Dichiarare l’uso dell’IA in tesi 2026 Italia: come fare bene
Hai usato ChatGPT per correggere la sintassi di un paragrafo. O DeepL per tradurre una citazione. O un assistente AI per riassumere un articolo di 40 pagine. E adesso non sai se devi dichiararlo, come farlo e cosa rischi se non lo fai. La risposta breve: sì, devi dichiararlo, e nel 2026 la soglia di tolleranza degli atenei italiani si è abbassata notevolmente. Questa guida ti spiega come farlo correttamente — con template pronti, esempi da atenei italiani reali e un’analisi chiara degli obblighi normativi.
- Nel 2026, oltre il 78% degli atenei italiani ha linee guida specifiche sull’uso dell’IA nelle tesi (dato CRUI 2025).
- Non dichiarare l’uso di IA quando questo è rilevante equivale a plagio accademico nella maggior parte dei regolamenti italiani.
- Dal 2 agosto 2026 l’EU AI Act (Art. 50) impone obblighi di trasparenza per i contenuti generati da sistemi IA — applicabile anche in contesti accademici.
- La dichiarazione IA va di solito inserita nei ringraziamenti o in una sezione metodologica dedicata.
- Devi dichiarare: ChatGPT, Claude, Gemini, Copilot per testo; DeepL Write per revisioni stilistiche avanzate; Grammarly Pro con funzioni generative; assistenti AI di ricerca bibliografica.
- Non è necessario dichiarare: correttore ortografico standard, ricerca bibliografica su Google Scholar, traduzione letterale di una parola.
- Ogni ateneo ha il suo template: controlla il regolamento tesi del tuo corso prima di scrivere la dichiarazione.
1. Cosa devi sapere subito: il quadro normativo 2026
Prima di scendere nel dettaglio dei tre livelli normativi (UE, nazionale, di ateneo), vale la pena leggere il documento di riferimento: per chi vuole orientarsi rapidamente sui requisiti normativi che si applicano alla tesi, le linee guida CRUI sull’uso dell’IA: cosa dicono davvero sono il punto di partenza più diretto. Le abbiamo annotate articolo per articolo con casi pratici, perché molte delle indicazioni operative che troverai qui sotto discendono direttamente da quel testo.
Il tema della dichiarazione di uso dell’IA nelle tesi universitarie in Italia è regolato a tre livelli nel 2026:
1.1 Livello europeo: EU AI Act, Art. 50
Il Regolamento UE sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) è entrato pienamente in vigore nelle sue disposizioni sul Titolo V (trasparenza) con applicabilità dal 2 agosto 2026. L’articolo 50 impone obblighi di trasparenza per i contenuti generati o significativamente manipolati da sistemi di IA — testo, audio, video, immagini. Sebbene l’articolo si rivolga principalmente ai fornitori e ai deployer di sistemi IA, il principio generale di trasparenza si applica anche ai contenuti accademici che verranno divulgati attraverso repository istituzionali aperti.
In particolare, quando un testo generato da IA è destinato a informare su materie di interesse pubblico — e una tesi depositata in open access in un repository istituzionale rientra in questa categoria secondo l’interpretazione più diffusa — la natura artificiale o assistita del contenuto deve essere resa esplicita. Leggi di più nella guida sulle implicazioni dell’EU AI Act per le università italiane dal 2 agosto 2026.
1.2 Livello nazionale: MUR e CRUI
Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato nel gennaio 2024 le prime Linee Guida per l’Uso Etico dell’Intelligenza Artificiale nella Didattica e nella Ricerca, aggiornate nel settembre 2024. La CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) ha pubblicato raccomandazioni specifiche che chiedono agli atenei di:
- Informare gli studenti su uso consentito e vietato dell’IA nelle prove
- Richiedere una dichiarazione esplicita sull’uso di strumenti IA nelle tesi
- Definire le sanzioni per l’uso non dichiarato
1.3 Livello di ateneo: regolamenti specifici
Ogni ateneo ha adottato (o sta adottando) linee guida proprie. Alcuni richiedono una dichiarazione formale separata, altri un paragrafo nella sezione metodologica, altri ancora una nota nei ringraziamenti. La cosa importante è: leggi il regolamento tesi del tuo corso prima di iniziare a scrivere. Leggi anche la guida su IA e tesi: le linee guida del Garante Privacy 2026 e le informazioni su cosa dicono MUR e CRUI sull’uso dell’IA per la tesi 2026.
2. Cosa dichiarare e cosa no
La confusione più comune riguarda dove si tracci il confine tra “uso banale” dell’IA (da non dichiarare) e “uso rilevante” (da dichiarare). Ecco un quadro pratico:
| Uso dell’IA | Dichiarare? | Motivazione |
|---|---|---|
| ChatGPT / Claude per generare o riscrivere paragrafi | Sì — sempre | È generazione di contenuto scientifico; non dichiararlo è plagio |
| ChatGPT per riassumere un articolo e poi rielaborarlo | Sì — raccomandato | Ha influenzato la tua comprensione e sintesi delle fonti |
| DeepL Write per revisione stilistica avanzata | Sì — raccomandato | Altera significativamente il registro e la struttura delle frasi |
| Grammarly con funzioni AI generative | Sì — raccomandato | Se usato per riscrivere proposizioni, non solo per correggere errori |
| Assistenti AI per ricerca bibliografica (Consensus, Elicit) | Sì — raccomandato | Ha influenzato la selezione delle fonti |
| DeepL o Google Translate per tradurre un articolo straniero | No — opzionale | Traduzione letterale di una fonte, non generazione di contenuto |
| Correttore ortografico standard (Word, LibreOffice) | No | Non genera contenuto, corregge solo errori formali |
| Ricerca su Google Scholar, OPAC SBN | No | Strumenti di ricerca tradizionali, non IA generativa |
ChatGPT e il plagio nella tesi — Daniele Vinci Metodologia
3. Come scrivere la dichiarazione: esempi e template
Non esiste un formato universale, ma ci sono tre posizioni standard in cui inserire la dichiarazione IA nella tesi:
Opzione A: Sezione dedicata nei ringraziamenti
La soluzione più semplice e diffusa. Alla fine dei ringraziamenti, aggiungi un paragrafo separato:
Per la redazione della presente tesi sono stati utilizzati i seguenti strumenti di intelligenza artificiale: ChatGPT-4o (OpenAI) per la revisione stilistica di alcune sezioni e per la generazione di possibili strutture di argomento, successivamente rielaborate dall’autore; DeepL Write per la revisione della traduzione dell’abstract in inglese. In nessun caso il contenuto scientifico, le argomentazioni e le conclusioni della tesi sono stati generati interamente da sistemi IA. La responsabilità intellettuale del lavoro è interamente dell’autore.
Opzione B: Nota metodologica all’interno del capitolo Metodologia
Per le tesi con una sezione metodologica esplicita (in particolare tesi sperimentali), la dichiarazione si inserisce come paragrafo dedicato nella metodologia:
In conformità con le linee guida dell’Università [nome ateneo] sull’uso dell’intelligenza artificiale nella redazione delle tesi (adottate il [data]) e con il principio di trasparenza previsto dall’art. 50 del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), si dichiara che nel corso della redazione del presente lavoro sono stati impiegati i seguenti strumenti: [elenco strumenti, uso specifico]. Tutto il contenuto scientifico — disegno dello studio, raccolta dati, analisi, interpretazione, discussione — è il risultato del lavoro autonomo dell’autore.
Opzione C: Appendice dedicata
Alcuni atenei richiedono una dichiarazione formale separata in appendice o come allegato al frontespizio. In questo caso, la dichiarazione deve essere più dettagliata:
Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], matricola [XXXXXX], candidato/a alla laurea [magistrale/triennale] in [Corso di Laurea] presso [Università], dichiara che:
1. Nel corso della redazione della tesi intitolata “[Titolo]” sono stati utilizzati i seguenti strumenti di intelligenza artificiale: [elenco dettagliato con nome strumento, versione, uso specifico].
2. Gli strumenti suddetti sono stati impiegati esclusivamente per: [scopi specifici dichiarati].
3. Nessuna sezione della tesi è stata generata interamente da sistemi IA.
4. La responsabilità intellettuale di tutti i contenuti, delle argomentazioni, dei risultati e delle conclusioni è interamente dell’autore.
[Data] [Firma]
4. Linee guida specifiche degli atenei italiani
Università Ca’ Foscari Venezia
Ca’ Foscari ha pubblicato nel marzo 2026 linee guida aggiornate specificamente per l’elaborato finale e la tesi di laurea (Linee guida tesi Ca’ Foscari 09-03-2026). Richiede una dichiarazione esplicita inserita nei ringraziamenti o come nota al frontespizio, con l’elenco dettagliato degli strumenti usati e la specificazione dell’uso.
Università di Milano-Bicocca
Bicocca ha adottato le “Raccomandazioni per l’uso dell’intelligenza artificiale generativa nella redazione degli elaborati studenteschi”, che richiedono la trasparenza completa sull’uso di qualsiasi strumento generativo e vietano esplicitamente la generazione dell’intera tesi tramite IA.
Università del Salento
Il Salento ha pubblicato “Linee guida per un uso corretto e produttivo di Intelligenza Artificiale nella tesi di laurea” che forniscono indicazioni specifiche su cosa dichiarare e come. Il documento è scaricabile dal sito del dipartimento.
Università di Pisa (Biologia)
Il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa richiede una “Dichiarazione sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale” allegata alla tesi, con firma dello studente e controfirma del relatore.
Bocconi
La Bocconi ha tra le linee guida più dettagliate in Italia sull’uso dell’IA nelle tesi (specialmente per i corsi in lingua inglese). La dichiarazione è obbligatoria e deve specificare non solo gli strumenti ma anche il volume approssimativo dell’uso (percentuale di testo influenzata).
Per il contesto del Turnitin AI detection 2026, sappi che molti atenei usano ora sistemi automatici di rilevazione dell’IA. Una dichiarazione preventiva protegge dalla segnalazione automatica di contenuto “AI-generated”.
5. Rischi e conseguenze se non dichiari
Cosa rischi se non dichiari l’uso dell’IA
Le conseguenze variano per ateneo e per gravità dell’uso non dichiarato:
- Richiesta di rifacimento dell’elaborato (caso più comune per usi lievi non dichiarati)
- Abbassamento del voto di tesi fino a esclusione dalla sessione corrente
- Procedimento disciplinare per violazione del codice di onestà accademica (per usi estensivi non dichiarati)
- Nei casi più gravi: sospensione temporanea o, teoricamente, revoca del titolo se successivamente accertato dopo la laurea
I sistemi di rilevazione AI (Turnitin AI Detector, Compilatio, Winston AI) stanno diventando sempre più accurati. Il rilevamento a posteriori è tecnicamente possibile per anni dopo la laurea.
Per il quadro normativo completo sull’IA e la tesi, consulta anche il decreto IA università spagnole 2026 come termine di paragone europeo: il decreto IA per università spagnole 2026. Il confronto è utile per capire la direzione comune in cui si muovono i sistemi accademici europei.
6. Strumenti e risorse
- Regolamento tesi del tuo corso: cerca sul sito del dipartimento nelle sezioni “Laurearsi”, “Prova finale” o “Tesi”. Questo è il documento più importante.
- Sito MUR: per le Linee Guida sull’uso etico dell’IA nella didattica e nella ricerca universitaria.
- EU AI Act — testo completo: per consultare direttamente l’Art. 50 sugli obblighi di trasparenza.
- Il tuo relatore: prima di scrivere la dichiarazione, chiedi esplicitamente al relatore cosa si aspetta. Alcuni preferiscono una dichiarazione dettagliata, altri sono soddisfatti di una nota breve.
Per capire la mappa degli atenei portoghesi che permettono l’IA, un confronto utile è disponibile su università portoghesi che permettono l’IA: mappa 2026. Anche in Francia i temi di trasparenza IA sono approfonditi nella guida francese al mémoire con IA in 30 giorni 2026.
7. Domande frequenti (FAQ)
È obbligatorio dichiarare l’uso dell’IA nella tesi in Italia nel 2026?
Dipende dall’ateneo. Nella maggioranza dei casi, il regolamento tesi richiede esplicitamente o implicitamente (tramite dichiarazione di originalità) di segnalare qualsiasi strumento che abbia contribuito in modo sostanziale alla redazione del testo. Non dichiarare l’uso rilevante di IA è considerato violazione dell’integrità accademica. Dal 2 agosto 2026, l’EU AI Act Art. 50 introduce ulteriori obblighi di trasparenza per i contenuti destinati alla diffusione pubblica.
Devo dichiarare se ho usato ChatGPT solo per correggermi?
Se hai usato ChatGPT per correggere errori ortografici o grammaticali elementari (come fa un correttore ortografico), la dichiarazione è facoltativa. Se hai chiesto a ChatGPT di riscrivere frasi, suggerire strutture argomentative o sintetizzare sezioni, allora la dichiarazione è obbligatoria in quasi tutti gli atenei italiani. Il criterio è: ha influenzato il contenuto o la struttura del testo in modo non banale? Se sì, dichiaralo.
I sistemi antiplagio rilevano anche il testo generato dall’IA?
Sì. Turnitin AI Detector (disponibile su Turnitin dal 2023) e Compilatio (integrato in molti atenei francofoni e italiani) sono in grado di rilevare con una certa accuratezza il testo generato da modelli linguistici come GPT-4. La precisione non è del 100% — ci sono sia falsi positivi che falsi negativi — ma la tendenza è in rapido miglioramento. Una dichiarazione preventiva protegge lo studente da eventuali segnalazioni automatiche.
Dove inserisco la dichiarazione IA nella tesi?
Le posizioni più comuni sono: (1) paragrafo dedicato alla fine dei ringraziamenti; (2) nota nella sezione metodologica della tesi; (3) appendice separata allegata al frontespizio. Alcune università forniscono un modulo standard da compilare e allegare. Controlla il regolamento tesi del tuo corso per capire quale formato è richiesto.
Posso usare l’IA per la tesi e non rischiare niente se la dichiaro?
La dichiarazione protegge dall’accusa di disonestà accademica, ma non garantisce che l’uso dell’IA sia accettato per qualsiasi scopo. Molti atenei permettono l’uso dell’IA come supporto alla ricerca bibliografica, alla revisione stilistica e alla traduzione, ma vietano la generazione del contenuto scientifico principale. La dichiarazione deve essere onesta e specifica: non scrivere semplicemente “ho usato strumenti IA” se in realtà hai fatto generare interi capitoli.
Cosa succede se il mio ateneo non ha ancora linee guida sull’IA?
In assenza di linee guida specifiche, si applicano i principi generali di integrità accademica e il codice etico dell’ateneo. Il principio di fondo è la trasparenza: se hai usato strumenti IA in modo non banale, dichiaralo comunque in una nota ai ringraziamenti o nella metodologia. Questa pratica ti protegge da eventuali contestazioni future e dimostra maturità accademica.
La dichiarazione IA vale anche per la tesi triennale?
Sì. La dichiarazione di integrità accademica — che include la trasparenza sull’uso dell’IA — si applica a qualsiasi elaborato universitario, inclusa la tesi triennale. Molti atenei richiedono già la firma di una dichiarazione di originalità per la triennale, che comprende implicitamente l’obbligo di segnalare contributi non originali, compresi quelli prodotti da sistemi IA.
Devo dichiarare se ho usato un assistente AI per la ricerca bibliografica?
È raccomandato. Strumenti come Consensus, Elicit o Semantic Scholar con funzioni AI influenzano la selezione delle fonti, che è una componente scientifica della tesi. Dichiara l’uso specificando per quale funzione li hai utilizzati (es. “per identificare paper rilevanti nel campo X, successivamente verificati e valutati autonomamente dall’autore”).
Prossimi passi
Ora che sai come dichiarare l’uso dell’IA, il passo successivo è leggere il regolamento tesi del tuo ateneo e verificare se esiste un modulo standard. Se stai scrivendo la parte metodologica della tesi, leggi anche la guida completa su IA e tesi: linee guida Garante Privacy 2026. La trasparenza accademica non è solo un obbligo formale: è una pratica professionale che ti distingue positivamente agli occhi della commissione.



