Sei arrivato all'ultima pagina. Mesi di ricerca, notti insonni e tazze di caffè si condensano tutte qui, nel capitolo finale. Ti sei mai chiesto perché, secondo uno studio di Almalaurea, il voto medio di laurea in Italia sia così alto (103,7/110)? Perché ogni dettaglio conta, e la conclusione è la tua ultima occasione per dimostrare la maturità del tuo lavoro e lasciare un'impressione memorabile sulla commissione.
Molti studenti arrivano a questo punto con un timore comune: essere ripetitivi o, peggio, non riuscire a valorizzare i risultati ottenuti. In questa guida, noi di Tesify ti mostreremo come trasformare questa ansia in un punto di forza. Pensa alla conclusione come al momento in cui tiri le somme, dimostrando non solo di aver capito l'argomento, ma di aver sviluppato una visione critica e d'insieme.
Andremo a vedere insieme la struttura ideale per questo capitolo, ti daremo le frasi più efficaci per comunicare le tue scoperte e analizzeremo esempi concreti e commentati. Immagina di leggere la conclusione di una tesi in Giurisprudenza discussa all'Università di Bologna o una in Ingegneria del Politecnico di Milano: ti guideremo passo dopo passo. L'obiettivo è darti gli strumenti per scrivere una conclusione che non si limiti a riassumere, ma che convinca e metta in luce il valore del tuo contributo. Per renderla ancora più incisiva, è fondamentale padroneggiare le tecniche di scrittura argomentativa efficace, che ti aiuteranno a presentare il tuo lavoro in modo chiaro e persuasivo.

📋 IN BREVE
In questo articolo scoprirai:
- La struttura strategica per costruire una conclusione logica e convincente, che risponda alla domanda di ricerca iniziale.
- Esempi pratici commentati per le principali facoltà italiane, da Economia a Lettere.
- Gli errori più comuni che rischiano di rovinare tutto il lavoro e come evitarli con una checklist pratica.
- Le frasi e le formule linguistiche perfette per chiudere il tuo elaborato con un tocco professionale e d'impatto.
⏱️ Tempo di lettura: 18 minuti.
Alla fine avrai tutto quello che serve per scrivere una conclusione che non solo chiuda il cerchio, ma che faccia davvero brillare la tua ricerca davanti alla commissione.
La struttura portante di una conclusione efficace
Molti studenti pensano che la conclusione sia solo un riassunto finale, quasi un compito da sbrigare in fretta. Errore. Una conclusione ben scritta è molto di più: è il culmine strategico del tuo lavoro, l'atto finale che deve lasciare un'impressione duratura sulla commissione. Immaginala come una struttura che si regge su tre pilastri fondamentali, ognuno con un ruolo preciso.
Non si tratta di ripetere a pappagallo quello che hai già scritto, ma di tessere insieme i fili del tuo discorso per dare un senso compiuto a tutto il percorso di ricerca. Dalla sintesi dei risultati all'impatto del tuo studio, fino a uno sguardo onesto verso il futuro. Vediamo come costruire questa sezione in modo che sia solida, convincente e memorabile.

Per rendere più chiara la funzione di ogni parte, abbiamo riassunto la struttura in questa tabella. Usala come una mappa per non perderti durante la stesura.
I tre pilastri di una conclusione strategica
| Componente | Obiettivo Principale | Frasi di Esempio Utili |
|---|---|---|
| Sintesi Strategica | Collegare i risultati chiave alla domanda di ricerca, dimostrando di aver raggiunto gli obiettivi prefissati. | "Dall'analisi emerge che…", "I risultati confermano/smentiscono l'ipotesi iniziale secondo cui…", "In sintesi, questa ricerca ha dimostrato…" |
| Implicazioni | Spiegare perché la tua ricerca è importante, sia a livello teorico (per la disciplina) sia pratico (per il mondo reale). | "Questi risultati hanno importanti implicazioni per…", "A livello teorico, questo studio contribuisce a…", "Da un punto di vista pratico, si suggerisce che…" |
| Limiti e Sviluppi Futuri | Riconoscere con onestà i limiti dello studio e trasformarli in spunti per nuove ricerche, mostrando maturità scientifica. | "Un limite di questo studio è rappresentato da…", "Ricerche future potrebbero esplorare…", "Sarebbe interessante approfondire come…" |
Come vedi, ogni componente ha uno scopo ben definito che contribuisce a creare un finale potente e coerente.
Sintetizzare i risultati senza ripetersi
Qui sta la vera abilità. La sfida non è fare un elenco puntato dei dati che hai già presentato, ma offrire una sintesi interpretativa. Devi rispondere alla domanda fondamentale: "Alla luce di tutto il lavoro svolto, qual è il messaggio centrale che la mia tesi vuole comunicare?".
Significa elevare il discorso, passando dal dato grezzo a una visione d'insieme. Invece di scrivere di nuovo "Il 70% degli intervistati ha scelto l'opzione A", potresti formulare la frase così: "L'analisi ha rivelato una netta preferenza per l'opzione A, un dato che conferma la nostra ipotesi di partenza sulla correlazione tra X e Y". Hai detto la stessa cosa, ma in modo più elegante e conclusivo. Stai chiudendo il cerchio, collegando i risultati finali alle domande che avevi posto nell'introduzione.
Discutere le implicazioni pratiche e teoriche
Questa è probabilmente la parte più importante della tua conclusione. È qui che il tuo lavoro prende vita e dimostra il suo valore. Dopo aver detto cosa hai scoperto, devi spiegare perché è importante. La domanda chiave da porsi è: "E allora?".
Le implicazioni del tuo studio possono essere di due tipi, spesso intrecciati tra loro:
- Teoriche: In che modo la tua ricerca si inserisce nel dibattito accademico? Forse mette in discussione una teoria consolidata, oppure colma una lacuna nella letteratura esistente, o ancora propone un modello interpretativo nuovo.
- Pratiche: Quali sono le ricadute concrete? Se la tua tesi è in ingegneria, potrebbe suggerire un nuovo processo produttivo. Se è in marketing, potrebbe definire una strategia di comunicazione più efficace.
Formule come "I risultati suggeriscono che…" oppure "Questo studio contribuisce alla letteratura dimostrando che…" sono ottime per collegare le tue scoperte al contesto più ampio. Questa sezione, più di ogni altra, deve essere coerente con l'intera struttura della tesi di laurea, che deve procedere logicamente dall'inizio alla fine.
💡 Consiglio Tesify
Soffri della sindrome da pagina bianca? Usa il nostro Assistente alla Scrittura per ottenere una prima bozza strutturata in pochi secondi. Caricando i capitoli principali della tua tesi, la nostra AI è in grado di estrarre i punti salienti e creare una sintesi coerente. A quel punto, non ti resterà che personalizzarla, aggiungendo il tuo tocco personale sulle implicazioni e le prospettive future. È un modo intelligente per superare il blocco iniziale e scrivere una conclusione perfetta.
Prospettive future e limiti dello studio
Nessuna ricerca è perfetta, e ammetterlo non è un segno di debolezza, ma di grande onestà intellettuale. Le commissioni apprezzano enormemente gli studenti che dimostrano di essere consapevoli dei confini del proprio lavoro, come richiesto da ogni regolamento accademico italiano.
Basta una frase per menzionare eventuali limiti: forse il campione era piccolo, il periodo di osservazione breve o il contesto geografico specifico. Ad esempio: "Va notato che il campione analizzato, pur essendo rappresentativo, era limitato alla regione Lombardia; pertanto, la generalizzazione dei risultati a livello nazionale richiede cautela".
Subito dopo, trasforma questi limiti in trampolini di lancio per il futuro. Suggerisci quali potrebbero essere i prossimi passi per la ricerca nel tuo campo, magari proprio partendo dai dubbi che il tuo stesso lavoro ha sollevato. Frasi come "Studi futuri potrebbero indagare…" o "Sarebbe interessante approfondire se…" dimostrano che vedi il tuo contributo come parte di un dialogo scientifico più grande e in continua evoluzione.
Ricapitolando la sezione:
- Pilastri: Una conclusione efficace si basa su sintesi strategica, discussione delle implicazioni e prospettive future.
- Sintesi: Non ripetere i dati, ma interpretali per rispondere alla domanda di ricerca iniziale.
- Implicazioni: Spiega il "perché" la tua ricerca è importante, sia a livello teorico che pratico.
- Limiti: Ammettere i limiti del tuo studio dimostra onestà intellettuale e rigore accademico.
Come cambia la conclusione in base alla facoltà: 5+ esempi pratici
Ogni disciplina ha il suo codice, le sue regole non scritte e un suo modo di argomentare. È ovvio che la conclusione di una tesi in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano non potrà mai avere lo stesso sapore di una in Lettere Classiche alla Sapienza di Roma. Proprio per questo, un modello buono per tutte le stagioni serve a poco.
Per farti toccare con mano come i principi visti finora si applicano a contesti reali, abbiamo preparato alcuni esempi commentati, pensati per le principali aree di studio. Vediamo insieme come lo schema base (sintesi, implicazioni e prospettive future) si declina a seconda che si parli di norme, dati, modelli o interpretazioni critiche.

1. Esempio per Giurisprudenza: la responsabilità civile nell'era digitale
In una tesi giuridica, la precisione è tutto. La conclusione deve essere un meccanismo logico perfetto, dove ogni termine è pesato. Qui, l'obiettivo è dimostrare di padroneggiare non solo la legge, ma anche le sue ricadute pratiche e i possibili scenari futuri.
Estratto di una possibile conclusione:
"Il presente lavoro ha analizzato il quadro normativo vigente sulla responsabilità civile per danni da intelligenza artificiale, cercando di rispondere al quesito iniziale circa l'adeguatezza degli strumenti tradizionali. Dallo studio della dottrina e della più recente giurisprudenza è emersa una chiara lacuna legislativa, che rende l'applicazione dell'art. 2050 c.c. incerta e spesso insoddisfacente. I risultati confermano come un approccio basato unicamente sulla colpa sia inadeguato di fronte all'autonomia dei sistemi AI. Si ritiene, pertanto, auspicabile un intervento del legislatore che introduca una forma di responsabilità oggettiva o semi-oggettiva. Ricerche future potrebbero concentrarsi sull'efficacia di modelli assicurativi obbligatori, sulla falsariga della RCA, per garantire un equo risarcimento del danno."
Perché funziona?
- Sintesi: Va dritto al punto, richiamando la domanda di ricerca (le norme attuali bastano?) e la risposta trovata (no, c'è una lacuna).
- Implicazioni: Spiega la conseguenza pratica: il criterio della colpa non regge più.
- Sviluppi futuri: Propone una soluzione concreta (nuova legge) e un filone di ricerca specifico (modelli assicurativi).
2. Esempio per Ingegneria: l'ottimizzazione di un processo produttivo
Quando si parla di ingegneria, i numeri parlano più di mille parole. La conclusione deve essere asciutta, quantitativa e focalizzata sull'impatto reale della soluzione che hai sviluppato.
Estratto di una possibile conclusione:
"Questo studio si è proposto di ottimizzare il processo di saldatura laser nel comparto automotive, mettendo a confronto la metodologia A e la B. I dati sperimentali hanno dimostrato senza ambiguità che l'approccio B garantisce una riduzione dei tempi ciclo del 15% e un incremento della resistenza a trazione del giunto del 10%, superando gli obiettivi iniziali. Questi valori si traducono in un potenziale risparmio annuo stimato in €50.000 per singola linea produttiva. Un limite della ricerca è l'aver testato un solo materiale; studi futuri dovranno validare il metodo su altre leghe metalliche. Un'evoluzione naturale del progetto sarà l'integrazione di un sistema di monitoraggio real-time per un controllo qualità predittivo."
Perché funziona?
- Sintesi: Mette subito sul tavolo i risultati numerici, chiari e d'impatto (+15%, +10%).
- Implicazioni: Traduce il dato tecnico in un vantaggio economico tangibile (risparmio di €50.000), che è quello che interessa a un'azienda.
- Sviluppi futuri: Ammette onestamente un limite (un solo materiale) e delinea già il prossimo passo tecnologico.
3. Esempio per Economia: l'impatto del PNRR sulla crescita
Una tesi in economia spesso si muove tra modelli econometrici e dati complessi. Il vero valore della conclusione sta nel saper "tradurre" i risultati statistici in un messaggio chiaro, con implicazioni dirette per chi prende le decisioni (i policy maker).
Estratto di una possibile conclusione:
"La presente analisi ha quantificato l'impatto potenziale degli investimenti del PNRR sul PIL pro capite nel Mezzogiorno, tramite un modello a dati panel. I risultati evidenziano una correlazione positiva e statisticamente significativa: per ogni miliardo investito in infrastrutture digitali, il modello stima un aumento del PIL pro capite dello 0,5% nel medio periodo. Questo studio contribuisce al dibattito pubblico, offrendo un dato che supporta la validità strategica del Piano. È tuttavia importante notare che il modello non considera possibili shock esogeni; analisi future potrebbero arricchirlo integrando variabili macroeconomiche globali. La raccomandazione per i policy maker è di monitorare con attenzione la reale capacità di spesa degli enti locali, un fattore determinante per il raggiungimento di questi risultati."
Perché funziona?
- Sintesi: Riassume il risultato chiave in un numero preciso e comprensibile (+0,5%).
- Implicazioni: Collega la ricerca accademica al mondo reale, dando un consiglio pratico a chi ha potere decisionale.
- Sviluppi futuri: Riconosce un limite metodologico e suggerisce come superarlo nelle prossime ricerche.
4. Esempio per Lettere: la figura dell'inetto nel primo Novecento
Nelle discipline umanistiche, l'originalità dell'interpretazione è il cuore di tutto. La conclusione deve ribadire con forza la tua tesi critica, mostrare come si inserisce nel dibattito accademico esistente e, magari, aprire nuove porte per la critica futura.
Estratto di una possibile conclusione:
"Questa tesi ha argomentato che la figura dell'inetto in Svevo e Pirandello non è semplice debolezza psicologica, ma una forma di resistenza passiva alla modernità. L'analisi comparata dei romanzi ha svelato come l'inettitudine diventi uno strumento per scardinare le ipocrisie della società borghese. Tale lettura si discosta consapevolmente dall'interpretazione tradizionale, proponendo una chiave diversa per intendere il disagio dell'uomo del primo Novecento. Resta aperto il campo di indagine su come questa figura si trasforma nel secondo dopoguerra, in autori come Calvino. In definitiva, l'inettitudine non è un fallimento, ma una lente privilegiata per osservare le contraddizioni di un'epoca."
Perché funziona?
- Sintesi: Riafferma la tesi centrale in modo netto e memorabile ("resistenza passiva").
- Implicazioni: Sottolinea l'originalità del proprio lavoro ("si discosta dall'interpretazione tradizionale").
- Sviluppi futuri: Allarga lo sguardo, suggerendo un'estensione dell'analisi al periodo successivo e dimostrando una visione d'insieme.
Come vedi, ogni conclusione parla la lingua della sua materia. Se la tua tesi si colloca in un'area come le scienze sociali, per esempio, potresti trovare spunti interessanti nella nostra guida sulla struttura della tesi in Scienze della Comunicazione, che approfondisce le specificità di quel campo.
Ricapitolando la sezione:
- Adattabilità: La struttura base della conclusione (sintesi, implicazioni, futuro) va adattata al linguaggio e agli obiettivi della tua facoltà.
- Specificità: Una tesi in Giurisprudenza si focalizza sulla norma, una in Ingegneria sui dati quantitativi, una in Economia sulle implicazioni di policy, una in Lettere sull'originalità interpretativa.
- Esempi pratici: Analizzare esempi specifici per la tua area di studi è il modo migliore per capire come applicare i principi generali.
Gli errori più comuni da evitare nella conclusione
La conclusione è la tua ultima occasione per lasciare il segno. Dopo mesi di fatiche, uno scivolone proprio sul finale può compromettere la percezione dell'intero lavoro. Purtroppo, molti studenti, presi dalla fretta di chiudere, cadono in trappole comuni che è fondamentale conoscere per schivare.
Pensa a questo capitolo come alla stretta di mano finale con la commissione: deve essere sicura, decisa e lasciare un ricordo positivo. Vediamo insieme quali sono gli errori più frequenti e come trasformarli in punti di forza, per essere sicuro che il tuo elaborato finale venga ricordato per i suoi meriti.

Evitare questi 4 passi falsi può fare la differenza
Per scrivere una conclusione efficace, è più facile partire da cosa non fare. Ecco quattro errori capitali che vediamo commettere di continuo, spesso per stanchezza o per una errata concezione di questa sezione.
1. Introdurre nuovi argomenti o dati
Questo è l'errore numero uno, quello da cartellino rosso. La conclusione ha un solo scopo: tirare le somme, non aprire nuove discussioni. Inserire un dato inedito, una citazione a sorpresa o un concetto mai trattato prima crea un senso di incompiutezza e disordine. La commissione si aspetta che tu colleghi i puntini che hai già disegnato, non che ne aggiunga di nuovi all'ultimo minuto.
2. Usare un tono sbagliato: troppo modesto o troppo arrogante
Trovare il giusto equilibrio qui è un'arte. Da un lato, sminuire il tuo lavoro con frasi come "questo è solo un piccolo contributo" trasmette insicurezza. Dall'altro, affermazioni esagerate come "questa ricerca rivoluziona il settore" suonano accademicamente immature. La via di mezzo è un tono di misurata sicurezza: presenta con fiducia i tuoi risultati, sottolineandone il valore, ma sempre con onestà intellettuale.
3. Fare il copia-e-incolla dall'introduzione
Un altro classico. La conclusione non è un riassunto speculare dell'introduzione. L'introduzione pone delle domande e guarda avanti. La conclusione, invece, fornisce le risposte e offre una sintesi critica, guardando indietro con la consapevolezza acquisita lungo il percorso. Deve dimostrare la maturità che hai raggiunto attraverso il tuo lavoro di ricerca.
4. Annegare il lettore nei dati quantitativi
Se la tua tesi è di natura scientifica o economica, probabilmente abbonda di numeri. La tentazione di riproporli nella conclusione è forte, ma sbagliata. Questo capitolo non è un elenco di cifre; è il luogo della loro interpretazione. Il tuo compito è tradurre i dati grezzi in un messaggio chiaro e potente, spiegando il loro significato pratico.
Errori da evitare e soluzioni efficaci
Per aiutarti a visualizzare meglio questi concetti, abbiamo preparato una tabella che mette a confronto gli errori più comuni con le alternative corrette.
| Errore comune | Perché è un problema | ✅ Soluzione corretta |
|---|---|---|
| "Ho trovato anche che…" (nuova idea) | Lascia il discorso aperto, suggerisce un lavoro incompleto e mal strutturato. | Riepiloga i risultati chiave già discussi e spiega il loro significato complessivo. |
| "Questa ricerca è solo un piccolo passo…" | Sminuisce il tuo lavoro e trasmette una mancanza di fiducia nei tuoi stessi risultati. | Esponi con sicurezza il valore e l'originalità del tuo contributo, basandoti sulle evidenze. |
| Ripetere le frasi dell'introduzione | Dimostra pigrizia e una mancanza di sintesi critica. Sembra che tu non abbia imparato nulla. | Offri una prospettiva finale e matura, rispondendo alle domande iniziali con la consapevolezza acquisita. |
| Elencare numeri e statistiche | Rende la lettura pesante e oscura il messaggio principale. Il lettore si perde i concetti chiave. | Interpreta i dati, spiega le loro implicazioni e il loro impatto sulla questione di ricerca. |
| "In conclusione, come detto prima…" | È una formula debole e ridondante. La posizione del capitolo rende ovvio che si tratta di una conclusione. | Inizia direttamente con una frase potente che riassuma il fulcro della tua tesi, come "L'analisi ha dimostrato che…" |
Rileggere la propria conclusione con questa tabella a fianco è un ottimo modo per individuare subito i punti deboli e trasformarli in punti di forza.
✅ Checklist finale per una conclusione a prova di commissione
Prima di dire "ho finito", fai un ultimo passaggio con questa rapida checklist. Può salvarti da errori banali ma costosi.
- Ho risposto alla domanda di ricerca iniziale? Il cerchio è stato chiuso?
- Ho evitato nuove informazioni? Non ci sono dati o argomenti non trattati prima?
- Il tono è professionale e sicuro? Ho menzionato i limiti senza sminuire il lavoro?
- È una sintesi critica e non una ripetizione? Offro una prospettiva matura?
- Ho interpretato i risultati? Spiego il perché i miei risultati sono importanti?
- Ho indicato limiti e sviluppi futuri? Mostro onestà intellettuale e visione a lungo termine?
Come Tesify ti aiuta a chiudere il cerchio
Scrivere una tesi di laurea è una maratona, non uno sprint. Arrivare alla fine, al capitolo conclusivo, richiede lucidità e precisione. Tesify è nato proprio per questo: per essere il tuo co-pilota intelligente in ogni fase del viaggio, dalla prima bozza all’ultima parola, sempre nel pieno rispetto delle regole del tuo ateneo.
Non è un semplice programma di scrittura, ma un vero e proprio assistente alla ricerca che ti affianca quando più ne hai bisogno.
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Superare il blocco dello scrittore e generare spunti
Quando si arriva alla conclusione, è normale sentirsi prosciugati. L'Assistente alla Scrittura di Tesify, basato su intelligenza artificiale, è pensato proprio per darti quella spinta quando l'ispirazione manca. Puoi chiedergli di generare una bozza di sintesi partendo dai capitoli che hai già completato, offrendoti così una base solida da cui iniziare a lavorare. L'idea non è scrivere al posto tuo, ma darti una mano a esprimere al meglio il tuo pensiero.
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L'originalità non è un'opzione, è un obbligo. Che tu studi alla Sapienza di Roma o all'Università di Padova, il plagio non è tollerato. Il nostro Controllo Antiplagio è il tuo scudo di protezione. Il software analizza il tuo testo e lo confronta con un database sterminato di pubblicazioni accademiche e fonti online, assicurando che il tuo elaborato sia 100% originale. Un passaggio cruciale per dormire sonni tranquilli.
Ricerca e citazioni integrate, fino all'ultima riga
Anche nelle conclusioni potresti aver bisogno di citare una fonte fondamentale per tirare le fila del discorso. La funzione di Ricerca Bibliografica ti permette di trovare articoli scientifici e studi pertinenti in pochi secondi. E, cosa ancora più utile, puoi inserire le citazioni direttamente nel testo con un clic, formattate secondo lo stile richiesto. Se vuoi capire come sfruttare al massimo queste funzioni, dai un'occhiata alla nostra guida pratica all'uso di Tesify per la tesi di laurea nel 2025.
Concludere il percorso di studi con un lavoro di ricerca eccellente è un investimento sul tuo futuro. Basti pensare che il tasso di occupazione dei dottori di ricerca dell'Università di Milano supera il 90% a un anno dal titolo, un dato ben al di sopra della media nazionale, come approfondito nel report dettagliato sull'occupazione dei dottori di ricerca. Questo dimostra come una tesi ben fatta sia un biglietto da visita fondamentale.
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Riepilogo finale e prossimi passi
Siamo giunti alla fine di questa guida. Ora hai una visione chiara e strumenti pratici per affrontare l'ultimo capitolo del tuo elaborato finale senza paura.
Cosa abbiamo imparato:
- La conclusione non è un riassunto, ma una sintesi critica che deve dimostrare maturità accademica.
- Una struttura solida si basa su 3 pilastri: sintesi strategica, implicazioni e prospettive future.
- Ogni facoltà ha il suo stile: gli esempi pratici ti aiutano ad adattare il tono alla tua disciplina.
- Evitare errori comuni come introdurre nuovi dati o usare un tono inadeguato è fondamentale per non compromettere il lavoro.
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Ora tocca a te. Non rischiare che l'ultimo capitolo metta in ombra mesi di duro lavoro. Usa la nostra checklist, rileggi gli esempi e applica la struttura che ti abbiamo mostrato.
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FAQ: Le domande più frequenti sulla conclusione della tesi
Abbiamo raccolto i dubbi che, per esperienza, assillano la maggior parte degli studenti quando arrivano al capitolo finale. Vediamoli insieme, con risposte pratiche e dirette per non perdere la bussola proprio sul più bello.
Quanto dev'essere lunga la conclusione di una tesi?
Non c'è una risposta valida per tutti, perché ogni ateneo e ogni relatore ha le sue preferenze. Però, una regola non scritta ma molto efficace è far sì che questo capitolo occupi circa il 5-7% dell'intera tesi. Se il tuo lavoro è di 100 pagine, ad esempio, una conclusione di 5-7 pagine è un ottimo punto di riferimento. La vera sfida è la qualità: deve essere ricca ma snella, senza giri di parole.
Posso inserire un'opinione personale nella conclusione della tesi?
Dipende dal tuo campo di studi.
- Materie scientifiche (Ingegneria, Economia, Medicina): No. Le tue riflessioni vanno presentate come "implicazioni" o "interpretazioni" supportate dai dati, non come pareri personali.
- Materie umanistiche (Filosofia, Lettere, Sociologia): Sì, spesso è richiesto che tu prenda una posizione critica, purché sia la conseguenza logica di tutta l'analisi che hai fatto e sia espressa con un tono accademico.
Che tempo verbale si usa nella conclusione della tesi?
La scelta dei tempi verbali è strategica. Ecco uno schema semplice:
- Passato prossimo/remoto: Per descrivere ciò che la ricerca ha fatto e i risultati ottenuti ("La ricerca ha dimostrato che…").
- Presente: Per discutere il significato generale dei risultati e le loro implicazioni ("Questi dati suggeriscono che…").
- Futuro: Per delineare le prospettive future della ricerca ("Studi futuri potranno indagare…").
Cosa fare se i risultati della tesi non sono chiari o sono negativi?
Un risultato nullo, ambiguo o inconcludente non è un fallimento, ma un risultato scientifico a tutti gli effetti. L'onestà intellettuale è sacra. Nella conclusione, affronta la questione con trasparenza: spiega perché i risultati sono rimasti incerti (limiti metodologici, campione piccolo) e come questa "non-scoperta" possa essere utile per ricerche future, indicando quali strade evitare.



