Ti è mai capitato di fissare per ore il cursore che lampeggia su una pagina bianca, con l'ansia che cresce e la sensazione di non sapere da dove cominciare? Se la risposta è sì, non sei solo. Secondo recenti sondaggi universitari, oltre il 70% degli studenti italiani considera l'inizio della tesi il momento più stressante del proprio percorso. Capire come iniziare a scrivere la tesi può sembrare una scalata impossibile, ma con il giusto approccio si trasforma in un percorso chiaro e persino stimolante. Il primo passo è sempre il più difficile, è vero, ma è anche quello che mette le fondamenta per il successo di tutto il tuo elaborato finale.
Superare l'ansia della pagina bianca
L'inizio della tesi è un momento pieno di aspettative e, di conseguenza, di una certa pressione. Che tu stia studiando a Torino o a Napoli, sappi che ogni studente si è trovato davanti a questo scoglio. La sensazione di non sapere da che parte cominciare non è altro che una forma di blocco dello scrittore, un fenomeno comunissimo che, per fortuna, si può superare con le strategie giuste.
Il vero segreto? Smettere di guardare la montagna intera e concentrarsi sul primo passo. Invece di pensare all'obiettivo finale – "scrivere la tesi" – focalizzati sulla prima azione concreta: definire un'idea che ti appassioni. In questa guida, noi di Tesify ti accompagneremo passo dopo passo per trasformare quell'ansia iniziale in un piano d'azione concreto, dandoti gli strumenti per avviare il tuo lavoro di ricerca con il piede giusto. Se senti che la paura della pagina vuota ti sta frenando, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida su come superare il blocco dello scrittore durante la stesura della tesi.

📋 IN BREVE
In questo articolo scoprirai:
- Come trasformare un interesse personale in un argomento di tesi solido e fattibile.
- Le tecniche per fare una ricerca bibliografica efficace, senza annegare in un mare di fonti.
- Il metodo per creare un indice provvisorio che funzioni da vera e propria mappa per il tuo lavoro.
- Come definire un piano di ricerca realistico e iniziare a scrivere con metodo.
⏱️ Tempo di lettura: 12 minuti
Alla fine avrai tutto quello che serve per trasformare l'ansia della pagina bianca in un piano d'azione chiaro e iniziare la tua tesi con sicurezza.
Dall'idea all'argomento di tesi: il primo, fondamentale passo
Il punto di partenza per capire come iniziare a scrivere la tesi è sempre lo stesso: trasformare quell'interesse vago che ti frulla in testa in un quesito di ricerca solido e circoscritto. Non basta dire "vorrei fare la tesi sul marketing" o "mi affascina la storia contemporanea". Bisogna andare molto più in profondità.
Questa è la fase più critica dell'intero percorso. Un argomento ben definito è la tua bussola: ti darà una direzione chiara, impedendoti di perderti in ricerche infinite e inconcludenti. Pensa a un'idea generica come a voler esplorare un intero continente; un argomento specifico, invece, è come avere la mappa dettagliata della città che vuoi davvero scoprire.

Come trasformare il caos creativo in una domanda di ricerca
Tutto nasce da una tua passione, da un esame che ti ha folgorato o da una curiosità che non ti dà pace. Quale aspetto di quella materia vorresti davvero sviscerare? Qual è il problema che ti ha fatto dire "vorrei capirne di più"?
Parti da un brainstorming senza filtri. Prendi un foglio bianco e butta giù tutto quello che ti viene in mente, senza censurare nulla, nemmeno le idee che ti sembrano più banali o assurde. Una volta che hai una lista disordinata, inizia a stringere il cerchio.
- Scenario 1: Uno studente di Economia alla Bocconi, con la passione per il marketing digitale, potrebbe partire da "influencer" e arrivare a un argomento come: L'impatto dei micro-influencer sulle strategie di vendita delle PMI nel settore moda a Milano.
- Scenario 2: Una studentessa di Beni Culturali all'Università di Firenze, affascinata dagli archivi, potrebbe passare da "documenti antichi" a un tema concreto: Le sfide e le opportunità nella digitalizzazione di un piccolo archivio storico locale: il caso studio di X.
Come vedi, questo processo trasforma un interesse nebuloso in una domanda di ricerca specifica e, soprattutto, gestibile. Se vuoi altri spunti pratici, la nostra guida completa su come scegliere l'argomento della tesi ti sarà di grande aiuto.
Prima di fare sul serio, parlane con un relatore
Una volta che hai un'idea più chiara in mente, il confronto con un potenziale relatore è un passaggio obbligato. Sarà lui o lei ad aiutarti a capire se il tuo argomento è accademicamente valido, se è originale e, non meno importante, se ci sono abbastanza fonti per lavorarci su.
Un consiglio spassionato: non presentarti all'incontro a mani vuote. Prepara una bozza di una paginetta con una descrizione del tema, una possibile domanda di ricerca e una bibliografia preliminare di 3-4 fonti accademiche che hai già consultato. Dimostrerai serietà e darai al professore qualcosa di concreto su cui ragionare.
Il relatore potrebbe proporti di cambiare leggermente l'angolazione, di focalizzarti su un caso studio diverso o di allargare il campo. Ascoltalo: i suoi consigli sono oro colato e trasformeranno la tua idea in un progetto di tesi robusto e ben impostato.
💡 Consiglio Tesify
Ti senti bloccato e le idee non arrivano? Prova la funzione di Brainstorming Argomento di Tesify. Inserisci una materia o un interesse generico e la nostra piattaforma, nel pieno rispetto delle normative accademiche, ti proporrà una serie di argomenti di tesi mirati e originali. È un ottimo punto di partenza per avere qualcosa di concreto da discutere con il tuo relatore.
La tabella di valutazione: la tua idea supererà il test?
Per essere davvero sicuro della tua scelta, ti proponiamo un piccolo strumento di autovalutazione. Usa questa tabella per "dare i voti" alla tua idea. Se il punteggio totale è alto, sei sulla strada giusta.
Tabella di valutazione dell'argomento di tesi
| Criterio di Valutazione | Descrizione | Punteggio (1-5) |
|---|---|---|
| Passione e Interesse | Quanto ti appassiona sinceramente questo argomento? Ricorda che ci passerai mesi. | |
| Fattibilità Pratica | Hai accesso a dati, archivi, laboratori, intervistati o altre risorse necessarie? | |
| Disponibilità Fonti | Esiste una letteratura scientifica sufficiente? (Una ricerca su Google Scholar può aiutarti) | |
| Originalità | Il tuo approccio offre una prospettiva nuova o approfondisce un aspetto poco studiato? | |
| Pertinenza Accademica | L'argomento è in linea con il tuo corso di studi e con gli interessi del relatore? |
Una volta compilata, avrai una visione molto più oggettiva della solidità del tuo argomento. Se tutti i criteri hanno un buon punteggio, non avere più dubbi: hai trovato il tema perfetto per la tua tesi.
- In sintesi:
- Parti da una tua passione per trovare un'idea di tesi.
- Trasforma l'idea generica in una domanda di ricerca specifica e gestibile.
- Prepara una bozza di progetto prima di incontrare il potenziale relatore.
- Valuta la tua idea con criteri oggettivi per essere sicuro della scelta.
Mettere le mani in pasta: la ricerca bibliografica preliminare
Una volta che hai un argomento approvato, è il momento di tuffarsi nella ricerca vera e propria. L'obiettivo non è scaricare decine di PDF a caso e accumularli sul desktop. Il segreto è un altro: individuare con precisione chirurgica i lavori che sono le vere e proprie fondamenta del tuo campo di studi. Una ricerca bibliografica ben fatta è la spina dorsale di qualsiasi tesi di valore.
La prima cosa da capire è la differenza tra fonti primarie (dati grezzi, interviste, documenti d'archivio) e fonti secondarie (manuali, articoli di rassegna, saggi che analizzano altre ricerche). Servono entrambe, e imparare a destreggiarsi tra le une e le altre è una competenza chiave.
In questa fase, i tuoi migliori amici saranno i cataloghi della tua università (come il Sistema Bibliotecario della Sapienza, per fare un esempio) e i grandi database accademici. Piatforme come Scopus, Web of Science o il più accessibile Google Scholar sono miniere d'oro. Ti permettono di filtrare i risultati per rilevanza, anno di pubblicazione e, soprattutto, per numero di citazioni: un ottimo indicatore per capire quanto un articolo sia stato influente.
Se vuoi approfondire, abbiamo preparato una guida specifica proprio su come condurre una ricerca bibliografica per la tesi.
Leggere in modo intelligente per non sprecare tempo
Hai trovato un articolo che sembra perfetto. E adesso? Non leggerlo da cima a fondo. Sviluppare una tecnica di lettura strategica ti salverà ore preziose. Parti sempre da questi tre punti:
- L'abstract: È un riassunto concentrato. Poche righe per dirti tutto. Se già qui capisci che non c'entra nulla con la tua tesi, passa oltre senza rimpianti.
- L'introduzione: Qui gli autori spiegano il contesto e la domanda di ricerca. È il punto cruciale per capire se stanno affrontando il tuo stesso problema.
- Le conclusioni: Esatto, salta direttamente alla fine. Ti dà subito un'idea chiara dei risultati ottenuti e del loro significato. Così capisci al volo se ti serve davvero.
Solo dopo aver letto queste tre parti, decidi se vale la pena di leggere tutto il resto. Fidati, è un metodo infallibile per scremare decine di fonti in pochissimo tempo.
Le tesi di dottorato: una miniera d'oro che pochi conoscono
C'è una risorsa che molti studenti ignorano, ma che è di un valore inestimabile: gli archivi online delle tesi di dottorato. Consultarli è come dare una sbirciata al "dietro le quinte" della ricerca. Ti aiutano a capire a che punto è la discussione su un certo argomento e, soprattutto, ti offrono bibliografie già ragionate e commentate, in piena conformità con le normative sul diritto d'autore.
In Italia, dal 2010, il deposito digitale delle tesi di dottorato è diventato una prassi, e dal 2023 è stata lanciata una piattaforma nazionale che centralizza tutto, come evidenziato dal deposito delle tesi di dottorato. Dati recenti del sistema POLITesi del Politecnico di Milano, ad esempio, mostrano un enorme interesse sia nazionale che internazionale, a riprova di quanto questi lavori siano vitali.

Come vedi, la piattaforma tesidottorato.depositolegale.it è uno strumento pulito e funzionale. Le opzioni di ricerca ti permettono di navigare agilmente tra migliaia di lavori, trovando ispirazione e fonti autorevoli che magari ti erano sfuggite.
💡 Consiglio Tesify
Ti senti sommerso da una montagna di articoli? È normale. Usa la funzione Ricerca Fonti di Tesify. Incolla il tuo argomento o anche solo un paragrafo del tuo lavoro, e il nostro strumento scandaglia i database accademici per suggerirti le fonti scientifiche più pertinenti. È un modo intelligente per costruire una bibliografia solida in pochi minuti, nel pieno rispetto dell'etica accademica.
- In sintesi:
- Distingui tra fonti primarie e secondarie per una ricerca completa.
- Usa i database accademici (es. Google Scholar) per trovare letteratura rilevante.
- Leggi in modo strategico (abstract, introduzione, conclusioni) per ottimizzare il tempo.
- Consulta gli archivi delle tesi di dottorato per trovare ispirazione e bibliografie di qualità.
Dare una forma alle idee: come si costruisce la struttura della tesi
Hai finito la ricerca bibliografica preliminare. Ottimo. Ora ti ritrovi con una montagna di appunti, articoli e spunti. Il prossimo passo? Mettere ordine in questo caos creativo. Devi costruire la struttura della tesi, quello che potremmo chiamare un indice provvisorio.
Pensa a questa struttura non come a una gabbia rigida, ma come alla spina dorsale del tuo lavoro. È la mappa che ti impedirà di perderti, trasformando un accumulo di idee in un percorso di lettura logico e avvincente per chi ti leggerà. Senza una traccia chiara, il rischio di andare fuori tema o di scrivere capitoli che non legano tra loro è altissimo.
Dall'idea generale ai singoli capitoli
Ogni tesi, che sia di ingegneria o di lettere, segue uno schema abbastanza classico. È una macro-struttura che funziona sempre, perché guida il lettore in modo naturale attraverso il tuo ragionamento. In pratica, si compone così:
- Introduzione: Qui metti le carte in tavola. Di cosa parlerai? Qual è la domanda a cui vuoi rispondere? Che metodo userai? E, in breve, come si svilupperà il discorso nei capitoli successivi.
- Capitoli Centrali: Questo è il cuore pulsante della tesi. È qui che analizzi, argomenti, presenti i dati e sviluppi il tuo pensiero.
- Conclusioni: Tiri le somme. Hai risposto alla domanda iniziale? A quali risultati sei arrivato? Puoi anche suggerire quali potrebbero essere i prossimi passi per future ricerche.
- Bibliografia e Appendici: La prima è l'elenco di tutte le fonti che hai usato (fondamentale e obbligatoria!), le seconde sono materiali extra che supportano il tuo lavoro, come interviste trascritte o tabelle complesse.
La vera sfida, però, è capire come suddividere il "corpo" della tesi. Devi pensare ai capitoli centrali come a una serie TV: ogni episodio (capitolo) deve aggiungere qualcosa alla trama (la tua argomentazione), portando avanti la narrazione un pezzo alla volta.
Facciamo un esempio concreto. Mettiamo che stai scrivendo una tesi in Giurisprudenza all'Università di Bologna sulla privacy nel GDPR. I tuoi capitoli potrebbero seguire un filo logico come questo:
- Capitolo 1: Principi cardine del Regolamento UE 2016/679.
- Capitolo 2: Analisi di casi giurisprudenziali chiave a livello europeo.
- Capitolo 3: Conseguenze pratiche e sfide di adeguamento per le aziende italiane.
Vedi? Ogni capitolo si appoggia al precedente, accompagnando il lettore in un percorso chiaro e senza salti logici.
Il valore del confronto e il supporto che fa la differenza
Definire l'indice non è un'operazione da fare in solitaria. Anzi, la qualità del supporto accademico che ricevi può davvero cambiare le carte in tavola. In Italia, soprattutto nei percorsi di dottorato, la stesura della tesi è un processo molto strutturato che dura almeno tre anni. Non a caso, le università creano percorsi specifici per formare competenze avanzate proprio in questo campo.
La Scuola di Scienze Statistiche dell'Università Sapienza di Roma, ad esempio, organizza i suoi dottorati in modo da fornire strumenti solidi per la ricerca e la scrittura. I risultati si vedono: la soddisfazione media degli studenti per queste attività si attesta su un ottimo 8.3/10, come si evince dalle loro pubblicazioni ufficiali. Se vuoi farti un'idea più precisa, puoi dare un'occhiata alle informazioni sui dottorati della Sapienza.
Il punto è questo: confrontati sempre con il tuo relatore. Una bozza di indice ben fatta è il miglior punto di partenza possibile. Il suo feedback ti aiuterà a capire se il percorso che hai immaginato è solido o se c'è qualcosa da sistemare prima di iniziare a scrivere.
💡 Consiglio Tesify
Ti senti bloccato davanti alla pagina bianca? Creare un indice da zero può spaventare. Prova lo strumento Struttura Tesi di Tesify. Basta inserire il tuo argomento e la piattaforma ti proporrà una bozza di indice già suddivisa in capitoli e paragrafi. È una base di partenza professionale e ben ragionata che puoi modificare, personalizzare e, soprattutto, presentare al tuo relatore per avviare la discussione.
- In sintesi:
- L'indice provvisorio è la tua bussola, non una gabbia.
- Usa la struttura classica: introduzione, corpo centrale, conclusioni.
- Organizza i capitoli in modo logico per creare una narrazione coerente.
- Confrontati sempre con il relatore sulla bozza di indice: la sua approvazione è fondamentale.
Impostare metodologia e piano di lavoro
Ora che hai un argomento solido e una bozza di indice tra le mani, è il momento di entrare nel vivo, nella parte più operativa. Dobbiamo definire il "come", ovvero la metodologia che guiderà la tua ricerca, e il "quando", cioè un piano di lavoro che ti tenga sulla giusta rotta. Questi due elementi sono la bussola e la mappa che trasformeranno le tue idee in un progetto concreto e, soprattutto, realizzabile.
La scelta del metodo non è affatto un dettaglio, anzi: è il motore pulsante della tua tesi. È la metodologia, infatti, a dettare le regole del gioco, stabilendo come raccoglierai le informazioni e come le analizzerai per dare una risposta solida alla tua domanda di ricerca.
Scegliere l'approccio giusto per la tua ricerca
Esistono tre grandi famiglie di approcci, e la scelta dipende unicamente dalla natura del tuo argomento e dagli obiettivi che ti sei posto. Non c'è una risposta giusta in assoluto, solo quella più adatta a te.
- Metodologia Qualitativa: È la tua strada se la tesi esplora percezioni, esperienze personali o significati nascosti. Pensa a una tesi in Sociologia all'Università di Padova che vuole capire le dinamiche di un gruppo attraverso interviste in profondità o focus group. Qui non si contano i numeri, si ascoltano le storie.
- Metodologia Quantitativa: Perfetta se il tuo lavoro si basa su numeri, statistiche e dati misurabili. L'esempio classico è una tesi in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano che misura l'efficienza di un processo produttivo raccogliendo e analizzando dati numerici. L'obiettivo è la misurazione oggettiva.
- Metodologia Compilativa (o Teorica): È l'approccio ideale se la tua tesi è un'analisi critica e approfondita della letteratura già esistente su un certo tema. In questo caso, non produci nuovi dati sul campo, ma rielabori e offri una nuova prospettiva su ciò che è già stato scritto.
Decidere quale approccio usare è un passaggio cruciale, una scelta da ponderare bene e discutere a fondo con il tuo relatore. Se vuoi vederci più chiaro e capire quale approccio fa al caso tuo, ti consiglio di dare un'occhiata alla nostra guida completa sulla metodologia della ricerca per la tesi.
Questa infografica ti aiuta a visualizzare il percorso logico che ti aspetta, dall'idea iniziale fino alle conclusioni.

Come vedi, tutto parte da fondamenta solide (l'introduzione), si sviluppa attraverso l'analisi nei capitoli e si chiude con le conclusioni. Un percorso del genere, per essere completato senza affanni, ha bisogno di un piano di lavoro a prova di bomba.
Creare un cronoprogramma che funziona davvero
Senza un piano, anche le idee più brillanti rischiano di arenarsi. Un cronoprogramma realistico è l'arma segreta per non ritrovarsi con l'acqua alla gola a una settimana dalla scadenza. Il trucco è semplice: spezzetta il grande obiettivo della tesi in tanti piccoli traguardi gestibili, e assegna a ciascuno una scadenza.
Un buon piano di lavoro non è una semplice lista di cose da fare. È un patto che stringi con te stesso e con il tuo relatore. Ti permette di misurare i progressi, mantenere alta la motivazione e trasformare una montagna apparentemente insormontabile in una serie di piccole colline da scalare, una dopo l'altra.
Per una tesi magistrale da concludere in 6 mesi, un piano di battaglia efficace potrebbe assomigliare a questo:
- Mesi 1-2: Ricerca bibliografica intensiva e definizione finale della metodologia.
- Mesi 3-5: Scrittura del cuore della tesi, i capitoli centrali.
- Mese 6: Stesura di introduzione e conclusioni, revisione finale, formattazione e controllo maniacale della bibliografia.
Questo rigore nella pianificazione è ancora più vitale in contesti competitivi come i dottorati. Un report completo sui dottorati dell'Università di Milano mostra come la competizione sia altissima, con oltre il 10% degli iscritti che provengono dall'estero. Questo dato sottolinea quanto sia necessario partire subito con un approccio strutturato e professionale.
💡 Consiglio Tesify
Condividi sempre il tuo cronoprogramma con il relatore. In questo modo avrete entrambi delle scadenze chiare, sia per la consegna delle bozze che per ricevere i suoi preziosi feedback. È un semplice gesto di trasparenza che previene malintesi e ti assicura un supporto costante lungo tutto il percorso.
✅ Checklist: Pronti, partenza… si scrive!
Prima di buttarti a capofitto nella scrittura del primo capitolo, fermati un attimo e controlla di aver spuntato queste caselle:
- Ho un argomento di tesi chiaro, specifico e approvato dal relatore.
- Ho svolto una ricerca bibliografica preliminare e ho le fonti chiave.
- Ho una bozza di indice che struttura logicamente il mio lavoro.
- Ho scelto la metodologia di ricerca più adatta e l'ho discussa con il relatore.
- Ho creato un cronoprogramma realistico con scadenze intermedie.
Se hai risposto sì a tutto, complimenti: hai tutto quello che serve per iniziare a scrivere la tua tesi di laurea con il piede giusto.
Conclusione: Ora tocca a te!
Siamo arrivati alla fine di questa guida. Ora hai una mappa chiara per orientarti nelle prime, delicate fasi della scrittura della tesi senza sentirti perso o sopraffatto. Non è magia, ma puro metodo: un processo che, se affrontato un passo alla volta, diventa assolutamente gestibile.
Ecco i punti saldi da ricordare:
- Parti dalla passione: Scegli un argomento che ti accenda davvero, sarà la benzina che ti farà andare avanti.
- Sii strategico: Fai una ricerca bibliografica mirata e costruisci un indice provvisorio che sia la tua guida.
- Pianifica: Metti tutto nero su bianco in un cronoprogramma realistico e condividilo con il tuo relatore.
- Agisci: Non aspettare il momento perfetto, perché non arriverà mai. Il primo passo è l'unico che conta davvero.
Noi di Tesify, in tutto questo, siamo al tuo fianco. La nostra piattaforma è progettata per supportarti in ogni tappa di questo viaggio, sempre nel rispetto dell'etica e delle normative accademiche. Il nostro invito è semplice: trasforma subito queste strategie in azione.
Sei pronto a trasformare la pagina bianca in un progetto di tesi di cui essere fiero? Inizia oggi con il primo passo. Prova la funzione Brainstorming Argomento su Tesify. È gratuita e pensata proprio per aiutarti a trovare l'ispirazione giusta per partire col botto.
FAQ: Domande frequenti su come iniziare a scrivere la tesi
Iniziare il percorso della tesi è un po' come partire per un lungo viaggio: è normale avere la testa piena di domande pratiche. Ecco le risposte ai dubbi più comuni che quasi ogni studente si trova ad affrontare.
Con quanto anticipo dovrei iniziare a scrivere la tesi?
Dipende dal tipo di tesi. Per una tesi triennale di tipo compilativo, è saggio muoversi con 5-6 mesi di anticipo rispetto alla data di laurea. Questo ti dà il tempo di fare ricerca, scrivere e gestire le revisioni senza stress. Per una tesi magistrale sperimentale, che richiede raccolta e analisi di dati originali, il consiglio è di iniziare almeno 10-12 mesi prima. Avere margine ti salverà da parecchie notti insonni.
Che fare se il relatore non risponde o è poco presente?
È una situazione frustrante ma gestibile. Per prima cosa, sii proattivo: invia email chiare e concise chiedendo un incontro per definire un piano di lavoro con scadenze precise per entrambi. Se la situazione non si sblocca, non aver paura di rivolgerti al correlatore (se presente) o al Presidente del tuo Corso di Laurea. Spiega la situazione in modo professionale: un loro intervento può mediare e risolvere l'impasse.
Posso cambiare argomento della tesi a metà percorso?
Sì, è possibile, ma va gestito con attenzione. La parola d'ordine è trasparenza: parlane subito con il tuo relatore. Se ti accorgi che l'argomento non è fattibile, non ti appassiona più o hai trovato una direzione più interessante, è fondamentale essere onesti. Un cambio di argomento concordato è sempre meglio che trascinarsi in un lavoro in cui non credi più. Spesso è sufficiente modificare la prospettiva della ricerca senza dover buttare via tutto il lavoro già fatto.
Meglio una tesi compilativa o una sperimentale?
La scelta è molto personale e dipende dai tuoi interessi e obiettivi futuri.
- La tesi compilativa è un'analisi critica della letteratura esistente. È perfetta se ami studiare, confrontare fonti e costruire un'argomentazione teorica solida.
- La tesi sperimentale richiede una ricerca originale con raccolta e analisi di dati nuovi. È la scelta ideale se punti a un dottorato o a una carriera nella ricerca, perché dimostra le tue competenze metodologiche sul campo.
Discutine con il tuo relatore per capire quale strada valorizza meglio le tue capacità e ti apre le porte che desideri dopo la laurea.
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