Formattazione tesi Politecnico di Milano: guida step-by-step con margini, font e indice
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Formattazione tesi Politecnico di Milano: guida completa

5 min di lettura

Sei arrivato alla fine del tuo percorso di studi. La tesi è scritta, ogni capitolo rifinito, ogni concetto chiarito. Ti senti pronto per consegnare il tuo lavoro… e poi apri le linee guida di formattazione del Politecnico di Milano. Margini sbagliati, font non conformi, numerazione delle pagine incomprensibile. Ecco che il traguardo diventa un nuovo ostacolo.

Se ti riconosci in questo scenario, respira: non sei solo. La formattazione della tesi è uno degli aspetti più sottovalutati e, paradossalmente, più critici del percorso universitario. Un errore formale può ritardare la consegna, costringerti a ristampare tutto all’ultimo minuto e aggiungere stress inutile a un momento già carico di emozioni.

Workspace dedicato alla formattazione della tesi con laptop e documenti organizzati
Un ambiente di lavoro organizzato è il primo passo verso una tesi perfettamente formattata

Questa guida nasce proprio per questo: accompagnarti passo dopo passo nella formattazione della tesi secondo le linee guida ufficiali del Politecnico di Milano. Scoprirai come impostare margini, font, struttura, bibliografia e PDF finale senza impazzire. Parleremo di Word, LaTeX e strumenti moderni che automatizzano il processo. E alla fine, avrai una checklist completa per verificare tutto prima della consegna.

Obiettivo? Farti risparmiare tempo, evitare errori comuni e permetterti di concentrarti su ciò che conta davvero: il contenuto della tua ricerca.

Le linee guida ufficiali del Politecnico di Milano: cosa devi sapere

Prima di tutto, dove si trovano le linee guida ufficiali? Il Politecnico di Milano pubblica le indicazioni sulla formattazione delle tesi sul proprio sito istituzionale, all’interno della sezione dedicata alla didattica di ciascuna Scuola (Ingegneria, Design, Architettura). Queste linee guida variano leggermente a seconda della Scuola di appartenenza e del corso di laurea (triennale o magistrale).

In generale, però, ci sono elementi comuni a tutti i corsi:

  • Formato del documento: A4, orientamento verticale
  • Frontespizio obbligatorio con logo del Politecnico
  • Abstract in italiano e inglese (spesso richiesto anche per la triennale)
  • Indice/sommario automatico che rispecchia la struttura dei capitoli
  • Formato di consegna: PDF (in alcuni casi PDF/A per l’archiviazione digitale) e/o copia cartacea rilegata

Le differenze tra triennale e magistrale riguardano principalmente la lunghezza della tesi (la magistrale è generalmente più estesa e approfondita), ma i requisiti formali restano sostanzialmente gli stessi. Alcune Scuole, come quella di Design, possono richiedere portfolio grafici o inserti visivi più elaborati, mentre Ingegneria tende a privilegiare tabelle, diagrammi e grafici tecnici.

Un aspetto fondamentale? Verificare sempre le linee guida specifiche del proprio corso presso la segreteria didattica. Può capitare che ci siano aggiornamenti annuali o indicazioni particolari per specifici dipartimenti (ad esempio, Ingegneria Gestionale vs Ingegneria Meccanica).

Per approfondire tutti gli aspetti tecnici dell’impaginazione, ti consiglio di leggere la nostra guida completa sui margini della tesi, che spiega nel dettaglio come impostare rilegatura, spaziature e formati per una stampa impeccabile.

Come impostare correttamente il formato pagina della tesi

Dimensioni e orientamento

Partiamo dalle basi: la tesi del Politecnico di Milano deve essere in formato A4 (21×29,7 cm) con orientamento verticale (portrait). Questo vale per tutte le pagine del documento, dal frontespizio alla bibliografia.

Cosa succede se hai tabelle, grafici o immagini troppo larghe per entrare in verticale? Puoi inserire singole pagine in formato orizzontale (landscape), ma con alcune accortezze: la numerazione deve rimanere coerente, e il layout generale della tesi non deve risultare scomposto. In Word, puoi gestire questo con le sezioni; in LaTeX, con il package lscape o pdflscape.

Margini della tesi secondo le linee guida Polimi

I margini sono uno degli aspetti più critici della formattazione. Le linee guida del Politecnico richiedono generalmente:

  • Margine superiore: 3 cm
  • Margine inferiore: 3 cm
  • Margine sinistro: 3,5 cm (per consentire la rilegatura)
  • Margine destro: 2,5 cm
Struttura dei margini di una pagina di tesi con indicazioni visive
I margini corretti garantiscono leggibilità e spazio per la rilegatura

Perché il margine sinistro è più largo? Semplice: quando la tesi viene rilegata, parte della pagina “scompare” nella cucitura. Se non lasci spazio sufficiente, il testo risulterà troppo vicino alla rilegatura e difficile da leggere.

Attenzione alla stampa fronte-retro: se stampi su entrambi i lati del foglio, devi invertire i margini per le pagine dispari e pari. In pratica, il margine “interno” (quello verso la rilegatura) deve essere sempre più largo, sia che si trovi a sinistra (pagine dispari) sia a destra (pagine pari). Word e LaTeX gestiscono questo automaticamente se imposti correttamente le opzioni di layout.

Per una trattazione completa con esempi pratici e screenshot, dai un’occhiata alla nostra guida dedicata ai margini della tesi.

Font, dimensione e interlinea

Il Politecnico di Milano non impone un font specifico, ma consiglia caratteri professionali e leggibili. I più comuni sono:

  • Times New Roman (classico, molto usato in ambito accademico)
  • Arial (sans-serif, moderno e pulito)
  • Calibri (default di Word, ben accettato)

La dimensione del testo deve essere 12pt per il corpo principale, mentre le note a piè di pagina possono scendere a 10pt. L’interlinea raccomandata è 1,5 o doppia (verifica con il tuo relatore o la segreteria). L’interlinea doppia è particolarmente utile se il relatore corregge su carta: lascia spazio per annotazioni e commenti.

Il testo deve essere giustificato (allineato sia a destra che a sinistra) per dare un aspetto ordinato e professionale. Evita l’allineamento a bandiera, che può funzionare per documenti informali ma risulta poco formale in un contesto accademico.

Struttura della tesi: come organizzare i capitoli e le sezioni

Elementi preliminari obbligatori

La tesi inizia con una serie di elementi preliminari che precedono il corpo vero e proprio del lavoro. Questi includono:

  • Frontespizio: la prima pagina, con logo del Politecnico di Milano, titolo della tesi, nome del candidato, matricola, relatore/i, correlatore/i, anno accademico. Il logo deve essere scaricato dal sito ufficiale per garantire la versione corretta e aggiornata.
  • Dedica e ringraziamenti: opzionali ma molto comuni. È la tua occasione per ringraziare chi ti ha supportato durante il percorso.
  • Abstract: sintesi della tesi in italiano e inglese (massimo 1 pagina per lingua). Deve essere chiaro, conciso e contenere obiettivi, metodologia e risultati principali.
  • Indice/Sommario: deve essere generato automaticamente e aggiornato prima della consegna. Word e LaTeX offrono strumenti nativi per questo.

Un indice ben strutturato è fondamentale per guidare il lettore. Se vuoi esempi pratici di come organizzarlo, ti suggerisco di consultare il nostro articolo Indice Tesi di Laurea: 6 Modelli Pratici, che mostra schemi per diverse discipline.

Corpo della tesi

Il corpo della tesi è suddiviso in capitoli e sezioni, seguendo una numerazione gerarchica: Capitolo 1, 1.1, 1.1.1, ecc. Ogni capitolo dovrebbe iniziare su una nuova pagina.

La struttura tipica include:

  • Introduzione: presenta il contesto, il problema di ricerca, gli obiettivi e la metodologia. Di solito 5-10 pagine.
  • Capitoli centrali: sviluppano l’analisi teorica, la metodologia, i risultati sperimentali o il progetto. Ogni capitolo deve avere un filo logico chiaro.
  • Conclusioni: sintetizzano i risultati, discutono le implicazioni e propongono sviluppi futuri della ricerca.

Struttura i paragrafi in modo logico: ogni paragrafo dovrebbe sviluppare un’unica idea. Troppi concetti ammassati insieme confondono il lettore e rendono il testo pesante.

Elementi finali

Dopo le conclusioni, inserisci:

  • Bibliografia e sitografia: elenco completo delle fonti consultate, formattato secondo lo stile richiesto (ISO 690, IEEE, APA…).
  • Appendici: materiale supplementare che supporta la tesi ma che sarebbe troppo ingombrante nel corpo principale (codici, questionari, dati grezzi…).
  • Elenco delle figure e delle tabelle: utile se hai molti elementi grafici. Può essere generato automaticamente.

Numerazione delle pagine: regole e best practice

La numerazione delle pagine segue regole precise che danno professionalità alla tesi:

  • Pagine preliminari (dal frontespizio all’indice): numeri romani minuscoli (i, ii, iii, iv…).
  • Corpo della tesi (dall’introduzione alle conclusioni): numeri arabi (1, 2, 3…).

Il posizionamento più comune è centrato in basso, ma alcuni preferiscono in alto a destra (soprattutto per pagine dispari in stampa fronte-retro). Verifica le preferenze della tua Scuola.

In Microsoft Word, gestisci la numerazione con le sezioni: crea una interruzione di sezione dopo le pagine preliminari e imposta numerazioni diverse per ciascuna sezione. In LaTeX, il controllo è ancora più granulare: usa \frontmatter, \mainmatter e \backmatter per gestire automaticamente le numerazioni.

Citazioni e bibliografia: quale stile adottare al Polimi

Al Politecnico di Milano, gli stili di citazione più utilizzati sono:

  • ISO 690: standard internazionale, molto diffuso nelle facoltà tecniche e scientifiche.
  • IEEE: preferito in Ingegneria Elettronica, Informatica e Telecomunicazioni.
  • APA: comune in ambito sociale e psicologico (meno frequente al Polimi, ma possibile in Design o Management).
Sistema di citazioni bibliografiche con riferimenti numerati
Una bibliografia ben organizzata è il cuore di ogni ricerca accademica seria

Lo stile ISO 690 è il più raccomandato per tesi tecniche. Prevede citazioni numerate nel testo tra parentesi quadre [1] e una bibliografia finale ordinata per numero di comparsa o in ordine alfabetico (a seconda della variante scelta).

Le citazioni possono essere inserite in due modi:

  • Note a piè di pagina: il riferimento è in calce alla pagina, utile per commenti aggiuntivi.
  • Riferimenti in-text: il numero o l’autore-anno è integrato direttamente nel testo.

Per gestire la bibliografia in modo professionale, usa un software di gestione bibliografica come Zotero, Mendeley o EndNote. Questi strumenti generano automaticamente le citazioni nel formato corretto e aggiornano la bibliografia in tempo reale.

Se vuoi approfondire le differenze tra i vari stili e capire quale sia il più adatto alla tua tesi, leggi la nostra guida completa: Stili di citazione per tesi universitarie: APA, Chicago, ISO 690.

Figure, tabelle e contenuti grafici: come formattarli correttamente

Le figure e le tabelle arricchiscono la tesi e facilitano la comprensione dei dati. Ma devono essere formattate con precisione:

  • Numerazione progressiva: Figura 1, Figura 2, Tabella 1, Tabella 2… La numerazione può ripartire da ogni capitolo (es. Figura 1.1, Figura 1.2 per il Capitolo 1).
  • Didascalie: devono essere chiare e descrittive. Le didascalie delle tabelle vanno sopra, quelle delle figure sotto.
  • Risoluzione delle immagini: minimo 300 dpi per la stampa. Un’immagine a bassa risoluzione risulta sgranata e poco professionale.
  • Centratura e allineamento: figure e tabelle devono essere centrate nella pagina, con spazio bianco sopra e sotto per aerare il testo.
  • Citazione delle fonti: se un’immagine non è originale, cita sempre la fonte nella didascalia o in una nota.

Word e LaTeX permettono di creare elenchi automatici delle figure e delle tabelle, che facilitano la consultazione e conferiscono un aspetto professionale alla tesi.

La formattazione negli strumenti più usati: Word vs LaTeX

Microsoft Word

Word è lo strumento più diffuso per scrivere tesi. È intuitivo, visual, e consente di vedere immediatamente il risultato finale. Ma richiede disciplina e metodo per evitare che la formattazione “salti” da una pagina all’altra.

Consigli pratici per Word:

  • Usa gli stili predefiniti (Titolo 1, Titolo 2, Titolo 3…) per titoli e sottotitoli. Questo garantisce coerenza e permette di generare l’indice automaticamente.
  • Crea un modello di documento con margini, font e interlinea già impostati. Parti da quello per ogni capitolo.
  • Gestisci le sezioni per numerazioni diverse (romani nelle preliminari, arabi nel corpo).
  • Aggiorna gli indici prima di esportare il PDF finale: click destro sull’indice → Aggiorna campo → Aggiorna intero sommario.

Sul sito del Politecnico o su repository universitari puoi trovare template Word gratuiti già formattati secondo le linee guida. Usarli ti fa risparmiare ore di lavoro.

LaTeX

LaTeX è il gold standard per tesi tecniche e scientifiche. Produce documenti di qualità tipografica superiore, gestisce automaticamente riferimenti, citazioni e bibliografia, e non va “in crisi” con tesi di centinaia di pagine.

I package essenziali per una tesi al Polimi includono:

  • geometry per impostare margini personalizzati
  • babel per la lingua italiana
  • biblatex o natbib per la bibliografia
  • graphicx per le immagini
  • hyperref per i link interni nel PDF

Esistono template LaTeX specifici per il Politecnico di Milano (cerca “polimi latex template” su GitHub o Overleaf). Questi template includono logo, layout e configurazioni predefinite.

La compilazione finale produce un PDF pulito, con font incorporati e struttura perfetta. Per l’archiviazione digitale, puoi generare un PDF/A (formato standardizzato per la conservazione a lungo termine).

Alternative moderne

Non vuoi installare LaTeX sul tuo computer? Usa Overleaf, editor LaTeX online collaborativo. Ideale per tesi scritte in gruppo o con relatori che vogliono commentare in tempo reale.

Se preferisci la semplicità di un ambiente cloud, Google Docs con template universitari può funzionare per tesi più semplici (attenzione però alla gestione di bibliografie complesse).

E se vuoi una soluzione che combina automazione, conformità e semplicità? Tesify è una piattaforma dedicata alla scrittura e formattazione di tesi universitarie. Genera automaticamente indici, bibliografie, e formatta il documento secondo le linee guida del tuo ateneo. In più, supporta citazioni in tutti gli stili (ISO 690, IEEE, APA…) e produce PDF pronti per la consegna.

Come creare il PDF finale per la consegna

La tesi consegnata al Politecnico deve essere in formato PDF. In alcuni casi, è richiesto il PDF/A (formato di archiviazione standardizzato).

Prima di generare il PDF finale, verifica:

  • Font incorporati: il PDF deve includere i font utilizzati, altrimenti potrebbero essere sostituiti da altri e compromettere l’aspetto del documento.
  • Dimensione del file: alcune piattaforme di upload hanno limiti (es. 50 MB). Se il tuo PDF è troppo grande, comprimi le immagini o usa strumenti di compressione PDF senza perdita di qualità.
  • Qualità di stampa: stampa una copia di prova per verificare che margini, immagini e layout siano corretti. Meglio scoprire un errore prima della rilegatura definitiva.

In Word, esporta il PDF da File → Salva con nome → PDF, selezionando l’opzione “Ottimizza per standard”. In LaTeX, la compilazione genera automaticamente il PDF.

Prima della consegna finale, fai una checklist di controllo visivo: sfoglia pagina per pagina, verifica numerazione, indici, immagini. Anche un piccolo errore può saltare all’occhio della commissione.

Per un controllo finale sui margini e sull’impaginazione, rivedi la nostra guida pratica ai margini della tesi.

Errori comuni da evitare nella formattazione tesi Polimi

Anche gli studenti più attenti cadono in trappole comuni. Ecco gli errori più frequenti:

  • Margini non conformi: il testo viene tagliato dalla rilegatura o risulta troppo vicino ai bordi. Stampa sempre una pagina di prova.
  • Numerazione interrotta o errata: le pagine preliminari continuano con numeri arabi, o la numerazione salta. Controlla le sezioni in Word.
  • Font non incorporati nel PDF: il documento visualizzato sul tuo computer sembra perfetto, ma su altri dispositivi appare diverso.
  • Indice non aggiornato: hai modificato titoli o aggiunto capitoli, ma l’indice riporta ancora la vecchia struttura. Aggiorna sempre prima di esportare.
  • Bibliografia non uniforme: alcune citazioni in uno stile, altre in un altro. Usa un software di gestione bibliografica per evitarlo.
  • Immagini a bassa risoluzione: screenshot o grafici sgranati rovinano l’impressione professionale della tesi.
  • Mancanza dell’abstract in inglese: spesso sottovalutato, ma richiesto dalle linee guida.
  • Non verificare i requisiti specifici: ogni Scuola può avere piccole variazioni. Controlla sempre con la tua segreteria.

Checklist finale: verifica la tua tesi prima della consegna

Prima di stampare e consegnare, passa in rassegna questa checklist. Stampala, appendila alla scrivania, spuntala punto per punto:

✓ Checklist Formattazione Tesi Polimi

  • Formato A4 con margini corretti (superiore 3 cm, inferiore 3 cm, sinistro 3,5 cm, destro 2,5 cm)
  • Font (Times New Roman, Arial o Calibri, 12pt) e interlinea (1,5 o doppia) conformi
  • Frontespizio con logo ufficiale del Politecnico di Milano
  • Abstract in italiano e inglese presenti
  • Indice automatico aggiornato e completo
  • Numerazione pagine corretta (romani per preliminari, arabi per corpo)
  • Bibliografia formattata nello stile appropriato (ISO 690, IEEE, APA)
  • Figure e tabelle numerate progressivamente con didascalie chiare
  • PDF finale testato (font incorporati, nessun errore di visualizzazione)
  • Backup salvati su cloud (Google Drive, Dropbox) e su supporti esterni
Studente soddisfatto con tesi completata e checklist verificata
Il momento in cui spunti l’ultima casella della checklist: la tua tesi è finalmente pronta

Questa checklist è il tuo salvavita. Usala la sera prima della consegna per dormire sonni tranquilli.

Il futuro della formattazione tesi: strumenti automatici e AI

La tecnologia sta rivoluzionando anche il mondo accademico. Fino a pochi anni fa, formattare una tesi significava passare ore su Word o imparare LaTeX da zero. Oggi, piattaforme intelligenti automatizzano gran parte del processo.

L’intelligenza artificiale può:

  • Applicare automaticamente le linee guida dell’università
  • Generare indici e sommari in tempo reale
  • Suggerire miglioramenti stilistici e strutturali
  • Controllare plagio e originalità del contenuto
  • Gestire citazioni e bibliografia in qualsiasi stile con un click

Queste innovazioni non sostituiscono lo studente, ma lo liberano da compiti meccanici per concentrarsi sul contenuto e sulla ricerca. È un po’ come passare dalla scrittura a mano al computer: la sostanza resta la stessa, ma il processo diventa più fluido.

In Italia, strumenti come Tesify stanno aprendo la strada a una nuova generazione di piattaforme dedicate alla tesi di laurea. Con funzionalità che vanno dalla formattazione automatica alla gestione collaborativa con il relatore, queste soluzioni rappresentano il futuro dell’elaborazione accademica.

La formattazione della tesi non deve essere un incubo. Con le giuste conoscenze, gli strumenti adeguati e una checklist ben strutturata, puoi trasformare questo passaggio da ostacolo a semplice formalità. La tua ricerca merita di essere presentata nel modo migliore possibile. E ora hai tutto ciò che ti serve per farlo.