Come scrivere la tesi di laurea 2026: guida 15 passi
Scrivere la tesi di laurea è il traguardo più impegnativo del percorso universitario italiano. Ogni anno oltre 300.000 laureandi affrontano questo percorso tra dubbi sul metodo, ansia da plagio e difficoltà con le citazioni bibliografiche. Questa guida ti mostra esattamente come scrivere la tesi di laurea nel 2026 in 15 passi concreti e azionabili, validi per triennale, magistrale e dottorato in qualsiasi ateneo italiano.
Dal primo incontro con il relatore fino al deposito su IRIS CINECA, ogni passo è spiegato con chiarezza, con riferimento alle norme MUR D.M. 270/2004 e alle pratiche dei principali atenei italiani (Sapienza, Bologna, Politecnico di Milano, Padova, Federico II). Che tu stia iniziando o che tu sia già a metà del percorso, trovi qui un riferimento a cui tornare ogni volta che hai bisogno.
Passo 1 — Scegliere il relatore
Il relatore è la figura più importante del tuo percorso di tesi. Sceglierlo bene vale tanto quanto scegliere bene l’argomento. Il consiglio pratico: identifica 2-3 professori che insegnano materie affini al tuo interesse, leggi almeno una loro pubblicazione recente su IRIS o Google Scholar, poi scrivi una mail breve e concreta (massimo 8 righe) presentando la tua idea in 2-3 frasi.
I professori ordinari e associati hanno spesso un numero massimo di tesi assegnabili per sessione. A Sapienza e Bologna il limite tipico è 10-15 tesi attive per docente. Se un professore rifiuta, non scoraggiarti: chiedi esplicitamente se ha già raggiunto la quota oppure se può indicarti un collega adatto. Contattalo con almeno 6 mesi di anticipo per la triennale, 12 mesi per la magistrale.
Passo 2 — Definire l’argomento
L’argomento è il campo tematico, non la tesi in sé. “La responsabilità civile nell’era dell’intelligenza artificiale” è un argomento; “Proposta di un quadro normativo per la responsabilità del produttore di sistemi IA ad alto rischio nel contesto dell’EU AI Act” è già una tesi. Al passo 2 lavori sull’argomento, lasciando la precisione alla domanda di ricerca (passo 3).
Per trovare un argomento originale, sfoglia le tesi depositate su Tesionline o su IRIS del tuo ateneo: le sezioni di “ricerche future” delle tesi degli anni scorsi sono miniere di spunti inesplorati. Discuti due o tre idee con il relatore prima di convergere su una.
Passo 3 — Formulare la domanda di ricerca
Una buona domanda di ricerca è specifica, misurabile e rispondibile con le risorse che hai a disposizione. Per le tesi empiriche usa il formato PICO (Population, Intervention, Comparison, Outcome) per le aree sanitarie/sociali, oppure RQ (Research Question) per le aree umanistiche e giuridiche. La domanda di ricerca diventa la spina dorsale dell’introduzione e delle conclusioni: tutto ciò che scrivi deve contribuire a risponderla.
Esempio pratico per area umanistica: “In che misura la rappresentazione del clima urbano nei romanzi italiani contemporanei (2010-2025) riflette il discorso mediatico sulla crisi climatica?” — specifica, circoscritta, rispondibile con analisi testuale e rassegna stampa.
Passo 4 — Costruire l’indice provvisorio
L’indice provvisorio non è un elenco definitivo: è uno strumento di navigazione che evolve. Struttura classica per tesi magistrale italiana: Frontespizio → Abstract IT/EN → Introduzione → Capitolo 1 (Quadro teorico/Stato dell’arte) → Capitolo 2 (Metodologia) → Capitolo 3 (Analisi/Risultati) → Capitolo 4 (Discussione) → Conclusioni → Bibliografia → Appendici.
Già in questa fase è utile pensare alle pagine preliminari: dal frontespizio alla dedica, dall’abstract all’indice. Per il modello frontespizio tesi 2026 per ateneo trovi le specifiche grafiche e i template ufficiali dei principali atenei italiani, da scaricare e adattare al tuo corso di laurea.
Condividi l’indice con il relatore prima di scrivere una sola riga di testo. Un indice approvato ti evita riscritture dolorose. Per la struttura completa della tesi magistrale, consulta la nostra guida sulla struttura della tesi magistrale italiana 2026.
Guida alla scrittura della tesi — Biblioteca LUISS Guido Carli
Passo 5 — Ricerca bibliografica
La ricerca bibliografica efficace usa più fonti in parallelo. Ecco le risorse principali per uno studente italiano nel 2026:
- OPAC SBN (opac.sbn.it): catalogo nazionale delle biblioteche italiane, 14+ milioni di record. Punto di partenza per monografie e tesi.
- Banche dati CARE-CRUI: Scopus, Web of Science, JSTOR, ScienceDirect, IEEE Xplore, De Jure (giuridico), Lexis Italia. Accesso tramite proxy dell’ateneo con credenziali istituzionali (Shibboleth/IDEM-GARR).
- IRIS CINECA: repositorio istituzionale per trovare tesi precedenti depositate dal tuo ateneo e dal consorzio di 70+ università italiane.
- Tesionline: archivio privato con oltre 500.000 tesi italiane; utile per vedere come i predecessori hanno trattato argomenti simili.
- Google Scholar: ottimo per trovare preprint e paper open access, ma verifica sempre la peer review.
Salva ogni fonte che trovi in Zotero 7 (gratuito, con estensione browser). In questo modo costruisci la bibliografia mentre lavori, senza il rischio di perdere riferimenti. Imposta lo stile “ISO 690” in Zotero per avere le citazioni nel formato richiesto dalla maggior parte degli atenei italiani in ambito umanistico e giuridico. Per il confronto con gli equivalenti in altre lingue, vedi la nostra guida su come strutturare la tesi di mestrado portoghese 2026 o la versione spagnola su come applicare la norma ABNT NBR 14724.
Passo 6 — Scrivere lo stato dell’arte
Lo stato dell’arte (o rassegna della letteratura) risponde alla domanda: “Cosa è già stato detto sull’argomento e cosa manca?”. Non è un riassunto di libri letti in ordine cronologico: è una sintesi critica organizzata per temi o scuole di pensiero. Ogni fonte deve essere citata e contestualizzata.
Struttura consigliata: 1) definire i confini del campo; 2) identificare le correnti principali; 3) evidenziare le lacune che la tua ricerca colma. La lunghezza tipica è 15-30% del totale della tesi. Per una tesi magistrale da 120 pagine, lo stato dell’arte occupa 18-36 pagine.
Passo 7 — Scegliere la metodologia
La metodologia spiega come hai risposto alla tua domanda di ricerca. Le scelte principali:
- Ricerca qualitativa: interviste semi-strutturate, focus group, analisi del discorso, etnografia. Tipica in sociologia, scienze dell’educazione, antropologia.
- Ricerca quantitativa: questionari Likert, esperimenti, analisi statistica (SPSS, R, Python). Tipica in psicologia, economia, ingegneria gestionale.
- Ricerca mista: combina le due. Richiede più risorse ma dà risultati più robusti.
- Ricerca bibliografica/compilativa: analisi di fonti esistenti. Tipica in giurisprudenza, lettere, filosofia, storia. Attenzione: non è “meno seria” delle altre, ma richiede rigore nella selezione e nel commento critico delle fonti.
Passo 8 — Raccogliere dati e leggere le fonti
Per la ricerca empirica: esegui la raccolta dati (distribuisci i questionari, conduci le interviste, lancia gli esperimenti) prima di stendere il capitolo di analisi. Conserva sempre i dati originali in una cartella sicura con backup. Per la ricerca bibliografica: leggi le fonti prendendo appunti strutturati — autore, tesi principale, metodo, limitazioni, citazione in ISO 690. Tesify può aiutarti a sintetizzare paper lunghi in formato accademico italiano.
Passo 9 — Stendere l’introduzione
Scrivi l’introduzione quasi per ultima, quando sai già cosa ha scoperto la tua ricerca. Una buona introduzione italiana segue questo schema: 1) hook sul tema (il perché è rilevante oggi); 2) gap nella letteratura; 3) obiettivo della tesi; 4) domanda di ricerca; 5) metodologia in sintesi; 6) struttura dei capitoli. Lunghezza: 3-6 pagine per la magistrale, 1-2 per la triennale.
Passo 10 — Scrivere i capitoli centrali
Ogni capitolo deve iniziare con un breve paragrafo che lo introduce e finire con un breve paragrafo che lo riassume e apre al successivo. Questa struttura modulare facilita la lettura da parte della commissione e dimostra che hai un argomentare sistematico. Usa titoli e sottotitoli chiari (H2, H3 in Word con gli stili automatici) — l’indice automatico ti sarà grato.
Regola del 20% per il ritmo di scrittura: dedica il 20% del tempo totale della tesi per ogni capitolo. Per una tesi con 5 capitoli centrali + intro + conclusioni = 7 parti, dedica proporzionalmente il tempo a ciascuna. Non bloccarti nel primo capitolo cercando la perfezione: scrivi in bozza e rifinisci dopo.
Passo 11 — Scrivere le conclusioni
Le conclusioni tornano alla domanda di ricerca del passo 3 e rispondono esplicitamente: “Sì, ho trovato che…” oppure “No, i dati mostrano invece che…”. Struttura: 1) riepilogo dei risultati principali; 2) risposta alla domanda di ricerca; 3) contributo originale; 4) limitazioni della ricerca; 5) suggerimenti per ricerche future. Non introdurre nuovi argomenti nelle conclusioni.
Passo 12 — Curare le citazioni (UNI ISO 690 / APA 7)
La scelta dello stile di citazione dipende dall’area disciplinare e dal regolamento del tuo ateneo:
- UNI ISO 690:2010: standard italiano per aree umanistiche, giuridiche e sociali. Usato da Sapienza, Bologna (area umanistica), LUISS, Bocconi (diritto). Prevede due sistemi: autore-data (Harvard) e numerico. Vedi la nostra guida su come citare con UNI ISO 690 per esempi pratici.
- APA 7ª edizione: usato in psicologia, scienze dell’educazione, scienze sociali. Sistema autore-data.
- Vancouver: usato in medicina, farmacia, scienze biomediche. Sistema numerico.
- Chicago Author-Date / Note-Bibliography: usato in storia, musicologia, alcune aree di lettere.
Qualunque stile tu usi, la coerenza è fondamentale: scegli uno stile e applicalo in tutta la tesi senza eccezioni. Zotero 7 gestisce automaticamente tutti questi stili con plugin per Word e LibreOffice. Per la norma AFNOR Z44-005 usata in Francia, confronta con come scegliere l’argomento del mémoire secondo le università francesi.
Passo 13 — Revisione e antiplagio (Compilatio)
Prima di consegnare la bozza finale al relatore, esegui la revisione su tre livelli:
- Revisione contenuto: ogni affermazione è supportata da una fonte? La domanda di ricerca ha ricevuto risposta? I capitoli si collegano?
- Revisione lingua: grammatica, punteggiatura, coerenza lessicale. Usa Tesify per il controllo dello stile accademico italiano.
- Controllo antiplagio con Compilatio: la maggior parte degli atenei italiani (Bocconi, Padova, parte di Bologna, Cattolica) usa Compilatio Magister. La soglia accettabile varia: in genere sotto il 15-20% di similarità totale è considerato accettabile, a patto che non ci siano segmenti >5% da un’unica fonte senza citazione. Sapienza usa iThenticate per i dottorati.
Passo 14 — Il frontespizio
Il frontespizio è la prima pagina della tesi. Gli elementi obbligatori per la quasi totalità degli atenei italiani sono: logo e nome dell’università, facoltà/dipartimento, corso di laurea, titolo della tesi (in grassetto, 16-18pt), nome del relatore (e correlatore), nome e matricola del candidato, sessione di laurea e anno accademico. Font standard: Times New Roman 12pt, margini 3 cm (3,5-4 cm a sinistra per la rilegatura).
Ogni ateneo ha un template ufficiale scaricabile dal sito della segreteria studenti o dalla piattaforma Esse3/Titulus. Verifica sempre l’ultima versione del template sul sito del tuo ateneo prima di usarne uno trovato online.
Passo 15 — Deposito su IRIS e discussione
Il deposito della tesi su IRIS CINECA è obbligatorio per i dottorandi e obbligatorio o facoltativo (a seconda dell’ateneo) per le tesi magistrali. Il file deve essere in formato PDF/A (archivio, non modificabile). Per la guida completa al deposito, consulta il nostro articolo come depositare la tesi su IRIS 2026.
La discussione dura mediamente 15-25 minuti per la triennale e 20-40 minuti per la magistrale. Prepara 10-15 slide (usa PowerPoint o Beamer/LaTeX), anticipa 3-5 domande probabili dalla commissione e allenati con qualcuno. Il giorno della discussione arriva con 30 minuti di anticipo, porta una copia stampata della tesi e presentati alla segreteria della commissione prima dell’inizio.
Per gestire al meglio tutto il processo di stesura e revisione, prova Tesify gratuitamente per 14 giorni: ti aiuta con le citazioni UNI ISO 690, il controllo dello stile accademico italiano e la stesura dell’abstract in inglese.
Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole per scrivere la tesi di laurea in Italia?
Il tempo medio è di 6-9 mesi per la tesi triennale e 12-18 mesi per la tesi magistrale. Il dottorato dura 3-4 anni, di cui gli ultimi 6-12 mesi sono dedicati principalmente alla tesi finale. Questi tempi variano significativamente in base alla disponibilità del relatore, alla complessità della ricerca empirica e alla costanza dello studente.
Quante pagine deve avere una tesi di laurea magistrale italiana?
Una tesi magistrale italiana tipica ha 80-180 pagine (esclusa la bibliografia). La variabilità è alta per area disciplinare: le tesi umanistiche tendono ad essere più lunghe (100-180 pagine), quelle STEM più compatte (60-100 pagine). Non esiste un numero minimo imposto dal MUR: i regolamenti sono definiti dai singoli atenei o dai singoli docenti.
Quale stile di citazione devo usare nella tesi?
Dipende dall’area disciplinare e dal tuo ateneo. UNI ISO 690:2010 è lo standard più diffuso in Italia per aree umanistiche, giuridiche e sociali. APA 7 è preferito in psicologia e scienze sociali. Vancouver è usato in medicina e farmacia. Chiedi sempre al relatore quale stile preferisce prima di iniziare a costruire la bibliografia.
Posso usare l’intelligenza artificiale per scrivere la tesi di laurea in Italia nel 2026?
L’uso dell’IA per la tesi è consentito nella maggior parte degli atenei italiani, purché dichiarato. Sapienza, Bologna e Polimi hanno adottato linee guida specifiche che richiedono una sezione di “dichiarazione sull’uso dell’IA generativa” in tesi. Strumenti conformi all’EU AI Act e al RGPD come Tesify (zero-retention dei dati, server EU) sono la scelta più sicura. Non dichiarare l’uso dell’IA quando richiesto può portare a sanzioni disciplinari.
Come funziona il deposito della tesi su IRIS?
IRIS è il sistema di repositori istituzionali gestito da CINECA, usato da oltre 70 atenei italiani. Per depositare: accedi con le credenziali istituzionali, scegli il tipo di tesi, carica il file PDF/A, inserisci i metadati (titolo, abstract, parole chiave), scegli la licenza (CC-BY, CC-BY-NC o “tutti i diritti riservati”) e invia per la validazione dell’ufficio dottorato/segreteria. Il deposito è obbligatorio per i dottorati e diventa obbligatorio per le magistrali in un numero crescente di atenei.
Qual è la soglia accettabile di plagio per la tesi di laurea italiana?
Non esiste una soglia nazionale unica definita dal MUR. Gli atenei che usano Compilatio (Bocconi, Padova, Cattolica) considerano accettabile un indice di similarità inferiore al 15-20% del testo totale, a condizione che non vi siano blocchi continuativi da un’unica fonte. Le citazioni correttamente formattate e tra virgolette non contano come plagio. Verifica il regolamento specifico del tuo ateneo.
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