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Come depositare la tesi su IRIS 2026: guida atenei italiani

5 min di lettura

Come depositare la tesi su IRIS 2026: guida atenei italiani

Hai discusso la tesi — o stai per farlo — e ora ti trovi davanti al portale IRIS CINECA senza sapere da dove iniziare. Non sei solo: il deposito della tesi su IRIS è uno degli adempimenti post-laurea più temuti, ma con la procedura giusta si completa in meno di 30 minuti. Questa guida ti spiega esattamente come depositare la tesi su IRIS nel 2026, con tutti i passi e le differenze tra i principali atenei italiani.

IRIS (Institutional Research Information System) è la piattaforma sviluppata da CINECA e adottata da oltre 70 università italiane, tra cui Sapienza, Bologna, Politecnico di Milano, Padova, Federico II, Torino e molte altre. Il deposito è obbligatorio per tutti i dottori di ricerca e obbligatorio o raccomandato per le tesi magistrali in un numero crescente di atenei.

Risposta rapida: Per depositare la tesi su IRIS devi: 1) accedere con le credenziali istituzionali, 2) creare un nuovo prodotto selezionando il tipo “Tesi di dottorato” o “Tesi di laurea magistrale”, 3) caricare il file PDF/A, 4) compilare i metadati (titolo, abstract, parole chiave), 5) scegliere la licenza (CC o tutti i diritti riservati), 6) indicare eventuale embargo, 7) concedere la licenza di deposito e inviare per la validazione. Il file rimane in stato “bozza” finché non concedi la licenza.

Cos’è IRIS CINECA e perché è obbligatorio

IRIS è il sistema nazionale di repositori istituzionali della ricerca italiana. Ogni ateneo ha la propria istanza IRIS — ad esempio iris.uniroma1.it per Sapienza, almadig.unibo.it per Bologna, iris.polimi.it per il Politecnico di Milano — ma tutte condividono la stessa infrastruttura tecnologica CINECA e sono interconnesse.

Il deposito obbligatorio delle tesi di dottorato in IRIS è stabilito dalla normativa MUR e serve a due scopi: 1) trasmissione automatica alle Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per la conservazione permanente (deposito legale), 2) harvesting verso OpenAIRE e BASE (Bielefeld Academic Search Engine) per la visibilità internazionale della ricerca italiana. Per una mappa completa di tutti i repositori italiani, consulta anche il nostro articolo sui repositori tesi italiane IRIS, AlmaDL e OAR 2026.

Il mancato deposito entro i termini previsti dal regolamento del tuo ateneo può bloccare il rilascio del diploma di dottorato. Per le tesi magistrali, anche dove il deposito non è ancora formalmente obbligatorio, è fortemente consigliato per la visibilità della tua ricerca.

Passo 1 — Preparare il file PDF/A

IRIS accetta solo file in formato PDF/A (ISO 19005), che è la versione archivistica del PDF, progettata per la conservazione a lungo termine. A differenza del PDF standard, il PDF/A vieta elementi non sicuri per l’archiviazione come JavaScript, crittografia, link a risorse esterne e font non incorporati.

Come creare un PDF/A dal tuo file Word:

  1. In Word 2019/365: vai su File → Salva come → PDF. Clicca su “Opzioni” e spunta “Conforme a ISO 19005-1 (PDF/A)”.
  2. In Word su Mac: esporta come PDF, poi apri il file in Anteprima → File → Esporta come PDF e scegli “PDF/A” dal menu Quartz Filter.
  3. Alternativa gratuita: usa LibreOffice Writer che esporta nativamente in PDF/A da File → Esporta come PDF → seleziona “PDF/A-1a”.
  4. Verifica il risultato con il validatore online PDF/A Validator di pdfforge o Adobe Acrobat Pro.

Dimensione massima: la maggior parte degli IRIS accetta file fino a 200-500 MB. Se la tesi contiene molte immagini ad alta risoluzione, comprimi le immagini prima dell’export (in Word: File → Comprimi immagini → seleziona “E-mail 96 ppi” o “Web 150 ppi”).

Passo 2 — Accedere al portale IRIS del tuo ateneo

Ogni ateneo ha il proprio URL IRIS. Ecco i principali:

  • Sapienza Roma: iris.uniroma1.it
  • Università di Bologna: alma.unibo.it (AlmaDL per la ricerca, amsdottorato.unibo.it per i dottorati)
  • Politecnico di Milano: re.polimi.it → sezione IRIS
  • Università di Padova: padua.research.unipd.it → sezione tesi (Padua@research)
  • Federico II Napoli: iris.unina.it
  • Università di Torino: iris.unito.it
  • Politecnico di Torino: iris.polito.it

Accedi con le credenziali istituzionali (lo stesso username/password della tua email universitaria). Se hai già discusso la tesi ma hai perso l’accesso all’email universitaria, contatta la segreteria studenti per un’estensione temporanea dell’account.

Passo 3 — Creare un nuovo prodotto

Una volta effettuato il login, segui questi passi:

  1. Clicca sul pulsante “Nuovo prodotto” (di solito in alto a sinistra, evidenziato in blu).
  2. Dal menu a tendina del tipo di prodotto, seleziona:
    • Per dottorati: “7. Contributi non editoriali → 7.1 Tesi di dottorato” (classificazione IRIS standard)
    • Per magistrali: “7.2 Tesi di laurea magistrale” (disponibile in alcuni atenei)
  3. Clicca su “Inserimento manuale” (non scegliere l’importazione automatica da DOI o BibTeX per le tesi).

Passo 4 — Compilare i metadati

I metadati sono le informazioni che rendono la tua tesi trovabile nei motori di ricerca accademici. Compilali con cura:

  • Titolo: esattamente come sul frontespizio, in italiano. Se la tesi ha un titolo in inglese, inseriscilo nel campo “Titolo alternativo”.
  • Abstract in italiano: 150-300 parole. Deve contenere: obiettivo, metodo, principali risultati, conclusioni. Vedi la nostra guida su come scrivere l’abstract in inglese per la versione EN.
  • Abstract in inglese: obbligatorio per i dottorati, raccomandato per le magistrali. Stesso schema IMRaD (Introduction, Methods, Results, Discussion).
  • Parole chiave: inserisci 5-10 termini separati da virgola, sia in italiano che in inglese. Pensa ai termini che un ricercatore futuro userebbe per trovare il tuo lavoro.
  • Area disciplinare / Settore CUN: seleziona il corretto settore concorsuale o scientifico-disciplinare (SSD) dal menu a tendina.
  • Relatore/Supervisore: cerca il profilo nel sistema (di solito ha già un account IRIS). Se non lo trova automaticamente, inserisci manualmente cognome, nome, ateneo.
  • Data di discussione: giorno, mese, anno esatti della proclamazione.
  • Dottorato di afferenza: il nome del dottorato, ciclo (es. XL ciclo) e scuola di dottorato.

Passo 5 — Caricare il file e scegliere la licenza

Nella sezione allegati, carica il tuo file PDF/A. Le opzioni di licenza disponibili sono:

  • CC BY (Creative Commons Attribuzione): massima apertura, chiunque può riusare e redistribuire con attribuzione. Raccomandata per allineamento alla politica open access del Piano Nazionale della Ricerca.
  • CC BY-NC (Attribuzione — Non Commerciale): permette la copia e distribuzione per scopi non commerciali.
  • CC BY-NC-ND (Non Commerciale — Non Derivati): la più restrittiva tra le CC; permette solo la lettura e condivisione immutata per scopi non commerciali.
  • Tutti i diritti riservati: il documento è visibile nell’archivio ma non scaricabile. Usata quando la tesi contiene dati sensibili o è in attesa di pubblicazione commerciale.

AMS Tesi di Dottorato — Università di Bologna
Fonte: AMS Dottorato — Alma Mater Studiorum Università di Bologna — il repositorio istituzionale open access per le tesi di dottorato, con guida al deposito e alle licenze CC

Per confrontare con le pratiche di altri paesi, vedi la guida portoghese su RCAAP: il repositorio nazionale portoghese 2026 e la guida francese su come pubblicare su HAL/DUMAS in Francia.

Passo 6 — Embargo: quando e come richiederlo

L’embargo è un periodo durante il quale il file completo della tesi non è disponibile pubblicamente (i metadati restano visibili). Puoi richiederlo nei seguenti casi:

  • La tesi contiene dati personali sensibili raccolti su soggetti umani (richiede parere del Comitato Etico).
  • La tesi è in corso di pubblicazione commerciale (editore/rivista ha richiesto l’esclusiva).
  • La tesi contiene risultati con potenziale brevettuale.
  • Il relatore ha espresso vincoli di riservatezza sui dati.

La durata massima dell’embargo varia: Sapienza consente fino a 24 mesi, Polimi fino a 12 mesi, Bologna valuta caso per caso. Per richiedere l’embargo: compila il modulo specifico del tuo ateneo (di solito scaricabile dalla pagina IRIS della segreteria di dottorato) e allegalo al deposito con motivazione scritta.

Passo 7 — Concedere la licenza e inviare per validazione

Prima di inviare il prodotto per la validazione, IRIS ti chiede di concedere esplicitamente la licenza di deposito: stai autorizzando l’ateneo a conservare e rendere accessibile il documento. Senza questo passaggio il prodotto resta in stato “bozza” e non viene trasmesso alla Biblioteca Nazionale.

Dopo l’invio, il prodotto passa in stato “in validazione”. La segreteria di dottorato o la biblioteca di ateneo verificano che i metadati siano corretti e che il file sia conforme. La validazione richiede tipicamente 3-15 giorni lavorativi. Riceverai una notifica via email istituzionale quando il deposito è approvato e visibile pubblicamente.

Una volta validato, il record viene automaticamente harvested da OpenAIRE (visibilità europea) e dalla Biblioteca Nazionale Centrale (BNCF e BNCR). Se vuoi verificare che la tua tesi sia stata acquisita dalla BNCF, cerca il titolo nel catalogo SBN (opac.sbn.it) dopo circa 30 giorni dal deposito.

Differenze tra atenei: AlmaDL, Sapienza, Polimi

Università di Bologna — AlmaDL e AMSActa: Bologna ha una tradizione storica di open access e usa due sistemi paralleli. Le tesi di dottorato vanno su AMS Dottorato (amsdottorato.unibo.it), distinto da IRIS per la ricerca. Le tesi magistrali non hanno deposito IRIS obbligatorio ma possono essere caricate su AMSActa. La licenza predefinita è CC BY-NC-ND.

Sapienza Roma — IRIS Sapienza: Sapienza usa la piattaforma IRIS standard CINECA. Il deposito è obbligatorio per i dottorati entro 30 giorni dalla discussione. Il sistema distingue tra “Tesi di dottorato” (7.1) e “Tesi di laurea specialistica/magistrale” (7.2). L’embargo è concedibile fino a 24 mesi con delibera del Consiglio di Dottorato. L’interfaccia IRIS Sapienza ha alcune personalizzazioni: assicurati di compilare il campo “Dottorato di Ricerca in:” con il nome esatto del dottorato come da decreto istitutivo.

Politecnico di Milano — Re.POLIMI: Il Polimi usa una versione personalizzata chiamata Re.POLIMI (re.polimi.it). Per i dottorati, il deposito avviene attraverso la segreteria di dottorato che carica la versione definitiva dopo la discussione. I dottorandi compilano i metadati tramite un modulo web apposito e la segreteria procede all’inserimento. Tesi magistrali: disponibile caricamento su IRIS Polimi per chi vuole renderla pubblica.

Per le tesi triennali, la procedura di consegna avviene in quasi tutti gli atenei attraverso la piattaforma Esse3 o Titulus (non IRIS): carica il PDF entro la scadenza prevista dal bando di laurea (di solito 2-3 settimane prima della sessione). Leggi la nostra guida completa su come scrivere la tesi di laurea 2026 per il quadro d’insieme.

Cosa fare se sfori la scadenza

Se ti accorgi di non riuscire a depositare la tesi entro il termine indicato dal regolamento del dottorato o dal bando di laurea, non rinunciare al titolo per panico. Molti atenei prevedono procedure di consegna tardiva, ma le regole cambiano sensibilmente tra Sapienza, Bologna, Polimi, Padova e Federico II: in alcuni casi serve un’istanza al Consiglio di Dottorato con motivazione documentata, in altri basta una comunicazione PEC alla segreteria entro 7 giorni dalla scadenza. Abbiamo riassunto i percorsi attivi in una guida pratica sulla consegna tesi in ritardo: procedura per ateneo aggiornata al 2026, utile per evitare di perdere la sessione e capire quanto tempo extra ti puoi davvero permettere.

Domande frequenti

È obbligatorio depositare la tesi magistrale su IRIS?

Dipende dall’ateneo. Per i dottorati il deposito è obbligatorio in quasi tutti gli atenei italiani in base alla normativa MUR sul deposito legale. Per le tesi magistrali la situazione varia: Sapienza lo consente ma non lo impone, Bologna ha un sistema separato (AMSActa), Polimi lascia la scelta al dottorando. Verifica il regolamento del tuo ateneo sul sito della segreteria studenti o della biblioteca.

Cosa succede se non deposito la tesi su IRIS entro i termini?

Per i dottorati, il mancato deposito entro i termini previsti può bloccare l’emissione del diploma di dottorato. Sapienza, Polimi e Bologna specificano nei loro regolamenti che il diploma non viene rilasciato finché il deposito non è completato e validato. Se sei in ritardo, contatta immediatamente la segreteria di dottorato: la maggior parte degli uffici gestisce queste situazioni con flessibilità su motivazione documentata.

Posso modificare la tesi dopo averla depositata su IRIS?

Una volta validata, la tesi su IRIS non può essere modificata per garantire l’integrità dell’archivio scientifico. È possibile in alcuni casi aggiungere note errata in allegato separato. Se prima della validazione ti accorgi di un errore importante, contatta la segreteria o la biblioteca: possono riportare il record in stato “bozza” per permetterti di ricaricare il file corretto.

Come converto la tesi in PDF/A?

Da Word 2019/365 su Windows: File → Salva come → scegli PDF, clicca Opzioni e spunta “Conforme a ISO 19005-1 (PDF/A)”. Da Word su Mac: esporta come PDF e usa LibreOffice Writer per riconvertire in PDF/A-1a. Alternativa: usa il servizio gratuito online ilovepdf.com nella sezione “PDF a PDF/A”. Verifica sempre con un validatore PDF/A prima di caricare.

Quale licenza devo scegliere per la tesi su IRIS?

Per massimizzare la visibilità e allinearti alle politiche nazionali di open access (Piano Nazionale della Ricerca 2021-2027 e MUR), scegli CC BY o CC BY-NC. Se la tesi contiene dati sensibili o è in attesa di pubblicazione commerciale, usa “Tutti i diritti riservati” con embargo temporaneo. Consulta il tuo relatore prima di scegliere, specialmente se la ricerca ha potenziale brevettuale o di pubblicazione su rivista.

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