Formattazione tesi universitaria Politecnico di Milano 2025 – guida pratica con margini, font, interlinea e PDF/A
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Formattazione tesi universitaria Politecnico di Milano 2025

5 min di lettura

Formattazione Tesi Politecnico di Milano: Guida Step-by-Step 2025

Immagina la scena: sei davanti alla finestra per la consegna della tua tesi di laurea al Politecnico di Milano. Dopo mesi di ricerca, notti insonni e infinite revisioni, la segreteria ti guarda e dice: “Mi dispiace, ma la formattazione non è conforme alle linee guida. Devi rifare tutto.”

È un incubo che diventa realtà per decine di studenti ogni anno. E no, non sto esagerando per effetto drammatico. Secondo le statistiche interne delle segreterie universitarie italiane, circa il 12-15% delle tesi viene respinta o rimandata proprio per errori di formattazione, non per contenuti inadeguati.

Scrivania di uno studente con laptop, documenti e materiali per la formattazione della tesi
L’organizzazione è il primo passo verso una tesi perfettamente formattata

La verità? La tua ricerca può essere brillante, i tuoi dati impeccabili, ma se la formattazione tesi universitaria Politecnico di Milano non rispetta le linee guida ufficiali, rischi di vedere ritardata la tua laurea. E sappiamo entrambi che non puoi permettertelo.

Questa guida è nata proprio per evitarti questo scenario. Nei prossimi paragrafi troverai tutto ciò che serve per formattare la tua tesi in modo impeccabile: dai margini precisi al millimetro, passando per font, interlinea, numerazione delle pagine, fino alla conversione in PDF/A richiesta dal Polimi. Alla fine dell’articolo, avrai anche accesso a una checklist scaricabile che potrai stampare e spuntare man mano che completi ogni passaggio.

Non è solo questione di “sembrare professionale”. È questione di risparmiarti settimane di stress e assicurarti di attraversare quella porta di consegna con un sorriso sicuro sul volto. Pronto? Cominciamo.

Le Linee Guida Ufficiali del Politecnico di Milano per la Formattazione Tesi 2025

Prima di mettere mano al tuo documento Word o LaTeX, c’è una cosa fondamentale da capire: non esiste un’unica linea guida universale per tutto il Politecnico. Sembra assurdo, lo so, ma è la realtà.

Il Polimi è organizzato in diverse Scuole – Ingegneria Industriale e dell’Informazione, Design, Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni, Ingegneria Civile Ambientale e Territoriale – e ciascuna può avere requisiti leggermente diversi. Per esempio, la Scuola di Design potrebbe richiedere uno stile di citazione APA, mentre Ingegneria preferisce IEEE o Chicago numerico.

Dove trovi le linee guida aggiornate al 2025? Il punto di partenza è sempre il portale della didattica del Politecnico (servizionline.polimi.it), nella sezione dedicata alla tua Scuola e al tuo corso di laurea. In alternativa, puoi contattare direttamente la segreteria didattica o controllare il sito del tuo dipartimento specifico.

Requisiti Comuni a Tutti i Corsi

Nonostante le differenze tra Scuole, ci sono alcuni requisiti trasversali che accomunano praticamente tutte le tesi del Polimi:

  • Formato file per la consegna: PDF/A (non un semplice PDF, ma proprio il formato archivistico PDF/A-1b o PDF/A-2b)
  • Dimensione massima file: solitamente 50-100 MB (verifica con la tua Scuola)
  • Nomenclatura file: CognomeNome_Matricola_TesiLaurea.pdf (esempio: RossiMario_123456_TesiLaurea.pdf)
  • Lingua: italiano o inglese, con abstract in entrambe le lingue
  • Logo ufficiale: deve comparire sul frontespizio nella versione e dimensione corrette

Secondo il Regolamento Didattico di Ateneo del Politecnico di Milano, la tesi deve essere caricata sulla piattaforma online entro le scadenze previste per ciascuna sessione di laurea. Per il 2025, le sessioni principali sono marzo-aprile, luglio e ottobre-novembre. Il mancato rispetto delle scadenze o della conformità formale può comportare il rinvio alla sessione successiva, con tutto ciò che ne consegue in termini di ritardo nella laurea.

Un consiglio che ti do dopo aver visto decine di studenti: non aspettare l’ultimo momento per verificare le linee guida. Stampale, tienile sulla scrivania, consultale mentre scrivi. È come avere una mappa in una città sconosciuta: ti risparmia tantissimi giri a vuoto.

Per comprendere meglio come organizzare tutti gli elementi del tuo elaborato, ti consiglio di leggere anche la nostra guida completa sulla struttura della tesi di laurea, dove troverai indicazioni dettagliate su frontespizio, indici, capitoli e appendici.

Impostazioni di Pagina e Layout: Margini, Dimensioni e Orientamento

Parliamo ora della base di tutto: come impostare correttamente le pagine del tuo documento. Sembra banale, ma ti assicuro che è qui che si annidano la maggior parte degli errori che causano il rifiuto della tesi.

Formato e Dimensioni del Documento

Il formato standard richiesto dal Politecnico di Milano è l’A4 (21 x 29,7 cm), con orientamento verticale (portrait) come predefinito. Questo vale per tutto il documento, dalla prima all’ultima pagina.

C’è però un’eccezione importante: se devi inserire tabelle molto larghe o diagrammi complessi che non entrano in verticale, puoi utilizzare l’orientamento orizzontale (landscape) solo per quelle specifiche pagine. In questo caso, la numerazione deve continuare normalmente e il layout deve essere gestito tramite interruzioni di sezione.

Margini della Tesi Polimi: Il Dettaglio che Fa la Differenza

Ecco dove molti studenti inciampano. I margini non sono solo “spazi bianchi intorno al testo” – sono calcolati con precisione per garantire che la tesi sia leggibile dopo la rilegatura e professionale in ogni dettaglio.

Schema dettagliato dei margini corretti per una pagina di tesi del Politecnico di Milano
I margini precisi fanno la differenza tra una tesi accettata e una da rifare

Le specifiche standard per il Politecnico di Milano sono generalmente le seguenti:

  • Margine sinistro: 3,0-3,5 cm (serve per la rilegatura, quindi non scendere sotto i 3 cm)
  • Margine destro: 2,5 cm
  • Margine superiore: 3,0 cm
  • Margine inferiore: 3,0 cm
  • Margine per intestazione: 1,25 cm dal bordo superiore
  • Margine per piè di pagina: 1,25 cm dal bordo inferiore

Perché il margine sinistro è più largo? Semplice: quando rilegi la tesi (tipicamente con rilegatura termica o spirale), una parte del margine viene “mangiata” dalla colla o dalla spirale stessa. Se non lasci abbastanza spazio, il testo risulterà difficile da leggere nella piega del libro. È come quando pieghi un foglio di carta: la parte interna della piega diventa meno accessibile.

Pro tip: Se stampi la tesi fronte-retro (come richiesto da alcune Scuole per ridurre il consumo di carta), devi impostare margini “speculari” in Word o LaTeX. In pratica, sulle pagine dispari il margine interno è a sinistra (3-3,5 cm), mentre sulle pari è a destra. Questo garantisce uniformità visiva quando apri il libro.

Per una guida operativa super-dettagliata su come impostare questi margini su Word, Google Docs e LaTeX (con screenshot passo-passo), ti rimando al nostro articolo dedicato: Margini della tesi: la guida pratica per una formattazione perfetta. Lì troverai anche soluzioni ai problemi più comuni come margini che “saltano” tra sezioni diverse.

Rilegatura e Stampa: Cosa Devi Sapere

La maggior parte delle copisterie vicine al Polimi (soprattutto in zona Città Studi e Leonardo) sa esattamente come rilegare una tesi universitaria. Tuttavia, è sempre meglio specificare:

  • Rilegatura termica o brossura: la più comune, elegante e professionale
  • Copertina rigida: opzionale, più costosa ma estremamente d’effetto
  • Colore copertina: molti scelgono blu notte o bordeaux con scritte dorate

Quante copie servono? Dipende dalla tua Scuola, ma tipicamente:

  • 1 copia digitale (PDF/A) da caricare online
  • 1-2 copie cartacee per il relatore/correlatore (verifica con loro)
  • 1 copia per te (questa te la consiglio vivamente: tra 10 anni ti farà piacere rileggerla)

Il costo medio per una rilegatura termica professionale con stampa a colori si aggira sui 15-25 euro a copia. Moltiplicalo per il numero di copie necessarie e aggiungi un 20% di margine per eventuali correzioni dell’ultimo minuto. Sì, capita spesso di dover ristampare una copia perché si nota un errore il giorno prima della consegna.

Tipografia e Formattazione del Testo: Font, Dimensioni e Interlinea

Ora che abbiamo sistemato i margini, entriamo nel vivo della formattazione del testo. Qui il principio guida è uno solo: leggibilità e uniformità. La tua tesi deve essere piacevole da leggere, non un esercizio di design grafico sperimentale.

Font Consentiti: Quali Scegliere e Perché

Il Politecnico di Milano, come la maggior parte delle università italiane, richiede l’uso di font serif (con grazie) per il corpo del testo. I più comuni e accettati sono:

  • Times New Roman: il classico intramontabile, ottima leggibilità su carta
  • Garamond: elegante, leggermente più moderno
  • Palatino: molto usato in ambito accademico, ottimo per la stampa

Alcuni corsi, soprattutto in ambito tecnico-ingegneristico, accettano anche font sans-serif (senza grazie) come:

  • Arial: pulito e moderno
  • Calibri: il default di Word moderno, leggibile su schermo
  • Helvetica: per chi vuole un look più contemporaneo

La dimensione del carattere standard è 12 punti per il corpo del testo. Per le note a piè di pagina, riduci a 10 punti. Evita di scendere sotto i 10 punti: anche se a te sembra leggibile sullo schermo, sulla carta stampata diventa faticoso.

Per codice informatico, formule matematiche o output di programmi, usa font monospaced come Courier New o Consolas (10-11 pt). Questo mantiene l’allineamento verticale dei caratteri, essenziale per la leggibilità del codice.

Interlinea e Spaziatura: L’Arte degli Spazi Bianchi

L’interlinea raccomandata per una tesi al Polimi è 1,5 righe. Alcune Scuole richiedono l’interlinea doppia (2,0), soprattutto per tesi in inglese. Controlla sempre le linee guida specifiche del tuo corso.

Perché l’interlinea è importante? Pensa alla tua tesi come a una pagina web: se il testo è tutto compresso, l’occhio si affatica rapidamente. Un’interlinea adeguata crea “aria” nel documento e facilita la lettura. È la differenza tra leggere un libro ben impaginato e un contratto assicurativo scritto in caratteri microscopici.

Altri dettagli sulla spaziatura:

  • Spaziatura prima dei paragrafi: 6-12 pt
  • Spaziatura dopo i paragrafi: 6-12 pt
  • Allineamento del testo: giustificato (align justify) su entrambi i lati
  • Rientro prima riga: 1,25 cm (usa il rientro automatico, non la barra spaziatrice!)
  • Citazioni lunghe (blocco): rientro di 2,5 cm da entrambi i lati, interlinea singola, font ridotto a 11 pt

Una regola d’oro che ti cambierà la vita: non usare mai doppi spazi o doppie righe vuote per separare paragrafi. Usa invece la spaziatura automatica di Word o LaTeX. Questo garantisce uniformità in tutto il documento e ti risparmia ore di correzioni manuali quando dovrai modificare qualcosa.

Stile del Testo: Grassetto, Corsivo e Sottolineato

Usa il grassetto solo per i titoli di sezione e per evidenziare termini tecnici alla loro prima occorrenza. Non esagerare: un documento pieno di grassetti è come qualcuno che urla continuamente – alla fine non ascolti più.

Il corsivo è perfetto per:

  • Termini in lingua straniera non entrati nell’uso comune italiano (machine learning, big data)
  • Titoli di libri, articoli, opere d’arte (I Promessi Sposi)
  • Enfasi leggera su un concetto
  • Variabili matematiche (x, y, velocità)

Il sottolineato è da evitare quasi sempre in una tesi accademica. È un retaggio della macchina da scrivere e oggi risulta poco professionale. Se devi enfatizzare, usa il grassetto o il corsivo.

Per acronimi e sigle, scrivili per esteso alla prima occorrenza seguiti dall’acronimo tra parentesi: “Politecnico di Milano (Polimi)”. Dalle occorrenze successive puoi usare solo l’acronimo.

I numeri vanno scritti in cifre (12, 345, 1.500), tranne quando iniziano una frase (“Dodici campioni sono stati analizzati…”) o per numeri piccoli usati in modo informale (“tre diverse metodologie”).

Struttura del Documento: Elementi Obbligatori e Organizzazione

Una tesi non è un semplice documento Word di 100 pagine. È un elaborato strutturato con elementi ben precisi, ciascuno con il suo ruolo e la sua formattazione. Vediamoli uno per uno.

Visualizzazione schematica degli elementi strutturali di una tesi di laurea
Ogni elemento della tesi ha il suo posto e la sua importanza

Frontespizio e Copertina: La Prima Impressione Conta

Il frontespizio è la “carta d’identità” della tua tesi. Deve contenere, nell’ordine:

  1. Logo ufficiale del Politecnico di Milano in alto al centro (scaricabile dal portale dell’identità visiva del Polimi)
  2. Nome della Scuola (es. “Scuola di Ingegneria Industriale e dell’Informazione”)
  3. Corso di Laurea completo (es. “Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica”)
  4. Titolo della tesi in grande, centrato, grassetto (massimo 2-3 righe)
  5. Eventuale sottotitolo (più piccolo del titolo principale)
  6. Nome e cognome del relatore preceduto da “Relatore: Prof./Prof.ssa”
  7. Nome e cognome di eventuali correlatori
  8. Nome, cognome e numero di matricola del candidato sulla destra
  9. Anno accademico in fondo al centro (es. “Anno Accademico 2024-2025”)

Il logo del Polimi deve essere nella versione ufficiale (di solito disponibile in formato vettoriale .eps o .svg) con dimensioni proporzionate. Un errore comune è usare loghi pixelati scaricati da Google Immagini: risultano sgranati in stampa e danno un’impressione di scarsa cura.

Attenzione: Molte Scuole forniscono template preimpostati per il frontespizio in formato Word o LaTeX. Cercali sul sito della tua Scuola o chiedi in segreteria. Ti faranno risparmiare ore di formattazione e allineamento.

Abstract: Italiano e Inglese

L’abstract è un riassunto autonomo della tua tesi, lungo 200-300 parole (circa 1.500-2.000 caratteri). Deve comparire subito dopo il frontespizio, prima dell’indice, in due versioni:

  • Abstract in italiano
  • Abstract in inglese (anche se la tesi è in italiano)

Cosa deve contenere un abstract efficace?

  1. Contesto e obiettivi: perché hai fatto questa ricerca?
  2. Metodologia: come l’hai condotta?
  3. Risultati principali: cosa hai scoperto?
  4. Conclusioni e implicazioni: cosa significa per il tuo campo di studi?

Scrivi l’abstract come se fosse l’unica cosa che un professore leggerà della tua tesi (perché spesso è così, almeno inizialmente). Deve essere chiaro, diretto, privo di riferimenti bibliografici e autonomo rispetto al resto del documento.

Alcune Scuole richiedono anche 3-5 parole chiave (keywords) subito dopo l’abstract, sia in italiano che in inglese. Sceglile con cura: sono quelle che rendono la tua tesi rintracciabile nei database accademici.

Indici Obbligatori: Organizzazione e Navigazione

Una tesi ben formattata include diversi indici automatici:

  • Indice generale (sommario): elenca tutti i capitoli, paragrafi e sotto-paragrafi con il numero di pagina corrispondente
  • Indice delle figure: elenco numerato di tutte le immagini, foto, screenshot con titolo e pagina
  • Indice delle tabelle: elenco numerato di tutte le tabelle con titolo e pagina
  • Elenco degli acronimi: se usi molte sigle (API, IoT, CAD, ecc.), crea un elenco alfabetico con le definizioni complete

La bellezza di Word e LaTeX? Generano questi indici automaticamente. Basta usare gli stili di titolo corretti (Titolo 1, Titolo 2, Titolo 3…) e poi inserire l’indice automatico. Ogni volta che modifichi un titolo o aggiungi una sezione, l’indice si aggiorna con un clic.

In Word: Riferimenti → Sommario → Sommario automatico. In LaTeX: \tableofcontents, \listoffigures, \listoftables.

Non creare mai un indice manualmente. È un suicidio formale: al primo cambiamento di impaginazione dovrai rifare tutto. Gli strumenti automatici esistono proprio per questo.

Corpo della Tesi: Capitoli e Paragrafi

Il corpo centrale è organizzato in capitoli numerati, ciascuno dedicato a un aspetto specifico della ricerca. La struttura tipica prevede:

  1. Introduzione (Capitolo 1): contesto, problema, obiettivi, struttura della tesi
  2. Stato dell’arte / Revisione della letteratura (Capitolo 2): cosa hanno fatto altri prima di te
  3. Metodologia (Capitolo 3): come hai condotto la ricerca, strumenti, procedure
  4. Risultati (Capitoli 4-5-6…): presentazione dei dati, analisi, discussione
  5. Conclusioni (Capitolo finale): riepilogo, limiti, sviluppi futuri

La numerazione dei capitoli segue una gerarchia decimale:

  • Livello 1: Capitolo 1, 2, 3… (Titolo 1 in Word)
  • Livello 2: 1.1, 1.2, 1.3… (Titolo 2)
  • Livello 3: 1.1.1, 1.1.2, 1.1.3… (Titolo 3)

Evita di andare oltre il quarto livello di profondità (1.1.1.1): rende la struttura troppo complessa e difficile da seguire. Se hai bisogno di più dettaglio, probabilmente devi riorganizzare la struttura del capitolo.

Per approfondimenti sulla struttura ideale di una tesi (con checklist dettagliata per ogni sezione), ti consiglio di leggere il nostro articolo dedicato: Struttura Tesi di Laurea: La Guida Completa per un Elaborato Impeccabile.

Sezioni Finali: Dalla Conclusione ai Ringraziamenti

Dopo l’ultimo capitolo di contenuto, la tesi include:

  • Bibliografia / Riferimenti bibliografici: elenco completo di tutte le fonti citate (ne parliamo nella prossima sezione)
  • Sitografia: se citi siti web, crea una sezione separata
  • Appendici: materiale supplementare (codice sorgente, questionari, dataset, tabelle estese)
  • Ringraziamenti: la parte più personale, solitamente 1 pagina massimo, dove ringrazi relatore, correlatori, famiglia, amici, colleghi

I ringraziamenti vanno prima della bibliografia o alla fine di tutto, dipende dalla tradizione della tua Scuola. Scrivili con sincerità ma mantenendo un tono professionale – è comunque un documento accademico, non un post su Instagram.

Numerazione delle Pagine: Numeri Romani e Arabi

La numerazione delle pagine in una tesi segue una logica precisa che può sembrare complicata, ma in realtà è piuttosto semplice una volta capita.

Le pagine si dividono in due gruppi:

Sezioni Preliminari (Frontespizio → Indici)

Queste pagine usano la numerazione romana minuscola: i, ii, iii, iv, v…

Include:

  • Frontespizio (solitamente non numerato, ma conta come pagina i)
  • Abstract in italiano
  • Abstract in inglese
  • Indice generale
  • Indice delle figure
  • Indice delle tabelle
  • Elenco degli acronimi

Corpo Centrale (Introduzione → Conclusioni + Bibliografia)

Da qui in poi si usa la numerazione araba: 1, 2, 3, 4, 5…

La numerazione araba inizia sempre con il numero 1 dall’introduzione (Capitolo 1), non dal frontespizio. Questo è importante: se sbagli questo passaggio, la numerazione di tutta la tesi sarà scorretta.

Processo di conversione e caricamento della tesi in formato PDF/A
L’ultimo step: convertire correttamente e caricare la tua tesi

Il posizionamento dei numeri di pagina è tipicamente:

  • Centro del piè di pagina (più comune e formale)
  • Angolo esterno del piè di pagina (destra per pagine dispari, sinistra per pagine pari – solo se stampi fronte-retro)

In Word, per ottenere questo risultato, devi usare le interruzioni di sezione. Non è complicato come sembra: inserisci un’interruzione di sezione tra le parti preliminari e l’introduzione, poi imposta la numerazione diversa per ciascuna sezione. Ci sono tantissimi tutorial su YouTube che spiegano il processo passo-passo se ti blocchi.

E con questo, abbiamo coperto gli aspetti fondamentali della formattazione. Ma c’è ancora qualcosa di cruciale da affrontare: come gestire le citazioni, la bibliografia e la conversione finale in PDF/A. Continua a leggere per non perderti nessun dettaglio che potrebbe costarti caro il giorno della consegna.