Cambiare università durante la tesi 2026: si può davvero?

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Cambiare università durante la tesi 2026: si può davvero

Cambiare università mentre si sta scrivendo la tesi è possibile in Italia nel 2026, ma è una decisione con conseguenze concrete che vale la pena valutare con attenzione. La procedura di trasferimento esiste e funziona, ma il lavoro di tesi già svolto non viene trasferito automaticamente: il nuovo ateneo valuta la carriera pregressa, mentre il nuovo relatore può richiedere modifiche sostanziali all’argomento o alla metodologia. Il risultato quasi inevitabile è un ritardo sulla laurea.

Risposta rapida: Sì, si può cambiare ateneo durante la tesi tramite la procedura di trasferimento (domanda entro ottobre-novembre 2026 per il 2026-27). Il nuovo ateneo riconosce gli esami ma non il lavoro di tesi già svolto, che va riorientato con il nuovo relatore. Alternativa pratica: cotutela o cambio di relatore interno, senza trasferire.

Quando ha senso cambiare ateneo durante la tesi?

Le motivazioni più frequenti che portano uno studente a considerare il trasferimento in fase di tesi sono:

  • Trasferimento geografico forzato per motivi familiari o lavorativi
  • Conflitto irreparabile con il relatore e assenza di alternative interne all’ateneo
  • Accesso a laboratori o risorse disponibili solo in un altro ateneo
  • Opportunità di programmi selettivi (come un corso magistrale specifico che non esiste nell’ateneo attuale)

Il contesto normativo in cui si muove ogni studente italiano è quello delle regole MUR e CRUI sull’uso dell’IA in tesi, che si applicano indipendentemente dall’ateneo di iscrizione: cambiare ateneo non cambia le linee guida nazionali applicabili alla ricerca.

Se il problema di fondo è il rapporto con il relatore, il trasferimento è spesso una soluzione più costosa e lenta rispetto ad altre opzioni. Vale sempre la pena esplorare prima le alternative interne.

Qual è la procedura di trasferimento universitario 2026?

La procedura segue uno schema in tre fasi, con finestre temporali precise:

  1. Domanda di trasferimento in uscita alla segreteria studenti dell’ateneo di provenienza: si presenta tipicamente tra agosto e ottobre 2026. L’ateneo di provenienza non può bloccare il trasferimento, ma può richiedere la regolarizzazione di eventuali posizioni debitorie (tasse arretrate).
  2. Domanda di trasferimento in entrata all’ateneo di destinazione: contestualmente alla domanda in uscita, o subito dopo la conferma. L’ateneo di destinazione valuta la carriera pregressa e decide quali esami convalidare e a quale anno di corso ammettere lo studente.
  3. Assegnazione del relatore e riavvio del percorso di tesi nel nuovo ateneo: questa fase non segue tempistiche burocratiche predefinite e dipende dalla disponibilità del docente identificato come nuovo relatore.

La guida su come scegliere il relatore della tesi è particolarmente utile in questo contesto, perché dopo un trasferimento occorre ricostruire il rapporto con un docente che non conosce ancora il lavoro svolto.

Attenzione alle scadenze: Le domande di trasferimento per il 2026-27 devono essere presentate tipicamente entro il 31 ottobre 2026. Alcuni atenei (es. Università di Bologna) accettano domande con pagamento di mora fino a metà novembre. Chi vuole trasferirsi per la sessione di laurea di marzo-aprile 2027 deve avviare la procedura entro l’autunno 2026.

Il lavoro di tesi già svolto viene riconosciuto?

Il riconoscimento del lavoro di tesi già svolto è il nodo critico di ogni trasferimento in fase avanzata della carriera universitaria. La risposta è: dipende, ma nella maggior parte dei casi il riconoscimento è parziale.

Gli esami sostenuti vengono valutati dal Consiglio del corso di studi del nuovo ateneo e spesso convalidati (con voto equivalente o adattato). La tesi, invece, non è un esame: è un percorso di ricerca legato a un relatore specifico, a un dipartimento, talvolta a laboratori o dataset specifici.

Le situazioni più comuni che si presentano dopo il trasferimento:

  • Il nuovo relatore accetta l’argomento ma chiede modifiche metodologiche per adattarlo alle linee di ricerca del dipartimento: tempo aggiuntivo stimato 3-6 mesi.
  • Il nuovo relatore non è disponibile o competente sull’argomento specifico: occorre cambiare argomento o aspettare un relatore diverso, con ritardi potenzialmente superiori a 6 mesi.
  • Il nuovo ateneo ha requisiti formali diversi per la tesi (lunghezza minima, norme di citazione, formato): adattamenti necessari di entità variabile.

Dopo il cambio, anche il piano di studi va riallineato: come fare il piano studi su Esse3 senza errori spiega i passaggi tipici e gli errori più frequenti nella riconfigurazione del libretto su Esse3, SOL o Infostud dopo un trasferimento.

Se stai vivendo una situazione in cui il relatore cambia argomento tesi nell’ateneo attuale, prima di considerare il trasferimento è utile leggere le opzioni disponibili all’interno dello stesso ateneo.

Come trovare un nuovo relatore dopo il trasferimento?

Trovare un relatore nell’ateneo di destinazione prima di formalizzare il trasferimento è una pratica fortemente consigliata. Il motivo è semplice: se nessun docente del nuovo ateneo è disponibile o competente per il tuo argomento specifico, trasferirsi significa avviare una procedura burocratica costosa senza avere un punto di arrivo definito.

Il percorso pratico consigliato:

  1. Identifica i docenti del nuovo ateneo che pubblicano sul tuo argomento (Google Scholar, IRIS, sito del dipartimento).
  2. Contattali via email istituzionale prima della domanda di trasferimento, allegando un sommario del lavoro già svolto e chiedendo esplicitamente se sarebbero disponibili a seguire la tesi.
  3. Ottieni una risposta positiva scritta prima di avviare il trasferimento.

Puoi anche verificare la disponibilità di sessioni di laurea e scadenze del nuovo ateneo per capire se i tempi del trasferimento sono compatibili con la tua pianificazione.

Quali alternative esistono al trasferimento?

Prima di avviare la procedura di trasferimento, considera queste alternative che preservano la carriera accumulata:

Alternativa Come funziona Impatto sui tempi
Cambio relatore interno Richiesta formale al Coordinatore del corso di studi 1-3 mesi aggiuntivi
Co-supervisione informale Accordo tra il tuo relatore e un docente dell’altro ateneo Minimo, se il relatore è d’accordo
Cotutela formale Accordo istituzionale tra due atenei, tesi discussa in entrambi 2-4 mesi per la formalizzazione
Trasferimento pieno Nuova iscrizione, nuova carriera, nuovo relatore Minimo 6-12 mesi aggiuntivi

La cotutela è lo strumento più efficace per chi vuole accedere alle risorse di un altro ateneo senza perdere il percorso già costruito. Richiede però la disponibilità del relatore attuale e un accordo formale tra i due atenei, che in alcuni casi deve passare dalla firma dei rispettivi Rettori.

Le procedure di passaggio e di selezione di un nuovo supervisore sono trattate, in chiave comparata, nelle guide internazionali: in Spagna la selezione del direttore di tesi universitario illustra i criteri pratici di scelta del docente; in Portogallo la checklist CAPES e FCT per la sottomissione e la formattazione delle tesi mostra come gestire la portabilità documentale; in Francia il metodo completo di preparazione e redazione del memoire di Master aiuta a riorganizzare il lavoro intorno a un nuovo supervisore.

Come il trasferimento impatta sui tempi di laurea?

Il trasferimento durante la tesi quasi inevitabilmente posticipa la laurea. Le variabili che determinano l’entità del ritardo sono:

  • La fase della tesi al momento del trasferimento (raccolta dati vs. stesura vs. revisione finale)
  • La disponibilità del relatore nel nuovo ateneo
  • Il grado di compatibilità dell’argomento con le linee di ricerca del nuovo dipartimento
  • La finestra temporale del trasferimento rispetto alle sessioni di laurea disponibili

Per chi è nella fase di stesura avanzata (oltre il 70% dei capitoli completati), il trasferimento raramente vale il ritardo che comporta. Per chi è ancora in fase di raccolta dati o revisione letteratura, il bilancio può essere più favorevole se l’accesso alle risorse del nuovo ateneo è determinante per la qualità della ricerca.

Altre domande correlate

Il trasferimento universitario costa qualcosa?

Sì. Oltre alle tasse di iscrizione al nuovo ateneo, sono previste spese amministrative per la domanda di trasferimento (variabili tra 50 e 200 euro a seconda dell’ateneo) e potenzialmente mora se la domanda viene presentata dopo le scadenze ordinarie. Vanno considerati anche eventuali costi di trasferimento fisico (residenza, affitto).

Posso trasferirmi in un ateneo telematico mentre scrivo la tesi?

Sì, il trasferimento verso università telematiche (Pegaso, Ecampus, Uninettuno) segue le stesse procedure degli atenei statali. La differenza rilevante è che molti corsi di laurea telematici hanno requisiti di tesi meno rigidi e sessioni di laurea più frequenti, il che può accelerare il percorso in alcuni casi.

Il trasferimento annulla i voti già acquisiti?

No, i voti non vengono annullati: vengono valutati dal Consiglio del corso di studi del nuovo ateneo per la convalida. Il nuovo ateneo può non riconoscere alcuni esami se non corrispondono al piano di studi del corso equivalente, richiedendo esami integrativi. La media ponderata viene ricalcolata con i voti convalidati.

Posso tornare all’ateneo di partenza se il trasferimento va male?

Tecnicamente sì, tramite una nuova procedura di trasferimento, ma i tempi si allungano ulteriormente di un anno accademico. Non esiste una procedura di “revoca” del trasferimento: una volta formalizzato, il cambio è definitivo per quell’anno accademico. Per questo motivo è fondamentale la fase preparatoria prima di avviare la procedura.

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