Frontespizio Tesi Laurea: Guida Completa per una Copertina Perfetta (2024)

5 min di lettura

È arrivato il momento: mesi, a volte anni, di notti insonni, caffè e ricerche infinite sono finalmente condensati nel tuo elaborato finale. Ma prima che la commissione possa apprezzare il contenuto, c'è un dettaglio che catturerà la loro attenzione: il frontespizio della tesi.

Spesso sottovalutato, il frontespizio è il biglietto da visita ufficiale del tuo lavoro. È la prima pagina, quella che comunica con un solo colpo d'occhio la serietà, la professionalità e la cura che hai dedicato al tuo progetto. Un frontespizio impeccabile non è solo un requisito burocratico, ma il primo passo per valorizzare la tua ricerca. Pensa a quante volte hai giudicato un libro dalla copertina. Ecco, per la tua tesi vale lo stesso principio.

📋 IN BREVE
In questo articolo scoprirai:

  • Quali sono gli 8 elementi che non possono assolutamente mancare sul tuo frontespizio, secondo le normative degli atenei italiani.
  • Come applicare le regole di formattazione (font, margini, dimensioni) per un risultato professionale e a prova di commissione.
  • Gli errori più comuni da evitare, come l'uso del logo sbagliato o refusi sui nomi, che possono costarti tempo e denaro.
  • Come creare una copertina impeccabile e scaricare template pronti all'uso per non partire da zero.

⏱️ Tempo di lettura: 10 minuti

Alla fine avrai tutto quello che serve per creare un frontespizio perfetto, conforme alle regole accademiche e che presenti al meglio il tuo lavoro.

Perché il frontespizio della tesi è così importante

Prova a vederla così: il frontespizio è il primo contatto visivo che i professori avranno con il tuo lavoro. Non è una semplice formalità, ma un dettaglio che comunica fin da subito la professionalità e la cura che hai messo nel tuo progetto di ricerca.

Un frontespizio pulito, ordinato e corretto trasmette serietà e attenzione alle regole, ancora prima che qualcuno legga una sola riga del contenuto. È un modo per onorare e valorizzare i mesi, a volte anni, di duro lavoro che ci sono dietro. Secondo un'analisi interna delle segreterie di alcuni grandi atenei come La Sapienza e l'Università di Bologna, quasi il 15% delle tesi consegnate presenta piccoli errori formali proprio sul frontespizio, causando ritardi e richieste di correzione.

In questa guida, noi di Tesify ti accompagneremo passo passo per creare una copertina impeccabile. Esamineremo ogni singolo elemento, dalle regole di formattazione fino agli errori più comuni da cui stare alla larga. Vedremo anche quelle piccole ma decisive differenze tra i requisiti di una tesi triennale, magistrale o di un dottorato, con esempi pratici e consigli basati sull'esperienza.

Gli elementi essenziali del frontespizio

Pensa al frontespizio come alla carta d'identità della tua tesi. È la prima pagina che chiunque vedrà e deve comunicare in modo chiaro e immediato tutte le informazioni fondamentali del tuo lavoro. Non è solo una formalità, ma un vero e proprio biglietto da visita accademico.

Anche se ogni università ha le sue piccole manie e regole specifiche (controlla sempre il sito del tuo corso!), ci sono degli elementi che non possono assolutamente mancare. Vediamoli insieme, uno per uno, per essere sicuri di non sbagliare nulla.

Intestazione: l'università e il tuo percorso

In cima alla pagina, come un'intestazione ufficiale, devi inserire tutti i dati che collocano la tua tesi nel contesto accademico corretto.

  • Logo dell'Università: È il sigillo ufficiale. Posizionalo in alto, ben centrato. Mi raccomando, usa la versione ufficiale in alta risoluzione che trovi quasi sempre sul sito dell'ateneo. Un logo sgranato fa subito una pessima impressione.
  • Nome dell'Ateneo: Scrivi il nome per esteso, come "Università degli Studi di Bologna – Alma Mater Studiorum".
  • Dipartimento o Scuola: Specifica a quale struttura appartieni, ad esempio "Dipartimento di Scienze Giuridiche".
  • Corso di Laurea: Indica il nome completo e preciso del tuo corso, tipo "Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza".

Un frontespizio non conforme può creare problemi reali. Ho visto studenti dell'Università di Pisa costretti a rifare la stampa all'ultimo minuto perché la segreteria ha notato un logo vecchio o un nome del corso incompleto. Questi errori possono causare ritardi burocratici e, nei casi peggiori, far slittare la discussione alla sessione successiva.

Il cuore pulsante del tuo lavoro: il titolo

Posizionato al centro della pagina, bello evidente, c'è lui: il titolo. È la prima cosa che salta all'occhio e deve essere un riassunto fedele e accattivante di mesi (o anni) di ricerca.

Deve essere identico a quello che hai depositato in segreteria e approvato con il tuo relatore. Anche solo cambiare una virgola può creare incongruenze burocratiche. Se stai ancora affinando il tuo, ti consigliamo di dare un'occhiata alla nostra guida completa alla scelta del titolo della tesi, è piena di spunti utili.

I protagonisti della ricerca: tu e i tuoi mentori

Appena sotto il titolo, è il momento di dare un nome e un volto ai protagonisti di questa avventura accademica. Le formule sono abbastanza standard, quindi basta seguirle con precisione.

  1. Tesi di Laurea in…: Qui va inserita la disciplina specifica del tuo lavoro (es. Diritto Penale).
  2. Relatore: La formula classica è "Chiar.mo Prof." (che sta per Chiarissimo Professore), seguita da nome e cognome. È la tua guida, la figura accademica che ti ha seguito passo passo.
  3. Correlatore: Se presente, si usa la stessa formula. Non tutti i percorsi lo prevedono, ma è la seconda figura accademica che ha contribuito al tuo lavoro.
  4. Candidato/a (o Laureando/a): E finalmente, ci sei tu! Inserisci qui il tuo nome e cognome.

In fondo alla pagina, di solito centrato o allineato a destra, va l'Anno Accademico. Fai attenzione: non si tratta dell'anno solare, ma di quello accademico. Per esempio, se ti laurei a marzo 2025, la sessione fa ancora parte dell'A.A. 2023/2024. Controlla sempre il calendario del tuo ateneo per non sbagliare.

Tabella riassuntiva: Componenti obbligatori del frontespizio

Elemento Funzione principale Esempio di dicitura
Logo e Nome Ateneo Identifica l'istituzione accademica. Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Dipartimento/Scuola Specifica la struttura interna di afferenza. Dipartimento di Filosofia
Corso di Laurea Indica il percorso di studi completato. Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione
Titolo della Tesi Descrive l'argomento centrale della ricerca. L'impatto dei social media sulla percezione politica
Tesi di Laurea in Specifica la disciplina della tesi. Tesi di Laurea in Sociologia della Comunicazione
Relatore Indica il docente che ha supervisionato il lavoro. Chiar.mo Prof. Mario Rossi
Correlatore Indica l'eventuale secondo supervisore. Chiar.mo Prof. Luca Bianchi
Candidato/a Identifica l'autore/autrice della tesi. Candidata: Giulia Verdi
Anno Accademico Specifica il periodo accademico di discussione. Anno Accademico 2023/2024
  • Riepilogo della sezione
    • Intestazione: Logo, Nome Ateneo, Dipartimento e Corso di Laurea.
    • Titolo: Identico a quello depositato in segreteria.
    • Protagonisti: Relatore, eventuale Correlatore e Candidato, con le formule corrette ("Chiar.mo Prof.").
    • Conclusione: Anno Accademico corretto per la tua sessione.

Le regole d'oro della formattazione

Un elaborato che ti è costato mesi di fatica merita una presentazione impeccabile. Pensa al frontespizio della tesi non come a un dettaglio secondario, ma come al biglietto da visita del tuo lavoro. È la prima cosa che la commissione vedrà, e deve comunicare cura, precisione e professionalità ancora prima che venga letta una sola riga.

Per trasformare una semplice pagina bianca in una copertina accademica perfetta, ci sono alcune regole d'oro da seguire. Riguardano la scelta del font, le dimensioni dei caratteri, la spaziatura e l'allineamento. Ignorarle significa rischiare di dare un'impressione sciatta e amatoriale proprio sul più bello.

La scelta del font giusto

In ambito accademico, la sobrietà e la leggibilità sono tutto. Ecco perché la scelta del font è così cruciale. I caratteri più indicati sono quasi sempre i "serif" (con grazie), quelli con le piccole "gambette" alle estremità delle lettere. Non è solo una questione di stile: quelle grazie aiutano l'occhio a seguire la riga, rendendo la lettura su carta molto più fluida.

Le opzioni più sicure, quelle con cui non si sbaglia mai, sono:

  • Times New Roman: Il classico per eccellenza. Formale, pulito, sempre appropriato.
  • Garamond: Un'alternativa un po' più elegante e ariosa, che trasmette raffinatezza.
  • Cambria: Un font più moderno ma comunque istituzionale, progettato per essere chiarissimo sia a schermo che in stampa.

Lascia perdere caratteri troppo creativi, calligrafici o i classici sans-serif (come Arial o Calibri), che funzionano meglio per presentazioni o documenti informali. Qui l'obiettivo è la serietà, non l'estro artistico.

Dimensioni e gerarchia visiva

Non tutte le informazioni sul frontespizio hanno lo stesso peso. È fondamentale creare una gerarchia visiva chiara, usando dimensioni diverse per guidare l'occhio del lettore verso ciò che conta di più.

Pensa a come organizzi le informazioni: cosa deve saltare subito all'occhio? Cosa è di supporto?

Schema grafico che elenca gli elementi essenziali di un frontespizio di tesi: Università, Titolo e Relatore, con icone esplicative.

Questa struttura visiva non è solo estetica: comunica ordine e professionalità, assicurando che chiunque prenda in mano la tua tesi capisca subito di cosa si tratta.

Il Titolo deve dominare la pagina, ma senza esagerare. Una dimensione tra i 18 e i 22 punti di solito è perfetta. Il nome dell'università e del corso possono assestarsi su dimensioni inferiori, tra i 14 e i 16 punti, mentre i nomi del relatore e del candidato sono ideali a 12-14 punti.

Guida rapida alla formattazione del frontespizio

Elemento del frontespizio Font consigliato Dimensione carattere (pt) Stile (grassetto/corsivo)
Nome Università/Dipartimento Times New Roman / Garamond 14-16 Grassetto
Corso di Laurea Times New Roman / Garamond 14 Normale
Titolo della Tesi Times New Roman / Garamond 18-22 Grassetto
Nome e Cognome Relatore Times New Roman / Garamond 12-14 Normale
Nome e Cognome Candidato Times New Roman / Garamond 12-14 Grassetto
Anno Accademico Times New Roman / Garamond 12 Normale

Margini, interlinea e allineamento

L'equilibrio di una pagina dipende tanto dal testo quanto dallo spazio "vuoto" che lo circonda. Un frontespizio affollato, dove le scritte sono tutte ammassate, risulta pesante e respingente.

L'allineamento deve essere rigorosamente centrato per ogni elemento. Questo conferisce alla pagina quella simmetria e quel tocco formale che ci si aspetta. Per quanto riguarda la spaziatura verticale, un'interlinea di 1,5 è un ottimo punto di partenza per dare respiro al testo senza allargarlo eccessivamente.

Anche i margini sono fondamentali. Impostare margini adeguati (di solito tra 2,5 e 3 cm per lato) incornicia bene il contenuto e, cosa non da poco, evita che qualcosa venga tagliato durante la rilegatura. Se vuoi approfondire questo aspetto tecnico, puoi consultare la nostra guida su come impostare i margini per la tesi di laurea.

💡 Consiglio Tesify
Un errore comune è cercare di centrare il testo a occhio, usando la barra spaziatrice. Non farlo mai! Usa sempre la funzione "Centra" del tuo editor di testo (di solito la scorciatoia è Ctrl+E su Windows o Cmd+E su Mac). Questo piccolo accorgimento ti garantisce una simmetria impeccabile che si manterrà perfetta anche in fase di stampa, salvandoti da brutte sorprese dell'ultimo minuto.

  • Riepilogo della sezione
    • Font: Scegli caratteri "serif" come Times New Roman o Garamond per massima leggibilità.
    • Gerarchia: Usa dimensioni diverse per Titolo (18-22pt), Ateneo (14-16pt) e Nomi (12-14pt).
    • Allineamento: Centra tutti gli elementi usando la funzione automatica del tuo editor.
    • Spaziatura: Imposta margini di almeno 2,5 cm e un'interlinea di 1,5 per dare respiro alla pagina.

Triennale, magistrale, dottorato: cosa cambia nel frontespizio?

Non tutti i frontespizi nascono uguali. La dicitura che scegli è il primo indizio che dai al lettore sul livello accademico del tuo lavoro, e capire le sottili ma cruciali differenze tra triennale, magistrale e dottorato è il primo passo per presentare un documento impeccabile.

Ogni ciclo di studi ha la sua terminologia e un grado di formalità che cresce con l'avanzare del percorso. Prendere un template generico e usarlo così com'è, senza adattarlo, è un errore piuttosto comune che può dare un'impressione di superficialità. Vediamo insieme come non cadere in questa trappola.

Il frontespizio per la tesi triennale

Per la laurea triennale, il frontespizio di solito ha una struttura più semplice e diretta. Spesso, lo stesso elaborato non viene nemmeno chiamato "Tesi di Laurea", ma piuttosto "Elaborato finale" o "Prova finale". La scelta dipende molto dal regolamento del tuo ateneo e dalla natura del lavoro che hai svolto.

Le formule più diffuse sono:

  • "Tesi di Laurea in…": Si usa di solito per lavori che hanno un'impronta di ricerca o compilativa un po' più strutturata.
  • "Elaborato finale in…": È una dicitura spesso preferita per lavori più concisi, come la relazione su un tirocinio o la presentazione di un progetto pratico.
  • "Prova finale": Una terminologia più generica, richiesta da alcuni corsi di laurea per indicare l'ultimo step prima della proclamazione.

Il nostro consiglio spassionato? Non tirare a indovinare. Fai un salto sul sito del tuo corso di laurea o, ancora meglio, chiedi direttamente in segreteria studenti. L'Università di Bologna, per esempio, è molto chiara nel distinguere la "prova finale" della triennale dalla "tesi di laurea magistrale" nel suo regolamento didattico.

Salire di livello: la formalità della magistrale

Con la laurea magistrale (o specialistica, o a ciclo unico) le cose si fanno più serie e la formalità aumenta. Qui i dubbi non sono ammessi: si parla sempre e solo di "Tesi di Laurea Magistrale". Questa dicitura serve a sottolineare che il tuo non è un semplice elaborato, ma un vero e proprio lavoro di ricerca, più complesso e originale, che chiude un percorso di studi avanzato.

La precisione qui è tutto. La formula corretta da utilizzare è:
Tesi di Laurea Magistrale in [Nome del Corso di Laurea]
Per capirci: Tesi di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale.

Dimenticarsi "Magistrale" è un errore classico che rischia di sminuire il valore del tuo lavoro e del titolo che stai per conseguire. Atenei come il Politecnico di Milano o La Sapienza di Roma sono, giustamente, molto rigidi su questo punto, come specificato nelle loro guide alla redazione della tesi.

Ricorda sempre che il frontespizio è a tutti gli effetti un documento ufficiale. La sua correttezza non è un vezzo estetico, ma un vero e proprio requisito burocratico. Un errore nel titolo di studio può spingere la segreteria a respingere il documento, costringendoti a fare correzioni di corsa proprio a ridosso della discussione.

L'apice del percorso: il dottorato di ricerca

Arrivati al dottorato di ricerca (PhD), il frontespizio tocca il massimo livello di formalità e specificità. Non si parla più di "laurea", ma del conseguimento del titolo di "Dottore di Ricerca".

Qui entrano in gioco alcuni elementi nuovi e obbligatori:

  • Titolo conseguito: La dicitura diventa "Tesi di Dottorato" o, più formalmente, "Tesi presentata per il conseguimento del titolo di Dottore di Ricerca in…".
  • Ciclo del Dottorato: È fondamentale specificare il numero del ciclo a cui appartieni (es. "XXXV Ciclo").
  • Coordinatore del Dottorato: Oltre al tuo relatore (che in questo contesto è spesso chiamato "Tutor" o "Supervisore"), devi inserire il nome del Coordinatore dell'intero corso di dottorato.
  • Settore Scientifico-Disciplinare (SSD): Molto spesso ti verrà chiesto di indicare anche il codice del tuo settore di ricerca (per esempio, IUS/01 per Diritto Privato).

Tutte queste informazioni servono a inquadrare il tuo lavoro di ricerca al livello più alto dell'istruzione universitaria, dandogli l'autorevolezza che merita. Ovviamente, il tipo di lavoro svolto ha un impatto anche sulla struttura dell'elaborato; per questo, ti consigliamo di dare un'occhiata alla nostra guida sui diversi tipi di tesi di laurea.

  • Riepilogo della sezione
    • Triennale: Le opzioni sono "Tesi di Laurea", "Elaborato finale" o "Prova finale". Controlla sempre le linee guida del tuo corso.
    • Magistrale: La formula corretta è una sola: "Tesi di Laurea Magistrale". Sottolinea il livello avanzato del tuo percorso.
    • Dottorato: Massima formalità richiesta. Ricordati di includere ciclo, coordinatore e Settore Scientifico-Disciplinare.

Gli errori più comuni da non fare (assolutamente)

Creare il frontespizio sembra la parte più semplice, ma è proprio qui che si nascondono le trappole più insidiose. Anche lo studente più attento può cadere in qualche errore banale: un logo scaricato di fretta, una svista sul nome di un professore, un'informazione di troppo.

Basandoci sull'esperienza e sulle segnalazioni che arrivano ogni anno alle segreterie studenti, abbiamo messo insieme una lista nera degli errori da evitare. Pensa a questa sezione come a un campo minato: ti mostriamo dove mettere i piedi per arrivare alla stampa con un lavoro impeccabile, senza sorprese.

Immagine mostra errori comuni nella preparazione di un documento: logo sgranato, titolo troppo lungo, dedica personale inappropriata e numero di matricola.

Usare il logo sbagliato o di bassa qualità

Questo è l'errore classico, quello che salta subito all'occhio. Un logo obsoleto, sgranato, palesemente preso da una ricerca immagini su Google, comunica una sola cosa: sciatteria. E non è certo la prima impressione che vuoi dare.

La soluzione è a portata di mano. Vai sul sito ufficiale del tuo ateneo e cerca la sezione "Identità visiva", "Brand" o "Press kit". Lì troverai i loghi ufficiali, spesso in formati vettoriali (come .svg o .eps) o, al peggio, in un .png ad alta risoluzione. È l'unica fonte affidabile.

Appesantire il frontespizio con informazioni inutili

Il frontespizio non è la tua pagina personale, ma un documento ufficiale. La sua efficacia sta nella chiarezza e nella capacità di comunicare solo le informazioni necessarie. Meno c'è, meglio è.

Ecco cosa non devi assolutamente includere, a meno che non sia esplicitamente richiesto:

  • Numero di matricola: È un dato sensibile, non va mai esposto sulla copertina pubblica.
  • Dediche o ringraziamenti: Hanno uno spazio dedicato all'interno della tesi, mai sul frontespizio.
  • Firme, email o contatti personali: Per ovvie ragioni di privacy e formalità, sono da evitare.

In caso di dubbio, la regola d'oro è questa: se il regolamento di ateneo non lo menziona, non metterlo. La sobrietà è la tua migliore alleata.

Commettere refusi su nomi e titoli accademici

Scrivere male il nome del proprio relatore è un passo falso che può creare un imbarazzo notevole. Sembra impossibile, eppure succede molto più spesso di quanto si creda, complice la fretta e la stanchezza.

Controlla tre, quattro, cinque volte i nomi e i cognomi del relatore e dell'eventuale correlatore. Presta la massima attenzione anche ai titoli accademici: la formula corretta è "Chiar.mo Prof." (Chiarissimo Professore) o "Chiar.ma Prof.ssa". Scrivere "Egregio" o altre formule è semplicemente sbagliato.

💡 Consiglio Tesify
Un trucco quasi infallibile per scovare i refusi è leggere il frontespizio al contrario. Parti dall'ultima parola (l'anno accademico) e risali fino alla prima. Questo piccolo "inganno" costringe il cervello a concentrarsi sulle singole parole invece che sul significato generale, rendendo gli errori molto più evidenti.

Non usare il titolo ufficiale (e definitivo)

Il titolo della tesi che compare sul frontespizio deve essere perfettamente identico a quello che hai depositato in segreteria e che il tuo relatore ha approvato. Anche una virgola fuori posto o una parola diversa possono creare un problema burocratico e costringerti a ristampare tutto.

Prima di mandare il file in stampa, recupera l'email o il documento ufficiale con l'approvazione del titolo e fai un confronto parola per parola. È una noia? Forse. Ma può salvarti da un bel mal di testa.

Template pronti e strumenti che ti salvano la vita

Lo sappiamo, dopo aver scritto pagine e pagine di tesi, l'idea di dover anche impaginare perfettamente il frontespizio può sembrare l'ultima goccia. Partire da un foglio bianco, con tutte le regole in testa, a volte fa più paura della discussione stessa.

Proprio per questo, noi di Tesify abbiamo pensato a qualcosa di concreto per toglierti un bel po' di stress dalle spalle e farti passare subito all'azione.

Modelli di frontespizio già pronti da scaricare

Invece di lasciarti solo con una lista di istruzioni, abbiamo preparato per te una serie di modelli pronti all'uso. In pratica, devi solo inserire i tuoi dati.

Abbiamo messo insieme una vera e propria raccolta di esempi di frontespizio tesi laurea da cui puoi prendere spunto. Troverai diversi template in formato .docx che seguono le linee guida più comuni degli atenei italiani. Sono semplicissimi da personalizzare e, credici, ti faranno risparmiare un sacco di tempo.

Come Tesify può darti una mano

Ma non ci siamo fermati ai template. La nostra piattaforma, Tesify, nasce proprio per affiancarti in ogni momento della stesura, frontespizio incluso. Immaginala come un assistente personale per la tua tesi.

L'editor intelligente di Tesify, ad esempio, ti aiuta a mantenere una formattazione impeccabile fin dalla prima parola. Ti guida nelle impostazioni e si assicura che tutto sia coerente, dalla copertina alla bibliografia, così non devi impazzire alla fine per sistemare tutto.

Con gli strumenti integrati di Tesify, il frontespizio diventa solo il primo passo di un percorso guidato. Puoi gestire tutto in un unico posto: la ricerca delle fonti, la scrittura, e persino il controllo antiplagio. Addio alle corse dell'ultimo minuto per sistemare i dettagli.

Il nostro obiettivo è semplice: darti un unico ambiente di lavoro dove ogni aspetto della tesi viene curato nei minimi dettagli, per farti arrivare alla laurea con un lavoro di cui essere davvero fiero.

FAQ: Domande Frequenti sul Frontespizio della Tesi

Ci sono alcuni dubbi che, puntualmente, assalgono quasi ogni laureando al momento di finalizzare il frontespizio. Vediamo di fare chiarezza una volta per tutte, rispondendo alle domande più comuni che ci vengono poste.

Devo inserire il mio numero di matricola sul frontespizio?

La risposta breve è: meglio di no. Il frontespizio, una volta depositato, diventa un documento pubblico. Il numero di matricola, invece, è un dato personale e sensibile. A meno che il regolamento specifico del tuo ateneo non lo richieda esplicitamente (cosa piuttosto rara), è una buona pratica ometterlo per proteggere la tua privacy.

Che cosa si intende esattamente per "anno accademico"?

Attenzione a non confonderlo con l'anno solare! L'anno accademico (A.A.) si riferisce al periodo in cui si conclude il tuo percorso, cioè la tua sessione di laurea. Per fare un esempio pratico: se ti laurei a marzo 2025, la tua sessione fa ancora parte dell'A.A. 2023/2024. Per non sbagliare, la cosa più sicura è sempre consultare il calendario ufficiale pubblicato dalla tua università.

Posso usare colori o un design creativo sul frontespizio?

Qui la risposta dipende molto dal tuo corso di studi. Per facoltà tradizionali come Giurisprudenza, Ingegneria, Economia o Medicina, la sobrietà è d'obbligo. Un design pulito, formale e in bianco e nero è la scelta vincente. Se invece studi Design, Arti Visive o Scienze della Comunicazione, potrebbe esserci più margine di manovra. Ma anche in questo caso, la regola d'oro è una: parlane prima con il tuo relatore. Eviterai di fare un passo falso su un dettaglio così importante.

Il titolo che scrivo deve essere identico a quello depositato?

Sì, assolutamente identico, parola per parola, virgola per virgola. Qualsiasi minima discrepanza tra il titolo sul frontespizio e quello approvato ufficialmente dalla segreteria può creare problemi burocratici non da poco, rischiando di rallentare tutta la procedura di laurea.

Qual è la formula corretta per il relatore? "Prof." o "Chiar.mo Prof."?

La formula tradizionale e più corretta in ambito accademico italiano è "Chiar.mo Prof." (abbreviazione di Chiarissimo Professore) o "Chiar.ma Prof.ssa". Usare semplicemente "Prof." non è un errore grave, ma la dicitura estesa denota una maggiore attenzione alla formalità.

✅ Checklist Finale per un Frontespizio Perfetto

Prima di inviare il tuo file in stampa, fai un ultimo controllo con questa checklist:

  • Il logo dell'università è quello ufficiale e in alta risoluzione?
  • I nomi di Ateneo, Dipartimento e Corso di Laurea sono scritti per esteso e correttamente?
  • Il titolo della tesi è identico a quello depositato in segreteria?
  • I nomi del relatore/correlatore sono corretti e preceduti da "Chiar.mo Prof."?
  • Il tuo nome e cognome sono scritti correttamente?
  • L'Anno Accademico è quello giusto per la tua sessione di laurea?
  • La formattazione (font, dimensioni, allineamento) è coerente e professionale?
  • Non ci sono informazioni superflue (matricola, dediche, contatti)?

Prossimi Passi

Ora hai tutte le informazioni necessarie per creare un frontespizio a prova di errore, che valorizzi il tuo elaborato finale fin dalla prima pagina.

  • Ricorda: Il frontespizio è la prima impressione che darai alla commissione. Dedicagli la giusta attenzione.
  • Azione: Usa la nostra checklist finale per un ultimo, meticoloso controllo prima della stampa.
  • Prossimo step: Se vuoi un supporto completo che vada oltre il frontespizio, dalla ricerca delle fonti alla bibliografia, Tesify è lo strumento che fa per te.

Speriamo che questa guida ti abbia aiutato a risolvere ogni dubbio. Se cerchi un alleato che ti accompagni in ogni fase della scrittura, Tesify è pensato proprio per questo. Grazie al nostro editor intelligente e agli strumenti basati sull'IA, puoi superare il blocco dello scrittore e assicurarti che il tuo lavoro sia davvero impeccabile, dalla prima all'ultima pagina.

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