Come scegliere il relatore della tesi in Italia 2026

5 min di lettura

Come scegliere il relatore della tesi in Italia 2026: guida pratica

Il relatore è la persona più importante del tuo percorso di tesi. Non si tratta solo di un supervisore accademico: è il docente che dà il via libera alla discussione, presenta il lavoro alla commissione e — nei casi in cui la tesi è al limite — può fare la differenza tra una valutazione alta e una media. Sceglierlo bene, e contattarlo nel modo giusto, è la decisione strategicamente più rilevante di tutto il percorso di laurea.

Questa guida risponde alle domande pratiche che quasi nessun sito universitario affronta apertamente: quando iniziare a contattarlo, come scrivere un’email efficace, cosa portare al primo incontro, quanto aspettarsi di aspettare le risposte, e cosa fare quando le cose non funzionano.

Risposta diretta: Contatta il relatore almeno 6-12 mesi prima della sessione di laurea prevista. Un docente in Italia può avere una quota massima di 10-15 tesi contemporaneamente e può rifiutare nuove richieste. Porta al primo contatto: un argomento preciso, 2-3 domande di ricerca, e un’idea della metodologia. Se non risponde entro 2 settimane, scrivi di nuovo; dopo 4 settimane di silenzio, considera un’alternativa.

Quando iniziare a contattare il relatore?

La risposta varia per livello di laurea, ma il principio è uno: prima di quanto pensi.

Tipo di laurea Quando contattare Anticipo minimo
Triennale Al terzo anno, non appena hai sostenuto il 70% degli esami 4-6 mesi prima della sessione
Magistrale Al primo anno magistrale, nel secondo semestre 12-18 mesi prima della sessione
Dottorato Il relatore è assegnato all’ammissione (tramite bando) Prima di presentare domanda — contatta potenziali supervisori per manifestazione di interesse

Errore frequente: aspettare di aver finito tutti gli esami prima di contattare il relatore. In molti atenei (es. Polimi, Bocconi), la procedura di assegnazione relatore richiede settimane burocratiche, e i docenti più richiesti possono avere già la quota piena mesi prima della sessione di giugno o ottobre.

Come scegliere il relatore giusto

Scegliere tra relatore e argomento è la vera domanda strategica. La risposta dipende dalla situazione:

  • Se hai già un argomento molto preciso: scegli il docente più competente su quell’area, anche se non lo conosci personalmente. L’expertise del relatore è fondamentale per la qualità dei feedback e per la credibilità della tesi in commissione.
  • Se l’argomento è ancora vago: scegli un docente che ammiri e con cui hai già un rapporto (corso frequentato, esame superato bene). Sarà lui ad aiutarti a definire l’argomento.
  • Se vuoi proseguire con il dottorato: scegli un docente con un profilo di ricerca attivo, pubblicazioni recenti in Q1/Q2, e possibilmente con una rete di collaborazioni internazionali. Il relatore magistrale spesso diventa il supervisore del dottorato o scrive la lettera di referenza.

Fattori pratici da valutare:

  • Disponibilità reale: un professore ordinario iperoccupato può essere meno utile di un ricercatore attivo che dedica tempo ai laureandi
  • Velocità di risposta alle email: questo si capisce già dalla rapidità con cui risponde alla tua prima email di contatto
  • Reputazione tra i laureandi precedenti: chiedi a chi ha già scritto la tesi con quel docente. È il miglior indicatore disponibile.

Email tipo per richiedere il relatore

La prima email al potenziale relatore è spesso l’unica chance di fare un’impressione positiva. Deve essere breve (max 200 parole), formale e specifica. Ecco un modello efficace:

Oggetto: Richiesta di relatore per tesi magistrale — [Tuo Nome Cognome]

Gentile Prof.ssa [Cognome],

Mi chiamo [Nome Cognome], sono iscritto/a al secondo anno della Laurea Magistrale in [Corso] presso [Ateneo] (matricola [N°]).

Ho frequentato il suo corso di [nome corso] nell’anno accademico 2024-2025, che ha rafforzato il mio interesse per [area tematica specifica].

Per la mia tesi magistrale, vorrei approfondire [argomento specifico, formulato come domanda di ricerca o tema]. In particolare, mi interessa analizzare [2-3 righe di dettaglio].

Sarebbe disponibile a incontrarmi, anche brevemente, per valutare la fattibilità del progetto? Sono disponibile nelle fasce orarie del suo ricevimento o in qualsiasi altro momento a lei conveniente.

La ringrazio per l’attenzione.

Cordiali saluti,
[Nome Cognome]
[Matricola, Corso di Laurea, Ateneo]
[Email istituzionale]

Elementi chiave: (1) dimostra che conosci il docente per lavoro specifico, non genericamente; (2) propone un argomento preciso, non “vorrei fare la tesi con lei”; (3) non supera le 200 parole; (4) usa l’indirizzo email istituzionale universitario, non Gmail.

Per le linee guida ufficiali sulla scelta del relatore nei principali atenei italiani, consulta i regolamenti didattici direttamente nelle segreterie di ateneo. Un utile punto di partenza è la guida di Alma Mater Studiorum — Università di Bologna per la procedura di assegnazione del relatore.

Fonte: Alma Mater Studiorum — Università di Bologna

Cosa portare al primo incontro

Il primo incontro dura tipicamente 15-30 minuti. Arrivare preparati fa la differenza tra una risposta “ci penso” e una risposta “sì, iniziamo”. Porta:

  • Un titolo provvisorio della tesi (può cambiare, ma dimostra che hai riflettuto)
  • Una domanda di ricerca: non “voglio studiare X” ma “voglio capire se/come/perché X ha impatto su Y in Italia nel periodo 2020-2026”
  • Un indice ipotetico: 4-6 capitoli, anche a titolo indicativo
  • 3-5 riferimenti bibliografici che conosci già sull’argomento
  • Il piano temporale: quando prevedi di laurearti, quante ore settimanali puoi dedicare

Non è necessario avere tutto già definito — il relatore lo sa. Ma dimostrare che hai già fatto un lavoro iniziale è il segnale più forte di serietà.

Cosa fare se il relatore non risponde?

Il tempo medio di risposta di un relatore in Italia è variable. Secondo i dati dei portali di laurea universitari, i tempi sono spesso lunghi: una settimana per le email semplici, anche 2-3 settimane per richieste di relazione in periodi di sessione d’esame. Il confronto con i dati portoghesi è illuminante: in Portogallo, il tempo medio di risposta dell’orientador è di 3-5 giorni lavorativi per i docenti con politica esplicita, molto più veloce della media italiana.

Il protocollo da seguire:

  • Dopo 10-14 giorni senza risposta: invia un sollecito educato (2 righe: “rimando la mia email precedente, potrebbe avere 5 minuti per rispondermi?”)
  • Dopo 4 settimane senza risposta: considera che il docente non è disponibile. Inizia a esplorare alternative senza aspettare oltre.
  • Se il docente risponde “sono al completo”: chiedi esplicitamente se può raccomandarti un collega con competenza simile. Molti lo fanno volentieri.
  • Ultima risorsa: contatta il coordinatore del corso di laurea e spiega la situazione. Spesso esiste una procedura di assegnazione d’ufficio per i casi in cui lo studente non trova relatore.

Quando il rapporto resta irrimediabilmente compromesso e cambiare relatore non basta, può aver senso valutare anche il passaggio in un altro ateneo: per capire se si possa cambiare università durante la tesi: si può davvero?, abbiamo riassunto i casi in cui la procedura è davvero praticabile e i tempi reali da mettere in conto.

Il relatore può rifiutarmi?

Sì. Nessuna norma costringe un docente ad accettare tutte le richieste di relazione. I motivi legittimi di rifiuto includono:

  • Ha già raggiunto la quota massima di tesi (in molti atenei è 10-15 tesi attive contemporaneamente; il regolamento dell’Università di Perugia cita un minimo di 10 tesi cui il docente è “tenuto”, ma non impone un massimo rigido)
  • L’argomento proposto non è nella sua area di competenza
  • Il docente è in congedo, sabbatical, o ha ridotto il carico didattico
  • Motivi personali o incompatibilità di agenda

Il rifiuto non va interpretato come giudizio sulla qualità dello studente. Prendilo come dato fattuale e passa al piano B.

Posso cambiare relatore durante il percorso?

Sì, ma è una procedura burocraticamente impegnativa e non sempre ben vista dai dipartimenti. Le situazioni in cui il cambio è giustificato e di norma accettato:

  • Il relatore lascia l’ateneo (trasferimento, pensionamento)
  • Conflitto insanabile di vedute metodologiche, documentato
  • Il relatore non risponde da più di 2-3 mesi e non partecipa agli incontri di supervisione
  • Motivi personali gravi (malattia, situazione familiare)

La procedura varia per ateneo: a Sapienza e Bologna si compila un modulo alla segreteria studenti, motivando il cambio. Il nuovo relatore deve accettare formalmente. I tempi si allungano: metti in conto 2-4 mesi aggiuntivi se cambi relatore a tesi già avviata.

Differenze tra relatore, correlatore e controrelatore

Figura Ruolo Chi lo sceglie Presente in commissione?
Relatore Supervisore principale, presenta la tesi in commissione, dà l’ok alla discussione Lo studente Sì, sempre
Correlatore Co-supervisore (spesso di altra disciplina o ateneo esterno), segue parti specifiche Relatore + studente A volte (dipende dall’ateneo)
Controrelatore Membro della commissione che ha letto la tesi in dettaglio e fa domande critiche (funzione di peer-review interna) Commissione (non lo studente) Sì, se previsto dal regolamento

Il correlatore va distinto dal controrelatore: il primo è dalla tua parte (ti aiuta), il secondo valuta criticamente il lavoro (non necessariamente avverso, ma indipendente). In una magistrale di Sapienza Scienze Politiche, la commissione prevede tipicamente relatore + 4 commissari, di cui almeno uno funge da controrelatore. A Bologna Scienze Cognitive, il correlatore esterno all’ateneo è comune.

Domande frequenti

Quanto tempo risponde in media un relatore in Italia?

Non esiste un dato nazionale ufficiale. La prassi varia enormemente: ricercatori attivi rispondono in 2-5 giorni, professori molto occupati possono impiegare 2-3 settimane. In periodo di sessione d’esame (gennaio-febbraio, giugno-luglio), i tempi si allungano. Considera 10 giorni come soglia ragionevole prima di inviare un sollecito.

Posso scegliere un relatore di un’altra facoltà?

Dipende dal regolamento del tuo corso di laurea. In molti atenei il relatore deve essere un docente del corso di appartenenza o almeno dell’ateneo. Per tesi interdisciplinari, è spesso possibile avere un correlatore esterno al corso o all’ateneo. Verifica sempre sul regolamento del tuo corso specifico prima di contattare docenti di altre facoltà come relatori principali.

Il relatore legge tutta la tesi prima della discussione?

In teoria sì. In pratica, il livello di lettura varia molto: alcuni relatori leggono ogni capitolo man mano che viene consegnato, altri concentrano la lettura critica nelle settimane prima della discussione. Il relatore deve però approvare formalmente la tesi per presentarla in commissione. Non dare per scontato che abbia letto in dettaglio ogni pagina: porta sempre una sinossi chiara e sii pronto a spiegare ogni scelta metodologica.

Con quale frequenza devo incontrare il relatore?

Non esiste un obbligo normativo. La prassi consigliata per la magistrale è: un incontro iniziale per definire l’argomento, un incontro di revisione a metà percorso, e un incontro finale prima di consegnare la bozza definitiva. Per il dottorato, gli incontri sono generalmente mensili (o bimestrali per le discipline empiriche con periodi di laboratorio o campo). Concorda esplicitamente la cadenza degli incontri al primo meeting.

Posso scegliere il relatore solo sulla base del voto che dà alle tesi?

È comprensibile guardare a questo fattore, ma è una strategia miope. Un relatore che dà alti punteggi a tesi mediocri non ti aiuterà a crescere e potrebbe mettere a rischio la credibilità del lavoro in commissione. Il voto finale dipende dalla commissione, non solo dal relatore. Scegli il relatore per competenza, disponibilità e qualità del feedback.

Cosa succede se il relatore va in pensione prima della discussione?

In Italia, un professore emerito o in pensione può continuare a seguire le tesi già avviate, su base volontaria. Se non è disponibile, il dipartimento deve assegnarti un nuovo relatore d’ufficio. Contatta la segreteria studenti del tuo corso appena vieni a conoscenza della situazione: prima lo fai, meno ritardi accumuli.

Prepara la tesi nel modo migliore per il tuo relatore

Tesify ti aiuta a strutturare la tesi con gli standard del tuo ateneo italiano — citazioni UNI ISO 690 automatiche, indice intelligente, revisione stilistica in italiano accademico. Inizia gratis.

Prova Tesify gratis per 14 giorni

Leggi anche: regole sull’uso dell’IA nella tesi 2026, differenze tra tesi triennale, magistrale e dottorato, come funziona la discussione di laurea, e struttura completa della tesi magistrale. Per gestire le autorature in una tesi per compendio, consulta come gestire le autorature in Spagna. Per confrontare i tempi di risposta del relatore in altri paesi, leggi tempi medi di risposta dell’orientador in Portogallo 2026 e il confronto francese su come scegliere l’argomento del mémoire in Francia.