Ci sei quasi. Dopo mesi di ricerca, notti insonni e litri di caffè, tutto il tuo impegno è finalmente racchiuso nel tuo elaborato finale. Ma ora ti trovi davanti a un ultimo ostacolo, quello che a volte sembra più formale che altro: la copertina della tesi di laurea. Lo sapevi che, secondo diversi studi sulla percezione visiva, bastano meno di 50 millisecondi per formarsi una prima impressione su un documento?
Molti la sottovalutano, vedendola come una semplice formalità da sbrigare all'ultimo. In realtà, è il primo, potentissimo contatto che la commissione avrà con il tuo lavoro, un dettaglio capace di comunicare professionalità, rigore e attenzione al dettaglio ancora prima che venga letta una sola riga.
Con questa guida, noi di Tesify vogliamo accompagnarti passo dopo passo in quest'ultima fase, aiutandoti a trasformare l'ansia da "pagina bianca" in assoluta sicurezza. Vedremo insieme quali sono gli elementi che non possono mancare, gli errori più comuni da cui stare alla larga e ti daremo strumenti pratici per creare una copertina perfetta, senza stress.
📋 IN BREVE
In questo articolo scoprirai:
- Quali sono gli elementi indispensabili per una copertina a prova di commissione.
- Come evitare i classici errori di formattazione che possono penalizzare il tuo lavoro.
- Le regole non scritte del design accademico per comunicare professionalità.
- Una checklist completa per controllare ogni dettaglio prima della stampa.
⏱️ Tempo di lettura: 12 minuti
Alla fine avrai tutto quello che serve per creare una copertina di tesi di laurea professionale, che rispetta le regole accademiche e valorizza il tuo lavoro.
Perché la copertina è il tuo biglietto da visita accademico
La copertina della tua tesi non è un semplice pezzo di cartoncino, ma il vero biglietto da visita che presenta il tuo intero percorso accademico. È la prima impressione, quella che il tuo relatore e i membri della commissione si faranno del tuo elaborato. Una presentazione impeccabile li predispone positivamente alla lettura.
Prova a pensarla così: la copertina è l'abstract visivo del tuo impegno. Un layout pulito, le informazioni corrette e il pieno rispetto delle linee guida del tuo ateneo dimostrano un'attenzione al dettaglio che, inevitabilmente, si riflette sulla percezione della qualità della tua ricerca.
Oltre la copertina: una precisazione sul frontespizio
Un dubbio comune tra gli studenti riguarda la differenza tra "copertina" e "frontespizio", termini che spesso vengono usati come sinonimi. Facciamo un po' di chiarezza. La copertina è la parte esterna e rigida, solitamente in cartoncino o un materiale simile, che viene applicata in fase di rilegatura. Il frontespizio, invece, è la primissima pagina stampata all'interno del tuo elaborato. Se vuoi vedere un esempio pratico, abbiamo preparato un articolo dedicato proprio all'esempio di frontespizio per la tesi.
Sebbene siano due elementi fisicamente distinti, ricorda questa regola d'oro: i contenuti di copertina e frontespizio devono essere assolutamente identici. Questa coerenza è un requisito fondamentale per la quasi totalità delle università italiane, da Nord a Sud. Una discrepanza, anche piccola, può essere interpretata come una grave disattenzione.
Anatomia di una copertina di tesi perfetta
La copertina della tesi è molto più di una semplice pagina iniziale: è il biglietto da visita del tuo intero lavoro. Pensa a lei come alla prima stretta di mano con la commissione. Per questo, ogni elemento deve essere al posto giusto, comunicando fin da subito rigore e professionalità. Vediamo insieme, pezzo per pezzo, come assemblare una copertina impeccabile.

Il logo dell'ateneo: il sigillo ufficiale
In cima a tutto, immancabile, c'è lui: il logo della tua università. Non è un semplice orpello grafico, ma il sigillo che certifica l'appartenenza del tuo lavoro a una specifica istituzione accademica. È cruciale usare la versione ufficiale e in alta risoluzione. Un logo sgranato, stiracchiato o pixellato comunica una sola cosa: trascuratezza.
Dove trovarlo senza sbagliare?
- Sito ufficiale dell'università: quasi tutti gli atenei hanno una sezione "Identità Visiva" o "Ufficio Stampa" dove scaricare i loghi nei formati corretti per la stampa.
- Pagine del dipartimento: capita spesso che i singoli dipartimenti mettano a disposizione dei laureandi un pacchetto di risorse con il logo già pronto all'uso.
Una regola d'oro: non scaricarlo mai da una ricerca per immagini su Google. La qualità è quasi sempre pessima e inadatta alla stampa.
L'intestazione accademica completa
Appena sotto il logo, va inserita l'intestazione. Qui l'ordine è tutto e segue una logica gerarchica precisa:
- Nome dell'Università: Scrivilo per esteso, senza acronimi (es. "Università degli Studi di Milano", non "Unimi").
- Dipartimento o Scuola: Indica la struttura di riferimento (es. "Dipartimento di Studi Storici").
- Corso di Laurea: Specifica il livello (Triennale, Magistrale, a Ciclo Unico) e il nome completo (es. "Corso di Laurea Magistrale in Filologia Moderna").
L'intero blocco deve essere allineato al centro, per dare un senso di ordine e pulizia visiva immediato.
Il titolo della tesi: il cuore del tuo lavoro
Arriviamo al protagonista assoluto della copertina: il titolo. Deve catturare l'attenzione, essere perfettamente leggibile e ben centrato nello spazio della pagina. Per dargli il giusto risalto, usa una dimensione del carattere visibilmente più grande rispetto al resto del testo. Se il titolo è particolarmente lungo, spezzalo su due o più righe in punti sensati. L'eventuale sottotitolo, invece, va inserito subito dopo, con un font leggermente più piccolo.
💡 Consiglio Tesify
Prima di dare per definitiva qualsiasi scelta, fai un ultimo, fondamentale controllo: cerca le linee guida specifiche del tuo corso di laurea. Di solito si trovano sul sito del dipartimento, spesso in un PDF chiamato "norme redazionali per la prova finale". Quel documento è la tua Bibbia e ha sempre la precedenza su qualsiasi consiglio generico.
Candidato e relatori: i protagonisti
Scendendo verso la parte inferiore della pagina, troviamo i nomi di chi ha reso possibile la tesi. Anche qui, la forma è sostanza.
- Candidato/a: Il tuo nome e cognome, preceduti da "Laureando/a" o "Candidato/a". Subito sotto, è quasi sempre obbligatorio inserire il tuo numero di matricola.
- Relatore: Il nome del professore che ti ha seguito va introdotto da formule come "Relatore: Chiar.mo Prof.". È un piccolo ma importante segno di rispetto accademico.
- Correlatore/i: Se presente, il suo nome segue quello del relatore, introdotto dalla formula appropriata ("Correlatore: Dott.", "Correlatore: Prof.", etc.).
Sembra banale, ma controlla tre volte che l'ortografia dei nomi e dei titoli sia perfetta. Un refuso qui è una delle disattenzioni più gravi che si possano commettere.
L'anno accademico: il dettaglio finale
In fondo alla pagina, a chiudere la composizione, va l'Anno Accademico. Qui l'errore è dietro l'angolo. Ricorda che non coincide con l'anno solare, ma va generalmente da novembre a ottobre. Se ti laurei a luglio 2024, la tua sessione fa ancora parte dell'ultimo anno di corsi frequentati, quindi l'anno accademico corretto è 2023/2024.
Gestire l'equilibrio tra questi elementi è fondamentale. A questo proposito, potrebbe esserti utile la nostra guida su come impostare i margini per la tesi di laurea.
Recap della sezione:
- La copertina deve contenere elementi obbligatori: logo, intestazione, titolo, nomi e anno accademico.
- La gerarchia visiva è cruciale: il titolo deve essere l'elemento più prominente.
- La precisione nei dettagli (nomi, titoli, anno accademico) è un segno di professionalità.
Errori comuni da evitare e le regole non scritte del design
Avere una checklist con tutti gli elementi obbligatori è un ottimo punto di partenza, ma non basta. Per creare una copertina di tesi che sia davvero professionale, bisogna fare un passo in più. Esistono infatti tutta una serie di "regole non scritte" e di errori piuttosto insidiosi che rischiano di far sembrare amatoriale anche il lavoro più rigoroso.

Vediamo insieme quali sono questi dettagli che, alla fine, fanno tutta la differenza.
La scelta del font, un equilibrio tra tradizione e leggibilità
La selezione del carattere tipografico è forse una delle decisioni più delicate. In ambito accademico, la regola d'oro è semplice: dare sempre la priorità alla leggibilità e alla formalità.
- I classici intramontabili (font Serif): Caratteri come Times New Roman, Garamond o Bodoni sono la scelta più sicura. Quelle piccole "grazie" (i trattini alla fine delle lettere) accompagnano l'occhio nella lettura e conferiscono un aspetto autorevole.
- I moderni da usare con cautela (font Sans-serif): Caratteri come Arial o Helvetica sono puliti, ma spesso vengono percepiti come meno formali.
Quali font evitare come la peste?
Qualsiasi carattere che sembri anche lontanamente creativo o informale è da scartare. Comic Sans, Papyrus o font che imitano la scrittura a mano sono il modo più rapido per far crollare la credibilità del tuo lavoro.
Creare una gerarchia visiva che funzioni
Una buona copertina guida lo sguardo. Per riuscirci, devi stabilire una gerarchia visiva chiara, giocando con le dimensioni del testo e un uso intelligente del grassetto.
Una struttura che funziona quasi sempre è questa:
- Titolo della tesi: Il protagonista. Deve essere la cosa più grande e visibile.
- Nome dell'Università e del Corso: Di dimensioni intermedie, per dare il contesto.
- Il tuo nome e quello del relatore: Più piccoli del titolo, ma ben leggibili.
- Dettagli di servizio: Matricola e anno accademico sono in genere gli elementi con il carattere più piccolo.
Gli errori da non commettere per nessuna ragione
- Il logo sgranato: Non scaricare mai il logo dell'università da Google. Mai. Usa sempre il file ufficiale fornito dall'ateneo.
- Refusi sui nomi: Controlla lo spelling del nome e cognome del tuo relatore (e correlatore) almeno tre volte. Meglio cinque. Sbagliare qui è una grave mancanza di rispetto.
- Allineamento "a occhio": L'allineamento deve essere impeccabile, quasi sempre centrato.
- Titolo spezzato male: Se il tuo titolo è lungo, spezzalo in punti logici. Evita di lasciare una singola parola da sola sull'ultima riga ("vedova", in gergo tipografico).
💡 Consiglio Tesify
Sappiamo bene quanto sia stressante la fase di controllo finale. Proprio per questo, l'Smart Editor di Tesify integra dei controlli automatici pensati per scovare questi piccoli ma cruciali errori prima che sia troppo tardi. Consideraci un secondo paio di occhi, sempre attento alla perfezione formale del tuo lavoro.
L'ultimo tocco: colore e materiale della rilegatura
A volte la scelta del colore è libera, ma sempre più spesso i dipartimenti indicano un colore istituzionale. Alcuni atenei, come l'Università di Padova per il Dipartimento di Scienze Statistiche, hanno requisiti rigidissimi: dal formato dei fogli al codice esatto del colore della copertina in cartoncino. Ti invito a dare un'occhiata alle specifiche di UniPD per farti un'idea. Se hai libertà, rimani su colori sobri: blu, bordeaux, verde scuro, grigio.
Recap della sezione:
- Scegli font classici e leggibili come Times New Roman, evitando caratteri creativi.
- Usa dimensioni diverse del testo per creare una gerarchia visiva chiara.
- Evita errori gravi come loghi sgranati, refusi sui nomi e allineamenti imprecisi.
Gli strumenti del mestiere: i template per la copertina
Bene, ora che abbiamo chiarito tutta la teoria, è il momento di passare alla pratica. Creare la copertina della tesi può sembrare un'impresa, ma con gli strumenti giusti diventa un'attività quasi rilassante. Non serve essere un grafico per ottenere un risultato professionale.

Microsoft Word: il fidato alleato della maggior parte degli studenti
Microsoft Word è il programma che quasi tutti usiamo per scrivere la tesi. La sua interfaccia è familiare e intuitiva. La mossa più intelligente è partire da un template già impostato.
- Perché sceglierlo: È facile da usare, non richiede competenze tecniche e permette di vedere subito il risultato.
- A cosa fare attenzione: A volte può essere impreciso nella gestione tipografica avanzata.
Molte università, come l'Università di Pisa o La Sapienza di Roma, forniscono direttamente dei modelli di frontespizio in formato .docx. Fai un giro sul sito del tuo dipartimento: potresti scoprire che hanno già fatto il lavoro per te.
LaTeX: lo standard d'eccellenza per le facoltà scientifiche
Se il tuo campo di studi è Ingegneria, Fisica o Matematica, quasi sicuramente hai già incrociato LaTeX. Non è un semplice editor di testo, ma un vero e proprio sistema di composizione tipografica che garantisce una qualità impeccabile.
- Perché sceglierlo: Offre una resa tipografica professionale e una gestione perfetta di spazi e allineamenti. È il gold standard per le pubblicazioni scientifiche.
- A cosa fare attenzione: La curva di apprendimento è più ripida.
Anche qui, la salvezza sta nell'usare un template. Piattaforme come Overleaf hanno gallerie piene di modelli di tesi, spesso già pronti per specifiche università italiane. Se hai dubbi su quale programma faccia al caso tuo, la nostra guida sui programmi per scrivere la tesi può schiarirti le idee.
E le alternative online come Canva? Meglio di no
Piattaforme come Canva sono fantastiche, ma bisogna andarci con i piedi di piombo. Il rischio più grande è quello di produrre qualcosa di esteticamente bello ma totalmente non conforme alle rigide norme accademiche. Il mio suggerimento? Usa Canva per farti un'idea, ma poi riporta fedelmente quel layout su Word o LaTeX. Ricorda: la conformità ha sempre la priorità sulla creatività.
💡 Consiglio Tesify
Sappiamo bene che tenere a mente ogni singola regola può essere stressante. Per questo, in Tesify abbiamo creato le Smart Guide: delle checklist intelligenti che ti seguono passo dopo passo. Per la copertina, la guida ti ricorderà di verificare ogni dettaglio, così puoi arrivare al controllo finale senza ansia.
Recap della sezione:
- Word è la scelta più semplice e immediata, ideale per la maggior parte degli studenti.
- LaTeX offre una qualità professionale superiore, ed è lo standard nelle facoltà scientifiche.
- Cerca sempre i template ufficiali forniti dalla tua università per andare sul sicuro.
La coerenza grafica: un filo conduttore per tutta la tesi
Hai creato una copertina perfetta. Ottimo! Ma adesso viene il bello. Pensa alla tua tesi come a un unico progetto organico. La coerenza grafica tra la prima e l'ultima pagina non è un vezzo estetico, ma un segnale di rigore metodologico che la commissione noterà.
Scegliere i font: la coerenza prima di tutto
La regola d'oro è semplice: il font (o la famiglia di font) della copertina deve fare da guida per l'intero documento. Se per la copertina hai scelto un classico Times New Roman, è naturale e consigliato usarlo anche per il corpo del testo. Per i titoli dei capitoli, puoi giocare con le sue varianti, come il grassetto, o abbinarlo a un altro font con grazie (serif) che si sposi bene. Se vuoi approfondire, la nostra guida sulla formattazione della tesi di laurea è il posto giusto.
Margini e interlinea: gli standard che fanno la differenza
- Margini: Impostali subito e non toccarli più. Un classico è 3 cm a sinistra (lato rilegatura) e 2,5 cm sugli altri lati.
- Interlinea: L'interlinea 1,5 è quasi uno standard de facto nelle università italiane. Rende il testo arioso e molto più digeribile.
- Numerazione di pagina: Deve esserci, sempre. Generalmente si posiziona in basso, al centro o a destra.
Questa attenzione al dettaglio diventa ancora più cruciale per chi ha svolto parte della tesi all'estero. Secondo il Rapporto AlmaLaurea, ben il 22,7% dei laureati con esperienze di studio fuori dall'Italia ha preparato una parte della tesi proprio durante quel periodo. In contesti accademici internazionali, una formattazione impeccabile è un biglietto da visita che dimostra competenza. Il rapporto completo di AlmaLaurea offre spunti interessanti a riguardo.
Recap della sezione:
- Usa la stessa famiglia di font della copertina in tutto l'elaborato per creare coerenza.
- Imposta margini e interlinea (di solito 1,5) secondo le linee guida e mantienili costanti.
- Assicurati che la numerazione di pagina sia presente e corretta.
✅ Checklist finale prima di andare in stampa
Siamo arrivati all'ultimo miglio. Prima di dare il via libera alla stampa, è il momento di quel controllo finale che ti farà dormire sonni tranquilli. Usa questa checklist per un controllo incrociato e spietato della copertina della tua tesi di laurea.
- Logo dell'Ateneo: È quello ufficiale, in alta risoluzione? Ingrandiscilo per assicurarti che non sia sgranato.
- Intestazione Accademica: I nomi di Università, Dipartimento e Corso sono corretti e nell'ordine giusto?
- Titolo della Tesi: Rileggilo parola per parola. È scritto senza refusi? La centratura è perfetta?
- Nomi e Cognomi: Controlla l'ortografia del tuo nome, ma soprattutto quella del relatore e dell'eventuale correlatore.
- Titoli Accademici: Hai usato le formule corrette come "Chiar.mo Prof."?
- Numero di Matricola: È quello giusto? Controlla cifra per cifra.
- Anno Accademico: Hai inserito quello corretto per la tua sessione di laurea? (es. A.A. 2023/2024)
Questo piccolo rituale di controllo è il sigillo che chiude il tuo percorso. Prenditi questi dieci minuti: ti garantiranno una presentazione impeccabile.
💡 Consiglio Tesify
Se la stesura ti sembra ancora una montagna da scalare, Tesify è al tuo fianco. Con strumenti come il Relatore AI e le Smart Guide, ti aiutiamo a mettere ordine tra le idee, a trovare le fonti giuste e a scrivere ogni capitolo con più sicurezza. Scopri come Tesify può semplificare la stesura della tua tesi e farti arrivare al traguardo con meno fatica.
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FAQ: Domande frequenti sulla copertina della tesi di laurea
Arrivati a questo punto, è normale avere ancora qualche domanda specifica. Vediamo di fare un po' di ordine.
Che Anno Accademico devo scrivere?
Questa è la domanda da un milione di euro. La regola da tenere a mente è semplice: l'Anno Accademico (A.A.) non coincide con l'anno solare. Per capire quale inserire, devi pensare all'ultima sessione di esami prevista dal tuo ultimo anno di corso. Ti laurei a luglio 2024? Bene, questa sessione fa parte dell'anno di lezioni che si è concluso poco prima, quindi l'Anno Accademico corretto è l'A.A. 2023/2024. Lo stesso vale se ti laurei a marzo 2025, perché quella sessione è considerata l'ultima "coda" dell'anno precedente.
Il logo dell'università è davvero obbligatorio?
La risposta breve è sì, quasi sempre. Pensa al logo come al sigillo ufficiale che certifica l'appartenenza della tua ricerca a quella specifica istituzione. Ometterlo, o peggio ancora usarne una versione sgranata, viene visto come una grave sciatteria. Cerca sempre il logo ufficiale sul sito del tuo ateneo, di solito nelle sezioni "identità visiva" o "ufficio stampa".
Ma frontespizio e copertina non sono la stessa cosa?
No, anche se il contenuto è identico. Ecco la differenza:
- Il frontespizio è la prima pagina interna della tesi.
- La copertina è la parte esterna e rigida aggiunta durante la rilegatura.
La regola d'oro da rispettare è che il contenuto di entrambi deve essere assolutamente identico.
Posso sbizzarrirmi con un font un po' creativo?
Te lo sconsiglio vivamente. In ambito accademico, la chiarezza e la formalità vengono prima di tutto. Un font troppo estroso rischia di trasmettere un'idea di poca professionalità. Vai sul sicuro con i grandi classici: Times New Roman, Garamond o Bodoni sono sempre una scelta vincente.
Conclusione: il tuo prossimo passo
Creare la copertina della tesi di laurea è l'ultimo passo formale di un percorso incredibile. Dedicargli la giusta attenzione è un modo per onorare tutto il lavoro e la fatica che ci hai messo.
Ricapitolando, i punti chiave sono:
- Includi tutti gli elementi obbligatori: logo, intestazione, titolo, nomi e anno accademico.
- Mantieni la sobrietà: scegli font classici, allineamento centrato e un layout pulito.
- La precisione è fondamentale: controlla e ricontrolla ogni dettaglio, specialmente i nomi e i titoli.
- Sfrutta i template: usa i modelli ufficiali della tua università o parti da una base solida in Word o LaTeX.
Ora hai tutte le informazioni per creare una copertina professionale che valorizzi il tuo elaborato finale.
Se cerchi un alleato intelligente per accompagnarti in ogni fase della scrittura, dalla ricerca delle fonti alla formattazione, Tesify è la soluzione. Con strumenti come il Relatore AI e le Smart Guide, puoi affrontare la stesura con più sicurezza e meno stress.
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