Quando si parla di margini per la tesi, c’è una regola d’oro, anche se non sempre scritta nero su bianco: il margine sinistro deve essere più largo. Pensaci un attimo: è lo spazio che serve per la rilegatura.
In genere, si consiglia di tenere 4 cm a sinistra e circa 3 cm per i margini superiore, inferiore e destro. Ma, e questo è un consiglio spassionato, la prima cosa da fare è sempre controllare le linee guida specifiche del tuo ateneo.
Le dimensioni giuste per i margini della tesi

Prima di entrare nei dettagli tecnici di come impostarli, fermiamoci un secondo sul perché sono così importanti. La scelta dei margini non è un capriccio estetico, ma una vera e propria necessità pratica. Quel centimetro in più a sinistra è ciò che impedirà alla rilegatura, che sia a spirale o a colla, di “mangiarsi” le parole.
Un margine sinistro troppo stretto è uno degli errori più classici e fastidiosi. Te ne accorgi solo dopo la stampa, quando parte del testo sparisce nella piega delle pagine, rendendo la lettura difficile. Oltre al danno pratico, trasmette un’idea di poca cura per i dettagli, e ti assicuro che è una delle prime cose che un relatore nota.
Le misure da cui partire
Anche se ogni facoltà ha le sue regole, ci sono delle misure standard che vanno bene nel 90% dei casi. Puoi considerarle un’ottima base di partenza. Ecco una tabella di riferimento rapido che ho preparato per darti un’idea chiara.
| Impostazioni standard dei margini per una tesi |
| :— | :— | :— |
| Posizione del margine | Dimensione consigliata (cm) | Scopo principale |
| Sinistro | 3,5 – 4 cm | Spazio extra per la rilegatura, per non “perdere” il testo. |
| Destro | 3 cm | Equilibrio visivo della pagina e leggibilità. |
| Superiore | 3 cm | Spazio per l’intestazione e per dare “aria” alla pagina. |
| Inferiore | 3 cm | Spazio per il numero di pagina, mantenendo la pulizia estetica. |
Queste sono le impostazioni più comuni e sicure, che garantiscono un risultato pulito e professionale.
Ricorda: le linee guida del tuo corso di laurea hanno sempre l’ultima parola. Prima di decidere i margini definitivi, fai un salto sul sito dell’università o manda una mail in segreteria. Un controllo di cinque minuti può salvarti da ore di panico e lavoro extra per sistemare l’intero documento.
Curare questi aspetti è il primo biglietto da visita per un elaborato che si presenta bene, ancor prima di essere letto. Un testo ben impaginato è semplicemente più piacevole da leggere e dimostra la tua attenzione.
Se vuoi altri consigli pratici, dai un’occhiata alla nostra guida completa sui margini per la tesi.
Perché i margini della tesi sono così importanti?

Potrebbe sembrare un dettaglio di poco conto, quasi una pignoleria tecnica, ma la verità è che i margini della tesi sono il primo biglietto da visita del tuo lavoro. Parlano di te, della cura e dell’attenzione che hai messo in ogni pagina, ancora prima che il relatore inizi a leggere la prima riga.
Un’impaginazione corretta non è solo una questione estetica. È una forma di rispetto verso chi legge e un modo per comunicare serietà e professionalità.
Immagina i margini come la cornice di un quadro. Se è quella giusta, valorizza l’opera. Se è sbagliata, distrae e penalizza tutto l’insieme. Allo stesso modo, il giusto spazio bianco ai lati del testo guida l’occhio, rende la lettura più fluida e meno faticosa. E, non meno importante, lascia al professore lo spazio fisico per prendere qualche appunto a margine.
L’effetto di un’impaginazione curata
Un documento con i margini sacrificati e i paragrafi ammassati l’uno sull’altro trasmette un’immediata sensazione di disordine e fretta. È come se dicesse: “l’ho finito di corsa, senza badare ai dettagli”. Al contrario, una pagina ben strutturata, “ariosia”, invita alla lettura e mette il valutatore nella giusta disposizione d’animo.
Qui, la forma diventa davvero sostanza.
Non sottovalutare mai l’impatto visivo della tua tesi. Una formattazione impeccabile non aggiunge nulla al valore scientifico della tua ricerca, ma garantisce che venga letta e apprezzata senza ostacoli. È un piccolo gesto di cortesia verso il tuo lettore.
Dedicare del tempo alla formattazione non è tempo perso, ma un vero e proprio investimento. Dimostra che hai capito come presentare il frutto del tuo lavoro nel modo più efficace possibile, una competenza che ti servirà sempre. E se il tempo è proprio quello che ti manca, la nostra guida su come scrivere la tesi in un mese potrebbe darti qualche spunto utile.
Come impostare i margini della tesi su Microsoft Word
Molto probabilmente, Microsoft Word sarà il tuo fedele compagno di scrittura per la tesi. Imparare a usarne gli strumenti di impaginazione non è solo una questione di rispettare le regole, ma ti farà anche lavorare molto meglio e più in fretta. La prima cosa da fare, ancora prima di scrivere una singola parola, è impostare i margini per la tesi.
Per fortuna, è un’operazione davvero semplice.
Tutto quello che ti serve si trova nella scheda Layout. Appena la apri, il primo comando che vedi a sinistra è “Margini”. Word ti mostrerà subito alcune opzioni predefinite, ma per una tesi avrai quasi sempre bisogno di misure specifiche. Ignora quelle opzioni e vai dritto in fondo al menu a tendina, cliccando su “Margini personalizzati…”.
Si aprirà la finestra “Imposta pagina”, che è un po’ la tua cabina di pilotaggio per l’impaginazione.

Da qui puoi inserire i centimetri esatti per ogni margine: superiore, inferiore, sinistro e destro. La precisione è tutto.
L’impostazione che fa la differenza: il margine per rilegatura
All’interno della stessa finestra c’è una funzione che molti studenti ignorano, ma che ti dà un tocco da vero professionista: il margine per rilegatura.
Invece di allargare semplicemente il margine sinistro (ad esempio, portandolo a 4 cm), puoi fare una cosa più elegante: lascia i margini sinistro e destro uguali (es. 3 cm) e aggiungi lo spazio extra per la rilegatura (es. 1 cm) nel campo “Rilegatura”.
Perché è un’idea migliore? Perché Word è abbastanza intelligente da gestire quello spazio extra in modo dinamico per la stampa fronte-retro:
- Lo aggiungerà a sinistra sulle pagine dispari (quelle a destra, il recto).
- Lo sposterà a destra sulle pagine pari (quelle a sinistra, il verso).
Questo garantisce un risultato impeccabile e bilanciato quando sfogli la tesi rilegata. Se invece sai già che stamperai solo su un lato del foglio, allora aumentare semplicemente il margine sinistro a 4 cm darà lo stesso effetto pratico.
Un consiglio da chi ci è passato: una volta impostati i margini perfetti, clicca su “Imposta come predefinito” in basso a sinistra nella finestra “Imposta pagina”. Così, ogni volta che aprirai un nuovo documento Word, avrà già le impostazioni corrette per la tesi. Un piccolo gesto che ti farà risparmiare un sacco di tempo.
Come impostare i margini su Google Docs

Sempre più tesisti si affidano a Google Docs, e non è difficile capire perché. La possibilità di scrivere da qualsiasi dispositivo, collaborare con il relatore in tempo reale e non doversi mai preoccupare di salvare sono vantaggi enormi. Anche qui, sistemare i margini per la tesi è un gioco da ragazzi, basta solo sapere dove mettere le mani.
Tutto si gioca nel pannello “Impostazione pagina”. Per arrivarci, devi semplicemente andare sul menu “File” in alto e scorrere verso il basso fino a trovare la voce giusta.
Una volta che hai la finestra di dialogo davanti, vedrai i campi dedicati ai margini superiore, inferiore, sinistro e destro. Inserisci i centimetri richiesti dalla tua facoltà — per esempio, 3 cm su tre lati e 4 cm a sinistra — e conferma per applicare la modifica all’intero documento.
E lo spazio per la rilegatura?
A differenza di Word, su Google Docs non troverai un’opzione specifica chiamata “margine per rilegatura”. Ma non preoccuparti, non è affatto un problema. La soluzione più semplice, che usano praticamente tutti, è aggiungere manualmente lo spazio extra dove serve.
Il ragionamento è questo: se i margini standard sono di 3 cm e ti serve 1 cm per la rilegatura, ti basterà impostare il margine sinistro direttamente a 4 cm (3 cm + 1 cm), lasciando invariati gli altri. Così facendo, una volta stampato e rilegato, il testo risulterà perfettamente centrato e leggibile.
Il mio consiglio: Dopo aver inserito i valori corretti, clicca su “Imposta come predefinito”. È un piccolo gesto che ti fa risparmiare un sacco di tempo. Ogni nuovo documento che aprirai avrà già i margini perfetti per la tesi, senza che tu debba pensarci ogni volta.
Come impostare i margini della tesi con la precisione di LaTeX
Se studi materie scientifiche o ingegneristiche, è molto probabile che tu stia già usando LaTeX per la tua tesi. La sua vera magia sta nella precisione tipografica assoluta, e la gestione dei margini della tesi ne è un perfetto esempio. Scordati i menu e le finestre di dialogo: qui si va dritti al punto con comandi che ti danno il controllo totale sul documento.
Per questo lavoro, lo strumento che tutti usano è il pacchetto geometry. È lo standard di fatto, e per una buona ragione. Per definire i margini, devi solo aggiungere una riga di codice nel preambolo del tuo file .tex. Semplice e pulito.
Impostare i margini con il pacchetto geometry
L’approccio è incredibilmente diretto. Mettiamo caso che la tua università richieda un margine sinistro di 4 cm per la rilegatura e margini di 3 cm su tutti gli altri lati. Ti basterà scrivere questo:
\usepackage[left=4cm, right=3cm, top=3cm, bottom=3cm]{geometry}
Con questa singola riga, stai dicendo a LaTeX esattamente cosa fare, senza ambiguità. Ogni parametro è esplicito e il risultato sarà sempre prevedibile.
Un consiglio da chi ci è passato: Se hai intenzione di stampare la tesi fronte-retro (e dovresti!), c’è un trucco ancora più efficace per gestire lo spazio per la rilegatura, molto simile all’opzione “margine speculare” di Word.
Per una finitura da professionisti, puoi usare l’opzione bindingoffset. Questo comando aggiunge uno scostamento al margine interno (a sinistra sulle pagine dispari e a destra su quelle pari), garantendo che il testo rimanga perfettamente centrato e leggibile anche a volume rilegato.
Ecco come potresti usarlo in un caso reale:
\usepackage[a4paper, top=3cm, bottom=3cm, left=3cm, right=3cm, bindingoffset=1cm]{geometry}
Qui, abbiamo margini simmetrici da 3 cm, a cui si aggiunge 1 cm di bindingoffset solo per la rilegatura. Il testo non sembrerà “spostato” verso un lato una volta che avrai la tua tesi stampata tra le mani.
La precisione, d’altronde, è fondamentale in ogni campo, anche quando si analizzano dati apparentemente distanti. A Firenze, per esempio, i dati del 31 gennaio 2025 indicavano una popolazione di 365.756 residenti. Di questi, ben 59.296 erano cittadini stranieri, rappresentando il 16,2% del totale. Questo numero non è solo una statistica, ma riflette l’evoluzione del tessuto sociale della città, come puoi approfondire nel bollettino demografico del Comune di Firenze.
Imparare questi pochi comandi ti darà piena autonomia su un dettaglio tecnico cruciale, assicurandoti che l’impaginazione della tua tesi sia impeccabile, precisa al millimetro.
Errori comuni sui margini: le piccole sviste da non fare
Sapere come impostare i margini per la tesi su Word, Docs o LaTeX è un ottimo punto di partenza, ma non è tutto. La vera sfida è schivare quelle piccole disattenzioni che possono vanificare ore di lavoro e dare un’impressione di sciatteria. Giocare d’anticipo, conoscendo gli errori più comuni, è la mossa vincente.
Uno degli inciampi più classici? Dimenticarsi dello spazio extra per la rilegatura. Molti studenti impostano margini identici su entrambi i lati, perfettamente simmetrici. Peccato che, senza quel centimetro in più sul lato interno (quello sinistro, per intenderci), parte del testo venga letteralmente “mangiata” dalla colla o dalla spirale. Il risultato è un disastro: frasi troncate e un aspetto decisamente poco curato.
Un altro errore tipico è l’incoerenza. Magari all’inizio del lavoro imposti tutto alla perfezione, ma poi, aggiungendo un nuovo capitolo o incollando del testo da un altro file, i margini tornano magicamente alle impostazioni predefinite del programma. È cruciale ricordarsi di applicare le modifiche a tutto il documento per garantire un layout pulito e uniforme dall’inizio alla fine.
Attenzione a immagini e tabelle
Un capitolo a parte meritano gli elementi grafici. Inserire un’immagine o una tabella più larga dello specchio del testo, facendola “sbordare” dai margini, è un errore che vedo spessissimo. Oltre a creare un palese disordine visivo, questa pratica può dare non pochi grattacapi in fase di stampa.
Per dormire sonni tranquilli, ecco qualche dritta basata sull’esperienza:
- Pensa subito ai margini: impostali come prima cosa, ancora prima di scrivere la prima parola. Se puoi, salvali come predefiniti nel tuo modello, così non dovrai più preoccupartene.
- Sfrutta l’opzione rilegatura: se il tuo software la prevede (come fanno Word o LaTeX), usala senza esitazione. È la soluzione più pulita e precisa, soprattutto se stampi fronte-retro.
- Non fidarti ciecamente dello schermo: prima di generare il PDF definitivo, dai sempre un’occhiata all’anteprima di stampa. È l’unico modo per avere la certezza assoluta che tutto sia esattamente dove dovrebbe essere.
La coerenza è il tuo migliore alleato. Un documento ben impaginato, con margini costanti e una gestione impeccabile di ogni elemento, è il miglior biglietto da visita: comunica professionalità e il rispetto che hai per il tuo lavoro e per chi lo leggerà.
Domande frequenti sull’impaginazione della tesi
L’impaginazione è uno di quegli scogli finali che fa sorgere un sacco di dubbi. Anche quando pensi di aver sistemato tutto, la domanda “avrò fatto bene?” è sempre dietro l’angolo. Per questo ho messo insieme le domande più comuni sui margini della tesi, con risposte chiare e dirette per toglierti ogni incertezza.
Cosa succede se sbaglio i margini?
Sbagliare i margini non è un dettaglio da poco, le conseguenze sono molto pratiche. La prima, e più seccante, è che la segreteria studenti potrebbe rifiutare la tua copia perché non rispetta le linee guida dell’ateneo. Questo significa dover ristampare tutto, sprecando tempo prezioso e, ovviamente, soldi.
C’è poi un altro problema, forse ancora più comune, che emerge in fase di stampa. Se il margine sinistro è troppo stretto, una parte del testo finirà “mangiata” dalla rilegatura. Il risultato? Un elaborato che sembra sciatto e, peggio ancora, che si legge a fatica. Sarebbe un peccato vanificare così tutto il lavoro che hai fatto sui contenuti.
Margine di rilegatura o margine sinistro aumentato?
Allora, quale approccio usare? La funzione specifica per la rilegatura, che trovi sia su Word sia come comando bindingoffset in LaTeX, è la soluzione tecnicamente più pulita. È perfetta se stampi fronte-retro, perché aggiunge lo spazio extra al margine interno di ogni pagina (a sinistra sulle pagine dispari, a destra sulle pari), mantenendo un layout equilibrato.
D’altra parte, se stampi solo sul fronte, c’è una scorciatoia del tutto valida: aumentare manualmente il margine sinistro, portandolo ad esempio a 4 cm. È un trucco semplice e veloce che ti darà lo stesso risultato visivo.
Il punto chiave: Non importa quale metodo scegli, l’importante è che ci sia quello spazio in più per la legatura. Dimenticarsene è uno degli errori più classici e, per fortuna, più facili da evitare.
Come gestisco tabelle e immagini che escono dai margini?
I margini che hai definito valgono per tutto, senza eccezioni. Questo significa che anche tabelle, grafici e immagini devono rispettare quei confini. Se ti accorgi che una figura “sborda”, la tentazione potrebbe essere quella di modificare i margini dell’intera pagina per farcela stare. Non farlo.
La soluzione giusta è quasi sempre una: ridimensiona l’elemento grafico. Solo in casi estremi, se un’immagine o una tabella è particolarmente grande e complessa, puoi valutare di ruotare l’orientamento di quella singola pagina in orizzontale. Mai, però, toccare i margini generali del documento. Avere le idee chiare su questi aspetti è un passo fondamentale, come abbiamo spiegato anche nella nostra guida su come iniziare la tesi di laurea in 5 passi.
Se l’impaginazione ti sembra un labirinto, ricorda che Tesify può darti una grossa mano. La nostra piattaforma ti accompagna capitolo dopo capitolo, con strumenti intelligenti per la ricerca delle fonti, la scrittura e la formattazione. Così puoi essere sicuro che la tua tesi sia impeccabile, non solo nei contenuti ma anche nella presentazione. Scopri come possiamo semplificarti la vita su https://tesify.it.



