Ti è mai capitato di fissare lo schermo, con il cursore lampeggiante su una frase della tesi che proprio non vuole venire bene? Magari hai pensato: “E se chiedessi a ChatGPT di darmi una mano?”
Eccolo lì, il dubbio che attanaglia migliaia di studenti italiani in questo momento. Usare l’intelligenza artificiale è consentito? E se sì, come diavolo lo dichiaro senza sembrare uno che ha copiato tutto?

La verità? Nel 2025, le università italiane non stanno più scherzando. Non dichiarare l’uso dell’IA potrebbe costarti la laurea. Ma niente panico: essere trasparenti è molto più semplice di quanto immagini, e ti protegge da una montagna di guai futuri.
In questa guida ti mostro esattamente dove scrivere cosa, con template che puoi copiare e incollare direttamente nella tua tesi. Perché l’integrità accademica non è un optional, è la base su cui costruire la tua carriera professionale.
“L’intelligenza artificiale non sostituisce lo studente, ma può essere uno strumento legittimo se usato con onestà e dichiarato apertamente” — Prof.ssa Maria Chiara Pievatolo, Università di Pisa
Cosa dice davvero la legge (e perché dovresti preoccupartene)
Partiamo dalle basi, senza giri di parole. L’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) ha aggiornato le linee guida nel 2024, introducendo riferimenti espliciti all’intelligenza artificiale generativa. La sostanza? Qualsiasi contributo significativo di strumenti AI va dichiarato esplicitamente.
Non farlo equivale a una forma di plagio per omissione. Le conseguenze? Variano dalla richiesta di correzione fino all’annullamento della tesi. E fidati, non vuoi scoprire cosa significa rifare tutto da zero a una settimana dalla discussione.
Quello che le università italiane stanno facendo (e che devi sapere)
Gli atenei si stanno muovendo. Velocemente. Guarda questi esempi:
- Politecnico di Milano richiede una dichiarazione scritta nell’introduzione o nella metodologia per qualsiasi uso di AI generativa
- Università di Bologna ha pubblicato linee guida che classificano l’uso dell’IA in tre categorie: lecito, condizionato, illecito
- Università di Padova prevede la compilazione di un modulo aggiuntivo dove indicare strumenti e scopo d’uso
La distinzione fondamentale da capire? Uso lecito vs uso illecito. Puoi usare l’IA per revisione grammaticale, traduzione, organizzazione di idee già sviluppate. Non puoi farle generare contenuti originali e spacciarli come tuoi senza rielaborazione critica.
💡 Punto chiave: Anche se il tuo ateneo non ha ancora pubblicato linee guida specifiche, questo non ti esenta dalla responsabilità di dichiarare l’uso dell’IA. I principi generali di integrità accademica si applicano comunque.
Vuoi capire meglio dove si trova la linea rossa da non oltrepassare? Leggi la nostra analisi sulla percentuale di IA accettabile nella tesi.
Come stanno cambiando le regole (e dove stiamo andando)
Nel 2023, solo il 18% delle università italiane aveva policy specifiche sull’IA. Nel 2024, questa percentuale è schizzata al 67%. Le proiezioni per il 2025? Praticamente tutti gli atenei avranno regolamenti espliciti.
E l’Italia sta solo seguendo un trend globale. Guarda cosa succede all’estero:
- Harvard ha creato “AI Transparency Badges” che gli studenti includono nel frontespizio, indicando il livello di assistenza ricevuta
- Oxford richiede una sezione “AI Assistance Statement” subito dopo l’abstract
- MIT ha sviluppato un framework che categorizza l’uso dell’IA in cinque livelli di intensità, ciascuno con requisiti diversi

Questi modelli stanno diventando il riferimento anche per le università italiane più innovative. Il Politecnico di Milano ha adottato un sistema simile ai badges di Harvard, mentre Bologna sta sperimentando un registro digitale dove documentare progressivamente l’uso di strumenti AI.
“Non stiamo vietando l’intelligenza artificiale, stiamo educando gli studenti a usarla con consapevolezza e responsabilità” — Prof. Alessandro Mazzola, Università Bocconi
Cosa significa per te? Che la trasparenza sull’uso dell’IA sta diventando una competenza accademica richiesta. Come hai imparato a citare le fonti, ora devi imparare a documentare il tuo processo di lavoro digitale.
Non tutte le AI sono uguali: impara a distinguerle
Qui è dove molti sbagliano: pensano che usare l’IA sia tutto bianco o tutto nero. La realtà? Esiste un intero spettro di utilizzi, ciascuno con implicazioni diverse.
Immagina l’intelligenza artificiale come un coltello da cucina. Puoi usarlo per tagliare le verdure (lecito e utile), oppure per qualcosa di inappropriato. Lo strumento è neutro, conta come e perché lo utilizzi.
Brainstorming e ricerca preliminare
L’uso più comune e meno problematico. Chiedi suggerimenti su angolazioni del tema, domande di ricerca, struttura dei capitoli. Livello di dichiarazione: basso, può bastare una menzione nei ringraziamenti o una nota a piè di pagina.
Correzione di bozze e riscrittura
Qui le cose si fanno delicate. Se l’IA sta riscrivendo sostanzialmente i tuoi paragrafi, non è “correzione”: è co-creazione. Livello di dichiarazione: medio-alto, va esplicitato nella metodologia con dettagli sulle modalità.
Sintesi di fonti e generazione di appunti
Scenario grigio. Usare l’IA per riassumere articoli scientifici o estrarre concetti chiave è lecito, ma non stai copiando le sue parole nel testo finale. Livello di dichiarazione: medio, menzionalo nella metodologia specificando che le sintesi sono state verificate sui testi originali.
Analisi dati, grafici, codice
Per chi studia ingegneria, informatica, statistica o discipline scientifiche. Usare l’IA per analizzare dataset, generare grafici o scrivere codice è perfettamente lecito, ma deve essere documentato con precisione: quali strumenti, quali parametri, quale livello di intervento manuale.
🎯 Vuoi capire meglio come usare ChatGPT senza rischi? Abbiamo preparato una guida con esempi pratici per ogni situazione: Uso ChatGPT Tesi: Guida Completa 2025
I tre punti strategici dove dichiarare (con esempi pronti)
Ora la parte pratica che aspettavi. Dove inserire la dichiarazione? Dipende dall’intensità e dal tipo di utilizzo. Ecco le tre posizioni principali.

1. Sezione Metodologia (per utilizzi sostanziali)
Se hai usato l’IA in modo significativo per ricerca, analisi dei dati o strutturazione del contenuto, deve stare nella metodologia. È la sezione dove spieghi come hai condotto il lavoro, quindi il posto naturale per documentare gli strumenti tecnologici.
Esempio di frase nella metodologia:
“Per la fase di raccolta e organizzazione preliminare delle fonti bibliografiche, è stato utilizzato ChatGPT-4 (OpenAI, 2024) con prompt specifici per identificare articoli accademici rilevanti. Tutti i riferimenti suggeriti sono stati verificati manualmente e consultati nelle fonti originali. L’intelligenza artificiale non è stata impiegata nella redazione dei contenuti originali della tesi.”
2. Ringraziamenti (per utilizzi marginali)
Se l’IA ti ha aiutato principalmente con attività di supporto linguistico—correzione grammaticale, suggerimenti stilistici, traduzione di termini tecnici—puoi menzionarla nei ringraziamenti, mantenendo tono professionale.
Esempio per i ringraziamenti:
“Si ringrazia l’utilizzo dello strumento di intelligenza artificiale ChatGPT per il supporto nella revisione grammaticale e nella verifica della coerenza stilistica del testo italiano.”
3. Appendice o nota a piè di pagina (per disclosure dettagliata)
Se hai usato più strumenti AI per scopi diversi, o se il tuo ateneo richiede documentazione particolarmente dettagliata, puoi creare un’appendice dedicata.
Template per appendice:
Appendice A: Dichiarazione sull’uso di strumenti di Intelligenza Artificiale
Nel corso della preparazione di questa tesi sono stati utilizzati i seguenti strumenti basati su intelligenza artificiale:
- ChatGPT-4 (OpenAI): utilizzato per brainstorming iniziale, generazione di domande di ricerca e revisione linguistica
- DeepL Translator: utilizzato per traduzione dall’inglese all’italiano di estratti di fonti non disponibili in lingua italiana
- Grammarly: utilizzato per controllo ortografico e suggerimenti grammaticali
L’autore dichiara che tutti i contenuti originali, le analisi critiche e le conclusioni presentate sono frutto del proprio lavoro intellettuale. Gli strumenti di IA sono stati utilizzati esclusivamente come supporto tecnico e non hanno sostituito il processo di ricerca e riflessione critica.
Un trucco che pochi conoscono: se utilizzi Tesify, la piattaforma genera automaticamente questi template personalizzati in base agli strumenti che hai usato, garantendoti di essere sempre in regola.
Template pronti: copia, incolla, personalizza
Basta teoria. Ecco tre modelli che puoi inserire nella tua tesi oggi stesso, adattandoli alla tua situazione.
Esempio 1: Uso di ChatGPT per revisione testuale
Per tesi umanistiche o con uso minimo di IA:
“Nella fase di revisione finale di questo elaborato è stato utilizzato il software ChatGPT (versione GPT-4, OpenAI 2024) per il controllo grammaticale, la verifica della coerenza sintattica e suggerimenti stilistici. L’autore ha mantenuto piena responsabilità critica sui contenuti e ha valutato autonomamente tutti i suggerimenti proposti, applicando solo quelli ritenuti appropriati al contesto accademico.”
Esempio 2: AI impiegata in ricerca bibliografica
Per tesi con forte componente di ricerca:
“Per la ricerca bibliografica e l’identificazione di fonti pertinenti, si è fatto ricorso a strumenti di intelligenza artificiale (ChatGPT-4, Claude AI) per generare keyword di ricerca e suggerimenti di articoli accademici rilevanti. Ogni fonte bibliografica suggerita è stata successivamente recuperata, letta integralmente e valutata criticamente prima dell’eventuale inclusione. Le sintesi e le citazioni presenti nel testo sono state elaborate direttamente dall’autore a partire dalla lettura dei documenti originali.”
Esempio 3: Dichiarazione completa per più strumenti IA
Per tesi tecniche o scientifiche con uso esteso:
La preparazione di questa tesi ha previsto l’utilizzo di diversi strumenti basati su intelligenza artificiale, impiegati nelle seguenti modalità:
- Ricerca bibliografica: ChatGPT-4 per identificazione di keyword e potenziali fonti (verificate manualmente)
- Analisi dati: Python con librerie di machine learning (scikit-learn) per elaborazione statistica dei dataset
- Generazione grafici: Matplotlib e Seaborn con assistenza di GitHub Copilot per ottimizzazione del codice
- Revisione linguistica: Grammarly Premium per controllo ortografico e grammaticale
Tutti gli output generati da strumenti di IA sono stati sottoposti a revisione critica e validazione. Il codice completo utilizzato per le analisi è disponibile nell’Appendice B. L’elaborazione concettuale, l’interpretazione dei risultati e le conclusioni sono interamente opera dell’autore.
Questi template seguono le migliori pratiche internazionali di trasparenza, assicurandoti di soddisfare anche i requisiti più stringenti. Sostituisci i nomi degli strumenti con quelli effettivamente utilizzati e aggiungi dettagli specifici al tuo caso.
I tre errori mortali da evitare assolutamente
Anche con le migliori intenzioni, molti studenti commettono errori nella dichiarazione che invalidano completamente la trasparenza. Ecco le trappole più comuni.

Errore #1: Dichiarazioni troppo vaghe
❌ “È stata usata l’intelligenza artificiale per aiutare nella scrittura.”
Questa frase non dice nulla di concreto. Quale IA? Per fare cosa esattamente? In quali capitoli?
✅ “È stato utilizzato ChatGPT-4 per generare domande di ricerca preliminari nella fase di progettazione (settembre 2024) e per revisione grammaticale del Capitolo 3.”
Errore #2: Dimenticare strumenti “minori”
Molti pensano di dover dichiarare solo ChatGPT, ma dimenticano Grammarly, DeepL, QuillBot e altri tool che tecnicamente sono basati su intelligenza artificiale. Regola d’oro: se uno strumento usa AI per processare il tuo contenuto, va menzionato.
Errore #3: Ammissione di paternità errata
Questo è l’errore più grave e può portare direttamente al respingimento della tesi.
❌ “ChatGPT ha scritto il Capitolo 2 sotto mia supervisione.”
Mai, e ripeto mai, formulare una dichiarazione che suggerisca che l’IA abbia “scritto” parti sostanziali della tesi. Anche se tecnicamente è quello che è successo, questa formulazione equivale ad ammettere ghostwriting accademico.
✅ “Ho utilizzato ChatGPT per generare una bozza iniziale di struttura del Capitolo 2, che ho successivamente riscritto completamente, ampliato e personalizzato sulla base della letteratura consultata.”
⚠️ Attenzione: Se la tua dichiarazione fa sembrare che l’IA abbia fatto il “lavoro pesante” mentre tu ti sei limitato a supervisionare, stai comunicando il messaggio sbagliato. La narrativa deve sempre essere: tu sei l’autore, l’IA è uno strumento che hai usato strategicamente.
Per evitare questi errori e capire meglio l’uso etico dell’intelligenza artificiale, ti consiglio la nostra guida completa su uso etico intelligenza artificiale in tesi universitarie, dove approfondiamo responsabilità, limiti e best practice.
Dove trovare le informazioni ufficiali
Le policy universitarie cambiano rapidamente. Per rimanere aggiornato, ecco dove trovare fonti ufficiali e affidabili:
Linee guida istituzionali italiane
- ANVUR – Agenzia Nazionale di Valutazione: sezione “Integrità della ricerca”
- CRUI – Conferenza dei Rettori: pubblica documenti sulle tecnologie digitali nella didattica
- Sito del tuo ateneo: cerca “regolamento tesi” o “linee guida intelligenza artificiale”
Guide internazionali di riferimento
- Harvard Guide to Using Sources: standard per citazione e attribuzione, aggiornato con sezione AI
- IEEE Author Center: per tesi tecniche e scientifiche, con policy chiare su software e AI
- MLA Handbook (9th edition): include raccomandazioni specifiche per strumenti di AI generativa
Strumenti pratici per la compliance
- Tesify: genera automaticamente sezioni di disclosure personalizzate, controlla la percentuale di contenuto AI-assisted e suggerisce formulazioni corrette
- Scribbr: verifica plagio con funzionalità specifiche per rilevamento AI (limitato)
- Turnitin: molte università lo usano per controllo automatico, ma non è perfetto nel distinguere AI da scrittura umana
Checklist pre-consegna: verifica tutto prima di inviare
Prima di consegnare la tesi alla commissione, passa attraverso questa checklist. Anche un solo punto mancante può creare problemi.
✅ Verifica dichiarazione AI
- ☐ Ho elencato tutti gli strumenti AI utilizzati (ChatGPT, Grammarly, DeepL, Copilot, etc.)?
- ☐ Ho specificato per cosa ho usato ciascuno strumento (ricerca, revisione, traduzione, analisi)?
- ☐ Ho indicato quando li ho usati (almeno mese e anno)?
- ☐ Ho dichiarato che i contenuti originali e le conclusioni sono miei?
- ☐ La formulazione non suggerisce che l’IA abbia “scritto” la tesi?
✅ Verifica policy di ateneo
- ☐ Ho consultato il regolamento ufficiale del mio ateneo sull’uso di AI?
- ☐ Se il mio dipartimento ha linee guida specifiche, le ho lette?
- ☐ Ho verificato se devo compilare moduli aggiuntivi di dichiarazione?
- ☐ Ho confrontato la mia dichiarazione con i requisiti minimi indicati?
✅ Verifica posizionamento
- ☐ La dichiarazione è nel posto giusto (metodologia, ringraziamenti o appendice)?
- ☐ È facilmente individuabile e leggibile?
- ☐ Se ho usato l’AI in capitoli specifici, ho inserito note dove necessario?
✅ Verifica coerenza
- ☐ La mia dichiarazione è coerente con il livello di sofisticazione tecnica della tesi?
- ☐ Se dichiaro di aver usato AI per analisi dati, i risultati sono presenti?
- ☐ Non ci sono contraddizioni tra dichiarazione e contenuto effettivo?
Un ultimo consiglio spesso trascurato: fai leggere la tua dichiarazione al relatore prima della consegna definitiva. Meglio prevenire dubbi o incomprensioni che gestire problemi durante la discussione.
Ricorda: la trasparenza non è una debolezza, è la dimostrazione che hai fatto un lavoro serio, consapevole e professionale. E questo conta molto più di quanto immagini.



