ben definite, lo strumento visivo migliore è senza dubbio un diagramma di flusso. Riesce a trasformare un paragrafo denso e complesso in un'immagine intuitiva, che si comprende a colpo d'occhio. Per una tesi compilativa, come potrebbe essere una in Giurisprudenza all'Università di Pisa, basta un semplice elenco puntato per indicare le fonti primarie e secondarie che hai analizzato. L'importante è far passare il messaggio di un metodo logico e coerente.
Ricorda: la slide sulla metodologia non serve a dimostrare quanto è stato complicato il tuo percorso, ma a certificare la solidità delle tue fondamenta. Chiarezza e sintesi qui sono tutto.
Visualizzare risultati e discussione
Siamo arrivati al cuore pulsante della tua presentazione. I dati, se presentati male, sono un sonnifero potentissimo. Il tuo compito è trasformare tabelle complesse e numeri grezzi in qualcosa di visivo e immediato.
- Scegli il grafico giusto: non sono tutti uguali. Usa un grafico a torta per le percentuali, un istogramma per fare confronti diretti e un grafico a linee per mostrare l'evoluzione di un fenomeno nel tempo.
- Pulisci i grafici: meno è meglio. Elimina ogni elemento di disturbo: griglie fitte, legende complesse, ombreggiature o effetti 3D. Il dato deve saltare all'occhio.
- Commenta solo l'essenziale: non limitarti a leggere i numeri sul grafico. Interpretali. Sotto ogni visualizzazione, metti una frase secca che ne spieghi il significato: "Come emerge dal grafico, l'adozione della strategia X ha portato a un incremento del 25% delle vendite".
Immagina di discutere una tesi in Archeologia alla Sapienza. Invece di mostrare una tabella con le coordinate di 50 reperti, potresti usare una mappa dello scavo con dei punti colorati che indicano la tipologia e la concentrazione dei ritrovamenti. L'impatto sarebbe infinitamente maggiore.
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Per individuare i concetti chiave da inserire nelle slide, il nostro strumento di riassunto AI può farti risparmiare un sacco di tempo. Carica la tua tesi sulla piattaforma Tesify e in pochi secondi avrai i punti salienti di ogni capitolo, pronti per essere trasformati in contenuti efficaci. È un modo intelligente per non tralasciare nulla di importante e partire con una base già solida.
Chiudere con conclusioni memorabili
Le ultime slide sono quelle che rimarranno più impresse nella mente della commissione. Non sprecare questa occasione per un semplice riassunto di quanto hai già detto. Devi fare un passo oltre.
Dedica una slide a rispondere, in modo diretto e inequivocabile, alla domanda di ricerca che hai posto all'inizio. Subito dopo, in una slide successiva, evidenzia il valore aggiunto del tuo lavoro: qual è il piccolo tassello che hai aggiunto alla conoscenza nel tuo campo?
Infine, dimostra maturità accademica parlando onestamente dei limiti della tua ricerca e suggerendo possibili sviluppi futuri. Questo non è un segno di debolezza, ma di consapevolezza. Lascia la commissione con l'impressione di una persona competente, che ha una visione ampia del proprio lavoro.
In sintesi, per contenuti efficaci:
- Introduzione: Aggancia con un problema o una domanda, poi elenca gli obiettivi.
- Metodologia: Sintetizza il processo con diagrammi di flusso o elenchi puntati.
- Risultati: Visualizza i dati più importanti e spiega cosa significano.
- Conclusioni: Rispondi alla domanda iniziale, evidenzia il valore aggiunto, i limiti e gli sviluppi futuri.
Tutto pronto per il giorno della discussione?
Hai messo a punto delle slide chiare, professionali e d'impatto. Ottimo. Ma non dimenticare che il PowerPoint è solo uno strumento: il vero protagonista della discussione sarai tu. Avere una presentazione impeccabile è solo metà del lavoro; l'altra metà è saperla esporre con sicurezza.
Quest'ultima fase del percorso è tutta concentrata sulla tua performance. Vedremo insieme come domare il tempo – un fattore che genera sempre parecchia ansia – e come affinare le tue doti di public speaking. Infine, passeremo in rassegna tutti quei controlli tecnici che, se ignorati, possono trasformare un momento di gloria in un piccolo incubo. L’obiettivo è arrivare preparato non solo sui contenuti, ma anche tranquillo e pronto a gestire qualsiasi imprevisto.

Gestire il tempo come un professionista
Di solito, per la discussione di laurea hai a disposizione tra i 10 e i 15 minuti. Può sembrare un'eternità quando sei sotto pressione, ma in realtà è un tempo strettissimo per riassumere mesi di lavoro. Saperlo gestire è fondamentale. Una buona regola pratica, testata sul campo, è quella di un minuto per slide. Se la tua presentazione ha 15 slide, dovresti riuscire a completarla in circa 15 minuti. Questo ritmo ti permette di esporre con calma, senza correre o dare l'impressione di voler solo "buttare" informazioni addosso alla commissione.
Per tenere traccia del discorso, sfrutta la funzione "Note del relatore" di PowerPoint. Ma attenzione: non scrivere un copione da leggere parola per parola. Le note devono essere una traccia, un elenco puntato dei concetti chiave per ogni slide. Ti aiuteranno a mantenere il filo del discorso senza però incollare gli occhi allo schermo.
Un consiglio che diamo sempre: prendi il telefono, avvia il cronometro e registra la tua esposizione. Riascoltarti è il modo più onesto e diretto per capire se vai troppo veloce, se ti perdi in dettagli inutili o se il tuo tono di voce è troppo piatto. Fallo più volte, finché non senti che il discorso fluisce bene.
Consigli pratici di public speaking
Parlare in pubblico può mettere a disagio, è normale. Con la giusta preparazione, però, puoi trasformare quell'ansia in energia positiva. L'obiettivo non è diventare un oratore da palcoscenico, ma semplicemente comunicare il tuo lavoro in modo chiaro e convincente.
Ecco qualche dritta che fa sempre la differenza:
- Contatto visivo: Non fissare lo schermo del proiettore o il tuo laptop. Cerca lo sguardo dei membri della commissione, alternandolo tra di loro. Questo crea connessione e trasmette sicurezza.
- Voce e ritmo: Evita a tutti i costi il tono monocorde. Usa le pause per dare risalto ai concetti importanti e varia il ritmo per mantenere alta l'attenzione.
- Postura: Stai in piedi, in una posizione stabile e aperta. Cerca di non gesticolare in modo eccessivo e di non dondolarti. Una postura composta comunica professionalità.
- Le domande: Ascolta la domanda fino alla fine, senza interrompere. Prenditi pure un secondo per organizzare la risposta e, se non la sai, ammetterlo è molto meglio che improvvisare.
Sviluppare queste capacità ti servirà ben oltre la laurea. Secondo il Rapporto AlmaLaurea 2021, il 60,2% dei neolaureati ritiene che l'esperienza della tesi sia stata cruciale per migliorare le proprie competenze comunicative, oggi essenziali nel mondo del lavoro. Per chi fosse interessato, è possibile scoprire di più sulle competenze dei neolaureati italiani sul sito AlmaLaurea.
I controlli tecnici che ti salvano la vita
L'ansia da prestazione basta e avanza, non c'è bisogno di aggiungerci anche quella tecnica. L'imprevisto è sempre dietro l'angolo, ma con un po' di prevenzione puoi disinnescare la maggior parte dei problemi.
✅ Checklist pre-discussione
- Doppio formato: Salva la presentazione in .pptx (nativo) e PDF (il tuo salvavita per la formattazione).
- Backup ovunque: Salva i file su una chiavetta USB (meglio due), inviali a te stesso via email e caricali su un cloud (Google Drive, Dropbox).
- Sopralluogo tecnico: Se puoi, controlla l'aula nei giorni precedenti: proiettore, cavi (HDMI? VGA?), versione di PowerPoint installata.
- Backup cartaceo: Stampa le slide in modalità "Stampati" (3 per pagina, con le righe a fianco). Avere un supporto fisico a cui lanciare un'occhiata può darti grande sicurezza psicologica.
Essere preparato su questi aspetti ti darà la tranquillità necessaria per concentrarti sull'unica cosa che conta davvero: raccontare al meglio il grande lavoro che hai fatto. E se vuoi altri spunti per gestire l'intera giornata, la nostra guida completa su come affrontare la discussione della tesi di laurea è piena di consigli pratici.
Riepilogo e prossimi passi
Creare un PowerPoint di laurea efficace non è una magia, ma un metodo. Richiede di pensare prima alla struttura e poi al design, distillando il tuo lavoro in messaggi chiari e visivamente d'impatto.
Ricapitoliamo i punti chiave:
- Struttura Logica: Prima di tutto, definisci la narrazione (introduzione, metodologia, risultati, conclusioni).
- Design Professionale: Scegli la semplicità. Usa template puliti, font leggibili e colori sobri.
- Contenuti Efficaci: Traduci la tesi, non riassumerla. Sfrutta grafici e immagini per visualizzare i dati.
- Preparazione all'Esposizione: Prova più volte, gestisci il tempo (1 slide ≈ 1 minuto) e preparati agli imprevisti tecnici.
Se seguirai questi passaggi, non solo avrai una presentazione solida, ma arriverai al giorno della discussione con la sicurezza di chi sa di aver fatto un ottimo lavoro, fino all'ultimo dettaglio.
Se senti di aver bisogno di un ultimo aiuto intelligente per dare una limata finale alla tesi prima della discussione, Tesify può darti una grossa mano. Con il nostro Relatore AI e gli Smart Tools, puoi riassumere capitoli, migliorare la scrittura e controllare che ogni dettaglio sia al suo posto, trasformando l'ansia finale in sicurezza. Scopri come Tesify può aiutarti a chiudere in bellezza il tuo percorso su https://tesify.it.
📚 Risorse Correlate
- Come affrontare la discussione della tesi di laurea
- Come scrivere un abstract perfetto per la tua tesi
- Esempi e modelli di slide per tesi
- Come creare mappe concettuali efficaci per la tua tesi
Domande Frequenti (FAQ)
Quante slide devo fare per la presentazione della tesi?
La regola d'oro, testata sul campo da generazioni di laureandi, è semplice: una slide per ogni minuto che hai a disposizione. Considerando che una discussione standard dura tra i 10 e i 15 minuti, il numero ideale di slide si aggira tra le 12 e le 18, inclusi frontespizio e ringraziamenti. Questo ritmo ti permette di parlare con calma, senza correre.
Come si citano le fonti nel PowerPoint della tesi?
Devi essere rigoroso ma sintetico. La strategia migliore è usare una citazione breve nella slide (es. Rossi, 2023) quando riporti un dato specifico, proprio come faresti nel corpo della tesi. Poi, dopo i ringraziamenti, puoi dedicare un'ultima slide a una bibliografia essenziale, riportando solo le 2-3 fonti davvero fondamentali che hai citato esplicitamente.
Posso usare animazioni e transizioni nel PowerPoint?
Sì, ma con estrema moderazione. Un'animazione semplice come "Comparsa" può essere utile per svelare i punti di un elenco uno alla volta, mantenendo l'attenzione su ciò che stai dicendo. Evita invece come la peste le transizioni "creative" (rotazioni 3D, dissolvenze a scacchiera, suoni) perché in un contesto accademico risultano poco professionali e distraggono dal contenuto.
E se il computer dell'università non apre il mio file PowerPoint?
Questo è l'incubo di ogni laureando, ma si previene facilmente con dei backup. Per arrivare preparato, salva il file in più formati: .pptx, .ppt (vecchie versioni) e, fondamentale, in PDF. Il PDF è la tua ancora di salvezza perché mantiene la formattazione intatta su qualsiasi dispositivo. Inoltre, salva tutto su più supporti: una chiavetta USB, via email e su un cloud come Google Drive. Avere un piano B e C ti salverà da qualunque imprevisto.



